ELEZIONI DI MEDIO TERMINE: TRUMP BREXIT ITALY… EUROPE?

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

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Un referendum su Donald Trump ecco quello che sono le elezioni di medio termine che oggi prendono il via in America, prima che un rimpasto del Senato e della Camera, un appuntamento elettorale importante, visto che oltre 36 milioni di americani hanno già votato, un impressionante 50 % in più delle precedenti elezioni di medio termine con Obama, quattro anni fa. Da queste elezioni dipende la politica di Trump e dell’America nei prossimi due anni.

Questo dimostra quanto importanti saranno queste elezioni, soprattutto per l’Europa che il prossimo anno si appresta a sostenere l’ultima sfida quella per la sopravvivenza.

Nel frattempo dopo le pessime notizie in arrivo dalla Germania, brutte notizie anche per “manu” Macron…

Sarà interessante osservare se la campagna elettorale della dittatura europea, sarà tutta incentrata a spaventare i cittadini, prospettando scenari apocalittici per i loro risparmi, suggerendo la fine del mondo.

Bruno Le Marie, ministro delle finanze francese, ha suggerito che l’Europa non è in grado di permettersi una nuova crisi, gli stessi ministri delle finanze europee hanno tenuto un profilo basso ieri nei confronti dell’Italia, peccato che le sue dichiarazioni testimoniano che la loro unica preoccupazione è una moneta…

” L’euro è prezioso; è una moneta che ci rafforza; è un bene comune, che appartiene ai 19 paesi della zona euro e di cui siamo tutti responsabili»

Alcuni lo sanno bene, è il loro ricatto, altri invece sono ingenui o ignoranti, costruire l’Europa sulla moneta e sui capitali, prima di concepire un’unione politica e fiscale è stato il loro tragico errore, credere di sorvolare sopra l’Europa dei popoli e delle Nazioni sarà la loro tomba epocale, non lo diciamo noi, lo suggerisce la storia, mai nessuna unione monetaria è sopravvissuta.

Ben sedici, ripeto sedici scenari possibili messi in piedi dalla CNN, dopo la debacle previsionale delle ultime elezioni presidenziali preferiscono non rischiare, anche se in molti stanno già dando i numeri…

Loro, i mercati stanno aspettando con fiducia, la conferma del loro beniamino, diversamente sarà una strage sino a Natale.

Sarà comunque una sorta di nulla di fatto per i mercati, ma anche nell’improbabile ipotesi di una vittoria democratica a tutto campo, il Congresso dovrebbe vedersela con i poteri del presidente americano, veti che la Costituzione assegna generosamente.

 

 

 

 

 

I media americani non si sbilanciano, molti gli scenari, molte le ipotesi, molto secondo noi dipenderà da come il nuovo “miracolo” americano messo in piedi dalla politica fiscale si è diffuso per l’intera America, se ha davvero raggiunto il sogno americano o se in realtà è stato tutto un bluff come noi pensiamo, visto che l’effetto sorpresa si sta esaurendo dentro le pieghe dei dati macroeconomici. 

Due anni fa, i media americani sono stati messi alla berlina per aver dato a spettatori e lettori l’impressione che ci fossero poche possibilità che Hillary Clinton potesse perdere  Quest’anno, redattori e dirigenti di Times, Post, CNN, NBC, ABC, CBS e Fox News hanno tutti dichiarato che saranno pronti per qualsiasi risultato, già questo dimostra che in pochi sono sicuri che il popolo americano ripudierà le politiche dell’amministrazione Trump.

Nel 2014, ABC, NBC e CBS dedicarono solo un’ora in prima serata ai risultati a medio termine. Quest’anno, tutte e tre le reti di trasmissione andranno in onda dalle 20 alle 23 di martedì, insieme a un’ampia copertura online.

Monitorare le 500 gare elettorali è un affare molto più complicato di quella presidenziale, quando l’obiettivo principale è chiaro. Avendo lavorato su così tanti scenari, Feist ha detto che la CNN non fa supposizioni su come finiràl martedì sera: “I nostri strumenti non hanno la preferenza che i democratici oi repubblicani vincano la Camera o il Senato”.

Saranno le elzioni di medio termine più costose della storia degli Stati Uniti, miliardi di dollari per le varie campagne elettorali, che possono permettersi solo i ricconi d’America, 23 seggi sono quelli che separano la riconquista della Camera dai democratici, secondo alcuni sondaggi ci sono 85 % delle probabilità che questo avvenga.

