NESSUNA SORPRESA!

Scritto il alle 11:43 da icebergfinanza

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La bellezza è verità, la verità è bellezza: questo è tutto ciò che voi sapete in terra e tutto ciò che vi occorre sapere così scrisse John Keats poeta romantico!

 
In fondo come spesso ho scritto la Verità è Figlia del Tempo, nessuna sorpresa dai dati rilasciati in settimana, dati che confermano la recessione, prossima ventura!
 
a) crescita recessiva del 0,6 % in prima lettura che verrà rivista successivamente il 28 febbraio e in marzo! In trend è ovviamente al ribasso visto l’andamento dei consumi nel mese di dicembre e delle esportazioni!
b) contributo positivo che proviene dal settore dei consumi in frenata al 2% dal 2,8 %, dagli investimenti non residenziali, spesa pubblica ed esportazioni oltre ad investimenti in software. Le importazioni che fanno scendere la percentuale del dato sono leggermente aumentate.
c) da evidenziare una frenata nelle esportazioni pur con una moneta debole, che potrebbe preludere ad una minore crescita di Europa e Paesi emergenti con un aumento del 3,9 % rispetto al 19,1 % del trimestre precedente.
d) molto reale infine l’indice della crescita dei prezzi pagati dai residenti, aumentato del 3,8 % contro un 1,8 % che si riavvicina alla media precedente.
e) frenata degli investimenti in strutture non residenziali ovvero il COMMERCIAL REAL ESTATE.
f) finalmente la favola degli inventari ritorna alla realtà sottraendo ben 1,25 punti al PIL.
 
Detto questo torniamo per un attimo alla parola recessione, dimenticate i classici due trimestri sotto zero e guardate che scrive il National Bureau of Economics Research, NBER ente che rileva ufficialmente l’inizio e la fine di una recessione in America!
 
Traduco con le mie parole:
 
" La recessione è un calo significativo dell’attività economica diffusa in tutta l’economia, della durata di più di due mesi, normalmente visibile nei dati del PIL, in termini reali, reddito, occupazione, produzione industriale, vendite al dettaglio "
 
Io non sò quanti di Voi abbiano la più pallida idea di quanto lavoro stà dietro alla ricerca ed elaborazione, confronto ed analisi di dati che in profondità testimoniano delle svolte nel ciclo economico, ma credo che solo cosi è stato possibile dare una certezza in relazione ad un ciclo avviato verso la recessione.
 
Oggi dopo mesi e mesi si respira una tale aria di pessimismo che mi verrebbe voglia di fare il contrarian, ma sono consapevole che siamo solo all’inizio! Sono talmente combinate e numerose le variabili contrarie, che dubito questa possa essere una recessione di breve termine!

I Nonfarm private employment della Automatic Data Processing, società che rileva l’aumento del numero di buste paga rilasciate dai propri assistiti, tralasciando il settore governativo sono aumentati di  ben 130.000 nuove unità con l’aggiunta di 1000 unità addirittura nel settore delle financial activities, sotto pressione per i continui rilasci di notizie inerenti a licenziamenti per ristrutturazioni aziendali.

Magie di altri tempi, in netta divergenza con i dati rilasciati dal Bureau of Labor Statistics in fondo se fosse stato vero, l’economia americana dovrebbe essere considerata un modello vivente di reazione alle avversità.

Se avete seguito le mie precedenti riflessioni sul mercato del lavoro ricordatevi che non basta una sola fonte di dati o notizie per avere una visione ampia della situazione.

L’unico interrogativo riguarda il buon senso, ovvero il motivo per cui un’azienda decide di assumere in un ambiente recessivo, il perchè il MONSTER_EMPLOYMENT_INDEX che  raccoglie le offerte di lavoro pubblicate da 1500 siti internet della nazione, un indice che progressivamente va sostituendo il più famoso HELP WANTED INDEX in quanto lentamente le offerte di lavoro si stanno trasferendo sempre più online, dicevo perchè  nella sua ultima e più recente lettura testimonia un vero e proprio crollo nel mese di dicembre passando da 183 a 169 e a gennaio scende ulteriormente a 160. Non essendo " seasonally adjusted " il crollo può aver risentito di fattori stagionali ma la dinamica principale è chiara.

