INSIDIE NELLA NEBBIA: MONOLINES & CDO/CLO

Scritto il alle 01:29 da icebergfinanza

 

HOMMER Insidie nella Nebbia

Ciao Giacomo e Grazie!

Il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell’ignoto. (H. Phillips Lovecraft)

H. P. Lovecraft è considerato uno dei più grandi autori horror di sempre.
La sua particolarità sta nell’aver creato un mondo fantastico e suggestivo, in cui la dimensione dell’orrore si colloca addirittura sul piano cosmico.

Niente di più indicato per descrivere questa irrazionale stagione di finanza creativa, una stagione che  Richard Bookstaber, uno dei pionieri dei derivati sintetici autore del libro " Un Demone nei nostri disegni: I mercati, gli hedge fund e i pericoli dell’innovazione finanziaria” definisce dalle conseguenze catastrofiche.

I mercati che abbiamo costruito ora, sono così complessi e le transazioni così veloci che situazioni apparentemente isolate ed eventi secondari, possono avere conseguenze catastrofiche”

Il problema subentra quando quando gli hedge usano gli stessi strumenti come quando vendono contemporaneamente allo scoperto i future sugli indici, tirando giù l’intero mercato azionario. Troppe strategie simili! Il signor Bookstaber dubita della possibilità che le autorità monetarie e di controllo possano impedire un disastro.

I mercati finanziari sono sistemi altamente complessi che richiedono una correlazione per funzionare insieme, ma questa stretta correlazione permette si, che quando vi è un problema questo si trasmette velocemente attraverso il sistema, producendo disastri.

“La soluzione è che Wall Street cerchi maggiore semplicità per non negoziare ogni strumento finanziario che possa essere inventato”

L’incertezza e l’ignoto, i peggiori nemici dei mercati finanziari che secondo Mario Draghi nelle prossime due settimane  saranno cruciali per valutare l’entità dei danni al sistema finanziario, con la pubblicazione da parte delle banche dei primi bilanci sottoposti a revisione contabile.  FINANCIAL_STABILITY_FORUM report

 

 

" L’unica cosa che sappiamo è che è ampia, continuiamo a scoprirne nuove dimensioni".

Oggi tanto per cambiare il mercato ha scoperto che  AIG American International Group Corp, numero uno delle assicurazioni mondiali  tramite i revisori della PricewaterhouseCoopers non ha correttamente contabilizzato i famigerati CDO, quelli che al terzo livello possono essere immagazzinati secondo il " market to model ".

Bloomberg.com

… as a result of current difficult market conditions, AIG is not able to reliably quantify the differential between spreads implied from cash CDO prices and credit spreads implied from the pricing of credit default swaps on the CDOs, and therefore AIG will not include any adjustment to reflect the spread differential (negative basis adjustment) in determining the fair value of AIGFP’s super senior credit default swap portfolio at December 31, 2007.

Nessuno è in grado di determinare nulla tranne scegliere se applicare la regola del " market to market " o continuare a nascondere la realtà.

Non ha importanza quanto siano le perdite complessive del battito d’ala della farfalla " subprime " se 100 o 400_come_dice_ il ministro delle finanze tedesco o 1000 miliardi di dollari serve la massima trasparenza, per fare uscire il mercato dall’incertezza, una revisione dei conti che svaluti il portafoglio in attesa di una sana ricapitalizzazione.

Prima o poi dovranno essere valutati anche i leggendari Collateralized Loan Obbligation o Leveraged By Out Loans

A_NEW_MONOLINE_EXPOSURE_FOR_BANKS_CLO_NEGATIVE_BASIS_TRADE

According to Euroweek, 90 per cent of all CLO AAA-tranches have been bought and then wrapped in negative basis trades. Which begs a second question. What of all the AAA CLO and infrastructure paper that banks already have on their books? None of it, of course, shows up as exposures in filings because, net, there is no exposure. Assuming, of course, your CDS counterparty is safe. Err…

Quanti di questi debiti strutturati denominati a tripla A le banche mondiali hanno nei loro libri contabili? ANYONE_FOR_SOME_USED_CORPORATE_DEBT?

