AUTUNNO ECONOMICO!

Scritto il alle 06:17 da icebergfinanza

http://oltreilcancello.files.wordpress.com/2007/09/foto_autunno_358.jpg

Se ma vi fosse bisogno di una qualsiasi conferma alla mia visione di una lunga e profonda recessione che ci aspetta all’orizzonte, ebbene questa è arrivata dall’ ISMReport manufacturing rilasciato ieri. E pensare che in Europa qualcuno intravede nella nebbia di questa crisi un punto di arrivo nell’estate del 2009, un continuo ricorso a dichiarazioni che quotidianamente spostano le previsioni un pò in la nel tempo, senza cercare di rendere consapevoli la gente della situazione, una situazione che è il risultato della più grande correlazione sistemica della storia, una tempesta perfetta che ci accompagnerà per molto tempo nelle sue conseguenze.

Guardando anche solo distrattamente i dati relativi al settore manifatturiero in piena emorragia da un’infinità di mesi, in recessione dall’inizi del 2007, non si può non notare il crollo relativo all’occupazione anche se ormai a forza di delocalizzare il lavoro nei paesi emergenti, l’ America è ormai un paese fondato principalmente sui servizi. Non di meno evidente è il crollo delle esportazioni che hanno sostenuto il PIL in questi ultimi trimestri, attraverso la svalutazione del dollaro, rimandando nel tempo un destino ormai scritto nelle pieghe di questa crisi. Inoltre nel crollo dei prezzi è iscritta fondamentalmente l’alba di una nuova deflazione globale. Dalla produzione ai nuovi ordini emerge una situazione che ci riporta alla profondità di questa recessione manifatturiera che la globalizzazione ha accentuato con la delocalizzazione, distruggendo il tessuto appunto manifatturiero dei paesi occidentali senza dimenticare la nostra Italia.

Gli ultimi dati relativi al settore automobilistico, con l’ulteriore crollo del 30 % delle vendite di Ford Motors e del 45 % di quelle di General Motors, non fanno altro che confermare questa profonda recessione del settore manifatturiero, congiuntamente ad una reale contrazione del credito al consumo e del leasing diretto all’acquisto di automobili.

 

MANUFACTURING AT A GLANCE
OCTOBER 2008

Index

Series
Index
October
Series
Index
September
Percentage
Point
Change

Direction

Rate
of
Change
Trend*
(Months)
PMI 38.9 43.5 -4.6 Contracting Faster 3
New Orders 32.2 38.8 -6.6 Contracting Faster 11
Production 34.1 40.8 -6.7 Contracting Faster 2
Employment 34.6 41.8 -7.2 Contracting Faster 3
Supplier Deliveries 49.2 52.5 -3.3 Faster From Slowing 1
Inventories 44.3 43.4 +0.9 Contracting Slower 4
Customers’ Inventories 55.0 53.5 +1.5 Too High Faster 3
Prices 37.0 53.5 -16.5 Decreasing From Increasing 1
Backlog of Orders 29.5 35.0 -5.5 Contracting Faster 6
Exports 41.0 52.0 -11.0 Contracting From Growing 1
Imports 41.0 44.0 -3.0 Contracting Faster 9
             
OVERALL ECONOMY Contracting From Growing 1
Manufacturing Sector Contracting

 

 

"About 85 percent of domestic banks tightened lending standards on commercial and industrial loans to large and mid- size firms, the highest since the survey began in its current format in 1991, the Fed said. Bloomberg

Circa l’85 per cento delle banche nazionali hanno norme più severe in materia di erogazione di prestiti commerciali e industriali di grandi e medie dimensioni la più alta percentuale da quando l’indagine della Fed ha avuto inizio nel 1991.

Half of domestic banks said they were “somewhat or much less willing” to make consumer installment loans over the past three months, the highest since the current survey began.

Consumatori e imprese accomunati dalla siccità del credito e non poteva essere altrimenti in omaggio alle dichiarazioni di quelli economisti che in questi mesi si affannavano a ricordare che di contrazione del credito non vi era traccia.

