CORE TIER 1, TUTTA UNA QUESTIONE DI CUORE!

Scritto il alle 06:15 da icebergfinanza

http://www.corriere.it/Media/Foto/2005/02_

 

Too big to Fail il dogma assoluto che ha preceduto in questi lunghi mesi la grande depressione finanziaria è stato spazzato via dal fallimento di Lehman Brothers, un immenso errore di valutazione da parte delle autorità americane che non hanno valutato a fondo l’effetto farfalla della più piccola banca d’investimento.

Stern governatore della Fed di Minneapolis autore con Feldman del libro " Too Big to Fail: The Hazards of Bank Bailouts " ci ha ricordato tempo fa che  i recenti avvenimenti hanno rafforzato in alcuni creditori le aspettative di sostegno o hanno creato per la prima volta queste aspettative, ma che queste apettative non dovrebbero esistere.

"Semplicemente noi non siamo in grado di consentire la percezione diffusa di un supporto governativo che pervada il sistema finanziario." L’esperienza di altri paesi suggerisce che tale strategia è molto costosa ed in ogni caso le nostre proposte mirano a ridurre il rischio sistemico …..(…)

Viste con il senno di poi, queste parole lasciano il tempo che trovano!

Il grado di leverage del sistema finanziario internazionale, sotto l’onda dei " margin call " ovvero l’esigenza di rientro di tutte le posizioni a leva speculative e non, vendite furiose a qualunque prezzo di azioni e materie prime, rientri precipitosi di capitali e chiusura delle operazioni di "carry trade" ( indebitamento in yen o franchi svizzeri per "speculare" in valute o paesi dove gli interessi erano maggiori ) che fanno volare al di là dei fondamentali il dollaro e lo yen è oggi il tema del giorno.

L’onda del deleveraging è solo all’inizio e all’orizzonte, nel regno delle "nebbie eterne" quello degli hedge funds si intravede in lontananza un movimento eccezionale che con il passare del tempo quando meno il mercato se lo aspetta produrrà una esplosione spettacolare dell’ultima ora, il fallimento di uno di questi gioielli opachi benedetti dalle banche centrali, in più occasioni.

Mario Seminero, su  LIBERO MERCATO ci ricorda che…..

Le tre banche islandesi coinvolte nel dissesto avevano a fine 2007 un totale di attivi pari a circa dodici volte il pil dell’isola. Chiaramente insostenibile per le forze di un solo paese. Che infatti, dopo un primo tentativo di difendere il cambio della corona, agganciandolo all’euro, è stato costretto a gettare la spugna a causa della progressiva incapienza fiscale e di riserve valutarie per fare fronte all’esposizione estera delle banche. E’ verosimile che le autorità monetarie e politiche di Reykjavik abbiano compiuto errori di sottovalutazione e si siano rese responsabili di rilevanti leggerezze sul piano regolatorio. Ma resta l’essenza di conglomerati bancari troppo grandi per essere gestiti dagli stati nazionali. Per fare altri esempi, la svizzera Ubs ha un bilancio pari a circa 2000 miliardi di franchi svizzeri, a fronte di un pil della Confederazione di soli 512 miliardi di franchi. La seconda banca svizzera, Credit Suisse, ha attivi per 1330 miliardi di franchi, e la somma dei prestiti erogati dalle due banche tocca i 640 miliardi di franchi.

Ma anche dentro l’Unione europea il problema esiste, nelle stesse drammatiche proporzioni. Un dato su tutti: le passività di Deutsche Bank, pari a 2000 miliardi di euro, sono pari all’80 per cento del pil tedesco, e la banca ha una leva finanziaria (definita come rapporto tra capitale azionario e attivi totali) che si approssima all’impressionante valore di 50. Quello di banche europee troppo grandi per fallire è un tema che impone una profonda riflessione alla Ue.

Sono mesi e mesi che cerco di rendere consapevoli su questa follia demenziale, sin dal lontano 14 agosto 2007 ed in particolare a cominciare dai veicoli finanziari fuori bilancio i CONDUITS senza dimenticare i SIV, i SIV LITES e i VIE Variable Interest Entity ingegneria finanziaria che cercava di riprodurre una copia del  leggendario " Mantello Invisibile " dove nascondere qualsiasi leva esponenziale, rigorosamente fuori bilancio.

Dall’Economist vi ho spesso riproposto questo grafico….

Abbiamo già visto come secondo il FINANCIAL_TIMES oltre 5000 miliardi di dollari giacevano nelle stive delle corazzate finanziarie, oggi barchette di carta in balia della tempesta perfetta, FASB LOBS A BALANCE-SHEET_BOMBSHELL!

Nelle REGOLE_DEL_GIOCO potrete scoprire che avrebbero potuto influenzare oltre 11.000 miliardi di assets senza l’intervento sulle stesse regole del gioco.

Tornando all’ Europa, visto che siamo stati abbituati a guardare la pagliuzza nell’occhio della finanza americana senza accorgerci della trave europea, anche Barclays non scherza con passività addirittura superiori all’intero PIL inglese. Di UBS è meglio non parlare in quanto il raffronto con il PIL svizzero è assolutamente improponibile quasi 20 volte.

L’ombrello governativo assume le dimensioni di un effetto placebo!

