LA FABBRICA DELLA LIQUIDITA' . Deflazione made in Japan!

Scritto il alle 07:06 da icebergfinanza

 

Image:SF Japanese garden11.JPG

http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:SF_Japanese_garden11.JPG

Tra le innumerevoli analisi che prendono in considerazione le cause che hanno originato l’ultimo crollo del “ Terribile Tuesday”, non poteva mancare il riferimento alla crisi della moneta del Sol Levante che minaccia la stabilità globale, una crisi annunciata ma che viene da molto lontano e precisamente dall’origine della deflazione che colpì il Giappone nei primi anni novanta. L’ultima manovra palliativa promossa dalla Banca Centrale Giapponese ha avuto l’effetto contrario di far scendere temporaneamente il cambio sino a toccare il nuovo minimo storico contro euro per poi originare un temporaneo ridimensionamento simile ad una scossa tellurica che sarebbe tra le cause concomitanti che hanno determinato il vuoto d’aria delle scorse settimane. 

Recentemente il Giappone ha registrato un’inflazione pari a zero in gennaio, con il dato core cioè l’inflazione depurata dalle componenti più volatili come energia ed alimentare invariati rispetto ad un anno fa. I dati in questione fanno temere che il Sol Levante non possa essersi del tutto liberato dal fantasma della deflazione contro cui combatte da tempo immemorabile.

La BOJ ha deciso l’ennesimo status quo nella politica monetaria dichiarando di attendersi un’inflazione anemica anche sul breve periodo. Il Governatore Toshihiko Fukui ha per l’ennesima volta ripetuto che la politica monetaria vedrà un rialzo nel medio lungo termine e non certo a breve. La decisione scontata ha fatto proseguire la debolezza dello yen con conseguente correlata ripresa della fiducia sulle borse internazionali.

Per il governatore, la politica della BOJ non ha come obiettivo diretto il ridimensionamento  delle operazioni di carry trades, anche se è necessario valutare gli effetti di tali movimenti valutari sull’economia reale. La moneta giapponese ha cominciato all’improvviso un forte movimento contrario come se fossero arrivati sul mercato dei grandi compratori di yen. Certamente la BOI si è affrettata a dichiarare che questo non è il primo di una serie continua di rialzi ma solamente un atto dovuto per evidenziare la nuova ripresina economica che timidamente, molto timidamente ed a corrente alternata sembra avviare il paese fuori dal tunnel della deflazione.

In contemporanea l’inflazione permane come “minaccia” globale con il resto del mondo impegnato in politiche di stabilizzazione o rialzi dei tassi, non ultima la notizia di un’improvvisa accelerazione dell’inflazione in Inghilterra con un aumento del 2,8 % il più elevato da 11 anni a questa parte.Oggi  la FED risolverà il dilemma della politica monetaria ma non tanto come variazione dei tassi, ma quanto in prospettiva futura per arginare la problematica del mercato subprime e l’avversione al rischio! Il dilemma sarà principalmente concentrato sulla scelta di una probabile recessione dovuta ad un crollo dei consumi per effetto del mercato immobiliare e delle mutate condizioni del credito o la paura dell’inflazione che possa inficiare la crescita economica.

 

"La liquidità si può esaurire in breve con bruschi movimenti dei prezzi". Cosi si è espresso Lorenzo Bini Smaghi, membro del direttivo della Bce, che mette in guardia gli operatori, facendo riferimento alla volatilità attuale dei mercati finanziari. Per quale motivo? La Cina per prima. Una crisi finanziaria in Asia avrebbe conseguenze in Europa.

Il membro del direttivo della Bce si riferisce alla possibilità che in Cina si possa registrare un rallentamento della crescita o avere una crisi finanziaria: in tal caso, le conseguenze di un raffreddamento congiunturale in estremo Oriente potrebbero essere per l’Europa più pesanti di una recessione negli Usa.

Non solo le esportazioni europee in Asia sono ora maggiori che negli Usa, ma bisogna considerare che gli stessi Paesi asiatici sono esportatori di capitali. In caso di crisi, tali capitali verrebbero tolti dall’Europa con conseguenze sui tassi d’interesse (http://www.borsamonitor.it/)

 

Ora il fenomeno dei CARRY TRADE ovvero gli operatori finanziari ed in primo luogo i leggendari Hedge Funds e Private Equity che si indebitano in yen per solcare gli oceani ed approdare non molto lontano in Australia e Nuova Zelanda dove i tassi offrono rendimenti tra il 4 e il 5 % oppure più in là in America ed Europa dove i mercati azionari hanno offerto occasioni memorabili, sta amplificando questa sorta di squilibrio globale.

Dicevamo che l’origine e non la causa attuale di questa politica monetaria accondiscendente è da ricercarsi nei primi anni novanta quando in Giappone ci fu l’epilogo della cosiddetta “ bubble economy “ e più precisamente in giapponese la “ baburu keizai”.

Nel precedente post sui fenomeni della deflazione ed inflazione descrivemmo con l’aiuto di un’analisi ad opera di Cristiano Martorella le cause che avviarono il Sol Levante nel tunnel infinito della più grande deflazione da manuale che la storia ricordi dopo la Grande Depressione del ’29.

