ARGENTINA E TURCHIA: CHI SARA’ LA PROSSIMA VITTIMA!

Scritto il alle 07:49 da icebergfinanza

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Prima di incominciare oggi, un pensiero speciale, una preghiera, per un carissimo amico,  che sta per affrontare una delle innumerevoli e difficili prove che ci riserva la vita, un abbraccio, caro Roberto siamo tutti con te!

In attesa di occuparci di puro gossip all’Italiana evidenziando le fesserie raccontate da due frequentatori di talkshow italiani, i salotti demenziali che la televisione propina ai pensionati e ai fessi che si nutrono esclusivamente di televisione appunto, vediamo quale potrebbe essere la prossima vittima della carneficina in atto nei mercati emergenti.

Noi all’inizio dell’anno, vi avevamo avvertiti, state alla larga dai Paese emergenti!

In attesa di occuparcene personalmente la prossima settimana, ci facciamo aiutare da Francesco Lenzi, una voce del web, sempre ben informata e competente…

Direi che è una sintesi perfetta, per chi non lo ha ancora capito le danze le conduce il dollaro, o meglio l’indebitamento presso la banca di mister Greenback!

La prossima settimana, ci occuperemo nei dettagli di questo e di altri argomenti nel prossimo numero di Machievelli intitolato ” Caccia a Ottobre Rosso ”

SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO!

Ovviamente non mancheranno ampi accenni al tour de force che il nostro debito pubblico sta per affrontare, ma partiamo da qui dalle immense fesserie scritte su twitter da uno degli uomini di punta del Partito Democratico, ovvero l’economista Marattin, la dimostrazione vivente di quelle che sono le sagge conclusioni del nostro Brad DeLong…

I principi economici che sostengono le loro teorie sono un inganno: non sono verità fondamentali ma mere manopole da girare e regolare in virtù delle giuste conclusioni che emergono dall’analisi.

Le giuste conclusioni dipendono da quale dei due tipi di economisti si è. Il primo sceglie, per ragioni non economiche e non scientifiche, un orientamento politico e una serie di alleati politici, e gira e regola le sue ipotesi fino a giungere alle conclusioni che meglio si adattano al suo orientamento e che possono compiacere gli alleati. Il secondo prende tutte le ossa della storia, le butta in una casseruola, accende il fuoco e le fa bollire, sperando che le ossa trasmettano degli insegnamenti e suggeriscano i principi per guidare gli elettori, i burocrati e i politici della nostra civiltà, mentre avanzano lentamente verso l’utopia. ( Sole24Ore )

Questi passano le giornate a provare a terrorizzare gli italiani con lo spread e i mercati, come se gli italiani che detengono poco più del 4 % dei titoli di Stato fossero tutti trader che davanti allo schermo comprano e vendono BTP, invece di normali investitori che portano a scadenza i loro investimenti.

Ovviamente c’è sempre qualcuno che prova a mettere in dubbio la veridicità dei nostri dati, come spesso suggeriamo rischia di farsi male, la nostra mission da 10 anni è quella di raccontare la verità figlia del tempo…

Puntualmente come sempre, utilizzando le fonti dirette, in questo caso Bankitalia ecco la realtà…

In effetti le imprese e le famiglie italiane detengono solo il 6 % del nostro debito pubblico, tutto il resto è in mano a banche, assicurazioni e BCE.

Qui grazie al nostro amico Pippo è ancora più chiaro…

Ma occupiamoci ora di un’altra frequentatrice di talk show nostrani, si quelli dove prendi il gettone per raccontare fesserie agli italiani, Veronica Deromedis, la moglie di un banchiere tanto per cambiare che va sul Foglio di carta straccia a fare un’altra pessima figura epocale…

Noi ci fermiamo qui e vi lasciamo in compagni di due splendidi video che smentiscono clamorosamente la nostra economista casalinga, debunker de me nona…

Gustatevi i due video qui sopra, se non riuscite a vederli cliccate qui sotto…

Guy Abeille, come è nato il numero del 3%?

