PURA RECESSIONE AL 100 %!

Scritto il alle 06:55 da icebergfinanza

Chi da tempo segue il mio blog sa che la mia " visione" di un’economia americana avviata verso una recessione è figlia di innumerevoli analisi, di una selezione di dati ed informazioni accompagnate da link e grafici che possono aiutare a comprendere la dinamica in atto.

Forse sembrerà un pò vanitosa questa mia certezza, in un oceano di previsioni che da tempo si alternano tra percentuali che si annalzano o infrangono alla stregua delle onde del mare.

Questo post potete considerarlo come il "TESTAMENTO del CAPITANO" in quanto per non sembrare eccessivo, d’ ora in poi non tratterò più questo argomento, in quanto oggi vedremo insieme il perchè di questa certezza, una volta per tutte.

Prendetevi tutto il tempo che serve vi fornirò una marea di dati e grafici da cui trarre le vostre conclusioni.

Chi mi conosce ormai da tempo sà, che la mia visione di una recessione imminente in America, la  certezza che questa avvenga nei primi sei mesi del prossimo anno è paragonabile ad una voce nel deserto, una voce che da mesi cerca di analizzare e far conoscere attraverso ragionamenti e grafici, il perchè di questa certezza.

Oggi il Deserto si stà trasformando in un Grand Canyon dove tra le maestose pareti eccheggia giornalmente l’eco della Recessione one one.
 
" Gli economisti hanno previsto ben 10 delle ultime 5 recessioni!"
 
Questa frase è tutta un programmma, ad evidenziare come spesso in passato le recessioni siano state annunciate o comunicate spesso a vuoto e spesso molto tempo dopo.
 
Le recessioni invisibili!
 
Il risultato dell’ultimo NABE_OUTLOOK testimonia che in questo momento il consenso economico non è orientato verso questa ipotesi.
 
GDP Growth
 
 
Un perfetto indicatore contrarian!
 
Nel marzo del 2001 l’ Economist riportò sulle sue pagine che il 95 % degli economisti americani non prevedeva alcuna recessione nel corso dell’anno.
 
Per meglio interpretare le sensazioni del momento sono andato a rivedermi le notizie rilasciate nel BEIGE_BOOK del 7 marzo 2001 dove ho trovate le seguenti riflessioni;
 
A majority of Federal Reserve Districts reported sluggish to modest economic growth in February, while others generally reported mixed conditions. Growth was noted by Boston, New York, Richmond, Atlanta, Kansas City, Dallas, and San Francisco. Economic conditions were mixed in Philadelphia, Cleveland, Chicago, and Minneapolis, and St. Louis reported noticeably slower economic activity
 
…….nessuna recessione all’orizzonte!
 
Abbiamo già visto come l’ultima recessione del 2001 fù annunciata ufficialmente molti mesi dopo il marzo 2001 e precisamente nel NOVEMBRE 2001 e in America solitamente questo compito spetta alla NATIONAL_BUREAU_OF_ECONOMIC_RESEARCH un’organizzazione privata no profit fondata nel 1920 dedicata alla promozione di una maggiore comprensione di come funziona l’economia.
 
Se poi vogliamo andare a sentire l’opinione di MARTIN_FELDSTEIN, l’attuale presidente della NBER abbiamo un parere di una certa rilevanza. Percentuali sempre ed esclusivamente vicine al 50 %, dichiarazioni sottovoce che giorno dopo giorno innalzano la soglia.
 
Ci vorrebbe più ottimismo, ma questo è una condizione viscerale che contrasta con la realtà ed io non sono qua per raccontarvi le favole!
 
Per curiosità sono andato a rivedermi i US_BUSINESS_CYCLE_ per dare un’occhiata alle dinamiche di queste recessioni e scoprire se mai ce ne fosse stato bisogno, che le recessioni vengono annunciate in corsa o dopo la loro fine.
 
La recessione del 1980 partita ufficialmente in gennaio fu comunicata in giugno e si chiuse in agosto dello stesso anno, quella del 1981 parti in agosto fini nel dicembre 1982 e fu comunicata verso la fine del 1981.
Recessioni invisibili si possono considerare inoltre le ultime due, comunicate la prima del 1990  nove mesi dopo l’inizio e un mese dopo la fine, mentre quella più recente del 2001 partita nel mese di marzo fu comunicata alla fine della stessa nel novembre/dicembre dello stesso anno.
Qui sotto avete una rappresentazione grafica della dinamica illustrata.
 
 Recessions19802007
 
thanks to BESPOKEINVEST!
 
Questo testimonia che il consenso economico non è assolutamente in grado di evidenziare la dinamica di una recessione.
Da Morgan Stanley a Goldman Sachs, da Summers a Rosenberg a Hussman dal NY TIMES al WSJournal, dal redivivo Stephen S.Roach sino al fantasma di Alan Greenspan e tanti, tanti  altri ancora rieccheggia lo stesso unico filo conduttore, ovvero una aumento esponenziale delle probabilità di una recessione in arrivo.
Molto probabilmente nelle sale operative delle grandi istituzioni finanziarie girano già report che testimoniano come molto probabile questa prospettiva, ma al pubblico la si deve comunicare goccia per goccia, percentuale per percentuale.
 
Alcuni sostengono che non vi siano nei dati anticipatori segnali chiari, che l’economia rilascia ancora segnali di rallentamento e soft landing, ma questo significa non analizzare nel dettaglio ogni singolo dato, significa non conoscere la realtà, significa vivere nella sindrome di Peter Pan!
 
