RACCOLTA DIFFERENZIATA: NASCONDENDO E RICICLANDO!

Scritto il alle 08:02 da icebergfinanza

A questo punto della crisi non ci resta che procedere ad un’attenta raccolta differenziata delle notizie, dei dati, delle informazioni che i principali organi di diffusione finanziaria saranno in grado di offrirci, cercando di riuscire a selezionare in maniera consapevole e riciclare quanto di particolarmente interessante il mercato ci vuole offrire.

Oggi il mercato finanziario è un pò come il recipiente per la raccolta differenziata che vedete qui sopra, un contenitore che raccoglie qualsiasi informazione, facendo finta di selezionarla ma in realtà si cerca di nascondere o meglio diluire e posticipare a tempi migliori, ( anche il buon Fugnoli, oggi nel suo post, diluisce il suo ottimismo posticipandolo al 2010!) qualsiasi riferimento che potrebbe evidenziare una presa di coscienza reale della portata di questa crisi, una crisi evidenziata spesso su questo blog come la madre di tutte le crisi finanziarie della storia.

Oggi questo termine viene enfatizzato attraverso i riferimenti storici, " la peggiore crisi degli ultimi tot anni " oppure riferendosi direttamente alla grande depressione del ’29, situazione storica che io ripercorro dal gennaio dello scorso anno, non tanto per terrorizzare o enfatizzare, ma per aiutare a comprendere come quella crisi porti in se gli insegnamenti principali, che oggi puntualmente sono stati disattesi.

La notizia relativa alla cessione di un portafoglio di 12 miliardi di leveraged loans o bond ad un gruppo di private equity che conprende Blackstone, Apollo Group per la metà e TPG non è altro che un riciclo di sostanze tossiche che verrà comunicato contestualmente all’uscita dei dati trimestrale di Citigroup, una parte considerevole di un’ammontare complessivo di circa 200 miliardi di dollari che sono ancora stivati nei bilanci delle principali realtà finanziarie americane, sostanze tossiche in relazione all’ondata di default societari che questa profonda recessione porterà con se.

Se ben ricordate il private TPG ha ricapitalizzato Whasington Mutual con altri 7 miliardi di dollari. Un’improvviso risveglio dei private equity sarà vera gloria? THE_CAMEBACK_OF_PRIVATE_EQUITY_from_ECONOMIST

Ebbene abbiamo già visto come Wall Street sia veloce nella socializzazione delle perdite, lo abbiamo visto in particolare in primavera quando quel gioiello di Bear Stearns creò una società, una scatola vuota da riempire di CDO, prodotti strutturati con sottostante immobiliare da " donare " al pubblico attraverso una IPO ovvero offerta pubblica di vendita.

Abbiamo già visto come il private equity Blackstone ha soddisfatto i suoi azionisti con una spettacolare perdita di oltre il 50 % dal suo ingresso in borsa ma non sappiamo che il private equity Apollo Global Management ha presentato la richiesta di collocamento in borsa, una IPO valutata circa 417,5 milioni di dollari, secondo la documentazione della Securities and Exchange Commission. Auguri!

Dopo aver probabilmente acquistato metà dei rifiuti tossici LBO di Citigroup, chissà perchè se ne disfa, nonostante il momento difficile dei mercati, Apollo ci racconta  che "il ritmo degli investimenti potrebbe crescere in modo significativo" in una fase in cui "la tendenza prevalente" è la vendita. Potrebbe, dovrebbe, chissà.

Da chi pensate che abbiano ricevuto in questi anni i private equity, la liquidità necessaria a portare avanti le loro " scorrerie " nell’oceano finanziario? Ebbene oggi come un cane che si morde la coda, essi stessi ricomprano questi rifiuti tossici per reciclarli magari attraverso finanziamenti a leva della stessa Citigroup.

Facciamo un piccolo passo indietro, risaliamo sino ad un post di alcuni mesi fà ed esplorando_la_fonte dell’eterna giovinezza ricordiamo insieme quanto scrissi:

Date ora un’occhiata a questo articolo comparso sul FINANCIAL_TIMES dove vi troverete un’altro esempio di questa splendida ed irripetibile stagione di finanza creativa.

Oggi si concedono prestiti ai cosidetti " VULTURE FUNDS " fondi avvoltoi, per permettere a loro di rilevare il debito dalla contabilità delle grandi banche.