Affascinante no e tu pensa che io ho gentilmente declinato la partecipazione ad un paio di talk show alcuni anni fa, che pirla potevo prendere qualche gettone di presenza raccontando balle ai fessi italiani, si come quella che durante il Governo Monti il debito pubblico è sceso…

Clamorosa gaffe di Veronica De Romanis: “Con Monti debito sceso 

Ovviamente la casalinga, ops scusate l’economista fa parte dell’Osservatorio di Cottarelli, insieme al giornalista Ferruccio DeBortoli, tutta gente in pieno conflitto di interesse quando parla.

Funziona così, bellezza, e tu non puoi farci nulla, tranne esserne consapevole, noi proviamo ad aiutarti, facciamo l’impossibile per raccontarti la verità.

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19 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 31 agosto 2018 at 09:44

L’osservazione critica sollevata da Alberto Bagniai a proposito dell’errore “velleitario”(ma nemmeno poi tanto…) di quella presunta “economista”(come lei si vende) non deve passare inosservato : il caso in oggetto rappresenta la palese dimostrazione che presunti saccenti “economisti” lavorano in funzione di CHI li paga, per diffondere consapevolmente FALSI DATI all’opinione pubblica -come ha fatto la de romanis nell’occasione. Un atto decisamente GRAVE come ha sottolineato giustamente Bagniai; uno dei tanti tentativi di “fake” che ormai sono all’ordine del giorno, dato che i media AL SERVIZIO del SISTEMA (BIS-BCE-UE) hanno le armi affilate e le sanno usare allo scopo.

madmax
Scritto il 31 agosto 2018 at 10:19

Crisi Turchia e Argentina cosa le accomuna?

Hai ragione a parlare di dilettanti dell’informazione, ma nessuno vede cosa accomuna la Turchia alla Cina non dal punto di vista economicoa da quello politico: entrambe stanno voltando le spalle agli US, piaccia o meno.

La Turchia (paese NATO) ha acquistato missili SS400 che per essere installati devono fornire informazioni sensibili sui sistemi NATO ai produttori stessi di missili, una cosa impansabile fino a qualche tempo fa, un paese NATO che compra missili russi. Il tentato colpo di stato di Gulen made in US ha lasciato le cicatrici su Erdogan.

L’Argentina poi ha accettato un “base di ascolto”cinese nel proprio territorio, nel sud i cinesi hanno una base radar, lascio a voi immaginare cone sono contenti gli yankee. Sono a pieno titolo dentro la Belt e Road initiative e accettano gli innestimenti cinesi.

Ecco cosa accomuna le due crisi, stanno cercando di punire chi si ribella al mondo anglo americano fondato sulla finanza (e sul dollaro) ma il mondo gira.

Ma la Germania accorrera’ a salvare la Turchia (insieme alla Russia sotto banco) e chissa’ la Cina si spendera’ per la stabilita’ in Argentina che tra l’altro ha appena assegnato l’appalto di una strada da 538km alla cinese CSCEC e poi vedi mai che i nuovi arrivati vogliano togliere la base orecchione che hanno messo!

Il mondo sta cambiando e per chi continua a vedere gli US come centro di gravita’ sta dalla parte sbagliata della storia.

Che noi possiamo vivere in tempi interessanti!

    icebergfinanza
    Scritto il 31 agosto 2018 at 12:20

    Ci vediamo tra un paio di anni… buona fortuna!

laforzamotrice
Scritto il 31 agosto 2018 at 10:42

Non capisco perchè ci si soffermi tanto sul 3% di deficit; anche se fosse stato deciso in pochi minuti davanti ad una birra, che differenza farebbe? premesso che si trattava di una regola da applicare a paesi economicamente diversi tra loro con una moneta comune e una previsione inflattiva auspicata del 1,5/2 % mi sembra una proposta ragionevole, avendo come obbiettivo a medio termine l’abbassamento del debito. Voi invece che parametri avreste usato?