Certo continuando a guardare dietro alle spalle è difficile accorgersi di quanto accade all’orizzonte. In sintesi le condizioni di credito restano critiche anche se vi sono alcuni flebili segnali di ripresa da alcuni indicatori interbancari che sono scesi sotto i livelli pre-fallimento Lehman Brothers anche se per quanto riguarda il TED SPREAD siamo ancora a livelli di tensione e lo stesso spread sulla Commercial Paper rientra troppo lentamente considerando il massiccio intervento della Federal Reserve.

Per quanto riguarda invece il credito al dettaglio le condizioni sono critiche e non potrebbe che essere cosi, sino a quando gli interventi statali non sono chiaramente subbordinati ad un maggior sostegno all’economia reale.

Per chiunque volesse approndire questo è l’indirizzo di alcuni grafici in relazione alla dinamica del credito.

“The credit crisis reached up and grabbed the throat of the global economy and choked off economic growth,” Dallas Fed Bank President Richard Fisher said in a Bloomberg Television interview.

La crisi del credito, il credit crunch ha preso alla gola l’economia globale, sostiene Fisher e non poteva essere altrimenti, nella correlazione sistemica più imponente della storia, la leggenda del "decoupling" economico, ovvero la possibilità di sostenere l’economia mondiale data ai paesi emergenti, adolescenti all’inizio di un loro cammino responsabilizzati oltre le loro reali possibilità, ai quali non è stato dato il tempo di crescere con le proprie forze, dimenticando che senza i consumi occidentali, questa era l’ennesimo circolo vizioso creato per combattere la deflazione immaginaria.

Riagganciandomi per un istante alla leggenda del consumatore americano dopo i segnali di insolvenze esponenziali nel settore delle carte di credito come abbiamo già visto nel post dal titolo CREDIT_CARDS_LO_TSUNAMI_DEL_DEBITO_ALL’ORIZZONTE nuovi segnali arrivano dall’America.

Poor Customers Left In The Dark By Not Paying Electric Bills Businesssheet.com

poweroutage.jpg 

…..senza enfatizzare troppo la situazione credo che molti di voi ricorderanno come all’improvviso nei primi mesi dell’anno il consumatore americano incominciò a non saldare più le fatture relative alle bollette telefoniche e a internet collegate alle proprie carte di credito, ebbene oggi il problema si ripresenta sul versante energia elettrica……

Utilities are becoming more aggressive about collecting money from delinquent customers, leading to a surge in service shutdowns just as economic woes are pushing up the number of households falling behind on bills… WSJ

Ora via CalculatedRisk vorrei portare la Vostra attenzione sulla proposta della FDIC di intervenire direttamente nel mercato immobiliare utilizzando tra i 40 e i 50 miliardi di dollari dei complessivi 700 approvati dal Congresso per stabilizzare le foreclosures.

Ebbene sembrerebbe che l’ideologia della CasaBianca sia fermamente contraria a questo intervento nonostante le ripetute smentite.

Comunque sia la sostanza è che oggi qualsiasi intervento diretto sul mercato immobiliare può solo attenuare gli effetti di questa profonda deflazione immobiliare ma non cambiarne la reale destinazione che è quella di trovare un punto di equilibrio in rapporto ai redditi ed agli affitti. Come sottolinea Calculated Risk qualsiasi tentativo di tener artificialmente alti i prezzi non farà altro che rimandare l’inevitabile destino e prorogare l’eventuale ricupero.

Se ad ogni dinamica in atto dal mercato immobiliare a quello finanziario proviamo ad aggiungervi gli effetti di una profonda e severa recessione, non possiamo che giungere alla conclusione che la risoluzione di questa crisi richiederà tanti anni ancora.

Per quanto riguarda il breve termine ancora una volta di più contro corrente, controvento, contro qualsiasi illusione di un rimbalzo di un certo spessore, in riva al fiume almeno sino alla fine del mese , in attesa del prossimo uragano che non tarderà ad arrivare, perchè ancora in molti non hanno capito nulla di questa crisi e l’analisi tecnica come quella fondamentale fatta in casa del conflitto d’interesse e della superficialità estrema, non stanno scontando ancora nulla di ciò che verrà!

Comunque sia tenete sempre d’occhio i nostri indicatori ed oggi più che mai il barometro_degli_HEDGEFUNDS e il faro TEDSPREAD senza dimenticare che oggi sapremo se l’America avrà scelto il cambiamento, un nuovo sogno americano che dovrà confrontarsi con la realtà di un sistema economico avviato verso il suo tramonto.

