UN RISCHIO SOTTOVALUTATO: MONOLINES!

Scritto il alle 06:36 da icebergfinanza

 

www.naturmed.unimi.it/meteolab_temp.html

Verso la metà di novembre è apparso su BLOOMBERG.com un interessante articolo a firma  Christine Richard and Cecile Gutscher sui rischi potenziali relativi al possibile declassamento dei giganti assicurativi americani MBIA e AMBAC unitamente ad altri cinque concorrenti di più piccole dimensioni.

Successivamente abbiamo assistito al soccorso della francese NATIXIS attraverso le banche francesi GROUPE BANQUE POPULAIRE e la CASSA D’EPARGNE che controllano la stessa NATIXIS, indirettamente azioniste di Cifg Guaranty il  " bond insurer " gruppo assicurativo  che assicura i bond emessi dalle società, che protegge dal rischio legato al deprezzamento dei titoli obbligazionari. La ricapitalizzazione è servita a scongiurare la perdita della valutazione tripla A da parte delle agenzie di rating, almeno sembra.

La notizia di ieri è quella che il private equity WARBURG PINCUS  avrebbe intenzione di iniettare un miliardo di dollari nella stessa MBIA attraverso l’acquisto diretto ed indiretto di azioni della società, alla spasmodica ricerca di capitale per evitare un eventuale declassamento da parte delle agenzie di rating.

Warburg will initially invest $500 million by buying 16.1 million MBIA shares at $31 each. It will also receive warrants to purchase stock for a rights offering.

A questo proposito FITCH rileva che …. BUSINESSWIRE.com

Fitch notes that it will consider both the positive impact of the capital addition, as well as the negative implications of the noted losses, in its ongoing analysis of the impact of MBIA’s subprime mortgage exposures on its capital position, which Fitch expects to complete in the next week.

Come ho riferito in un precedente post a breve le società di rating Moody’s e Fitch renderanno note le loro decisioni riguardo al mantenimento della tripla A per MBIA AMBAC ed altre in seguito ad una verifica sulla patrimonialità delle società assicurative.

Ormai si tratta solo di due settimane ancora!

Sembra tutto abbastanza relativo ma se dovesse esserci qualche sorpresa e a questo proposito ho i miei dubbi, senza garanzie bond per 2.400 miliardi potrebbero perdere di valore facendo saltare diversi emittenti.

" È come aprire un vaso di Pandora dal potenziale devastante " con società che garantiscono finanziamenti di numerosi emittenti come ad esempio MBIA, maggiore società al mondo del settore con un rischio di default attuale del 28 % che sale a 40 per la AMBAC.

Il passaggio sotto la lente di circa 80.000 bond presuppone un rischio assoluto sempre che vi sia il coraggio di inescare un ordigno esplosivo come il " DOWNGRADE " di queste società.

Sembra tutto relativo ma è qui che entra in ballo il possibile primo rischio sistemico che vedrebbe coinvolti istituzioni regionali o comunali con una chiara ripercussione sulle economie locali.

I credit default swaps di queste compagnie stanno spiccando il volo e come si legge nell’articolo non è possibile affrontare le conseguenze di 20 uragani katrina contemporaneamente. La bassa percentuale di insolvenza di questi anni ha agevolato la garanzia di migliaia di emissioni, basti pensare che insieme le due maggiori compagnie garantiscono 1198 miliardi di dollari.

La dimensione di questo fenomeno, dei credit default swap è riscontrabile nell’ultimo rapporto della  BANK_of_INTERNATIONAL_SETTLEMENTS per la modica cifra di circa 42.500_miliardi di dollari, il giro di affari dei credit default swap cresciuti nei soli tre primi mesi dell’anno del 50 %.

In sintesi secondo la BIS il mercato dei CDSs monopolizza ormai l’ 88% dei crediti derivati e nel suo RAPPORTO parla di una potenziale perdita superiore ai 700 miliardi di dollari.

Ora non dovrebbe risultare affatto difficile comprendere che una probabile recessione economica unitamente alla contrazione del credito basterebbe a scatenare un effetto domino di proporzioni mai viste.

