CURVA DEI RENDIMENTI: HANNO AMMAZZATO BABBO NATALE!

Scritto il alle 08:18 da icebergfinanza

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E la neve comincia a cadere, la neve che cadeva sul prato e in pochi minuti si sparse la voce che Babbo Natale era stato ammazzato, cantava il leggendario Francesco De Gregori qualche annetto fa.

Risultati immagini per de gregori babbo natale

In effetti ieri qualcosa è successo sui mercati, qualcosa non è andato per il verso giusto, la curva dei rendimenti finalmente si è invertita…

La curva del rendimento del Tesoro degli Stati Uniti ha invertito appena per la prima volta in più di una decade. dice “è un momento che il mondo del più grande mercato obbligazionario ha pensato per gli ultimi 12 mesi.”

Infatti la festa sembra conclusa, o forse vogliono solo chiudere i gap e poi continuare a credere che Babbo Natale non sia davvero morto!

Addirittura la testimonianza di Powell, governatore della Fed davanti al Congresso è stata rinviata a data da destinarsi, per la morte del petroliere Bush.

Robert Lighthizer, un autentico falco che non sopporta la Cina, prende di fatto il posto della colomba Mnuchin. Ci sarà da divertirsi!

Davvero interessante questa inversione della curva, nonostante il generalizzato risk-on, la corsa alle illusioni…

Lo spread tra i rendimenti dei titoli a 3 e 5 anni è sceso a 0,6 punti base lunedì, scendendo sotto lo zero per la prima volta dal 2007. Probabilmente non è la misura più conosciuta della curva. Il divario tra i titoli a 2 e 10 anni può avere quell’onore. Ma la mossa di lunedì potrebbe essere il primo segnale che il mercato sta facendo notare alla Federal Reserve che la fine del suo ciclo di restringimento si sta avvicinando.

Alcuni analisti hanno messo in guardia dal leggere attentamente l’inversione di lunedì.

Bene, bene, benissimo, tutti invitano a sottovalutare questa inversione, meglio così, quando la recessione arriverà come la befana che vien di notte, quintali di carbone finiranno nei portafogli degli ignoranti.

Infatti quest’anno, un altro spettacolare manoscritto di Machiavelli si prepara per dopo la befana!

La famigerata linea Maginot sta per essere ricosstruita a tempo di record!

Siamo pronti a scommettere contro il nuovo re dei bond-flop, Gundlach…

Nel frattempo l’Ism manifatturiero americano è salito oltre le attese degli analisti, dati da tempo poco attendibili, noi preferiamo osservare l’imparziale indice Markit che infatti segnala una riduzione del mercato ed è uscito sotto le attese. Le spese per costruzioni invece…

Il settore delle costruzioni negli Stati Uniti a ottobre ha registrato un calo inaspettato. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio americano, le spese per costruzioni sono diminuite dello 0,1% al tasso annualizzato di 1.309 miliardi di dollari, contro attese per un incremento dello 0,3%. Il dato di settembre è stato rivisto da 0% a -0,1%.

A sostenere i prezzi è stata anche la decisione di Russia e Arabia Saudita di estendere il loro accordo per tagliare la produzione. Anche la provincia canadese dell’Alberta ha deciso di ridurre il suo output.

Ciò spiana la strada alla riunione del cosiddetto Opec Plus del 6 dicembre: quel giorno a Vienna si riuniranno i paesi parte del cartello che ha in Riad il suo leader di fatto e quelli che non ne fanno parte come Mosca ma che dall’inizio del 2017 lavorano insieme per riequilibrare il mercato petrolifero. E’ atteso un annuncio di un taglio della produzione; resta da vedere in che termini e quanto Donald Trump se ne lamenterà.

Oggi il Qatar – il più grande esportatore al mondo di gas naturale liquefatto – ha annunciato che a gennaio lascerà l’Opec.(America24)

Noi pensiamo invece che l’Arabia Saudita è ostaggio di Donald Trump e non oserà andare contro i suoi desiderata, se non dando un contentino al mercato.

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20 commenti Commenta
madmax
Scritto il 4 dicembre 2018 at 09:22

E’ vero che i tassi sono bassi ma qualche giorno fa Unicredit ha piazzato un bond senior da 1.5 miliardi di EUR ad un tasso di oltre il 7% !!! Roba da matti.

