AQUISGRANA: LA FINE DI QUESTA EUROPA!

Scritto il alle 07:28 da icebergfinanza

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Il tempo è davvero tiranno, faccio fatica a trovare il tempo per trattare come si deve alcuni argomenti che mi stanno a cuore, serve un po di pazienza, prima o poi arriviamo ovunque.

Nel frattempo la notizia del giorno è il clamoroso suicidio politico a qualche mese dalle elezioni europee di Angela Merkel e Manu Macron, il simbolo dell’egoismo europeo, la testimonianza della nuova tentazione di egemonia franco.tedesca, una sorta di revival della repubblica di Vichy, lo Stato che governò la parte meridionale della Francia dopo l’invasione dei tedeschi, dipendente in tutto e per tutto dai nazisti…

Per loro non c’è stata un’accoglienza calorosa. I due leader sono stati fischiati dalla folla!

Ma vediamo di cosa si tratta!

Il trattato impegna Parigi e Berlino a legami più stretti in campo politico, economico e della difesa e ribadisce l’impegno dei due Paesi per il “successo dell’Europa” colpita da nazionalismi e Brexit. La firma è avvenuta nell’anniversario del patto di amicizia siglato nel 1963 da Charles de Gaulle e Konrad Adenauer. L’intesa ha l’obiettivo di rafforzare “il motore franco-tedesco”, come forza motrice dell’integrazione europea. Merkel ha dichiarato che “Francia e Germania devono, insieme, imprimere il ritmo” all’Europa” e “riorientare la nostra cooperazione, concordare il ruolo internazionale e impegnarci in azioni comuni. Vogliamo contribuire al successo dell’Ue” soprattutto in un periodo in cui “populismo e nazionalismo sono in crescita”.

Loro voglio imprimere il ritmo all’Europa, in realtà da sempre vogliono imporsi all’Europa!

“L’accordo” di cooperazione tra Francia e Germania “resta indispensabile” e “essenziale” e “oggi si apre un nuovo capitolo sulle fondamenta della riconciliazione”, ha aggiunto a sua volta Macron sottolineando che i due Paesi “hanno la responsabilità di mostrare una nuova via per l’Europa”. Il trattato ha ricevuto critiche in Francia, oltre che da Le Pen (che lo ha paragonato a un “atto vicino al tradimento”) dai neogollisti di “Debout la France” e dalla sinistra radicale de “La France insoumise”. In Germania invece, ad alzare la voce è stata l’estrema destra dell’Afd. Il copresidente Alexander Gauland ha accusato i due Paesi di voler creare una “super Ue” nell’Unione. “Come populisti ribadiamo che prima vengono gli interessi del proprio Paese. Non vogliamo che Macron rinnovi il suo Paese con i soldi tedeschi”.

Macron, però, ha ribattuto seccamente, sostenendo che “coloro che diffondono e rafforzano queste menzogne fanno male alla nostra Storia e ai nostri popoli” perché il patto “mostra che la nostra amicizia, il nostro progetto comune e le nostre comuni ambizioni per l’Europa sono quelle che ci proteggono veramente e che ci consentono di riprendere il controllo delle nostre vite e dei nostri destini”.

La storia di Macron, la sua arroganza, mi dicono che non c’è nulla di vero nelle sue parole, questa è la vera essenza di questa Europa, fondata quasi esclusivamente sulla moneta e sui capitali, sugli interessi della finanza di cui Macron fa parte e della Germania, come ha dimostrato la vicenda Grecia.

Il trattato, infine, dedica ampio spazio ai rapporti dei settori della difesa di Francia e Germania e “contribuirà alla creazione di un esercito europeo”, ha spiegato Merkel. I due Paesi si impegnano a “prestare aiuto e assistenza reciproca con tutti i mezzi a loro disposizione, compresa le forze armate, in caso di aggressione contro il loro territorio”, anche in caso di terrorismo. Sebbene questa solidarietà sia già prevista nel quadro della Nato, l’obiettivo di Francia e Germania è anche quello di “rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le loro forze armate” e “di procedere a schieramenti congiunti”. Parigi e Berlino, a questo scopo, “istituiscono il Consiglio di difesa e sicurezza franco-tedesco come organo politico adibito a gestire questi reciproci impegni”.

Il trattato impegna Parigi e Berlino a legami più stretti in campo politico, economico e della difesa e ribadisce l’impegno dei due Paesi per il “successo dell’Europa” colpita da nazionalismi e Brexit. La firma è avvenuta nell’anniversario del patto di amicizia siglato nel 1963 da Charles de Gaulle e Konrad Adenauer. L’intesa ha l’obiettivo di rafforzare “il motore franco-tedesco”, come forza motrice dell’integrazione europea. Merkel ha dichiarato che “Francia e Germania devono, insieme, imprimere il ritmo” all’Europa” e “riorientare la nostra cooperazione, concordare il ruolo internazionale e impegnarci in azioni comuni. Vogliamo contribuire al successo dell’Ue” soprattutto in un periodo in cui “populismo e nazionalismo sono in crescita”.