Le analisi delle cause che determinarono i grandi eventi economici della storia ci possono aiutare a capire quali possono essere le similitudini con l’era contemporanea, per comprendere gli errori e gli squilibri che originarono tali fenomeni tenendo ben presente le differenze relative ai contesti sociali, temporali ed economici in cui si verificarono. Nel dopoguerra l’esperienza  giapponese era diventata un laboratorio vivente per l’economia mondiale dove gradualmente attraverso l’impegno totalitario della popolazione arrivò ad eccellere in tutti i settori tecnologici.

Nelle analisi di Martorella sul sito (http://www.nipponico.com/dizionario/d/defure.php ) e in un’analisi sulla “baburu keizai “ nel sito (http://www.japanese123.com/bubbleeconomy.htm ) si trova una evidente analogia con gli ultimi anni di storia economica degli Stati Uniti. 

Negli anni 85/86 una sopravalutazione dello yen con alta inflazione portò ad una crisi delle esportazioni con conseguente repentino abbassamento dei tassi di interesse.

Il livello dei tassi vicino allo zero favori ogni sorta di speculazione con il valore del Nikkei triplicato negli anni 86/89 e il valore degli immobili che raggiunse quotazioni astronomiche creando un irrealistico mercato interno.

Successivamente per raffreddare questo eccesso di liquidità la banca centrale incominciò ad alzare i tassi raddoppiandoli in meno di un anno e determinando il crollo del mercato azionario che passò da 40000 a 20000 nel giro di poco più di un anno, determinando un’ondata di fallimenti ed il crollo del valore degli immobili.

Ora nessuno nega che l’economia americana sia sostanzialmente differente da quella giapponese e che ogni nazione ed ogni istituzione monetaria si comporta in maniera differente a seconda delle circostanze, ma credo che basta una colpo d’occhio per comprendere come in passato ogni politica economica eccessivamente espansiva ha portato a degli squilibri difficilmente sanabili.

Nel frattempo la FED ha lasciato invariato il tasso ufficiale di sconto ( FED FUNDS) al 5,25 % e secondo il comunicato ufficiale le recenti indicazioni macroeconomiche sono contrastanti e …..udite, udite la stabilizzazione del settore immobiliare sembra essere in atto!!!! L’economia crescerà in maniera moderata e le pressioni inflazionistiche seppur elevate destano preoccupazione. Le future mosse dipenderanno dall’andamento dell’economia e dall’inflazione! Il mercato immobiliare si stà stabilizzando …….. e la borsa parte per il rally di primavera! Scusate è stato solo un momento di debolezza, di incertezza, i carry trades ripartono con la benedizione della Boj verso nuove mete , nella notte la famosissima borsa di Shangai ritocca a distanza di tre settimane i record storici, e in una conferenza stampa notturna il buon Greenspan dirà che la sua è stata solo una visione,…….un brutto sogno!!!

Il mercato immobiliare si stà stabilizzando ando ando ando!!!!!!  Nell’ultima settimana, il sito Foreclosure.com segnala  circa 6000 fallimenti ed espropri di abitazione contro i 12000 in circa 2 mesi, quindi il 50 % del totale ripeto in una sola settimana e circa 9000 nuove situazioni di difficoltà contro il totale di 51000 sempre in due mesi che corirsponde a  poco meno del 20 %.

Dai Nando non lo hai ancora capito che si stà stabilizzando!

Bentornate mani forti!

Concludiamo questa analisi ricordando che la speranza che la storia non si ripeti sta impressa nella roccia dell’attuale convinzione del mercato, ma la certezza che ciò non avvenga sta scritta sulla  sabbia del deserto.

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4 commenti Commenta
Scritto il 3 novembre 2009 at 10:00

DOLLARO SU O DOLLARO GIU’,PRESTIAMO MOLTA ATTENZIONE A QUANTO CI DICE ANDREA E NON SOLO LUI[..] MARTEDÌ, 03 NOVEMBRE 2009 CARRY TRADE! RIASPETTANDO GODOT! Tempo fa scrissi che su Wikipedia sta scritto che la più famosa opera di Samuel Beckett, viene considerata come una delle più rappresentative del cosidetto " teat [..]

Scritto il 3 novembre 2009 at 10:00

DOLLARO SU O DOLLARO GIU’,PRESTIAMO MOLTA ATTENZIONE A QUANTO CI DICE ANDREA E NON SOLO LUI[..] MARTEDÌ, 03 NOVEMBRE 2009 CARRY TRADE! RIASPETTANDO GODOT! Tempo fa scrissi che su Wikipedia sta scritto che la più famosa opera di Samuel Beckett, viene considerata come una delle più rappresentative del cosidetto " teat [..]

Scritto il 3 novembre 2009 at 10:00

DOLLARO SU O DOLLARO GIU’,PRESTIAMO MOLTA ATTENZIONE A QUANTO CI DICE ANDREA E NON SOLO LUI[..] MARTEDÌ, 03 NOVEMBRE 2009 CARRY TRADE! RIASPETTANDO GODOT! Tempo fa scrissi che su Wikipedia sta scritto che la più famosa opera di Samuel Beckett, viene considerata come una delle più rappresentative del cosidetto " teat [..]

Scritto il 3 novembre 2009 at 10:00

DOLLARO SU O DOLLARO GIU’,PRESTIAMO MOLTA ATTENZIONE A QUANTO CI DICE ANDREA E NON SOLO LUI[..] MARTEDÌ, 03 NOVEMBRE 2009 CARRY TRADE! RIASPETTANDO GODOT! Tempo fa scrissi che su Wikipedia sta scritto che la più famosa opera di Samuel Beckett, viene considerata come una delle più rappresentative del cosidetto " teat [..]

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