Sul Senato ci sbilanciamo noi, dei 35 seggi in palio in scadenza, solo 9 sono attualmente dei repubblicani, questo dimostra che l’onere della prova è tutto democratico, senza dimenticare che almeno una decina dei seggi che i democratici dovranno riconfermare, provengono da Stati nei quali Donald Trump ha vinto facilmente nel 2016, quindi nessuna possibilità di riconquistare il Senato.

Inoltre quasi il 70 % degli Stati americani eleggerà il suo nuovo governatore.

Nel frattempo come abbiamo scritto ieri e nelle scorse settimane, lo spread non riesce proprio a salire, e qualcuno se ne dispiace…

Tutto quello che c’era da sapere, è stato detto, questa volta l’analisi di Machiavelli negli ultimi due manoscritti è stata impeccabile, sia per quanto riguarda la sfera finanziaria, sia a livello tecnico, non ci voleva poi molto a comprendere che le agenzie di rating erano solo dei cani che abbaiano ma non mordono.

Il punto di entrata suggerito dal nostro Leonardo è stato magistrale!

Nel prossimo manoscritto di Machiavelli vedremo insieme su quali livelli può scendere il rendimento del nostro decennale.

L’ultimo manoscritto per chi se lo fosse perso lo troverete scorrendo l’elenco degli ultimi post.

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15 commenti Commenta
ilcuculo
Scritto il 6 novembre 2018 at 10:16

Lo spread non salirà significativamente oltre i 300 bp… è probabile, non siamo di fronte ad una manovra che sfascia i conti , e poi se mai si correggerà, ma… in un momento in cui si potrebbe ottenere una flessibilità per uscire da certi vincoli che hanno dimostrato di non essere corretti ci ritroviamo a perdre una occasione importante per fare una vera manovra anticiclica. I moltiplicatori … gli investimenti….

vogliamo parlarne ?

https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-11-02/manovra-popolo-ogni-euro-deficit-porta-solo-35-centesimi-pil-195459.shtml?uuid=AENPmBaG

phitio
Scritto il 6 novembre 2018 at 12:18

Se c’e’ una cosa che mi stupisce sempre, e’ la reiterata capacita’ dei democratici di continuare a non capire quali siano i motivi profondi e pragmatici del successo di Trump… La mia opinione e’ che il predominio dei repubblicani non sara’ affatto scalfito in maniera significativa da queste elezioni midterm… Io mi sbilancerei pure a dire che i repubblicani si rafforzeranno…

Finche’ i democratici (e anche parte dei repubblicani che sono saltati sul carro del vincitore) non capiranno che sono le politiche economiche messe in atto da trent’anni a questa parte (e cheTrump sta smantellando a picconate, come promesso) a tutto svantaggio delle classi medie e dei salariati, il vero motore di questo sommovimento dei votanti, non caveranno un ragno dal buco nemmeno in dieci anni.

Credete a me, Trump ha ottime chances di essere eletto anche per un secondo mandato, a questo punto.

ilcuculo
Scritto il 6 novembre 2018 at 16:36

phi­tio@fi­nan­za,

Non vedo nulla nelle polituche di Trump che possa EFFETTIVAMENTE venire incontro alle esigenze delle

classi medie e dei salariati

cosa mi sono perso ?

apprendista
Scritto il 6 novembre 2018 at 17:50

SACROSANTO
il­cu­cu­lo@fi­nan­za,

tirlusa
Scritto il 6 novembre 2018 at 18:37

Elezioni USA. Non credo sarà un referendum su Trump però se ha lavorato bene in questi due anni certamente porterà acqua al mulino repubblicano. In America la maggioranza è democratica, tutto dipenderà dalla bontà dei candidati, da come lavorano sul territorio, etc… Io credo che quanto è successo in America sia diverso da quello che sta succedendo in Europa. Lì è stata una casualità, nel senso che se i democratici avessero scelto un candidato meno indecente della Clinton avrebbero vinto. In Europa è diverso, molti cittadini si sono stufati della governance europea che è un mostro che in USA non hanno.

