UN DUBBIO, UN UNICO GRANDE DUBBIO!

Scritto il alle 07:20 da icebergfinanza

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In " THE SMOKING GUN " ne avevo solo accennato, ma quel dato sul ISM_dei_SERVIZI  proprio non riesco a digerirlo. Ne ho parlato con Paolo di MERCATO_LIBERO ci sentiamo spesso, per confrontarci, Lui ha molta più esperienza nel campo finanziario, ha una grande capacità di analizzare e selezionare singoli titoli, storie nascoste della nostra Italia. La mia grande perplessità era riferita al perchè all’improvviso un indicatore che per anni si muove sulla differenza di massimo due, tre punti, all’improvviso collassa di ben oltre dodici punti!

 

 

 

 

 

 

 

 

thanks to HAVER_ANALYTICS

 

 

Tralasciamo per un attimo la barzelletta secondo la quale il rilascio è stato anticipato per " una innocente parola sfuggita di bocca ", dimentichiamoci della possibilità che movimenti dei mercati finanziari siano soggetti a queste fughe di notizie, facciamo finta come dice Mariano che questo dato non sia stato " corretto " in un solo colpo per far si che d’ora innanzi per quanto recessivo vada a migliorare e vediamo per quale motivo un indice costruito sulle dichiarazioni dei manager all’improvviso " crolla " innaspettatamente!

Ricordo ai lettori che sino a prima del rilascio, questo indice era l’ultima preoccupazione del mercato che piuttosto era concentrato sull’indice ISM Manifacturing sceso anch’esso sotto la soglia di 50 punti, ma proveniente da un ambiente recessivo reale come quello del settore manifatturiero, indice che all’improvviso in piena recessione torna a salire. Misteri dell’Economia!

E’ sorprendente che un baluardo che conta per circa il 90 % dell’intera economia americana collassi portandosi dietro in prima istanza l’occupazione, sappiamo tutti dell’emorragia del settore finanziario, del settore immobiliare dei suoi servizi, ma tutto ciò era già evidente nel mese di dicembre, mese in cui ormai la maggior parte degli indicatori segna recessione.

Ism_nonmfg_feb_08.png

Se le cose stanno così allora aspettiamoci un collasso dei consumi, un collasso del settore delle vendite al dettaglio!

Segnali in questo senso vengono dai vari componenti della Federal Reserve nei loro outlook annuali come ad esempio Plosser della Fed di Philadelphia secondo il quale l’aggressività dei tagli recenti era giustificata dalle condizioni economiche.

Plosser è molto scettico sul fatto che una crescita economica debole aiuti a rientrare le prospettive d’inflazione. La stabilità dei prezzi, continua Plosser, è un elemento necessario per la realizzazione di una crescita economica sostenuta ed ignorandola rischia di minare la capacità di raggiungere una crescita economica nel lungo periodo.

E pensare che con il prossimo FOMC il ribasso dei tassi che stimola l’inflazione monetaria arriverà vicino ai complessivi 2 punti percentuali.

Nel frattempo Jeffrey Lackergovernatore della FED di Richmond ci racconta che è possibile una " lieve recessione " in modo simile alle ultimi due vissute, una recessione superficiale e con un recupero lento. Quello che non si aspettano è una recessione grave come quella del 1982 0 del 1974!

Prima non vi era alcun contagio, l’ economia poggia su basi solide e il sistema finanziario è sano, poi la Fed non vedeva alcuna recessione tranne oggi di fronte all’evidenza constatare che una lieve recessione è possibile!

Ebbene io invece penso che oggi troppo spesso si dimentica la grande recessione immobiliare, la crisi finanziaria, il credit crunch e la contrazione del credito nei confronti dell’economia, una contrazione evidenziata dalla stessa FED in SENIOR_LOAN_OFFICER_OPINION_SURVEY e l’enorme diffusione di prodotti strutturati o derivati, si dimentica facilmente che questa è una crisi di fiducia enorme e che la liquidità è in ogni angolo della terra e che questa stà per diventare una crisi di insolvenza globale.

In a closely watched report to be released today, finance professor Edward Altman projects that high-yield, or "junk," bonds will default by a rate of 4.64% this year. That would be the highest rate since 2003 and a nine-fold increase from the 0.51% rate in 2007, which was the lowest rate since 1981. High-yield debt is typically used by lower credit-quality companies to fund operations and acquisitions.( WSJonline )

Default che esplodono dal minimo storico di 0,51 % al possibile 4,64 % non sono certo indifferenti.

