SEGNALI DI FUMO!

Scritto il alle 21:58 da icebergfinanza

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Devo ammettere  che sin da piccolo sono rimasto affascinato dai costumi e dalla cultura del popolo indiano, gli indiani d’America, gli indiani delle grandi praterie dove la coperta veniva usata comunemente come mezzo di comunicazione e soprattutto per le conversazioni a distanza, come quelle fra un villaggio e l’altro , dalle colline alle pianure.

 

Segnali di fumo, un mezzo di comunicazione silente, quasi un alfabeto morse, un sistema di trasmissione ingegnoso e vitale che permetteva alle tribu di segnalare l’avvicinarsi di un pericolo, un segnale di richiamo, l’avvicinarsi di una mandria di bufali come il sopraggiungere del nemico.

 

Nei villaggi indiani vi era sempre qualcuno di sentinella e talvolta i segnali di fumo segnalavano la vittoria in battaglia e se un gruppo di guerrieri tornava senza fare prima dei segnali di fumo significava la sconfitta, la fine del sogno delle libertà.

Segnali di fumo, si alzano numerosi ormai dalle colline dell’economia americana, segnali ben visibili difficilmente ignorabili, segnali inequivocabili, segnali di pericolo.

 

 

 

http://www.sedes.it/Articoli/2006/01/fumo.jpg

 

 

 

 

Non vi è alcun dubbio, secondo il sottoscritto, che questo movimento aiuta i mercati americani a superare quel sottile confine che distingue la realtà dalla fantasia, che non tiene conto dei fondamentali dell’economia, ma si avventura in congetture che hanno a che fare con l’immaginazione collettiva che abbisogna di nuovi traguardi e cieli azzurri liberi da qualsiasi nuvola, da qualsiasi segnale di fumo.

 

Una linea sottile che porta progressivamente le quotazioni a disallinearsi con i propri fondamentali.

 

Nel suo libro “Economia e pazzia” crisi finanziarie di ieri e di oggi, Fabrizio Galimberti, racconta come nel febbraio del 2000, Milton Friedman, premio Nobel per l’economia, inviò una lettera a Benjamin Stein, editorialista del Wall Street Journal con un grafico che mostrava lo scoppio prossimo venturo della bolla del Nasdaq.

 

Quando Stein parlò di questa previsione ad un pubblico di banchieri ed operatori questi, racconta Stein, ansimavano dalla voglia di saperne di più.

 

Quello che a loro interessava non era certo capire quando una bolla è prossima a scoppiare, ma quando una bolla è prossima a formarsi, perché ci si possono fare un sacco di soldi.

 

Più volte ho sottolineato in questo blog, come i maggiori pericoli per i mercati finanziari non vengono tanto, sino ad oggi, dalle quotazioni ma dall’evoluzione della finanza e dell’economia in genere.

 

Lasciamo per un attimo da parte la questione economica, che vede l’economia americana avviarsi verso una recessione che nessuno vede, una recessione che probabilmente con le continue revisioni verrà comunicata e constatata successivamente come accadde per quella del 2001.

 

Esiste un dibattito continuo e di fondo tra gli economisti e gli analisti che poggia sulla capacità delle imprese di continuare a produrre utili e profitti , presupponendo un rapporto P/E ratio sempre sotto controllo, in sostanza un mercato che non risulta sopravvalutato ma nella peggiore delle ipotesi in linea con la media storica ragionevole.

 

Se prendiamo uno per uno gli elementi fondamentali, che stanno minando la fiducia dei consumatori, non si può fare a meno di notare che in prospettiva si sono creati innumerevoli iceberg che stanno lentamente staccandosi dal polo e minacciano i mari dell’investimento globale.

 

Dall’inflazione reale alle prospettive d’inflazione, dal conseguente andamento dei tassi sino all’inizio di un possibile cambiamento nelle condizioni di accreditamento, dagli effetti diretti ed indiretti del picco dei mercati immobiliari mondiali al fenomeno “subprime”, dall’eccessiva disinvoltura nell’utilizzo dell’industria dei derivati sino alla mutata percezione del rischio, per non parlare poi di quelli elementi che l’economia ritiene fondamentali per lo sviluppo del prodotto interno lordo di ogni paese.

