ITALIA IFRS9: L’IDIOZIA E IL DEFICIT DI MIA NONNA!

Scritto il alle 08:29 da icebergfinanza

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Non passa neanche qualche giorno, etvoilà, il future sui BTP tenta l’ennesimo e definitivo allungo sulle parole del vice governatore Luigi di Maio…

Ovviamente subito dopo arrivano i pompieri di casa Tria, sai i mercati si stanno agitando…

La Germania da 8 anni ha un surplus eccessivo nell’import-export

Premesso che quel parametro è ormai diventato una barzelletta come altri all’interno dell’Europa, ad esempio quello sul surplus che la Germania regolarmente non rispetta, a beneficio di coloro che non sanno di cosa si parli, condividiamo qui sotto il pensiero di colui che questo parametro ha contribuito a crearlo, una vera e propria leggenda metropolitana per fessi.

In effetti fa piacere che anche il ministro Tria si sia informato, visto che in Cina ha dichiarato…

-” Il rispetto del rapporto deficit/ PIL del 3% è stato criticato anche da chi lo ha inventato, “ma è molto diverso dal dire che lo supereremo”.

Inoltre a beneficio di tutti coloro che non conoscono la storia dell’Europa e l’inutile diatriba su questo anacronistico limite, riporto il numero di volte che è stato letteralmente ridicolizzato negli ultimi 17 anni…

Ricordo a tutti che Francia e Germania sono stati in assoluto i primi a sforare i trattati di Maastricht!

La soluzione, approvata a maggioranza qualificata nella notte, con il voto contrario di quattro paesi (Olanda, Austria, Finlandia e Spagna), è passata anche alla riunione dell’Ecofin nonostante l’opposizione fermissima di Solbes che ha ripetuto che la decisione notturna non aveva base legale. “Siamo profondamente rammaricati – ha detto il commissario europeo – perché la soluzione adottata dal Consiglio non segue le regole stabilite dal Patto, mentre solo l’applicazione delle regole può garantire un uguale trattamento degli Stati membri. La Commissione valuterà le conclusioni e deciderà eventuali azioni future”. Posizione ribadita in seguito con la nota ufficiale della Commissione.

Quindi nessun problema si può fare e si farà, se abbiamo bisogno di sostenere la nostra economia, Tria o non Tria.

Nel frattempo, un paio di mesi fa abbiamo visto giusto, ma soprattutto ha visto giusto il nostro Machiavelli in MACHIAVELLI: ITALIA PUNTO DI NON RITORNO!, il momento è topico, fondamentale per i rendimenti dei nostri titoli di Stato.

E qui dopo il deficit di mia nonna arriviamo all’idiozia di questa classe politica, un manipolo di ignoranti o conniventi come meglio credete che quotidianamente sottoscrive e vota leggi senza neanche sapere quello che fa.

TRENTA NOVEMBRE 2017 questa è la data di approvazione del regime transitorio di anni 5 approvato tra l’indifferenza generale. In sintesi le banche devono mettere a bilancio le probabili perdite attese, anche se non effettivamente realizzate, non solo per gli investimenti ma anche per gli impieghi.

Ovviamente si parla di titoli di Stato e non di derivati, guai a toccare i bilanci delle banche tedesche o francesi, guai, loro sono riusciti a tenere fuori dalla trappola tutte le banche regionali dei vari land  e non venitemi a dire che il regime transitorio diluisce le perdite potenziali nell’arco di 5 anni perché mi metto a ridere, i mercati non hanno tempo da perdere.

Invece di strillare per la riforma del credito cooperativo, alcuni signori avrebbe fatto meglio ad opporsi in tutte le maniere all’approvazione di una simile regola, ma a novembre c’era un altro governo, quello degli amici degli amici, impegnato più ad elargire concessioni o a vincere elezioni poi clamorosamente perse.

Non parliamo poi di ABI o amenità varie, perché sia in occasione dell’approvazione del bail.in sia in questo caso, l’opposizione è stata inesistente, Bankitalia compresa.

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Di questo ve ne abbiamo accennato più volte, ma qui sotto avete una sintesi migliore…

Lo spread è una bomba a orologeria sui bilanci delle banche

Tecnicamente, il deterioramento della situazione patrimoniale a causa del caro spread avviene perché, in base alle regole contabili (Ifrs9), la perdita virtuale (diventa effettiva, e quindi viene “scaricata” a conto economico, solo nel momento in cui si vendono) sui Btp e gli altri titoli italiani che scaturisce dalla valutazione al loro prezzo di mercato (fair value) si manifesta immediatamente sui fondi propri della banca. E ciò provoca un conseguente peggioramento degli indici patrimoniali. A sua volta, poi, tale deterioramento rende più complicate e onerose le operazioni di cessioni di sofferenze e crediti deteriorati in generale, con le quali sono ancora alle prese molti istituti di credito italiani (si pensi, per esempio, a Banca Carige o a Banco-Bpm).