Monolines

MONOLINES_from_FINANCIAL_TIMES!

Un mercato completamente_paralizzato  quello dei CDOs o CLO un mercato nel quale questa settimana UBS e Whacovia cercheranno di piazzare 700 milioni di dollari mentre Fitch la scorsa settimana ha provveduto a tagliare i rating di 24 CLO portandoli ai livelli di junk ovvero titoli spazzatura, di cui ben 9 stivati nei bilanci di CITIGROUP.

LOAN_CRUNCH

Nel frattempo prosegue lo stilicidio di notizie che circolano nel mercato secondo le quali sono in atto numerose liquidazioni_di_CDO si stanno smontando il più possibile questi prodotti strutturati, provocando un susseguirsi di record storici attraverso gli indici ITRAXX e CMBX.

MARKIT_GROUP

Le prossime due settimane il mare sarà battuto da improvvise tempeste e uragani tropicali, la navigazione proseguirà tra il " Regno delle Nebbie Eterne", se non avete lo spirito del pirata o del corsaro lasciate perdere, gettate l’ancora in attesa della  trasparenza, la trasparenza nei bilanci alla ricerca di un punto di approdo, un segnale di ripresa. Tutto è possibile, ma non credo che i  mercati finanziari riusciranno a reggere i recenti minimi, non almeno sino a quando la nebbia si sarà diradata

    

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17 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 12 febbraio 2008 at 12:13

Ciao Andrea, quello che sta facendo la Fed in questo momento, condivido con te e gia’ mi ero espresso in tal senso, e’ ispirato alla sacralita’ del anno elettorale, la mia domanda e’ come mai non e’ stato previsto in anticipo quanto sta accadendo e come mai la Fed, aumentando troppo bruscamente i tassi, ha fatto si che il problema espodesse rapidamente, anziche’ corregere il comportamento delle banche e pianificare uno sgonfiamento dei prezzi immobiliari in maniera piu’ soft. di fatto ha permesso il crearsi della bolla immobiliare e del credito collegato (e qui non ci sarebbe niente di nuovo) la cosa nuova e’ che ha fatto esplodere la bolla senza prevedere il disastro che si stava consumando.
qualcosa non torna, se questo fosse il comportamento di una persona qualunque crederei alla buona fede ed all’errore previsionale, ma si tratta della FED, e non credo che quando tirato il freno sui tassi in maniera cosi’ forte senza aspettare mai una seduta del FOMC per 13 o 14 rialzi consecutivi, non immaginavano di causare quello che poi e’ successo, io non ci posso assolutamente credere.
i tassi sono passati in meno du un anno da 1 al 5,5% circa il 500% di incremento, ora se qualcuno conosce il grado di indebitamento dell’america forse questi e’ la fed, e incrementere il peso degli oneri finanziari del 500% in un anno a chi e’ molto indebitato senza prevederne gli effetti non puo’ essere stato sottovaluto, evidentemente il tempo ci spieghera’ il perche’ di tale comportamento, ma sicuramente una spiegazione logica e razionale ci deve essere.

Mariano

utente anonimo
Scritto il 12 febbraio 2008 at 13:54

la FED ha inizialmente avuto una resipiscenza, facendo il suo “dovere”, e aumentando i tassi: i compiti primari delle banche centrali sono solo due

1) politica monetaria, primariamente in ottica
a) antiinflazione
b) stabilità del ciclo economico

2) vigilanza sul sitema creditizio.

Questa visione “ortodossa” appartiene ancora alla BCE ( a sua volta dominata dai “templari” tedeschi, il cui immaginario collettivo è tuttora influenzato dai fantasmi iperinflazionistici di Weimar…) e, in parte, alla B.C inglese e giapponese…

La FED, abbandonata ogni resipiscenza ortodossa, si è trasformata nel noto maggiordomo dei mercati finanziari, quello che gira con il vassoio di liquori a crescente gradazione alcolica…fin dal laissez-faire del presunto “maestro” Greenspan, l’uomo che ha in realtà preparato per tempo il collasso della FED stessa…

