CHINA: TRADE WAR UN THE’ PER CINQUEMILA ILLUSIONI!

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

Cartone animato del giorno: Pied Piper - F0492165 759F 4703 B21B 16EEEB3A9E86

L’ormai famosa antibiblioteca di Umberto Eco per alcuni, per altri quella di Nassim Taleb che abbiamo citato all’inizio del nostro Outlook 2019 va presa in mano anche all’incontrario, non solo le tesi che potrebbero smontare le nostre visioni per i prossimi due anni, ma anche quelle che potrebbero smontare il diffuso ottimismo che oggi circonda i mercati sull’accordo tra gli Stati Uniti e la Cina…

A dire il vero hanno festeggiato un secondo poi il Dax si è fatto quasi 200 punti al ribasso tutti in un fiato. “Sell on news”, i dati non contano, gli algos guardano ad altro, i grafici sono più importanti in un mondo nel quale ciò che conta è la dinamica di un corpo attraverso uno spazio temporale, come direbbe il nostro Puntosella che ritroveremo nel fine settimana.

A proposito, stiamo ancora aspettando la debolezza del dollaro!

Vi abbiamo già spiegato in questa intervista per quale motivo qualunque accordo non servirà a nulla…

TRADE WAR: ULTIMO DUELLO! MIA INTERVISTA A BUSINESSCOMMUNITY

Oggi a Pechino inizia un cosuccia che in molti sottovalutano, si rispolvera l’orgoglio cinese…

Inaugurata a Pechino la 13ma sessione del Cppcc, il Comitato nazionale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese. Oltre cinquemila i delegati. Si tratta del secondo organo consultivo del sistena politico cinese

Immagino che si parlerà anche dell’accordo commerciale e leggendo un libro dell’antibiblioteca non escluderei un gran rispolvero dell’orgoglio cinese, per quale motivo dare a Trump quello che lui pensa sia suo.

Per il resto, continuano le buone notizie dall’America, in mezzo ad un gregge di economisti ed analisti sorpresi e frastornati, crollano ulteriormente le spese per costruzioni, il mercato immobiliare continua ad inviare segnali negativi, nessuna possibilità di sostegno per il Pil da questo settore.

Per dicembre, la  spesa è diminuita dello 0,6% rispetto al mese preecedente, mancando previsioni per un guadagno dello 0,1%.

Fantastico, anche un bambino poteva prevedere un calo sensibile della spesa per costruzioni guardando gli ultimi dati, ma no, loro gli analisti a libro paga di banche e del regno degli ottimisti, sono riusciti a farsi sorprende di ben sette punti.

 

Bloomberg nota che la cifra dell’anno intero riflette un aumento del 3,3% nell’edilizia residenziale privata che è stato il più piccolo progresso dal 2011.

In attesa del nuovo manoscritto, “La grande strambata” alcune notizie in arrivo dalla terra dei canguri…

Febbraio ha mostrato un deterioramento dell’attività del settore dei servizi in Australia per la prima volta da quando il sondaggio è iniziato quasi tre anni fa.

Come nota Markit , è stata registrata per la prima volta una diminuzione dei nuovi afflussi di imprese da quando il sondaggio è stato avviato a maggio 2016, mentre la crescita della domanda all’estero si è attenuata sensibilmente. La domanda più debole ha esercitato meno pressione sulla capacità operativa. Le imprese hanno registrato solo un aumento marginale del livello delle attività in essere, l’aumento più lento da sei mesi.

“In Australia ogni indicatore lampeggia di rosso. È un castello di carte. Siamo molto dipendenti dalla Cina (siamo alla pari con il Congo per quanto siamo fiduciosi) e siamo in una guerra commerciale. Abbiamo il mercato immobiliare che cade da una scogliera, e questo sta accadendo anche da Vancouver ad Auckland.

“La commissione reale sarà un catalizzatore per il crollo del mercato immobiliare australiano, con l’altro catalizzatore ovvero il controllo dei flussi di capitali dalla Cina. Non dovremmo mai lasciare che la bolla immobiliare diventi così grande. Le persone non possono permettersi le case e gli stipendi non hanno tenuto il passo. “

C’è un’altra interessante intervista che riassume l’ipoteca della deflazione da debiti sulla crescita, non c’è scampo con il troppo debito…

 

“In tutto il mondo, stanno crescendo le prove che il mondo è in debito con il debito e che sempre più persone, aziende e governi stanno lottando per servire questi debiti dato il rallentamento della crescita economica”(…) l’Australia ha affrontato significativi rischi macrofinanziari derivanti dagli alti prezzi degli immobili e dai livelli di indebitamento delle famiglie. Questi rischi rendono l’Australia estremamente vulnerabile a una catastrofica crisi economica.