Talvolta risulta semplice interpretare la speranza, più che una realtà.
Il mercato del lavoro tiene, ma nessuno entra nel dettaglio a cercare di capire perchè il metodo del BLS crea quasi il 70 % dei posti di lavoro su base statistica, il PIL si dimostra in forma, ma nessuno si chiede perchè il deflattore anomalo amplifica la performance o perchè la stessa dinamica è soggetta a revisioni nel corso dei mesi successivi, non si vuole scendere nei dettagli, ciò che conta è solo la fantasia.
La media del deflattore del PIL in questi ultimi mesi è sempre stata intorno a 2,8 % ed all’improvviso si è scesi al 0,8/0,9 % quando l’inflazione reale esplode e sembra assumere una dinamica strutturale.
 
A questo proposito date un’occhiata a quale percentuale di crescita era arrivato il PIL nella precedente recessione, sopra il sei percento, poco prima di scendere sotto crescita zero. L’ultimo rilievo al 4,9 % confermato, non significa nulla in quanto strutturalmente può crollare in qualsiasi momento.
 
 
 
 
 
Si cari lettori ripeto solo e sempre le stesse cose, un programma infinito che trasmette sempre e solo lo stesso programma! 
 
Un indice dei prezzi al consumo che sottovaluta l’inflazione e sovrastima la crescita, ma questo alla maggior parte degli attori di mercato non interessa, a loro interessa solo la politica monetaria, la polvere magica che nel passato non  ha evitato nessuna recessione. L’unica salvezza è una costante e continua riduzione di tasso, ma questa è una crisi che non si risolverà in poco tempo, ma che si porterà dietro il ricordo per molti anni.
 
Il grafico qui sotto è la testimonianza di un’illusione di massa, di una povertà analitica.  

thanks to ECONOMAG

 

thanks to MINYANVILLE

Se poi andiamo a dare un’occhiata a questo post del BLOGS_WSJonline abbiamo un’altra prospettiva rispetto all’ultimo PIL cercando di comprendere come sia stato possibile ottenere una simile crescita con il crollo utili, recessione immobiliare e vendite al dettaglio in frenata.

Il GROSS DOMESTIC PRODUCT ( GDP ) a differenza del GROSS DOMESTIC INCOME ( GDI ) esclude gli utili societari ma comprende le esportazioni nette e le scorte.

But when there are differences, Fed officials may lean towards GDI, especially when it comes to signaling economic downturns. Fed economist Jeremy Nalewaik wrote in a March paper that GDI “has done a substantially better job recognizing the start of the last several recessions than has real-time GDP.”

Anche Michael Shedlock nel 2005 si chiese se per calcolare il PIL non si usassero GROSSLY_DISTORTED_PROCEDURES

Gdp_components_nov_07.gif

thanks to ECONBROWSER.com

Secondo James D.Hamilton professore di economia all’Università della California a San Diego gli inventari hanno amplificato dell’ 1 % il risultato del PIL provenienti da impulsi spesso negativi o insufficienti nei precedenti trimestri e le esportazioni sono attualmente l’ossatura portante che potrebbe sostenere il PIL americano nel progressivo declino dei consumi e degli investimenti.

Inventari ed esportazioni, un mix non certo entusiasmante se si tiene conto che prima o poi le esportazioni dovranno rapportarsi all’inflazione importata attraverso un dollaro debole. Ma si sà in America è tutto così relativo, dai metodi di rilevazione agli indici stessi sino ad arrivare alla conclusione che l’inflazione cresce in tutto il mondo, tranne nel paese che svaluta la sua moneta.

Misteri della New Age Economica di nostri giorni.

Vi invito a farvi un bagno di grafici " recessivi " in questi post di PAUL_KASRIEL dove troverete alcune DINAMICHE_IN CORSO alquanto  INTERESSANTI.

Qui ve ne propongo alcuni che ritengo i più significativi.

La scorsa settimana sono aumentati sensibilmente i sussidi di disoccupazione che nelle ultime settimane evidenziano una tendenza in progressivo aumento. Siamo ai livelli del 2005!

 

Nei dodici mesi conclusi ad ottobre 2007 secondo il BLS sono stati creati circa 1,6 milioni di posti di lavoro, mentre qualcosa come il 69 % ovvero 1,1 milioni di posti sono frutto di un’illusione statistica mentre negli anni precedenti si trattava del 44 % o del 30 %.

In un mondo virtuale tutto è possibile per una buona causa anche se è solo un problema di metodo e non di buona fede.

Tornano a scendere i profitti della corporate americana e le stime future sugli utili si contraggono. Earning che scontano orizzonti infiniti dimenticando i tassi di interesse che segnalano recessione e quindi anticipando notevoli correzzioni per quanto riguarda l’equity.   PROFIT_PROJECTION_SLIDE_FOR FOURQUARTER

 

 

THANKS TO FINANCIALSENSE & PAUL KASRIEL & HAVER ANALYTICS

 

il pessimismo dei manager si incrementa notevolmente (CEO BUSINESS CONFINDENCE SURVEY ) ne abbiamo già parlato in altre occasioni

 

Nella maggior parte delle tavole rotonde di fine anno, nelle visioni dei gestori, nessuna recessione all’orizzonte solo soft landing supportato dall’illusione emergente! Per compensare la perdita di forza dell’economia americana e forse occidentale, i mercati emergenti dovrebbero crescere di altri 4 o 5 punti arrivando a tassi di crescita del 14/15 % con soluzione di continuità!

Secondo Bill Gross di PIMCO il tempio dei Bond, questa recessione è già incominciata nel dicembre scorso! Ora manca ancora il tassello dell’occupazione per avere un quadro completo della situazione.

Grazie, forse, ancora ai consumi la recessione tecnicamente non è ancora incominciata, la la crescita recessiva, sotto l’un percento questa è possibile.

Solitamente il S&P 500 scende in media del 28 % in termini nominali e del 21 percento in termini reali, ma questa volta scenderà molto, ma molto più velocemente. 

 Spx_recessions

Thanks to Merrill Lynch & Standard & Poor’s.

Nel frattempo l’indice ISM scende notevolmente sotto la linea Maginot che determina la separazione tra la contrazione e l’espanzione economica, lanciando un primo segnale di allarme.

