MERRY CRASHTMAS: Il FANTASMA DEL NATALE!

Scritto il alle 08:00 da icebergfinanza

Cartone animato del giorno: Ghost of Christmas Yet to Come - 12.21.2018 Q1 2019 cartoon

Riuscirà il nostro simpatico Grinch dopo aver distrutto il Natale a rubare anche il fine anno e l’esordio del 2019, Befana compresa, per ritrovare la sua pace e la tranquillità?

Sia ben chiaro qui non c’è nulla da scherzare le conseguenze della prossima crisi saranno devastanti, noi abbiamo solo cercato di mettervi in guardia come accadde nel 2006/2007 quando nacque il nostro blog, il nostro viaggio.

Questa recessione, questa crisi sarà meno profonda della precedente, forse meno devastante, ma durerà più a lungo di quello che in molti sono disposti a credere.

Ormai i ricorsi storici si sprecano, peggiore dicembre e peggior Natale degli ultimi 100 anni, collassi dei mercati azionari come non se ne vedevano dai tempi della Grande Depressione.

Perché tutto questo panico, questa eccessiva volatilità se le cose vanno bene, per quale motivo il segretario al Tesoro Mnuchin ha sentito il bisogno di dichiarare che le banche americane non hanno alcun problema di liquidità, dopo un giro di telefonate ai ceo delle maggiori banche di affari americane?

Le paure però le ha alimentate proprio il segretario al Tesoro Mnuchin, quando ha chiamato i capi delle sei principali banche americane, e poi ha emesso un comunicato per rivelare di aver ricevuto rassicurazioni sulla loro liquidità. Voleva farsi perdonare di essere stato in vacanza in Messico durante gli ultimi rovesci della Borsa, e rassicurare i mercati, che però hanno reagito in maniera opposta: ma come? La situazione è così grave, che il segretario al Tesoro deve controllare la liquidità delle banche? Allora stiamo peggio di quanto temessimo. Non a caso ieri è dovuto intervenire Kevin Hassett presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, per garantire che Trump non ha intenzione di licenziare Powell ed è felice di Mnuchin. Lo stesso presidente ha sollecitato gli investitori a tornare a Wall Street, perché i prezzi delle azioni sono scesi così tanto che offrono opportunità straordinarie da saldi di fine stagione.

Ma davvero uno tira su il telefono, sdraiato tra un palma e l’altra in una spiaggia messicana e chiede ai suoi amici di tranquillizzare i mercati sul livello della liquidità in circolazione?

C’è forse qualche problemino nei dintorni della voragine con la banca intorno? Come sta a liquidità Deutsche Bank? Mi dicono che hanno visto gli operai che scavavano un nuovo minimo storico intorno a 6.675, non male davvero dall’inizio di ottobre rosso è riuscita a perdere quasi il 48 %!

Pensate che chi ha investito dal 1987 nell’indice delle principali banche tedesche (total return) non ha guadagnato un solo centesimo, dividendi compresi!

E pensare che quando l’indice tedesco era intorno a 13.000 qualche anima in pena mi accusava di essere troppo pessimista con la nostra previsione di un antipasto per area 10.000 nel giro di due anni. Ricordo che nel marzo del 2016 abbiamo previsto, sempre grazie al nostro modellino, l’ultimo rally del DAX, principale indice tedesco e il ritorno della leggendaria Araba Fenice…

Immagine

MACHIAVELLI LA CINA E L’ARABA FENICE.

Nel prossimo manoscritto “Europa l’ultimo treno.”, outlook 2019, oseremo dove nessuno saprà osare.

Non male il taglio delle prospettive di crescita per l’economia tedesca, tutto in un istante!

E’ iniziata la liquidazione dei bond corporate tedeschi…

Non solo il panico è stato tale che addirittura, tanto per cambiare, nei giorni scorsi girava voce che il buon Powell, stava per fare la fine del tacchino arrosto…

Il presidente statunitense, Donald Trump, avrebbe discusso con il suo governo della possibilità di licenziare il presidente della Fed, Jerome Powell, dopo la decisione della Banca centrale, mercoledì 19 dicembre, di alzare i tassi d’interesse per la quarta volta nel corso dell’anno (al 2,25-2,50%). Lo riporta Bloomberg.