Se teniamo presente che l’economia di questi anni è sostanzialmente fondata sul debito non possiamo dimenticare che l’effetto del credit crunch a partire dal settore finanziario a tutte le potenzialità per mettere in ginocchio l’economia reale.

Se l’economia resisterà a questa serie congiunta di attacchi provenienti da una combinazione micidiale di effetti destabilizzanti, credo che il futuro per secoli ancora verrà dipinto di blu inteso infinito.

Se poi vi aggiungiamo che ormai i credit default swap ovvero il costo per proteggersi dai default delle società finanziarie ha toccato il suo RECORD storico non vi è alcun dubbio sugli ulteriori rischi a cui stà andando incontro il mercato.

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Come detto in precedenza credo che la consapevolezza delle agenzie di rating non possa spingersi oltre un certo limite e non vi è alcun dubbio che gli azionisti di riferimento di queste società dovranno fare uno sforzo per ricapitalizzare le società assicurative permettendo di mantenere il rating originario.

Oggi il problema si estende attraverso l’economia reale risalendo sino alle stesse istituzioni nazionali, Stati, Comuni ed altre istituzioni che si finanziano emettendo obbligazioni garantite per ottenere migliori agevolazioni sui tassi.

L’attesa è spasmodica per queste " monolines ” un eventuale declassamento porterebbe ad un effetto domino rilevante.

Secondo BLOOMBERG.com oggi Moody’s prima del riesame completo su MBIA ha dato un segnale di avvertimento ai mercati. Il rating tripla A di MBIA è in pericolo è con essa circa 652 miliardi di bonds emessi da istituzioni varie.

“The guarantor is at greater risk of exhibiting a capital shortfall than previously communicated,” New York-based Moody’s said. “We now consider this somewhat likely.”

The loss of MBIA’s top ranking would cast doubt over the ratings of $652 billion of state, municipal and structured finance bonds that the company guarantees. MBIA is among at least eight bond insurers seeking to ward off potential credit-rating downgrades by Moody’s, Fitch Ratings and Standard & Poor’s. The insurers guarantee $2.4 trillion of debt and downgrades could cause losses of $200 billion, according to Bloomberg data.

Ambac Financial Group Inc., the second-largest bond insurer, Financial Guaranty Insurance Co., the fourth-largest, and Security Capital Assurance Ltd. are also “somewhat likely” to have a capital shortfall, Moody’s said today. CIFG Guaranty, considered the most likely to fall below the benchmark, was bailed out by parents Groupe Banque Populaire and Groupe Caisse d’Epargne.

Grazie a Mariano, un amico del blog siamo venuti a sapere che  William Ackman, capo dell’hedge fund Pershing Square Capital Management é convinto dell’inevitabile bancarotta delle assicurazioni monoline.

Ackman, parlando al Value Investing Congress, ha annunciato di essere convinto che le assicurazioni monoline AMBAC e MBIA andranno in bancarotta – o quasi – entro il prossimo anno e di aver quindi accumulato una posizione “corta” grazie alla quale il suo hefge fund guadagnerà miliardi di dollari; la sua quota personale dei guadagni, circa 500 milioni, verrà devoluta in beneficenza.

In attesa dei dati sulle perdite causate alle monoline dall’attività di riassicurazione dei CDO, emergono voci sulle possibili vittime illustri – investitori nei tranquilli bond municipali a parte.

Fortune riporta che due grandi banche, la canadese CIBC e l’inglese Barclays, avrebbero riassicurato a loro volta gli assicuratori su alcuni CDO – e rischiano di trovarsi nella scomoda situazione di dover rimborsare le monoline. FORTUNE

" Enter CIBC and Barclay’s, relative newcomers to the bond insurance business. With sound balance sheets and lots of cash, they were eager to help guarantee these insurance contracts for a fee. Bond insurers even packaged and sold their own debt in the form of credit derivatives — risks that CIBC and Barclay’s took on as well.

As one person close to the situation explained, it’s like when someone with little savings wants to buy a house. The banks want their parents to co-sign the documents. CIBC and Barclays effectively co-signed for the bond insurers.