Geniale, non c’è che dire, semplicemente geniale e non stò scherzando!

Ben 400 miliardi di debito prettamente LBO giace nella contabilità delle grandi banche d’investimento e viene offerto a sconto sotto il valore nominale, pur di liberare risorse per una nuova stagione alla potenza di una leva.

Banks tying finance to the sale of such loans will remain exposed to potential defaults by borrowers, shifting from direct exposure to a company to exposure to a fund itself exposed to the company.

However, they will be cushioned by the investors in the funds, who bear the first loss, as well as moving from exposure to a single company to a portfolio.

By removing the LBO loans from their books they also free up capacity, allowing them to return to lending again faster than they otherwise could.

Goldman Sachs led the way with a recovery fund this autumn, raising close to $2bn to invest in LBO debt, structured credit and corporate bonds.

In sintesi non saranno Vulture Fund ma la tecnica potrebbe essere riassunta in maniera similare, anche se nessuno può conoscere con quali capitali si avvia l’operazione.

L’operazione di CITIGROUP lascerà la banca esposta verso tali aziende di private equity, ci scommetterei che 12 miliardi di capitale sono in prevalenza a leva, il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Debito per debito, la magica stagione dell’Impero dell’indebitamento esponenziale continua.

Si vende a circa 90 centesimi di dollaro, si liberano i bilanci di un potenziale e probabile peso mark to market che verrà e ci si presenta con un nuovo look alla presentazione del bilancio trimestrale alla comunità finanziaria, che tutto prende per buono e nulla analizza. Chissà se nell’operazione è compresa anche qualche opzione PUT ma questo interessa a qualcuno? E Voi pensate che la proposta sia venuta dai private equity di loro spontanea iniziativa?

Intanto quel gioiello di Goldman attraverso la voce del suo CEO Lloyd Blankfein ….

 said the credit crisis that’s forced almost $250 billion in losses and writedowns at the world’s biggest finance companies may be approaching an end.

“We’re closer to the end than the beginning,” Blankfein, 53, said today in response to an investor question at the company’s annual shareholder meeting in New York.  Bloomberg news!

La luce in fondo al tunnel, giorno dopo giorno, la citazione del giorno, ogni giorno di più!

All’inizio della settimana il buon Greenspan ci ha comunicato che il bottom per il mercato immobiliare sarebbe da posizionarsi intorno ai primissimi mesi del 2009, ebbene leggete quanto ci comunicò nell’ottobre 2006……a proposito del mercato immobiliare!

“I suspect that we are coming to the end of this downtrend, as applications for new mortgages, the most important series, have flattened out,”

“There is a good chance of coming out of this in good shape, but average housing prices are likely to be down this year relative to 2005. I don’t know, but I think the worst of this may well be over”

…….Io sospetto che la fine di questo downtrend sia con noi e vi risparmio il resto!

Se volete la prova empirica leggete qui MARKETWATCH.com. quante luci, quante albe dietro l’angolo!

Proseguiamo nella nostra raccolta differenziata di informazioni e scopriamo che Goldman & Company  tramite la pubblicazione presso la Sec ci comunicano i nuovi livelli del terzo livello. Indovinate un pò che è successo, avranno gettato a mare un pò di rifiuti, no neanche per sogno il terzolivello è aumentato in maniera considerevole recependo a pieno il consigli della SEC stessa. Scrissi qualche giorno fà:

Ma la SEC americana sembrerebbe aver fatto un passo avanti: ignorare completamente i prezzi di mercato se non corrispondono alla realtà in sintesi se non piaciono.

"Under SFAS 157, it is appropriate for you to consider actual market prices, or observable inputs, even when the market is less liquid than historical market volumes, unless those prices are the result of a forced liquidation or distress sale .

…….a meno che i prezzi non siano il risultato di una liquidazione forzata o una vendita " disperata "…..diversamente suggerisce la SEC quando i prezzi non sono disponibili è appropriato utilizzare " unobservable inputs " che riflettano l’ipotesi soggettiva di quello che il mercato avrebbe altrimenti prezzato….

