THE BIG SHORT… ULTIMA GRANDE SCOMMESSA!

Scritto il alle 07:37 da icebergfinanza

Risultati immagini per mike burry batteriaThe big

Come preannunciato attraverso il mio amico, Claudio Gandolfo di BusinessCommunity ho avuto la fortuna e l’onore di fare alcune domande a Steve Eisman, la leggenda di “The Big Short”, domande che potete trovare riassunte in questo pezzo pubblicato da Claudio…

INTERVISTA A STEVE EISMAN

Premesso che anche noi non vediamo rischi dal mercato immobiliare residenziale o bolle, se non quello di frenare la crescita e accelerare la recessione, premesso che come ben sa chi segue Machiavelli il sistema finanziario americano oggi è molto più solido di quello del 2008, visto anche il responso del nostro modellino di controllo del rischio preferito, mi sono concentrato sull’argomento euro anche se Eisman è stato evasivo…

Risultati immagini per steve eisman

Sostenibilità dell’euro: è una moneta che ha futuro?

Questa domanda è difficile per me che sono un americano. Sono solo un osservatore. Io credo che il problema dell’euro sia più politico rispetto alla moneta in sè. Negli USA abbiamo avuto la guerra civile per avere una nazione unica. Non credo che l’Europa non voglia andare incontro ad una guerra civile per diventare un’unica nazione. Io credo che l’euro sarà una valuta imperfetta, e per lungo tempo. Questa è la mia opinione..

Lui crede che l’euro sarà una valuta imperfetta a lungo, quindi la forza dell’euro e la debolezza del dollaro sono solo un sogno e noi siamo sulla rotta giusta.

Ha definito Draghi meglio di Dio…

«Meglio di Dio — ha detto alla conferenza — Dio ci mise sei giorni a creare l’Universo. A Draghi sono bastate cinque parole (We’ll do whatever it takes) per salvare l’euro».

Peccato che per quanto divino Draghi non sia ancora riuscito a riportare l’inflazione al 2% unico compito che ha la BCE, contro la deflazione da debiti Draghi non può fare nulla.

Non so se Eisman ha scherzato quando ha eluso la mia domanda precisa sul mercato immobiliare commerciale americano, quello residenziale non è a rischio, ma quello commerciale non gode di buona salute dopo le continue chiusure e fallimenti del settore retail e dei centri commerciali in USA.

Come dice il grande Mike Shedlock, mi ci ritrovo al 101 %…

 

La tecnologia è frizzante, ma non come il 2000. Ecco come vedo le cose.

  1. Non avremo fallimenti bancari negli Stati Uniti.
  2. Ci saranno gravi fallimenti bancari o bail-in in Europa.
  3. L’alloggio non avrà un ruolo importante ma rafforzerà la recessione.
  4. I millennial semplicemente non possono permettersi case senza che l’edilizia non porti a un tentativo della Fed di ripresa anche se i tassi di interesse scoppiano.
  5. Bassi tassi di interesse manterranno in vita le società di zombi ancora per un po
  6. Proliferazione di negozi al dettaglio, Walmart, Target, tutto richiede livelli minimi di personale, non importa quanto scarse siano le vendite.
  7. La disoccupazione non aumenterà molto come l’ultima volta. Invece, aspettati di vedere il taglio delle ore lavorate. Inoltre, molti di coloro che attualmente hanno due posti di lavoro ne perdono uno.
  8. Le vendite al dettaglio si affievoliranno con la riduzione del lavoro.
  9. L’impatto di quanto sopra è un profitto molto debole ma non una massiccia interruzione della manodopera
  10. Anche i titoli spazzatura verranno colti dal timore di indebitarsi.
  11. Questo malessere può potenzialmente durare per anni.

Il risultato, un’economia zombificata, una stagnazione prolungata per anni e anni, deflazione da debito.

L’ Europa è sulla strada giusta per emulare il Giappone

 

Gli Stati Uniti non possono e probabilmente non passeranno ancora attraverso gli estremi del genere giapponese. Tuttavia, la configurazione della demografia è scarsa, il problema del debito degli studenti è i boomers impreparati alla pensione sono un enorme problema e le pensioni sono un problema enorme.

Riassumendo la prossima grande crisi arriverà dall’Europa!