Oggi c’è bisogno di scelte coraggiose scelte che ho evidenziato in un vecchio post dal titolo, UN_MESSAGGIO_DALLA_STORIA …….come scrisse il professor REICH in un suo intervento sul NEWYORKTIMES dal titolo, TOTALY SPENT  che sintetizzo cosi:

"Stiamo scivolando verso la recessione o peggio, e Washington utilizza rimedi normali per la recessione economica, ma questa volta rimedi normali non sono in grado di produrre effetti in quanto questo non è un normale rallentamento. Il problema è più profondo, è il culmine di tre decenni durante i quali il consumatore americano ha vissuto al di là dei suoi mezzi ed ora tutto ciò stà terminando. I consumatori hanno esaurito la possibilità di mantere un alto livello di consumi.

L’unico rimedio duraturo è quello di accettare un più basso tenore di vita e le imprese adeguarsi ad un’economia di tono minore, dare ai redditi medio bassi più potere di acquisto e non solo temporaneamente.

Gran parte dell’attuale dibattito è irrilevante, anche con più sgravi fiscali per le imprese esse non investirebbero nell’acquisto di attrezzature quando la domanda è in calo e un pacchetto di stimolo fiscale per le famiglie temporaneo non otterrà che i consumatori ritornino nei centri commerciali, perchè i consumatori sanno che l’assistenza è temporanea. I problemi per la maggior parte dei consumatori sono di natura permanente. Un’ulteriore riduzione di tasso potrebbe sbloccare i mercati del credito e dare accesso a prestiti meno onerosi ma non si tornerà più al credito facile di anni fà, creditori e debitori sono rimasti scottati e il valore delle abitazioni e altri beni sono caduti più velocemente delle riduzione dei tassi. (…)

Vecchi rimedi, per crisi di dimensioni epocali, strategie di breve respiro per crisi che stanno convolgendo le fondamenta del sistema economico/finanziario mondiale, ecco questo potrebbe essere l’errore di cui si parlerà nel prossimo futuro.

Accompagnamo la rinascita di questo sistema che nei suoi ingredienti principali non ha nulla da inventare, si tratta solo di somministrarne le giuste dosi, eliminando quella concezione di "libero mercato" unicamente al servizio del profitto, libero mercato selvaggio, neoliberismo puro ad integrare con il  " SOCIALBUSINESS di Yunus, un progetto ad ampio respiro che si insinua nelle crepe profonde di questo sistema.

 «Abbiamo bisogno di creare nuove agenzie di rating, nuove terminologie, definizioni, indicatori di impatto, persino nuovi giornali finanziari: sogno il Social Wall Street Journal- ci dice Yunus – ma anche scuole e università che insegnino ai giovani amettere in piedi e gestire e veri e proprie imprese sociali ». La prossima sfida la Social business enterprise, «un’impresa creata non per massimizzare i profitti, ma i benefici per le persone cui si rivolge, senza incorrere in perdite».

Incominciamo dalle nuove generazioni, dalle scuole, dalle università, università e scuole di manager in grado di seminare l’Etica, magari utlizzandola come diserbante nel campo dell’economia mondiale per permettere alla "mano invisibile" di raggiungere ogni angolo del pianeta. 

Perchè il futuro sono i nostri figli, perchè il futuro siamo noi, ognuno consapevole della realtà a cui stiamo andando incontro, realtà e destino che possiamo e dobbiamo modificare quotidianamente, gocce nel mare che diventano oceani , per non assistere inermi al messaggio unico di questa società. 

 

Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gatuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

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21 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2008 at 10:26

(riporto dal post precedente)
Buongiorno,
riporto un’articolo di Michele Spallino che offre molti spunti di riflessione:
http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2008/11/speciale-spallino-cancro-centrale.html
Matteo

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2008 at 12:13

C’è poco da stare allegri. Ma il cambiamento deve venire dalla fiducia che non potrà essere ritrovata finchè non si cambia il modo di essere banca.
Le banche sono ormai considerate dai risparmiatori come associazioni a delinquere e quindi per sfatare questo concetto dovrebbero cominciare a restituire il maltolto ai clienti ed invece continuano al solito modo cercando di organizzare qualche altra truffa. Anche gli stati che le stanno salvando a suon di mld di euro dovrebbero imporre loro il cambiamento. Purtroppo la fiducia non tornerà per magia anche perchè siamo tutti convinti che i pochi risparmi che sono rimasti dopo le fregature sono a rischio assoluto in balia di deficit degli stati e delle banche. In Italia avremo patrimoniali a go-go. Spero di sbagliare.
Nat