Mariano, è bene non confondere la causa con l’effetto: il problema non è stato l’aumento dei tassi in una situazione di debito esplosivo : il vero problema è il DEBITO ( di cui la “leva” finanziaria è una frizzante variante ), il debito ( individuale, istituzionale, statale) che avrebbe dovuto essere tranciato sul nascere, prima che si sviluppasse rigogliosamente come una soffocante vegetazione tropicale…

ad maiora

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 12 febbraio 2008 at 14:38

ripeto, concordo anche questo( e’ la visione pooliticamente corretta), ma non mi spiego ancora perche’ hanno tirato il freno mano in autostrada a 500km orari (debito) elevato al cubo ( leva ).
non potevano non sapere gli effetti collaterali.

Mariano

utente anonimo
Scritto il 12 febbraio 2008 at 14:58

p.s. forse qualcuno sta tentendo di fare la piu’ grossa speculazione del secolo
Mariano

utente anonimo
Scritto il 12 febbraio 2008 at 17:47

L’investitore miliardario Warren Buffett ha detto di essersi fatto avanti con i tre maggiori assicuratori di bond per riassicurare 800 miliardi di dollari in obbligazioni municipali.

E’ arrivata la cavalleria. Non voglio fare il menagramo e spero che non si ripeta quanto segue.

Historians refer to October 24, 1929 as “Black Thursday.” On this day, people began dumping their stocks as quickly as they could. Sell orders inundated market exchanges and the bull market suddenly shifted to a bear market. By that evening, J.P. Morgan and other financiers bought up stock to stop the panic and keep the market afloat. On Friday, October 25, the House of Morgan continued to keep the market stable and it seemed that the panic was over. Yet, many investors began to worry during the weekend. George and Martha and thousands of their friends decided to sell whatever stock they still had as soon as the market opened on Monday. As a result, on Monday, October 28, there was another wave of sell orders. The next day, October 29, 1929, “Black Tuesday,” was the beginning of the Great Crash.

La grande recessione durò 4 anni.

Guido

utente anonimo
Scritto il 12 febbraio 2008 at 19:09

…forse qualcuno vuole ritornare alla parità aurea…*s*

Gabriel

utente anonimo
Scritto il 12 febbraio 2008 at 21:38

Oggi le borse danno una garnde prova di forza. E’ da capire se gli utili prossimi fururi rimarrano sugli attuali livelli, il che giustificherebbe rialzi dell’azionario, visto che il dividendo medio è sul 4%in italia,, ed il p/e attorno a 14. Vedo che anche i valori tedeschi sono bassi. . Qui ( http://www.russell.com/Indexes/characteristics_fact_sheets/us/Russell_2000_Index.asp ) c’è il p/e del Russell 2000 (titoli media-piccola capitalizzazione) che è a 18, escluso titoli in perdita).
In America ci può essere un calo degli utili, ma in Europa?

utente anonimo
Scritto il 12 febbraio 2008 at 22:15

Oggi ho acquistato 60.000 euro di BTP I° febbraio 2037 con uno sconto del 1,5% rispetto a ieri. Oggi, all’asta dei BOT annuali, il rendimento è risultato in calo al 3,4% circa. Avrò fatto un buon acquisto, visto che non ho bisogno di liquidità e che il rendimento effettivo netto è del 4,32%?
Prevedendo recessione e calo in vista dei tassi BCE mi è sembrato di non rischiare più di tanto. Che ne pensi Andrea?