Come ben sapete noi puntiamo da tempo su un nuovo Michael Burry più che su Steve Eisman che è arrivato dopo, Michael il gestore di Scion Capital che ha anticipato tutti è lui il vero visionario. Chissà che il prossimo visionario non sia proprio il sottoscritto!

Gli amici di Machiavelli sanno da tempo quale è il vero tallone di Achille di questo mercato, quale la cresta che provocherà la prossima valanga, la prossima crisi, mentre i soliti ottimisti di maniera vedono solo verdi praterie e orizzonti infiniti, più o meno come Fisher alla vigilia del crollo del ’29.

Ora non resta che attendere, forse sono rimasto davvero da solo a chiamare il prossimo “big short” non importa da dove arriverà, noi un’idea ce la siamo fatta, ma arriverà, puntuale come la storia, i bond vigilantes stanno suggerendo da tempo di fare attenzione. Stay tuned!

SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO!

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.3/10 (12 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +10 (from 12 votes)
THE BIG SHORT... ULTIMA GRANDE SCOMMESSA!, 9.3 out of 10 based on 12 ratings
Tags:   |
4 commenti Commenta
idleproc
Scritto il 4 aprile 2019 at 22:48

Si, forse sei l’unico, infatti esiste anche il convitato di pietra che anche se si illudono di aver preso tutte le misure per gestirlo e gettargli sabbia negli occhi non è così che funziona.
Mi pare siano stati avvertiti a sufficienza.

    icebergfinanza
    Scritto il 5 aprile 2019 at 07:34

    Non sono l’unico ci sono anche trilioni di bond vigilantes che la pensano come il sottoscritto ;-)

stanziale
Scritto il 5 aprile 2019 at 09:33

Leggiucchiando un giornale, piu’ che altro il titolo, risulterebbe che si parla di fusione tra unicredit e commerzbank…dopo averci depredato di tutto, ora per ricompensa l’asse franco tedesco ci vuole accollare i debiti di mezza germania, per interposta banca italiana , che senza pagarla se la sono presa….( poi c’e’ Draghi che ci ricorda che l’oro dell’italia, del popolo italiano, e per la verita’ in larga parte sembra proveniente dall’ex regno borbonico, e’ in uso ai franco tedeschi, non all’italia…non si sa’ da quale trattato, fonte scritta tragga la sua dichiarazione…forse si sara’ consultato con Mattarella e Visco…(naturalmente l’oro tedesco e francese non e’ della bce ma degli stati nazionali, ovvio)…mi raccomando continuiamo a dormire.

idleproc
Scritto il 5 aprile 2019 at 12:29

stanziale@finanza,

In generale è una delle “tecniche”, prima lanciano una “notizia” e sondano le reazioni, su questa base calcolano i tempi e le modalità di condire le “notizie” successive, ripetendo la cosa con “dibattiti” e “polemiche” gestite, la fanno poi percepre come “normale”, accettabile e un dato di fatto inevitabile.
Su altro nascondono del tutto quello che stanno facendo, se viene fuori, escono con finti scontri al ribasso fasullo sull’obbiettivo già concordato e definito o spostano l’attenzione con clamori su altro e falsi obbiettivi.
Non te la puoi prendere con chi ci casca in buona fede, sono le vittime, la cosa funziona fino a quando funziona.
Hanno fatto e fanno anche una serie spettacolare di errori che che non mi pare il caso di elencare.

SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO Clicca qui sopra
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
IL NOSTRO LIBRO clicca qui
SOSTIENI ICEBERGFINANZA
Articolo dal Network
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
In aiuto a chi cerca il lavoro giusto arriva Job Match, una piattaforma intelligente che mostra
Una pioggia di dividendi sta per arrivare a Piazza Affari. La stagione per alcuni titoli del Ftse Mi
Niente di nuovo sotto il cielo delle valute mondiali, il dollaro continua a dettare legge ovunqu
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Ftse Mib: prosegue l'ottimismo sui mercati internazionali, con gli indici americani che segnano nuov
Colgo l’occasione per ricordare che spesso, per quanto riguarda l'invio dei manoscritti di Machiav
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
23 Se prima della notizia dell'embargo totale nei confronti del petrolio dell'Iran c'era forse il
Ftse Mib: l'indice italiano apre debole dopo il ponte festivo e dopo aver testato i 22.000 punti. Il