Per quale motivo l’  HELP_WANTED_INDEX rilevato dai cinquantuno maggiori quotidiani americani si attesta ora a 22 con un leggero rimbalzo nel mese di dicembre dai 29 di un anno fà e dai 33 di tre mesi fà e il CEO_CONFIDENCE SURVEY vede un progressivo ed inesorabile declino, per quale motivo un manager deve incrementare la forza lavoro e gli investimenti in un ambiente recessivo?
 
Credo che con un pò di pazienza, nella sala comandi di questo veliero ovvero i suoi TAG ci sia abbastanza materiale per scoprire tutti i segreti più nascosti di ogni dato dell’economia americana, un tanto da permettere una navigazione in solitaria!
 
In fondo sono solo numeri, avete ragione, perchè perdere tempo quando l’analisi tecnica ti racconta quando vendere o quando comprare!
 
Vi posso solo dire che abbinare la conoscenza e la consapevolezza, l’analisi fondamentale e macroeconomica, con una visione aperta a qualsiasi cambiamento, una visione pronta a strambare in qualsiasi istante, pronta a mettere in gioco le proprie certezze,  permette di raggiungere qualsiasi risultato e la rotta di questo veliero ne è la testimonianza vivente.
 
Alla fine non si è mai abbastanza consapevoli di ciò che stà per accadere, basta pensare alla notizia di mercoledi quando all’improvviso S&P’s agenzia di rating comunica al mercato che potrebbe ridurre o tagliare prodotti strutturati subprime-mortgage securities and collateralized debt obligations,  per un totale di 534 miliardi di dollari con un impatto sulle istituzioni finanziarie per circa 265 miliardi.
 
Il downgrade in questione potrebbe colpire l’Europa e l’Asia alcune banche regionali degli Stati Uniti e le 12 Federal Home Loan Banks. Secondo l’agenzia di rating tali istituzioni non avrebbero ancora iscritto a bilancio le posizioni che riflettano il valore reale di mercato.

"It is difficult to predict the magnitude of any such effect, but we believe it will have implications for trading revenues, general business activity, and liquidity for the banks," S&P said. ( BLOOMBERG.com)

Alcune banche di piccole dimensioni hanno evitato la crisi che ha paralizzato le grandi banche d’affari.
 
Alle volte mi chiedo come sia possibile che alcuni analisti non siano in grado di scendere nelle profondità dei dati rilasciati, come anestetizzati dallo stesso sistema che foraggia la superficialità, il qualunquismo!
 
Tutto gennaio a segnalare un calo dei JOBLESS CLAIMS e all’improvviso uno SPIKE ragguardevole di 69.000 nuove richieste sino ad un totale di 375.000!
 
Casualità si dice, settimana falsata dal Martin Luther King Day, nessuno a chiedersi per quale motivo nelle settimane precedenti scendevano, quando le aziende comunicavano licenziamenti a getto continuo!
 
Ciò che conta è la media a quattro settimane US_DEPARTMENT_OF_LABOR. ma ciò che conta è la reale portata di questa recessione che alcuni dati dicono essersi avviata nel mese di dicembre dello scorso anno.
 
Dati che confermano giorno dopo giorno la mia visione della scorsa primavera di una recessione americana entro il primo semestre 2008.
 
Abbiamo già visto insieme come la settimana scorsa il dipartimento del Lavoro ha comunicato una riduzione di 20.000 richieste di sussidi seguite ieri da 1000 richieste in meno, ma secondo JOHN_MAULDIN non era affatto così, anzi le richieste erano salite di 26.000 unità, ecco un’altro vecchio lupo di mare, con il fiuto sopprafino

The Bureau of Labor Statistics (BLS) reported that jobless claims dropped a significant 21,000 in the last week to 310,000 and down by 56,000 in the last four weeks. As a Bear Stearns analyst wrote: "Although claims are volatile early in the year, and in recent years have been prone to upward revision, the magnitude of the decline in initial jobless claims in the first two weeks of the year suggests that job creation did not deteriorate further in January."

Come ormai tutti avrete notato anche in relazione al recente mese di dicembre le revisioni del BLS assumono talvolta proporzioni inusuali come ad esempio il passaggio dagli iniziali 18.000 agli 82.000 di ieri.

