TRUMP QE 4 : MEANING OF A BOND RALLY … CONTINUA!

Scritto il alle 08:04 da icebergfinanza

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Prezzi dei bond che volano e mercati ormai tornati sui massimi di ottobre, sospinti dagli acquisti delle banche centrali e il buon Donald che si agita chiedendo a gran voce un ribasso dei tassi e un nuovo quantitative easing, nuova liquidità per i mercati…

Non avendo ancora portato a termine la complessa partita a scacchi sui dazi con la Cina, ieri il tycoon è tornato a lanciar siluri dal sommergibile di Twitter al suo bersaglio preferito, la Federal Reserve del nemico Jerome Powell. Il primo: «La Fed dovrebbe tagliare i tassi, penso che abbia davvero rallentato la crescita economica americana (a causa della sua politica monetaria, ndr)». Il secondo: «Non c’è inflazione, dovrebbe esserci davvero un allentamento quantitativo… Se lo facessero, vedremmo un razzo spaziale. Nonostante ciò, stiamo andando molto bene».

Una banca centrale così accomodante non si vedeva da secoli e anche Trump sembra agitato, forse ha capito che non ci sarà alcun accordo con la Cina.

Nel frattempo Donald Trump mette in guardia Macron e li suggerisce di ritirarsi dall’assedio di Tripoli, ops scusate di Haftar.

Lo scrivevo appunto ieri, dietro la controffensiva di Haftar c’è come sempre la manina francese e il presidente americano oggi ritirando le sue truppe ordina di finire l’assedio. Qualcuno interpreta un voltafaccia del presidente americano nel confronti dell’attuale governo libico, in realtà non ha ancora capito che la Francia non ha nessun appoggio con l’attuale amministrazione americana e che l’Italia è in ottimi rapporti con gli USA.

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Lei nel frattempo fa finta di essere rilassata, e decide di rivolgersi direttamente agli inglesi per spiegare che il Parlamento inglese ha votato una legge che impedisce un’uscita senza accordo, quindi o si resta per sempre partecipando alle elezioni o si sceglie il suo accordo.

Ridicolo credere di trovare un accordo con i laburisti dopo che il suo partito e i nord irlandesi del DUP le hanno voltato le spalle…

“Non ho altra scelta che tendere la mano al resto del Parlamento” (…)  ora abbiamo una scelta netta: lasciare l’Unione europea con un accordo o non andarcene affatto”. E poi: “Più tempo ci vuole, maggiore è il rischio che il Regno Unito non esca mai. Significherebbe lasciare che la Brexit che il popolo britannico ha votato ci scivoli tra le dita. Io non sosterrò questo. È essenziale garantire ciò per cui la gente ha votato, e per farlo dobbiamo ottenere un accordo”.

Mercoledì ennesimo vertice straordinario a base di caviale e champagne dei 27 Paesi della Ue, noi ci siamo fatti un’idea ben precisa di quello che accadrà, nel frattempo

Ma torniamo agli USA, in realtà nulla sta andando bene in America, anche se i numeri del mercato immobiliare sembrano buoni, in realtà la tendenza sta decisamente rallentando come pure la crescita dei salari.

Senza il sostegno del settore pubblico, anche stavolta il dato avrebbe deluso le attese, 6000 posti di lavoro persi nel settore manifatturiero e anche il settore delle vendite al dettaglio e dei trasporti ha perso posti di lavoro.

PAYEMS Monthly Change

Solo sanità e istruzioni sotto la spinta governativa hanno aggiunto 70.000 posti di lavoro, ma l’economia delle piccole e medie imprese risente della guerra commerciale.

In pochi hanno notato che il numero dei lavori a tempo determinato è diminuito, di solito anticipa l’inizio di tagli ad ampio raggio nell’occupazione a tempo pieno. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile solo grazie d oltre 220.000 lavoratori che hanno lasciato la forza lavoro.

La crescita dei salari su base annua è rallentata di uno 0.2 % il ritmo più basso dal settembre dello scorso anno.