Giulio

Scritto il 12 febbraio 2008 at 22:38

Caro Mariano credo che l’aumento dei tassi sia stato solo il detonatore che ha fatto esplodere il fenomeno subprime, in fondo forse la domanda principale sarebbe il perchè la FED e in primis Bernanke grande conoscitore della Grande Depressione, abbia permesso al sistema di sviluppare una innumerevole fitta ragnatela composta da banche commerciali che eludevano a qualsiasi ” diligenza del buon padre di famiglia ” nella concessione di prestiti che avevano un unico comune denominatore, ovvero l’eterna salita del valore degli immobili. Le formule esotiche dei famigerati ARMs sono la dimostrazione di come, gli accreditamenti via internet o la mancanza di qualsiasi riscontro reddituale o patrimoniale sono la testimonianza dell’irrazionalità del genere umano di fronte al profitto esponenziale, un profitto coperto dalle grandi istituzioni finanziarie e permesso dalla FED in nome di una ripresa dell’economia per sfuggire al fantasma della deflazione! L’ombra della grande deflazione nipponica è tuttora ben presente al di là degli obiettivi elettorali o sistemici. La teoria monetarista di Milton Friedman e Anna Schwartz è il dogma dei banchieri centrali americani, in fondo si tratta solo di applicazione di modelli virtuali in un contesto che la stessa Natura definirebbe irreale, il problema è che spesso si dimentica che il passaggio dalla teoria alla pratica non presuppone la stessa risposta, la stessa sollecitazione in ambienti alquanto differenti per contesti macroeconomici o finanziari.

L’applicazione poi di modelli quantistici in ambienti con volatilità vicina al coma profondo, il presupposto della leva e del debito esponenziale attraverso la sperimentazione di strumenti finanziari mai testati prima in ambienti ” ostili ” la favola del ” laissez fair ” e la follia collettiva alla ricerca della massimizzazione a breve termine di qualsiasi risultato possibile costituiscono il presupposto per qualsiasi crisi.

Sino a quando il libero mercato verrà concepito come un’arena dove ai gladiatori sia concesso qualsiasi tipo di arma o strumento per il raggiungimento dello scopo o in maniera particolare per la stessa sopravvivenza, sino a quando non verrà concepito un sistema che attraverso l’etica, intesa come rispetto, come responsabilità, come professionalità tenga conto del bene comune coniugato all’interesse personale allora il destino resterà per sempre uguale nella notte del tempo.

Oggi l’entusiasmo dei mercati è stato scatenato dall’indice ZEW un indice sinonimo di speranza e non di realtà, ma in fondo è solo di questo che vive il mercato di irrazionalità pura in ogni direzione e il ” bacio della morte ” del vecchio Warren Buffet non è poi tanto diverso da quello di Guida un’offerta d’aiuto parziale tralasciando tutta la creatività ed ingegneria finanziaria, le tanto odiate armi di distruzione di massa, per soccorrere quella finanza tradizionale che sostiene gli Stati, le Regioni, i Comuni!

Ciao Andrea

Scritto il 12 febbraio 2008 at 23:12

Caro Guilio l’incognita principale è l’inflazione e nessuno è in grado di dire con certezza se il volo del grano e del petrolio si propagherà in maniera radicale al resto dei prezzi in maniera ufficiale dopo che l’inflazione reale e percepita è ben oltre la soglia di tolleranza!

Il lungo termine a tasso fisso lo vedo più come una scommessa mentre io sarei più propenso a non superare i due anni a tasso variabile agganciato a qualche euriborpiù in quanto la tensione non è affatto finita!

Ciao Andrea

utente anonimo
Scritto il 13 febbraio 2008 at 01:19

ciao andrea
nei prossimi 6 mesi che punte toccherà il dollaro a tuo parere???

utente anonimo
Scritto il 13 febbraio 2008 at 08:19

Banche tedesche nella bufera:
nuova crisi per Ikb

Le banche tedesche tornano improvvisamente nella bufera. Negli ultimi giorni tre istituti di credito – WestLB, IKB e BayernLB – sono tornati a fare parlare di sé, a causa della crisi sui mercati finanziari. Ormai in Germania aleggia la preoccupazione del fallimento di una istituzione finanziaria.

utente anonimo
Scritto il 13 febbraio 2008 at 10:00

Segnalo questo articolo su Il Sole 24 ore di
MERLI . sul quotidiano anche un grafico interessante.
Grande Capitano
Fogar

utente anonimo
Scritto il 13 febbraio 2008 at 10:00

Segnalo questo articolo su Il Sole 24 ore di
MERLI . sul quotidiano anche un grafico interessante.
Grande Capitano
Fogar

utente anonimo
Scritto il 13 febbraio 2008 at 12:23

vogliono utilizzare 800, diconsi 800 miliardi di dollari per capitalizzare le monolines in gravissima crisi.