In sostanza meno 17.000 posti in gennaio non vuol dire nulla, basta pensare ai meno 4000 di settembre rivisti in maniera spettacolare al rialzo il mese successivo!

Ciò che conta è la tendenza e le revisioni trimestrali o annuali lo confermano!

In sostanza la revisione annuale rivede il dato complessivo da 1.328.000 nuovi posti a 1.137.000 con una differenza di 191.000! ( REVISIONE_ANNUALE_BLS )

 

ANNO  2007

RILASCIO UFFICIALE      

REVISIONE

DIFFERENZA

gennaio

162

126

-36

febbraio

90

25

-65

marzo

175

177

2

aprile

122

46

-76

maggio

188

162

-26

giugno

69

107

38

luglio

93

57

-36

agosto

93

74

-19

settembre

44

81

37

ottobre

159

140

-19

novembre

115

60

-55

dicembre

18

82

64

numero totale

1328

1137

-191

BLS

Ebbene direte voi è pur sempre un’economia che produce occupazione per più di un milioni di posti di lavoro, ma questi dati fotografano il passato mentre il presente parte da dicembre ed il futuro è un’ipoteca pesante!

Cede la creazione di forza lavoro nel settore servizi e cede pure il settore professional and business services unitamente al settore governativo! Prosegue l’emorragia nelle costruzioni con 284.000 posti in meno dal picco del mercato immobiliare di settembre 2006 e nell’industria manifatturiera con meno 269.000 negli ultimi dodici mesi e ancora ci si chiede se questa non è recessione! Il settore finanziario ha perso dal dicembre 2006, 99.000 posti di lavoro.

Unici settori a contribuire con costanza all’occupazione restano il settore sanitario e quello della ristorazione, due settori che tengono a galla da soli il settore privato.

Aumenta il numero delle persone che involontariamente accettano il part-time per non perdere il lavoro, aumenta la percentuale di disoccupati di vecchia data e pure quella dei lavoratori scorraggiati.

Il declino nelle ore lavorate segnala una tendenza inevitabile.

 

All’improvviso il CES_NET_BIRTH/DEATH_MODEL torna alla realtà ed elimina ben 378.000 posti di lavoro a gennaio dopo averne creati da aprile del 2007 ben 883.000!

Ecco per quale motivo non vi è alcuna sorpresa in questi dati che potranno essere clamorosamente smentiti dalle successive revisioni, ma sempre e comunque al ribasso nel corso dell’anno come testimonia la tabella che avete visto sopra, la quale evidenzia un progressivo deterioramento ai livelli dell’anno 2003 supportato da altri indicatori.

Ora resta da attendere cosa succederà nel settore del COMMERCIAL REAL ESTATE dove Goldman Sachs solitamente ben informata prevede PRICES_MAY_FALL_21/26_% dai livelli correnti con una nuova ondata di writedowns nel settore finanziario per circa 60 miliardi di dollari! Certo che quando incomincia a piovere, Dio solo sa quando smette!

Il NEWYORKTIMES.com ci ricorda come in fondo le previsioni della FED siano per perdite intorno ai 100 miliardi di dollari ………

Back of the Envelope

 

Se poi non vogliamo dimenticare la dinamica del mercato immobiliare ecco perchè i prezzi DOVREBBERO_SCENDERE_DI_ALMENO_UN_25% prima di trovare un punto di ripresa per il mercato.

http://images.businessweek.com/story/08/600/0806mz_coverstory.jpg

Non certo irrilevante è la notizia che COUNTRYWIDE ha mandato in giro 122.000 lettere ad altrettanti proprietari di abitazione con mutuo annesso ricordando loro che non è più possibile attingere all’essenziale MEW ovvero liquidità in cambio di una rivalutazione delle abitazioni in quanto il debito totale supera il valore reale delle abitazioni!

Vorrei ricordare ai lettori che i tre propulsori principali dei consumi americani sono essenzialmente l’occupazione, i valori mobiliari e la possibilità di attingere liquidità dall’incremento del valore di un’abitazione oltre ovviamente all’indebitamento esponenziale attraverso le cart di credito e il credito al consumo, senza dimenticare l’accesso a percentuali dei fondi pensioni e cosi via. Lascio a Voi ogni considerazione!

