LA GRANDE DEPRESSIONE FINANZIARIA: FINANCIAL EBOLA!

Scritto il alle 07:04 da icebergfinanza

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Un virus letale quasi come l’Ebola che si è presentato come una normale influenza, mal di gola, stanchezza e qualche dolore muscolare, un organismo integro come dichiarato dalla Federal Reserve, il sistema finanziario, un organismo in grado far fronte a qualsiasi virus!

Un virus inedito, sconosciuto, inizialmente isolato come il fenomeno subprime, ma ormai disseminato attraverso l’organismo dei mercati globali, contatto diretto, attraverso il sangue delle cartolarizzazioni, una trasfusione sotto il controllo diretto delle agenzie di rating, con la benedizione degli organismi di controllo e di vigilanza.

Un virus dall’effetto leva, un’esaltazione collettiva tale da riempire ogni vena dell’intero organismo finanziario globale, per risalire sino ai centri nervosi vitali, fondi pensione o monetari, bond governativi o semigovernativi come Freddie Mac & Fannie Mae, contagiando i munibond sino a risalire al recente flop delle aste dei titoli di stato italiani, una correlazione sistemica, un effetto farfalla impressionante.

Un virus micidiale, che ha colpito inizialmente il sistema nervoso della fiducia del mercato, un virus che nessuna trasfusione monetaria o fiscale potrà guarire, forse attenuare, in quanto si tratta di un virus nel suo stato avanzato ovvero l’insolvenza, questa è ormai una crisi di insolvenza.

Purtroppo come per l’Ebola non esiste una terapia specifica. Il virus è resistente ai più comuni antivirali , la terapia si limita ad un supporto per limitare le emorragie e per reintegrare liquidi ed elettroliti persi, non resta che sperare, utilizzare ogni strumento ed ogni terapia a disposizione, spazzare via qualsiasi azzardo morale, ortodossia mercatista o riferimento ad un intervento diretto delle banche centrali al salvataggio di un istituto privato.

Per la prima volta dalla Grande Depressione la FED interviene per salvare il secondo più grande  sottoscrittore di obbligazioni ipotecarie americane,  invocando una legge utilizzata per l’ultima volta nel 1960 una legge che risale al lontano e fatidico 1930. Bloomberg.com 

The loan to Bear Stearns required a vote today by the Fed’s Board of Governors because the company isn’t a bank, Fed staff officials said. The central bank is taking on the credit risk from Bear Stearns collateral, lending the funds through JPMorgan Chase & Co. because it’s operationally simpler to accomplish than a direct loan, the staff said on condition of anonymity.

Bernanke took advantage of little-used parts of Fed law, added in the 1930s and last utilized in the 1960s, that allow it to lend to corporations and private partnerships with a special board vote. The Fed chief probably sought to stave off a deeper blow to the financial system from a Bear Stearns collapse.

Bene vi dice niente il nome Lehman Brothers Holding Inc, Lehman è il maggiore sottoscrittore di obbligazioni ipotecarie americane e se a qualcuno fosse sfuggito venerdi Lehman ha annunciato che una sua nuova operazione a tre anni da due miliardi di dollari è andata a ruba ad opera di 40 istituzioni finanziarie guidate da JP Morgan e Citigroup! Comunque vada sarà ……un successo o forse chissà!

Ora vorrei dirigere la Vostra attenzione su Nouriel Roubini e il suo post di venerdi sera, quando con puntualità ricorda che:

And Bear is only the first broker dealer to go belly up. Rumors had been circulating in the market for days that the exposure of Lehman to toxic ABS/MBS securities is as bad as that of Bear: according to Fitch at the beginning of the turmoil Bear Stearns had the highest toxic waste ("residual balance") exposure as percent of adjusted equity on balance sheet; the exposure of Bear was 54.5% while that of Lehman was only marginally smaller at 53.3%; that of Goldman Sachs was only 21%.  And guess what? Today Lehman received a $2 billion unsecured credit line from 40 lenders. Here is another massively leveraged broker dealer that mismanaged its liquidity risk, had massive amount of toxic waste on its books and is now in trouble. Again here we have not only a situation of illiquidity but serious credit problems and losses given the reckless exposure of this second broker dealer to toxic investments.

Bear è solo il primo embolo, alcuni rumors ricordano che Lehman ha la stiva ricolma di ABS/MBS di infima qualità, l’eposizione di Bear in percentuale al patrimonio netto era del 54,5 % mentre uella di Lehman un gradino più sotto al 53,3% se confrontata con Goldman al 21%. Roubini considera Lehman un’altro " massively leveraged broker " con un’enorme quantità di rifiuti tossici nella stiva.

Consiglio a tutti di leggersi anche il resto del post di Nouriel, nel frattempo provvedo a rinfrescare la memoria con questa semplice tabella, denominata LEVEL 3 ASSETS RISING di cui un illustre strategist sino a poco tempo fà tesseva le lodi in riferimento al pessimismo del mercato nei riguardi di questi tesori nascosti!

 

http://elainemeinelsupkis.typepad.com/money_matters/images/2007/11/13/picture_1.png

In sintesi che si tratti di " MARK TO MARKET " che riporti l’eco dei mercati o di "MARK TO MATRIX " che ci aiuti a confrontarli con altri titoli o di " MARKET TO MODEL " dove ognuno disegna il suo soggettivo valore di un titolo, nessuno ripeto nessuno è in grado di scoprire dove sia nascosta il nuovo potenziale ordigno sistemico. 

[text]

Proseguendo con i riferimenti che in questi mesi ho disseminato per il blog vi ricorda niente questo tabella postata nel lontano 19 settembre 2007!

L'immagine “http://media.rgemonitor.com/images/blog/editorial/image002_11.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

In fondo il postino suona sempre due volte!

Mario Platero, in una sua splendida analisi, sabato sul Sole 24 Ore, espone la sua " QUATTRO BUSSOLE per rintracciare la BANCA MALATA ".

 I più pessimisti parlano di un "buco" che potrebbe ammontare a 1000 miliardi di dollari. I più ottimisti, di una crisi di liquidità a breve che, con le opportune manovre, con la costruzione rapida di ponti per traghettare le istituzioni ferite potrebbe stabilizzarsi e rientrare verso la fine dell’anno.

E’ qui che Mario Platero diventa davvero grande e senza tanti giri di parole prosegue…

I visionari, come Standard and Poor’s avevano annunciato un paio di giorni fa che la crisi di liquidità era già terminata.

Visionari come dice Platero, visionari disperati come dimostrano le ultime vicissitudini.

E dalla CNBC cosa troviamo….

On Friday S&P lowered its long-term counterparty credit rating on Bear to "BBB" from "A," and it placed long-and short term ratings on credit watch with negative implications.

Grande semplicemente grande, con il senno di poi S&P riduce il rating di credito di lungo termine di Bear di tre tacche da A a BBB con un creditwatch con implicazioni negative a breve termine!

 

Il risultato è che lunedi dovrà esserci essenzialmente un accordo immediato per evitare che il mercato svuoti le stive di prodotti targati Bear Stearn visto che il loro valore è uno scalino sopra i JUNK BOND ! Morale della favola è che forse in questa maniera Bear Stearns non avrà molti margini per un accordo e quindi JP Morgan andrà a nozze con il morto, una pratica molto in uso a Wall Street dopo il matrimonio di Bank of America con Countrywide, compri due, fallisce uno!