Scritto il 4 novembre 2008 at 13:09

Negli ultimi 30 anni il Tessuto Manifatturiero Italiano è strato divorato giorno per giorno (piuma per piuma) dal comportamento distruttivo di parte del sindacato italiano e… dal comportamento omissivo per paura? ignoranza consapevole? pusillanimità? dell’altra parte del sindacato e delle associazioni imprenditoriali.

Chi è causa del suo mal… pianga se stesso.

Cmq quello che adesso siamo chiamati a fare è ognuno la propria parte per ridare slancio al nostro Paese e così anche prevenire un conflitto generazionale.

Quello che dobbiamo fare però è anche pretendere con garbo che certe “associazioni” facciamo un passo a latere, smettendo subito di remare contro noi tutti Italiani.

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2008 at 13:35

Oggi ho sentito in giro fra TV, giornale e per fortuna solo qualche sito internet; che le cose “economiche” stanno lentamente migliorando: Anche all’Ungheria hanno dato 6,5 euro, no 6,5 miliardi o milioni o mila migliardi, cavolo hanno dato un pò di euro.
Ma io non ho visto neanche un euro e intato quì piove a dirotto e il comune alle 24:00 spegne le luci, alla sera sono tutti a casa con i ceri accessi, i rubinetti del metano li abbiamo chiusi.
Ma che “economia” abbiamo ?????

Scritto il 4 novembre 2008 at 14:45

Ciao a tutti, come dici giustamente tu Andrea, la pausa per le elezioni non cambierà gli effetti di questa crisi (anche di questo mini rally di questi giorni), anche se un pò di speranza che un nero d’America possa cambiare qualcosa ce l’ho. Non sarebbe bello un Obama a scuola di Yunus?

Scritto il 4 novembre 2008 at 15:31

La crisi sarà così selvaggia che l’aspetto più bello è che dopo ci sentiremo tutti un pò più poveri ma felici.
Durante quei crolli respiravo nell’aria il limite, la vera dimensione umana, il PIL derivato dai diabolici derivati e dal credito facile ha reso l’uomo una bestia, lo ha tolto dalla dimensione umana e amorevole che riveste, solo il profitto o la cultura usa e getta è diabolica, usa il marito e gettalo, usa la moglie e gettala, usa il cellulare e gettalo, usa il tuo corpo e gettalo, usa l’onestà e gettala, usa le persone e gettale….la cultura dell’usa e getta e il motore del capitalismo…è solo un sistema che merita di fallire.

Per tornare ad un discorso economico preparatevi ad un crollo violento del mercato il crollo violento ancora non c’è stato.

Occhio!!! Come dice il capitano stiamo a riva!!!!

Scritto il 4 novembre 2008 at 17:17

Ecco i sintomi della Grande Deflazione del 21° secolo……..

WASHINGTON (Reuters) – Federal Reserve Bank of Dallas President Richard Fisher said on Monday the U.S. economy would register no growth next year but is not at risk of entering a potentially very damaging deflationary trend.

“I think we might see some negative numbers in terms of headline inflation for a couple of months. That does not mean we are in a sustained deflationary trend,” he told Bloomberg Television in an interview.

Fisher is a voting member of the Fed’s interest rate-setting committee this year.

He had been very worried about inflation, but this concern ended in September when he stopped dissenting against monetary policy easing and voted for interest rate cuts. Fisher stressed that price pressures had greatly diminished since that time.

“I don’t see any economic growth through 2009 … Inflationary forces have just subsided. In fact, they were vaporized” (in the fall), he said.

The Fed cut interest rates by a half percentage point to 1 percent on October 29 and removed inflation as a risk to the economy from its policy statement announcing the decision. It instead emphasized that downside risks to growth remained.

“We’re getting close to zero bound and we’ve already started quantitative easing; we have all these facilities. That is what this is all about. Our balance sheet has expanded … I wouldn’t be surprised to see it at $3 trillion by year-end.”