Inoltre vorrei ricordare a tutti che anche Bank of America e JP Morgan non scherzano, dopo aver assorbito una quantità di derivati e passività, che abbatterebbe anche un dinosauro.

 

 Su Sole 24 Ore Giuseppe Oddo fa una sintesi dal titolo "TITOLI_TOSSICI_X_381 MILIARDI", riportando il rapporto di R&S Mediobanca, sui primi venti gruppi bancari europei tra cui Unicredit e Banca Intesa.

Oddo ricorda in particolare che l’aggregato mostra inoltre una dotazione di capitale inidonea a garantire la solvibilità delle banche. Da rendiconti semestrali emergono quattro aree a rischio, puntualmente in passato evidenziate da ICEBERGFINANZA!

a) investimenti in finanza strutturata, tramite tipologie di prodotto variamente denominate ABS RMBS CMBS CDO e LBO ecc.

b) esposizione all’immobiliare con mutui subprime e Alt-a, io aggiungerei i mutui ARMs che ancora la stampa ufficiale continua ad ignorare ma che i lettori di Icebergfinanza conoscono bene.

c) affidamenti per iniziative a leva quali i leveraged by out, le scalate a debito.

d) esposizione verso imprese assicurative specializzate nella copertura dei rischi di insolvenza, il cui grado di solvibilità oggi è assai incerto.

Da notare che oggi presso il dipartimento americano del tesoro è allo studio una manovra di sostegno, tramite immisiione di capitale rilevando quote di capitale , delle società assicurative.

Prima di tutto diamo un’occhiata all’immenso ed esponenziale castello di carta dei derivati, oltre 700.000.000.000.000 di dollari e ai credit default swaps sotto pressione per lo tsunami di fallimenti in arrivo, non solo finanziari, non solo aziendali ma anche governativi.  La quiete dei paesi emergenti sembra ormai giunta alla fine.

Sostegno incondizionato al sistema finanziario, per l’economia reale e i contribuenti si vedrà!

Secondo l’agenzia APCOM a  fine giugno 2008 l’esposizione delle principali banche europee alle attività più rischiose ammontava a circa 742 miliardi, pari al 3,3% del totale degli attivi e al 93,5% del patrimonio di vigilanza. Lo rivela un’indagine R&S Mediobanca sui 20 maggiori istituti del Vecchio Continente.

Nel dettaglio, gli investimenti in prodotti di finanza strutturata sono pari a 469,8 miliardi, di cui 52,2 legati ai mutui subprime Usa. Vi sono poi quasi 193 miliardi legati alle operazioni di finanza ad alta leva, alle esposizioni "monoline" e ad altre categorie residuali. Infine 79,8 miliardi riferiti alle esposizioni nel settore real estate.

Considerando le sole attività cosiddette di Classe 3, quelle più "tossiche" (titoli illiquidi il cui valore è massimamente aleatorio essendo determinato in modo discrezionale dalla banca), l’esposizione delle 13 maggiori banche europee ammonta, a fine giugno, a circa 381 miliardi di euro, pari al 61,8% del patrimonio di vigilanza. In alcuni casi (Deutsche Bank, Credit Suisse e Ubs) l’incidenza supera ampiamente il 100%.

Per coloro che viaggiano su Icebergfinanza da pochi mesi la " CLASSE 3 " corrisponde al  " TERZO LIVELLO" in sostanza titoli strutturati, privi di mercato, illiquidi, valutati soggettivamente in maniera discrezionale e spesso privi di alcun valore alla scadenza. 

[text]

Anche in questo caso i lettori di Icebergfinanza sono al corrente della situazione già da molti mesi, in anteprima, ma in fondo questo era il destino di questo sistema e nessuno poteva farci niente, le crisi sono con noi e sempre lo saranno, l’unica differenza è di poterle attenuare sempre che qualcuno impari le lezioni del passato, della Storia.

Sempre e solo su Icebergfinanza…….Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!

La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!

In settimana, per tutti coloro che sosterranno o hanno sostenuto il Blog un’interessantissima visione sull’orizzonte che ci attende, un’orizzonte di carattere fondamentale, alcune riflessioni e carte nautiche per tracciare le rotte future.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
38 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 08:28

La situazione attuale dovrebbe spingere le banche, e le più esposte in particolare, alla più grande prudenza negli investimenti, e del resto, come scriveva Andrea qualche giorno fa “da quando Morgan Stanley e Goldman Sachs sono diventate idealmente per ora banche di credito commerciali, sembra che abbiano dovuto prendere le distanze dalla pratica di prime brokers con maggiori e severi requisiti normativi restringendo particolarmente i finanziamenti al pianeta degli hedge funds”.