Bloomberg ci racconta che Goldman Sachs Group Inc., the most profitable securities firm, reported an increase in harder-to-value assets during the first quarter, exceeding those at Morgan Stanley and Lehman Brothers Holdings Inc. …….un eccesso di harder-to-value. 

Goldman’s share of Level 3 assets surged 39 percent to $96.4 billion at the end of February from $69.2 billion in November, according to a filing with the US Securities and Exchange Commission today. The ratio of Level 3 to total assets rose to 8.1 percent from 6.2 percent.

Il rapporto del terzo livello per totale attivo è salito al 8,1 per cento dal 6,2 per cento. Badate bene vi racconto queste cose per pura cronaca, il significato lo conoscete già e non cambia una virgola.

Dal secondo livello scendono alcuni assets collegati al CRE Commercial Real Estate ma per maggiori dettagli leggetevi l’articolo di Bloomberg. Aggiungo solo che la trasparenza implica anche che il settore commerciale immobiliare è solo all’inizio della sua recessione e quindi per favore non incominciamo a dire che i prezzi di mercato non incorporano il vero valore. Prima prendiamo coscienza di questo, meglio è.

Del resto sul FTALPHAVILLE troverete che non si tratta solamente di contratti derivati che vanno a gonfiare il terzo livello ma anche di un consistente incremento di Mortgage and other asset-backed loans and securities


                                         
    Financial Assets at Fair Value as of February 2008  
                      Netting and
       
   
Level 1
   
Level 2
   
Level 3
   
Collateral
   
Total
 
    (in millions)  
 
Commercial paper, certificates of deposit, time deposits and other money market instruments
  $ 6,778     $ 10,953     $     $     $ 17,731  
U.S. government, federal agency and sovereign obligations
    41,819       53,422                   95,241  
Mortgage and other asset-backed loans and securities
          26,866       24,986             51,852  
Bank loans
          25,512       17,676             43,188  
Corporate debt securities and other debt obligations
    1,232       25,980       9,877             37,089  
Equities and convertible debentures
    63,818       28,429       18,834  (6)           111,081  
Physical commodities
          1,985                   1,985  
                                         
Cash instruments
    113,647       173,147       71,373             358,167  
Derivative contracts
    169       197,362       25,013       (81,856 (8)     140,688  
                                         
Financial instruments owned, at fair value
    113,816       370,509       96,386       (81,856 )     498,855  
Securities segregated for regulatory and other purposes
    21,610  (4)     60,428  (5)                 82,038  
Receivables from customers and counterparties (1)
          1,809                   1,809  
Securities borrowed (2)
          80,440                   80,440  
Financial instruments purchased under agreements to resell, at fair value
          107,800                   107,800  
                                         
Total assets at fair value
  $ 135,426     $ 620,986     $ 96,386  (7)   $ (81,856 )   $ 770,942  
                                         
Level 3 assets for which the firm does not bear economic exposure (3)
                    (14,069 )                
                                         
Level 3 assets for which the firm bears economic exposure
                  $ 82,317  (7)                
                                         

     
(1)   Principally consists of transfers accounted for as secured loans rather than purchases under SFAS No. 140 and prepaid variable share forwards.
 
(2)   Reflects securities borrowed within Trading and Principal Investments. Excludes securities borrowed within Securities Services, which are accounted for based on the amount of cash collateral advanced plus accrued interest.
 
(3)   Consists of level 3 assets which are financed by nonrecourse debt, attributable to minority investors or attributable to employee interests in certain consolidated funds.
 
(4)   Consists of U.S. Treasury securities and money market instruments as well as insurance separate account assets measured at fair value under AICPA SOP 03-1, “Accounting and Reporting by Insurance Enterprises for Certain Nontraditional Long-Duration Contracts and for Separate Accounts.”
 
(5)   Principally consists of securities borrowed and resale agreements. The underlying securities have been segregated to satisfy certain regulatory requirements.
 
(6)   Consists of private equity and real estate fund investments.
 
(7)   Level 3 assets were 13% of Total assets at fair value and Level 3 assets for which the firm bears economic exposure were 11% of Total assets at fair value.
 
(8)   Represents cash collateral and the impact of netting across the levels of the fair value hierarchy. Netting among positions classified within the same level is included in that level.

Su Bloomberg trovate inoltre la situazione di Lehman e Morgan Stanley, normale amministrazione di raccolta differenziata.

