STRATEGIE D'INVESTIMENTO, ROTTE DI NAVIGAZIONE!

Scritto il alle 02:20 da icebergfinanza

 

La posizione del Sole ed il riferimento alla Stella Polare con l’identificazione delle altre costellazioni più luminose, nel passato costituirono a lungo i maggiori punti di riferimento essenziali per riuscire ad orientarsi negli oceani mondiali.

www.collezione-online.it/polare.jpg

 
Ovviamente questi riferimenti presupponevano cieli limpidi e tempo non particolarmente perturbato.

 
Con il passare degli anni  l’ osservazione degli astri venne sostituita da tecniche di orientamento affinate via via, a tal punto di sostenere il navigatore anche durante una tempesta in pieno mare, dove all’improvviso i punto di riferimento saltano e spesso è facile lasciarsi prendere dal panico.

L’introduzione della bussola e l’utilizzo delle prime carte navali con la segnalazione dei profili costieri. unitamente all’invenzione dell’astrolabio nautico con cui si misurano gli angoli celesti, la rosa dei venti, il sestante ed altri strumenti marinari permise alla navigazione di assumere sempre maggior sicurezza.

Oggi noi tutti sappiamo che l’oceano finanziario è attraversato da improvvise ondate di tempeste ed uragani che spesso fanno "perdere la bussola " degli investimenti.

Qualcuno crede di identificare la Stella Polare nell’istituzione delle banche centrali, altri cercano il riferimento del sole, della luce attraverso la nebbia di questo tempo, nella trasparenza dei bilanci aziendali, nella crescita delle economie emergenti, nei P/E aziendali, nella forza delle economia occidentali, molti dimenticano che ormai l’oceano di liquidità si stà prosciugando e che da oggi in poi scogli, banchi di sabbia e venti a forza esponenziale ci accompagneranno durante il prossimo anno e più in là.

Dimenticatevi il salvagente delle economie emergenti, i loro velieri hanno solcato mari a tutta forza, a nodi forza a due cifre 10/12 % di crescita annua in riferimento al PIL e drovebbero accellerare ancora di più per coprire il gap lasciato dalle economie occidentali, un’accellerazione che necessità dei consumi occidentali.

Un oceano che quando all’improvviso si ritrova in condizioni di bonaccia è avvolto da una fitta nebbia che spesso in questo blog ho chiamato il regno delle nebbie eterne, la nebbia dell’incertezza, la nebbia della mancanza di trasparenza.

Il lettore sa bene che non ho mai voluto dare consigli operativi specifici ad una strategia di investimento o riconducibili ad un singolo titolo tranne segnalare ancora da questa primavera che oggi è il tempo di riempire le casse di dobloni d’oro, un investimento ad alta tensione che presuppone un porto di rifugio contro l’inflazione e l’incertezza, un bene rifugio del quale occorre tener ben presente il cammino sin qui percorso.

Alcuni dicono che oggi l’oro è talmente pesante da rischiare di far affondare qualunque nave, un peso non indifferente salito ai massimi di sempre ma non certo in termini reali, ma la mia visione è che, ormai molti lo hanno utilizzato per approvvigionarsi di  " acqua potabile" o " merci altamente liquide " e difficilmente le  Navi Ammiraglie Centrali o gli stessi  Stati Sovrani  si priveranno di una certezza.

Nel breve termine potrebbere esserci un rintracciamento in seguito ad un possibile rimbalzo del dollaro, ma la tendenza è delineata e chissà che non ci accompagni sulle onde oltre il prossimo anno.

A proposito di dollaro molti oggi vedono ormai avvicinarsi inesorabilmente il momento del cambio di direzione, ma forse dimenticano che il possibile rallentamento della domanda interna è compensato dalle esportazioni in America e comunque vada il fronte europeo o giapponese non potrà fare nulla contro la debolezza della moneta di un paese che stà cadendo in recessione.

Forse l’unico pericolo nel breve termine è che un ulteriore shock costringa alcune istituzioni a disfarsi dell’unico asset altamente liquido in circolazione oltre a bond di taglia governativi. 

Il prossimo anno molte navi corsare e pirata si dirigeranno verso le ultime isole del tesoro alla ricerca degli agognati dobloni, una strategia da vero pirata ad alta volatilità. Per quanto riguarda il porto di destinazione nessuno può conoscere il traguardo attraverso mari inesplorati.

 

Oro de Mexico Stampa artistica di Woody Woodworth

 www.allposters.it/-sp/Oro-de-Mexico-Posters_i… 

Una strategia di navigazione finanziaria presuppone sempre e comunque delle linee guida generali che aiutano il marinaio a impostare rotte e coordinare azioni tese a raggiungere il proprio scopo attraverso la massima consapevolezza che l’esito spesso è incerto e che durante la navigazione sono decisivi cambiamenti di rotta e di visioni che nulla hanno a vedere con la tattica di un solo istante. Talvolta la tattica di un’azione spesso distoglie dalla visione generale di un traguardo, di un obiettivo.

Come amo ricordare non vi è vento per il marinaio che non sà dove andare.

