PANICO IN EUROPA E A WALL STREET!

Scritto il alle 07:11 da icebergfinanza

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Sai cara, l’Italia è sull’orlo del baratro, solo l’Italia, nessun altro, è tutta colpa dell?italia se le cose andranno male, in Europa va tutto bene, le cose funzionano che è una meraviglia, grazie a Mario, lui si che ci sa fare…

“Crolla a un valore piuttosto basso la crescita economica dell’eurozona, con il Pmi che fa presagire un fine anno piuttosto deludente. Il flash Pmi è indicativo di un rallentamento della crescita del Pil allo 0,3% nel quarto trimestre. Gli indici che solitamente anticipano le tendenze, quali previsioni future e afflusso di nuovi ordini, suggeriscono nel corso dei prossimi mesi un ulteriore possibile raffreddamento dello slancio di crescita. Così Chris Williamson, chief business economist presso Ihs Markit, commentando i dati Pmi flash per la zona euro.

“Di certo nella Bce l’indagine susciterà reazioni non piacevoli”

Indici che crollano ai minimi di 24/25 mesi, addirittura quello della manifattura ai minimi da quasi QUATTRO anni, non male davvero per l’inflazione.

Quello tedesco poi, quello del principale paese dell’economia europea è in forma strepitosa…

C’è una piccola differenza tra le politiche dell’America e del Giappone, ma non importa, ci pensa lui, Mario Draghi oggi a dirvi che va tutto bene, che è solo un incidente di percorso.

Qualche problemino, lo abbiamo anche in America, dove crollano le vendite di nuove abitazioni…

… e i mercati americani hanno una crisi di coscienza!

Sembra inoltre che in Arkansas, ci sia una nuova Countrywide, un grosso prestatore di mutui all’ingrosso, sottobanco, che stia per fare il botto, la storia non si ripete mai, ma ama fare la rima…

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I lettori di Machiavelli lo sanno a memoria, all’inizio dell’anno vi abbiamo spiegato il rischio dell’effetto gregge, i fondi passivi, soprattutto gli ETF, poi all’improvviso un anno dopo arrivano quelli di JPMorgan, quando ormai è quasi tutto compiuto…

Alla prossima crisi, alla prossima recessione, 7.400.000.000.000 di dollari in ETF sono a rischi effetto tsunami, quando all’improvviso le acque si ritireranno, insieme alla liquidità…

Ma torniamo in Europa, un’Europa sul punto di esplodere, grazie alle attenzioni particolari della commissione europea, ovviamente organo esclusivamente politico, monopolizzato dal Partito popolare, i cosidetti conservatori, custodi del rigore e dell’austerità altrui, mentre loro spendono e spandono.

Ieri il ministro Tria ha detto che la letteriuna della Commissine Ue, lascia il tempo che trova,  “Per molte parti mi ha lasciato perplesso e un po’ sorpreso per alcune valutazioni superficiali. Forse è stata scritta un po’ in fretta”.

In effetti avevano una fretta del diavolo, di farla pagare al popolo italiano, ma le reazioni in Europa non sono tutte a senso unico.

Addirittura il leader della sinistra radicale francese Jean-Luc Mélenchon difende il governo Lega-M5s: “Per la prima volta la Commissione se la prende con il budget votato dal Parlamento di uno Stato che rispetta i trattati.

Vi consiglio di leggere fino in fondo l’articolo qui sotto del Fatto Quotidiano, capirete molte cose di come funziona questa Europa che deve essere riformata dalle radici…

Nulla di più semplice, qualcosa non torna nell’accanimento contro l’Italia, ma il boomerang di solito disegna una traiettoria particolare ed insidiosa, sulle questioni di principio non si gioca in democrazia.

