BREXIT: MAY UNA GIOIA!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

Alla fine è finito tutto come abbiamo previsto domenica nel nostro outlook 2019, la May si è salvata per un soffio, contraendo una dopo l’altra due sconfitte politiche epocali, perchè ieri, se qualcuno non se ne è accorto i numeri erano davvero al limite, ottiene la fiducia con 325 voti a favore contro 306.

Dead woman walking, ha i giorni contati, non può fare altro che chiedere aiuto all’Europa e infatti dall’Europa arriva la disponibilità a prorogare i termini, proprio come abbiamo scritto domenica.

C’è sempre tempo per evitare la fine dell’Europa, soprattutto è necessario prendere tempo e rimandare il tutto a dopo le elezioni europee di Maggio o meglio di May.

Il rischio no-deal. il rischio di una hard Brexit per noi sta diventando realtà e forse finirà proprio così, ma non subito, dopo le elezioni europee, quando sarà chiaro a tutti che la festa per la plutocrazia è finita.

I laburisti possono riprovarci in qualunque momento, continueranno appena possibile a chiedere la sfiducia, la May dice che dialogherà con tutti, ma basta che faccia qualcosa che non piace ai suoi piccoli alleati irlandesi è puffete, nuove elezioni il giorno dopo.

La May, il parlamento inglese, l’intero popolo inglese sono in un vicolo cieco, per il semplice motivo che non è stato dato corso al volere del popolo. Ora si attende il rinvio dell’Europa, ma serve l’unanime consenso di tutti i Paesi europei.

Un dubbio! Ma alle elezioni europee gli inglesi partecipano?

L’andamento della sterlina e dei titoli di Stato inglesi, ci dice che i mercati non scontano una hard Brexit, un no-deal.

Ora la May deve riformulare una proposta entro 3 giorni utili, ovvero entro lunedì, questo lo ha deciso il Parlamento nei giorni scorsi. L’emendamento presentato dai laburisti e approvato con l’appoggio di 20 conservatori è chiaro.

Toglietevi dalla testa l’ipotesi di un altro referendum, non interessa a nessuno, tranne quattro gatti e non è proponibile con le elezioni alle porte.

Resta l’opzione ‘Norvegia plus’, accettabile per la UE, stesse regole e accordi in essere con la Norvegia, ma così il Regno Disunito si legherebbe le mani e la May perderebbe i suoi alleati irlandesi.

Nel frattempo la Merkel spera che non vada tutto per aria, visto che dopo aver perso il mercato automobilistico americano e ridotto quello cinese, perdere anche quello inglese sarebbe un suicidio politico e commerciale.

La cosa affascinante è che dopo avervi raccontano per mesi che un’eventuale fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank, sarebbe come cercare di fondere due buchi neri, creando un’esplosione devastante, la vigilanza tedesca della BAFIN suggerisce che sarebbe meglio rifilare il buco nero con la banca intorno a qualche banca europea, magari italiana, così da evitare alla Merkel di tirare fuori i soldini per nazionalizzarla, la più grande socializzazione delle perdite per fessi della storia.

Nel frattempo in America crollano le aspettative di inflazione, distruggendo l’ultima illusione, mentre lo shutdown nasconde una serie di dati economici che potrebbe evidenziare la frenata dell’economia americana. Ovviamente la chiusura di molti uffici governativi non permette la raccolta dei dati.

 I dati sull’inflazione sono stati molto morbidi con cali radicali visti per i resoconti di questa settimana sui prezzi di importazione e esportazione e anche sui prezzi dei produttori e sul rapporto sui prezzi al consumo della scorsa settimana. Il rapporto di gennaio sulle aspettative di inflazione dell’anno precedente a livello di business, in calo di 3 decimi al 2,0 percento è l’ultimo arrivato dalla Fed di Atlanta. Questa è la lettura più bassa dal maggio dello scorso anno e sottolinea quello che potrebbe essere un tema disinflazionistico emergente nell’economia. Questi risultati specificano gli analisti della Fed di Atlanta, non parlano della necessità di aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve.

Ragazzi, stiamo vincendo su tutti i fronti, noi unici in Italia a scommettere contro il mercato, contro le aspettative di inflazione, abbiamo visto bene, la deflazione da debiti è il nostro faro e nella storia non ha mai tradito!

[Grafico]

Nel frattempo il cadavere di Goldman Sachs batte le attese riviste ai minimi termini e si prepara a saldare oltre 7 miliardi di dollari per lo scandalo Malesia.

La realtà mentre gli altri provano a mostrarvi dati migliori delle aspettative è che con Goldman Sachs, sono 4 su 4 le prime grandi banche che hanno fallito le aspettative di fatturato nel settore Fixed Income FICC uno dei segmenti più importanti degli ultimi anni.

L’altra è che anche GS ha pagato una aliquota di imposta ridotta al 16 % dal 25% grazie a Babbo Natale Donald, i profitti delle grandi banche sono stati salvati dall’amministrazione Trump, socializzare le perdite, privatizzare i guadagni.

Per il resto, per il popolo di Icebergfinanza, una perla in arrivo da Nomura, tale e quale il crollo del 2008, si sta realizzando il percorso del principale indice americano.

Quello del Dax, principale indice tedesco,  come abbiamo visto nell’ “Outlook 2019” fa venire i brividi.

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2 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 17 gennaio 2019 at 20:02

Pare che la ue sara’ presto superata, ma non nel senso auspicato, anzi… https://www.maurizioblondet.it/il-nuovo-trattato-franco-tedesco-sara-firmato-il-22-gennaio-lasservimento-dellitalia/

idleproc
Scritto il 18 gennaio 2019 at 10:18

stan­zia­le@fi­nan­za,

È un progetto di subimpero neocoloniale che si vogliono giocare e stanno giocando non solo in europa, peccato che non lo abbiano chiesto al popolo francese e tedesco e agli altri attori globali attivi e e a quelli che hanno individuato come passivi e colonie.
Sono operazioni di vertice di neocolonialismo a base finanziaria, pezzi di carta prodotte da classi dirigenti putrefatte e decadenti come sono quelle che hanno determinato il disastro europeo.
Facile che si mettano a litigare.

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