    icebergfinanza
    Scritto il 31 agosto 2018 at 12:21

    Il buon senso, non parametri a caso o moltiplicatori del FMI criminali, sveglia Ragazzi sveglia!

homo_invictus
Scritto il 31 agosto 2018 at 12:43

La Cina ha il nulla attorno, come Deutsche Bank. Economicamente non vale nulla, è una scatola con niente dentro. Le banche cinesi sono piene zeppe di prestiti fatti tanto per dare lavoro a persone altrimenti disoccupate, che il partito al governo non può permettersi. Finanziano opere pubbliche inutili e città fantasma per gonfiare il PIL.
La Cina è un gigantesco castello di carte, non è come la Russia, che ha giacimenti di ogni materia prima utile nel sottosuolo. La Cina non potrà mai nulla contro gli USA economicamente, forse dal punto di vista militare potrebbe, ma non credo sia così folle da provarci. La Cina è uno stato che si regge su una montagna di debito, grazie a banche fallite sostenute dal partito.

madmax
Scritto il 31 agosto 2018 at 13:35

icebergfinanza,

Capitano,
Nulla di personale, la data e’ il 2025, ovvero l’inizio del China 2025 Plan. Gli US non hanno mai fronteggiato contemporaneamente due avversari sul campo militare Russia (ieri USSR) e Cina sul piano militare, in piu’ la loro societa’ grazie anche a Trump non viene piu’ vista come il modello da imitare nel mondo e 76.000 morti all’anno di overdose non fanno altro che confermare la dedadenza dell’impero.
Per quello che riguarda il destino del dollaro concordo sulla sua forza fino al 2025 poi non lo so.
Lo hanno distrutto con le proprie mani con le manie di sanzioni tanto che pure la Germania si acccoda a Cina, Russia, Turchia, Iran per fare un sistema di pagamenti alternativo allo SWIFT ed evitano il dollaro ler paura di vedersi congelare i fondi.
La verita’ e’ figlia del tempo come diceva Kant.
;)

madmax
Scritto il 31 agosto 2018 at 13:52

Cina sul piano commerciale..

laforzamotrice
Scritto il 31 agosto 2018 at 13:58

icebergfinanza,

Buon senso ok, ad esempio?

signor pomata
Scritto il 31 agosto 2018 at 14:01

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

Dal dopoguerra esiste un paese che abbia rimborsato il suo debito pubblico?
Insomma che sia sceso in maniera considerevole?
Non sto parlando del rapporto debito-pil cosa diversa.

giacomocambiaso78
Scritto il 31 agosto 2018 at 15:59

Assolutamente non per fare polemica, ma da profano ignorante quale sono avrei una domanda Andrea. Sono certo che famiglie ed imprese non abbiano piu’ del 6% del debito, comunque parlando di un debito enorme temo sia una cifra di tutto rispetto, ma quella maggior parte detenuta da banche ed assicurazioni (BCE si fotta) non sono sempre soldi delle famiglie e delle imprese italiane? Sopratutto in tempi di bail in quale sara’ l’impatto? Ultima domanda, vero che se si porta a scadenza non si perde nulla, ma sempre in tema di banche la svalutazione di questi titoli in veste di garanzie collaterali e valore patrimoniale, insomma, a livello contabile non rischia di mettere in grave crisi l’intero settore creditizio? Premetto che per quanto intimorito dalla burrasca vedo la nostra crisi prossima ventura come l’occasione buona per far saltare l’Euro

    icebergfinanza
    Scritto il 2 settembre 2018 at 10:04

    Certo se parliamo di fondi pensione, diverso è quando si parla di banche e assicurazioni che con il corrispettivo del QE e dei vari LTRO comprano titoli di Stato, qui non c’entra il risparmio delle famiglie. Se qualcuno è disposto a credere che l’Italia farà default si accomodi, per me è impossibile, al massimo una ristrutturazione del debito ma sempre nei limiti delle famigerate CACS di cui parleremo nel prossimo fine settimana.Quando uno come Calenda parla di rischio default, significa che lo auspica, perché questo rischio non esiste allo stato attuale delle cose, un default Italia significherebbe la fine dell’euro.