Nel corso degli anni ho imparato una regola fondamentale , forse la migliore unitamente ad altre in circolazione,  " STOP LOSS " una strategia finalizzata a salvaguardare il capitale investito, nel caso in cui l’andamento  del vento finanziario  andasse in direzione contraria alle aspettative iniziali. Ovviamente come tutte le tecniche di navigazione presuppone l’abilità psicologica di isolarsi dal contesto della corrente principale dovunque essa vada o dalla direzione dei venti.

Nessuno di noi è in grado di prevedere la precisa direzione del vento, nessuno di noi è in grado di prevedere il futuro.

" Tagliare le perdite e lasciar correre i profitti " è una delle regole che possono aiutare ad affrontare il mare in burrasca evitando di seguire la corrente principale,  comprando nei momenti di euforia o vendendo nei momenti di panico.

Il market timimg o il tempo di ritirare l’ancora per uscire in mare aperto presuppone una certa conoscenza delle possibilità di manovra della propria nave e deve essere relegata al breve e medio termine. Una buona visione tecnica integrata con quella fondamentale della tendenza di mercato aiuta la navigazione. C’è chi dice che l’analisi tecnica esclude a priori quella fondamentale, ma due occhi vedono meglio di uno.

Ma come spesso accadde è importante avere la consapevolezza che nessuno di noi è in grado di sfidare il destino, il caso, spesso  sappiamo tutti come all’improvviso dobbiamo manovrare la nave per evitare le intemperie, ma spesso accadde l’incontrario, spesso ci facciamo prendere dall’istante, dall’istinto dimenticando quanto abbiamo appreso, quanto abbiamo progettato, qual’è la nostra rotta principale.

Nulla è eterno e nulla finisce per sempre!

Una buona ASSET ALLOCATION in sintonia con performance e tolleranza al rischio, permette inoltre di avere sempre più marinai nelle varie postazioni di vedetta pronti a segnalare il cambio di direzione del vento, con identificazione di obiettivi, orizzonti temporali e termini di rischio / rendimento. http://it.wikipedia.org/wiki/Asset_allocation.

Chi frequenta la plancia di questo veliero sà che questo non è un veliero pirata, io non guardo esclusivamente al brevissimo termine, ma al medio e lungo termine e amo l’analisi fondamentale che stò imparando, nella quale credo  e attraverso la quale da moltissimi mesi ho scorto in lontananza l’uragano immobiliare. Lo scorso anno quando scoprii per la prima volta il meccanismo delle securisation, devo ammettere che spesso mi chiedevo come fosse possibile costruire una strategia "origination & distribuite " ovvero le cartolarizzazioni, valutandole sul semplice presupposto che la dinamica immobiliare fosse sostanzialmente infinita, nessuno che prevedesse la possibilità di uno shock da rialzo dei tassi o un naturale cedimento delle valutazioni degli immobili dopo rialzi a tre cifre.

Il concetto di base delle cartolarizzazioni se applicato correttamente è un’innovazione finanziaria di tutto rispetto, ma tutto ciò che vi ha prosperato intorno, dai prodotti strutturati alla leva esponenziale, dai veicoli finanziari fuori bilancio e lo stesso concetto di cartolarizzare qualsiasi indebitamento ha tralasciato il senso del limite.

Esiste poi il tempo di gettare l’ancora quando all’orizzonte una seria analisi fondamentale evidenzia i pericoli di una chiara inversione di tendenza nella forza dei venti e nelle dinamiche del mondo sommerso che come abbiamo visto giorno dopo giorno fà venire a galla scheletri o sorprese non certo indifferenti.

Parlo ovviamente degli innumerevoli iceberg di cui ben pochi in questo ultimo anno hanno visionato la parte nascosta, una massa imponente capace di sfondare, qualunque prua di una qualunque nave rompighiaccio.

Lo stesso concetto di chi giornalmente vede uno sprazzo di sereno tra le nebbie, vede prezzi e value abbordabili, occasioni,  è rapportabile a coloro che comprano nelle fasi di discesa cercando di mediare un prezzo del quale nessuno conosce il punto più lontano di approdo.

Ma davvero credete che questa crisi con la contrazione e talvolta chiusura del credito , fonte principale di ogni investimento, di ogni economia, davvero credete che con la marea di insolvenze che potrebbero arrivare, il fondo sia stato toccato.

Riportare nelle stive, assets fuori bilancio comporta un aggiustamento non certo irrilevante del core Tier 1 e iniezioni e ricapitalizzazioni che presuppongono la ricerca di nuova liquidità.

Vi è nel mercato la mania di cercare a tutti i costi di sminuire la portata di alcune considerazioni, magari raccontando che in fondo i profitti senza la debacle dei finanziari non sono stati poi cosi male o che alcuni indici sarebbero ancora in salute senza il crollo delle quotazioni del sistema finanziario.

La stagione degli utili in riferimento al terzo trimestre dello  S&P500 si stà chiudendo con un risultato negativo rispetto allo stesso trimestre  2006, ma non vi è alcun dubbio che l’ultimo trimestre dell’anno, che svelerà i suoi segreti in gennaio, sarà foriero di ulteriori svalutazioni finanziarie.