“L’economia continuerà senza dubbio a peggiorare nel 2019 e nel 2020. Molti australiani vedranno evaporare la loro cosiddetta ricchezza e molti subiranno perdite finanziarie significative. Il giorno della resa dei conti derivante dalla più grande bolla del debito nella storia australiana si sta avvicinando rapidamente. “

Le attese ora sono per un taglio dei tassi in Australia, i prezzi dei bond australiani sono pronti al decollo, ma di questo parleremo nel fine settimana assieme agli amici sostenitori di Machiavelli, nella ” Grande strambata.”

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3 commenti Commenta
madmax
Scritto il 5 marzo 2019 at 13:38

Ahahah Australiani ex-galeotti inglesi che pensano ancora di scambiare specchietti e collanine con il terzo mondo!
Adesso hanno un problema in piu’ bello grosso: la Cina ha bloccato le importazioni del loro carbone:
https://www.google.pl/amp/amp.abc.net.au/article/10835136
Il perche’ non lo vogliono capire: hanno bannato gli Huawei dall’Australia seguendo lo zio Sam ed adesso si tengono il carbone!!!!
Lunga vita al Dragone!!! A proposito qualcuno spieghi al Governo o ai No-TAV che sul sito del Ministero dei Trasporti Cinese stanno tutte le rotte di traffico ferroviario e la stima di 5000 treni annui nel 2020 dalla Cina all’Europa!!!
Blocchiamo la TAV per favore, poi il traffico passa sopra le alpi con goduria degli spedizionieri krukki e della DB!!!

idleproc
Scritto il 6 marzo 2019 at 20:25

madmax,

Dovresti preoccuparti di casa tua, i Cinesi praticano anche loro il neocolonialismo economico-finanziario, hanno imparato e come QI, storia e cultura non sono gli ultimi arrivati, le brillanti menti che si sono svenduti casa nostra, le surclassano.
Pensa un po’ che si erano venuti a studiare come funzionava il nostro sistema prima della svendita e delle “riforme”.
Non che io ce l’abbia coi Cinesi e in particolare con le Cinesi specie quando hanno fatto tornare a casa quegli “imprenditori” nostrani “globalizzatori” e rimarchiatori partiti con le scarpe di coccodrillo e tornati lagnosi con le infradito.
Guarderemo passare i treni insieme ai nostri pendolari cioè la “merce-lavoro” che con lo zaino in spalla si portano fettonando la merce che producono.
Nessuno che faccia un ragionamento organico ed un progetto organico poliennale infrastrutturale per tutta l’Italia e come razionalizzare la spesa che da quando non abbiamo più la moneta sovrana è puro debito finanziario a strozzo, è un dettaglio sul quale sorvolano.
La spinta d’origine nella propaganda sono i soliti noti che fanno il solito noto mestiere e sono a caccia di soldi e dato che occupano ancora posti chiave, lo eserciteranno.

aorlansky60
Scritto il 7 marzo 2019 at 11:34

@ Idleproc

Nessuno che faccia un ragionamento organico ed un progetto organico poliennale infrastrutturale per tutta l’Italia e come razionalizzare la spesa che da quando non abbiamo più la moneta sovrana è puro debito finanziario a strozzo, è un dettaglio sul quale sorvolano.

già, è vero purtroppo, anche l’opinione pubblica italiana -al netto dei salotti buoni dell’economia e della finanza per quello che ne rimane- è ancora convinta dei benefici apportati dall’€uro all’Italia (sic), è questo il dramma, non hanno capito e forse mai capiranno (e in questo stà la propaganda che lavora al servizio di chi ha l’interesse a farlo credere) quanto l’€uro si sia tramutato invece in un colossale affare solo per i paesi nordici (dell’UE) che si vedono arrivare ingenti contributi dai paesi mediterranei come l’Italia : è dal 2011 (almeno) che gli Italiani pagano l’UE sotto forma di PESANTI RIFORME quali direttiva BRRD di “bail-in”, LAVORO (job-acts che ha di fatto con eliminato il contratto a tempo indeterminato e precarizzato le figure meno qualificate), e riforma PENSIONI.

Prima del 2011 l’Italia aveva un debito pubblico assai più sostenibile -in prospettiva futura- di quello francese, ci hanno pensato francesi e tedeschi a renderlo “meno sostenibile” e quindi a rendere l’Italia assoggettabile a ricatti di qualsiasi tipo, primo dei quali quello dello “spread”(sic)

E siccome l’intero sistema italiano è sotto ricatto, siccome non abbiamo più alcuna sovranità ed infine siccome l’idilio di armonia europea condivisa da tutti i 27 stati membri è una miserabile bufala per mascherare quello che in realtà (come ci si poteva aspettare) è diventata nel corso del tempo l’UE, ovvero una struttura al servizio degli interessi franco-tedeschi, quest’ultimi continueranno ad esercitare ogni forma di pressione affinchè la periferia dell’Europa (paesi come l’Italia) paghi per continuare a sostenere il centro del sistema (Bruxelles, Lussemburgo, Francia e Germania) a meno che fin dalle prossime elezioni Europee esca dalle urne un messaggio chiaro ed inequivocabile a volere spezzare questo subdolo potere.

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