E pensare che la leggendaria S&Poor’s in compagnia di Moody’s ha evitato di ridurre il rating alle monolines MBIA & AMBAC per evitare un effetto domino sul sistema finanziario ed ora con un’accellerazione imponente riduce il rating a milioni di dollari di obbligazioni ipotecarie presenti sul mercato, scatenando un meltdown di prima qualità!

Ormai i giudizi delle agenzie di rating stanno diventando una mina vagante basti pensare ala Federal Reserve e alla sua decisione di farsi carico del rischio di mercato, di collaterali tripla A che inevitabilmente le agenzie di rating dovranno lasciare stare, sognarsi di analizzare senza incorrere in un effetto a cascata sulla stessa FED! 

Detto questo mentre stavo scrivendo, arriva puntuale la notizia dal WSJ che JPmorgan ha acquistato Bear Stearns per la modica cifra di 236 milioni di dollari ovvero 2 dollari ad azione, contro un valore alla chiusura di venerdi di 3,54 miliardi di dollari, in sintesi un totale annientamento degli azionisti di BearStearns, il tutto con la benedizione della Federal Reserve disposta per la prima volta da tempo immemorabile a garantire sino a 30 miliardi di dollari di beni illiquidi di Bear Stearns.

Non vi era altra strada visto che Bear Stearns aveva nelle stive sino a 13 trilioni di dollari di derivati ad alto potenziale!

Contemporaneamente la FED riduce il tasso di sconto di interesse primario ovvero quello concesso alle grandi istituzioni finanziarie di 25 punti base, quello applicabile alla TSLF operativo da subito per sei mesi. Se non è panico questo poco ci manca, sempre che la situazione non stia degenerando, un decelleratore finanziario in atto!

Nella sostanza si tratta della prima " svendita " di una istituzione finanziaria, un sostanziale  primo "fallimento" di una grande istituzione finanziaria americana BEAR STEARNS e pensare che Bernanle aveva parlato solo di possibili fallimenti di piccole istituzioni.

Sempre dal WSJ scopriamo che…..

Meanwhile, worries are deepening that other securities firms and commercial banks might be on shaky ground. Lehman Brothers Holdings Inc. Chief Executive Richard Fuld, concerned about the markets and possible fallout from Bear Stearns’s troubles, cut short a trip to India and returned home Sunday, ahead of schedule, according to people familiar with the matter. The decision came after a series of calls Saturday to both senior executives at the firm and Treasury Secretary Henry Paulson, these people say.

……un nome torna ad eccheggiare nel Canyon di Wall Street, LEHMAN BROTHERS!

Mario Platero prosegue così:

Il momento è certamente il peggiore dagli anni Trenta, sia per la profondità della crisi che per la sua portata, globale, senza possibilità di scampo. Nella confusione si cercano delle bussole, degli indicatori che possano lanciare un allarme, uno da solo non basta. E allora, di fatto, ieri sono emersi fra gli operatori quattro indicatori guida. Il primo è la posizione di liquidità di una istituzione. occorre misurare le posizioni a breve e il rapporto di copertura liquidità impegni. Ma non basta fare verifiche di bilancio: nel caso di Bear Stearns, i Wall Street Journal riferisce che la banca aveva 35,4 miliardi di dollari di liquidità alla fine dell’anno, circa il 170 % dell’indebitamento a breve senza garanzie. Eppure non ce l’ha fatta.

Il monitoraggio  deve essere costante e uno degli elementi che potrebbe mettere a nudo i problemi non evidenti dal bilancio è il secondo indicatore, e cioè il trattamento riservato in termine di commissioni: Deutsche Bank ad esempio, caricava commissioni superiori a quelle riservate ad altre operazioni se si doveva trattare di strumenti Bear Stearns.

E qui farei un’altra piccola pausa! Alcuni di Voi mi hanno chiesto informazioni in riferimento alle voci di corridoio che vedono eccheggiare il nome di DEUTSCHE BANK! Molti di Voi mi conoscono, sono solito riferire o parlare di situazioni o argomenti che devono essere documentati attraverso link o riferimenti puntuali e precisi, lo ho dimostrato durante questo lungo anno, spendendo tempo e fatica alla ricerca di una verità oggettiva e quindi non ho alcuna informazione dettagliata!

Detto questo però vorrei farVi partecipi di un piccolo e grande dubbio che mi venne alcuni mesi fà a proposito dell’esposizione di Deutsche Bank nei confronti dei famigerati conduits! Secondo S&Poor’s nel settembre dello scorso anno le preoccupazioni per l’esposizione ai conduits del sistema tedesco erano sopravvalutate!

GERMAN_BANK’S_SUBPRIME_MORTGAGE_&_STRUCTURED_VEHICLE_EXPOSURE……….

Impact of conduit consolidation on capital ratios

With respect to the "big five" and DZ Bank, the conduits’ assets amount to about 8% of risk-weighted assets. A consolidation could reduce the Tier 1 and ATE ratios on an aggregated basis by about 70bps each. Although Dresdner Bank and Deutsche Bank have provided the largest amounts of liquidity facilities, the full consolidation would render their Tier 1 ratios at about 9% and 8%, respectively. Bayerische Hypo- und Vereinsbank AG’s (HVB; A/Positive/A-1) capital ratios could decline by more than 70bps, but its capital is high at this time due to the sale of Bank Austria Creditanstalt AG (A+/Stable/A-1). The other private banks’ Tier 1 ratios would decline by less than 30bps.

Sempre in settembre il CEO di Deutsche Bank dichiarava:

As for the bank’s own exposure to the subprime market, he said the bank’s sponsored Asset Backed Commercial Paper conduits was €32 billion (US$43.6 billion), while commercial paper investors in Deutsche Bank-sponsored conduits had no exposure to U.S. subprime mortgages. ( HERALDE_TRIBUNE )

Ultima osservazione dalla Annual Press Conference di Deutsche Bank tenutasi lo scorso 7 febbraio: DEUTSCHE_BANK

Without arrogance, Deutsche Bank can claim a leading role when it comes to transparency. Already in early September, we promptly reported on our exposures in the markets affected by the upheavals, and their impact. Since then, we have regularly updated the markets….. Quindi massima trasparenza da parte di Deutsche Bank ,una luce nel Regno delle Nebbie Eterne, speriamo in bene visto che la perla Bear Stearns tramite il suo CEO alcuni giorni fà dichiarava:"Bear Stearns’ balance sheet, liquidity and capital remain strong."per poi alcuni giorni dopo ricordare a tutti che in fondo ….."Our liquidity position in the last 24 hours had significantly deteriorated. We took this important step to restore confidence in us in the marketplace, strengthen our liquidity and allow us to continue normal operations," said Bear Stearns Chief Executive Alan Schwartz.In 24 ore è accaduto l’irreparabile, durante la notte sono cadute le stelle insieme alla luna, secondo alcune informazioni un crollo nelle valutazioni dei famigerati ALT-A  e alcuni mortgage prime e noi che pensavamo che fosse tutto finito, nessun’altra svalutazione come ricordato da S&Poor’s!I mutui ALT-A una sorpresa, un nuovo intero iceberg? Date un’occhiata sul NYTIMES ma…..non dimenticate che su questo veliero è da mesi che si prospetta un contagio esponenziale ai mutui ALT-A!IN other words, this isn’t the tip of the iceberg; it’s another iceberg entirely.