Credo che questa recessione ci accompagnerà come minimo per quattro trimestri tra alti e bassi, se non qualcuno in più e la politica monetaria produrrà in suoi effetti sul medio termine sempre che non venga annullata da un ambiente recessivo che mai nella storia aveva conosciuto effetti combinati di tali dimensioni!

Lacker ricorda anche che la politica monetaria non risolverà tutti i problemi, si aspetta un ulteriore calo dei prezzi delle abitazioni, un incremento del patrimonio negativo delle abitazioni, un’accellerazione negli inventari delle abitazioni invendute e aumenti delle svalutazioni. La divergenza tra l’inflazione globale e quella " core " preoccupa Lacker che ricorda come l’inflazione " core " fu creata nel 1970 per evidenziare la struttura volatile dei componenti energetici ed alimentari, ma oggi è cambiata la situazione e vi è una maggiore strutturalità.

"And let me end with one final thought: inflation also presents risks. Throughout the period since 2005, when inflation rose, eased off, then rose again, longer-term inflation expectations have remained fairly stable. This has been comforting, and makes it easier for me to support interest rate cuts when a weakening outlook calls for it. The longer we go experiencing only upside inflation misses, however, the more we risk losing the credibility we have fought so hard to maintain. "

…..più si rischia di perdere la credibilità, una credibilità così difficile da mantenere!

Ho già espresso il mio pensiero, non mi piace la minaccia sui rinnovi dei contratti di lavoro da parte della BCE, la minaccia di aumentare i tassi preventivamente per tenere a bada le prospettive di inflazione se i contratti saranno generosi, vi sono già abbastanza " guerre preventive " in circolazione, ma forse l’attendismo della BCE non è affatto un caso!

Un dubbio, un unico grande dubbio, INFLAZIONE o DEFLAZIONE, STAGFLAZIONE o STAGDEFLATION!

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27 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 08:21

Credo che avremo una evoluzione differenziata per settori, con un rallentamento economico fino alla recessione e contemporanea inflazione per i settori legati ai prezzi dellle materie prime (carburanti, energia, legname, metalli) o ai servizi (servizi professionali e da lavoro autonomo) e deflazione per quelli legati agli immobili (frutto della grande “bolla” creata da Greenspan per sfuggire alla recessione che sarebbe stata necessaria nel 2001/2 per purgare il sistema dalle scorie del DotCom) e al lavoro dipendente specie operaio, trainato verso il basso dalla concorrenza di Cindia e di tutti i paesi di nuova industrializzazione dove la produttività marcia rapidamente verso livelli comparabili con quelli dei paesi sviluppati, ma con costi del lavoro dieci volte (e oltre) più bassi.

In Cina l’operaio prende 600 Renminbi al mese (60 Euro) e ci vive anche perché dietro ha un esercito industriale di riserva di 400 milioni di poveri in campagna che non vedono l’ora di entrare in fabbrica e da noi un operaio costa 60 Euro al giorno per portare a casa 1100 Euro con i quali fatica a vivere, anche caricandosi di acquisti a rate. Temo che il risultato netto sarà una decisa compressione del livello di vita della classe operaia, che certo così non andrà in paradiso. Poi c’è tutto il più o meno variopinto modo della finanza, dagli investitori seri ai venditori di sogni, che potrà fare su e giù nei prossimi mesi, ma il tutto purtroppo si fonda sull’economia reale delle famiglie, che non stanno niente bene.

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 08:22

Mi scuso, il commento precedente è mio.
Guido

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 09:42

Ciao Andrea, effettivamente il dato e’ molto preoccupante e i tuoi dubbi sono i miei dubbi, l’evoluzione di questa crisi ha dei risvolti ancora molto oscuri.
la causa principale e’ che l’amministrazione US, sta facendo l’impossibile non tanto per evitare la crisi ma solo per rimandarla a post elezioni, aumentando esponenzialmente i rischi sistemici, anche perchè manca un sacco di tempo e i problemi sono troppo complessi per essere affrontati con le solite politiche.
per fare un paragone stanno cercando di non fare eruttare un vulcano mettendoci sopra un tappo e alla gente che vive alle appendici trasmettono un bel messaggio rassicurante……….

buona giornata
Mariano

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 10:45

Mbia ha reso noto di aver raccolto alla fine di gennaio tramite un collocamento privato 1 miliardo di dollari ma evidentemente non bastano a mantenere la cruciale tripla A, così deve varare un aumento di capitale da 750 milioni.