L’indice ISM_MANUFACTURING danza sopra e sotto la soglia della recessione tornando a 50,7 con il contributo determinante della ripresa dell’export ma scende l’occupazione ed esplodono letteralmente i prezzi con possibili tensioni sull’inflazione.

Prices*

The ISM Prices Index registered 76 percent in January, indicating manufacturers are paying significantly higher prices on average when compared to December. While 55 percent of respondents reported paying higher prices and 3 percent reported paying lower prices, 42 percent of supply executives reported paying the same prices as the preceding month. A Prices Index above 47.4 percent, over time, is generally consistent with an increase in the Bureau of Labor Statistics (BLS) Index of Manufacturers Prices.

In January, 15 industries reported paying higher prices: Textile Mills; Furniture & Related Products; Chemical Products; Food, Beverage & Tobacco Products; Paper Products; Plastics & Rubber Products; Electrical Equipment, Appliances & Components; Wood Products; Printing & Related Support Activities; Primary Metals; Machinery; Fabricated Metal Products; Computer & Electronic Products; Miscellaneous Manufacturing; and Transportation Equipment. Petroleum & Coal Products is the only industry reporting paying lower prices in January.

Gli indici di fiducia infine per quanto relativi e spesso volatili proseguono nella loro discesa.

La favola delle Monolines continua in un mondo incantato dove tutto si ferma in attesa di una soluzione, la tripla AAA per AMBAC una società che brucia miliardi a ritmi vertiginosi, che paga interessi sul debito a livelli superiori ai paesi emergenti, che ha perso più del 80 % della sua capitalizzazione sarebbe in procinto di essere mantenuta ad opera di…..

The banks discussing a possible Ambac rescue also include Royal Bank of Scotland Group Plc, Wachovia Corp., Barclays Plc, Societe Generale SA, BNP Paribas SA and Dresdner Bank AG, one of the people said. ( Bloomberg.com )

Sempre per coloro che amano ricordare i P/E ratio come spesso inferiori o pari alla media degli ultimi anni ricordo che ad esempio il settore finanziario in America che molti ritengono ormai a prezzo di saldo, sconta un improvviso risveglio degli istinti nascosti!

Financials 

thanks_to_BESPOKEINVEST

D’ora in poi la navigazione proseguirà a vista, in quanto è possibile qualsiasi soluzione, sia un rimbalzo che porti a rilevare l’importanza di questo bear market, sia un ulteriore minimo che metta a nudo la consistenza di questa stagione delle " nebbie eterne " in quanto vi sono purtroppo ancora molte sorprese nascoste nelle stive delle grandi realtà finanziarie! La stagione dei risultati trimestrali delle società supera il giro di boa, quello che conta non è il passato, ma il presente ed il futuro con una serie di profitwarning che evidenziano un ciclo giunto al termine!

Vi sarà da strambare alla ricerca del vento per evitare i vuoti d’aria, ma qualsiasi rimbalzo sarà esclusivamente relativo!

Sarà una Primavera all’insegna della volatilità, verso il basso,  ma ricordatevi che secondo la mia visione non avremo un minimo importante, prima della primavera inoltrata dell’anno 2009!

 

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18 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 2 febbraio 2008 at 13:12

si ok ma

Wall Street chiude la settimana migliore degli ultimi 5 anni. Anche l’Europa in deciso rialzo

alla faccia dei pessimisti !

tratto da il sole 24 ore

utente anonimo
Scritto il 2 febbraio 2008 at 13:34

Mi pare che l’anonimo qui sopra abbia capito ben poco di questo blog. Non si danno dei consigli operativi orari, giornalieri, settimanali o mensili. Si guarda ai dati macroeconomici per capire dove stiamo andando. Poi è ovvio che economia e mercati possono a breve divergere, ma questo lo lasciamo ad altre trasmissioni, su altri siti. Scusa Andrea se mi sento il dovere di difendere questo tuo blog, ma è talmente evidente che a certe gente possano rodere le tue corrette previsioni che ogni reazione contraria del mercato siano subito a sottolinearla.
Paolo