Il settore delle costruzioni in Italia ormai e’ fermo, vi sono lavori per 24 miliardi bloccati che potete vedere sul sito http://www.sbloccacantieri.it una volta il settore delle costruzioni italiane era un fiore all’occhiello in tutto il mondo oggi grazie al blocco di qualsiasi opera sono tutte alla canna del gas e presto verranno comprate da ditte estere!!!

aorlansky60
Scritto il 4 dicembre 2018 at 10:24

È piuttosto desolante dover prendere atto di quanto tutto il sistema (dal parco buoi della base popolare fin su ai vertici) sia ormai “incollato” disperatamente alle parole (più che ai FATTI come dovrebbe essere) pronunciate da pochi personaggi ritenuti “autorevoli” -il riferimento a m.draghi e all’€uro è evidente- che altrettanto disperatamente cercano di tenere su la carcassa di un Titanic europeo che stà facendo acqua da sempre più parti,

qui è in atto e stà accadendo “qualcosa”, e nessuno sembra accorgersene, vero mr Jones?… (in particolare in Italia dove tutta la stampa “che conta” sembra essere presa dai fatti personali del babbo di L.Di Maio, più che informare sulle cose che davvero contano…),

i segnali di una franata globale dell’economia -nonostante i media di sistema che dicono il contrario- a volerli leggere ci sono tutti -dalla diminuzione dello spread treasuries 2/5 anni, al calo del prezzo del petrolio(meno 30% in 2 mesi!) e allo scrollone avvenuto recentemente sul fronte delle cripto valute– fino ad arrivare a cose e concetti ben più concreti che toccano direttamente le conoscenze base della GENTE COMUNE come il fenomeno della protesta popolare che monta in FRANCIA : “che ce ne importa dei problemi del clima tra 50anni se noi GIA’ ORA non arriviamo a fine mese?” questa la dichiarazione di un francese “jilet jaune” che sembra incarnare la metafora ideale del movimento che interessa molti MILIONI DI FRANCESI tenuti in disparte dalla torta e fuori dalla festa per pochi invitati che Macron ha organizzato sin dalla sua elezione, finalmente i FRANCESI sembrano avere aperto gli occhi, circa l’errore colossale che hanno commesso nel 2017.

E pensare che anche qui da noi in Italia, mr macron era stato preso come un modello ideale (sic) in funzione di una “continuità europea” irrinunciabile…

luigiza
Scritto il 4 dicembre 2018 at 11:03

madmax,

>>> ….oggi grazie al blocco di qualsiasi opera sono tutte alla canna del gas e presto verranno comprate da ditte estere!!!

Ed aggiungi: “e presto vi saranno migliaia di disoccupati in più in Italia”.
E’ la Decrescita felice’ di qualche mentecatto che sta pure al governo, o no?
Eppoi non c’è il Reddito di cittadinanza che provvedderà a tutto e tutti?
Fare i Masaniello è facile, però poi bisogna essere pronti a pagarne le conseguenze. I 5 marmocchi lo sono?

alveare
Scritto il 4 dicembre 2018 at 12:22

bravi Madmax e Luigiza, avete centrato il problema: l’economia mondiale arranca e noi stiamo facendo di tutto per farci trovare TOTALMENTE IMPREPARATI E DEBOLISSIMI di fronte alla prossima recessione: i nuovi governanti sono del tutto inadeguati ed impreparati, stanno paralizzando i lavori pubblici e comunque anche gli investimenti privati con la loro assoluta inconsistenza, vogliono fare deficit DI PESSIMA QUALITA’ per le promesse elettorali=voto di scambio ma non hanno risorse ed idee per andare avanti…per tacere dei centri per l’impiego che sarebbero la struttura portante del reddito di cittadinanza…dovrebbero fare deficit per far partire infrastrutture, investimenti veri per dare lavoro e sostenere l’economia…INVECE per puro tornaconto elettorale insistono sulle posizioni e stanno anche facendo terra bruciata intorno all’Italia….

icebergfinanza
Scritto il 4 dicembre 2018 at 13:50

No fare i Masaniello in questo Paese non è facile, con tuttimercenari che girano sei morto ancora prima di contemplare l’idea! Lo so per esperienza, vivo in mezzo ad un mondo di conigli.
luigiza@finanza,

signor pomata
Scritto il 4 dicembre 2018 at 14:01

mad­max,

Non è senior.
Non è in euro.
Non è sul mercato.
È la solita merda tra merde.
mad­max,

giacomocambiaso78
Scritto il 4 dicembre 2018 at 14:41

Che i 5S siano ridicoli concordo, ma la decrescita felice di oggi non e’ certo colpa loro. I problemi cronici di questo paese sono figli di ben altre classi dirigenti ed i 5S al governo ne sono un semplice effetto. Non voglio difenderli, ma non sopporto quelli insultano il dito, prego notare la luna
lui­gi­za@fi­nan­za,

icebergfinanza
Scritto il 4 dicembre 2018 at 16:15

Silenzio spettrale… il momento della verità si avvicina, chi non è in carrozza si perderà lo spettacolo del secolo!