 

Month PMI   Month PMI
Dec 2007 47.7   Jun 2007 56.0
Nov 2007 50.8   May 2007 55.0
Oct 2007 50.9   Apr 2007 54.7
Sep 2007 52.0   Mar 2007 50.9
Aug 2007 52.9   Feb 2007 52.3
Jul 2007 53.8   Jan 2007 49.3
Average for 12 months – 52.2
High – 56.0
Low – 47.7

"Manufacturing in the U.S. unexpectedly shrank the most in almost five years, reinforcing speculation that the Federal Reserve will cut interest rates again to stave off a recession. " ( Bloomberg.com)

" UNEXPECTEDLY ", inaspettatamente per chi, dove, come e perchè, beato cielo, beata innocenza! Così inaspettatamente il via libera dalle MINUTE_del_FOMC e la Fed taglierà di altri 25/50 punti base!

Dopo la contrazione dell’indice regionale di Philadelphia per la prima volta durante l’anno e della Fed di Richmond, questa è una sorpresa!

Crolla il sottoindice relativo ai nuovi ordini, con quello relativo alla produzione e aumentano i prezzi alla produzione, scendono le scorte dei produttori.

"Manufacturing leads the rest of the economy," said Norbert Ore, chair of the ISM manufacturing business survey committee.

Already, weekly reports from chain store sales pointed not only to a lackluster holiday shopping season but also to weak post-holiday bargain hunting. Chain store sales fell 0.2 percent in the latest week, according to the International Council of Shopping Centers, while data from Redbook Research pointed to a 0.7 percent decrease.(news.yahoo.com)

Di conseguenza lentamente i consumi dovranno riflettere la realtà dell’economia, un’economia che vive essenzialmente di servizi e di esportazioni.

Le esportazioni si contraggono da 58,5 a 52,5 e la favola del decoupling e delle economie emergenti torna lentamente alla realtà. Per onor di cronaca bisogna ricordare che pure a gennaio, l’indice ISM manifatturiero era sceso sotto 50, ma non in maniera così decisa.

New Export
Orders
%
Reporting
%
Higher
%
Same
%
Lower
Net Index
Dec 2007 75 17 71 12 +5 52.5
Nov 2007 77 19 79 2 +17 58.5
Oct 2007 77 19 76 5 +14 57.0
Sep 2007 76 16 77 7 +9 54.5

Ricordo a tutti che le merci e prodotti esportati provengono dall’industria manifatturiera e che l’ America non esporta servizi, quindi uno dei cavalli di battaglia dell’economia americana e del dollaro debole stà registrando un’improvvisa battuta di arresto nella domanda estera.

Altri due motori dell’economia sembrano definitivamente avviati verso il ridimensionamento viste le notizie provenienti dal settore COMMERCIAL_REAL_ESTATE e M&A_or_LEVERAGEDBYOUT.

Vorrei ora brevemente soffermarmi su alcune considerazioni relative agli effetti di una recessione, una recessione che seguirà la grande deflazione immobiliare contemporaneamente ad un’esplosione dell’inflazione energetica ed alimentare, originata dalla stessa sorgente, il petrolio!

La stagflazione è un periodo di stagnazione economica associata ad una dinamica altamente inflattiva che non si addice in questo momento all’economia americana nella quale la recessione non ha nulla a che vedere con una stagnazione economica.

Tra SCILLA_e_CARIDDI, una lunga navigazione tra stagflazione o recessione inflattiva!

Date un’occhiata a questo post del FINANCIAL_TIMES dove uno dei miei giornalisti preferiti ovvero Gillian Tett fa un’analisi dettagliata sulle conseguenze che il fenomeno subprime unitamente al credit crunch potrà avere sull’economia americana portando con se il ricordo della dinamica della Grande Deflazione giapponese.

L’unico granellino di sabbia, che può scombussolare tutti i piani di salvataggio governativi o delle banche centrali è la prospettiva di una recessione, dove i default aziendali potrebbero accellerare, portando con se molti private equity dell’ultima ora e non. E’ facile distruggere la fiducia e un lungo cammino riconquistarla!

Fà piacere aver pubblicato per primo sul mio blog ancora in giugno una piccola analisi/paragone sulla dinamica delle JUSEN_ovvero_SUBPRIME giapponesi, una dinamica che molti oggi richiamano.

La FED e Bernanke hanno sempre sostenuto che il sistema finanziario americano è costituito da solide fondamenta ma la realtà è sotto gli occhi di tutti e questa è la madre di tutte le crisi finanziarie della Storia.

US ipoteca - backed securities

Negli ultimi 50 anni , la maggior parte delle recessioni è stata preceduta da una notevole contrazione negli investimenti del mercato immobiliare residenziale.

 

Quarterly Private Residential Investment

 

Vorrei inoltre ricordare le dinamiche del Leading Indicator che solitamente se scende per tre mesi consecutivamente conduce ad una recessione pressochè certa. Questo è un grafico non aggiornato!

 

 In un prossimo post, andremo a cercare quelle che sono le migliori opportunità di investimento in una fase recessiva, cercando di analizzare nei dettagli le migliori soluzioni in una dinamica inflattiva o deflattiva che sia.

Concludo ricordando che spesso dimentichiamo che il volo del prezzo del petrolio e la speculazione connessa, fanno la felicità di un numero imprecisato di " piani alti " ma abbassano il tenore di vita  della classe media attraverso l’inflazione e specialmente attraverso il volo delle materie prime cerealicole utilizzate per l’illusione biodiesel, che distruggono il minimo sostentamento nei sotteranei dell’umanità!

Nel parleremo diffusamente in un prossimo post, per comprendere che la speculazione, l’eccesso di alcuni, porta spesso al decesso di altri.

Ricordatevi sempre che l’inflazione, secondo il pensiero ufficiale è il male minore rispetto ad una recessione.