Private Banks’ Exposure To Conduits
Bank Total exposure to conduits (bil. €) Adjusted assets 2006 In % of adj. assets
Deutsche Bank AG 32 1,738 1.8
Dresdner Bank AG 15 497 3.1
Bayerische Hypo- und Vereinsbank AG 15 362 4.2
Commerzbank AG 9 607 1.4

Deutsche Postbank AG

1 182 0.4
DZ BANK AG Deutsche Zentral-Genossenschaftsbank 4 439 0.9
Total 76 3,825 2.0
SIV–Structured investment vehicles.

Per ulteriori informazioni sui CONDUITS & SIVs vi posto alcuni grafici e tabelle!

http://online.wsj.com/public/resources/images/MI-AM936_CONDUI_20070829190204.gif

http://www.marketoracle.co.uk/images/mauldin_21_10_07b.gif

 

 

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http://www2.standardandpoors.com/spf/docimg/618342_GRAPH4306724.gif

http://images.forbes.com/media/magazines/forbes/2007/1112/Forbes_1112_p042_f1.gif

http://online.wsj.com/public/resources/images/P1-AJ279A_Marks_20071011202839.gif

 

Come spesso accade i rumors non sono mai fine a se stessi e oggi con un decelleratore finanziario di queste dimensioni in atto anche i riferimenti di novembre a BARCLAYS tonano di attualità!

 BARCLAYS_SAFE_AS_HOUSES

Diamo un’occhiata per curiosità alla composizione di questi tre conduits di Barclays, ovvero Sheffield Receivables Corporation, Stratford Receivables Corporation and Surrey Funding Corporation:

 

Stratford


 
Surrey funding

RMBS, CMBS,CREDIT CARDS,CDO,CBO & CLO, STUDENT LOANS un portafoglio da brividi, un portafoglio dal rischio sistemico, in particolare in un ambiente di default, in un ambiente di insolvenze esponenziali.

Tornando all’articolo di Platero prosegue ricordando che è realmente difficile quantificare il valore reale.

" Terzo se la FED apre i cordoni vuol dire che c’è qualcosa di brutto in arrivo. Quarto, il comportamento degli azionisti o di coloro che entrano: mai fidarsi. Il miliardario britannico Joe Lewis aveva investito 860 milioni di dollari pagando il titolo Bear Sterans 100 dollari per azione quando sembrava che lo cose potessero migliorare. Oggi il suo investimento vale un terzo. L’unica regola possibile in mezzo alla turbolenza è una soltanto: stare fermi, sperando che il " BAIL OUT " funzioni."

Per onor di cronaca inoltre ricordo a tutti che gli investimenti cinesi in Blackstone e del fondo sovrano di Singapore in UBS sono stati letteralmente dimezzati.

Se poi andate a leggervi questo post da MARKET_WATCH scordatevi la favola dei fondi sovrani, come mille principi azzurri in soccorso delle belle addormentate nel bosco finanziario!

Nessuna sorpresa in sintesi per quanto è accaduto a Bear Stearns basta dare un’occhiata a questo post di JESSESCROSSROADSCAFE e al rischio sistemico nascosto nel mercato dei credit default swap.

The second method would be a failure at Bear Stearns that triggers a cascade of failures in the Credit Default Swaps (CDS) market. This is not counterparty risk. The risk here is of CDS wagers on the failure of Bear Stearns itself. This market consists of derivative ‘wagers’ on the credit failure of specific companies. This market has become a leveraged nightmare, being so large that the failure of any single significant company such as Bear Stearns could precipate a chain reaction of defaults. As you may recall we pointed out some time ago that after subprime the next area to watch closely as a potential tipping point would be the CDS market.

CREDIT_DEFAULT_SWAPS:_IS_YOUR_FUND_AT_RISK!

 

 

 

La prossima settimana usciranno i risultati di alcune grandi istituzioni finanziarie, Lehman, Goldman, Morgan Stanley e l’autopsia di Bear Stearns, ma una regola importante nel bel mezzo del Regno delle Nebbie Eterne è quello di non fidarsi ciecamente di nessun outlook di questi tempi, ogni riga di bilancio inevitabilmente, porterà con se il germe del dubbio se ciò che è stato lo sara ancora!

Inoltre vi sarà la solita telenovelas realtiva alla politica monetaria, superindice dell’economia, LEADING INDICATOR, una nuova ondata di riferimenti immobiliari, produzione industriale e quant’altro, ma i fari del mercato saranno puntati alla ricerca del prossimo " BAIL OUT ", della prossima vittima di questo incredibile, ma non per noi, decelleratore finanziario.

In sintesi cari Compagni di Viaggio, oggi più che mai le mie indicazioni di restare seduti in riva al fiume, CASH IS KING & GOLD THE KING sono più che mai state un segno del destino, un destino che proviene da lontano, dal "lontano" luglio 2007, frutto di analisi e di un lavoro in profondità, sotto il pelo dell’acqua alla ricerca delle dimensioni di questi iceberg giganteschi, un lavoro che mi lascia sereno con la tristezza dell’ennesima follia collettiva di una stagione irripetibile, che senza questo artificio della finanza creativa avrebbe avuto il suo epilogo molti anni prima!

Chissà, forse un piccolo ricordo me lo sono meritato, un piccolo contributo per sostenere il nostro veliero nel proseguimento di questo viaggio che si preannuncia lungo e forse infinitamente triste!

Non dimenticate di leggervi il post di sabato dal titolo UN_MESSAGGIO_DALLA_STORIA, un piccolo contributo per cercare di comprendere questa crisi che viene da lontano, con nascoste tra le righe alcune possibili soluzioni di questa crisi, per una ripresa lenta ma possibile del ciclo economico.

Come dice Yunus, uno dei padri fondatori del Microcredito…..

 " Ho  come la sensazione che l’economia basi le sue leggi su presupposti che ignorano gli esseri umani. Tratta gli uomini come macchine e nega gli elementi essenziali della natura umana. Considera gli imprenditori come uomini dalle capacità eccezionali e così ignora le potenzialità della gran massa dell’umanità. 

L’economia ama definirsi come una scienza sociale ma non lo è!

 

Parla di lavoro e manodopera, non parla di uomini , donne e bambini quindi non può ignorare l’ambiente che pretende di analizzare!”

 

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41 commenti Commenta
Scritto il 17 marzo 2008 at 07:52

allora a questo punto ci siamo…. ci aspettano mesi in cui ne vedremo dlle belle!! Probabilmente cambierà anche il modo di vita quotidiano di molta gente e certamente non in meglio!!!
buona giornata

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 08:26

olà, anche questa parte del commento di RIOLFI su il sole 24 ore ci da l’idea che l’america abbia finito l’egemonia mondiale.
se hanno bisogno dell’aiuto di paesi emergenti e arabi dovranno pur dar in cambio qualcosa:

Si parla di altri 4-500 miliardi di $ che servirebbero a tamponare le situazioni più difficili. Siccome non si trovano molte JPM disposte a muoversi per salvare i concorrenti, dovranno intervenire ancora le banche centrali e probabilmente anche i Governi. E dove trovano la Fed o la Bce tutto quel denaro? Se lo faranno prestare dalle banche centrali asiatiche e dei Paesi arabi probabilmente, come già ipotizzano alcuni banchieri, attraverso operazioni di pronti contro termine. E poi si vedrà. Date le dimensioni del fenomeno non c’è una cura risolutiva. Si tratta di far sopravvivere il sistema confidando nel beneficio del tempo. Perché solo il tempo può curare la psicologia del mercato.
ma secondo te capitano, quanto ci metterà a trasferirsi dall’america all’europa questa crisi?
prendiamo ad es. deutsche bank o chi x essa , quando dovrà intervenire la BCE e sopratutto potrà e saprà farlo. avrà gli stessi margini di manovra della FED ,o sarà il governo tedesco a intervenire e come?
comunque qua si fa veramente dura
maat

