MIDTERM ELECTION 2018: ELEZIONI USA

Scritto il alle 08:30 da icebergfinanza

Democrats gained control of the House, while Republicans kept a majority in the Senate.

In attesa dei risultati finali, la sintesi di queste elezioni di medio termine nelle quali Donald Trump, può vantarsi di aver ottenuto risultati migliori dei suoi predecessori, Obama e Bush, sono tutte qui nella delusione di chi sperava nell’onda blu…

Qui una mappa dei risultati in diretta…

Non c’è stata nessuna onda blu pronosticata, quindi sino alla fine in attesa dell’ultimo spoglio meno ampia sarà la vittoria alla Camera e meno efficace sarà la rimonta democratica…

Il partito del presidente mantiene però il controllo del Senato, limitando i danni di questa elezione legislativa di Midterm. Il verdetto degli elettori è negativo per il presidente, ma quest’ultimo può consolarsi ricordando che prima di lui Barack Obama, George Bush e Bill Clinton subirono sconfitte ben più pesanti alle elezioni di Midterm. Non si è realizzata quella che certi media avevano pronosticato come una “onda blu”, una riscossa democratica di ampie proporzioni.

Il forte aumento di affluenza alle urne non è stato a senso unico: la figura di Trump ha aiutato la sinistra a motivare i propri elettori e a portarli in massa ai seggi, ma lo stesso effetto di mobilitazione è avvenuto anche nella base di destra. L’elezione si risolve in una sconfitta ai punti, non un k.o. per il presidente. L’aspettativa creata dalle manifestazioni di piazza, o dai pronunciamenti delle celebrity, era di un plebiscito anti-Trump che non c’è stato.

Onda

In realtà non è accaduto nulla o quasi, qui una sintesi di quello che è successo nei vari Stati anche se provvisoria…

I democratici hanno consolidato il loro dominio sui due Stati costieri della California e di New York espugnandovi alcune “enclave” repubblicane; hanno conquistato seggi parlamentari in Texas che è una roccaforte repubblicana. La Florida però è rimasta a destra. E il partito repubblicano ha confermato il radicamento nella classe operaia del Midwest estendendolo al Minnesota, uno Stato dove l’immigrazione storica dai paesi scandinavi aveva consentito in altri tempi la nascita di un forte partito socialista.

Il partito repubblicano ha confermato il suo radicamento nella classe operaia estendendolo, questo dimostra se mai ce ne fosse stato bisogno che destra e sinistra non esistono più e che la sinistra sta scomparendo perché ha sostanzialmente sposato il capitale ovunque o quasi.

In Florida, il senatore Ted Cruz, l’ex candidato repubblicano alle elezioni presidenziali del 2016, ha avuto la meglio sulla stella nascente dei democratici Beto O’Rourke, considerato da alcuni il “nuovo Kennedy”.

Il Grand Old Party (Gop) conquista e rafforza la maggioranza al Senato, un esito ampiamente previsto dai sondaggi della vigilia. Ma il modo con cui l’hanno conquistato non può lasciare contenti i democratici. Tutte le sfide in bilico si sono risolte a favore dei conservatori, compresi due seggi che erano democratici e che hanno cambiato partito. Così non solo i democratici non hanno conquistato il Tennessee a cui puntavano, ma soprattutto hanno perso in Indiana e in North Dakota.

In sintesi i repubblicani al Senato si sono rafforzati, il rendimento dei trentennali e sceso e il dollaro è rimasto stabile, ieri in finale di giornata piccolo rally per Wall Street e conferma in mattinata dei livelli raggiunti. I governatori in maggioranza vanno ai repubblicani.

Alcune proiezioni in base al risultato finale via SocGenerale…

riserve

  • Scenario 1: Gridlock – Senato GOP e DEM House (molto probabile): i mercati temerebbero che l’economia sarebbe più vulnerabile d’ora in avanti con l’assenza di ulteriori stimoli economici in caso di rallentamento economico.
  • Scenario 2: Blue Wave – Senato DEM e DEM House( non verificatasi) : i mercati potrebbero scatenarsi speculando sun una presidenza azzoppata e potenziali procedimenti di impeachment. Potenziale rischio al ribasso.
  • Scenario 3: Red Way – Senato GOP e Camera del GOP (non verificatasi): lo scenario meno prevedibile per il mercato, che probabilmente innescherebbe un rally di breve durata. Le tensioni commerciali e la stretta sui tassi della Fed torneranno rapidamente al centro dell’attenzione del mercato

Nulla cambia in realtà, la media mobile a 200 giorni sta assumendo un’inclinazione negativa, una fase di stabilizzazione, il tentativo di tenere su la baracca in attesa dell’appuntamento con la verità, rimandato al 2019.

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1 commento Commenta
stanziale
Scritto il 7 novembre 2018 at 19:01

Il lavoro migliore che sta’ portando avanti Trump e’ il cambio dei giudici. E mantenendo il senato potra’ continuare a farlo.

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