Fin qui ci siamo, ma non finisce così perché questa norma è un vero e proprio boooooomerang per le banche italiane intrise di no performing loans…

“Molte di queste operazioni si basano sulla cartolarizzazione dei crediti deteriorati e sulla concessione di una garanzia pubblica, la cosiddetta Gacs, sulla parte senior, ossia sulla parte meno rischiosa del portafoglio di npl ceduto. In pratica, la banca paga allo Stato un premio assicurativo sulla garanzia prestata calcolato sul mercato dei credit default swap (cds, simili ad assicurazioni sul rischio di fallimento, ndrdi società italiane. In cambio, può giustificare un valore di cessione più alto dei crediti dismessi”.

“Se però – prosegue Erzegovesi – lo spread con la Germania aumenta e sale anche il cds che stabilisce il prezzo del ‘rischio Italia’, il premio da pagare allo Stato diventa più oneroso per la banca. In parallelo, le cartolarizzazioni diventano più onerose perché occorre aumentare l’importo delle parti più rischiose di questi prestiti, ossia le cosiddette junior e le mezzanine. In questo modo, si abbassano i valori di equilibrio che tengono in piedi l’intera operazione di cartolarizzazione”. In pratica, la banca, dovendo sopportare costi più alti, si libera dei crediti deteriorati a un prezzo ancora più basso rispetto ai propri valori di carico, perdendo parte dei vantaggi della Gacs, con annesso aggravio della situazione patrimoniale.

Io mi auguro che nel Governo ci sia consapevolezza della demenzialità di questa norma criminale, la famigerata IFRS9, perché potrebbe minare la stessa presunta stabilità dell’intero sistema finanziario creditizio italiano.

Insomma, un aumento dello spread provoca tutta una serie di pericolosi effetti a catena nei bilanci bancari, quasi che si trattasse di una vera e propria bomba a orologeria pronta a innescare da un momento all’altro una nuova ondata di aumenti di capitale.

Ma di questo ne riparleremo in dettaglio nel prossimo Machiavelli, analisi a tutto campo su rischi ed opportunità dei nostri titoli di Stato, ma non solo, dedicato a tutti coloro che sostengono liberamente il nostro viaggio.

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Nel frattempo brutte notizie per Trump e per il commercio globale, sale del 6,3 % il deficit americano, con una caduta delle esportazioni guidate dal settore alimentare, bevande e mangimi…

Qui sotto i Paesi nel mirino del cannone commerciale di Trump, si preannuncia un autunno davvero caldo per l’Europa.

Pessime notizie anche dagli ordinativi di beni durevoli che da ben quattro mesi registrano un nulla di fatto…

Per quanto riguarda il presunto accordo con il Messico, in realtà è un pessimo accordo per gli USA, ma questo i giornalisti italiani non ve lo diranno, loro si limitano a riportare notizie, noi le analizziamo…

Come scrive Mike, in realtà scopriamo che non c’è alcun accordo, per due ragioni.

Primo il ministro del commercio messicano sottolinea l’assenza del Canada nelle decisioni di un paio di giorni fa, inizialmente l’accordo era trilaterale ma su questa base deve essere sensibilmente rivisto.

Bloomberg inoltre seppellisce questo accordo sotto una montagna di dati,

Non dovrebbe essere così sorprendente che questo accordo sia più limitato di quanto non sembri. Il Messico difficilmente accetterà di devastare la sua industria nazionale per compiacere il presidente Trump .

Le elezioni di Midterm stanno arrivando. Non solo le imprese urlano di dolore, ma almeno cinque senatori repubblicani hanno fatto saltare Trump sul commercio.

La potenziale opposizione politica non ha scoraggiato Robert Lighthizer, che come rappresentante commerciale statunitense di Trump ha guidato i negoziati…

“Non mi preoccupo dei voti a questo punto”, ha detto ai giornalisti lunedì, ma “la mia aspettativa è che passerà in modo schiacciante”.

Certamente, potrebbe essere solo una manovra negoziale di Trump, per mostrare al mondo che gli accordi commerciali multilaterali possono essere fatti con una nazione alla volta. Io andrei cauto a festeggiare, l’autunno è dietro l’angolo!