Buona giornata a tutti.

Mas

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 10:56

Concordo con l’analisi di Andrea, la questione é se la spinta inflazionistica di origine monetaria potrà essere o no compensata dalla recessione più che reale.

L’analisi di Guido é anche interessante, ma se é vero che nel lungo periodoo le materie prime dovrebbero slire, non é detto che lo facciano in periodo di crisi, quando la domanda dovrebbe normalmente scendere.
Ma se effettivamente dovessero salire, quale impatto potrebbe avere l’aumento del costo delle risorse in Cinindia? nessuno? E quale impatto del calo della domanda mondiale su queste stesse economie? piccolo, medio, grande?

non sono esperta in materia, non conosco cifre e tassi di “penetrazione”, ma questi paesi emergenti sono più presenti in beni di consumo “necessari” o meno essenziali?

Insomma , il mio dubbio aggiuntivo ( ma forse quasi, segreta indicibile speranza), é che larecessione serva anche a “scuotere” un po’ i due suddetti, non perché mal comune é mezzo gaudio, e nemmeno per un insano patriottismo economico. Ma per per smuovere un po’ gli equilibri mondiali…

eos

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 11:02

p.s.

Andrea, ho finito di leggere l’ultimo post di Fugnoli, lo trovi in anteprima su http://www.abaxbank.com/, mi e’ venuto un dubbio, in alcuni passaggi mi sa’ che copiato i tuoi post di settembre 2007, mah, e’ un po in ritardo sulla tabella di marcia, comunque comincia anche lui a criticare le revisioni.
Ciao
Mariano

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 11:28

Cari tutti,
per rispondere alle domande di eos, potranno essere utili i due pezzi seguenti, il primo della Federal Reserve Bank di saint Louis, che parla della pressione al ribasso sulle remunerazioni dei lavoratori non-qualificati a seguito dell’ingresso della Cina sul mercato mondiale: la soluzione proposta è l’aumento della specializzazione del lavoro in USA per rimanere competitivi. Peccato che il secondo pezzo, (fonte China Daily) chiarisca che il contenuto tecnologico delle esportazioni cinesi stia in realtà aumentando vertiginosamente, e che per giunta i proprietari delle ditte esportatrici siano in maggioranza…..stranieri!
Che poi le macchine per ufficio, le TV o le radio siano o meno beni primari o “necessar”, la risposta mi pare ovvia.
Guido

1. Some basic economic theory will provide a foundation for viewing the integration of the Chinese economy into the world economy. The analysis applies not only to the integration of the Chinese economy but also to similar developments that are occurring simultaneously in India and the countries of the former Soviet Union.(8)

Economists view the integration of these economies into the global economy as a labor “shock.” Their integration can be viewed as a very large increase in the world’s effective labor supply. To facilitate my discussion, assume that the bulk of this increase in the labor supply in recent years has tended to be low-skilled. Employing this simplifying assumption, two consequences are a direct result of the increased supply of low-skilled labor. One is that wages of low-skilled labor in high-income countries will tend to fall, or to increase more slowly than before China’s entry to the world trading system. Second, prices of those goods that require relatively large amounts of low-skilled labor should tend to decline relative to the prices of those goods that require relatively large amounts of high-skilled labor. For convenience of exposition, I’ll refer to goods produced with low-skilled labor as “low-tech” goods and goods produced with high-skilled labor as “high-tech goods.” Obviously, there is a continuum of goods from low to high tech but the simplification will make it easy to understand the basic economic forces at work.

The first effect tends to depress income gains of low-skilled labor in high-income countries. Obviously, the share in total population of high-skilled workers is greater in high-income countries than in low-income countries. Because of the large increase in low-skilled workers worldwide, low-skilled workers in the United States are likely to experience downward pressure on their real wages due to the increased competition associated with Chinese exports.(9) The adverse income change generates demands for a government response to ameliorate the adverse market change.