In questo post del WALL_STREET_JOURNAL troverete società per società le prospettive e gli allarmi per i prossimi mesi.

Subpar

 

CREDIT CRUNCH & DISCOUNT WINDOW

Se poi vogliamo dare un’occhiata alle reali condizioni del mercato del credito basta prendere come riferimento alcune notizie relative alle banche centrali europea ed inglese secondo le quali sono pronte ad iniettare nuova liquidità nel mercato in un’operazione straordinaria la prossima settimana e se dovesse servire fino alla fine dell’anno……….per tutto il prossimo anno ancora aggiungo io.from_FINANCIAL_TIMES & from_TELEGRAPH.co.

Abbiamo già parlato di come all’improvviso il mercato dei bond COVERED_BONDS un mercato di soli 2000 miliardi sia stato congelato, un segnale altamente rappresentativo di una crisi senza fine. Il mercato delle cartolarizzazione è ufficialmente in coma profondo e non oso pensare alla marea di carta, obbligazioni che invaderà il mercato soprattutto ad opera delle società finanziarie le quali ormai vedono il canale della securisation completamente prosciugato.

Nelle scorse settimane la Federal Reserve ha immesso nel mercato in un paio di giornate la più alta percentuale di liquidità dopo l’attacco al World Trade Center. Spesso di enfatizza queste inizioni di denaro, come una potente droga che viene immessa nel mercato, ma spesso di dimentica come questa droga è a breve termine e spesso non è altro che un rollover di repo in scadenza.

In alcuni sui post John_P.Hussman ricorda che in fondo sino ad ora vi sono in sospeso solo 15 miliardi di dollari rispetto alla media di tali operazioni degli ultimi anni e che le PERMANENT_OPEN_MARKET_OPERATIONS sono in sostanza le uniche operazioni con cui la FED aumenta la circolazione della moneta, mentre le TEMPORARY_OPEN_MARKET_OPERATIONS. sono operazioni di routine che negli ultmi giorni sono aumentati di importo e che non restano a lungo nel mercato.SHOW_ME_TE_MONEY & MAGICAL_FAIRiES_AND_PIXIE_DUST

A prescindere dalla validità o meno di questa analisi non vi è alcun dubbio che la FEDERAL RESERVE non è in grado di risolvere il problema del CREDIT CRUNCH e l’aumento spesso esponenziale degli importi con cui vengono effettuati questi rollover di repo unitamente alla qualità teoricamente buona di collaterali MORTGAGE BACKED in aumento esponenziale testimonia se mai ce ne fosse bisogno che la luce in fondo al tunnel è ancora lontana.

Come ricorda Hussman la Fed potrà servire temporaneamente liquidità al mercato ma non può risolvere i problemi relativi all’ondata di insolvenze che si stanno per abbattere sull’economia americana tantomeno attravreso la politica monetaria.

 

 

Vorrei ora proporvi un post di MICHAEL_SHEDLOCK con un intervista ad uno dei miei economisti preferiti ovvero PAUL KASRIEL in riferimento ai pericoli di una possibile DEFLAZIONE americana in stile SOL LEVANTE.

Particolarmente interessante è il riferimento alla crisi del credito nipponica e alla possibilità che una recessione metta in serio pericolo il sistema finanziario americano.

Email from Paul Kasriel

Japan experienced a deflation in recent years because the bursting of its asset-price bubble in the early 1990s created huge losses in its banking system. The Japanese banks had financed the asset-price bubble. When it burst, the debtors could not keep current on their loans to the banks and therefore were forced to turn back the collateral to the banks. The market value of the collateral, of course, was less than the amount of the loans outstanding, thereby inflicting huge losses of capital to the Japanese banks. With the decline in bank capital, the Japanese banks could not extend new credit to the private sector even though the Bank of Japan was offering credit to the banks at very low nominal rates of interest.

Banks are an important transmission mechanism between the central bank and the private economy. If the banks are unable or unwilling to extend the cheap credit being offered to them by the central bank, then the economy grows very slowly, if at all. This happened in the U.S. during the early 1930s.

U.S. banks currently hold record amounts of mortgage-related assets on their books. If the housing market were to go into a deep recession resulting in massive mortgage defaults, the U.S. banking system could sustain huge losses similar to what the Japanese banks experienced in the 1990s. If this were to occur, the Fed could cut interest rates to zero but it would have little positive effect on economic activity or inflation.

Short of the Fed depositing newly-created money directly into private sector accounts, I suspect that a deflation would occur under these circumstances. Again, crippled banking systems tend to bring on deflations. And crippled banking systems seem to result from the bursting of asset bubbles because of the sharp decline in the value of the collateral backing bank loans.

Hope this helps,
Paul

Paul L. Kasriel
Sr. V.P. and Director of Economic Research
The Northern Trust Company
50 South LaSalle Street
Chicago, IL 60603

 

 

Ogni segnale di cedimento degli utili segnala una contrazione dell’attività e una recessione in arrivo.  

 Epsgrowth1107

Negli ultimi giorni si parla con insistenza di trappola per orsi o trappola per tori, ma personalmente assomiglia più ad una trappola per topi, le cui stive delle navi sono piene.