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 09:59

Grande Andrea, come al solito impeccabile, piu’ passa il tempo, piu’ ogni singola riga di quanto scritto si sta manifestando.
stiamo entrando nel vivo della crisi, e adesso vediamo se giocheranno a carte scoperte, non mpossono piu’ nascondere niente secondo me, ci sono solo gli interventi strutturali.
il sig. BB, massimo esperto delle crisi bancarie, penso che ora la smetta di estrarre conigli dal cilindro, ma proponga la ristrutturazione del sistema immediatamente, cio non salverebbe i mercati, ma salverebbe il sistema, stavolta ci credo crolleranno gli speculatori.
Mariano

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 10:16

Non credo che glielo lasceranno fare.
Se la situazione non si stabilizza cominceranno a girare le rotative di carta verde.

P.S.
Andrea hai fatto un lavoro incredibile!!!!

Mas

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 10:20

Sembrerebbe fuori argomento ma si parla oggi di una Azienda in svendita e cioè di Alitalia. Volevo sapere secondo voi opnioni in merito visto che questo regalo che si fa ad Air France lo si poteva fare ad imprenditori italiani (cordata Toto – Ap holding) magari non avremmo avuto problemi con Malpensa con 8000 esuberi e conseguenze nell’indotto; tagli di personale circa 2500 in Alitalia Fly e qusi tutta Alitalia Servizi (Manutenzione handling ed information tecnology). Vorrei sentire anche il parere di Andrea su questa situazione. Grazie Mik

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 10:51

L’America cercherà di far pagare la sua crisi a tutti noi, col pretesto che da anni fa il poliziotto/mercenario per conto del mondo occidentale. In realtà le sue faraoniche spese militari sono sempre servite a proiettare forza e dunque a controllare il mondo, permettendo ai suoi cittadini un tenore di vita insostenibile e ingiusto nei confronti degli “altri”.
Ora il meccanismo e andato in tilt; siediti sulla riva del fiume e vedrai passare il cadavere di “Re” Dollaro.

Guido

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 10:52

adesso capisco perche’ il presidente di Bear stearn, giocava a bridge e si faceva le canne…………..

Mariano

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 11:30

oggi vorrei spezzare una lancia a favore dell’america. Delle sue follie ne abbiamo discusso ampiamente ma non ha agito da sola. Altri paesi non sono meno colpevoli di questa situazione. Mi riferisco in particolare a Giappone e Cina che da decenni manipolano i tassi di cambio per favorire le proprie esportazioni e coprire le inefficienze. Hanno acquistato migliaia di miliardi di dollari per svalutare le proprie valute in maniera del tutto ingiustificata e scriteriata. Ora si ritroveranno con le stive piene di cartaccia verde. Insomma, il mercato se lasciato agire davvero liberamente prima o poi presenta il conto di politiche scellerate.

ciao, Marco

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 11:37

per l’amico Mik.
Io credo che Alitalia sia un’azienda fallita già da un decennio. Air France ci fa un grosso favore se ce la toglie di mezzo. Ti rammento che a noi contribuenti questo “baraccone” chiamato compagnia di bandiera negli ultimi anni ci è costato miliardi di euro. Non sono giustificati in alcun modo. Investire in infrastrutture è una cosa ma pagare gli stipendi di migliaia di persone per fare poco o nulla non è etico.
Cederla a Toto / Air One sarebbe stato un errore gravissimo perchè quel signore che si dipinge come paladino della nazionalità in realtà voleva il monopolio sulla tratta Milano-Roma dove oggi operano quasi esclusivamente Air One e Alitalia. In tal modo avrebbe potuto fare i prezzi che voleva sulla nostra pelle. Come sempre.

ciao, Marco

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 12:03

Il problema è se è un caso isolato
all’ inizio, o se vi è una grossa covata di cigni neri che stanno per schiudersi.

Sarà banale ma pare che alla fine
le bugie hanno le gambe corte. E i castelli di carta per loro stessa natura devono prima poi cadere.

Più che un richiamo generico al
l’ etica mi pare che molta gente ai vertici di queste società abbiano infranto parecchie norme in molti settori. Il problema che fatti e misfatti di parecchi vadano poi a colpire moltissimi altri è forse qui
l’ incentivo nell’ assumere tali
comportamenti.

I rischi nei mercati finanziari esistono e sono sempre difficili da valutare, ma se le partite sono truccate in partenza e se i mercati diventano sale da gioco d’ azzardo,
penso che vengano meno alla loro
funzione economica.

L’ informazione disponibile non è quella rilevante e le società di rating sono le ultime a sapere come
stanno le cose.
E’ un problema di non rispetto di precise norme che attengono le informazioni di mercato o proprio di non conoscibilità della reale situazione dei fatti ,incapacità nelle
valutazioni o mistificazione degli stessi ?

Nel caso della Bear Stearns pare ci fosse anche un problema di mangement ( si dice ora ) ma come
è possibile che certe persone salgano al vertice di società di questo tipo ?

Altair

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 12:30

Andrea, le mie domande giunti a questo punto sono queste: quando e come pensi possa finire questa crisi mondiale? Per un anno (ed io ti seguo da sempre) ci hai messo in guardia, ci hai fatto scoprire un’altro mondo migliore (microcredito, Kiva,…) ma non hai mai proferito parola su quanto sopra ti chiedo. Regalaci anche una speranza.
Paolo

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 12:34

Sempre a chiedersi dopo com’e’ possibile che succedano certe cose…

Il fatto e’ che non esiste norma, regolamento, istituzione, legislazione che tenga, quando la maggioranza di coloro che detengono il potere diviene un insieme di gente avida e corrotta, irresponsabile.

Al primo posto ci vogliono uomini onesti e capaci, poi ci vogliono le regole, per tenere a freno le pecore nere.

Il collasso di questa epoca era ed e’ inevitabile, come se fosse scritto nei cromosomi, fin dal principio.
Quello che viene costruito in generazioni, puo’ essere dissolto in meno di una, e questa generazione prima o poi arriva.

saluti
Pierluigi

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 12:48

per Altair, il problema del management, non esiste il fatto che Cayne, si faceva le canne e’ dovuto solo al fatto che non aveva alcuna importanza quello che faceva perche’ non c’era piu’ niente da fare, la maggiorparte dei bank CEO, non ha grosse capacita decisionali, sono tutte in mano a team di gestione.
il problema vero e ‘ la possibile escalation che puo’ crearsi, secondo il NYtimes, l’intervento della fed pare sia stato preventivo ai fini di evitare i margin call sugli Hedge di mezzo mondo finanzati da BS.
Lehman potrebbe fare la stessa fine nei prox giorni, ma il problema e’ la reazione a catena, putroppo non esistono modelli previsionali.
lesperimento della nazionalilizzazione di NR, mi fa pensare che presto le US bank subiranno lo stesso destino, c’e’ un tremendo rumore di risucchio.
allacciamo le cinture.
MARIANO

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 13:18

lehaman brothers -30% in pre-apertura. Sarà la prossima…..