utente anonimo
Scritto il 2 febbraio 2008 at 14:45

Qui non si tratta di fare il “tifo” per o contro il mercato, ma di capirci qualcosa. Se uno vuole chiacchierare a proposito di quanto è bravo a “giocare” in borsa, o va al bar oppoure basta andare su uno qualsiasi dei Forum di Yahoo Finanza per trovare gente che scrive “dài bella!” quando un titolo sale o “dove si fermerà questa str.. ci hanno fregati di nuovo” quando cala, o “a Natale saremo a 30 Euro!” o altre piacevolezze del genere. Qui si cerca di capire se milioni di persone perderanno la casa entro il prossimo anno, se milioni resteranno disoccupati, se la FED riuscirà a drogare i mercati a colpi di tassi bassi e se gli USA svenderanno i gioielli della corona a Cinesi, Sauditi e “sovereign funds” in genere, nel mentre condannano i poveri dei PVS a morire di fame pur di continuare ad andare in macchina grazie ai biofuels. Se Wally sale o scende per una settimana francamente chissenefrega.
Guido

Scritto il 2 febbraio 2008 at 17:42

olà, gran COMMODORO,
certo che tra un post e un’altro devi leggere moltissimo,
ma tu dormi la notte?
e dove le trovi queste notizie?
se non fosse per il tuo lavoro,io, certamente non riuscirei a vedere tra le pieghe tutte queste incongruenze
e probabilmente mi berrei tutti i dati manipolati destinati al mondo ,in questo caso a ragione,del “parco buoi”
perchè la verità verrà fuori solo quando i “grossi” avranno completato la loro manovra di salvataggio alla meno peggio del loro patrimonio,
per lasciare il classico cerino in mano a noi
anche per questo ti ringrazio, che tu sei dalla nostra parte

utente anonimo
Scritto il 2 febbraio 2008 at 17:54

Per l’anonimo che fa le citazione tratte dal Sole 24 ore

Visto che lo leggi e lo reputi autorevole sicuramente avrai acquistato anche le azioni in sottoscrizione.
Complimenti!
E’ chiaro che una società quotata preferisce porre l’accento su una settimana piuttosto che sul mese disastroso.

Per inciso:
Italia Oggi 12 maggio 2007: Il Sole 24 ore ci costa di agevolazioni statali 19 milioni ogni anno.

Mas

utente anonimo
Scritto il 2 febbraio 2008 at 18:13

Se non dovessero bastare i rimborsi ai privati ecco a soluzione:

(ANSA) – WASHINGTON, 2 FEB – Per l’anno 2009 il presidente americano George W. Bush ha intenzione di proporre al Congresso un aumento del 7,5% delle spese militari.E’ quanto riporta un documento riservato del Pentagono ottenuto dalla Reuters. Il capo della Casa Bianca dovrebbe chiedere di portare a 515,4 mld di dollari il totale dei fondi destinati al Pentagono. Nelle sue proposte, che dovrebbero essere presentate lunedi’, Bush chiedera’ inoltre al Congresso 70 mln di dollari per le guerre in Iraq e Afghanistan.

Che ne dite?

Mas

Scritto il 2 febbraio 2008 at 18:20

6) avevo letto anch’io stamattina ,ma dove va a trovare i soldi
con tutti i salvataggi di aziende e immissioni di liquidità?

Scritto il 2 febbraio 2008 at 19:57

Aveva ragione Michele un caro amico del blog me ne posso stare sotto coperta a riposare in un letto di seta con una schiera di corsari fedeli sempre pronti a prendere le difese del nostro veliero!

Grazie ragazzi, ecco perchè non è affatto facile trasmettere un messaggio in un mondo dove tutti vanno di fretta, un mondo dove si tende ad anestetizzare e rendere tutto relativo!

La sensazione è che un’economia di guerra spesso viene utilizzata per …….

«L’America non corre un rischio immediato di recessione – afferma Lawrence Klein, premio Nobel per l’economia del 1980 – la nostra è infatti un’economia di guerra dove, per esempio, la caduta verticale dei prezzi immobiliari può essere compensata dalla domanda di armamenti e nell’occupazione delle nostra gioventù al fronte».

Me ne torno di sotto a sognare un mondo migliore……un mondo che non è di questo mondo, ….ma forse un giorno chissà…….!