Per ultimo ricordo a Voi tutti il volo dell’Oro, un volo che seguo dal lontano settembre 2005 e precisamente da quota 350, un volo che ha davanti a se orizzonti molto ambiziosi!

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38 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 11:09

Perfetto, i fatti parlano da soli. Pongo una domanda: Cosa succederà ai tassi europei? fin dove si spingeranno? Grazie.

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 12:20

posso fare un’altra domanda? come funzionano le operazioni di drenaggio della liquidità? ne leggo oggi di importi molto alti su yahoo finanza in conseguenza credo del termine dei finanziamenti di circa un mese fa. grazie

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 13:12

caro sig. Mazzalai, ne riparleremo tra un paio di anni, anche con i suoi lettori, che avranno avuto tempo di capire e maturare, anche se non mi sono accorto che al mondo esistessero cosi tanti esperti di macro economia, o meglio mi sembra di essere entrato al bar dello sport, pieno di pensionati ottimi allenatori calcistici, o alla bocciofila dove arzilli vecchietti sarebbero in grado di sistemare tutte le magnagne di di questo sporco mondo in maniera rapidissima.
ma perche’ non vi proponete?
cumunque non sono un TROLL, come lei sostiene, il mio ufficio e in rete per cui tutto e’ possibile, anche se devo ammetere di scrivere spesso in siti telebani come il suo, cercando di svegliare qualche coscienza.
il suo blog me lo sono letto e comunque come al solito lei non risponde mai alle critiche in maniera chiara ma sempre di rimessa, e ripete sempre le stesse identiche cose a chi la critica, e’ una tecnica di chi in maniera presuntusa sente dalla sua la ragione assoluta e finge in maniera ironica di accettare confronti di idee.
ho come la sensazione di chi fa’ copia e incolla.
comunque il confronto non lo vuole lei, io non volgio provocare nessuno.
EMMEEFFE

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 14:22

Egr. sig. EMMEEFFE
Sia di parola si faccia risentire tra un paio d’anni!!

Mas

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 14:25

caro emmeffe ..perche’ non ci proponiamo? conosci una società libera per la circolazione di idee di massa? Tu ( ti do del tu, spero possa) dirai che gia’ internet e’ una conquista, si ma vediamo che valore a livello di coscienze ha ancora oggi : relativamente basso. Migliorerà ma intanto i grandi gruppi, coloro che desiderano avere una massa ai loro piedi, sfruttano i mass media non per fare informazione a 360′ ma indirizzata. Questo blog tu lo vedi come la bocciofila, ebbene dico io se giocare a bocce significa ancora tirare fuori valori scomparsi perche’ no?! Non ti sto criticando. Rispetto il tuo punto di vista ma anche tu dovresti rispettare il nostro. Esprimi la tua idea come hai gia’ fatto ma fermati li’ . non andare oltre perchè altrimenti supereresti un limite importante che e’ il reciproco rispetto no!?

Ciao Marcoeco

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 16:07

mi è sfuggito forse qualcosa? o il Sig. EMEFFE ritiene che discutere liberamente di un argomento quale la macro economia sia appannaggio solo di menti illustri come la sua? se così fosse non perda il suo preziosissimo tempo in siti talebani, osterie e bocciofile che sembra conoscere tanto bene. Vada a risvegliare coscienze altrove che alla nostra ci pensa bene il buon Dio.

Marco

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 16:25

egregio signor emmeffe, non si nasconda dietro gli altarini, se lei è uno speculatore, intendo dire uno di quelli che l’anno scorso ha comprato il titolo Italease (ad esempio) e lo ha rivenduto dopo qualche mese al triplo, per poi riacquistarlo, di questi tempi, ad un terzo – ed è perciò molto nervoso … perchè non riesce a ripetere lo stesso giochino, con la stessa facilità (dico Italease per dirne uno qualsiasi in mano agli speculatori) – … se lei, dicevo, è uno speculatore, noi non abbiamo nulla da dirci.
saluti a tutti
pinio

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 16:26

a quanto pare l’educazione e’ richiesta solo a chi e’ allineato all’idea principale,a chi spara contro a chi la pensa diversamente tutto e’ concesso.
ha ragione sig. Marco, seguiro’ il suo consiglio, e’ veramente inutile quello che faccio, lo dice anche il Vangelo ( MT 7,6)
EMMEEFFE

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 16:34

P.S. per Pinio, da cosa desume qualche intento speculativo sinceramente non lo capisco, provi a prendere le mie parole e ci faccia pure un angagramma o una sciarara,se preferisce e mi estrapoli da dove le vengono certi pensieri, comunque e’ evidente che chi osa criticare anche velatamente il blog anche con argomentazioni concrete, passa per il male del mondo, ma fatevi vedere da uno specialista seri ed affermato!!!.

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 16:42

“il mio ufficio e in rete per cui tutto e’ possibile”………anche vendere le caldarroste in qualche angolo di Wall Street.
Rifletta…………il post che legge è su trend online e altrove ! Come mai???
Non penso che in giro si dà spazio ai talebani!!!
piuttosto sarei curioso di visitare ( solo online) il suo ufficio…..gnam,gnam,gnam…….
Cordialità Sig. EMMEEFFE

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 16:45

Scusate,ma per stare attento alle caldarroste non mi sono firmato
Scarpantibus

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 16:47

……per restare in tema caro EMEFFE suggerisco allora Matteo 7,1…..

Marco

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 17:57

Ora capisco perché a militare lo facevano piangere tutte le sere.
Mi sa che non si è più ripreso.
Per favore non trattatelo male.

Mas

Scritto il 3 gennaio 2008 at 18:02

Carissimi, avrei piacere di dialogare con Voi sui temi che trattiamo, ma in maniera particolare sui temi che mi stanno a cuore ovvero quelli che, come qualcuno di Voi ha giustamente notato sembrano richiedere una maggiore riflessione e forse per questo sono meno commentati.