 

Stiamo ovviamente parlando di consumi ed investimenti, che come sempre quanto vi è un embargo della Verità, rispetto ai rischi anche sistemici che si delineano all’orizzonte, vengono sottovalutati e si tende a amplificare i poteri di scorte, inventari e esportazioni sostenute dalla svalutazione della moneta di riferimento.

 

Si esaltano le proprietà medicinali della timida ripresa di una produzione industriale sostanzialmente anemica, nella sua componente manifatturiera che brucia costantemente forza lavoro in via continuativa, si esaltano le proprietà sostanzialmente limitate di esportazioni, scorte ed inventari.

 

Oggi nel suo ennesimo discorso al Senato, Bernanke ha sorpreso con un’affermazione innovativa.

 

Secondo i dati in possesso della Fed il MEW, ovvero la fonte di equità domestica non è più così significativa come lo era una volta perché i consumatori rispondono alla variazione del valore della loro casa in quanto vi è un cambiamento nella percezione del benessere, ma non perché vi è un cambiamento nel loro accesso alla liquidità.

 

Secondo Bernanke è il valore delle abitazioni, il crollo del valore delle case il vero pericolo per il contagio attraverso l’economia, cosa che secondo lui non stà affatto avvenendo in quanto i prezzi stanno salendo più lentamente, ma non scendendo.

 

Vista la percezione in passato del fenomeno subprime, credo che entrambe le conclusioni siano errate.

 

Gli effetti della riduzione del Mew si sentiranno attraverso il secondo semestre con un calo progressivo e sensibile dei consumi, mentre per quanto riguarda il valore delle abitazioni è indubbio il processo progressivo di riduzione, imposto dall’alto numero degli inventari invenduti, dalla deflazione immobiliare, ricordato dall’indice S&P Case Shiller e  come detto in passato da un analista americano Garry Shilling, secondo il quale  gli effetti di riduzione nei prezzi si avvertono storicamente 18/24 mesi dopo il picco del mercato immobiliare in questo caso registratosi nel settembre del 2005.

 

Lasciamo da parte per un attimo il fenomeno subprime e la recessione immobiliare e torniamo ad occuparci di indicatori economici.

 

Non vi è alcun dubbio che il pilastro del PIL americano è quello dei consumi che compone circa il 70 % del prodotto interno lordo. Esportazioni, investimenti residenziali, inventari e capex investment si sono rivelati nel primo trimestre dei talloni di achille.

Il loro effettivo rimbalzo contribuirà probabilmente al raggiungimento di un risultato vicino al 2,8 % nel secondo trimestre, anche se qualche analista prevede sorprese sino alla terza ed ultima revisione per una crescita sino al massimo all’1,5 %

 

Ora è indubbio che la crescita o l’effetto trainante di esportazioni, inventari e produzione oltre al “capital spending”verrebbero meno se i consumi proseguissero nella loro dinamica di debolezza nel secondo semestre.

 

Vorrei solo far notare che gli indici di fiducia non valgono solo quando risultano positivi, ma come  evidenziato dal_RBC_CASH_INDEX, indice che testimonia un’indagine nazionale mensile sugli atteggiamenti dei consumatori correnti e futuri caduta al punto più basso dallo scorso agosto 2006, RBC inoltre anche il "The Conference Board’s index of CEO confidence" è caduto a 45 da 53 dei primi tre mesi dell’anno e da 50 della fine del 2006 il punto più basso dal terzo trimestre 2006.

 

Il rapporto che prende in considerazione 100 leaders  di azienda ha mostrato il deterioramento in atto per i prossimi sei mesi mentre le aspettative all’interno delle loro aziende erano ancora più pessimistiche con l’indice di riferimento al più basso livello dal dicembre 2000.

 

Fiducia_sostanzialmente_ai_minimi_termini! 

Ovviamente se i consumi frenano, di conseguenza vi sarà un’accumulazione delle merci invendute con una restrizione degli inventari e di conseguenza un rallentamento nella spesa corporativa.

 

Ciò fa prevedere un’inevitabile ritorno ad un’anemica crescita nella seconda parte dell’anno ovvero la stessa crescita recessiva del primo trimestre.

 

Non si vede come possano riprendere la loro fisionomia i consumi, se non attraverso un aumento dei salari con evidenti pressioni inflative, con un improbabile aumento del risparmio personale oppure attingendo alla fonte delle carte di credito, del credito al consumo o dell’equità degli investimenti azionari.