Marco

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 13:57

La crisi sarà profonda e globale, durerà a lungo e colpirà anche i Paesi emergenti, ha affermato il direttore del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, durante una conferenza stampa nell’ambito della conferenza congiunta con l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo sulle riforme economiche in Europa.

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 15:10

Ma il dollaro è destinato a deprezzarsi ulteriormente?

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 15:13

magari avessimo REGALATO l’alitaGlia almeno un decennio fa…sai quanti soldi(di tasse) avremmo risparmiato?
cmq visto che si vive in questo strano paese del 2-3 mondo,meglio questo che un pugno in un occhio e meglio tardi che mai,almeno non peserà più sulle tasche della gente,questo carrozzone gestito all’italiana maniera…
poi ci offendiamo quando ci giudicano male..mah

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 15:13

ANDREA…semplicemente GRAZIE!!!

*1922*

Scritto il 17 marzo 2008 at 16:35

carissimi colleghi marinai,
volevo solo invitare tutti, per quanto non sia nel mio ruolo, alla calma.
la logica entropica prevarrà come in tutte le cose e come tale aprirà nuovi orizzonti e nuove opportunità. C’è un vecchio detto che dice che sui mkti l’oro diventa merda e la merda diventa oro.
il problema vero sono sempre i prezzi e poi i tempi. a chi ha colto questa potenziale anomalia dei mercati non può tornare in mente quanto tempo sia stato necessario affinchè “gli altri” ci arrivassero. ma senza “gli altri” non si sarebbero formati questi prezzi.
un tale – n.d.r. che poi nella mia vita si è però rivelato una persona che valeva poco – mi disse: dove l’ovvio è invisibile, l’illusione è gigante.
non dobbiamo quindi dimenticarci indipendenza, ovvietà e semplicità ed andrea senz’altro ci condurrà nei prossimi movimenti alla luce dei suoi parametri.
ciao.
gian

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 17:11

Se non sapeste che questo schema è riferito al ’29 sono convinto che lo definireste attuale :

Questo è una mappa concettuale che spiega in modo riassuntivo le premesse e le conseguenze della grande crisi del ’29.

http://web.tiscali.it/claufi/1929.htm

(quando posso leggo sempre il blog anche se ultimamente non ho potuto parteciparvi ….)

Un saluto ai marinai !

Il tuo lavoro Andrea è sempre meraviglioso !
By Fabio

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 17:11

Se non sapeste che questo schema è riferito al ’29 sono convinto che lo definireste attuale :

Questo è una mappa concettuale che spiega in modo riassuntivo le premesse e le conseguenze della grande crisi del ’29.

http://web.tiscali.it/claufi/1929.htm

(quando posso leggo sempre il blog anche se ultimamente non ho potuto parteciparvi ….)

Un saluto ai marinai !

Il tuo lavoro Andrea è sempre meraviglioso !
By Fabio

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 17:11

Se non sapeste che questo schema è riferito al ’29 sono convinto che lo definireste attuale :

Questo è una mappa concettuale che spiega in modo riassuntivo le premesse e le conseguenze della grande crisi del ’29.

http://web.tiscali.it/claufi/1929.htm

(quando posso leggo sempre il blog anche se ultimamente non ho potuto parteciparvi ….)

Un saluto ai marinai !

Il tuo lavoro Andrea è sempre meraviglioso !
By Fabio

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 19:51

da nautilus
e da quest’eco profondo:

consideriamo…..

Il costo umano della depressione
Maurizio Blondet 17 marzo 2008

In USA stanno nascendo strane tendopoli: sono le famiglie che hanno perso la casa perché non possono pagare il mutuo. Tendopoli alla periferia di Los Angeles. Tendopoli alla periferia di Ontario, California (1). Qui, gli attendati sono 400 e più. Chiese e volontari locali portano cibo e coperte. Gli attendati fanno di tutto per tener pulito, portare via la spazzatura, cercare acqua per lavare sé e la biancheria.

Ma le autorità hanno minacciato: coloro che non risultano residenti ad Ontario, saranno rimandati in bus ai loro luoghi di domicilio. Come Patty Barnes, che dopo la morte del marito non è più stata in grado di pagare l’affitto: «Ricevo una pensione d’invalidità di 800 dollari il mese, non si trova una stanza per questa cifra». La manderanno via perché lei abitava a Fontana, è venuta ad Ontario sapendo di trovare una città di tende già in qualche modo organizzata e assistita. La tendopoli qui esiste da sei mesi.

Edna Silver è venuta a donare coperte. «Come può succedere questo? Siamo il Paese più ricco del mondo ed abbiamo gente che vive in questo modo…». Non sa ancora che accadrà anche peggio. Che più americani arriveranno alla tendopoli, che altre tendopoli cresceranno come funghi.

La fine della settimana scorsa è avvenuto un fatto fatale: all’asta dei Buoni del Tesoro americani decennali sono comparsi per acquistare ben pochi investitori esteri, asiatici, medio-orientali o europei. Ancora nelle scorse settimane, gli investitori esteri compravano il 25% dei BOT USA. Stavolta, solo il 5,8% (2).

E’ accaduto anche all’Italia: l’asta settimanale di BOT è stata un insuccesso, benchè i titoli di debito italiani diano un interesse superiore a quelli tedeschi di oltre mezzo punto. Ma in USA il segnale è più infausto perché l’America dipende di più dal credito, dall’afflusso annuo di 800 miliardi di dollari presi a prestito a basso tasso per pagare il suo «benessere» fondato sui consumi delle famiglie, inesauste consumatrici a credito.

Gli stranieri detengono ormai oltre 6 trilioni (6 mila miliardi) di dollari di BOT americani, il 66% dell’intero debito federale. Ed ora, visto che Ben Bernanke sta continuando a tagliare i tassi primari, fra questi «investitori» inquieti sta nascendo la convinzione che la Federal Reserve, lasciando crollare il dollaro a minimi mai visti, stia deliberatamente e cinicamente svalutando il proprio debito. Mettendo nei guai i prestatori, che hanno tesaurizzato Buoni del Tesoro come rifugio-risparmio. Chi sono?

Al primo posto è il Giappone (con 901 miliardi di dollari in BOT americani), poi viene la Cina (870). Seguono la Gran Bretagna (475), e – udite udite – due microscopici paradisi fiscali, il Lussemburgo (424) e le Cayman (422). Poi Belgio (369), Irlanda (179), Germania (156), Svizzera (140), Bermuda (133), Olanda (123), Corea (118), Russia (109), Taiwan (107), Canada (106), Brasile (103). Questi non vogliono più perdere i loro risparmi, mettendoli in dollari che scendono di valore ogni giorno.

Per questo lunedì, quando Bernanke ha aperto la settimana con un nuovo taglio ai tassi primari (altra «iniezione di liquidità») le Borse asiatiche hanno risposto con cadute dei corsi: il ribasso ulteriore è interpretato come segnale che i salvataggi della FED stanno fallendo.

L’implosione delle azioni, anche di quelle solide, fa emergere un nuovo tragico evento: la rotta dei fondi-pensione americani (3). Sono fondi enormi, «a capitalizzazione», a cui i lavoratori USA contribuiscono per anni nella speranza di avere in cambio una decente pensione. Ma la promessa di pensioni decenti si basa tutta sul presupposto che i pacchetti azionari su cui
i fondi investono i loro immensi capitali siano beneficiati da un rialzo continuo e regolare, in tempi storici. Non è certo più il caso, ora le Borse precipitano e resteranno basse per anni.