Per il resto ognuno interpreta il rispetto a sua immagine e somiglianza.

Le mie non sono Verità assolute e sono pronto a cambiare visioni o idee sulla base di un confronto aperto, ma non transigo sui valori e sui principi!

La realtà è sotto gli occhi di tutti coloro che guardano la grande pagina bianca, senza perdersi nel puntino nero.

Buona serata Andrea

Scritto il 3 gennaio 2008 at 19:21

Per quanto riguarda la domanda di un anonimo rispetto ai tassi dell’area euro solo il livello dell’inflazione è in grado di determinarne la futura dinamica, in quanto un’eventuale stagflazione sarebbe micidiale. Forse saliremo ancora un pò, poi dipenderà da come reagirà l’economia in quanto resta sempre valida nel medio periodo un’ipotesi deflattiva o recessiva.

Per quanto riguarda invece le operazioni di drenaggio della liquidità o dette anche operazioni di fine tuning sono prevalentemente eseguite come operazioni temporanee, ma possono anche assumere la forma o di operazioni di swap in valuta o di raccolta di depositi a tempo determinato.

Le operazioni di fine-tuning possono essere eseguite nell’ultimo giorno del periodo di mantenimento delle riserve per far fronte allo squilibrio di liquidità, che può essersi accumulato a seguito della ripartizione derivante dalle ultime operazioni di rifinanziamento principali, come ad esempio la maxi immissione di liquidità di dicembre che come abbiamo già visto è stata in gran parte drenata!

Per quanto riguarda le garanzie e la tipologia di titoli consegnati, la forma e la dinamica, consiglio di utilizzare i siti ufficiali della BCE e della Banca d’Italia.

Andrea

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 19:34

MATTEO 7,6 – Non profanare le cose sante

(Mt 7,6) “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi”. (CCC n. 2144) Il rispetto per il nome di Dio esprime quello dovuto al suo stesso mistero e a tutta la realtà sacra da esso evocata. Il senso del sacro fa parte della virtù della religione. (CCC n. 2142) Il secondo comandamento prescrive di rispettare il nome del Signore. Come il primo comandamento, deriva dalla virtù della religione e regola in particolare il nostro uso della parola a proposito delle cose sante. (CCC n. 1806) La prudenza è la virtù che dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo. L’uomo “accorto controlla i suoi passi” (Prv 14,15). “Siate moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera” (1 Pt 4,7). La prudenza è la “retta norma dell’azione”. Essa dirige le altre virtù indicando loro regola e misura.

Mt 7,1-29: Il nuovo rapporto con le persone: una nuova vita in comunità

“Non cercare la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello (Mt 7,1-5); non gettare le perle ai porci (Mt 7,6); non aver paura di chiedere le cose a Dio (Mt 7,7-11); la regola d’oro (Mt 7,12); scegliere il cammino stretto e difficile (Mt 7,13-14); fare attenzione ai falsi profeti (Mt 7,15-20); non solo parlare ma agire (Mt 7,21-23); la comunità costruita su questa base resterà in piedi malgrado la tempesta (Mt 7,24-27). Il risultato di queste parole è una nuova coscienza dinanzi agli scribi ed ai dottori (Mt 7,28-29).

Che il Sig. EMMEEFFE sia il benvenuto.

I suoi punti di vista sono molto interessanti – stimolanti – e non mi appare come un volgare provocatore che si sporca con la feccia putrida. La prudenza è la “retta norma dell’azione”. Essa dirige le altre virtù indicando loro regola e misura.

Personalmente m’incuriosisce Sig. EMMEeffe quando dice : “il mio ufficio e’ in rete per cui tutto e’ possibile”. Sarebbe soddisfacente comprendere la connessione tra un ufficio in rete ed il tutto possibile.
Sig. EMMEeffe mi sono proposto –
come Lei ha chiesto – ora tocca a Lei proporsi con nuovi concetti. La leggerei volentieri ed in maniera particolare dal punto di vista psicologico.

Un buon inizio anno 2008 a tutti.

Saluti – nautilus –

utente anonimo
Scritto il 3 gennaio 2008 at 20:12

Grande Nautilus………………Amen!!!
Scarpantibus

Scritto il 3 gennaio 2008 at 21:29

Complimenti…..come sempre grande. Ho scritto un pezzo su di te sul mio blog invitando ancora tutti gli amici a leggerti.
ciao
Duca

Scritto il 3 gennaio 2008 at 21:39

Complimenti…..come sempre grande. Ho scritto un pezzo su di te sul mio blog invitando ancora tutti gli amici a leggerti.
ciao
Duca

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 09:48

se lei non è uno speculatore, signor emmeeffe, allora lei è semplicemente uno stupido (colui che non sa quel che dice)
saluti a tutti
pinio

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 11:28

Non bastano i soldi in prestito dalle Banche Centrali?
Niente paura il Giappone, dopo avere già siglato accordi del genere con Cina e Corea oggi potrebbe stipularne un altro con l’India:
In caso di grave crisi finanziaria i due Stati si impegnano a prestarsi fino a 3 miliardi di dollari.
Povero Giappone come è ridotto.
Poi toccherà agli USA e poi all’Europa.

Ciao a tutti

Mas

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 11:51

Avrei alcuni quesiti per il signor EMMEEFFE:

1) Come mai una “semplice” crisi del settore subprime , a detta degli esperti pari per volume di affari allo 0.5% del mercato dei mutui ha fatto scatenare la maggiore offensiva sul fronte liquidita’ delle banche centrali che storia ricordi?

2) gli “esperti” di borsa, quando ancora l’indice FED era attorno al 5%, sostenevano che senza dubbio un taglio di 50 punti base segnava che c’era una crisi reale. da allora hanno tolto circa 100 punti, come mai?