Molti membri dell’amministrazione hanno raccontato che il presidente avrebbe parlato della possibilità di licenziare Powell, più volte criticato negli ultimi mesi, e che sarebbe stato convinto degli “effetti potenzialmente devastanti sui mercati finanziari” di una decisione simile, danneggiando inoltre l’indipendenza della Fed. Peraltro, sottolinea Bloomberg, non è nemmeno chiaro fino a dove si spinga l’autorità legale del presidente di licenziare il capo della Fed. Ore dopo, il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, ha smentito l’articolo, affermando che Trump non ha ipotizzato di licenziare Powell, anche perché non crede di avere l’autorità per farlo.

Ma davvero è bastato così poco per scatenare un crollo di queste dimensioni?

Il rimbalzo di ieri, il più alto rialzo giornalieri di tutti gli indici USA dal lontano 2009, non fa testo!  Un livello di ipervenduto tecnico che non si vedeva dal 2008!

Come potete vedere qui sotto, i rialzi di quattro o cinque punti negli ultimi 18 anni avvengono sempre in pieno panico da crollo, sono la risposta pilotata di chi cerca di rimandare l’inevitabile, nulla di trascendentale, sono solo rimbalzi del gatto morto in mezzo ad un trend che non cambierà più per qualche tempo.

Osservate attentamente quello che è accaduto in questi ultimi due giorni!

Ieri, un rialzo del 4 % in meno di un’ora e mezza! Vi sembra normale, sia la discesa che la risalita? E’ tutto in mano agli ALGOS, HFT, il resto è puro optional, questo è un nuovo record assoluto nella storia dei mercati, 4 % in meno di un’ora e mezza!

Noi pensiamo che il grafico di Nomura che ripercorre l’andamento del 2008 è davvero ottimista!

Il nostro modellino all’orizzonte intravvede tutt’altro per l’Europa, soprattutto per la Germania.

 

“Whatever It Takes We’re Going To Have A Wall” … non solo Draghi, anche Trump ieri ha usato la famosissima espressione del banchiere di Francoforte, lo Shutdown continua!

Il blocco delle attività governative ha salvato Wall Street dal dato odierno sulla vendita di case nuove, gestito dal Census Bureau, ma niente paura, resta ancora una chance, prima della fine dell’anno, l’ultima opportunità per cercare di risollevare le sorti di un anno davvero terrificante, nel quale oltre il 90 % degli asset ha prodotto risultati negativi, dollaro a parte ovviamente!

Attenzione perché potrebbe essere un finale di anno davvero spettacolare!

L’appuntamento è per il mese di gennaio, con l’outlook 2019, nessuna sfera di cristallo, ma un serio e rigoroso lavoro si analisi, empirica, tecnica, cinematica di quello che potrebbe accadere nel 2019, non i cigni neri di Nomura, la deflazione europea e dei paesi emergenti o il prezzo del petrolio a 20 dollari, troppo facile.

Viste le continue richieste, ribadisco che il prossimo manoscritto di Machiavelli, l’outolook 2019,  sarà ad esclusivo beneficio di coloro che hanno sostenuto liberamente e generosamente il nostro viaggio, giusto per evitare inutili fraintendimenti.

SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO!

 

 

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9 commenti Commenta
charliebrown
Scritto il 28 dicembre 2018 at 09:39

Nei giorni scorsi ho considerato su internet le vicende e le personalità di alcuni generali francesi, e alcuni di questi, come i generali de Villiers e Piquemal, mi sono risultati simpatici. Confesso che i generali francesi mi hanno sempre ispirato simpatia: per il loro portamento, per il fisico asciutto, per lo sguardo tagliente. Sciocchezze, direte, e potrebbe essere.
Ieri sera mi sono invece casualmente imbattuto, bazzicando il sito di Maurizio Blondet, in un generale che non conoscevo, il generale Delawarde che sembra appartenesse alle strutture dei servizi di informazione. Posto il link col pensiero di questo generale.

https://www.maurizioblondet.it/il-generale-prevede-guerre-civili/

Lo faccio perché dalla sua analisi emerge una visione del tutto negativa del debito USA e del dollaro.