The problem is real: Low-skilled workers in the United States have been adversely affected by imports of goods produced by low-skilled workers abroad. However, the nature of the government response is very important. Trade restrictions that hinder the importation of goods from China are unlikely to be a good solution because the United States would simply be foregoing the benefits of Chinese imports. Indeed, those lower priced goods are important to lower-income, working families in the United States. The only appealing solution for the United States as a whole is to adopt policies that will increase the skill levels of affected workers, so that they can increase their compensation and employment prospects, which will allow them to adjust to the evolving economic environment.

2. The share of hi-tech in China’s total exports increased from 5 percent in the early 1990s to more than 30 percent in 2005, and these exports are heavily concentrated in office machinery, TV, radio and communication equipment. Being relatively weak are exports such as pharmaceuticals.

Products from foreign-owned companies account for 88 percent of the hi-tech exports. China’s hi-tech industries, notably manufacturing related to information and communication, are primarily under foreign control, the OECD said.

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 12:53

tra cina e india il mondo sta vivendo un vero boom economico !!
tolta la ruggine (e doveva essere tolta) xè dovrebbe essere un errore pensare in positivo?

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 13:57

sinceramente sono sconcertato che si possa pensare che il “modello” di sviluppo occidentale possa essere esteso ad india e cina così com’è (crisi a parte che secondo me sarà rovinosa, e dopo di essa nulla sarà come prima). E’ stato sostenibile per un pò perchè riguardava qualche centinaio di migliaia di persone (USA e EU) ma stiamo parlando di tre miliardi di persone…

federico

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 14:18

Pensiero di mezzogiorno….
La terza onda della globalizzazione…
la globalizzazione e’come un sasso lanciato nell’acqua, lascia tante piccole onde, la prima e’quando l’occidente ha lanciato il sasso e’ servita alle imprese occidentali per produrre beni a basso costo le quali hanno insegnato in Cina/India come produrre tali beni…la seconda gia’ avvenuta e’ quando le imprese delocalizzate nel terzo mondo son passate pian piano in mano a azionariati locali o si e’ ricorso a produrre per conto terzi, ad esempi la Lenovo che produceva i compuer per IBM, la terza quella che stiamo vivendo e’ che le imprese del terzo mondo stanno comprando quelle del primo mondo grazie alle enormi fortune accumulate…qualche esempio: Lenovo compra IBM, Mittal compra Arcelor, l’azionariato di Citigroup e’ ormai straniero in mano a fondo sovrani. Insomma si rischia che la globalizzazione sia un bel boomerang….un piccolo esempio avete visto che l’India ha ritirato le licenze ad UBS ????
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 19:56

leggevo da qualche parte che la maggior parte del debito pubblico USA è in mano alla Cina che a sua volta non vuole rivalutare la propria moneta.
Spingendosi molto con la fantasia questa situazione potrebbe in futuro essere causa di nuove tensioni internazionali con la possibilità di ipotetici conflitti armati? Specialmente adesso che la Russia in risposta allo scudo spaziale sta facendo volare H24 i suoi bombardieri strategici? Andrea cosa ne pensi? Più della recessione mi preoccupano i nuovi equilibri strategici in un momento come questo nel quale assistiamo all’accaparramento forsennato alle fonti di energia. Ciao Michele

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 21:32

ciao sono minghin a tutti i naviganti e se fosse l,europa la vera ammalata???. come pesano i lor signori di affrontare il mercato globale co n un euro così caro ??dove pensano di andare ? con un euro così debole ? si propri così debole (1930 lire mi prendevo una pasta e un caffè ora mi prendo solo un caffè )io non capisco ditemelo voi come può essere forte !!!!. MA AVETE VISTO ? CHE FACCIE CI SONO IN GIRO ULTIMAMENTE MAMMA MIA COME LI VEDO MALE!!!!CIAO

utente anonimo
Scritto il 7 febbraio 2008 at 22:26

Scusa Andrea, ma troppe volte scrivi
acceLLerare anzichè accelerare

Grazie comunque per lo splendido lavoro!

Giuliano

Scritto il 7 febbraio 2008 at 22:51

Ciao Ragazzi oggi sono stanco molto stanco, passo solo per un saluto e mi raccomando……non cerchiamo il pelo nell’uovo anche con la grammatica, perchè è già tanto che riesca a buttare giù due parole spesso nella notte!

Questa non è una casa editrice, questo non è un giornale e questo non è un lavoro, ma semplicemente un luogo dove insieme affrontare le tempeste finanziarie!