icebergfinanza
Scritto il 4 dicembre 2018 at 16:21

Due mesi interi per cogliere l’occasione della vita, il tempo è scaduto!

noldor
Scritto il 4 dicembre 2018 at 16:36

Siamo tornati sotto la linea del Maginot. Sarà la volta buona?

puntosella
Scritto il 4 dicembre 2018 at 16:56

i Masanielli alla conquista di Parigi

Altro che protesta per il rincaro del Diesel come l’informazione italiana
l’ha voluta presentare, si tratta di un vero e proprio programma politico.

…. e poi c’è ancora qualcuno che si chiede dove sia la sinistra francese, e
dov’erano i sindacati ….. la CGT… che non si è voluta schierare con i GILETS
Jaunes.

Da ScenariEconomici

https://scenarieconomici.it/tutte-le-richieste-dei-gilet-gialli-a-macron-non-solo-gasolio/

Tutte le richieste dei Gilet Gialli a Macron: non solo gasolio

Prima dell’incontro, saltato per mancanza di uno streaming (I Gilet Gialli hanno imparato dai pentastellati), i portavoce dei Gilet Gialli avevano inviato alla stampa una lista delle loro richieste piuttosto lunga ed articolata, che cercheremo di spiegare ai lettori italiani. Ringraziamo in sito Cnews che li ha pubblicati per intero.

Urgente: risolvere il problema dei senzacasa. Circa 200 mila persone vivono per strada in Francia.
Imposta sul reddito fortemente progressiva;

Paga minima mensile di riferimento SMIC a 1300 euro;

Favorire i piccoli commercianti con la fine della costruzione dei grandi centri commerciali e con la concessione dei parcheggi gratuiti nelle città;

Che i grandi (Macdonald, Amazon, Carrefours) paghino tanto edi piccoli paghino poco;

Tutti abbiano la stessa pensione, fine della discriminazione per i lavoratori dipendenti (RSI);

Il sistema pensionistico deve essere socializzato ed essere solidale per tutti;

Fine dell’aumento dei carburanti;

Pensioni minime a 1200 euro mese;

Per tutti gli eletti lo stipendio ottenibile sarà lo stipendio MEDIO, con controllo per i rimborsi dei trasporti e gli altri trasporti ed il diritto alle ferie pagate. Anche questa richiesta ricorda molto quella del M5s in Italia, ed è anche indicativa della scarsa stima dei francesi per i loro politici;

Tutti gli stipendi e le pensioni devono essere collegati all’inflazione;

Difendere l’industria francese, combattere le delocalizzazioni e difendere il know how specifico;

Fine del lavoro in trasferta. Tutti coloro che lavorano sul territorio francese devono essere sottoposti alle norme fiscali, contrattuali e previdenziali dei cittadini francesi, senza possibilità di fare concorrenza sleale ai lavoratori nazionali. In Francia, come in italia, è in crescita il fenomeno dei contratti “In Trasferta”, cioè dei lavoratori che sono sottoposti a contratti polacchi o rumeni e quindi mettono fuori mercato i lavoratori francesi.

Lotta per la sicurezza del posto di lavoro contro i Contratti a tempo determinato (CDD) ed a favore dei contratti a tempo indeterminato;

Fine del CICE , cioè del regime speciale concesso alle imprese di riduzione del carico contributivo, e sua conversione in un fondo per lo sviluppo dell’auto francese a Idrogeno, quella si veramente ecologica, invece che quella elettrica , che ecologica non è (ed hanno ragione);

Fine della politica di austerità, con il non pagamento di tutti quegli interessi sul debito che sono stati dichiarati illegittimi, e pagamento degli altri senza pesare sui poveri, ma cercando di rincorrere le frodi fiscali (80 miliardi). Il debito francese comunque costa meno di quello italiano, ma questa richiesta è legata ad una discussione molto viva in fFrancia sull’illegittimità di una grossa fetta del debito pubblico;