Questo dice tutto della gravita’ della situazione.
Bruciare 800 miliardi di dollari (ma da dove li prenderanno mai?) per non far realizzare un deep impact su 2.000 miliardi di dollari in titoli assicurati dalle monolines, forse viene considerato un affare.
Ho paura che invece avremo un cataclisma su 2.800 miliardi di dollari

utente anonimo
Scritto il 13 febbraio 2008 at 22:12

con gli ultimi dati americani ed i recenti rialzi di borsa sembra che l’ipotesi di una recessione stia svanendo. C’è solo qualche banca che ha ridotto i suoi attivi, ma per il resto sembra che tutto stia tornando alla normalità….

Scritto il 13 febbraio 2008 at 23:04

Gli ultimi dati quali caro anonimo, quelli delle vendite che deflazionate dall’energia sono invariate o quelli che vedono comunicare licenziamenti su licenziamenti, quelli delle scorte che aumentano o quelli riferiti ai tassi sui mutui che continuano ad aumentare nonostante la FED diminuisca i tassi, la notizia di quel volpone di Warren Buffet che offre 1 e prende 3 o quelle che arriveranno la prossima settimana, i commenti di un Paulson ispirato o quelli di domani di un Bernanke che a una cena privata con i repubblicani professa il suo ottimismo in vista delle elezioni, la fantasia supera la realtà ma questo lo vedremo domani!

Caro Bill resta sempre il “mistero” di domenica, la sopresa mancata, esiste pure una mail privata…..

Per quanto riguarda i dollaro caro anonimo vale quanto scritto lunedi…..A proposito di dollaro vorrei ora aprire una piccola parentesi in riferimento alla tendenza futura di questa moneta, una moneta che subisce il fascino della svalutazione, una svalutazione che ha ormai superato il 50 % del proprio cammino.

Alcuni sostengono che ormai la svalutazione del dollaro sia giunta al capolinea, che la favola del decoupling stia per vivere una nuova realtà, realtà che preannuncia una possibile inversione del ciclo economico europeo e mondiale con conseguente indebolimento di tutte le monete verso dollaro per riflettere il nuovo differenziale sulla crescita anticipando una futura ripresa dell’economia americana.

Bene, ricordando a tutti i navigatori che l’oceano valutario è un mare infestato di squali, un oceano dalle dimensioni leggendarie dove pirati e corsari in passato diedero vita a memorabili tempeste valutarie ( assalto alla sterlina costretta a svalutare ed uscire dallo SME, da parte del finanziere Soros o l’affondamento del LTCM ad opera della svalutazione del rublo) non è affatto escluso che prima o poi possa scatenarsi una guerra valutaria con un contorno di guerre commerciali o un revival del protezionismo .

Risulta inoltre difficile pensare che gli Stati Uniti possano continuare ad attrarre capitali con tassi di interesse tra i più bassi al mondo per finanziare un deficit enorme solo sulla base di una presunta superiorità economica e finanziaria come sostiene l’analista di Morgan Stanley, Stephen Jen, messa in dubbio dal fenomeno subprime e dal’innovazione finanziaria, risulta difficile pensare che questa recessione sia di natura superficiale e che dalla seconda metà dell’anno l’economia possa riprendersi sostenuta dal palliativo della manovra fiscale o dalla corsa alla Casa Bianca.

La notizia di un possibile e progressivo abbandono_del_dollaro da parte dei paesi OPEC ricorda che le variabili a sfavore della moneta americana non sono affatto finite.

Giovedi e venerdi avremo i dati riferiti alla bilancia commerciale e ai TICS ovvero investimenti in dollari, il differenziale dei tassi non invoglia più gli investimenti cinesi che inoltre soffrono della svalutazione del dollaro. Vedremo come andrà ma credo che non sia affatto scontato il triplo massimo in prossimità di quota 1,50 e che se nei prossimi giorni non verrà rotto l’argine che sostiene la corsa dell’euro, allora uno spike sopra la quota psicologica di 1,50 sarà una realtà.

Buona Notte Andrea

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