Firm                Level 3        Level 3 Assets as   Change in
Value
                        Assets         a Percentage of     From Previous
                       (in billions)  Total Assets        Quarter

Goldman
Sachs                $96.39         8.1%                 39%
excluding
some assets        $82.32         6.9%                 50%

Morgan
Stanley              $78.16         7.2%                 6.1%
 
Lehman
Brothers              $42.51         5.4%                 1.3%

Nel frattempo la situazione negli indici ABX migliora che è uno spettacolo! MARKIT.com

 

Proseguendo oltre, Lehman comunica  di aver liquidato tre fondi  d’investimento a causa dei "disordini sui mercati"finanziari. Un miliardo di dollari di assets stivati nel bilancio oltre a 800 milioni di altre attività finanziarie  " deteriorate " rilevate da altri fondi.

Piccole svalutazioni crescono, Citigroup 17 miliardi, Merrill Lynch 6,5, Bank of America 10 e JP morgan 7,5 e guarda caso, l’effetto trascinamento incomincia a fare il suo corso, oggi non si parla più solo di immobiliare residenziale, si incomincia a svalutare le carte di credito, gli immobili commerciali e l’irrazionalità dei debiti LBO!

Non vi è alcun dubbio come mi ha scritto Giuseppe, un caro lettore, che oggi più che mai il sistema finanziario sembra comprendere che la fiducia per quanto difficile sia, deve essere ritrovata al suo interno, l’operazione UBS lo dimostra ma quella di CITI non và nella giusta direzione.
 
L’arsenale della Federal Reserve e la sua creatività è al servizio esclusivo di Wall Street e a scapito di Main Street, se il sistema ha il tempo di diluire le perdite e le svalutazioni, il tempo di speculare sulle materie prime ed in particolar modo sulle soft commodity alla faccia di qualsiasi guerra sociale o aumento della fame nel mondo, può anche darsi che il gioco riprenda, ma credo che per quanto la speculazione riesca sempre nel suo intento ovvero quello della privatizzazione dei profitti e nella socializzazione delle perdite, oggi sia arrivato il momento della resa dei conti, il sistema non sarà più lo stesso e questa non è una normale recessione.
 
Date un’occhiata alla nuova moda di Wall Street la garanzia AAA FEDERAL RESERVE offresi….. Bloomberg.com
 
Wall Street firms may be bundling high-yield, high-risk corporate loans into securities to use as collateral to borrow from the U.S. government, according to a report by Morgan Stanley analysts. Securities firms can borrow against collateralized loan obligations at the Federal Reserve’s Primary Dealer Credit Facility, the analysts said. The Fed set up the facility last month, its first extension of credit to non-banks since the Great Depression.

Lehman Brothers Holdings Inc., the fourth-largest U.S. securities firm, last month created the $2.8 billion Freedom CLO, the largest this year, out of loans that couldn’t be readily sold to investors, such as for buyouts of payment processor First Data Corp. and power producer TXU Corp. JPMorgan Chase & Co., Deutsche Bank AG and Barclays Plc also underwrote CLOs in March, according to data compiled by Bloomberg.

They’re also "an easy way for banks to reduce balance sheet risk, which indirectly helps reduce capital requirements, by funding the AAA through the Fed and selling the equity, which provides high yield to investors," said Peter Plaut, an analyst at hedge fund Sanno Point Capital Management in New York.

Perchè preoccuparsi, perchè assillarsi con inutili domande……..è tutto così semplice.
FED_TO_ACCEPT_LEVERAGED_LOANS_AS_COLLATERAL………… auguri di cuore anche alla FEDERAL RESERVE   la recessione nella sua profondità colpirà attraverso un aumento esponenziale dei default! 
Per quanto riguarda la mia "illusione" in un cambiamento, caro Giuseppe, è di un realismo assoluto ovvero, non abbiamo altra strada che incominciare noi stessi, dai nostri figli, dalle nuove generazioni attraverso una cultura etica, ovvero il reciproco vantaggio, il rispetto e la condivisione, per non trovarci ogni tot anni a rivivere le stesse sensazioni, le stesse frustrazioni di un mondo che assiste impotente o quasi alla più imponente spartizione iniqua delle risorse che questo pianeta offre, che la storia ricordi.
 