Che siano trattate le cause all’origine delle migrazioni;

Che i richiedenti asilo siano ben trattati, abbiano alloggi , cibo ed educazione, ma lavorando con l’ONU affinchè attendano il permesso di accesso nei paesi d’origine;

Che le concessioni ed i rinnovi dei permessi di soggiorno siano compiuti nei paesi d’origine;

Che una vera politica dell’integrazione sia messa in atto, per cui immigrare in Francia significhi diventare francese, con corsi di lingua, di storia e di educazione civica , con un percorso certificato;

Salario Minimo a 15 mila euro annui , 1250 euro al mese senza tredicesima;

Creazione di nuovi posti di lavoro per i disoccupati;

Aumento dei fondi per gli handicappati;

Tetto per gli affitti e affitti sotto controllo per gli studenti e i lavoratori sociali;

Divieto della vendita di beni appartenenti allo Stato francese (esempio gli aeroporti, con la società Aeroporti di Parigi che è in vendita);

Più mezzi per la giustizia, le forze dell’ordine e l’esercito a cui siano pagate le ore di straordinario;

Tutto il denaro incassato dai pedaggi autostradali deve essere utilizzato per la sicurezza e l’ammodernamento delle autostrade francesi;

Il prezzo del gas e dell’elettricità è aumentato dopo le privatizzazioni e quindi questi servizi devono tornare pubblici per ridurre il prezzo delle utenze;

Fine della chiusura delle linee secondarie, dei pronto soccorso, degli uffici postali, delle maternità de delle scuole;

Divieto di fare business sugli anziani. “L’oro grigio è finito”;

Tetto massimo di 25 allievi in ogni scuola di ogni ordine e grado;

Una legge per il referendum popolare, con un sito trasparente tove raccogliere le firme. Se una proposta raggiunge le 700 mila firme , dopo essere stata completata dal parlamento deve essere portata come referendum popolare entro un mese ed un anno;

Ritorno del manato del Presidente a 7 anni, con elezioni politiche ogni 5 in modo da dare un segnale politico al presidente stesso sulla qualità del suo comportamento;

Obbligo pensionistico a 60 anni per i lavori usuranti che godranno della possibilità di pensione volontaria a 55 anni;

Estensione del sistema di assistenza per la sorveglianza dei minori Pajemploi dai 6 ai 10 anni;

Il trasporto per le merci deve favorire la ferrovia rispetto alla strada;

Fine dei prelievi alla fonte;

Fine dell’indennità presidenziale a vita;

Divieto di far pagare commissioni sui pagamenti per carte di debito, Tasse sul gasolio navale e kerosene per aerei.

Sono domande complesse, alcune chiaramente demagogiche, altre molto più realistiche. Un tempo si sarebbe parlato di “Piattaforma di sinistra”, ma oggi la sinistra non si capisce più cosa sia. Potremmo parlare di una base di discussione che somma un 30 per cento di sinistra spinta, un 30 di spinta all’uguaglianza, un 30 di richieste pratiche immediate ed un 10 di demagogia pura. Sicuramente nessuna di queste richieste, letteralmente nessuna, è accettabile da Macron neanche come base di partenza, ed i due terzi sono contrari allo spirito che l’Europa vuole imporre ai suoi soggetti. Appare chiaro che si tratta di una piattaforma oggettivamente antieuropea, o meglio anti Commissione Europea dei grandi poteri, almeno nella sua forma attuale. Questo spiega perchè sia dovuto nascere in francia un movimento ad hoc per sostenerla.

stanziale
Scritto il 4 dicembre 2018 at 17:49

gia­co­mo­cam­bia­so78@fi­nan­za,

No no, la colpa e’ ( a scelta) o del 5s che sono al governo da 6 mesi (scarsi); oppure di Craxi, che era presidente 40 anni fa. Nel mezzo, nei 40 anni, non c’e’ stato nessuno che ha firmato la revoca della sovranita’ monetaria, l’euro, il fiscal compat, il bail in , che ha svenduto il parco aziende e beni pubblici e, argomento in questione, il patto di stabilita’, cioe’ (nero su bianco) la decrescita infelice…

icebergfinanza
Scritto il 4 dicembre 2018 at 19:03

icebergfinanza
Scritto il 4 dicembre 2018 at 19:37


aorlansky60
Scritto il 5 dicembre 2018 at 08:17

@ Puntosella

Sono domande complesse, alcune chiaramente demagogiche, altre molto più realistiche. Un tempo si sarebbe parlato di “Piattaforma di sinistra”, ma oggi la sinistra non si capisce più cosa sia.