«Questo cataclisma finanziario», scrive il bollettino Europe 2020 (3), il sito francese di previsioni finanziarie, «avrà una dimensione umana drammatica, in quanto corrisponde all’entrata nello stato di pensionati della prima ondata dei ‘baby boomers’ in USA, Europa e Giappone: i profitti dei fondi-pensione crollano nel momento stesso in cui devono cominciare a versare la prima grande serie di versamenti ai loro assistiti».

I baby boomers sono quelli nati nel dopoguerra, tra il 1945-50: una classe numerosissima. La privatizzazione delle pensioni – un altro pilastro dell’ideologia liberista – mostra la sua falsità truffaldina. Il pilastro crolla, e crolla addosso a decine di milioni di ultrasessantenni che hanno lavorato una vita e contribuito una vita ai fondi pensioni, credendo di avere messo in atto una forma di risparmio dignitosa e sicura. Così gli hanno fatto credere i poteri, le «autorità» politiche e finanziarie. Ora, queste persone dovranno trovarsi un lavoro nella terza età; in un momento in cui la depressione aumenta la disoccupazione.

I più fortunati di loro avranno finito di pagare il mutuo della casa: ma i prezzi immobiliari sono in caduta libera, è impossibile mettere in vendita la propria per raggranellare quattrini per la vecchiaia. Dunque, le tendopoli dei senza-casa stanno crescendo in numero e affollamento. E questi disgraziati scopriranno – come i travolti dall’uragano Katrina – di non avere un governo capace, o anche solo volonteroso di soccorrerli: con l’ideologia privatista, lo Stato ha abbandonato la società intera alla «mano invisibile del mercato»; e quando il mercato implode, semplicemente,
il potere pubblico ha perso i soldi per i soccorsi, ed anche la competenza al soccorso pubblico.

Anche un New Deal è poco probabile: la crisi borsistica del ‘29 lasciò un’America iper-industrializzata, le cui industrie aspettavano solo commesse e capitali per rimettersi in moto. Con la guerra mondiale, la potente industria americana fornì tutti gli alleati di tutto, carri armati scarponi, armamento e petrolio, vestiario e prodotti di consumo. Oggi, non ci sono più industrie da riavviare, sono andate in Oriente. I soldati americani in Iraq marciano su scarponi «Made in China», e acquistati a debito. Ma non si creda che i cinesi e i giapponesi siano messi meglio.

Qui, è il concetto stesso di globalizzazione – la specializzazione di intere nazioni come produttrici industriali, come aziende esportatrici – che sta crollando. La Cina sta facendo fluttuare in alto lo yuan per strangolare l’inflazione ufficialmente sul 9%, le sue merci costano di più agli americani col dollaro debolissimo. Quanto la Giappone, lo yen rincara: e la Toyota perde 350 milioni di dollari per ogni punto di rialzo dello yen. Non potrà esportare ancora a lungo.

E quanto esporterà la Germania, con l’euro a 1,57 sul dollaro? L’euro è reso forte solo dalla corsa di pseudo-capitali roventi che cercano un rifugio dalla crisi del dollaro. Un rifugio momentaneo della liquidità mal guadagnata con la finanza speculativa. Lo dimostra il fatto che, per quanto l’euro si rafforzi, i prezzi delle materie prime si rafforzano ancora di più. Grano, greggio ed oro sono diventati la vera «moneta», mentre le monete cartacee del mondo si liquefano e diventano instabili.

Gli attendati americani, senza lavoro e senza casa, in età da pensione, dovranno affrontare anche questo: il rincaro del cibo e della benzina. Giustamente Tremonti ha invocato la necessità di una nuova Bretton Woods, l’instaurazione concertata nel mondo di cambi stabili e di un ordine regolamentato, sottratto al «mercato» finanziario e alle sue follie. Ma chi ascolta un Tremonti, nel mondo?

Ci vorranno anni perché nelle teste più stupide della storia – quelle al potere – entri una nuova (o vecchia) idea che nega il dogma
liberal-globalista. Anni di miseria e sciagure. Incarnazione stessa della idiozia, c’è in USA un uomo allegro in questi giorni terrorizzanti: il presidente Bush (4).

Ha scelto questo momento per prodursi in un tip-tap scimmiottante Gene Kelly. E’ andato all’Economic Club di New York ed ha esordito: «Vengo a voi da ottimista». Ha definito la tempesta sul dollaro «un momento interessante». Ed ha consigliato a Bernanke di «non sterzare troppo», perché sta guidando una macchina su un terreno scivolo, e «se correggi troppo, finisci nel fosso».

E’ il tipo umano di comandante che ha prodotto la globalizzazione: uno che si è abituato all’irresponsabilità, che non prova nemmeno a fare qualcosa, che allegramente ammette di non avere mezzi per cambiare il corso della catastrofe, perché tutto è stato demandato al «mercato», ed ogni politica è dettata dal «mercato» e dai suoi custodi sovrannazionali, da nessuno votati, irresponsabili e che non pagheranno il conto.

Infatti, ridacchiando, Bush ha detto: «Il 2008 sarà un anno favoloso per il partito repubblicano!». Forse sa qualcosa (quei campi di concentramento che ha fatto allestire in giro per gli USA possono venir buoni per stroncare una rivolta mostruosa, forse una guerra civile, sospendendo la cosiddetta «democrazia» una volta per tutte?), forse ha un motivo più profondo per essere ottimista. In fondo, 70 milioni di americani l’hanno votato: perchè, da veri cristiani rinati, hanno visto in lui il comandante supremo che li avrebbe guidati verso l’Armageddon, la battaglia finale del Bene contro il Male assoluto, l’Islam, a fianco di Israele tornata nella Terra Promessa per volontà di Dio. Come gli hanno spiegato i loro tele-predicatori, questo è il vero fine dell’America, prima della…

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 19:54

…segue da nautilus :

prima della Grande Tribolazione che secondo la Bibbia deve arrivare.

Ecco, la Grande Tribolazione è qui: dunque non lamentatevi, americani «religiosi» rinati. Sono le profezie che si avverano, non siete contenti? Libero mercato ai piani alti più irrazionalismo millenarista alla base: è questo il cocktail di cui ci toccherà bere la feccia.

saluti a tutti

nautilus.

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 20:07

ancora da

nautilus :

Con il crollo della Bear Stearns, una delle più colossali banche della globalizzazione, non sono più ammesse illusioni: è il nuovo ‘29. Moltiplicato però, in rapporto con il titanico moltiplicatore del debito (leverage) che la deregulation totale ha consentito ai predatori d’azzardo (1).

Adesso probabilmente sarà Lehman Brother a seguire Bear Stearns nel precipizio del nulla. Seguiranno «Fanny Mae» e Freddie Mac, le due agenzie semi-governative inventate durante il New Deal, che «garantiscono» il 60% del mercato dei mutui, pari a 11 trilioni di dollari (il PIL americano è sui 15 trilioni).

Quanto alle assicurazioni «monoline», che garantiscono i titoli di debito emessi dai municipi, Stati e contee americani, le loro azioni hanno perso il 90% dall’autunno: presto anche il mercati dei debiti pubblici locali, 2,6 trilioni di dollari, svanirà in una nube d’insolvenza: le autorità locali non avranno i mezzi per far funzionare scuole, servizi, ospedali, per assistere i poveri che cresceranno a milioni. I fondi pensione dovranno liquidare i loro portafogli azionari a mercato precipitante, azzerando le speranze di serena vecchiaia per altri milioni di persone.