Nel gergo tecnico una possibile dose di OVERSHOOTING, una discesa negli abissi e poi di nuovo in volo predisponendo le vele ad accogliere il vento del rally di Natale.

 Il fenomeno del " WINDOW DRESSING " ovvero quella strategia utilizzata dagli investitori istituzionali per migliorare le performance dell’ultimo trimestre e dell’intero anno, sono sempre possibili ma al di là dei soliti fattori stagionali, credo che ormai il rapporto rendimento/ rischio sui possibili rimbalzi presuppone un salto al buio.

Oggi arriveranno i primi dati sul BLACK FRIDAY ovvero il lancio della nuova stagione dei consumi, ma se qualcuno crede che aver riempito gli stores con aperture nelle ore notturne concedendo sconti e ribassi da favola, possa far da preludio ad una ripresa dei consumi, significa che non naviga nell’oceano del realismo. Le prime notizie provenienti da BLOOMBERG.com non sono certo incoraggianti con un minor spesa rispetto al 2006 nel Thanksgiving Weekend del 3,5 % secondo una dichiarazione fornita dalla NATIONAL_RETAIL_FEDERATION.

La mia impressione è che sino al 20/22 dicembre si scende nonostante la stagionalità che vede il mese di dicembre come il più redditizio della storia americana.

Seasonsample

Nel frattempo ogni crisi nasconde OCCASIONI_D’ORO e mentre i rubinetti del credito si stanno inesorabilmente chiudendo, per altri funzionano a pieno regime. Non vi è alcun limite alla finanza creativa si cerca di scovare crediti corporate a saldo e riacquistare a sconto LBO per rimprendere il grande gioco attraverso l’emissione di CLO Collateralized loan obligation, infarciti di debiti aziendali. Una cifra record di 616 miliardi finanziata nei primi sei mesi con operazioni leveraged by out, da ricomprare a sconto per riempacchettare e spedire di nuovo nel credit crunch globale.

State tranquilli che questa volta qualcuno si brucerà ben altro che le dita con questo giochino!

Goldman Sachs rilancia inoltre e abbandonando le ormai obsolete formule quantistiche torna allo stock picking fondando un nuovo super HEDGE FUND alla ricerca della reputazione perduta con Global Alpha.

Nel frattempo come racconta un post di BLOOMBER.com e come ricorda Mario Platero sul Sole 24 Ore dopo aver svalutato per miliardi di dollari e perso talvolta la metà della capitalizzazione, le istituzioni finanziarie preparano la divisione dei pani e dei pesci per la modica cifra di 38 miliardi di dollari, la sempre presente privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite.

Nulla cambia, tutto è per sempre uguale.

Concludo questo post salutandovi per alcuni giorni e ricordandovi che questa settimana il mare rimprenderà a tutta forza, ricondandovi che gli appuntamenti più importanti sono con i nuovi dati sulla COMPRAVENDITA di abitazioni, il PIL deflazionato per il lifting, ordini di beni durevoli, Beige Book, sussidi di disoccupazione e deflattore del PIL ormai andato. 

Vi lascio con alcune notizie relative al mercato immobiliare che potrete trovare ai seguenti indirizzi.

NEWYORKTIMES.com       WSJonline   MITCENTERforREALESTATE        MORTGAGECRISIS

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LOANSPERFORMANCEHOMEPRICEINDEX

12 Month Change for States Experiencing Home Price Declines

State  12 Month HPI Chg
California  -12.65%
Nevada  -9.34%
Florida  -8.17%
Arizona  -7.38%
Louisiana  -5.42%
Rhode Island  -4.46%
Virginia  -3.81
Massachusetts  -3.63%
Michigan  -3.79%
Pennsylvania  -3.59
District of Columbia  -2.84%
New Jersey  -2.28%
Maryland  -1.62%
Minnesota  -1.53%
New Hampshire  -1.23%
Georgia  -0.63%
Ohio  -0.33%

Source: http://www.loanperformance.com/

 

 

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25 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 26 novembre 2007 at 11:39

previsioni fine 2007- 2008
senza finalita’ di lucro senza incentivazioni alla vendita o all’acquisto di alcun che.
1) nuovo minimo dei mercati entro 3-5 dicembre
2) rally fino fine anno 2007
3) discesa libera dai primi di gennaio fino a febb. marzo 2008
3) rally a rialzo fino a GIUGNO 2008
4) crash LUGLIO/SETTEMBRE
_-_-_-_-_-_-_-
Teo

utente anonimo
Scritto il 26 novembre 2007 at 12:17

Mah, vedo che i” rallisti” aumentano dopo Giulio anche Teo e curiosamente prevedono il minimo più o meno negli stessi giorni.
Io rimango dell’idea che si scende sino a febbraio.
Staremo a vedere come va a finire.
(ho già pronti i complimenti per entrambi se dovessero avere ragione)
Ciao a tutti
Mas

utente anonimo
Scritto il 26 novembre 2007 at 15:07

per Mas: preciso che per rally fino alla fine d’anno intendo un bel rimbalzo dai minimi che raggiungera’ tra il 3 e il 5 dicembre.
Teo

utente anonimo
Scritto il 26 novembre 2007 at 17:02

Ho letto su un sito che un giudice americano dell Ohio ha impedito alla Deutsche bank di pignorare 14 villette unifamiliari , per il semplice e banale (BANALE !!!) fatto che non ha potuto esibire il documento del mutuo ( e quindi di proprieta’) erogato per quelle villette.
In effetti, tali muttui sono stati tritati e cartolarizzati, e cosi’ ora non si sa chi sia il detentore ufficiale della proprieta’!!!