In sintesi la media degli ultimi mesi è scesa intorno a 180.000 posti contro i 223.000 del 2018, una recessione per il 2020 è assicurata, non importa cosa dicono analisti o economisti, non importa cosa pensi Wall Street, i bond vigilantes sono stati chiarissimi, il dato di venerdì ha fatto crollare i rendimenti.

Come riportato in settimana dal Financial Times, l’enorme rally di quest’anno dei titoli di Stato riflette una profonda preoccupazione per la salute dell’economia globale, ma ha fornito un notevole impulso agli hedge fund.

I rendimenti dei titoli di Stato decennali negli Stati Uniti sono passati da circa il 2,7% alla fine dello scorso anno al 2,34% la scorsa settimana – un riflesso dell’aumento dei prezzi – mentre gli investitori hanno reagito ai segnali sempre più cauti della Federal Reserve e altre grandi banche centrali.

Gli hedge fund hanno capitalizzato questo cambiamento. Caxton Associates con sede a New York è in aumento del 4,1%, secondo i numeri inviati agli investitori, mentre Brevan Howard di Londra, uno dei più noti fondi macro hedge al mondo, ha guadagnato il 2,3% nelle prime tre settimane di marzo, secondo numeri inviati agli investitori. Il fondo ha beneficiato di una scommessa sulla caduta dei rendimenti obbligazionari, ha detto una persona che ha familiarità con la questione. “È stato un trimestre davvero buono”, ha dichiarato Andrew Wilson, amministratore delegato di Goldman Sachs Asset Management, il cui macro fondo hedge ha scommesso sul calo dei rendimenti nei Treasury USA da sette a dieci anni e ha guadagnato circa l’8,8% prima tasse nel primo trimestre.

Anche il nostro Machiavelli non scherza in fatto di rendimenti le sue indicazioni hanno portato un rendimento del 4.7 lordo da inizio anno.

 “Le banche centrali sono in attesa; i rendimenti sono probabilmente a livelli ampiamente appropriati “, ha detto. “È davvero difficile immaginare [i trader] che generino rendimenti davvero eccezionali”. Wadhwani ha anche affermato di aver “significativamente” ridotto il suo posizionamento lungo a reddito fisso negli ultimi giorni, con la motivazione che il rincaro dei prezzi è andato troppo oltre.

In realtà noi pensiamo di essere solo all’inizio di un lungo viaggio, altro che prezzi andati troppo oltre, il potenziale per i prossimi due anni è superiore al 30 %.

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8 commenti Commenta
alexandersupertramp
Scritto il 8 aprile 2019 at 09:43

Guardando i grafici non mi sembra così negativo l’andamento del mercato del lavoro negli Stati Uniti. Per ora gode ancora di ottima salute.
Quanto alla Brexit ribadisco la mia personalissima idea. Non ci sarà nessuna Brexit.

    icebergfinanza
    Scritto il 8 aprile 2019 at 14:12

    Certo è in grandissima forma basta bersi tutto!

aorlansky60
Scritto il 8 aprile 2019 at 11:27

Quello che vado a scrivere l’ho già fatto diverse volte negli anni passati in questo blog, peraltro la previsione non è nemmeno mia ma proviene da un analista economico sconosciuto non tra i più noti e di sicuro “fuori dal mainstream” e fuori dalla caciara urlante del “coro” che impera :

Una volta creato, in conseguenza della politica monetaria espansiva (**)delle principali banche centrali, il “mostro” non potrà più essere fermato; richiederà misure sempre più ingenti per essere sostenuto assumendo proporzioni sempre più GIGANTESCHE fino al punto di rottura, il momento in cui le banche centrali e i governi politici dei rispettivi paesi di appartenenza si dovranno arrendere all’evidenza che è impossibile continuare a sostenerlo, dato che richiederà risorse irragionevoli fuori da ogni logica, ma allora sarà troppo tardi.

…evidentemente non ci troviamo ancora a quel decisivo “punto di rottura” previsto; di sicuro potrei ipotizzare che abbiamo superato -e di molto- il “punto di non ritorno”…

(**) : esperimento unico nel suo genere, un precedente mai avvenuto nel corso della storia : le principali BC dei paesi economicamente più importanti della Terra che attraverso strategia congiunta (al di là degli attriti commerciali) hanno inondato di liquidità facile “a costo zero” (oltre 15mila miliardi di $) il sistema dal 2009.