Buona Notte Andrea!

Scritto il 8 febbraio 2008 at 08:45

olà,
eh si capitano hai anche qualche pignolo nel tuo equipaggio,
ma non te la prendere che il senso del discorso lo aveva capito……..
Io scrivo x segnalare questo commento che vorrei fosse mio……
peccato
http://www.informazionefinanziaria.it/content.asp?c=9428&pag=11307

Scritto il 8 febbraio 2008 at 08:50

x rendere + facile a chi ha voglia di leggere
Erano le settimane che indicavano l’approssimarsi dell’estate ed ogni mattina prima di andare in ufficio preparavo il piano di lavoro e guardavo Bloomberg Tv. Con quotidiana frequenza i media mi aggiornavano su una forsennata gara di scambi e acquisti di società, unità e fondi immobiliari da parte delle più importanti banche d’affari USA.
Già da qualche mese Merrill Lynch, Morgan Stanley, Goldman Sachs continuavano a comprare e , spesso, scambiarsi (Io vendo a te, Tu vendi a Me) investimenti nel settore immobiliare, nonostante l’evidentissimo timing del tutto inadeguato: vi erano, infatti, già le prime avvisaglie , dall inizio del 2007, di concrete chances di Credit Crunch, ovvero di problematiche relative a crediti facili, principalmente correlati al settore immobiliare, concessi negli States.
Oltre a questo, a meravigliarmi era il contesto economico, del tutto inadatto ad allocare investimenti nel settore immobiliare, con le commodities che salivano a razzo e l’inflazione reale (tralasciamo per pudicizia, i dati ufficiali macroeoconomici che quotidianamente ci vengono forniti, poichè a volte sfiorano l’offesa all’intelligenza) che era a livelli vicini alle due cifre, fattore notoriamente negativo per il settore immobiliare.
Oltretutto erano ormai due anni che si parlava di bolla speculativa Immobiliare negli States, e come in tutte le bolle speculative, una gran parte degli acquisti erano ormai effettuati su base levereggiata, ovvero a credito, per puro scopo speculativo di breve termine, attratti dalla continuità e costanza nella salità delle quotazioni del settore immobiliare del periodo 2000/2006.

Si sa tutto il mondo è paese e come qui in Italia si sente dire “il mattone è sempre il mattone” o ” le quotazioni delle case vanno sempre su” o ancora “l’investimento più sicuro è il mattone”, certamente anche negli States i commenti erano simili, ed è vero, sino a quando il mattone non lo prendi in testa, allora si che fa male e volendo anche più del mercato azionario, poichè (fattore generalmente trascurato dai Non professional) l’investimento immobiliare ha in se un fattore che eleva il rischio notevolmente, ovvero la mancanza di un mercato ufficiale dove vendere e comprare case e uffici o ville, e quindi è di fatto il mercato più illiquido che vi sia, con tempi di transazione lunghi e incerti, spese ingenti assai influenti sul risultato finanziario finale e tutta una serie di altre possibili incognite (qualità dell’immobile, problematiche connesse allo stesso,etc…) che possono non presentarsi nell’immediato, ad ingrandire le difficoltà dell’operare nel settore immobiliare, che comunque non si differenzia dagli altri settori della finanza, e che pertanto rientra in normali cicli ribassisti e rialzisti.

Una differenza in più, in negativo negli States , rispetto l ‘Italia, che emerge solo oggi, è data dal fatto che molte persone hanno addirittura comperato la seconda o terza casa senza avere alcuna affidabilità finanziaria e dando, magari, in pegno l’immobile già comprato a debito, generando così una sorta di catena di Sant Antonio immobiliare.

In Italia il sistema bancario risulta, invece, più solido. Non è certo per via di particolari capacità dei manager del settore che, anzi, mancano generalmente di personalità e di consapevole intraprendenza, soprattutto nel settore Investment banking, dove poco si fa, e quando si innova lo si fa scimmiottando gli anglosassoni, in un approccio che somiglia a quello delle mafie nei loro territori, ovvero cercare di mantenere lo scenario il più stantio possibile piuttosto che evitare un evolversi incontrollabile del mercato in direzioni alle banche sconosciute (data appunto la scarsa capacità nel settore del management residente in Italia). La solidità del sistema bancario italiano è stata piuttosto assicurata da un passato di forte capacità di risparmio degli italiani (risparmio peraltrospesso bruciato sistematicamente da banche e sim, cronicamente incapaci di gestirlo in maniera etica) e da regole relativamente rigide e conservatrici, che mi hanno trovato per lo più concorde, riguardanti le peculiarità del credito e del patrimonio delle banche stesse, imposte da Bankitalia.