Peccato che si sente dire che le due (ex?) banche d’affari sarebbero rimaste scottate dal rimbalzo di Volkswagen di ieri, dato che avrebbero grosse posizioni al ribasso sul costruttore automobilistico.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio? ma allora perché dobbiamo affannarci a salvare questi filibustieri da se stessi?
Guido

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 09:36

ma realmente, se è cosi, è possibile concretamente salvare tutte le banche.

con questi bilanci credo sia praticamente impossibile anche con tutta la buona volontà dei governi

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 09:49

lunga e profonda svalutazione del dollaro…..ma anche in europa, se vogliamo salvare tutti,dobbiamo indebitarci fino al collo.
e quindi svalutazione anche dell’euro.
e quindi inflazione e tassi in crescita.
boh, veramente da rompersi la testa

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 10:39

Ricordo che ci stiamo indebitando per salvarci dai debiti. E’ una spirale perversa.
Il tutto per me non è sostenibile, quindi è solo questione di tempo e i nodi arriveranno al pettine.
Matteo

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 11:13

La finanza è tutta illusione, ricchezza inventata a tavolino con il consenso dei governi.
Cosa dovranno farci poì con tutti questi soldi ?? la nuova guerra del 21° secolo.
Se dipendesse da mè, svanirebbe tutto come è apparso, intanto non gli venderei nè comprerei niente smettiamola di cascarci, che se lo producano da soli.
Tornare alle fondamenta dell’economia, un semplice scambio di cose con una moneta come mezzo per farlo.
O forse questi signori non vogliono comprare cose, ma persone e vite altrui !!!

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 12:15

Ciao Andrea volevo sottoporti alcune considerazioni… in effetti sei quasi l’unico se non l’unico blog libero che ha previsto con largo anticipo cosa stava accadendo e lo hai documentato con dovizia di fonti e dati.

1. In questa crisi non si è parlato del parco buoi , in quanto a mio avviso il parco buoi non esiste più… (il macellaio come l’elettricista non hanno capitali investiti in azioni … anzi forse non hanno proprio capitali)
2. Quindi chi ha perso in questa crisi sono anche le mani forti… e gli illustri fallimenti lo dimostrano.
3. In generale il livello dei prezzi è aumentato negli ultimi 10 anni più del reale valore dei beni.. mi riferisco in particolare anche agli immobili… oggi io pur con un lavoro dignitoso mio e di mia moglie non riesco ad acquistare una casa 3 stanze. Mio padre che ha fatto l’operaio tutta la vita , si è costruito una casa singola.
4. Per quanto leggo qua e la sembra che una crisi deflazionistica non sia improbabile…
5. Ti chiedo quindi se ci puoi fare un articolo sulla deflazione giapponese e soprattutto sugli effetti che ha prodotto anche per capire come proteggere quei 4 soldi risparmiati e capire se è meglio indebitarsi o ripagare gli eventuali debiti contratti nel caso si verifichi una situazione di questo tipo.
Grazie.

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 12:45

.

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 14:33

I problemi economici indicati al #6 dipendono dal fatto che l’economia di base, cibo, immobili e quant’altro alla base della vita; e l’economia ad alto valore aggiunto, ricerca, scuola e perchè no divertimento, sono appesantite da una serie infinita di parassitismo economico che vive al di sopra delle sue possibilità.
E” possibile che un buon pasto valga 10 euro e un paio di pantaloni strappati 250.
Umile opinione di uno qualsiasi.

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 14:46

Dopo averci detto che le Banche Italiane sono le meno esposte tra quelle europee, e quindi più sicure , ora viene fuori (perché ce lo dice Mediobanca non Banca d’Italia o Consob che se ne guardano bene) che le maggiori Banche Italiane hanno Coefficiente di solvibilità e Core Tier 1 peggiore della media europea.

Il coefficiente di solvibilità tra le grandi Banche europee è 12 come media.
E le nostre così sicure?
Monte Paschi 9,4
Popolare Milano 10,2
Banco Popolare 9,4
Intesa Sanpaolo 9,5
Ubi Banca 10,0
Unicredit 10,1

Mi sono imbattuto in un dispaccio di agenzia del 28 novembre 2007

“Ci siamo mossi con tempestivita’”

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 28 nov – La questione
(dei subprime, ndr) e’ venuta da fuori. Noi ci siamo mossi
con assoluta tempestivita’, ci siamo sentiti con Bankitalia,
abbiamo fatto 5 giorni di approfondimento e poi abbiamo
preso provvedimenti. Ho la convinzione che l’Italia non sia
investita in modo preoccupante e che ne sia uscita in modo
indenne”. Cosi’ il presidente della Consob, Lamberto Cardia, a
margine di un convegno organizzato dalla Camera di Commercio
di Milano. Cardia ha aggiunto che “l’attivita’ svolta prima
ha permesso di verificare che i sistemi di controllo e
vigilanza funzionano, ci sono casi sporadici di entita’ non
rilevante”.
Lor-

(RADIOCOR) 28-11-07 15:25:48 (0232) 5 NNNN

M viene da piangere!

Mas

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 14:54

#6 Lo sai perchè una casa costa così tanto; perchè c’è ne sono troppe, e troppa gente e parrassiti dovrebbe perdere il loro illusorio capitale se il valore fosse riportato ai bisogni reali.