 

Inoltre lo sviluppo nel reddito personale non costituisce fonte di sostentamento per i consumi in quanto non costituisce un indicatore principale, ma coincidente del PIL oltre al sospetto che la più volte richiamata “ CES NET BIRTH/DEAD MODEL” amplifichi più del necessario i dati relativi all’occupazione americana.

 

 

Nel frattempo il US Leading Indicator segnala che l’economia declinerà nel secondo semestre, avendo registrato l’ennesima caduta del suo indice principale scendendo del 0,3 % dopo la salita del 0,3% rivista a 0,2 % del mese precedente. In totale l’indice è declinato del 0,7 % da dicembre portando la media annua tendenziale al 1,3 %.

 

Segnali di fumo, segnali che proseguono con il crollo dell’indice manifatturiero di Philadelfia e assorbono questo timido risveglio dell’industria manifatturiera.

 

Ho come l’impressione che ormai sia la politica monetaria e la finanza a sostenere questo paese e non certo la sua economia che da reali segnali di fine ciclo. 

Gli utili ed i profitti sono armai al capolinea di una stagione indimenticabile, segnali di fumo ma in questo caso di fumo negli occhi.

 

QUANDO AL MATTINO TI SVEGLI, RINGRAZIA IL TUO DIO PER LA LUCE DELL’AURORA, PER LA VITA CHE TI CHE HA DATO E PER LA FORZA CHE RITROVI NEL TUO CORPO. RINGRAZIA IL TUO DIO ANCHE PER IL CIBO CHE TI DA’ E PER LA GIOIA DELLA VITA. SE NON TROVI UN MOTIVO PER ELEVARE UNA PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO, ALLORA VUOL DIRE CHE SEI IN ERRORE (Tecumseh)

Per un doveroso tributo alla cultura degli Indiani d’America Vi offro questo "INNO ALLA NATURA" esempio supremo della sensibilità di un popolo intero verso il suo Creatore

“ IO, CHE SONO SOLO UN SELVAGGIO……….” 

Questa è la risposta del gran capo indiano SEATTLE all’offerta di acquisto della terra delle sue tribu’ da parte del “Gran Capo” di Washington all’Assemblea Tribale del 1854. Un inno alla Natura

Quando il Gran Capo di Washington manda a dire che desidera acquistare la nostra terra, egli chiede molto da noi. Il Gran Capo manda a dire che ci riserverà un’area in modo che noi possiamo vivere comodamente. Egli sarà il nostro padre e noi saremo suoi figli.

Così noi considereremo la Vostra offerta di comprare la nostra terra. Ma non sarà facile.

Perché questa terra è sacra per noi. Questa acqua scintillante che scende nei ruscelli e nei fiumi non è solo acqua ma il sangue dei nostri antenati. Se vi vendiamo la terra dovrete ricordare che è sacra, e dovrete insegnare
ai vostri figli che è sacra, e che ogni immagine spirituale riflessa nella chiara acqua dei laghi parla di avvenimenti e ricordi nella vita del mio popolo.

Il mormorio dell’acqua è la voce del padre di mio padre. I fiumi sono nostri fratelli, spengono la nostra sete. I fiumi trasportano le nostre canoe e alimentano i nostri figli. Se vi vendiamo la nostra terra dovrete ricordarvi e insegnare ai vostri bambini che i fiumi sono nostri fratelli, e vostri, e che dovrete d’ora innanzi riservare ai fiumi tutte le gentilezze che riservereste a ogni fratello.

Sappiamo che l’uomo bianco non comprende il nostro modo di pensare.

Un pezzo di terra è per lui uguale a quello vicino perché egli è lo straniero che viene di notte e prende dalla terra tutto ciò di cui ha bisogno.
La sua avidità divorerà la terra e lascerà dietro a sé solo il deserto.
Io non lo so. I nostri modi di pensare sono diversi dai vostri.

La vista delle vostre città fa male agli occhi dell’uomo rosso, forse perché l’uomo rosso è un selvaggio e non capisce. Non c’è luogo tranquillo nelle città dell’uomo bianco. Nessun luogo per ascoltare l’aprirsi delle foglie in primavera o il fruscio delle ali di un insetto.

Ma può darsi che questo sia perché io sono un selvaggio e non capisco.

Già il solo fracasso sembra un insulto alle orecchie. E come si può chiamare vita se non si riescono ad ascoltare il grido solitario del capriolo e le discussioni delle rane di notte attorno ad uno stagno?