L’ondata di acquisti sfasati avvenuti nel real estate era arrivata anche in Italia, protagonisti Goldman Sachs e Morgan Stanley che si “scannavano” per comprare il fondo Tecla e quello Berenice, continuando ad alzare l’offerta per gli stessi, quasi che sotto le fondamenta degli immobili di Tecla fosse stata sistematicamente riscontrata la presenza di petrolio e altre preziose materie prime, o che Berenice fosse una donna di inestimabile bellezza e uniche capacità ammalianti. Non dobbiamo quindi andare lontano per toccare con mano questa strategia antiforatura della Bolla speculativa esistente nel credito e nelle quotazioni del real estate.

Chi mi leggeva quotidianamente su vari primari siti finanziari nel 1999 /2000 sa bene che in quegli anni avevo indicato come fosse in atto un inversione di lungo termine : Commodities (materie prime) Sù e Azioni giù; ovviamente a quei tempi per mercato azionario si intendeva USA ed Europa, perchè gli altri mercati contavano per il 5% rispetto alla massa globale dell’azionario nord americano ed europeo, messi insieme.

Sulla prima previsione, c’è poco da dire, indubbiamente era risultata corretta e puntuale per sfruttare anche le ultime trappole ribassiste che volevano ingannare sull’ormai imminente partenza del ciclo rialzista, che ci farà compagnia ancora per molto; riguardo ai mercati azionari siamo ritornati sui massimi e quindi la mia previsione era di fatto errata. Questo poichè sono intervenuti due fattori:

1- Cina, India , Brasile e quindi tutti i mercati emergenti sono , finalmente e inaspettatamente, velocemente emersi, e sono una realtà economica e politica; di fatto la Cina è ormai in atto di soppiantare gli States come guida planetaria, e la loro domanda capiente e ruggente ha ristabilito un certo equilibrio nell’economia mondiale salvandoci dall’apatia della domanda determinata solo dall’economia europea o addirittura da quella, assai poco affidabile, americana. Le borse, quindi, sotto la spinta di questi nuovi membri del consumismo hanno compensato la carente spinta di domanda occidentale e hanno, così facendo, permesso alla stessa di riprendere quota, in un circolo virtuoso economico.

2-La mia previsione negativa per le borse era dovuta alla necessità di far definitivamente sgonfiare la bolla speculativa e finanziaria che sottostava alla crescita borsistica degli anni fine ’90 e inizio 2000, avvenuta sotto la crescente rilevanza del credito concesso, del leverage finanziario da derivati, di utili aziendali supportati da un galoppante credito al consumo, con conseguente erosione, del risparmio e incremento del debito familiare, creatasi in un’economia che in varie maniere gonfiava a valore 10 qualcosa che di fatto aveva sottostante di valore 1 o 2 e che quindi, prima o poi a quel valore base, sottostante, doveva tornare. Iin parole povere, un’economia immersa in una bolla finanziaria globale, temporaneamente e in parte sgonfiatasi, ma subito riportata ai livelli precedenti, ed incrementata da svariati fattori (hedge funds, credito consumo, erosione risparmio, abbassamento salariale delle masse a favore del management e proprietà, diffusione derivati, svalutazione cronica del Dollaro USA).

L’economia americana ormai dagli anni ’80 ha gradualmente basato il suo galleggiamento sul credito. Ma quando, a fine anni ’90 , per la prima volta, anche l’Italia ha visto notevolmente ridursi la capacità di risparmio del privato (sino al 1998 assolutamente al di sopra della media mondiale) e ha teso a un incremento esponenziale del credito per consumi, allora il segnale era chiaro: si stava raggiungendo il limite e il difetto dell’economia americana stava passando in Europa.
In poche parole, si stava raschiando il barile.