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7 commenti Commenta
ilcuculo
Scritto il 29 agosto 2018 at 15:44

Ma perchè gli esponenti di questo governo, che gode di un parlamento assolutamente favorevole e di un gradimento ampio (stando ai sondaggi) deve continuare a fare annunci ?
Perchè non possono lavorare in silenzio e poi una volta tirato insieme un DEF presentabile non lo discutono nelle sedi opportune? Nessuno in Europa si comporta così. Siamo sempre i pagliacci del circolo. (lo eravamo anche con Renzi )
la serietà è una parte irrinunciabile dell’azione politica.

vito_t
Scritto il 29 agosto 2018 at 17:55

Non vorrei che anche per la Germania la storia sia quella degli Usa, per i quali attendiamo la recessione da parecchio tempo ed invece ribadiscono una crescita superiore al 4% . Aspettiamo il recupero del dollaro ma in poche sedute si rimangia 4 figure, eppure dovrebbe rafforzarsi e non il contrario , Ci aspettiamo utili Usa in calo ed invece si parla di +25% atteso, Ci aspettiamo il crollo o quasi di wall Street e questi si arrampicano sulla luna con nuovi stop storici a ripetizione. L’unica cosa che in tutto ciò non quadra in effetti è come mai i tassi non salgono a balla di fronte a tutto questo benessere. Anche se purtroppo si continua a rosicare e di quanto previsto in base a splendide analisi, non si sta ancora praticamente verificando nulla, se non un forte indebolimento delle divise dei paesi emergenti, che oggettivamente io personalmente non immaginavo o meglio non lo immaginavo in queste proporzioni. Dovevano scendere già da livelli molto più bassi degli attuali eppure passa il tempo e non accade boh, anzi continuano a crescere qui credo che se non accade qualcosa di imprevisto , ovvero cigno nero, non accadrà nulla per un pò .. peccato.
Dimenticavo , altra cosa strana è che a questo banchetto non partecipano gli indici europei, si vede che avevano apparecchiato per pochi ….

    icebergfinanza
    Scritto il 30 agosto 2018 at 10:56

    Figli del breve termine…

aorlansky60
Scritto il 30 agosto 2018 at 09:25

Ricordo a tutti che Francia e Germania sono stati in assoluto i primi a sforare i trattati di Maastricht!

Vero, Capitano. GIUSTA OSSERVAZIONE.

Bisognerebbe ricordarlo più spesso perchè qui -in Europa come in Italia- ci sono molti che fanno finta di non capire.
SE LE REGOLE SONO STABILITE PER ESSERE RISPETTATE, VANNO RISPETTATE, DA PARTE DI TUTTI.
SENZA ESSERE SOGGETE AD INTERPRETAZIONI ARBITRARIE INDIVIDUALI o DI PARTE;

invece :

(quelli che vado ad esporre sono dati storici EUROSTAT consolidati, quindi indiscutibili)

alla Francia è stato permesso di sforare il limite del 3% di rapp DEF/PIL consecutivamente dal 2008 al 2016 (solo nel 2017 è riuscita a rientrare sotto il parametro) con PUNTE SPETTACOLARI del -7% (2009 e 2010) e -5% (2011); il caso assume maggiore gravità trattandosi della FRANCIA (e non di Estonia o Croatia paesi dalle economie e debito pubbl ridicoli) paese che ha UN DEBITO PUBBLICO dal valore assoluto oltre i 2000 miliardi di €

il caso della GERMANIA merita altrettanza attenzione : dal 2007 al 2008 viaggiava con un rapp DEF/PIL virtuosissimo del -0,2%, poi improvvisamente per 2 anni consecutivi (dal 2009 al 2010) sfora il parametro andando rispettivamente al -3% e -4% (anche qui il caso è SIGNIFICATIVO, la GERMANIA è il paese num.1 in EU per PIL, stimato al tempo in oltre 3000 miliardi di €, quindi questo VERTIGINOSO AUMENTO DEL DEFICIT in così poco tempo si spiega con una sola risposta = LA MONTAGNA DI SOLDI PUBBLICI CHE LA GERMANIA HA DOVUTO METTERE SUL CAMPO PER EVITARE IL CRACK DI MOLTE SUE BANCHE AL TEMPO DELLA CRISI DEI SUBPRIMES) per poi ritornare di nuovo virtuosa dal 2011 (-1%) e successivamente addirittura accumulando un DATO POSITIVO dal 2012 in avanti (unico paese UE sotto questo aspetto!), che guarda caso corrisponde esattamente CON GLI ANNI DI MAGGIORE ACCUMULO DI SURPLUS COMMERCIALE CON L’ESTERO, condizione per la quale peraltro l’UE si è guardata bene di inviare richiamo alla Germania visto che ha sforato il limite imposto dalla UE del 6%…

altro caso significativo per quanto riguarda il mancato rispetto dei parametri di Maastricht, la Spagna non un paese a caso in quanto trattasi della 5ta economia assoluta su scala UE (4ta da quando la UK sarà ufficialmente uscita), che dal 2009 al 2017 ha consecutivamente sforato il dato di DEFICIT con punte decisamente spettacolari (-11% 2009; -9% 2010 e 2011; -10% 2012; -7% 2013; -6% 2014; la Spagna si ritrova ancora sopra il 3% nel 2017 ultima anno preso in considerazione da Eurostat…)