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 14:56

Le domande che mi pongo ogni volta che leggo gli articoli di IcebergFinanza ovvero da almeno due anni di intense osservazioni di un mondo finanziario in inevitabile declino, sono:
1) I cervelloni che governano l’economia mondiale non leggono ed interpretano i numeri che possiamo agevolmente leggere e interpretare anche noi comuni mortali ?
2) Evidentemente si…..e allora perchè insistono verso queste scelte che portano inesorabilmente al suicidio economico mondiale?
3) Forse a noi comuni mortali non è dato di vedere il disegno nella sua completezza……poichè al governo mondiale non ci sono degli stupidi, quello che appare sciocco è solo perchè la visione che abbiamo è parziale.
4) …Forse quello che si dice sulla Black Finance , sugli intrecci tra Black Finance , Black Project e City Group non sono solo fantasie…..forse noi comuni mortali siamo solo limoni da spremere per progetti ambiziosissimi di cui ne ignoriamo perfino l’esistenza

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 15:49

che ne pensate di http://www.goldmoney.com ? è un sistema virtuale credibile e sicuro?
ho è sempre meglio un paio di lingotti sotto il letto??

pegaso

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 16:06

Per Pegaso #12. C’è anche questa azienda http://oro.bullionvault.it/ che tempo fà era stata trattata in questo blog. Io non saprei se sia meglio averlo fisico, magari in cassaforte, o affidarlo a queste aziende.
Che sia realmente un bene rifugio???? dipende da quanto c’è nè realmente fra estratto e da estrarre, non sarà meglio lasciarlo sottoterra e prenderlo solo in caso di reale neccessità (si inquina moltissimo ad estrarlo)

SD

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 16:19

Non sarà mica che c’è una stra-mega-bolla immobiliare di lunghissimo periodo. Chissà.

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 18:19

mi dite dove sta il link per sostenere il blog???? non lo vedo prorio

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 18:29

Dalla pagina principale, dopo l’articolo di Andrea c’è la scritta “IL TUO CONTRIBUTO ecc.”; lo clicchi e segui le istruzioni che ti portato a PayPal

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 21:09

Gente, ho appena letto una notizia che secondo me è da paura. La IEA dice che la produzione di pretrolio cala del 9,1% all’anno! No, dico 9% all’anno!
Non so se vi rendete conto, ma è un calo enorme!

http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20602099&sid=arn1g3qUqKAI&refer=energy

In pratica ciò equivale a dire che siamo più o meno, sì, insomma, come dire…
F8UTI??

Credo che si prepari un inverno coi fiocchi e controfiocchi.

Buona notte e buona fortuna!

Simone.

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 21:37

Puoi stare tranquillo che prima o poì il petrolio si esaurirà, quanto tempo ci vorrà ? e chi può dirlo, se non ci dicono realmente a quanto ammontano le riserve mondiali.
Io non mi preoccuperei più di tanto, solo un pochino per il costo sempre più alto; ma non resteremo senza automobili, anche perchè mi sembra di capire che nessuno vuole rinuncire alla comodità dell’automobile, a qualsiasi costo.
In caso possiamo farle andare a Whisky. E le case possiamo scaldarle con il metano.

SD

Scritto il 29 ottobre 2008 at 21:40

Nel post dedicato a coloro che hanno sostenuto il blog affronteremo in maniera dettagliata l’orizzonte macroeconomico che ci aspetta, deflazione o inflazione, stagflazione o stagdeflazione, Grande Deflazione di memoria giapponese o Iperinflazione di teutonica memoria……..

Nessuna certezza, ma alcune interessantissime considerazioni con qualche obiettivo di medio e lungo termine, nella madre di tutte le crisi finanziarie ed economiche della Storia.

Buona Notte e Grazie ancora a tutti Voi della Vostra presenza.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 22:09

Ho pensato a lungo se farmi prendere dal panico o fare finta di niente.

La conclusione in fondo, di seguito troverete solo i miei vaneggiamenti che volendo vi potete risparmiare, saltando al commento successivo.

___________________________________________
Qualunque cosa uno pensi di fare, immediatamente scopre che proprio in quel campo i soliti noti hanno già ciurlato nel manico da un pezzo.

Per quanto uno si affanni a cercare di mettere in salvo il proprio gruzzoletto, immancabilmente si trova a dover fronteggiare una serie di ipotesi farlocche che cambiano di giorno in giorno, di ora in ora, ad ogni battito di ali di farfalla cinese, ad ogni starnuto di qualche “cervo volante” di Wall Street (il muro del pianto?) o ad ogni peto di qualche testa di vitello di Washington (la città lavanderia piena di grembiulini di ogni colore e foggia?!)…

L’aria è davvero irrespirabile…

E’ diventata una “realtà” ingestibile! E più ci si affanna a trovare vie di scampo, tanto più diventa labirintica una qualsiasi via di uscita. Diventa sconcertante ogni giorno di più!

Informazione pilotata, dati manipolati, dichiarazioni smentite, strategie concordate e disapplicate da veti incrociati. E tanto altro…
Frustrante!

Mi accodo al commento #11, anche se la mia è una riflessione indipendente dagli articoli di Andrea:
– i nostri governanti sanno quello che fanno? Forse sì e speriamo che me la cavo;
– perchè fanno scelte suicide? Anche loro sbagliano;
– perchè non sono trasparenti? Per lo stesso motivo per cui il vicino di casa non ti saluta la mattina;
– perchè inventano tante belle favole? Per nascondere i loro errori e non fa capire al vicino che sono dei “ladri” (vd. le confessioni di Greenspan)…
– avranno progetti segreti per comandare il mondo? Probabilmente si credono la Spectre, ma non vivrò tanto a lungo da vedere se riusciranno ad attuali. E certo che governare qualche miliardo di persone è un bel daffare…