Nel ‘29, la catastrofe fu molto meno rapida: fallirono 4 mila banche, per lo più piccole, e la cosa durò anni. Oggi la Union des Banques Suisses, è già nella morsa del crollo americano, prima ancora che Bear Stearns, la peste si espanda nel mondo fulminea. Alcune riflessioni si impongono….

http://www.effedieffe.com/content/view/2508/179/

…se volete continuare nelle riflessioni…ne vale l’interesse…

saluti

nautilus

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 21:27

Vorrei fare una riflessione provocatoria, PIU’ MERCATO MENO STATO…finche’ ospedali, mense scuole trasporti erano mucche da mungere e profitti da macinare…allora piu’ mercato meno stato, ora che il giocattolo si e’ rotto e si rischia di dover chiudere tutto dove sono i paladini del mercato possiamo accettare di non aver scuole, ospedali trasporti !!!
Saluti
Massimo

ps. perche’ non forziamo il Capitano a fare un libreo le sue idee sono anni luce avanti…veramente GAGLIARDO !!!!

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 21:54

Benchè perfettamente d’accordo su l’analisi del crollo dell’economia USA facendo un pò i conti in casa nostra forse siamo messi peggio e non tanto per la crisi del credito ma per quanto riguarda il settore industriale che tranne alcuni settori di nicchia si registra la scomparsa della grande industria in particolare quella chimica-farmaceutica, elettronica e addirittura alimentare acquisita per la maggior parte da colossi come la Danone e Nestlè.

Per Marco
Anche le ferrovie sono state e sono sono un baraccone ma non per questo le regaliamo Francesi. Se lo Stato ci rimette in questo settore dei trasporti perchè ci scandalizziamo se ci rimette nel trasporto aereo? La colpa non è dei piloti che sono stati formati nella migliore scuola Aeronautica del mondo e nemmeno dei tecnici che hanno acquisito conoscenze e brevetti di manutenzione in esclusiva dai maggiori costruttori mondiali. Per capirci in Italia è la politica a manovrare tutto e dove loro riescono ad entrare succede che si sfascia tutto. La crisi da noi avrà proporzioni maggiori perchè non abbiamo investito in ricerca ed innovazione. Quando poi il ciclo si invertirà gli USA ripartiranno noi saremmo al defolt.

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 22:04

I francesi sono nazionalisti, ma si? Allora il CDA Alitalia porti i libri in tribunale perchè anche noi Italiani abbiamo ancora un pò di orgoglio nazionale. Poi si potrà ricostruire se abbiamo ancora qualche imprenditore vero!

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 22:36

Lehman -19,13%

UBS -13,85%

Bella giornata.

Commento 21 a proposito del
l’ insucesso dell’ ultima asta Bot
mi pare un pò eccessivo.
La notizia era che erano decenni che non veniva completamente sottoscritto il quantitativo offerto.
Ma la parte non sottoscritta è minima vedere risultati asta sul sito del tesoro.
BOT in scadenza 7,5 Miliardi
Le emissioni offerte erano due:
BOT 30/09/08 Offerti 3 Miliardi
interamente sottoscritti
BOT annuali offerti 7, 5 Miliardi
sottoscritti 7,156 Miliardi.
pari all’ 95,4%
alla fine sono stati sottoscritti più BOT di quelli in scadenza.

Altair

utente anonimo
Scritto il 17 marzo 2008 at 23:14

ANDREA!!!!!!!!!!!!!!!!
Non ci sono parole per ringraziarti del tuo contributo, e visto che non riusciremo mai a ripagarti del tuo lavoro, spero tanto quando hai iniziato a capire il marcio che c’era nei mercati, tu ti sia messo SHORT, da Luglio 2007 e stia guadagnando tanti soldi meritati!!!!!

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2008 at 04:29

Caro Mariano,
dopo aver raccolto informazioni dai miei amici newyorkini, smentisco inappellabilmente che il presidente di Bear Stearn si facesse le canne. E poi, per principio, non puoi associarmi ad un simil pendaglio da forca. Io, a differenza del mammifero in questione, ascolto i Creedence Clearwater Revival, guido una macchina di 19 anni, e vado sul green solo per tirare il budello (per dare l’acqua ramata alla vigna che sta sulla pedemontana, con un’inclinazione di 23 gradi, roba da Messner)! Passando alla facezie…..un elemento che attira la mia attenzione sono i tempi di questa Apocalisse. Tutto gira così veloce che può essere fuorviante un’analogia con le passate crisi……effettivamente stiamo entrando nella terra di nessuno e per tentare di capire utilizziamo delle analogie. Non darei, però, per scontato che stiamo entrando in una nuova era, che gli USA perderanno il loro predominio ideologico sul resto del mondo….è ancora la vecchia lupa, e i lupacchiotti sono troppo piccoli.
Buon giorno a tutti Canna al Vento

Scritto il 18 marzo 2008 at 04:38

E’ un periodo di passaggio epocale. la confusione è così estesa…
Perfino ditte storiche come la Man inglese che collassano.
Penso che le previsioni a breve siano veramente difficili, vedi il super +4% della settimana scorsa. Magari può verificarsi anche un tracollo dell’oro per un breve periodo. Sicuramente tra alti e bassi le borse saranno ridimensionate.
Però come conseguenza credo che almeno ci sarà il rigetto a tutto questo baillame di strumenti finanziari, e si limiterà il credito facile e a scopo consumistico.
Comunque per l’Occidente l’esito è, dal punto di vista economico, la perdita del suo predominio.
Che questo sia foriero di un maggiore equlibrio non lo so. Sicuramente essere più responsabili sarà una necessità.

Grazie sempre al Capitano, la nebbia è proprio fitta, ma il tuo faro riesce a vedere oltre.

Scritto il 18 marzo 2008 at 07:16

Carissimi tutti, non ho molto tempo per stare con Voi ma vedo con piacere che la tolda di questo veliero assomiglia ad un grande porto di mare con la sua Umanità alla ricerca di mille risposte, un confronto continuo!

L’unica cosa che vi chiedo è quella di evitare di offuscare i Vostri occhi e le Vostre menti con la nebbia dell’irreparabile, con presagi di fine del mondo!

Noi siamo alla ricerca di un mondo diverso, un mondo nuovo dopo la notte vi è sempre l’Alba qualunque cosa accadda, la stessa Settimana Santa ci dice che dopo la morte vi è una nuova LUCE!

Sono tempi difficili, prospettive non certo buone, sono tempi in cui vi sarà un ridimensionamento epocale, tempi di essenzialità verranno ma tempi costruttivi, da cui nascerà una nuova speranza, una nuova Umanità, una nuova finanza ed economia!

Il mio investimento migliore è quello in alcuni progetti a distanza e oggi più che mai nel tempo che dedico a questa UTOPIA REALE!

Buona Giornata a tutti!

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2008 at 07:54

CARLYLE E BEAR STEARNS: E’ INIZIATO IL BIG CRASH?

Si è aperta una pagina nuova: non solo i subprime, sono a rischio tutti i titoli strutturati legati al mercato immobiliare. Una trappola, a partire dal leverage esasperato: centinaia di milioni di dollari, prendendone a prestito 32 volte tanto.