Questo evento e’ il classico Evento Critico, quel cedimento molecolare che nei cristalli innesca un allargamento esponenziale della fratturazione e la spaccatura o frantumazione di una struttura cristallina sotto stress.

Davvero non ho parole.

Cercatevi su google questo titolo

William Engdahl, «The financial tsunami», Globalresearch, 23 novembre 2007

Saluti
Pierluigi

utente anonimo
Scritto il 26 novembre 2007 at 22:57

Passato inosservato che Citibank taglia da 17.000 a 45.000 posti ?
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 26 novembre 2007 at 23:02

Non so se qualcuno di voi abbia vissuto una deflazione, io no, ma un collega giapponese mi raccontava che negli anni bui gli tagliavano los stipendio…si avete capito bene mese dopo mese…un passetto alla volta lo stipendio scendeva come i prezzi dei beni…incredibile (non so se sia vero ma me lo raccontava in questi termini).
Saluti a tutti
sempre io massimo

utente anonimo
Scritto il 27 novembre 2007 at 00:06

Rispondo a Teo
Discesa da ieri per 8 giorni di borsa aperta e quindi oggi, più 7 cioè arriviamo al 6 dicembre. Questa discesa porterà a forare i minimi di agosto.
Quindi repentina salita fino al giorno 24 o 27 dicembre. Qui ci saranno titli delle small cap che potranno arrivare dai minimi del 6 dicembre arrivare a faretra il 70 e il 100% della loro quotazione (vi posterò i nomi che sono già stati postati da gironi su altri forum solo quando la cosa avverrà (così non mi si dice che ho incentivato l’acquisto)
Poi non sono d’accordo con Teo per quel che riguarda il periodo gennaio febbraio perchè avremo una fase laterale discesista, per poi ritornare a salire in primavera e chiudere tutte le posizioni a fine maggio-giugno.
Tutto questo, e la correzione di novembre e il rimbalzo di questi ultimi giorni sono sati postati dal 27 ottobre sul forum unicredit, fiat e schiapparelli di yahoo finanza. Cercate il nick è semplicemente giulio.
Con affetto per tutti
Giulio

utente anonimo
Scritto il 27 novembre 2007 at 09:16

per Giulio, non ho capito perche’ rispondi a me,che ho detto le stesse cose……
e anche la differenza tra discesa libera e movimento laterale discesista sta’ solo nell’inclinazione.
la discesa libera e’ semplicemnte una discesa strisciante senza rimbalzi e senza crolli.
ma non ho postato per fare gare previsionali con nessuno, volevo solo dare anche la mia visione, rispetto le opinioni di tutti.
P.s. ho visto il forum che hai menzionato VIA COL VENTO, effettivamente li dentro mi sembri l’unico che opera correttamente, gli altri barano con se stessi, credimi, sono dei pallonari.ce ne uno poi che e’ una macchietta, se si fossero seguite le innumerevoli istruzioni si sarebbe alla mensa della caritas.
Teo

utente anonimo
Scritto il 27 novembre 2007 at 09:42

Caro Massimo il pericolo a mio avviso non è la deflazione bensì l’opposto .
Inflazione ma accompagnata da recessione ;un mix veramente micidiale.
Ciao
Mas

utente anonimo
Scritto il 27 novembre 2007 at 13:23

Ciao Mas
sono d’accordo ma allora avremmo stagflazione e l’unico rimedio sarebbe di alzare i tassi di altri 2-3% lasciare che il tutto si sgonfi come la torta in forno con la disocupazione che volerebbe e pian piano il fenomeno si riassorba…chi secondo te vorra tirare il primo colpo in tal direzione.
Il problema va posto negli stessi termini del 1931 qual e’ lo standar di vita accettabile e decoroso…ossia quale sarebbe lo stipendio minimo…come fece Ford con i 5 USD al giorno…ma allora funziono’.
Saluti
Massimo

utente anonimo
Scritto il 27 novembre 2007 at 13:49

Vi invito a leggere questo articolo interessantissimo di N+1 sullo “Starnuto di Washington”:

http://www.quinterna.org/rivista/21/starnuto_di_washington.htm

utente anonimo
Scritto il 27 novembre 2007 at 14:03

Massimo,
la mia impressione è che gli USA al di là delle affermazioni di circostanza, abbiano scelto la via della svalutazione del dollaro per cercare di rilanciare la loro economia; ma ciò comporterà problemi di crescita inflazionistica che si estenderanno via via anche alle altre nazioni senza a mio parere che ci siano sufficienti possibilità di un effettivo rilancio (ricorda cosa è accaduto in Giappone).
Ciao
Mas

utente anonimo
Scritto il 27 novembre 2007 at 15:37

Nel frattempo, l’indice Schiller segnala una caduta dei prezzi degli immobili che, sarebbe meglio dire (vista la specifica dinamica dei prezzi delle case) una vera e propria picchiata: -1.7% su base trimestrale, e -5.5% su base annuale.