I padroni del mondo sono nel panico, forse più di noi e le loro malefatte passeranno alla storia (anche se moriranno ricchi). Le nostre saranno dimenticate con noi (ricchi o poveri), e così le nostre misere speculazioni finanziarie che ci affliggono tanto…

Resta il problema del che fare?
– Oro o non oro? Prezzi manipolati, titoli rappresentativi di oro e/o di indici del prezzo dell’oro (detenuti da chi? e dove?)… eppoi se il vicino viene a sapere che lo tieni sotto il letto?
– Cash is king (1)? Dentro il materasso, ma poi come si giustificherà al fisco la detenzione di contante oltre il consentito?
– Cash is king (2)? Vista la situazione delle banche c’è poco da (sor)ridere, falliranno si o falliranno no…
– Cash is king (3)? Se sarà inflazione tutto quel bel denaro varrà nulla (vd. Repubblica di Wiemar)… sempre che domani aprano gli sportelli… le crisi sono di domenica sera;
– Comprare immobili? Non varranno più nulla! Eppoi se c’è da scappare come si fa? E’ la stessa ragione per la quale gli ebrei suonano violini e non pianoforti!;
– Inflazione o deflazione? Dolcetto o scherzetto? Halloween si avvicina…
– Guerra o non guerra? Bomba o non bomba (atomica)? Economica? Geopolitica?

Spero di riuscire a “condividere il segreto” di Andrea e che il suo pathos di diventi intelligibile, lui che ha probabilmente trovato un suo “bel” equilibrio lassù sui monti. Tanto più ora che ha imparato a leggere la sfera di cristallo, i fondi di caffè, le zampe di gallina, i king, i tarocchi…

Manco su “Mercato libero” o dal Falso Blondet o da Benettazzo (o come si chiama) si trovano tanti interrogativi sulle sorti delle finanze personali.

Mi vien da riflettere leggendo i commenti, per il senso di spaesamento che ci stordisce e ci impedisce di pensare persino alle cose più banali.
Siamo così frastornati da quello che ci succede intorno da non riuscire a comprendere che l’unico valore che abbiamo (e che avremo sempre) siamo solo noi stessi e il mondo che ci siamo costruiti attorno, i rapporti con gli altri, le relazioni affettive (e non dico “famiglia” di proposito). La nostra coscienza, il senso di libertà di essere se stessi (Ognuno Capitano di se stesso).

Osserviamo con compiacimento le travi negli occhi delle Nazioni.
Siamo a giudicare i potenti del mondo incapaci, i banchieri ladri, gli speculatori criminali.
Nessuno che si guardi allo specchio?
Nessuno che racconti che per “uscire dalla crisi” sta aiutando un profugo curdo di 20 anni a sopravvivere e a dare un futuro alla propria vita?
Nessuno che dica cosa sta facendo e/o come si comporta per avere un mondo migliore domani, per lasciare questo mondo migliore di come lo ha trovato/vissuto?
Nessuno che illustri esperienze da cui trarre un sano esempio?

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.
__________________________________________

Ho deciso che cercherò di fare finta di niente e continuerò a vivere come ho fatto fino ad oggi.

E’ in arrivo la fine del mondo e io non ho ancora deciso che vestito mettere: casual o elegante?

Sono ottimista, come sempre.

Buona serata

Marco Colacci :-)

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 22:11

Una piccola dimenticanza al post precedente, riguardo a scaldare le case con il metano; ci sarà qualche rischio perche il gas può essere pericoloso e potrebbe saltare qualche abitazione, ma il petrolio non basta.
Buonanotte a tutti

SD

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 22:19

Marco, condivido pienamente.

xx

p.s. ma proprio oro devi comprare!!!

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 22:30

xx,
grazie!

Marco Colacci

p.s. secondo me scende, è ancora presto hihihi

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 23:22

Grande Marco,
Ascolta, anche a me capita di provare le stesse sensazioni/dubbi Per quanto mi riguarda mi trovo + liquido dell’acqua con un cifra spropositata(anzi per usare lo sleng da business men ) IMPORTANTE ,tanto per farti un’idea.
Ma è da un po di giorni che rifletto con mia moglie e mio figlio maggiorenne, è tutti 3 siamo pervenuti alla conclusione che ce ne sbatteremo i gran @@, accada ciò che accada.
In buona sostanza stò ritrovando la serenità di fondo descritta in qualche post indietro da Andrea.
I punti fermi secondo me sono conoscere se stessi quindi tranquillità interiore ,e rispetto nel prossimo.
Bisognerà segliere , io mi sto formando , grazie ad Andrea Mazzalai ,a Paolo Barrai di mercato libero ,a Benetazzo ,al sito effedieffe, al sito centrofondi, al sito comedonchisciotte, le uniche fonti libere e certe che (ognuno a modo suo) hanno descritto la realtà, dando modo di farmi capire cosa accade.
Le scelte? O meglio lo stile di vita che andrò a scegliere ?
In buona sostanza Oggi vivo in una grande metropoli del Nord Italia , faccio l’impiegato , uso l’auto , traffico ,code ecc… tutte le lobotomizzazioni d’oggi.
Domani ? una possibile ricetta :
Cash in una banca Canadese in svizzera ,un po d’oro fisico (lingottini di vario taglio)24K 999.9 qualche franco svizzero.
Terra ,giusto per nutrire me e la mia famiglia.
Bici, auto a metano/gpl
Casa con pannelli solari.
Magari una Barchetta a vela.
E ‘ dulcis in fundo , un bicchiere di buon vino , camminando scalzo sull erba con una can…..da gustare in santa pace…..
Ciao Carlo