idleproc
Scritto il 1 settembre 2018 at 00:15

icebergfinanza,

Non sono gli ultimi arrivati, prescindendo da tutte le altre considerazioni, a livello “globale” una “frenata” ha senso, anche se viene vista come la cosa “stupida” gestita da “stupidi” che ovviamente non possono fare che cose “stupide” .
Filiere produttive troppo estese, linee di comunicazione troppo estese, eccessiva specializzazione geografica nella produzione, integrazione caotica, iperdimensionamento e concetrazione in corporation-finanziarizzate con aspetti burocratici e di dinamiche interne irrazionali che sono l’opposto della propagandata efficenza.
Tutto il sistema è sempre meno resiliente ed affidabile.
Loro, di solito, si danno una regolata per primi.

homo_invictus
Scritto il 2 settembre 2018 at 16:11

Chiunque possa pensare che il dollaro possa essere sostituito come moneta internazionale è, passatemi il termine, uno sprovveduto.
Ho a che fare tutti i giorni con paesi esteri per lavoro, e gli unici paesi che non accettano il dollaro (oltre alla loro moneta locale) sono Iran e Russia.
Tutti i sudamericani, i centroamericani, gli africani e i sud est asiatici accettano solo dollari, se non volete pagare nella loro moneta locale, alcuni addirittura accettano SOLO dollari, non vogliono nemmeno la loro moneta, specialmente quando si deve anticipare i pagamenti. Se pensate che l’Euro o qualche altra moneta fantasiosa possa cambiare tutto ciò, siete degli illusi.

laforzamotrice
Scritto il 3 settembre 2018 at 07:40

ho­mo_in­vic­tus@fi­nan­za,

Certo che se non si sa distinguere tra debito e debito, meglio interessarsi di gnocca e calcio. Vero che la Cina è piena di debiti, come gli USA, ma dipende come vengono usati: un conto se tu li investi in lavoro, di qualunque tipo, un conto se tu li investi in finanza, cioè in aria al 80%. se non cogli la differenza… come non detto. La Cina sarà il nuovo impero, hanno il mercato, la produzione, materie prime, tecnologia e sempre più rapidamente una forza militare per imporre il loro sistema. Se non collasserà sotto il proprio peso dimensionale, (per capirci sono troppi e se cominciano a consumare troppo come facciamo noi il pianeta non reggerà vedi inquinamento) saranno i nuovi padroni per i prossimi 2 secoli. Non dico che sia probabile visto che secondo me l’impero attuale , gli anglosassoni, non cederanno senza combattere, oggi ci sono le armi nucleari, e preferiranno il metodo “Sansone” con un bel macello generale, che il pianeta vivrebbe molto positivamente. Ai posteri (forse) l’ardua sentenza.

madmax
Scritto il 3 settembre 2018 at 09:45

homo_invictus@finanza,

Scusa se commento,
Sul piano militare la Russia e’ superiore ali US che si ritrovano armamenti vecchi e supercostosi, prendi gli F35 ultima generazione, costo flyaway di 89 milioni mentre l’equivalente SU57 ne costa appena 35 di milioni. Dal punto di vista missilistico spiace dirlo ma gli US sono arretratissimi.
Prendi quanto accaduto in Siria una semplice batteria di SS200 design 1967 ha neutralizzato gran parte dei missili lanciato dagli “occidentali” per tua conoscenza siamo alla generazione di SS500 lascio a te le considerazioni.
Per quello che riguarda le applicazioni ipersoniche sono indietro assai e i cinesi hanno gia’ cannoni elettromagnetici che gli US se li scordano.
Quello che non si vuole capire e’ che i Cinesi hanno un piano (i Russi non vogliono rottura di balle) mentre gli US vanno avanti non si sa come.
Guardati indietro e vedrai che gli imperi prima o poi sono cambiati, non vedo perche gli US dovrebberonessere diversi e ripeto con 76.000 morti all’anno di overdose danno la misura del declino!