3) Secondo lei, c’e’ una bolla dell’edilizia in fase di sgonfiamento negli USA?

4) Quanto stima il peso del consumer spending nella percentuale di crescita del PIL USA? Secondo lei, come sono messi i consumatori USA al momento?

5) Ritiene che il trend di lungo periodo prezzo del petrolio e delle materie prime sia legato al trend di crescita dei consumi mondiale? Se si, ritiene che avere un barile a 150-200$ entro fine 2008 sia un problema per le economie, rallentandone o fermandone la crescita?

6) Ha qualche cognizione dello stato di salute dell’offerta energetica mondiale (non solo petrolio, ma anche gas, carbone e uranio) nei tre settori fondamentali (esplorazione-produzione-distribuzione)
e le criticita’ connesse, alcune delle quali molto rilevanti nel medio/lungo periodo?

7) Quali sono gli intervalli temporali che lei definisce medio periodo e lungo periodo? In tal caso potremo mettere a confronto alcuni scenari di enti ufficiali preposti.

Grazie per l’eventuale disponibilita’

Pierluigi

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 12:23

vorrei spiegare ai naviganti occasionali di questo meraviglioso vascello che il nostro codice di navigazione non preclude il libero scambio di idee, purché siano attinenti alla macro economia, alla borsa, alla finanza, ecc. ecc.
Io rispetto coloro che speculano mettendoci il proprio denaro, lo facciamo tutti, chi più chi meno, se siamo capaci, ci guadagniamo, altrimenti sono cavoli nostri…. quelli, invece, che speculano con i soldi degli altri, dovrebbero almeno seguire un codice etico, cosa che purtroppo non avviene se non rarissime volte.
Costoro, oggi, non vivono un momento felice, hanno giustamente paura di rimetterci le penne, e quindi si scagliano contro i professionisti “veri”, contro gli analisti, gli osservatori ecc. che vengo giudicati o troppo “pessimisti” o incompetenti.
Ognuno di noi, in passato, ha guadagnato ed ha perso; tutto ciò non ha niente a che vedere con questo Blog, noi apprezziamo il lavoro di Andrea, speriamo che continui per altri milioni di contatti, ma ci piace anche il lavoro di tutti gli altri naviganti i quali offrono dei contributi grandiosi, notizie e pareri di cui avevamo tutti bisogno, oltre a spunti che ci fanno riflettere e progredire.
io la vedo cosi

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 14:44

Ragazzi chiedo scusa…. , stiamo perdendo tempo con MF… ,
NON C’E’ TRIPPA PER GATTI !!!!!

Roberto.

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 15:16

L’ ultimo sintomo della malattia prima che il paziente si spenga :

Brusca frenata per i mercati europei e per i future statunitensi dopo la diffusione dei dati sul mercato del lavoro nel mese di dicembre. Il tasso di disoccupazione è salito al 5% dal 4,7% del mese precedente, contro attese al 4,8%. Pochissimi rispetto alle stime i posti di lavoro creati: solo 18mila unità mentre ne erano attese 70mila.

….. inizio della fine …….

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 15:27

per il Sig. Pierluigi:
Cerchero’ di essere sintetico anche se la trattazione di tutte le tematiche richiederebbe un infinita’ di pagine, le faccio una premessa, quando legge commenti e previsioni di mercati borsistici, deve sapere che sono destinati ad un determinato pubblico, ne consegue che difficilmente trovera’ giudizi liberi ed oggettivi, o meglio e’ difficile distinguerli, in considerazione del evidente conflitto di interesse.
tutto cio’ premesso :
1) il problema viene si denominato dei “mutui subprime”, ma in realtà le insolvenze sono un fenomeno molto piu’ esteso ed complicato. La crisi non è di liquidità ma di insolvenza, le obbligazioni strutturate e i vari veicoli finanziari ari sono veramente fuori controllo, non si riesce a stimare realmente a quanto ammontano le perdite del sistema finanziario, solo che fino a che le obbligazioni non scadono si riescono a monetizzare tramite i PT delle banche centrali, ma quando andranno a scadenza il problema emergerà nel suo reale spessore, di fatto è stata fatta finanza fuori dai canali tradizionali e per questa ragione non è stato così semplice verificare la reale entità.
Le banche centrali stanno operando al fine di evitare il panico, che non è utile a nessuno.

2) gli “esperti” di borsa dicono una cosa poi ne fanno un altra, nel mese di ottobre sui massimi dello sp500, il prezzo delle put e’ schizzato alle stelle. per cui le ripeto di non ascoltare gli esperti di borsa, guardi che i mercati non sono così poco attrezzati da credere ai dati pubblicati, tant’e’ che a volte avrà notato che reagiscono in maniera a anomala a pubblicazioni di dati, si chieda il perché.
le assicuro che non sono i mercati il problema sono i commenti dei giornali alla risposta sui movimenti in realazione alla pubblicazione di date economici il problema.(ovvero la stampa cerce di spiegare i movimenti di borsa in seguito alla reazione dei mercati, ma non e’ cosi’)
3) la bolla edilizia negli Usa ma anche nel est Europa più spagna e Uk, si sta’ sgonfiando, i policy maker stanno facendo di tutto perché cio’ avvenga il piu’ lentamente possibile, anche se penso che non ci riusciranno.
4)il peso dei consumi sul pil usa e’ altissimo ed una contrazione contribuira’ alla recessione, che tra l’altro e’ gia’ in atto dal marzo 2006.
ll consumatore americano è messo veramente male, così come il sistema americano, voglio banalizzare, mio padre mi diceva sempre nella vita non importa quanto guadagni ma quanto spendi.
il sistema America consuma molto più di quello crea, ed essendo il più grosso consumatore e debitore che ci sia al mondo le lascio intuire le inevitabili conseguenze
6) il mercato del wti scambia quotidianamente più del movimento dei barili realmente consumati all’anno, quindi un elemento speculativo riesce ad essere incisivo anche sui trend di lungo, anche se di fondo sono i consumi che determinano i prezzi, a mio avviso, però i prezzi delle materie prime scontano già l’incremento dei consumi.
il wti a 150/200 in 12 mesi sarebbe uno schok incredibile, non escluderei disordini sociali a quei livelli e ranionalizzazione delle risorse, che si raggiungerebbe in caso di guerre o speculazioni non certo per l’incremento dei consumi.
Per i punti 7 e 8 data la vastità dell’argomento le rispondero’ un altro giorno ho purtroppo parecchi
Impegni, le voglio dare però una mia visione personale di sintesi, il 2008 sarà un anno particolarmente difficile, dove mi aspetto anche qualcosa di imprevedibile e di negativo, pensò pero che il genere umano abbia in se la forza per ripartire da capo, nessuno è in grado di sapere con assoluta certezza, quali scenari si verificheranno, ma prepariamo ad affrontare qualunque situazione con ottimismo e spirito proattivo, con voglia di fare e di imparare dagli errori.
Consigli operativi non vorrei darne anche se stare liquidi è veramente saggio.
I migliori saluti
EMMEEFFE