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 23:36

Ottima scelta Carlo #24, una vita da Signori, ma da signori veri mica quei Signorini che devono raddoppiare la propria ricchezza per forza.
Magari potessi anch’io

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 23:41

#24 Condivido le tue Opinioni, io ho qualche problema in più per via del mio divorzio ma sono anch’io iper cash.
W Kant

utente anonimo
Scritto il 29 ottobre 2008 at 23:48

Ho letto qualche post dove si parla di investire in oro fisico, potrebbe essere interessante. Lo sapete che le nostre Alpi sono costituite da una roccia ricca d’oro. Si potrebbe impiantare un sacco di miniere, qualche macina, un po di cianuro, fonderie e il gioco è fatto.

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 00:12

Prima di andare a nanna un pensiero per coloro che potrebbero non dormire a causa della scelta da fare per salvare il “gruzzolo” importante o meno che sia a seconda dei naviganti.
Vi e mi pongo una riflessione :
Lc 12, 13-21
Dal Vangelo secondo Luca

? In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, dì a mio fratello che divida con me l’eredità».
Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni».
Disse poi una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?
Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio».

C: Parola del Signore.

Buonanotte a tutti

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 00:24

per 27

guarda che l’oro in Italia c’è in alcune rocce delle Alpi misto a quarzo,specie Monterosa, o allivionale nei fiumi padani in particolare il Ticino, e anche qualcosa nella zona di Ovada ma non ci sono miniere sfruttabili convenientemente, al tempo del fascismo c’era una miniera in Valle Anzasca a Macugnaga che fu poi chiusa. Per estrarlo si usa il cianuro con i conseguenti problemi ecologici.
Per hobby si può cercare e trovare qualche pepita nei fiumi, ma dubito che ti fai ricco…

ettore

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 00:50

Articolo preso :
ILSOLE24ORE.COM
I BTp tornano agli anni della lira

La crisi finanziaria globale fa tornare l’Italia ai tempi della lira. Al 1997, quando il Governo lavorava per portare il Paese nell’euro. Ieri il rendimento titoli di Stato italiani decennali (BTp) ha infatti superato di un punto percentuale quello dei corrispettivi titoli tedeschi (Bund): l’Italia, insomma, è costretta a pagare l’1,02% di interessi in più della Germania per trovare qualche investitore disposto a comprare i suoi titoli di Stato. Non era mai accaduto da quando esiste l’euro. E anche i credit default swap, cioè le polizze che gli investitori usano per assicurarsi contro l’insolvenza di qualunque emittente obbligazionario, hanno raggiunto il record per il nostro Paese: 128 punti base lunedì e 115 ieri. Secondo i calcoli di StatPro, questo significa che gli investitori implicitamente calcolano una probabilità di insolvenza della Repubblica italiana del 2% nell’arco di un anno e del 10% nell’arco dei prossimi 5 anni. Segno, da un lato, che l’Italia è percepita sempre più rischiosa. Dall’altro, che il panico sta spingendo gli investitori verso i titoli più sicuri.
Andiamo con ordine. L’allargamento della forbice tra i rendimenti di Italia e Germania, che i tecnici chiamano spread, ha due ordini di ragioni. Innanzitutto c’è una motivazione di carattere generale. I Bund tedeschi sono storicamente considerati i titoli di Stato più sicuri d’Europa, soprattutto perché sono molto liquidi e hanno un contratto futures molto efficiente. In momenti d’incertezza, dunque, gli investitori hanno sempre acquistato più Bund che titoli italiani, spagnoli o anche francesi. Per questo la Germania ha sempre pagato, per emettere titoli di Stato, i rendimenti più bassi d’Europa. È dunque normale che in questi giorni di grande incertezza la corsa all’acquisto di Bund sia aumentata. E, di conseguenza, è normale che i rendimenti tedeschi siano scesi più degli altri.
L’allargamento del cosiddetto spread, dunque, è in gran parte frutto di un movimento del mercato dettato dal panico degli investitori. E riguarda tutti i Paesi “periferici” d’Europa, non solo l’Italia: la Grecia paga oggi l’1,25% più della Germania, la Spagna lo 0,61% e il Portogallo lo 0,72%. L’1% pagato in più dall’Italia, insomma, è in bella compagnia. «Questo movimento riflette la percezione, da parte del mercato, di un elevato rischio sistemico», osserva Vincenzo Guzzo, senior strategist di Morgan Stanley. Eppure, secondo alcuni economisti, questa spiegazione non è sufficiente per giustificare il divario record tra Italia e Germania. E qui si entra nella seconda motivazione: il nostro Paese paga lo scotto di conti pubblici zavorrati da una montagna di debiti. Con un rapporto sul Pil al 103,2% (dati di Standard & Poor’s), l’Italia è il Paese con il debito pubblico più elevato d’Europa. E questo pesa, soprattutto ora che i Governi hanno annunciato massicci interventi a sostegno del sistema bancario e finanziario. Già ora, prima che il Tesoro italiano abbia effettuato alcun intervento nel capitale delle banche, le emissioni di titoli di Stato italiani (vedere articolo a pag.47) sono stimate in aumento per l’anno prossimo. Morgan Stanley prevede che nel 2009 l’Italia debba emettere BTp, CcT e CTz per 198 miliardi di euro: più dei 183 previsti nel 2008 e più dei 169 emessi nel 2007. Cifra ben più elevata dei 57 miliardi previsti in Spagna, dei 135 in Francia e dei 173 in Germania. Ebbene: l’andamento dello spread tra BTp e Bund tiene conto anche di questi dati. «Siamo in un momento – osserva un economista – in cui il mercato cerca di testare la capacità degli Stati di mettere mano al portafoglio».
Morale: il peggioramento del rischio-Italia è il frutto sia di motivi internazionali (legati al panico degli investitori) sia di considerazioni sui conti pubblici. Purtroppo l’Italia ne pagherà le conseguenze. È vero che in termini assoluti i rendimenti sono scesi (i BTp decennali ieri rendevano il 4,76%), ma è anche vero che rispetto alla Germania l’Italia viaggia con il freno a mano tirato. Assumendo che l’anno prossimo emetterà 198 miliardi di debito, il Tesoro pagherà interessi – considerando le varie scadenze – di circa 1,5 miliardi di euro in più di quelli che pagherebbe la Germania.

