AMERICA: TASSI CRASH TEST!

Scritto il alle 09:59 da icebergfinanza

Iniziamo da qui dal libricino del senno di poi, le minute del FOMC,  si il libricino che la Fed usa per guidare l’America, con lo specchietto retrovisore, pronta ad andare a sbattere contro il muro a tutta velocità, il muro della deflazione da debiti…

E’ “appropriato” che la Federal Reserve “continui il suo approccio graduale” nell’alzare i tassi”. E’ quanto emerge dai verbali del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa, relativi alla riunione del 25 e 26 settembre scorsi. Allora la Fed alzò i tassi di 25 punti base al 2-2,25% e segnalò un’altra stretta entro fine anno e altre tre nel 2019. In quell’occasione la banca centrale scelse di eliminare dal comunicato finale la parola “accomodante” per descrivere la sua politica monetaria. Secondo i membri dell’Fomc una tale rimozione non avrebbe indicato “un cambiamento della politica monetaria”. america24.com

Con tanti saluti a Donald che non sarà affatto contento, ma in fondo si tratta solo di quello che si sapeva, quello che non si sapeva  che la Fed ha citato espressamente l’Italia…

L’Italia è finita nei verbali della riunione del 25-26 settembre scorsi della Federal Reserve. Il nostro Paese viene citato nel documento, diffuso oggi, laddove si legge che “i mercati finanziari globali sono stati volatili durante il periodo intermedio (tra quella riunione e quella precedente, ndr) a fronte di tensioni significative nei mercati emergenti, dell’attenzione rivolta alla Brexit e della politica fiscale in Italia oltre che delle continue tensioni commerciali”. Il riferimento è allo scontro tra Roma e Bruxelles sulla legge di bilancio.

La sintesi è che d’ora in avanti si faranno i conti con  un’ampia gamma di informazioni, tra cui misure delle condizioni del mercato del lavoro, indicatori delle pressioni inflazionistiche e delle aspettative di inflazione e letture sugli sviluppi finanziari e internazionali.

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Quello che la Fed non cita è i sensibile rallentamento del mercato immobiliare che tanto per cambiare ieri ha visto un crollo dei permessi e dell’avvio di nuove costruzioni e delle richieste di mutui ipotecari…

Tutto fermo, il tasso fisso a 30 anni è salito sino al massimo del 2011, vicino al 5,10 % non lontano dal 5,25 % del 2009, fantastico!

L’avvio di cantieri di abitazioni con due o più unità abitative è crollato del 12,9%

Buone notizie anche per l’inflazione con il petrolio che crolla vicino ai 70 dollari!

Nella settimana conclusa il 13 ottobre scorso, le scorte di petrolio negli Stati Uniti hanno registrato un rialzo per la quarta settimana di fila e decisamente superiore alle stime. Il dato è salito di 6,49 milioni di barili a 416,441 milioni di unità dopo il +5,987 milioni della settimana precedente, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 1,5 milioni di barili. (America24)

C’è una importante novità, che ai più è passata inosservata.

Ve la ricordate questa ammissione di Schaeuble, sull’euro troppo debole per la Germania?

Ebbene ieri MIke Shedlock ha messo in evidenza il monitor che gli USA utilizzano per indirizzare i loro missili commerciali, evidenziando alcune criticità nei rapporti con altri Paesi tra cui la Germania…

  • Giappone, Germania e Corea soddisfano due dei tre criteri della relazione con avanzi di conto corrente significativi combinati con significative eccedenze commerciali bilaterali con gli Stati Uniti.

Corea e Giappone sono già stati sistemati, ora resta la Germania.

Sempre più convinto che al momento opportuno, magari il prossimo anno in mezzo alla tempesta delle elezioni europee, Trump si occuperà di sistemare anche la Germania che continua ad ignorare le regole di Maastricht.

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3 commenti Commenta
madmax
Scritto il 18 ottobre 2018 at 11:26

Quello che sto per dire sembra illogico, ma e’ l’unica soluzione: aumentare i tassi.
La FED si rende conto che ha intasato e drogato l’economia per anni con valanghe di denaro a bassi tassi, una bulimia di credito! Tutti indebitati, nessun scampo.
Nell’antichita’ la soluzione era cancellare i debiti ogni 7 anni, oggi non possiamo, gli assets sono sopravvalutati e il rischiobcome dice il Capitano e’ la deflazione da debiti, ma la via che vede la FED e’ un’altra alzare i tassi per far alzare l’inflazione (non e’ detto che ci riescano) ma se arrivasse una deflazione a due cifre si mangerebbe i debiti!
Questo e’ quello che cercano di fare. Tra il dire ed il fare ovviamente vi e’ il mare.

reragno
Scritto il 18 ottobre 2018 at 14:30

Ho studiato all’Università diversi esami di economia politica, tra cui il testo dello Zamagni (economista che Andrea conosce bene), ma il pensare di creare inflazione rialzando i tassi mi sembra pura follia. La dimostrazione è che appena si alzano i tassi crollano i consumi e gli investimenti immobiliari. In un mondo dove dal 2007 non è cresciuta l’occupazione in maniera stabile con lavori degnamente retribuiti e stabili, ma, in compenso si è introdotta la precarietà e la competizione per un magro stipendio, come si può credere ad un amento dell’inflazione virtuosa? Non si surriscaldano i salari e i consumi aumentando i prezzi. I casi recenti di aumenti di inflazione fuori controllo sono dovuti a situazioni completamente diverse ( Turchia o Argentina )

apprendista
Scritto il 18 ottobre 2018 at 15:54

“ma la via che vede la FED e’ un’altra alzare i tassi per far alzare l’inflazione”
??? non e’ il contrario o mi perdo qualcosa?
mad­max,

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