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 15:39

questa volta voglio fare i complimenti a EMMEFFE per la lucidità di analisi e lo spirito costruttivo. Contributi come questi siano i benvenuti perchè aiutano tutti ad una navigazione pù consapevole negli oceani della finanza!

Marco

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 15:41

X tutti compreso Mf

LA CRISI NON E’ DI LIQUIDITA’ NE DI INSOLVENZA: LA CRISI E’ DI FIDUCIA E STRUTTURALE

2007: un milione in meno nuovi impieghi rispetto anno precedente

IL RESTO E’ ARIA FRITTA

MAS

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 15:50

Buon anno ragazzi a tutti.
Un piccolo commento ma non avete capito che il petrolio sta finendo ? Anche se non ve lo vogliono dire questa e’ aime’ la verita’, ma non perche’ stia finendo sulla terra ma perche dal 1995 al 2006 le 4 major hanno speso 10 bn USD in ricerca ed esplorazione (ossia a trovare nuovi giacimenti) e 80 bn USD per buy-back di azioni proprie e stock option…peccato che abbiamo la moratoria sulla pena di morte ma in miniera li manderi tutti volentieri…non e’ agghiacciante !
Saluti e di nuovo un felice anno nuovo…riscopriamo il piacere del passeggio.
Massimo

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 16:32

Per Bush i dati sull’occupazione rappresentano una buona notizia perché vanno visti in prospettiva.
(???????????????????).

Creare consapevolezza, questo e’ l’immane compito di cui Andrea e pochi altri si sono voluti far carico.
Spetta a Voi naviganti decidere se cedere alle sirene ed alle loro lusinghe ,o fare come Ulisse e legarvi all’albero maestro proseguendo sulla vostra rotta.

Mas

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 17:29

Per EMMEEFFE

Ringrazio per le puntuali risposte.

Molte delle osservazioni sono condivisibili e anche molte delle previsioni, tra i lettori di questo sito.
Mi domando perche’ si sia ingenerato questo principio di flame nel blog.

A mio parere il 2008 sara’ caratterizzato da estrema volatilita’ in borsa e anche nel prezzo delle materie prime. La situazione e’ cosi’ tesa, che ogni rumor innesca vendite o acquisti incontrollati, e qui sta’ il disturbo speculativo.

Le probabilita’ del WTI a 150$ sono strettamente connesse alla tenuta della economia USA e Cinese (oltre che Europea). Se come sembra gli USA stanno per imboccare una recessione in uno scenario di crisi finanziaria sistemica, ci sono parecchie probabilita’ di vedere invece il WTI a 60$ o anche meno.
Sul lungo periodo, e con questo intendo un periodo maggiore di 5 anni, ho scoperto che l’equazione domanda/offerta di energia sta’ per sperimentare una sostanziale frenata dal lato dell’offerta, percuio penso che vedremo fluttuazioni cicliche accelerate delle economie, e crescita stabile di fondo delle stesse a serio rischio.

A meno di fatti imprevedibili, purtroppo, a quanto risulta dagli scenari emersi da uno studio condotto dalla Shell, entro il 2025 ci sara’ un deficit progressivo di offerta rispetto alla domanda attesa, quantificabile in un flusso mancante di circa 1,5 milioni di barili al giorno ogni anno.
Questo vuol dire che nel lungo periodo, a meno di una ristrutturazione massiccia degli apparati produttivi, avremo dei forti problemi di approvvigionamento energetico, cosa che si tradurra’ in prezzi spiraleggianti al rialzo delle materie prime e degli alimentari, e alta inflazione/disoccupazione.

Alcuni ricercatori indipendenti la vedono anche peggio (vedi EXPORT LAND MODEL) , mentre altri pensano che le forze di mercato porteranno la soluzione in tempo.

Il mio punto di vista mediano e’ che ci sara’ bisogno di una rottura da qualche parte entro 5 anni per far aprire gli occhi di tutti, e spero che sia solo economica.

Dopotuttoa lle crisi economiche possiamo adattarci, siamo solo molto svogliati e poco propensi ai sacrifici.
Mi adatterei MOLTO meno ad un conflitto armato che coinvolgesse la mia nazione.

Saluti
Pierluigi

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 17:43

caro emmeffe, nelle tue osservazioni non vedo niente che non avessimo già letto nel nostro diario di bordo, pertanto mi sfugge il senso dei tuoi interventi.
saluti a tutti
pinio

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 18:04

Gli USA dovrebbero decidere una volta per tutte di consumare meno energia e a tutelare l’ambiente. I prezzi attuali del petrolio sono fuori da ogni logica. Oggi quelli che hanno perso con i subprime si stanno rifacendo speculando con i prezzi del petrolio.