Ora : a nessuno dei 3 paesi citati sono arrivati richiami da parte della UE con possibile inizio di procedura DI INFRAZIONE UFFICIALE nei loro confronti, a differenza di quanto l’UE sia stata con il fiato sul collo dell’ITALIA negli ultimi anni, ammonendola -e MINACCIANDOLA A VOLTE- di non oltrepassare quel limite stabilito del 3%

io dico che questa situazione è ASSURDA e INTOLLERABILE, soprattutto verso un Paese come il nostro che rappresenta la 3za economia in EU per PIL, un paese trattato diversamente dagli altri 3 citati; ma temo che ci sia ben altro in questa analisi : alla UE (e a Francia e Germania in particolare) deve fare evidentemente MOLTO COMODO mantenere l’Italia succube di questa situazione che le è stata imposta, e che governi precedenti -monti letta renzi gentiloni- hanno avvallato in ossequio alla UE.

Il dramma del caso è dato anche dal fatto che in Italia molti -comuni cittadini, media, giornalisti, analisti- sono stati talmente incantati dal mantra di sistema della UE e di BCE, al punto da propagandare essi stessi quel messaggio che verte sulla presunta “insostenibilità del DEBITO PUBBL ITALIANO”…

Ben venga qualsiasi governo -come quello attuale- che intenda mettere un freno al despotismo di Germania e UE nell’€urozona. Altrimenti il rischio per l’ITALIA è quello di diventare “il secondo migliore successo dell’€uro” dopo la Grecia (come un autentico genio, vero campione di stupidità cosmica di nome mario monti ebbe ad affermare) un paese che ha incontrato un successo così strepitoso (per come è stato ridotto dall’azione di FMI-BCE-UE) da avere un rapporto DEB/PIL ancora al 180%, 20% di disoccupazione, giovani in fuga in cerca di lavoro all’estero, e con le proprie infrastrutture (porti e aeroporti) svendute agli avvoltoi di turno (guarda caso sempre i tedeschi), un paese praticamente ridotto alla miseria.

madmax
Scritto il 30 agosto 2018 at 16:54

Mi fate trollare un poco? Ma non prendetevela se racconto cose che non piacciono.

Quanto scritto sopra sullo sforare il deficit e’ VERISSIMO, ripeto verissimo! Ma occorre qualche chiarimento, nel caso dell’articolo di Repubblica bisogna capirci, chi e’ l’ECOFIN? Sono i Ministri delle Finanze dei vari paesi EU ovvero i Ministri delle Finanze hanno stoppato la Commissione a richiamare Francia e Germania. Al tavolo vi era pure il Ministro delle Finanza Italiano, chi era? Tremonti, della Lega che sosteneva il Governo Berlusconi II, potevano opporsi ma non lo ha fatto.

Per quello che riguarda il crollo dell’export e’ abbastanza facile da capire, ormai sta nascendo un antiamericanismo verso i propri prodotti, dopo aver messo sanzioni a 2/3 del mondo cosa si aspettavano?

Ed il dollaro forte non li aiutera’ certo (sono per il dollaro forte a breve come il capitano) ma sul lungo non lo so!

Concludo con il rating, presto ci martelleranno abbassandolo, ma pure agenzie di rating non anglosassoni come la Dugong cinese non scherza con una BBB- e se scendiamo sotto l’investment grade i gestori di fondi vendono in quanto nei prospetti sta scritto che metteranno i soldi dei risparmiatori in bond con investment grade!

    icebergfinanza
    Scritto il 30 agosto 2018 at 17:41

    Se se se… chissà!

phitio
Scritto il 31 agosto 2018 at 11:41

E’ curioso come nei giornali non si sottolinei abbastanza la criminale complicita’ dei precedenti governi sulle concessioni statali… Ci e’ voluto questo governo, fatto di improvvisatori si, ma assolutamente estraneo (almeno per il momento) a giochi di potere e corruzione incrociata, per scardinare questo tombino sulla fogna delle concessioni… Segno che il voto popolare puo’ portare cambiamento, e lo fa, se la gente decide di cambiare
Anche Trump, da questo punto di vista, qualsivolgia cosa si pensi di lui, e’ uno scardinatore assoluto dello status quo, una forza devastante di cambiamento… Anche lui inopinatamente portato al potere dal voto popolare…

Ah, questo voto, tanto denigrato, tanto ritenuto inutile, e poi alla fine cosi’ devastante nei suoi effetti… Piu’ gente dovrebbe tornare consapevole del fatto che votare CONTA

Sono MOLTO curioso di vedere quello che succedera’ in futuro

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