“L’accordo” di cooperazione tra Francia e Germania “resta indispensabile” e “essenziale” e “oggi si apre un nuovo capitolo sulle fondamenta della riconciliazione”, ha aggiunto a sua volta Macron sottolineando che i due Paesi “hanno la responsabilità di mostrare una nuova via per l’Europa”. Il trattato ha ricevuto critiche in Francia, oltre che da Le Pen (che lo ha paragonato a un “atto vicino al tradimento”) dai neogollisti di “Debout la France” e dalla sinistra radicale de “La France insoumise”. In Germnia, invece, ad alzare la voce è stata l’estrema destra dell’Afd. Il copresidente Alexander Gauland ha accusato i due Paesi di voler creare una “super Ue” nell’Unione. “Come populisti ribadiamo che prima vengono gli interessi del proprio Paese. Non vogliamo che Macron rinnovi il suo Paese con i soldi tedeschi”.

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Questa è l’Europa che deve essere spazzata via a maggio, facendo molta attenzione a chi sostituirà questi plutocrati.

Ma torniamo a noi, soprattutto a quelli affascinati da questo rimbalzo del gatto morto, ieri senza le presunte notizie di un accordo sullo shutdown e le dichiarazioni di Kudlow per smentire alcune notizie del New York Times sulla cancellazione di alcuni colloqui con la Cina.

In realtà la più clamorosa notizia di ieri, per noi non certo una sorpresa è il collasso delle vendite di abitazioni esistenti in America, un crollo di oltre il 6 % contro aspettative sei volte inferiori, ovvero di una riduzione di solo un punto circa.

Ciò che conta come ben sanno gli amici di Machiavelli è il trend e il rialzo dei tassi ha definitivamente fermato la nuova bolla immobiliare americana, sostenuta esclusivamente dal debito, tanto per cambiare…

Consiglio a tutti di non sottovalutare questa dinamica, in fondo è già accaduto nel 2007, accadrà di nuovo, tassi a zero o negativi saranno la nuova realtà come abbiamo raccontato in questi giorni.

Per quanto riguarda l’Europa, domani sapremo se la corsa all’acquisto dei titoli di Stato Europei, all’acquisto dei BTP negli ultimi giorni sarà ricompensata dalle dichiarazioni di Drahi nella riunione della BCE, con la promessa  di un nuovo programma di liquidità, LTRO o il ritorno del quantitative easing, anche se io attenderei marzo per una simile dichiarazione, con l’avvio del nuovo programma a giugno o forse prima, prima delle elezioni europee.

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8 commenti Commenta
idleproc
Scritto il 23 gennaio 2019 at 11:02

Uno sguardo storico su quello che hanno combinato senza chiederlo ai popoli interessati

https://www.ukcolumn.org/series/eu-military-unification

idleproc
Scritto il 23 gennaio 2019 at 11:40

Buttandola sul ridere, sia pure dal bunker la Merkel ha condotto la guerra lampo più veloce della storia. È un peccato che quell’altro abbia demolito all’epoca il vagone, Manu, avrebbe potuto firmarlo lì, il trattato.
L’arroganza, l’imbecillità, la visione miserabile e mediocre di interessi minoritari di caste e apparati iperprivilegiati a sbafo e putrefatti hanno devastato l’europa, non i cosiddetti populisti. La menzogna ha devastato l’occidente, la menzogna costante spacciata e rovescista come ‘buoni principii’.
Tra, l’altro è stato un ‘come complicare le cose semplici’, tipico degli idioti autoreferenziali.

stefan zweig
Scritto il 23 gennaio 2019 at 12:45

Spazzati via a maggio da chi? A parte che i nazionalisti prenderanno si e no il 20% dei voti. Avremo poi a che fare con personaggi che si insultano a vicenda e che leggono dossier in cui cè scritto quante merci passano per il tunnel del Brennero?

    icebergfinanza
    Scritto il 24 gennaio 2019 at 06:30

    Si certo, la Brexit non ci sarebbe mai stata, Trump non sarebbe mai stato eletto e in Italia, mai Lega e Cinque Stelle sarebbero andati al governo… si certo, il 20 % dei voti di mia nonna! ;-)

stanziale
Scritto il 23 gennaio 2019 at 19:29

Oh-Oh…chissa’ perche’ mi viene in mente Cesare Lombroso ….

magicx
Scritto il 24 gennaio 2019 at 09:04

Mi pare una polemica da operetta.
Se si inneggia a una rivisitazione degli assetti europei, prendendo anche in considerazione come base di partenza una dissoluzione di questa Europa per poi procedere a una nuova ricostruzione, trattati bilaterali come questo dovrebbero essere presi a esempio di quello che dovrebbe essere l’ordine del giorno.
D’altro canto se si smantellasse tutto cosa dovrebbero fare gli Stati? se non nuovi accordi bilaterali?
Quindi semmai l’ipocrisia sta nel farli volendo (a parole) mantenere l’attuale status quo.
Ergo, ciò che hanno fatto Francia e Germania, anzichè essere criticato dovrebbe invece essere osannato quale chiaro esempio che le paturnie “comuni” così come oggi gestite, devono essere superate e ridiscusse.

stefan zweig
Scritto il 24 gennaio 2019 at 10:49

ice­berg­fi­nan­za,

Vedremo se alla lunga la strategia di insulti e gente preparatissima (vedi Ministri delle Infrastrutture che leggono dossier sulle merci che passano per il Tunnel del Brennero, sottosegretari che auspicano cambiamenti a 370 gradi, sottosegretari alla cultura che non leggono un libro da tre anni etc.) paga, oppure l’altra, quella di cercare alleanze ed equilibri. Cosa ci sia di positivo nella Brexit e nella presidenza Trump, ancora non lo ho capito.

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