Ndr : “mostro” da vedere ed intendere come BOLLA… naturalmente.

reragno
Scritto il 8 aprile 2019 at 11:44

Ma Trump non era quello che diceva che l’ S&P 500 a 1800 era sopravvalutato? Anche lui , poverino si preoccupa degli indici azionari e non di rilanciare veramente l’economia con una più equa distribuzione della ricchezza. Non se ne esce da questo circolo vizioso. Aumentano le diseguaglianze e non c’è alcun leader sulla faccia della terra che si preoccupi che stiamo tornando all’epoca della schiavitù. Meno certezze per tutti, meno diritti e più doveri. Alla faccia di tutti i perbenisti snob, democratici e quindi di sinistra, e in quanto tali collusi con il potere massonico.

claudio_1965
Scritto il 8 aprile 2019 at 16:37

reragno: scusa io penso che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine è solo questione di tempo

madmax
Scritto il 8 aprile 2019 at 19:45

reragno@finanzaonline,

Reragno,
il kapitalismo e’ il sistema che avete/abbiamo sostenuto per anni come unico sistema possibile in grado di dispensare ricchezza e benessere a tutti ma il risultato e’ chiaro il solo 1% della popolazione si e’ messo in tasca tutto alla faccia dei gonzi che pensano che il kapitalismo dispensi ricchezza!
Ti sei mai chiesto perche’ tutti censurano Karl Marx? Perche’ lo aveva spiegato chiaramente che il Kapitalismo avrebbe distrutto se stesso!!! L’alternativa esiste ma nessuno la vuole veramente!

idleproc
Scritto il 9 aprile 2019 at 14:15

reragno@finanzaonline,

Vero, almeno per quanto riguarda la distorsione terminale sistemica ma è solo un lato ella questione che renderebbe inspiegabile come non gli sia già esploso ancora il giocattolo.
La “copertura” della “bolla” che comunque esiste, è l’esproprio sociale e sempre in modo “grezzo”, per capire, bastano le quattro operazioni.
Se io ho un conto corrente che quando vado a debito di gioco me lo azzerano e me lo rimpinguano e te invece non lo hai, ti accollo a mezzo partiti e “lobbisti” che mi compro, il debito, tanto non mi costa niente.
Che tu sia singolo o piccola e media impresa ti metto in mutande e ti faccio svendere tutto quello che hai sia di privato che di pubblico come copertura sociale comune.
Inoltre i tuoi investimenti produttivi redditizi e di copertura sociale pubblici che per me oligopolista finanziario sono l’unico concorrente che temo in quanto di potenza economica e politica equivalente o superiore, li acquisco per quattro soldi in nome della “liberalizzazione” e della concorrenza, anzi, mi ci faccio dare pure soldi tuoi sopra.
Inoltre essendo un oligopolista interconnesso finanziariamente al vertice mi gestisco anche il sistema parassitario mediatico e ti faccio il lavaggio del cervello su quanto risparmiererai con la “liberalizzazione” ad es. dell’energia che invece ti costerà di più anche come costi aggiuntivi e parassitari di irrazionalità sistemica.

idleproc
Scritto il 10 aprile 2019 at 03:34

…e con la “patrimoniale”, sia a mezzo tariffe costantemente in aumento come i costi sociali sempre in aumento del nuovo modello finanziarizzato (pensioni, sanità, servizi vari…) o con una patrimoniale “ufficiale” e dichiarata i soldi vanno sempre a finire lì, non è che scompaiano.
Non è un caso l’entusiasmo che ci mettono per volere una patrimoniale, entusiasmo che sarebbe un po’ inspiegabile visti i soggetti bipartisan non raggiungibili che la propongono.
Sono come i bambini con la cioccolata, gli puoi dire che rischiano l’indigestione e mal di panza ma mica ti ascoltano.
In un certo senso fanno anche tenerezza, visto il livello, beh, faranno indigestione.
Con questo vi saluto e torno a giocare con i miei interessi logico-scientifici sull’AI, sopravvivere mentalmente oggi è una necessità.

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