It seemed like a good idea when financial exotica looked like easy money. Now, with mortgages in an asset-backed securities defaulting and ratings downgrades galore, those banks may pay dearly for these deals. That’s because, if the insurers are downgraded, their cost of doing business will become a lot more expensive, which means they’ll have less money to meet their guarantees on troubled bonds. The responsibility for these guarantees will fall to the likes of CIBC and Barclay’s."

Come dice Mariano anch’io non sono affatto tranquillo per quanto riguarda la situazione finanziaria di Barclay’s, queste banche sono entrate contemporaneamente in troppi affari speculativi che al momento sembravano alquanto sicuri in ragione della marea di liquidità esistente.

In sintesi è ciò che ha determinato il crollo del sistema bancario nella Grande Depressione del ’29 quando all’improvviso una marea di liquidità, veniva utilizzata dentro e fuori il sistema bancario tradizionale, per speculare sino a quando il crollo della Borsa prima e dell’economia reale poi travolse l’intero sistema.

Oggi non è più così, il sistema è in grado di far fronte a questo possibile tsunami?

Vedremo, intanto giornalmente la FED inietta a breve liquidità per sostenere il sistema che è scosso dalla mancanza di fiducia sino dentro il mercato overnight. Paradossalmente i tassi EURIBOR e LIBOR decollano costantemente contribuendo a destabilizzare i piani di ammortamento dei mutui, mentre aumentano esponenzialmente le entrate dello stesso sistema.

Ieri abbiamo visto insieme come il tessuto economico sociale americano può essere messo a dura prova dalla spregiudicatezza con la quale il sistema commerciale o tradizionale bancario ha offerto mutui sulla base del semplice assunto che dalla Grande Depressione del ’29 non vi fosse mai stato alcun ribasso nelle valutazioni delle abitazioni.

CARTOON

thanks to JIM_BORGMAN

Emettere mutui al 110/130 % ma anche solo al 100 % presuppone perlomeno un’adeguata serie di garanzie e di valutazioni che vanno al di là di una semplice supposizione, e queste notizie provenienti direttamente dalla FEDERAL_DEPOSIT_INSURANCE_CORPORATION e questo post che parla della ormai cronica dipendenza del sistema bancario_locale dai prestiti ipotecari,  testimonia un effetto domino di proporzioni mai viste.

Le cifre elaborate dalla FDIC rilasciate la scorsa settimana dimostrano che il sistema bancario locale ha prestiti in sospeso, superiori al loro stesso capitale. Un decennio fa tali prestiti corrispondevano solo ad un  terzo del capitale.

 

 

Una strategia, molto redditizia in particolare per le piccole banche, in concorrenza con i colossi finanziari che ha permesso loro di erodere quote di mercato nel settore ipotecario e nelle carte di credito.

Abbiamo visto ieri come secondo S&P’s la leggenda dei CONDUITS&SIV sià ormai giunta al suo epilogo, abbiamo visto come Citigroup, Societe Generale e UBS stiano cercando di rivedere le loro strategie fuori bilancio strategie che seguono quelle di Rabobank, HSBC, mosse che farebbero pensare ad un tramonto anticipato del superSIV MLEC di derivazione governativa.

Ieri qualcosa sembra essere cambiato nella mentalità dei mercati che sono saliti nonostante una pioggia ininterrotta di notizie di writedown, svalutazioni e ricapitalizzazioni o chiusure di fondi istituzionali come quello di Bank of America…..Columbia Management, Bank of America’s Boston-based investment unit, manages $566 billion in assets. Last month, the bank said it may provide as much as $600 million to prop up Columbia funds that bought debt from SIVs and other assets tainted by mortgages.

Sento nell’aria la magia della polvere magica della politica monetaria, sento nell’aria quella Sindrome di Peter Pan che in fondo si accomuna ad una speranza mai sopita, ma allo stesso tempo sento nell’aria che questa polvere magica da domani sparirà, anzi da stasera stessa, per lasciare posto alla realtà.