Io sono un uomo rosso e non capisco.

www.sandonadomani.it/…/miti_otto/miti_o2.jpg

L’indiano preferisce il sommesso suono del vento che increspa la superficie dello stagno e l’odore del vento stesso, purificato da una pioggia di mezzogiorno o profumato dai pini.

L’aria è preziosa per l’uomo rosso perché tutte le cose dividono lo stesso respiro, la bestia, l’albero, l’uomo, tutti dividono lo stesso respiro. L’uomo bianco non sembra notare l’aria che respira. Come un uomo in agonia da molti giorni egli è insensibile alla puzza.

Ma se vi vendiamo la nostra terra dovrete ricordare che l’aria per noi è preziosa, che l’aria divide il suo spirito con tutta la vita che sostiene. Il vento che diede al nostro avo il suo primo respiro riceve anche il suo ultimo sospiro. E se vi venderemo la nostra terra dovete tenerlo separato e considerarlo come un posto dove persino l’uomo bianco possa andare a sentire il vento addolcito dai fiori di prateria.

Così considereremo la Vostra offerta di acquistare la nostra terra. Se decideremo di accettare, io porrò una condizione: l’uomo bianco dovrà trattare le bestie di questa terra come sue sorelle.

Io sono un selvaggio e non capisco altro modo.

Cosa è un uomo senza le bestie? Se tutte le bestie se ne fossero andate, l’uomo morirebbe di grande solitudine di spirito perché qualunque cosa succeda alle bestie, presto succede all’uomo.

Tutte le cose sono collegate.

Dovrete insegnare ai Vostri bambini che la terra sotto i loro piedi è la cenere dei nostri avi. Affinché essi rispettino la terra dite ai Vostri bambini che la terra è ricca delle vite della nostra razza.

Insegnate ai vostri bambini ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri bambini:
che
la terra è nostra madre.

Qualunque cosa succeda alla terra, succede ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra sputano su se stessi.

Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo ma l’uomo appartiene alla terra. Questo noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate come il sangue che unisce una famiglia.

Tutte le cose sono collegate.

Qualunque cosa succeda alla terra succede ai figli della terra.

L’uomo non ha tessuto la trama della vita: egli è un filo.

Qualunque cosa egli faccia alla trama egli lo fa a se stesso.

Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui da amico, non può essere esonerato dal destino comune.

Potremmo essere fratelli, dopo tutto.

Vedremo.

Noi sappiamo una cosa che l’uomo bianco potrebbe scoprire un giorno: il nostro Dio è lo stesso Dio. Ora potreste pensare che voi lo possediate come desiderate possedere la nostra terra, ma non potete. Egli è il Dio dell’uomo e la Sua misericordia è uguale per l’uomo rosso e per l’uomo bianco.

Questa terra è per Lui preziosa e trattarla male è accumulare disprezzo sul suo Creatore. Anche i bianchi dovranno passare, forse prima di tutte le altre tribù.

Contaminate il Vostro letto e una notte soffocherete nei vostri rifiuti.

Ma nel vostro perire voi splenderete, incendiati dalla forza del Dio che vi ha portato su questa terra e per qualche speciale scopo vi ha dato il dominio sulla terra e sull’uomo rosso.

Questo destino è per noi un mistero, perché noi non sappiamo quando i bufali saranno tutti massacrati, i cavalli dominati, gli angoli segreti della foresta appesantiti con l’odore di molti uomini e la vista delle colline opulenti deturpata dai cavi.

Dov’è il boschetto? Sparito. Dov’è l’aquila? Sparita.

La fine della vita è l’inizio della Sopravvivenza

poetidellaluce

 

 

 

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7 commenti Commenta
utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2007 at 15:00

pochi istanti fa ha presentato una trimestrale inferiore alle aspettative una società con solida identità industriale come Caterpillar. A pesare sui conti dell’azienda specializzata nelle macchine per il movimento terra la crisi del mercato americano dell’edilizia, una dimostrazione per via indiretta che qualche problema nel mercato immobiliare americano c’è.

tratto da un articolo di websim
By Fabio

Scritto il 20 luglio 2007 at 17:01

La morale è una sola, e questa potrebbe assumere le dimensioni di una grande depressione immobiliare considerando che siamo solo all’inizio e nessuno ha la più pallida idea delle dimensioni del fenomeno subprime.