Io sono un fedele lettore di Andrea e, pur poco ferrato in questi temi, ho creduto di intuire la verità delle sue visioni e ho messo in pratica i suoi consigli cercando di gestire secondo tale linea i risparmi indispensabili per garantire una vita decorosa a me stesso, mia moglie e i miei figli.
Può darsi che il generale Delawarde sconfini dal suo ambito professionale e non conosca bene l’economia, ma mentre Andrea presenta i treasury e il dollaro come il salvagente nella deflazione da debiti questo generale francese ne fa, a essere buoni, solo delle scialuppe destinate ad affondare trascinando sul fondo chi ci è salito.

Essendo io nella mia modestia uno spirito critico e autocritico, vi propongo dunque la voce dell’altra campana sperando nel profondo che qualcuno la consideri e possibilmente tranquillizzi il mozzo che vi scrive.
Un augurio a fine anno al capitano e ai compagni di viaggio in questo mare senza dubbio procelloso, dove incrociano battelli improvvisati mentre i pescecani sanno bene d’istinto il loro mestiere.

    icebergfinanza
    Scritto il 28 dicembre 2018 at 12:22

    Relax…la fine del mondo deve ancora arrivare insieme a quella del dollaro! abbraccio Andrea

stanziale
Scritto il 28 dicembre 2018 at 10:24

Quindi la deutsche bank ha 1315 miliardi di DEBITI, nel passivo. Mentre in attivo per …bilanciare, ha una marea di derivati level 2 e 3…che sono di fatto perdite di esercizio, e quindi si sommano agli ALTRI DEBITI….
tutto MOLTO chiaro. Poi ci sono i problemi nascosti delle altre banche tedesche, NON sottoposte alla ridicola vigilanza bce…
Ecco perche’ nell’ultimo test eba, hanno smesso di rompere i c….alle banche italiane…

Europeistiiiiiii!! Un commento in merito??

charliebrown
Scritto il 29 dicembre 2018 at 09:52

Fine anno, tempo di bilanci.

Scrive il prof. Savona su Milano Finanza (cito quasi testualmente) che, in assenza di una istituzione monetaria dotata di poteri e volontà di svolgere le funzioni di prestatore di ultima istanza, la realtà ha prevalso sulle esigenze del paese (in altre parole abbiamo dovuto allinearci ancora una volta alle richieste di Bruxelles).
Scrive ancora nello stesso articolo il professore che a Bruxelles non si vuole “interrompere la stretta relazione, indegna della convivenza democratica, tra la componente speculativa del mercato finanziario e le politiche scelte dai governi e dai parlamenti; l’Unione utilizza questa relazione per costringere i Paesi membri”.
Il mio commento è che sono parole molto forti e chiare. Forse la strada per uscire dalla costrizione poteva essere la difesa del debito pubblico attraverso una istituzione fondata sul risparmio VOLONTARIAMENTE investito da cittadini patrioti in difesa appunto della Patria. Il governo non ha voluto percorrere questa strada, i volontari forse non si sarebbero trovati. Che tristezza!!! Ironicamente a sinistra commentavano questa possibile soluzione richiamando “l’oro alla Patria” di Mussolini. Per me, oltre che di oro alla Patria, si sarebbe trattato anche di oro per l’Europa dei popoli e della civiltà, ma di piombo mortale per l’europa di Kalergi forse e di Attali sicuramente.