stanziale
Scritto il 6 novembre 2018 at 22:43

il­cu­cu­lo@fi­nan­za,

il­cu­cu­lo@fi­nan­za,

Certo che vogliAmo parlarne, dell’articolo del sole; IMPORTANTE AMMISSIONE. Ogni euro investito dallo stato in infrastrutture, c’e’ (MINIMO)un ritorno doppio, in crescita, del pil. Nero su bianco, dAll’orgAno per antonomasia degli euristi. Come, del resto, sempre affermato dai keynesiani. Quindi, cosa ci stiamo ancora a fare a subire i diktat dei franco Tedeschi che non ci permettono investimenti? Cosa aspettiamo a tornare alla banca centrale che stampa lire? E’ QUESTA la logica conclusione, che FINALMENTE (Implicitamente), comincia a venire fuori…per quanto riguarda poi il reddito di cittadinanza e rif. fornero che avrebbero un ritorno solo dell 0,70%-0,80% sul pil, be’, la cosa non finisce mica li’, visto che fermerebbe l’emorragia dei giovani laureati all’estero, e la svendita delle pmi, dato i maggiori consumi…ma comunque, si, l’italia ha sopratutto urgente bisogno di investire 100 miliardi in infrastrutture; tutti gli avanzi primari ottenuti negli ultimi 20 anni sono stati in realta’ corrispondenti impoverimenti del tessuto produttivo, sociale, infrastrutturale italiano….chiaro, molto chiaro questo…..

stanziale
Scritto il 6 novembre 2018 at 22:47

..fermerebbe….o meglio , almeno, attenuerebbe…
stan­zia­le@fi­nan­za,

ilcuculo
Scritto il 7 novembre 2018 at 09:27

stan­zia­le@fi­nan­za: visto che fer­me­reb­be l’e­mor­ra­gia dei gio­va­ni lau­rea­ti al­l’e­ste­ro, e la sven­di­ta delle pmi,

Francamente non vedo il nesso.

Quel che dico è che 100 miliardi di investimenti infrastrutturali in italia se va bene siamo in grado di farli = REALIZZARLI ! in 10 anni, ma anche così andrebbe già bene, 10 miliardi all’anno di reali investimenti su trasporti (anche la TAV grazie) su rotaia,, messa in sicurezza della rete stradale, investimento su porti e RETROPORTI ! (terzo valico!) messa in sicurezza del territorio (con abbattimento degli abusi edilizi) e reti di comunicazione e in 10 anni lasciamo ai nostri figli un paese più moderno sicuro e con almeno 10 punti di PIL in più (conservativamente 10 mld con un moltiplicatore di 1.5 x 10 anni )
Non serve la Lira che poi sfacia tutto il resto per investire 10 mld all’anno.

phitio
Scritto il 7 novembre 2018 at 09:40

ilcuculo@finanza,

Beh, allora approfondisci, no? Solo la politica di blocco delle importazioni cinesi, e le pressioni alle firme statunitensi di rilocare in patria le produzioni, ha fatto ripartire la costruzione di fabbriche locali… Ora staremo a vedere come evolve la guerra commerciale…
Beninteso, con questo non dico che le condizioni macroeconomiche americane miglioreranno, tutt’altro… Parlo solo dell’effetto percettivo sull’elettorato di Trump.
I Democratici sembra siano riusciti a strapparela maggioranza della camera ai repubblicani… tuttavia questi hanno addirittura rafforzato le loro posizioni al senato. Trump non verra’ particolarmente rallentato da questa votazione, dovra’ solo negoziare piu’ duramente… E alla fine dei conti forse questo voto servira’ a salvaguardarci da certi suoi eccessi

stanziale
Scritto il 7 novembre 2018 at 22:45

il­cu­cu­lo@fi­nan­za,

Un governo che abbandona i suoi cittadini non e’ che genera molta fiducia…e quindi invoglia ad emigrare. Anche ad evitare cio’ serve il rdc e riforma fornero(che poi e’ ben poca cosa questa riforma, se c’e’ una penalizzazione…). Ci ricordiamo cosa fece Monti, genero’ un tale clima di sfiducia che i possessori di barche e auto grosse le svendettero per pochi euro…il ragionamento sugli investimenti e’ corretto, ma continui a sorvolare sugli effetti -devastanti-perdita sovranita’ monetaria, cambio fisso, fronte dei franco tedeschi contro l’italia in bce e commissione ue….

aorlansky60
Scritto il 8 novembre 2018 at 10:45

@ Stanziale

…ma continui a sorvolare sugli effetti devastanti -perdita sovranita’ monetaria, cambio fisso, fronte dei franco tedeschi contro l’italia in bce e commissione ue….

cito testualmente quanto riporta un art odierno a firma Paolo Tanga dal sito Il Sussidiario :