Ovviamente un mercato come quello immobiliare ha un indotto di proporzioni mastodontiche, come mastodontico è il giro di affari che l’ha sostenuto. Oltretutto nei paesi anglosassoni la struttura finanziaria consente il MEW ovvero l’equità domestica.

Leggete questa nuova perla…..

Reputation and the Non-Prime Mortgage Market

………. the non-prime mortgage market—with 2006 originations of about one trillion dollars —clearly is large enough to affect aggregate homebuilding activity and consumer spending.

Most of the news, and most of the problems, relate to the highest risk part of the non-prime mortgage market—the subprime market. There have also been some problems in the so-called “Alt-A” market, which lies between prime and subprime. What I am calling the non-prime market covers subprime and Alt A.

http://www.stlouisfed.org/news/speeches/2007/07_20_07.html

La tensione si stà facendo ALT.a e non solo subprime.
Andrea

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2007 at 20:45

La cosa da temere di più , forse in futuro , è la PAURA .

Non mi ricordo chi lo diceva ma mi sembra che il detto faceva così : In guerra la cosa che provoca maggiori vittime è la paura .

Ora non siamo nemmeno vicini “al concetto di paura” ma quando comincerà allora si che ci saranno repentinei cambiamenti tanto che mercati ben distanti dal subprime o dall’ immobiliare ne saranno attaccati . E sto pensando ai molti guadagni , che a loro volta hanno dato spinta ai consumi , fatti grazie
all’ arrampicata vertiginosa delle borse di tutte il mondo .

Purtroppo la scena che potrebbe manifestarsi agli occhi di tutti è di una mandria impaurita che si muove all’ unisono travolgendo TUTTO … anche ciò che c’ è di buono .

Purtroppo ci dimentichiamo spesso che il concetto di fiducia a volta vale molto di più dei numeri e delle statistiche .

Staremo a vedere
By Fabio

utente anonimo
Scritto il 20 luglio 2007 at 23:31

Mi stupisce molto che nelle ultime 5 settimane il sito foreclosure.com non registri se non minime variazioni nel numero dei pignoramenti e delle procedure esecutive immobiliari. Tutto questo immediatamente dopo aver mostrato un enorme incremento che altrettanto velocemente si è riassorbito misteriosamente… cosa dire?
Daniele

p.s.: Andrea continua così con i tuoi resoconti tanto brillanti quanto ricchi di considerazioni rigorosamente documentate…

utente anonimo
Scritto il 21 luglio 2007 at 16:20

complimenti vivissimi, ha espletato nel miglior modo possibile la situazione oggettiva nel mondo economoco e finanziario, sara’, quando iniziera’, un crollo drammatico, delle borse mondiali, e siamo molto vicini, a tutto cio’, lo potranno anche spostare, ma non lo potranno fermare, un urugano di dimensioni spaventose, ma alla fine, sara’ salutare, perche’ nella miseria, si ritrovera’ la vera spinta produttiva che e’ la fonte sana delle economie, e mai la finanza speculativa.

Scritto il 22 luglio 2007 at 07:20

Ciao Daniele,

In effetti devo ammettere che da tempo non seguo più i dati rilasciati da questo sito. Esiste un dibattito di fondo in America sull’attendibilità di questi dati rilasciati dai vari siti internet di queste società, Realty Trac, Foreclosure, etc in quanto ognuno ha un metodo diverso di calcolare le varie fasi i processi di avvicinamento alla fase finale e secondo questo dibattito sottovalutano o sopravalutano la realtà. Dubito che in una realtà oceanica come l’America si possa avere una uniformità di valutazioni e dati che possano avere un valore certo. Sono curioso di vedere la reazione di questi siti quando scadranno e da ora in poi saranno veramente tanti i mutui a tasso registrabile concessi negli scorsi anni. La realtà comunque è generalmente chiara.
Ciao Andrea.

Scritto il 22 luglio 2007 at 07:31

Il mio augurio è che non si arrivi ad una situazione catastrofica, finale, definitiva, ma che vi sia una presa di coscienza che in fondo tutto nasce da una irrazionalità di fondo, da un’economia e specialmente una finanza che si è allontanata dall’etica, dal senso del limite, che l’edonismo finanziario porta alla massimizzazione dei profitti a scapito delle comunità e a vantaggio di pochi e non come diceva Adam Smith a vantaggio di tutti. Ciao Andrea.

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