Ovviamente mentre in Italia, la carta straccia nostrana vi spiega che Francia e Spagna, fanno i compitini e che è diverso per loro, l’aiuto a comprendere realmente le cose arriva dagli USA, direttamente dalla CNBC…

La Francia, la seconda più grande economia europea, ha ricevuto una lettera da Bruxelles la scorsa settimana, avvertendo che la prevista riduzione del debito nel 2019 non rispetta le proposte che Parigi aveva precedentemente concordato con l’UE. Anche la Spagna, il Belgio, il Portogallo e la Slovenia sono stati efficacemente smentiti dall’UE.

Nel caso della Francia, il piano di bilancio 2019 vede il suo deficit strutturale (la differenza tra spese e entrate, esclusa la spesa una tantum) in calo dello 0,1% quest’anno e dello 0,3% nel 2019. Parigi ha concordato in aprile una riduzione annuale di 0,6 percentuale del PIL (prodotto interno lordo) per il suo deficit strutturale.

O si certo, come dice l’oste Juncker, la Francia è la Francia!

Il budget francese del 2019 “mostra che il governo fa molto affidamento su ricavi molto ottimistici per ottenere il consolidamento fiscale e che la spesa è fuori controllo”, ha detto a CNBC via email Daniel Lacalle, chief economist and investment officer di Tressis Gestion.

Ma tu guarda, fanno deficit con la spesa fuori controllo e previsioni estremamente ottimistiche sui ricavi e nessuno dice nulla!

L’Italia è stata anche criticata per avere delle previsioni economiche ottimistiche nel suo piano di bilancio del 2019.

“Nel caso della Francia, è un bilancio molto difficile da accettare da parte della Commissione europea perché la Francia non ha avuto un bilancio in pareggio dal 1974 e ha perso i propri obiettivi di disavanzo più di undici volte”, ha aggiunto Lacalle.

Nessun problema, oggi parla Mario Draghi, dirà che l’Italia sta rischiando grosso a sfidare i mercati, che lui non è li per salvare i governi o i popoli, lui è li solo per salvare le banche, al massimo se riesce mantiene stabili i prezzi, ma anche in questo caso, come ben sapete ha fallito, dell’inflazione nessuna traccia, l’obiettivo del 2 % è lontano anni luce.

Forza Mario, siamo qui tutti in attesa delle tue magie, su dai stupisci il mondo ancora una volta! ;-)

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4 commenti Commenta
kry
Scritto il 25 ottobre 2018 at 10:54

Ma come ,
nemmeno l’ oktober fest riesce a mantenere a galla un pil che va a tutta birra

paolo41
Scritto il 26 ottobre 2018 at 09:50

….se, come probabile, ci sarà un calo degli indici economici in Europa, mi sembra ancora più difficile un incremento all’ 1,5 del PIL italiano…..

    icebergfinanza
    Scritto il 26 ottobre 2018 at 10:31

    Politiche anticicliche per limitare i danni in mezzo ad una depressione globale ventura, non per crescere…

laforzamotrice
Scritto il 28 ottobre 2018 at 07:26

Non mi è molto chiaro questo compiacimento nello scoprire gli altarini altrui, sarebbe un “mal comune mezzo gaudio”? Forse sarebbe più utile cercare di capire cosa funziona e imitarlo anzichè evidenziare solo le criticità senza di fatto che questo aiuti nessuno, E’ vero che sembra essere diventato lo sport nazionale piangersi addosso spaventando tutti e ottenendo solo la paralisi, come appassionato di storia militare vi garantisco che non c’è niente di peggio di seminare la paura prima della battaglia che è propedeutico alla sconfitta. Cosi come non capisco bene questa aggressività verso le banche, mentre dovrebbe essere verso i banchieri (e bancari) visto che in fondo le banche non sono altro che i fienili dove noi depositiamo le nostre riserve per l’inverno, i risparmi, per cui se saltano loro, le banche, in realtà siamo noi che saltiamo visto che invece gli altri, i banchieri, il culo se lo sono gia abbondantemente coperto. Quindi sarebbe meglio che al posto di parlare delle banche, parlassimo dei banchieri, chiedendone la testa e i beni.

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