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 18:19

Dopo dato deludente sull’occupazione Usa. Wti sotto i 98 $

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 04 gen – Prezzo del
petrolio in netto calo in un mercato caratterizzato da
timori per un possibile calo della domanda in caso di
rallentamento dell’economia Usa. Preoccupazioni alimentate
dal dato deludente sul mercato del lavoro statunitense, che
ha visto il tasso di disoccupazione balzare al 5% in
dicembre. Il future febbraio sul Wti perde l’1,68% a 97,51
dollari al barile, mentre l’analoga consegna sul Brent segna
-0,9% a 96,72. (Devono stare ben attenti a non tirare la corda adesso)

Scritto il 4 gennaio 2008 at 18:51

Alle volte basta veramente poco per riuscire a creare un clima di ascolto o confronto, ma mi creda caro signor EMMEEFFE o NICK come desidera, le sue premesse non erano certo delle migliori!

…….mi sono letto i suoi post, e nonostanti le miriadi di commenti, vedo un esaltazione quando le borse scendono e un mugugnio quando salgono, o meglio trova sostenitori fissi, sostenitori quando scende la borsa e detrattori quando sale……

……Lei sta vivendo in maniera falsamente staccata l’attesa smaniosa di un crollo di borsa stile 29, questo giustificherebbe tutto il suo sforzo titanico.(mi creda ho fatto moltissimi corsi di psicologia) …….

…..nei suoi post non c’e’ analisi ma senso di frustrazione velata per il crollo che non arriva, pero’ e’ li, e’ cosi’ vicino…….ma non si preoccupi arrivera’ stavolta, arrivera’……

…..vivete nel presente allontantevi dai catastrofismi cosi’ come dall’euforia, il tempo migliore e ‘ quello che state vivendo……

La invito caldamente a leggersi il mio post di domani dal titolo ” ORO VERDE o DONO DI DIO! ” la invito a cancellare tutto ciò che fà riferimento all’economia ed alla finanza e rileggersi ogni passo di questo blog, per trovarvi un catastrofismo indirizzato alla speculazione o al gusto di uno tsumani che distrugga ogni cosa.

Ho letto attentamente tutti i suoi riferimenti e li condivido pienamente, solo che non comprendo per quale motivo Lei si sia proposto nella maniera sopra evidenziata visto che sono le stesse identiche cose che vado dicendo da mesi e mesi, tranne che sono supportate da un lavoro immenso di analisi che Lei invece ripudia in maniera tanto superficiale.

Le confesso poi e confesso a Voi tutti cari compagni di viaggio che il dato di oggi forse è peggiore di quello che pensavo, nelle sue pieghe nascoste ma lunedi vedremo insieme anche un probabile buona notizia, un segnale di cambiamento che dimostra la mia tensione alla ricerca di segnali positivi.

Le dirò una cosa, nella mia Vita ho vissuto talmente tanti tramonti spesso nelle sale di un ospedale che se non avessi avuto nel cuore la speranza che prima o poi dopo la notte vi è sempre un’alba, oggi forse non sarei qui!

Se lei parla della speculazione più spregevole, degli eccessi fine a se stessi, dell’edonismo maniacale di questo tempo, ebbene si spero che venga il Diluvio universale e spazzi via ogni residuo di questa economia o finanza al servizio del profitto che ripudia spesso l’uomo! Se invece vogliamo guardare a quell’infinità di persone che vivono la vita in funzione del prossimo sia umanamente che professionalmente, se vogliamo guardare a progetti e idee che mettano l’Umanità al centro dell’Universo, allora come dice Nautilus stia tranquillo, …… la comunità costruita su questa base resterà in piedi malgrado la tempesta (Mt 7,24-27).

La ringrazio di come Lei si è proposto oggi e le auguro un benvenuto a bordo!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 19:46

Un ennesimo esempio di Umanità.
Ne devo fare ancora tanta di strada
Grazie Andrea

Mas

utente anonimo
Scritto il 4 gennaio 2008 at 20:35

il14 gennaio e il28gennaio la fed immetterà 30 +30 mld di$ . attenzione x chi fa treding stretto,ci potrebbero essere due rimbalzini . un ciao a tutti :minghin:

utente anonimo
Scritto il 5 gennaio 2008 at 01:04

Carissimi naviganti e carissimo Andrea, so che la cosa potrà non interessare nessuno, però è giusto che come mi ero esposto verso metà novembre così lo faccia ora.
Avevo detto, e trovai anche chi seguiva le mie stesse orme, che avrei, ed ho investito il 9 novembre (valuta 12), cogliendo l’esatto minimo di alcuni mercati (in ciò aiutato da un autorevole blog).Poi pensavo ad uno storno a fine novembre e una più vigorosa risalita fino a Natale. Poi scrissi si esce dai mercati per rientrare a metà febbraio ca.
Diciamo che il rally che mi aspettavo c’è stato solo da metà novembre fino ai primi di dicembre (e nei giorni che mi attendevo uno storno c’è stata solo una trappola per gli ultimi investitori). Da lì un lento declino per avere un sussulto di breve durata prorio nella sett. precedente il Natale.
Certo che fra quello che mi attendevo come risulati e ciò che ho ottenuto (un 3% ca essendo uscito il 27 dicembre già in fase di discesa) ho realizzato ben poco ma sono contento almeno di non averci rimesso e contento pure di aver consigliato a chi mi chiedeva, di liquidare tutto entro fine anno altrimenti sarebbero stati dolori.
Certo il peggio deve ancora arrivare e penso che le correzioni più forti si avranno in coincidenza con la prima riunione FED del 30 gennaio (in un sol giorno decisone sui tassi e dati sul pil usa), e il 18 marzo (altra riunione della Fed). Dopo di che resto della mia convinzione che i mercati impazziti saliranno fino a luglio inoltrato, e poi, come già detto a suo tempo si esce per un bel pò di tempo.
Giulio

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