Invece, nel campo diciamo del risparmio delle famiglie e in relazione alla rotta seguita da questo veliero e dalla mia barchetta, l’osservazione che mi viene spontanea a fine anno mi è stata suggerita dalla trasparente tabella in cui una importante SGR (di cui per altro nel mio piccolo mi servo) allinea i rendimenti a dodici mesi dei suoi fondi: sugli oltre cinquanta fondi schierati solo due presentano rendimenti positivi, e sono un fondo obbligazionario in dollari e un fondo in titoli di stato. E’ ovvio però che bisogna guardare avanti e cercare di individuare la giusta rotta da seguire nel 2019.

Anno nuovo, chissà?

dorf001
Scritto il 29 dicembre 2018 at 12:23

https://www.lettera43.it/it/articoli/economia/2018/12/28/deutsche-bank-titolo-commerzbank/227666/

Capitano, dovresti commentare questi bei signorini. Insomma… DB non è messa poi così male. Siete esagerati. Stampa di regime. Andrea, credo che due paroline le dovresti dire a questi bei signorini di lettera 43.
By Dorf

paolocogorno
Scritto il 29 dicembre 2018 at 12:35

Buongiorno a tutti …. seguo in silenzio … ma seguo sempre tutti i giorni questo Veliero di Consapevolezza Antropologica oltre che finanziaria… sulla pagina L’onda Anomala della grande Crisi (Facebook) pubblicherò settimanalmente articoli di informazione fino alla data delle elezioni europee che sono il punto critico, direi mondiale del 2019… da noi e da ciò che condividiamo dipende il cambiamento di rotta DRASTICO che si dovrà attuare per non affondare nell’Euroidiozia e nell’Eurotecnocrazia … abitata da soggetti psicopatici ma sopratutto socialmente pericolosi. Altrettanto critica sarà la modalità di variazione se non inversione di rotta.. da questa dipende tutta la ripercussione sulla ristrutturazione del debito bancario che non potrà più ricadere sugli stati che, con difficoltà si stanno riprendendo la sovranità … Grazie Andrea … avremo modo di incrociare visioni ed opinioni su questo .. Un Augurio a tutti i lettori.. contribuite e aiutate Icebergfinanza anche economicamente… Grazie Paolo

giacomocambiaso78
Scritto il 29 dicembre 2018 at 17:52

Non solo il generale francese, ma gente ben più autorevole in materia come David Stockman, economista americano che m’appassiona quasi quanto Andrea. Due visioni opposte che attendo ansiosamente di verificare quale sarà azzeccata. L’americano da buon repubblicano vecchio stampo sostiene che l’america sia deragliata completamente sul debito e che prima o poi arriverà il conto. Andrea giustamente ritiene che la fine dell’america oggi sarebbe l’equivalente della fine del mondo, quindi esclude la detonazione dando per scontata l’unica alternativa possibile, il rifugio che disinnesca la detonazione. Infondo hanno il dollaro e la stampante x quest’ultimo. Forse la vera grande domanda oggi è un’altra, sarà un’eterna lenta depressione mista stagnazione oppure una megadetonazione quello che la mole monster di debito globale ha in serbo per noi? Andrea sembra pensare sia il primo caso, speriamo ed in questo caso nella mia immensa ignoranza ritengo abbia ragione su t-bond e dollaro, se per caso fosse Stockman a veder giusto sarà imprevedibile un qualunque asset sicuro, quantomeno licquido e cartaceo
char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

giacomocambiaso78
Scritto il 29 dicembre 2018 at 17:59

stan­zia­le@fi­nan­za,

Parole sante, ma la cosa più esilarante è che in germania continuano a parlare di debito pubblico italiano come di crediti loro, ci mantengono loro nelle cronache teutoniche. Mi vengono i brividi a leggere sui nostri giornali quotidianamente che la soluzione sarebbe la mutualizzazione dei debiti, preferisco non mischiare i nostri a quelli di questi farabutti francotedeschi, altro che soluzione ai nostri problemi. Il vecchio detto meglio soli che male accompagnati dovrebbero tatuarglielo sulla fronte ai globalisti europeisti liberisti autori dei peggiori disastri europei dalla seconda guerra mondiale ad oggi

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