Quando c’era la lira la Banca d’Italia aveva il compito di emettere le banconote e godeva della sovranità monetaria, ma in cambio versava allo Stato l’1% del circolante, cioè impiegava 100 anni per restituire il valore nominale di quello che guadagnava dal signoraggio di emissione. Con l’euro questo versamento è venuto a mancare e la Banca d’Italia trattiene su 100 emessi 92 euro e gli altri 8 li cede gratuitamente alla Bce . Allora, con il passaggio dalla lira all’euro, lo Stato ci rimette l’1% e poiché il sistema monetario è diventato straniero ci rimettiamo anche gli interessi che lo Stato deve pagare sul suo debito e quello che i cittadini hanno contratto con le banche con capitale a partecipazione estera: la nostra moneta sarebbe costata molto meno, ma soprattutto non drenava la ricchezza reale del Paese.

detto per Tutti quelli che si ostinano a NON VOLER CAPIRE [della solenne fregatura per un paese come l’Italia che si nasconde dietro i nobili ideali di “europa unita” come gli astuti costruttori dell’Euro-sistema hanno voluto far credere al parco buoi strillante, riuscendo peraltro brillantemente nell’intento visto i numerosi supporters a tutti i livelli che si portano dietro sui quali poter contare]

Erano bei tempi quando il sistema bancario italiano contava su una solida base prevalentemente pubblica …forse tempi troppo belli per non far invidia a qualcuno che dall’esterno ha esercitato pressione sulla classe politica dirigente italiana affinchè questa realizzasse la lenta metamorfosi [da pubblico a privato] andata in scena dagli anni 90 ad oggi, per la gioia degli “€uro-entusiasti” che anche in Italia(sic) non mancano… e dall’estero ringraziano.

ilcuculo
Scritto il 8 novembre 2018 at 12:47

stan­zia­le@fi­nan­za,

una distribuzione di reddito non corrispondente ad una creazione di valore (e qui si potrebbe aprire una gran discussione…) o è un trasferimento da chi produce a chi non produce oppure è fatta a debito .
Nel primo caso vorrebbe dire aumentare le tasse a lavoratori e imprese, cosa che l’attuale livello di tassazione, per chi le tasse le paga, è affatto sconsigliabile in Italia, oppure implica un aumentato del debito i cui costi si spalmano su tutti in termini di maggior costo del denaro e maggior servizio al debito.
Gli investimenti invece hanno più possibilità.
1) generano occupazione reale con creazione di valore
2) generano una crescita di PIL indotta (da cui un moltiplicatore > 1)
3) non rappresentano una spesa strutturale.

L’unico modo serio per creare i presupposti per rdc e migliorare le condizioni di uscita dal lavoro, ma anche degli ammortizzatori sociali sarebbe quello di recuperare una quota significativa di evasione fiscale. Strada su cui questo governo, a trazione Leghista, non sembra voler imboccare, anzi il voler spingere su un condono per fare cassa one-off (il cui ammontare è tutto da vedere) e pagare forse 1/2 rdc per un anno mostra come la miopia politica che ha sicuramente orbato i governi precedenti non sia migliorata con il GDC.

Dopo tutti questi anni credo abbiate capito che non sono spinto da alcuna fede o affatto politico ne da alcuna ideologia. Cerco di capire i numeri e quel che capisco, sicuramente sbaglio, mi preoccupa.

ilcuculo
Scritto il 8 novembre 2018 at 13:43

aor­lan­sky60,

Io non sono affatto un € entusiasta, se ne vedono chiaramente i limiti di governance ed il fatto che una unione monetaria senza unione fiscale e bancaria sia un pericoloso incompiuto. Ma la governance della Lira dovrebbe far ricordare agli entusiasti del ritorno alla Sovranità monetaria come erano le cose ai bei tempi del CAF…. quasi tutti i problemi di oggi sono nati allora.

kry
Scritto il 8 novembre 2018 at 14:46

stan­zia­le@fi­nan­za,

aor­lan­sky60,

E che p…… che fate venire
basta voler far capire a chi non vuole capire , avete rotto
e si che basta solo mezzora

https://www.youtube.com/watch?v=r5fQKEPYD7A&spfreload=1

Ciao e buona visione …. che a voi non serve …. sempre utile però.

aorlansky60
Scritto il 8 novembre 2018 at 15:13

@ ilcuculo

il fatto che una unione monetaria senza unione fiscale e bancaria sia un pericoloso incompiuto.

Esatto;

non solo pericoloso (per chi lo deve subire) ma molto molto conveniente per chi si ritrova dalla parte “giusta” per potere beneficiare dei vantaggi che tale situazione ambigua comporta,

proprio ciò che vogliono i TEDESCHI (che non ne vogliono sapere di unione fiscale e bancaria in area UE);

e allora ?…

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