Questa volta non sarà affatto facile uscirne, questa volta sarà diverso! 
 

Alle volte mi chiedo come sia possibile continuare a nascondere la realtà camuffandola da gratuito pessimismo, cari compagni oggi stanno venendo al pettine tutti gli squilibri rilevati durante la navigazione, una navigazione che prosegue nell’oceano del realismo.

Nel fine settimana torneremo ad occuparci di cose serie, fondamentali, come i possibili focolai di instabilità sociale che la demenza speculativa  degli " animal spirits " porta avanti " stimolando " quotazioni irrealistiche sulle materie prime essenziali, dono di Dio all’ Umanità.

Per rispondere infine ad un quesito di Bill posso solo segnalare che For_many_Americans the boom that wasn,t, per molti americani la recessione del 2001 non è ancora finita.

Anche se assolutamente parziale e riferita alla sola città di Denver, emblematica è la foto di cui sotto, un contagio di foreclosure difficilmente sottovalutabile.

Denver_foreclosures

Thanks to BIGPICTURE

Infine il deficit della bilancia commerciale americana sale anche se il dollaro scende con importazioni ed esportazioni in aumento.

Se volete dare un’occhiata nel dettaglio ecco la tabella di Bloomberg.com

=============================================================================
                       Feb.     Jan.     Dec.     Nov.     Oct.      Year
                       2008     2008     2007     2007     2007       Ago
=============================================================================
                      -----------------Billions of Dollars-----------------
Total trade balance  -$62.321 -$58.959 -$57.856 -$62.409  -$57.586  -$58.228
    3-mo. average    -$59.712 -$59.741 -$59.284 -$58.980  -$57.087  -$57.523
    MoM % change         5.7%     1.9%    -7.3%     8.4%      1.1%      n/a
 Ex-petroleum        -$29.808 -$23.641 -$26.504 -$32.374  -$31.202  -$39.566
  Exports            $151.355 $148.384 $145.859 $143.686  $142.754  $125.266
  Imports            $213.676 $207.343 $203.715 $206.096  $200.340  $183.494
-----------------------------------------------------------------------------
 Goods               -$72.921 -$69.444 -$67.999 -$72.829  -$67.223  -$65.782
  Exports            $107.295 $104.736 $102.943 $100.772  $100.574   $88.293
  Imports            $180.216 $174.180 $170.942 $173.602  $167.797  $154.075

Visto il ritmo impressionante delle esportazioni credo che l’illusione di un buon dato nel preliminare del PIL del 1° trimestre sarà grande visto che oggi avremo un’idea di quanto abbia influito l’inflazione nei dati relativi alle importazioni. Ricordo a tutti che il dollaro debole e la sua svalutazione lavorano a favore dei dati, ma la realtà è che il 70 % del PIL è costituito dai consumi e i dati di ieri non promettono nulla di buono mentre la disoccupazione aumenta.

I sussidi di disoccupazione sono si diminuiti di 57.000 richieste durante la settimana del 5 aprile, dopo l’aumento di 39.000 della settimana prima in seguito ad una ripresa del lavoro dopo uno sciopero nel settore dell’auto e le distorsioni relative al periodo pasquale, ma la media a quattro settimane e le richieste continue sono il miglior termometro della situazione reale e questi proseguono nella loro dinamica in aumento.

Current cover story: The great American slowdown

http://www.economist.com/

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6 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 11 aprile 2008 at 09:24

A forza di spazzare la polvere sotto al tappeto, alla fine si vede il bozzo…………
Il problema vero è come usciremo da questi guai, visto che il “deficit spending” potrebbe essersi esaurito, a meno di intensificare il crollo del $. Certo riciclare i miliardi che hanno in mano i Cinesi, Sauditi Giapponesi e altri esportatori permetterebbe di riassorbire il debito estero USA, ma a prezzo della (s)vendita di pezzi strategici della industria e del sistema bancario a stelle e strisce. E’ pensabile che questo avvenga? E potrebbe avvenire anche da noi?