That was a reference to the wide range of emergency liquidity measures taken by the Fed to keep credit markets from freezing up. But Fisher acknowledged they were locked up and said this was blunting the impact of the Fed’s rate cuts.

“You can’t have capitalism without capital. So the effectiveness of our fed funds rate cuts are obviously not the same if it is not flowing as freely,” he said.

Fisher said the rapid expansion of the Fed’s balance sheet and powerful policy easing might be an inflation threat at some stage, but policy-makers would not allow it to take root.

“When we get to that point you know … we’ll be on it like a chicken on a June-bug. That is not the issue presently. The issue presently is to get the credit system working again.”

Nessuna spirale deflazionistica? Da qualunque parte strambi il veliero dei governatori della FED sembra che abbiano ben poco chiaro l’orizzonte………..aggiungerei nessuna crescita per il 2009 e per il 2010, visto che molti sembrano dimenticarlo.

La favola di Moody’s ci dice che 30 stati americani sono in recessione altri 19 sono sull’orlo, in fondo sempre con il senno di poi, dalle agenzie di rating agli analisti delle banche di investimento……..

il Carrozzone va avanti da sè e….riprende la via ….i nostri sogni, la fantasia ridevi forte e la paura e l’allegria bella la vita dicevi tu e t’ha imbrogliato e t’ha fottuto proprio tu con le regine e con i suoi re il carrozzone va avanti da se…….

……queste luci impazzite si accendono e tu cambi faccia ogni sera, ma sei sempre tu, sei quell’uomo che viene a cercare l’oblio, la poesi che ti vendo di cui sono il dio.

Andrea

“We’re getting close to zero bound and we’ve already started quantitative easing ; we have all these facilities.

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2008 at 17:32

Un messaggio per tutti col ORO che sanno comprendere……….

http://www.kitco.com/charts/livegold.html

Scritto il 4 novembre 2008 at 17:41

Ma non sono molti col ORO che sanno comprendere ………ormai siamo in preda ad una follia collettiva che si autoalimenta quotidianamente, l’ennesimo paese dei balocchi per attirare bimbi distratti, in attesa dell’appuntamento del 15 novembre, un appuntamento con la Storia, l’ennesima illusione per coloro che credono in questo sistema presiederà il presidenet degli Stati Uniti, un tale WGeorge Bush l’uomo adatto per questo appuntamento!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2008 at 17:52

Simpatico il post 6, ti sei dimenticato del popolo; usa il popolo e gettalo. Vedi USA ad esempio.

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2008 at 18:22

Un messaggio per tutti…:

Crisi Mercati: Fitch, Usa e Europa in grave recessione nel 2009

Peggior declino dalla II Guerra Mondiale (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 04 nov – Stati Uniti, Regno Unito, Europa e Giappone vivranno nel 2009 il peggior declino del Pil dalla Seconda Guerra Mondiale. Ad indicarlo e’ uno studio di Fitch che prevede una flessione dello 0,8% del Prodotto interno lordo per questi Paesi a fronte del +1,1% nel 2008. Il prossimo anno le economie continueranno ad essere colpite da condizioni del credito difficili unite a crisi dei consumi e discesa degli investimenti da parte delle aziende. Questo mix “portera’ a un’inusuale rallentamento sincronizzato delle economie avanzate”. Complessivamente il Pil mondiale sara’ ancora positivo nel 2009 e dovrebbe salire dell’1% anche se si tratta del risultato peggiore dagli anni Novanta e si confronta con una crescita media del 3,5% negli ultimi cinque anni.

…e uno per colORO che amano il metallo giallo (riposto parte di mio vecchio commento):

“Large investors and bullion dealers are now looking to take delivery of the December gold contract and there is likely to be a significant number of longs who stand for delivery leading to COMEX warehouses being depleted and the increasingly ridiculous COMEX price then surging in value.
The POSSIBLE DEFAULT of COMEX is even being considered by some astute observers. It is estimated that COMEX only have enough gold to deliver on some 10% of the outstanding contracts. October is not a delivery month so the December contract is being targeting.”
In sostanza non ci sono abbastanza lingotti da consegnare a chi dovesse chiederli x regolare i contratti…..
Tirate voi le conclusioni.
Buona serata a tutta la ciurma!