Esistono fatti e ricorsi della STORIA, per i quali non ha più alcun senso parlare di “destra” o di “sinistra” perchè questi, alla fine, rimangono solo due sterili stereotipi legati ad un esperienza politica del 900 che lascia il tempo che trova di fronte a problematiche ben più GRAVI : LA PANCIA VUOTA DELLA GENTE.

ED IL PROBLEMA VIENE INGIGANTITO E DILATATO SE AD AVERE LA PANCIA VUOTA SONO MILIONI DI PERSONE, in una percentuale elevata in rapporto al totale di popolazione (66 milioni) proprio come sembra emergere dalla Francia, un paese che contrariamente a quanto si potrebbe pensare e per come ci è stato descritto da certa propaganda mediatica, è un paese messo molto peggio dell’Italia sotto diversi punti di vista, in particolare sul dettaglio del RISPARMIO PRIVATO (che in Italia in qualche modo ha marginato la crisi economica che perdura da 10anni)

LA FAME non conosce politica ne ideologie, la fame non è ne di destra ne di sinistra, proprio come lo era LA FAME del TERZO STATO ai tempi di LUIGI XVI che testardamente non volle ascoltare le suppliche del proprio popolo fino a portarlo all’esasperazione che sfociò in un atto memorabile;

ora vediamo se “roi macron” ripeterà lo stesso errore.

puntosella
Scritto il 5 dicembre 2018 at 09:44

ice­berg­fi­nan­za,

“Esistono fatti e ricorsi della STORIA”…. ma per conoscerla bisogna studiarla,
cosa che non si fa più con la serietà di un tempo.

Il movimento delle giacchette gialle si rivela popolare ed ha costretto
il presidente francese a fare marcia indietro.e spero che per Roi Macron
sia la sua fine politica.

Condivito quanto da te detto…. e ti lascio con una foto che potrebbe
essere profetica, anche perché sono convinto che questa protesta
arrivi in un momento in cui Roi Macron pensava davvero di essere
“le nouvel roi d’europe”, prospettando un’autonomia militare dell’europa
dagli stati uniti…… il ragazzo non ha capito come stanno realmente le
cose, ma non avrà il tempo per imparare, certi sgarri non si dimenticano
soprattutto quando ci sono di mezzo le armi che oggi valgono un TOT
di $

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende

puntosella
Scritto il 5 dicembre 2018 at 09:47

aor­lan­sky60,

Chiedo scusa….il commento precedente era in risposta a te

puntosella
Scritto il 5 dicembre 2018 at 16:00

Le Figaro batte una notizia clamorosa:

i manifestanti francesi rifiutano l’incontro con il governo francese, mossa attesa dopo la morte di una donna ottantenne a Marsiglia questa notte a causa di un proiettile sparato dalla polizia. Dunque nessun passo indietro nelle proteste.

Anzi, tre avanti: si chiedono le dimissioni immediate del governo e la nomina del generale de Villiers a capo del nuovo governo. Per vostra informazione, il gen. de Viliiers è colui che fu licenziato mesi fa da Macron e che tutti gli alti ranghi militari – contravvenendo agli ordini – scesero in piazza a salutare il giorno del suo congedo forzato. …

aorlansky60
Scritto il 6 dicembre 2018 at 10:24

@ Puntosella

Conoscendo la lingua francese leggo spesso le testate d’oltralpe principali -Le Monde, Le Figaro- ebbene secondo loro, la Francia attuale stà attraversando la protesta di POPOLO più cruda e feroce dai tempi del Maggio 68; il 75% dei francesi anche quelli più moderati sono ormai apertamente contro Macron (è riuscito a fare peggio anche di Hollande il che è tutto dire) ed il governo attuale è uno dei più deboli che si ricordi a memoria d’uomo; Marine LePen ha recentemente dichiarato «Macron potrebbe diventare il primo Presidente francese a ordinare alle sue truppe di aprire il fuoco contro il suo popolo in 50 anni»;

sabato prox va in scena “la prise de la Bastille” ver. 2.0

se l’11 DIC cade il gov May -data di voto in parlamento per la brexit secondo gli ultimi accordi con l’UE- sarà meglio allacciare le cinture di sicurezza, il prox natale e il prox anno potrebbero essere “coi botti” in Europa…

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