aorlansky60
Scritto il 3 settembre 2018 at 13:54

@ MADMAX

Per un Paese come gli USA, num.1 per esportazioni al mondo di APPARATI MILITARI, avere singoli pezzi che costino assai -più del doppio dei pari mod. Russi nel caso trattato- fà MOLTO COMODO perchè significa avere maggiori introiti e RICAVI finali, dato che LE ARMI come fattore di business non sono solo concepite per la DIFESA, ma PER LA VENDITA A TERZI, a maggiore ragione considerando gli USA al vertice della NATO cioè un sistema difensivo aperto a più Stati, obbligati dal num.1 (gli USA…) alla standardizzazione dei vari modelli (caso tipico F35 il caccia di Vta generazione “stealth” adottato da vari paesi membri tra cui l’Italia) per ovvie necessità strategiche e logistiche : si pensi al caos (e alla spesa in più) che ne deriverebbe se ogni Stato seguisse la propria via tecnologica, con svariati modelli ognuno con armi e missili differenti… caso veramente d’eccezione in questo contesto, il fatto che la Turkia (membro NATO) abbia acquistato recentemente (o le sia stato permesso di acquistare…) missili SS400 dai Russi, il che lascia pensare che la Turkia non rientra più in quella sfera di importanza strategica geo politica che gli USA le avevano attribuito già oltre 50anni fà, e la cosa deve ulteriormente far pensare, evidentemente il mondo evolve molto rapidamente (più che in passato) e con esso le priorità con l’individuazione del proprio nemico più preoccupante cui dovere far fronte…

Per quanto riguarda l’eventuale “arretratezza tecnologica” USA verso Russia e China sul piano degli apparati militari, personalmente penso che gli USA abbiano più di “un asso nella manica” ben nascosto da occhi e chiacchiere indiscrete come possiamo fare noi comuni mortali su un altrettanto normalissimo blog come questo… Mi sembrerebbe assai strano che un Paese che devolve 700 miliardi di $ all’anno (pari all’ultimo bilancio stanziato ed approvato dal Senato USA come spesa per il solo settore DIFESA per il 2019) una buona fetta dei quali per IL SOLO SETTORE RICERCA IN AMBITO MILITARE non sia capace di tenere il passo dei più accerrimi contendenti…

madmax
Scritto il 3 settembre 2018 at 16:17

Dimenticavo un punto per chi crede ancora alle favole, leggermente fuori tema: la Libia.
Lo sapete perche’ adesso e solo adesso e’ esplosa la Libia? Perche’ il leader Sarraj e’ stato attaccato e lo si vuole rimuovere? Perche proprio pochi giorni fa ha firmato un bel foglio con la Cina per includere la Libia nella Belt and Road!!!! Strane coincidenze ma pure questa volta non sanno (gli anglosassoni) che hanno toppato ancora una volta!
Il mondo gira veloce e pensare di cristallizzare il tutto a quanto succedeva una volta!

sd
Scritto il 3 settembre 2018 at 23:19

ho­mo_in­vic­tus@fi­nan­za,

Guarda che il problema non è il “se” ma il “quando”.

Guarda che il mondo cambia continuamente, per fortuna altrimenti saremmo ancora alla preistoria, e per l’Impero USA o Anglosassone non ci sarà un eccezione “Divina”.

Il problema è il “quando” ed anche il “come”. Ma visto che la nostra vita è troppo breve (naturalmente parlo per ME….magari cè qualche immortale in giro) per saperlo ci affiamo a chi è più esperto come il Capitano Andrea.

SD

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