Guido

utente anonimo
Scritto il 11 aprile 2008 at 09:35

Caro Andrea, ormai credo sia evidente che la Fed non permetterà che nessuna grande Banca fallisca ( a costo di stampare banconote la notte) nel frattempo cercherà di rassicurare i mercati promettendo regole più stringenti a cui dovranno adeguarsi le Banche stesse.
A ciò si aggiunga il fatto che onestamente gli immobili negli Usa hanno raggiunto un valore talmente basso che una loro ulteriore discesa mi pare poco probabile. (se io gestissi un fondo sovrano non comprerei partecipazioni in Banche ma immobili Usa certamente si).
Tutto questo mi fa ritenere che quest’anno, prima si tirerà un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo, poi si comincerà a comprare ed infine scatterà la corsa irrazionale all’acquisto .
Solo dopo aver assistito a queste fasi arriverà il disastro, quando si sarà verificata una distribuzione dalle Banche al piccolo risparmiatore.
Vedi Andrea secondo me tu sei stato troppo bravo , hai previsto qualcosa che le grandi istituzioni e le grandi Banche non avevano previsto, e questo in un mercato solo apparentemente libero non va bene perché devono essere loro a dettare le regole del gioco.
Non avendolo previsto, non hanno potuto effettuare il previsto vasto collocamento al pubblico.
Banche e Fondi si stanno riempiendo di spazzatura perché la collocheranno tra un pò di tempo a prezzi ben più alti , ed i risparmiatori resteranno con il cerino in mano.

Non c’è bisogno di comprare nessun libro che promette le previsioni di borsa dei prossimi 30 anni per queste considerazioni ( vero Bill ?)

Ciao a tutti

Mas

Scritto il 11 aprile 2008 at 09:48

Ciao Mas

non appena avrò ultimato il lavoro-ricerca sui prezzi del mercato immobiliare americano, forse, cambierai idea, non tanto su quello che gli indici ABX ormai scontano alla grande eccetto i famigerati AAA ma per quello che questa ulteriore discesa porterà all’economia reale, ovvero un’ulteriore sensazione di perdita di ricchezza che è stata l’unica fonte insieme al mercato azionario di illusione fittizia oltre naturalmente all’indebitamento esponenziale, uno splendido regalo alle generazioni future!

Ciao Andrea

Scritto il 11 aprile 2008 at 11:50

General Eletric la cartina tornasole dell’economia mondiale…..UH! OH! AIAIAIAIA!

General Electric Says Profit Fell, Citing Financial Markets

By Rachel Layne

April 11 (Bloomberg) — General Electric Co., the world’s biggest maker of power-plant turbines and jet engines, said first-quarter profit fell because it couldn’t complete asset sales and higher financial losses due to disruptions in financial markets. GE reduced its full-year forecast.

Profit from continuing operations declined to $4.36 billion, or 44 cents a share, from $4.9 billion, or 48 cents, a year ago, Fairfield, Connecticut-based GE said today in a statement, trailing the average analyst estimate. Revenue rose 8 percent to $44.2 billion. GE gets more than half its sales from outside the U.S.

utente anonimo
Scritto il 11 aprile 2008 at 12:57

ciao andrea ,sei grande , vi saluto tutti , vado in vacanza a campitello ,per me ci vediamo a 10000 dj : sono convinto di questo ,scusate se insisto ciao a tutti ( minghin )

Scritto il 11 aprile 2008 at 13:51

U.S. March import prices rise 2.8% vs. 2.2% expected

By Robert Schroeder
Last update: 8:30 a.m. EDT April 11, 2008

WASHINGTON (MarketWatch) — A surge in prices for imported petroleum pushed the prices of goods imported into the U.S. up by 2.8% in March, the most since November 2007, the Labor Department reported Friday. Imported petroleum prices jumped by 9.1% in March, their biggest increase since rising 12.4% in November 2007. The price of imported natural gas also surged, by 7.7% in March, after rising 9.9% in February. Economists surveyed by MarketWatch were expecting import prices to rise by 2.2% in March.

Tu chiamala se vuoi STAGDEFLATION………ora avranno qualche difficoltà ad ammortizzare il deflattore del primo trimestre 2008……..

un eco lontano ………

” La mia ” visione ” è rivolta a quanto succederà dopo l’ 8 / 10 aprile, una fazzoletto di date che potrebbero di nuovo riportarci nello spazio di un sospiro, mese più mese meno, di nuovo a ritoccare i minimi.

A proposito analisi tecnica non è essenzialmente quello che tutti si aspettano……..

Ciao Andrea

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