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 01:20

Per chi brancola nei dubbi materiali e chi ha certezze sprirituali….

Preoccuparsi di salvare il proprio capitale non ritengo sia una scelta da capitalista, da egoista, da non credente. E’ una difesa, nel mio caso, di una vita in cui ho lavorato e risparmiato. Ho raggiunto però la convinzione che sono stato un cretino a risparmare, dovevo consumare di più specie in genere voluttuari, fare viaggi, cambiare l’auto ogno anno, ancor meglio far debiti !
Avrei risolto il problema dell’inflazione, non mi dovrei preoccupare di dove vanno mercati, non mi potrebbero tassare, anzi potrei richiedere io alla società di essere aiutato quale indigente.
Qualcuno nel frattempo l’ha fatto per me, i politici hanno indebitato lo stato, i finanzieri il sistema, molti le proprie famiglie.
Così mi viene prelevato forzosamente il contributo di solidarietà, mi pare molto giusto ed etico.
ettore

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 02:09

CARO ANDREA e cari compagni di viaggio, è qualche mese che seguo il blog con stima ed ammirazione per la cura nei commenti e nelle analisi degli eventi finanziari, con quanta passione e professionalità si cerca di comunicare, quanto condivida con voi il concetto dell’indispensabile ricerca dell’etica; ultimamente però non riesco più ad avvicinarmi con serenità ai vostri post, ai vostri commenti, mi sento pervaso da un senso di angoscia e di pessimismo che purtroppo si scontra violentemente con il mio modo di essere, con la mia inguaribile voglia di ottimismo. Sono assolutamente daccordo con voi che tutto quello che sta capitando è unicamente la logica reazione e conseguenza di una dissennata gestione della finanza da parte di tutti coloro che ne hanno fatto parte in maniera scandalosa; solo con precise regole, una ferrea normativa in materia finanziaria da parte degli organi di potere, oltre che condanne evidenti e plateali per tutti coloro che hanno unicamente pensato al proprio tornaconto a discapito di tutti, sarà probabilmente possibile riconquistare la credibilità nel sistema. Ma ciò che vi rimprovero è, dal mio punto di vista, il non riuscire a trasmettere un qualche segnale di positività, il non vedere o non voler vedere un squarcio di azzurro nel cielo nero del momento e continuare a presagire scenari apocalittici che, se anche così dovessero essere, a questo punto nessuna soluzione sarebbe più possibile e quindi tutto questo non servirebbe più a nulla.
Scusate per il mio sfogo, ma penso che proprio in momenti come questo oltre a sensibilizzare sia altrettanto giusto, se non più importante, anche un messaggio, un atteggiamento più positivo che possa aiutare tutti fare le giuste scelte ed a cercare di cambiare in meglio.
Buona notte.

Andrea (Torino)

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 11:12

Andrea #32, hai ragione bisognerebbe trasmettere più ottimismo, ma forse non tutti noi siamo nella condizione di poterlo fare per problemi personali indotti dal modello economico.
Ettore #29 ma quante cose che siamo costretti a fare sono convenienti economicamente nel lungo periodo ? e poi io voglio l’ORO, mi piace, non importa se è conveniente.

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 11:48

Beh, felice di essere in buona compagnia…
Grazie Carlo #24, Andrea di Torino, Ettore (sei quello dell’Iliade?), a tutti…
Grazie anche a Luca (l’autore del vangelo al #28) che ci ricorda quanto la nostra presenza è provvisoria anche se come pensierino della buona notte non è proprio il massimo (tutta notte a cercare di non dormire per non rischiare di non svegliarsi più…).

Soprattutto condivido con Andrea da Torino quella sensazione di disagio che blocca il ragionamento.