Il Cigno Nero

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2008 at 19:25

il bel metallo a mio avviso è incanalato in un trend secondario correttivo, tra non molto il trend primario dovrebbe rifarsi sentirsi.
C’è una Possibilita di test verso i 600 “dollari”

Piu che speculazione comprare l’oro io lo considero “solidificare i liquidi”, altro che speculazione, in questo mondo ci succhiano il sangue giorno per giorno. Sono sempre piu incazzato.
Questa recessione (si recessione dal 2001, basta guardare la realta!) fara un gran bene. Una specie di reset.

Saluti.
MM

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2008 at 22:11

La mia non vuole essere una cattiveria, ma un pò di crisi a qualcuno insegnerà qualcosa e dovrà ritornare con i piedi per terra. Mi riferisco ad alcuni operatori economici tipo qualche commerciante e artigiano che si sono approfittati senza ritegno di tutti i cittadini praticando prezzi in nero da vergogna!
Un particolare pensiero va anche alle banche che hanno prima guadagnato vagonate di migliardi di euro a ns. spese e adesso noi dobbiamo salvarle! Mi chiedo: ma quei manager che hanno guadagnato cifre da capogiro, direi inimmaginabili, è giusto che restino impunemente al loro posto e che non debbano restituire qualcosa ai loro datori di lavoro, visti i risultati finali raggiunti?

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2008 at 22:21

Si, ci sarà una recessione, un bel repulisti, ma con questa ramazzata verrà spazzata via una moltitudine di innocenti, di persone che han già troppo da pensare a tirare avanti per poter sapere cosa sta succedendo. Mi dispiace immensamente.

utente anonimo
Scritto il 4 novembre 2008 at 23:49

Suvvia, bando agli scoramenti oggi quasi + 7% , una boccata d’ossigeno, festeggiamo è il 4 Novembre, anniversario della Vittoria questo il bollettino immaginario:

Consob, IV Novembre 2008

Bollettino della Vittoria

La guerra contro il mercato ribassista che sotto l’alta guida di sua Maestà il Toro il popolo rialzista della borsa, inferiore per numero e per mezzi iniziò il 24 maggio 2005 e che condusse con fede incrollabile e tenace valore fino ad oggi, è vinta.
La gigantesca battaglia ingaggiata dallo scorso 24 ottobre ed alla quale prendevano parte cinquanta divisioni di rialzisti italiani più altre di stranieri contro 73 di ribassisti, è vinta.
I ribassisti sono annientati nell’indice SPMIB40, nel Future, nel Mibtel, ed in tutti gli indici settoriali: essi hanno subito perdite gravissime negli scoperti nonostante l’accanita resistenza ed hanno perduto capitali ingentissimi.
I resti di quella che fu una delle più potenti ed agguerrite lobbies ribassiste e disfattiste del mondo risalgono senza speranze le valli dell’Orso che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

Firmato
A. Cardiaz

utente anonimo
Scritto il 5 novembre 2008 at 01:04

Per il post #12..
se l’oro dovesse raggiungere i 600 dollari significherebbe la morte della libertà monetaria..in cuor mio sento che l’oro riprenderà il volo a breve..e ricorda che il valore REALE del giallo metallo depurato dalle manipolazioni delle “mani invisibili” sarebbe sensibilmente sopra i 10.000 dollari l’oncia..comunque non penso che un ritorno al gold standard risolverebbe tutti i problemi del mondo ma, almeno credo, ridurrebbe di molto gli squilibri creati da questi squilibrati.
Ciao

Devin

utente anonimo
Scritto il 5 novembre 2008 at 04:03

a 600 potrebbe andarci a fare uno spike, non lo posso escludere, e cmq sono dollari.
Se lo si guarda in euro la prospettiva è piu chiara.

Io ho fatto dei calcoli, e sono arrivato al risultato che dovrebbe valere 3300€ circa all’oncia (nel medio periodo, gli spike a 5000 potrebbe arrivarci).

Come si arrivi a 10000$ non lo so, ma se ad esempio il dollaro si svalutera’ di molto….

Se hai notizie sul come si calcola il valore teorico dell’Oro benvengano,

ma aggiungo che il valore delle cose alla fine lo da sempre il mercato, lui ha sempre l’ultima parola, e noi dobbiamo seguirlo, e intuire la sua rotta principale.