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thanks to JIM_BORGMAN

In alcuni lettori di questo blog, vi è come la convinzione che il sottoscritto si diverta a segnalare questi pericoli per terrorizzare i mercati sulla base dell’assunto che ormai tutti conoscono ciò stà accadendo, ma credo che la maggior parte non ha neanche la più pallida idea di quello che stà dietro a questa colossale onda anomala.

Ognuno di noi spera in cuor suo che tutto si possa risolversi nel migliore dei modi, ma per quanto mi riguarda poi dobbiamo tutti fermarci a riflettere sulle conseguenze di questa irrazionalità collettiva e smettiamola di ricordare che il secolo passato ha vissuto un’infinità di crisi finanziarie senza che nulla fosse finito per sempre.

La storia della speculazione dimostra che il mondo non finisce domani, ma le conseguenze sociali ed economiche sono rilevanti e questa crisi è un condensato di crisi dall’esito imprevedibile e in nulla assomigliano a quelle passate, se non che queste sono esponenziali.

La follia nel singolo è un’eccezione, ma nelle masse sembra essere diventata la regola! 

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thanks to JIM_BORGMAN

 

Fitch’s analysis will not only include our current views of MBIA’s exposure to structured finance collateralized debt obligations (SF CDOs) backed by subprime RMBS and CDO-squared securities, which totaled $29.9 billion at Sept. 30, 2007, but will also factor in deterioration that has taken place in its direct RMBS portfolio, particularly with the company’s exposure to prime second-lien mortgage securitizations, which totaled $22.8 billion.

 

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5 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 11 dicembre 2007 at 09:34

Ottimo come sempre !
ho trovato qualcosa di piu’ su Barclays, e sulla situazione attuale,
e’ molto strano che a fronte di questo rally borsistico in corso le obbligazioni senior a tasso variabile emesse da “primarie” banche siano rimaste ferme, oggi il prezzo indicativo di un bond Barclays a tasso variabile e’ 95.
se ci credono cosi’ tanto che tutto si sistema come mai un bond senior a tasso variabile euribor + 0,2% AA2 di rating deve valere cosi’ poco? sembra un affare…………….
ma per me qui ci aspetta qualcosa di pesante.
Sara’ anche vero quello che diceva Tommaso sugli emergenti e sugli equilibri da ritrovare, ma adesso il problema e’ finanziario e che ca..o!!!!!!!, qui c’e’ stata fior fior di speculazione!!!!!! stiamo correndo dei rischi sistemici che neanche ce li immaginiamo, e non ci salvera’ certo la liquidita’ presente nel sud est asiatico.
con stima
Mariano

utente anonimo
Scritto il 11 dicembre 2007 at 15:14

…. pero’ quelli che operano nel mercato dei titoli, senza tasse a carico, legati solo al giro della pallina, quelli non spariscono mai. Vero?

Scritto il 11 dicembre 2007 at 20:36

Caro Mariano hai evidenziato magistralmente una tendenza in atto ovvero un pressione da attesa, quasi una totale sfiducia nei riguardi dei bond finanziari che nella versione variabile offrono uno specchietto per le allodole.

Per quale motivo un bond così attraente e non solo quello dovrebbe rilasciare un alone di mistero, un profumo di rischio sistemico adatto a olfatti sopraffini!

Oggi la FED per chi ha orecchie per intendere, ha dato un segnale chiaro ed inequivocabile e quel voto contrario che chiedeva 50 punti base è tutto un programma.

Ciao Mariano ogni tuo contributo è ben accolto in diretta o via mail, grazie ancora!

Andrea

utente anonimo
Scritto il 11 dicembre 2007 at 22:42

Capitano o mio capitano…non to curar di loro…adesso qualcuno mi confermi che ormai la maionese del mercato non e’ impazzita…la FED taglia e il mercato scende…non era abbastanza !
Un saluto
Massimo

utente anonimo
Scritto il 12 dicembre 2007 at 13:02

se è per questo ci sono le obbl Merr L
2014 tv euribor + 0,45 che quotano sui 93-94…
puzza di trappola da km di distanza
Andrea cosa ne pensi dei bonds Enel,visto il grande successo di sottoscrizioni?
saluti e complimenti

TCF

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