DEUTSCHE BANK BREXIT ITALIA HUAWEI: SUSPENCE

Scritto il alle 07:36 da icebergfinanza

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Inizia una settimana davvero decisiva per le sorti dei mercati, una settimana ricca di appuntamenti, dalla decisione del Parlamento inglese, sull’accordo con la UE, alla risposta del governo italiano alle illusioni della Commissione UE, passando attraverso il destino di Deustche Bank e Huawei, senza dimenticare la riunione della fallimentare Banca centrale europea.

Il grafico qui sopra lo conoscete a memoria, gravi danni tecnici sono stati prodotti nell’indice delle banche europee e soprattutto in quello di Deutsche Bank, destinata a seguire la strada di Lehman Brothers.

Ma prima partiamo da qui, dal livello di fantasia sublimale dei poveri giornalisti di Repubblica, che per sbarcare il lunario ogni giorno devono inventarsi l’articolo pur non avendo uno straccio di informazione reale, ne prendo solo uno per esempi ma ne girano a centinaia sulla carta straccia italiana.

Entro il 19 saranno riscritte le misure per andare incontro alle richieste della Commissione, che apre sulla flat tax allargata. I margini sono ridotti e Conte stringe i tempi con Juncker. La procedura di infrazione letale per il governo: tre ministri pronti a lasciare

Addirittura tre ministri pronti a lasciare, il Governo che si fa riscrivere l’intera manovra dalla troika, proprio ora che la Commissione europea è un relitto alla deriva, insieme a Macron e alla Merkel, è proprio arrivato il momento di deporre le armi, poveri giornalisti, neanche uno che abbia un minimo di fantasia strategica. Se il governo italiano facesse quello che la Commissione richiede sarebbe politicamente defunto!

Visto che qualcuno continua a parlare di una tempesta in un bicchiere d’acqua, aspettando l’uragano in arrivo dal Paese della Regina, vediamo quando è lieve la pioggerellina che scende sulla vicenda Huawei…

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6 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 10 dicembre 2018 at 11:57

ciao Capitano e ciurma,
:-)

stamane ho letto un editoriale di M.Bottarelli (il Sussidiario) che illumina in maniera piuttosto convincente circa alcuni “perchè”,

come per es. del perche :

1) in Francia siano tutti quanti molto più incattiviti nei confronti dello Stato (numero elevato in rapporto al totale di popolazione) rispetto agli Italiani per i quali il cospicuo VOLUME di RISPARMIO PRIVATO ha fatto in qualche modo da argine alla CRISI perdurante da un decennio,

al contrario dei Francesi assai più indebitati degli Italiani (in numero assai più elevato in rapporto al tot di popolazione) e messi di conseguenza assai peggio, (il graph del DEBITO AGGREGATO EUROPEO a fonte Uff.Studi BankOfAmerica DICE TUTTO… e finalmente sarebbe ora di dare molta più rilevanza al DEBITO AGGREGATO in correlazione alle criticità che esso può apportare, rispetto al solo Debito Pubblico, come molti media ed editori [a loro volta al servizio di vertici e poteri economici che sanno bene perchè lo fanno] si ostinano a fare, puntando sempre il faro sull’Italia, che al confronto NON È UN PROBLEMA come cercano di raccontarlo all’opinione pubblica…)

e

2) assai probabilmente draghi e board BCE dovranno FORZATAMENTE continuare a supportare l’economia europea (mediante annuncio di qualche forma di Ltro o altro fantasioso acronimo, se è vero che vogliono “chiudere” il QE a fine 2018), dato che il DEBITO CORPORATE (aziende e soc private) Francese è MOSTRUOSAMENTE più elevato del pari tedesco spagnolo e italiano,

se queste soc private devono finanziarsi NON PIU’ A COSTO ZERO (come comodamente potevano fare attraverso il QE) ma a costi di mercato, rischiano un fallimento a catena con effetto domnino dalle conseguenze spaventose, e non se lo possono permettere. E non se lo può permettere nemmeno l’UE e l’Europa, soprattutto in una fase come quella attuale che stà preannunciando una nuova frenata dell’economia mondiale, nel bel mezzo del rialzo dei tassi d’interessi condotti dalla Fed…

con queste prerogative, il 2019-2020 potrebbe rivelarsi un biennio alquanto “pirotecnico”…

barbagianni
Scritto il 10 dicembre 2018 at 15:50

Chissà perchè oggi nessuno strilla che tutte le borse sono in calo e lo spread italiano scende.

alexandersupertramp
Scritto il 10 dicembre 2018 at 16:30

Speravo in Donald Natale prima di andare nuovamente short ma sembra proprio che quest’anno sotto l’albero a Wall Street si troverà solo carbone….

stanziale
Scritto il 10 dicembre 2018 at 19:16

Mi spiace per i denigratori del governo gialloverde , ma (anche se il dato non vuol dire piu’ di tanto), a d ottobre produzione industriale: italia +0,1%. Germania -0,5%.
E oggi deutsche bank un altro bel -5%.

madmax
Scritto il 11 dicembre 2018 at 11:36

stanziale@finanza,

Stanziale,
Ti spiego perche’ non li sostengo con un esempio: dimmi una cosa, credi che i “gilet gialli” facciano bene a protestare con i blocchi stradali?
Penso che la risposta sia positiva come la mia, ma lo sai che l’amico tuo Salvini ha messo una norma dentro il decreto sicurezza per cui il blocco stradale con oltre 5 persone e’ punibile penalmente fino a 5 anni di galera? Prima era solo un reato amministrativo oggi e’ penale, se fossero in Italia andrebbero tutti in galera!!!
Quindi stai attento alla prossima manifestazione, che se non autorizzara dalla Questura con oltre 5 persone ti possono spedire in gattabuia!!!

capitan_harlok
Scritto il 12 dicembre 2018 at 10:48

Scusate ma secondo me DEUTSCHE BANK verra salvata dallo stato alla faccia dei contribuenti e dell’unione europea che chiuderà tutte e due gli occhi in quanto si inventeranno che se salta DEUTSCHE BANK salta il banco quindi tutti zitti

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