Come detto, Cina e mercati emergenti hanno in parte aiutato a reggere e stimolare le economie occidentali, ma vi ha contribuito anche un mutata visione della società e del lavoro, che ha determinato la autorevolezza e priorità degli utili aziendali sulle condizioni lavorative dei dipendenti, tanto che dal 2000 a oggi le aziende continuano a produrre utili crescenti e i dipendenti continuano a vedere erosi stipendio e condizioni lavorative (ore di lavoro, stabilità del rapporto lavorativo, influenza del lavoratore sui propri diritti,etc…) in una filosofia che potrebbe essere sintetizzata come : “Armiamoci e .. Partite!”. In sostanza i dipendenti fanno i sacrifici, e gli imprenditori gli utili (quelli ufficiali sommati a quelli facilmente imboscati, in una prassi sempre più diffusa, da società quotate e non, in Svizzera e nei paradisi fiscali), in pratica, in linea con quanto citato sinora, anche per le aziende, grazie all’introduzione di leggi accomodanti (leggi Maroni, Biagi,etc), si è realizzato una sorta di leverage anche sul lavoro (ottengo a costo 1 ciò che sino a ieri avrei ottenuto a costo 10, e lo denomino flessibilità). Va precisato che questo approccio dannoso per molti e vantaggioso per pochissimi è stato a noi trasmesso da USA e dagli UK della Tatcher, e quindi nè i Maroni nè i Tremonti di turno possono attribuirsi meriti di invenzione della truffa; essi sono semplici autori di un plagio all’italiana che lima la già delicata situazione economica nazionale (tema assai vasto, con proiezioni molto negative e motivazioni radicate e non sradicabili: l’Argentina sino al 2003 è, per molti versi, l’esempio più calzante riguardo allo scenario italiano e il suo futuro).

In tutto questo, l’aspetto positivo, a…

utente anonimo
Scritto il 8 febbraio 2008 at 15:09

Sulla “credibilità” ti consiglio di leggere questo articolo
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Derivati-bugie-e-videotape/1985327&ref=hpsp

utente anonimo
Scritto il 8 febbraio 2008 at 15:37

quanta confusione, Matt… Io so solo che, a partire da un certo momento in poi – … parliamo di epoche oramai lontane – il minor costo derivante dalla progressiva riduzione del personale delle imprese, è diventato maggior guadagno degli imprenditori.
Da qui, progressivamente, il lavoro è cominciato a calare, un po dovunque. Tale fenomeno non si è concluso, anzi, c’è chi ritiene che la crisi internazionale sia solo all’inizio.
Non ci sono ricette, caro Matt.
Bisogna solo aspettare di vedere come evolve la situazione…

utente anonimo
Scritto il 8 febbraio 2008 at 15:40

il commento che vorresti tuo caro maat, é effettivamente pieno di buon senso. Di fronte al rischio di crisi profonda mi tornano sempre in mente le parole di mio padre che , per cercare di opporsi alla vendita di un pezzetto di terreno su cui aveva piantato vigne mi disse :
“almeno con la terra, se le cose van male, potro’ piantar patate e mangiare”. Dei soldi in banca cosa ne faccio? valgono sempre meno…”
commento datato + o – maggio 2006 …. a volte vorrei avere anchio il buon senso contadino …

e per rispondere a michele e dirgli che, purtroppo non c’é bisogno di troppa fantasia, questo video mi sembra eloquente : http://it.youtube.com/watch?v=3RhnHo3RDfg

eos

Scritto il 8 febbraio 2008 at 18:54

cara eos , ( a naso mi sembri donna ) allora siamo colleghi ,anche mio padre diceva e faceva le stesse cose

utente anonimo
Scritto il 8 febbraio 2008 at 19:15

A proposito del mattone una freddura: Il mattone sale sempre e sale e risale – adesso attenzione che ti casca in testa

utente anonimo
Scritto il 8 febbraio 2008 at 19:22

Questa Italia è l’Italia delle cose strane l’italia delle anomalie e delle particolarità tutte nostrane. Mi spiego e contestualmente domando a voi dell’equipaggio: “Come mai in tante nazioni è in atto uno Sbomm immobiliare e da noi le cose ancora bene? Saremo colpiti per ultimi? Saremo mangiati per ultimi da Polifemo? Certo non abiamo le capacita di Ulisse per cavarcela …….