E’ stato un gusto veder saltare in aria in questo periodo sedicenti analisti, con un repertorio di libri da far impallidire importanti scrittori, e accecati dalle loro TEORIE, non hanno visto le cose sotto gli occhi di chi sa leggere i grafici.
Sono contento che si siano dimostrati degli Asini. (PECCATO CHE MOLTI AVRANNO PERSO SOLDI SEGUENDO I LORO CONSIGLI, MA SOLO IN QUESTO MODO SI IMPARA A GESTIRE IL DENARO)
CIAO

MM

utente anonimo
Scritto il 5 novembre 2008 at 07:26

ed ora, brutte canaglie, festeggiamo il presidente Obama: uesta e’, da molti anni, la piu’ bella notizia che viene dagli Stati Uniti. E’ finita per Bush, finalmente.
All thinks are possible!
ricordatelo sempre
W Obama, abbasso la mafia
un saluto a tutti
pinio

utente anonimo
Scritto il 5 novembre 2008 at 17:27

Sono ovviamente contento della vittoria di Obama che sbarra il passo ad altri quatto anni di follia guerrafondaia.

Peccato che il nuovo Presidente abbia davanti a se contemporaneamente diversi pasticci giganteschi: subprime, carte di credito, ARMs, energia, ambiente, IRAQ, Afghanistan e tutto il resto dell’eredità di uno dei peggiori presidenti della storia USA.

E’ un po’ ironico che debba essere proprio un appartenente alle minoranze costretto a far capire ai suoi concittadini che devono riposizionarsi ad un livello di cosnumi più basso. Bush ha detto che l'”American way of life is not negotiable”: peccato che senza soldi sia in realtà “not sustainable”!

Guido

p.s. Un dubbio atroce: cercheranno di fare fuori il nuovo presidente?

utente anonimo
Scritto il 5 novembre 2008 at 23:25

#19
Sicuramente ci tenteranno.

utente anonimo
Scritto il 6 novembre 2008 at 00:20

Egr. Sig. Mazzalai,
ancora una volta complimenti x la chiarezza e profondità delle sue analisi. Le chiedo una cortesia: potrebbe riprendere il tema oro? L’ultimo articolo che tratta questo argomento risale ad Agosto, e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Mi permetto di citare un passaggio dell’articolo:”Perchè una banca centrale che voglia dirigere a piacimento i tassi a breve, come primo obiettivo deve sopprimere la funzione segnaletica del prezzo dell’oro sulle tensioni inflattive e sul rischio sistemico.
Qui il rischio si chiude: dal confronto dei due rapporti OCC di giugno e settembre 2007 emerge che JP Morgan Chase ha aumentato la sua, già predominante esposizione in derivati sull’oro del 25 % da 34 a oltre 40 miliardi su un mercato di 48 miliardi in tutto.

Non appare azzardato conclude Russo che la Fed, via JP Morgan, cerchi di controllare il prezzo dell’oro per evitare l’aggiustamento automatico degli squilibri generati da una politica monetaria espansiva e deleteria.”

Ora, mi pare che in uno scenario come quello attuale che è sì deflattivo, ma fondamentalmente molto incerto, il prezzo dell’oro non dovrebbe seguire in modo passivo quello dei mercati, insieme alle altre commodities, ma in quanto bene rifugio per eccellenza dovrebbe distinguersi. In fondo l’oro non è rame o zinco! o sbaglio? Allora i casi sono due: o il prezzo dell’oro finanziario (ETC) è ancora drogato ad arte come tutto il resto, e tutta la crisi sinora trascorsa non ha intaccato per nulla le strategie difensive di JPMorgan-FED e in questo caso oscilla a piacimento come fosse una qualsiasi azione, o le banche centrali possono far posto nei sotterranei, perchè l’oro fisico che da secoli custodiscono, ormai, nel mondo della finanza virtuale, non vale più del suo valore come bene industriale. Infine una curiosità: esiste ancora in Italia la possibilità per un cittadino di comperare oro fisico? o è un diritto riservato ad altri? e se sì, dove?
Le sarò grato se avrà tempo di affrontare questo argomento…
Saluti.
RedLizard

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