Buonanotte Grande Equipaggio!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 2 febbraio 2008 at 19:58

Bush spera di prendere i soldi da QUI

U.S. NATIONAL DEBT CLOCK
The Outstanding Public Debt as of 02 Feb 2008 at 06:53:55 PM GMT is:9,240,805,019,410.17 $

The estimated population of the United States is 304,250,982
so each citizen’s share of this debt is $30,372.31.

The National Debt has continued to increase an average of
$1.50 billion per day since September 29, 2006!

Chi comprerà i titoli del debito pubblico USA per coprire queste cifre? Io no.
Guido

utente anonimo
Scritto il 2 febbraio 2008 at 20:38

Nella vita ho imparato che un grande sarto nasce da una grande committenza, quindi onore a questo equipaggio. Però questo Capitano è veramente un grande uomo; sotto le coperte, permettimi di dirti, bisogna anche fare i conti con un poco di antropologia da strapazzo (la mia!), cioè ricordarci che l’uomo è il risultato della selzione naturale e che l’uomo virtuoso e buono è un prodotto culturale, cioè di un aspetto della nostra specie. Insomma, mammiferi come Bush & C. sono previsti dalla natura più di quanto debbano essere previsti da una umana morale, che resta sempre una scelta.
Mi piacerebbe, senza urgenza e se si vorrà, sentire a proposito l’opinione del Capitano e di questa allegra ed onesta ciurma.
Certamente, pensando a tutti voi ed in particolare a Guido, ricordarmi che potrebbero morire migliaia di bambini (mentre altre migliaia ne sono già morti in Afganistan e Iran) affinché quei culoni di statunitensi possano continuare ad ingozzarsi di schifezze e guidare le loro macchine succhiabenzina per andare al supermercato a comprarle, mi toglie ogni speranza di cambiamento per scelta etica: l’uomo cambierà, se cambierà, per necessità, cioè per spirito di sopravvivenza.
PS: affinché il mio sproloquio abbia avuto almeno una ragione d’essere, consiglio vivamente il Capitano di convalescere su un materasso duro! gli farà bene alla schiena! Quelli morbidi lasciamoli agli inflattori!
Un augurio di un sereno buon fine settimana ad ognuno.
Bovino

Scritto il 2 febbraio 2008 at 20:50

Ciao Andrea, visto che tu pensi di non vedere un minimo di mercato prima della primavera del 2009, cosa ne pensi degli autori del libro ” La Borsa dal 1897 al 2030 “che in base a statistiche secolari prevedono questo:

giovedì 31 gennaio 2008
Indici Internazionali_Il minimo del 2008 è stato fatto ?

Iniziamo come sempre dalle statistiche storiche presenti approfonditamente insieme alle proiezioni fino al 2030 sul Libro La Borsa dal 1897 al 2030:

Ottobre 2007 doveva essere un mese di Top annuale;
Rimbalzo del 2/3% per Dicembre;
Nuova discesa fino al primo trimestre dell’anno;
Probabilità del 80% che nel primo trimestre 2008 e poi per tutto l’anno, il minimo del 2007 del Dow Jones resterà inviolato in chiusura di seduta ( Minimo del 2007 11.926 ca );
Bottom annuale nel primo trimestre dell’anno con probabilità superiori al 95%;
Il 2008 dovrebbe chiudersi con elevate probabilità positivo.

Ripetiamo quanto detto dal 22 Gennaio :
Vi sono elevate probabilità che sia stato proprio Gennaio il mese del Bottom del primo trimestre e dell’intero anno, ma un passo alla volta, come sempre…

La Storia dice :
Chi acquista in questo trimestre ( sulla parte bassa del range, quindi sui minimi non sui massimi ! ), quando potrà statisticamente vedere guadagni ?