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2008 at 10:11

Caro anonimo,
rispondo su Alitalia.
Non ho mai messo in dubbio le competenze e la preparazione di piloti, tecnici e personale di Alitalia, ma questo non ha nulla a che fare con l’efficiente gestione di un’azienda. Quello che è evidente invece è che ci sono migliaia di dipendenti più del necessario.
La differenza fondamentale con le ferrovie è che quest’ultime operano in regime di monopolio. Quindi devono essere statali altrimenti chiunque possedesse la rete ferroviaria potrebbe applicare i prezzi a piacere visto che non avrebbe concorrenti. Così non è invece per Alitalia. Essa opera in un libero mercato e gli aiuti di stato penalizzano le compagnie aeree private più efficienti. Se chiudesse Alitalia oggi i voli non mancherebbero, sarebbero sostituiti da altre compagnie, magari a prezzi più vantaggiosi, si volerebbe di più e meglio con ricadute benefiche anche sull’occupazione del settore.
Il fatto che la si regali ad AIR FRANCE è un favore che ci fanno i cugini d’oltralpe. Perchè un’azienda che perde 600 ml. di euro all’anno dovrebbe avere valore negativo, ovvero dovremmo pagare noi per venderla!!!

saluti, Marco

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2008 at 13:20

Solo una piccola aggiunta su Alitalia. L’azionista di maggioranza è il Tesoro con circa il 49,9%. Evidentemente a questo ministero al quale si sono avvicendati personaggi di opposta apparteneza politica (che a loro volta hanno nominato presidenti e amministratori delegati strapagati ed incapaci) che non ha voluto o saputo gestire l’Alitalia. Se fosse stata invece gestita da un imprenditore le cose sarebbero andate diversamente.
Morale gli interessi personali si curano e come invece quelli della collettività si mandano in fallimento ! Ciao Mik.

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2008 at 14:34

@Mik

gli interessi personali si curano, esattamente come hanno fatto “Tagnozzi” e “Cranzi”.

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2008 at 15:12

le ultime voci che si stanno rincorrendo sono che questa sera dal fomc, oltre al corposo taglio dei tassi ci sia qualcosa di piu’, che cosa?
gli interventi possibili sono di due .
una bozza di riforma del sistema dal punto di vista normativo, e secondo dal punto di vista sostanziale la creazione di un fondo a sostegno del sistema bancario con i soldi di zio SAM, se cosi fosse la parola rimbalzo sul mercato assumerebbe un nuovo sighificato, staremo a vedere questa sera.
certo i problemi resterebbe irrisolti dal punto di vista di recessione e dintorni, ma il problema insovenza bancario sarebbe pessocche’ risolto.
questo nono parole mie ci tengo a precisarlo.
Mariano

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2008 at 17:08

nel mese di novembre vi ho lasciato un piccolo post, dove davo minimi e massimi e ripartenze, segnalandovi che vi sarebbe stata una discesa libera fino a meta’ marzo con un ribalzo importante da li fino a giugno luglio, per poi fare crash tra luglio e settembre, sperando di aver contribuito positivamente a qualche tasca, nonstante lo spirito di questo ottimo blog, sia quello di una finanza etica e quindi non speculativa.
volevo complimentarmi con Anrea Mazzali per la peculiarita’ e la puntualita’ delle sue ricerce e visioni, il post che vevo lasciato e che confermo nei nei contenuti, voleva pero’ non essere un invito alla speculazione, quanto un monito agli invesitori, a me da veramente fastidio vedere persone perdere soldi, e ho lasciato i miei messaggi su vari blog, ma credetemi non ‘e’ peggior sordo di chi non vuol sentire, mi sono anche scontrato con qualche presuntuoso, e mi sono domandato come fai Andrea a riuscire ad essere coerente per cosi tanto tempo e non mandare mai a quel paese nessuno, sembra che quando un a pesrsona fa previsioni fosche debba sempre essere visto male.
TEO

utente anonimo
Scritto il 18 marzo 2008 at 18:25

da nautilus :

La tolleranza è un termine sociologico, culturale e religioso relativo alla capacità collettiva ed individuale di vivere pacificamente con coloro che credono ed agiscono in maniera diversa dalla propria (e che magari, da questa prospettiva, potrebbe apparire quantomeno biasimevole). I sistemi autoritari si fondano, al contrario, sull’intolleranza. La tolleranza è un termine più ampio di “accettazione” e di “rispetto”, che conservano una connotazione passiva (“rispetto l’altro purché non ci abbia niente a che fare”), mentre la tolleranza richiama esplicitamente l’esigenza di una vita in comune, dove l’incontro è inevitabile. Termine solitamente collegato alla pratica della nonviolenza, estende le sue implicazioni agli ambiti della religione, del sesso e della politica, e ben difficilmente conduce ad un comportamento violento.

Nel suo senso sociologico più ampio, la tolleranza si basa sulla convinzione che l’intolleranza ed il tentativo di eliminare tutte le differenze (conducendo ad un pensiero e ad uno stile di vita unici) conduce alla violenza ed all’instabilità sociale. La tolleranza diviene così lo spartiacque tra un modo di fare intransigente e tutto sommato cieco rispetto alle conseguenze, un residuo di una mentalità appartenente a un’epoca in cui l’incontro ed il confronto con il “diverso” era davvero quantitativamente molto limitato, ma che nella società globalizzata di oggi è divenuto la regola piuttosto che l’eccezione. Mentre può essere ritenuto istintivo disapprovare un comportamento e un pensiero diverso dai propri, la tolleranza richiede che le parti in causa vengano lasciate indisturbate, fisicamente ed intellettualmente, e che dal confronto e dalla critica anche radicale venga tenuto fuori ogni sentimento ed ogni atteggiamento ostile.

Tuttavia, nel senso più genuinamente filosofico, la tolleranza non nasce dall’atteggiamento negativo basato sulla convinzione che non esistano alternative ma, al contrario, sull’accettazione di ciò che è diverso in quanto parte del tutto. L’atteggiamento della filosofia è sempre stato (fin dai Sette savi: Periandro di Corinto ha scritto “Abbi cura del tutto”) rivolto alle cose così come sono, e non come noi vorremmo che fossero, aprendo l’uomo alle infinite possibilità dell’essere e non, al contrario, rinchiudendo l’essere nelle anguste possibilità dell’uomo. Questo, che vale per la totalità degli enti che costituiscono la realtà, vale tanto più per quegli enti particolari che sono gli uomini: l’altro uomo, lo straniero, va accolto ed ascoltato, e spesso egli si rivela foriero di novità, di buon consiglio, di verità. Celebre a questo proposito (ma la mentalità greca, democratica per eccellenza, è intrisa di questo modo di pensare) è il Simposio di Platone, dove Socrate rivela ai convenuti che è stato istruito sull’amore da Diotima, sacerdotessa di Mantinea, simbolo fortissimo della diversità (una donna, e per di più straniera).

da WIKIPEDIA.

resta con noi Teo e non ti curar della corrente.

Ciò io ho consolidato in me prelevandolo dall’energia vitale di questo blog.

E sappiamo tutti di chi è il merito.

saluti

nautilus

Scritto il 19 marzo 2008 at 00:41

Nessun merito di nessuno, l’energia vitale era già dentro di te caro Nautilus, ognuno Capitano di se stesso!

Non si tratta di tolleranza, ma di rispetto, di rispetto per l’uomo e i suoi pensieri, ciò non toglie che possa essere usata ironia, ciò non toglie che ognuno di noi attraverso l’esperienza e il confronto, abbia il diritto di credere nelle proprie idee e comunicarle in maniera appasionata!

Andrea

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