W l’ottimismo!
(e ho già scritto perchè)

Buona giornata
Marco Colacci :-)

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 16:25

Per Marco
no, non sono quello dell’Iliade, avrei circa 3000 anni e avrei sbancato l’INPS, sono quello da cui già prensdesti spunto per un bell’articolo circa un mese fa. Mi accomuna purtroppo con lui di avere perso…. lui difendeva le sue donne, io il mio gruzzolo più prosaicamente.
Per l’anonimo emulo di Paperon de Paperoni effettivamente l’oro esercita un suo fascino, trasmette sicurezza poi il colore si abbina con qualsiasi altro…

ettore

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 16:49

Per Ettore
ecco, mi pareva fossi tu…
Continua a difendere il tuo gruzzolo. Il rimbalzone o rally ci sarà, o auguriamoci che ci sia con tutti gli interventi che stanno facendo. Abbi pazienza, poi chiudi le posizioni e ti metti in attesa anche tu. Se sei “sprofondato” troppo nei gorghi della finanza, valuta se chiudere le posizioni minimizzando le perdite oppure, se hai tempo di aspettare mettiti l’animo in pace e tieni lì, incasserai i dividendi e pian piano risaliranno secondo la cosiddetta posizione “value”.
Resisti e non perdere il sorriso! E sii sempre ottimista…
Buona giornata.
Marco Colacci :-)

utente anonimo
Scritto il 30 ottobre 2008 at 17:15

Grazie Marco per la tua cortesia e i tuoi consigli, complimenti per i begli articoli che scrivi.
Quanto a me “io speriamo me la cavo” ma non ci conto più tanto per certe posizioni, il tuo consiglio di tenere ed incassare nel frattempo i dividendi ricorda quello di Berlusconi… ma penso che nessuno ne sa niente anche Greenspan, Bernanke, Paulson e Trichet non hanno saputo prevedere, figuriamoci gli altri. Solo il nostro Capitano tra tutti i siti e i commenti che ho seguito ci ha visto finora giusto, ora sembra un briciolo più ottimista, vedremo, ma le incognite e le variabili sono talmente tante …
Forse hai ragione quando dici di fregarcene, vada come vada, ma ormai sono troppo coinvolto e drogato dalla finnanza che cerco ancora di voler capire, sono un testardo irriducibile!

ettore

utente anonimo
Scritto il 11 novembre 2008 at 15:12

Per SD del post #21.

Fuori argomento della discussione ma penso sia utile

Mi dispiace deluderti, ma il metano è messo peggio del petrolio, il picco del gas naturale (metano, appunto) è già passato da un po’ (2005), quindi quando ci sarà carenza di petrolio ( a breve, purtroppo, non dovremo aspettere più di 5 anni) ci sarà carenza anche di gas, anche perchè tutti si rivolgeranno a quella fonte alternativa di combustibile fossile.

E il metano non risolve sicuramente il problema ecologico (esistente e importante, non solo virtuale, ne sentiranno pesantemente gli effetti i nostri figli e nipoti), evita le polveri sottili ma sicuramente non i gas serra.

Avevamo ancora qualche possibilità fintantochè il nostro sistema economico poteva sostenere, con investimenti duraturi, una reale conversione da fonti fossili tradizionali a fonti alternative …. ma questa nuova grande depressione tarperà le ali al possibile new deal della clean tech (eolioc, solare, geotermico, biomasse e biocombustibile da alghe) …. un vero peccato, una grande speranza andata in fumo. (una speranza non platonica, da tecnico posso assicurarvi che le possibilità di “sostituire” il petrolio ci sono, sono le infrastrutture e la grande diffusione che mancano)

Quindi non angustiatevi su dove e come risparmiare i vostri soldi nel prossimo futuro … vivete alla giornata,l’unica cosa che conta sono i bisogni primari, ovvero energia e cibo …. l’oro e i soldi non si mangiano e non ti scaldano !!!
Quando i bisogni primari diverranno bisogni di tutti non aspettatevi trattamenti di favore in virtù di quanto cospicuo sarà il vostro portafoglio grazie alla vostra parsimonia e oculatezza …. ci aspetta un futuro di condivisione, più di dolori che di gioie, ma penso che l’importante è stare uniti, non importa con quanti soldi in tasca, non lasciare che nessuno si perda per strada abbandonato alla sua sorte … allora metteremo in pratica la nostra tanto decantata solidarietà, all’atto pratico dimostreremo se siamo uomini o bestie.

SOSTIENI ICEBERGFINANZA
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO
IL NOSTRO LIBRO clicca qui
CONSULENZA ECONOMICO FINANZIARIA
Articolo dal Network
Riprendendo una vecchia canzone di Vasco Rossi, non sono certo i nuovi massimi che fanno paura ai
Questa sera alle 16.00 si svolgerà il webinar UniCredit con ospite Stefano Fanton, trader profes
Velostazione, corsi a distanza e un master interno sono le ultime attività che Eni sta sviluppando
Conoscere i principi della finanza e delle pensioni è meglio che ignorarli, detta così sembra una
Torniamo ancora una volta sulla questione dei siti dove trovare informazioni inerenti le criptov
Oplà, ti pareva che qualcuno, in particolare quelli della CNBC, non facessero uscire la notizia
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Mercato azionario: titoli value e momentum a confronto I dati macroeconomici continuano ad uscire
Le rimodulazioni tariffarie sono ormai una consuetudine tra gli operatori di telefonia mobile (e fis
Ftse Mib: dopo una breve fase laterale, il 4 novembre l’indice italiano ha rotto in gap up il liv