Non prima di Luglio/Agosto o addirittura Dicembre 2008, ma i veri guadagni, anche a
doppia cifra ,si potranno vedere soltanto nel 2009…poi verranno altri due/tre anni di ribassi…

Chi ha accumulato a Gennaio, come avevamo indicato fra il 21 ed il 22 Gennaio, lo ha fatto a prezzi a sconto, ma dovrà aspettare per vedere guadagni…

Ribadiamo quanto detto il 22 Gennaio :
non comprare con un’ Indice Spmib 40 a 32.000 ca e un Dow Jones a 11.600, come li abbiamo visti Martedì 22 Gennaio, ci sembrava un’ offesa alla statistica storica, perchè Wall Street nell’ottavo anno, ha ritracciato storicamente in media del 23,6/38,2% range minimo del decennio/massimo relativo;
Il nostro Indice, ha ritracciato negli ultimi mesi quasi del 50% di Fibonacci range minimo del decennio/massimo relativo…

L’ Analisi Tecnica Classica, infatti, dice che il mercato ha tre tipi di movimento :

Movimento Primario :
la piu’ importante e’ la tendenza primaria o principale, generalmente piu’conosciuta come mercato toro (al rialzo) o mercato orso (al ribasso);
Reazione secondaria :
il periodo durante il quale la tendenza generale indietreggia del 33-66% rispetto alle variazioni fatte segnare dopo l’esaurimento della precedente reazione secondaria;

Movimento minore :
importante solo perche’ e’ parte del movimento primario o secondario, manon ha valore previsionale per gli investitori a lungo termine.
I movimenti laterali (linee) : un movimento di prezzo durante il quale le variazioni non fanno registrare scostamenti superiori al 5% dalla propria media.

Ribadendo, che le serie storiche e cicliche, con annesse statistiche secolari, affermano con probabilità superiori al 95%, che il movimento iniziato il 10 Ottobre 2007, dovrebbe trovare Bottom, in questo trimestre, e che forse il 22 Gennaio è stato proprio il giorno di ……

Ciao a te Andrea e a tutti i meravigliosi ragazzi di questo blog.
Con stima e simpatia Zanotti Roberto di cesena!!

Scritto il 2 febbraio 2008 at 21:08

In fondo il letto è il luogo dove in questo momento sono realmente, visto la mazzata che il mio fisico ha ricevuto!

Comunque sia aggiungo solo una breve considerazione, quella sensazione che ormai anestetizza la società è che nulla è possibile fare, perchè darsi da fare tanto non cambia nulla!

Le nuove generazioni, il loro entusiasmo spesso viene anestetizzato dai loro stessi padri, dalle istituzioni, dal sistema con il Grande Fratello o il Reality Show di turno!

E’ così semplice tornare a dormire sotto le coperte……ma purtroppo ho una coscienza, che mi tiene maledettamente sveglio!

La saluto Andrea!

Scritto il 2 febbraio 2008 at 21:14

Carissimo Roberto,

non commento mai direttamente le visioni degli altri per rispetto del loro lavoro tranne che generalizzando alle volte sulle opinioni degli analisti interessati!

Per il resto la risposta stà nelle mie visioni, in quanto lunga sarà questa recessione, perchè più profonda sarà, più le svalutazioni e i default nel sistema aumenteranno esponenzialmente!

La mia è soltanto una visione, non vi è scritto da nessuna parte che sia quella giusta, lo dira solamente il tempo che sino ad ora ci ha dato ragione!

Ciao Andrea!

utente anonimo
Scritto il 3 febbraio 2008 at 15:37

bravi e professinali. complimenti

utente anonimo
Scritto il 4 febbraio 2008 at 10:02

Sbaglio o quelli che vendono il libro sulle previsioni di borsa (sino al 2030 )a 169 euro più iva continuavano a ripeterci che ci sarebbe stato il rally di Natale?

Mah.

Mas

utente anonimo
Scritto il 4 febbraio 2008 at 14:58

risposta a chi vede la crescita di questi giorni:

siamo nella fase di rimbalzo, non di rialzo.
i motivi del rialzo sono sostanzialmete due.
1) ricoperture degli operatori ribassisti, che sono costretti a comprare cio’ che hanno venduto allo scoperto.
2) dopo disce di questa sostanza, molti investitori cominciano ad acquistare selettivamente titoli “buoni”, portando ottimismo che genera nuovi acquisti spinti dalla positivita’ indotta.

detto questo, aspettiamo la prossima fase di ribasso.
al mercato nonostante

utente anonimo
Scritto il 4 febbraio 2008 at 15:42

manca un pezzo al 16

dicevo al mercato manca una bella discesa, da panic selling massiccio.

RR

utente anonimo
Scritto il 5 febbraio 2008 at 09:56

Sono d’accordo .

Mas

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