Voglio proprio vedere che reazioni ci sono adesso negli USA…

Saluti
Pierluigi

utente anonimo
Scritto il 27 novembre 2007 at 17:31

Ciao Mas,
il problema e’ che creano una spirale senza fine…i paesi del Golfo gia’ non si fidano del dollaro, brasile ed argentina dal primo gennaio non useranno piu’il dollaro…sai che stanno facendo stanno svendendo il loro paese vedi il 5% che gli arabi si compreranno ora in Citibank…
Ciao
Massimo

utente anonimo
Scritto il 27 novembre 2007 at 17:44

Massimo hai ragione ma nella situazione in cui sono non hanno altra scelta che la svalutazione competitiva.
Come del resto per anni ha fatto anche l’Italia salvo poi arrivare ad avere un inflazione a doppia cifra ed il debito pubblico che ancora ci dobbiamo portare appresso .
Ciao
Mas

utente anonimo
Scritto il 28 novembre 2007 at 12:58

Per Giulio, non oofenderti ho letto anch’io i commenti di via col vento.
preferisco non commentare, quelli di ieri poi molto profetici, come si diceva non compriamo nella prima mezz’ora perche’ poi scende inesorabile ……………
ma non avete ancora capito capito che l’unica certezza in borsa e’ non avere certezze!
che i movimenti li decide chi guida il mercato?
volete ad ogni costo stare in borsa?
seguite i trend e non cercate di anticiparli, puo’ anche andarvi bene ma e’ solo casualita’.
non si puo’ essere ribassisti e comprare
non si puo’ essere rialzisti e vendere.
ciao
Nik

utente anonimo
Scritto il 28 novembre 2007 at 18:28

Il DJA è in rally sulle voci di un prossimo taglio dei tassi della FED.

Un altra dose da cavallo di metadone, un altra dose di siero per far camminare di qualche altro passo lo zombi. Mi chiedo se questa non è la più lampante prova di disperazione e disconnessione degli attori dei mercati finanziari: ma come si fa a festeggiare con un rally un prestito da strozzino per Citygroup da parte di quelli di Abu Dhabi?
Come si fa a fare rally mentre gli indici edilizi stanno picchiando talmente forte da sembrare meteoriti incandescenti in caduta?

Follia pura

Saluti
Pierluigi

utente anonimo
Scritto il 28 novembre 2007 at 19:03

” Non possiamo tenere l’economia ostaggio del nostro desiderio di impartire una lezione a una piccola fetta di popolazione”.
Con questa frase Donald Kohn vicepresidente della Fed ha subito rilanciato le speculazioni di un nuovo taglio dei tassi.
Siamo all’ipocrisia pura! Questo signore chiama una piccola fetta di popolazione coloro che per anni si sono lasciati andare ad eccessi speculativi inimmaginabili creando danni difficilmente sanabili.
Del resto la Fed tra difendere le banche o lasciare che il mercato faccia piazza pulita di coloro che ci hanno portato in questa situazione,
si sa che preferisce difendere le banche.
Ma io non cambio idea, questa volta non ce la faranno.
Ciao a tutti
Mas

utente anonimo
Scritto il 28 novembre 2007 at 22:54

Ragazzi chissa perche’ ma secondo me la Banda Bassotti ce la fa pure questa volta…tutto sommato e’ questo che vuole la gente, nessuno vuol vedere indici in discesa, fondi pensione in picchiata etc. ect. una buona dose di metadone per far passare l’ incubo e tornare alla “normalita” sogno o son desto verrebbe da dire !!! Siete tutti grandiosi.
Massimo

utente anonimo
Scritto il 28 novembre 2007 at 23:04

Scusate dimenticano la Northen Rock a cui sono stati gia’ prestati…

da Yahoo UK…quote

The taxpayer – through the Government – has lent Northern Rock an estimated £25bn since the lender ran into financial difficulties in September, as credit markets dried up…unquote

Ma la battuta migliore credo sia questa…

But Virgin Money boss Jayne-Anne Gadhia told Sky’s Jeff Randall she was confident her offer was the best for shareholders.

She said: “We pay the taxpayers back with interest, our depositors have a safe future, staff keep their jobs, the Northern Rock Foundation continues to benefit from profitability and we believe we’re making a great offer to shareholders.”