Scritto il 8 febbraio 2008 at 21:05

se non nei numeri ,anche da noi c’è lo sboom edilizio
dalle mie parti fino a meta 2007 ogni paesello era infestato da gru,
adesso non se ne vede piu nessuna

Scritto il 9 febbraio 2008 at 10:36

La tecnica è sempre la stessa, forse tanti non lo hanno notato.
L’aumento di stipendio sarà di 50 euro. I sindacati ne chiedono 100, ci si accorda per 75: tutti contenti, soprattutto per chi conserva il proprio ruolo…..
La tassa aumenterà di 1000 euro: proteste, proteste dalle varie associazioni, la tassa viene abbassata di 300 euro e sono tutti contenti e tante associazioni hanno motivo di esistere….
Anche questo è MATRIX.
Forse il rimbalzo di marzo viene preparato fin da ora… ma mia nonna, figlia di contadini diceva: “Febbraio, frebbraietto sei corto e maledetto”: a quando le svalutazioni sulle monolines? Probabilmente entro il mese ed allora, vecchi lupi di mare, vi ricordate OTTOBRE ROSSO? beh, sarà FEBBRAIO ROSSO!!!
Alcuni mesi fa, per chi mi leggeva, avevo previsto verso febbraio la fine della festa (vi ricordate… qualsiasi cosa succedesse il mercato era sempre buy), basandomi sulla prima rottura della media mobile di lungo sul mercato azionario, che avveniva circa 6 mesi prima del crollo (agosto… febbraio: vedi 1929). Sono stato anticipato, ma probabilmente lo scrollone più violento sta per arrivare (500-600 miliardi di svalutazioni non sono uno scherzo). Come nel ’29 il recupero sarà poi del 50%, aiutato da un Indice dei servizi che recupera un 20% e da una consapevolezza guidata, che stanno già insinuando, di mini o fine recessione.
Per quanto riguarda CIndia, mi sembra di rivivere il 1990, quando i giapponesi, con l’indice a 40.000 ed un super Yen, si andavano a comprare i grattacieli di Manhattan, ma, dopo la crisi scatenata dallo scoppio della bolla immobiliare ed i vari crolli a catena, si stanno leccando le ferite ancora adesso. La differenza è che in CIndia deve ancora venire FORD a dire di pagare salari alti, se vogliamo che la gente consumi. Senza questa base i giganti sono d’argilla e la ricchezza in mano a pochi potrà creare un inviluppo progressivo e devastante soprattutto per i regimi totalitari.
Ricordate che tutto pulsa e questa volta tutto il mondo è andato molto in alto, soprattutto nell’azzardo, e la caduta sarà uguale e contraria, non solo nei modi, ma anche nei tempi. E’ un’occasione da non perdere, per far rinascere un mondo migliore.
Per dovere di cronaca cito ancora mia nonna, che diceva: “Fussi induin, nu sarea meschin” (Fossi indovino non sarei poveraccio). A livello finanziario non sto per niente approfittando delle previsioni di Andrea e mie, ma ho due figli fantastici!!!!
Buona navigazione e buona domenica a tutti.
Andrea, forse domani, domenica, ci vediamo…
Bill

utente anonimo
Scritto il 9 febbraio 2008 at 14:07

pensa andrea oggi i 7 grandi si sono uniti per dire quello che tu dicevi un anno fa !!! grazzie un saluto ,minghin

utente anonimo
Scritto il 9 febbraio 2008 at 19:28

grazie Bill, fuori le cerate!!!!!
ciao a tutti
pinio

Scritto il 9 febbraio 2008 at 19:33

Ciao Ragazzi mi stò prendendo una brve vacanza ho messo la penna in soffitta ma lunedi saremo di nuovo insieme!

Carissimo Bill, anche se nessuno ci crederà pure io non ho avuto nessun vantaggio finanziario da tutta questa immensa avventura umana innanzitutto e finanziaria poi, qualche proposta si, ma amo la semplicità, amo viaggiare tra l’Umanità, come dici tu i miei immensi gain sono la famiglia, i miei splendidi figli e la mia adorabile dolce metà!

Caro Bill l’alone di mistero che hai lasciato per domenica lo rimando all’indirizzo che tu sai!

Mistero per Mistero chissà!

Lo so sembra incredibile, con le tasche vuote, ma sono felice così insieme al mio veliero, insieme a tutti Voi, un immenso rimando di Umanità!

Grazie ancora a tutti Voi e grazie anche a te Minghin, lascio il G7 ai grandi della terra con la Speranza che siano consapevoli e responsabili!

Buon fine settimana Andrea

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