Grande interpretazione.

utente anonimo
Scritto il 28 novembre 2007 at 23:27

Buona sera a tutti
1-Per Nik, io non mi offendo mai, anche perchè stando su un forum ed esponendosi con delle previsoni, c’è sempre qualcuno che ti dirà il contrario, caso mai rispondendo quando va bene col sarcasmo.
Sappi che nelle mie previsioni sui future uso la matematica, nè l’analisi f. ne quella tecnica.
Anche la matematica non è infallibile. Tuttavia i guadagni degli ultimi due mesi applicando ai titoli che più seguivano l’indice ci sono stati e pertanto non mi posso lamentare.
2ì Per tutti, sembra che proprio questa correzione al ribasso non voglia arrivare, tanto si è impegnati a vedere solo quello che fa comodo, cioè l’ulteriore taglio.
Tuttavia prima di sbilanciarsi a dire che il rally è già iniziato, attenderei la chiusura settimanale e mensile per dire siamo in presenza di un segnale di inversione rialzista.
Io sono ancora convinto che con tutti questi cambi repentini di direzione siano stati fatti scattare tutti gli stop loss, sia di coloro che sui precedenti minimi si erano messi long, e poi rotti al rialzo i precedenti massimi facendo scattare gli stops di chi si era posizionato short.
Ci risentiamo quindi fine settimana
Giulio

utente anonimo
Scritto il 28 novembre 2007 at 23:35

Caro Andrea,
é la prima volta che “oso” intervenire e naturalmente per avere un consiglio, non certamente per darne !!!!
Sei veramente il miglior capitano con il quale un navigante possa augurarsi di veleggiare !
Sei prodigo di sensati consigli e di suggerimenti alla prudenza, in un mondo della navigazione finanziaria, invaso da spregiudicatezza, nonchè da giocatori dediti all’azzardo più spinto. Alla luce della tua saggezza, nonchè profonda conoscenza di questo vasto oceano finanziario, oso chiederti di suggerirmi lo strumento più adeguato, per impegnare qualche piccolo risparmio, con riferimento ad una “protezione” in sottostante con metalli preziosi: oro e/o argento e/o platino e l’ideale, se condividi, sarebbe con riferimento al franco svizzero. Esiste qualcosa del genere o le quotazioni dei metalli preziosi fanno soltanto capo al dollaro ? !
Mi sono permesso chiederti un aiuto in tal senso, anche se so che giustamente non dispensi mai indicazioni d’investimento, perchè ho letto che tu stesso prevedi che la zavorra dei metalli preziosi non solo non affonderà la nave, ma la bilancerà adeguatamente per condurla ad un approdo riparato e sicuro.
Grazie per ciò che potrai e/o vorrai fare al riguardo della mia richiesta concernente l’indicazione della rotta più adeguata al raggiungimento di un rifugio protetto nell’attesa dell’approssimarsi della tempesta…
In c…o alla balena, ciao e grazie
Jack

P.S.: sono venuto a conoscenza dei tuoi scritti grazie al mio amico Bill…

Scritto il 29 novembre 2007 at 22:19

Ciao Jack benvenuto a bordo, non ti ho dimenticato, lasciami il tempo di fare alcune verifiche e ci sentiamo, ma sin da ora posso consigliarti che l’oro è pur sempre un investimento ad alta tensione con buone prospettive nel prossimo anno, ma da montagne russe, al quale destinare solo una parte del proprio bottino, mentre per il resto è meglio restare liquidi appesi a qualche salvagente EURIBOR!

Ciao Andrea

Scritto il 1 dicembre 2007 at 21:51

Rispondendo a Jack provo ad evidenziare le soluzioni per investire in oro che passano attraverso alcune vie obbligate escludendo quella del possesso di oro fisico.

Questo non significa fornire consiglio operativi quindi livelli di entrata o quale strumento scegliere, ma cercare di evidenziare la varie soluzioni possibili.

Una delle vie obbligate investendo in fondi è quella di passare purtroppo dalla valutazione del dollaro che è inversamente correlato all’oro.

In Italia l’unico fondo regolarmente quotato è l’ ETFS GOLD Exchange Traded Fund, il GOLD BULLION SECURITIES della LYXOR è quotato sulla borsa di Londra.

Tutto dipende poi dalle commissioni di transazione.

Per essere più precisi, si tratta di un ETC (Exchange Traded Commodity ) con il vantaggio di avere un’ esposizione sulle commodity senza l’ onere di mantenimento di posizioni sul mercato a termine o di consegna fisica della materia prima acquistata.

Ci sono alcuni però per quanto riguarda gli investimenti in fondi e te li riassume questa nota da BLOOMBERG per BORSA & FINANZA.

Lunedì 12 novembre, l’Exchange-Traded Commodity (Etc) legata all’andamento spot dell’oro, sponsorizzata da Lyxor Finance, denominata Lyxor Gold Bullion Securities (Gbs) è stata resa disponibile sulla Borsa di Londra anche nella valuta locale, la sterlina inglese, sulla piattaforma multi-currency, e negoziabile con il nuovo codice Gbss (il codice Isin, invece, è rimasto il medesimo: GB00B00FHZ82). La novità più importante, però, è il recente riconoscimento da parte della Commission de Surveillance du Secteur Financier del Lussemburgo di “eligibilità” del Lyxor Gold Bullion Securities per i fondi e le Sicav armonizzati lussemburghesi, che dovrebbe aprire le porte a nuovi investimenti e conseguente crescita degli asset. Questa Etc è quotata anche sul mercato Etfplus di Borsa Italiana dal 20 aprile scorso, ed è stata la prima garantita dalla materia prima fisica (lingotti d’oro puro) e ad essa puramente correlata, prima del listing del Etfs Physical Gold (Isin: JE00B1VS3770), promosso da Etf Securities Ltd.

Sono due, dunque, le Etc quotate a Piazza Affari che permettono d’investire direttamente nel prezioso giallo, che quest’anno (dati al 15 novembre 2007) è salito nientemeno che del 26% in termini di dollari, ma “solo” del 14% se convertito in euro, causa il forte e persistente indebolimento del biglietto verde sulla moneta unica europea, con punte, al 8 novembre scorso, del 31% e 19%, rispettivamente.

Una terza Etc quotata su Etfplus è l’Etfs Gold (Isin: GB00B15KXX56), che a differenza delle precedenti espone l’investitore a quelle che sono le variazioni dei prezzi dei contratti future sull’oro negoziati presso il Comex, misurati dal Dow Jones-Aig Gold Sub-Index.

Investire tramite future (quello che fa l’indice) implica, però, l’assunzione di due rischi addizionali, quello sull’evoluzione dei tassi (è richiesta, infatti, una marginazione del 10%, legata ai Treasury a 3 mesi) e quello relativo al periodico rinnovo dei contratti, che possono essere fonte di guadagno come di perdita. In particolare, per l’oro, è statisticamente dimostrato che il dover vendere il contratto vicino alla scadenza per acquistare l’utile successivo ha portato sempre ad una perdita di valore, poiché i future rinnovati hanno prezzi superiori a quelli acquistati in precedenza. La curva forward che delinea l’andamento dei prezzi dei future alle varie scadenze assume in questo caso specifico una forma ascendente e l’appellativo di “contango”. Il risultato è che una simile Etc possa non rispecchiare appieno e correttamente l’effettivo andamento dei prezzi della materia prima sottostante e sottoperformare l’asset di riferimento. Inoltre, rispetto al Lyxor Gold Bullion Securities e all’Etfs Physical Gold, l’Etfs Gold ha un costo annuo (0,49%) superiore di 9-10 punti base ed un differenziale più ampio sulle proposte di acquisto e di vendita: del 1,5% anziché del 1%. Se si vanno ad analizzare i dati di Borsa Italiana relativi al mese di ottobre, però, che non si discostano di molto dalle statistiche di settembre e dei mesi precedenti, si nota bizzarramente che l’Etfs Gold è molto più scambiato dell’Etc dello stesso emittente, ma garantita dall’oro fisico, con un rapporto addirittura di circa 8 a 1.

E che l’Etc di Lyxor, che investe anch’essa direttamente nei lingotti d’oro, è la più scambiata in termini di controvalore, presumibilmente grazie anche ad una maggior presenza sul mercato europeo (il primo Gold Bullion Security è stato quotato su Londra il 9 dicembre 2003). Il perché sia utile investire una piccola quota del proprio portafoglio in oro è dato fondamentalmente da due motivazioni: la capacità di protezione nei confronti dell’inflazione e della debolezza del dollaro, e la bassa, se non inversa, correlazione in rapporto alle tradizionali asset class (azioni e obbligazioni). Tra le materie prime, poi, l’oro è quella meno volatile, perché la sua produzione e le riserve sono dislocate in diversi paesi, e dunque è meno soggetta a shock politici o economici. Le prospettive di medio-lungo periodo, infine, sono di un’ulteriore crescita dei prezzi. In parte dovute all’incremento della popolazione in alcuni paesi emergenti, quale l’India, che è il primo consumatore mondiale, con una quota del 27%, dove l’oro è per lo più impiegato nell’industria gioielliera. In parte al fatto che le miniere attive sono limitate, e così le capacità estrattive, e trovare nuovi giacimenti ed avviarli alla produzione richiede dai 7 ai 10 anni di tempo; pertanto, la richiesta d’oro sembra destinata ad aumentare.

Resta ovviamente chiaro secondo il sottoscritto che investire in oro oggi ai prezzi attuali presuppone una visione che tiene conto di una possibile stagflazione, di variabili geopolitiche o crisi finanziarie profonde. Senza inflazione non avrebbe molto senso!

Esiste poi la possibilità di acquistare direttamente AZIONI AURIFERE ma in questo caso si assiste ad un effetto leva in quanto oltre al rischio cambio si avrà il rischio titoli legati all’andamento di borsa.

Se si comprano azioni aurifere e da tener presente che il potenziale di rivalutazione di un’azione ordinaria di un’azienda mineraria dipende dalle aspettative del mercato per quanto riguarda il prezzo futuro dell’oro, i costi e ricavi dell’azienda, le prospettive future e mille variabili riconducibili all’investimento mobiliare.
Potenziale di crescita e prospettive future, nonchè contendibilità di un’azienda specie nei confronti dei colossi. Quindi non sarebbe male identificare una possibile preda di un take over o M&A.

Comunque sia è difficile evitare il passaggio dal dollaro e il passaggio dal franco svizzero non sarebbe altro che un doppio rischio.

Per quanto riguarda gli altri metalli visto e considerato il fattore liquidità e le ultime dinamiche lascerei perdere argento e platino.

Ciao Andrea

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