IL FATE PRESTO DELLE BANCHE CENTRALI!

Scritto il alle 08:14 da icebergfinanza

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Di cosa pensa la storia sulle banche centrali lo sapete già, la rersponsabilità delle più grandi crisi economiche finanziarie sono loro, come diceva il buon Galbraith, uno dei più grandi economisti della storia,la perniciosa inutilità della politica monetaria e i rischi che derivano dal fare affidamento su di essa sono oggi una realtà.

A molti è sfuggita la notizia ma non a noi, guardate cosa è accaduto in Francia…

FRANCOFORTE (Reuters) – Le banche francesi hanno ottenuto venerdì una storica vittoria contro la Banca centrale europea, che ah concesso loro un’esenzione dal possesso di capitale contro i depositi dei clienti parcheggiati presso un fondo di proprietà statale.

La Corte Suprema dell’Unione Europea ha annullato una decisione della BCE chiedendo che le sei banche accantonassero il capitale contro i depositi speciali che hanno con l’ente statale d’investimento Caisse des Dépôts et Consignations (CDC).

La sentenza segna il primo successo di alto profilo per le banche in una causa intentata contro la BCE da quando la banca centrale è diventata la principale autorità di vigilanza del settore nel 2014 sotto la guida dell’ex capo regolatore francese, Daniele Nouy.

Qualcuno si chiederà per quale motivo do rilievo a questa notizia, la gente comune non può capire, ma questo testimonia quanto sia spesso arbitraria l’interpretazione delle regole da parte della vigilanza, da parte della BCE.

“La BCE ha commesso un errore di diritto e commesso errori manifesti di valutazione”, ha affermato la corte

La sentenza ridurrà i requisiti patrimoniali per BNP Paribas ( BNPP.PA ), Société Générale ( SOGN.PA ), Credit Agricole ( CAGR.PA ), Credit Mutuel, Groupe BPCE e La Banque Postale di miliardi di euro in totale.

Non entro nei dettagli tecnici a noi non interessa, ma come racconta Reuters la BCE sta affrontando una serie di azioni legali da parte di banche che non sono d’accordo con le sue decisioni.

L’altra notizia esplosiva è questa e questa volta proviene dall’Italia…

Questo dimostra che spesso e volentieri le banche centrali e la vigilanza impongono regole o comportamenti contabili che nulla hanno a che vedere con la normativa, o meglio regole e norme che vengono interpretate ad immagine e somiglianza.

Ricordo a tutti che gli americani sono stati più scaltri e furbi durante la crisi finanziaria che ha travolto le loro banche, non hanno reso più difficile il compito delle istituzioni finanziarie hanno favorito addirittura la sospensione delle regole, attraverso il famigerato FAS 159.

LA FONTE DELL’ETERNA GIOVINEZZA!

ESPLORANDO LA FONTE DELL’ETERNA GIOVINEZZA …

…abbiamo visto insieme quello splendido artificio contabile conosciuto comunemente come FAS 159, creato dagli architetti della nuova generazione finanziaria, che ha permesso ai bilanci delle istituzioni creditizie di superare temporaneamente lo tsunami prodotto dalla piccola farfalla subprime.

Un providenziale e regolare aiuto

SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO!

E invece no, in Europa la vigilanza ha pensato bene di rendere ancora più severe le regole in mezzo ad una depressione economica, la politica o meglio la Germania, ha imposto austerità e l’euro ci ha messo la ciliegina sulla torta, ovvero la deflazione salariale, i banchieri centrali hanno imposto al nostro Paese di tagliare gli stipendi…

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…hanno messo il Governo Monti per distruggere la nostra domanda interna!

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Bene ora scopriamo che basta la crescita per fare scendere le sofferenze delle nostre banche, scopriamo che l’acqua è bagnata!

Esatto, non escludo sorprese dietro la fretta imposta sulle riforme delle banche e sulla svendita dei crediti deteriorati, per gli amici NPL. a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca! Ma davvero qualcuno è ancora convinto che era naturale liquidare NPL, soprattutto in territori a forte vocazione economica a valori inferiori a 20 centesimi, senza attendere pazientemente una ripresa economica? Stiamo scherzando vero?

Ma davvero era necessaria tutta questa fretta, non era meglio concentrarsi sul rilancio della crescita economica, avete idea della dimensione del tragico sbaglio ad essere buoni fatto dalla politica, dai burocrati e banchieri europei e voi date ancora credito a questa gente?

Stiamo scherzando vero?

Ieri il ministro Tria, tra le tante cose dette nell’audizione presso la commissione Finanze e Tesoro del Senato ha suggerito che…

“Se ogni governo che si alterna chiude le riforme precedenti e ne apre altre, la certezza del diritto, il sistema generale del diritto viene messo a dura prova”.

Ditemi che sta scherzando vero, ditemi che è un fake, quanta fretta dietro le sollecitazione della Banca centrale europea!

«In uno dei suoi saggi più influenti, Friedman formulò la panacea tattica che costituisce il nucleo del capitalismo contemporaneo, e che io definisco “dottrina dello shock”. Osservava che “soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento. Quando quella crisi si verifica, le azioni intraprese dipendono dalleidee che circolano. Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finché il politicamente impossibile diventa il politicamente inevitabile”. Alcune persone accumulano cibo in scatola e acqua in previsione di grandi disastri; i friedmaniani accumulano idee per il libero mercato. E quando la crisi colpisce – ne era convinto il professore dell’università di Chicago – è fondamentale agire in fretta, imporre un mutamento rapido e irreversibile prima che la società tormentata dalla  crisi torni a rifugiarsi nella tirannia dello status quo» ().

Ma se si scoprisse che la precedente riforma, come altre in atri campi, spesso incostituzionali, ripeto…

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… se si scoprisse che è incostituzionale come lo è veramente, fare qualcosa metterebbe a dura prova la certezza di cosa, del diritto?

Un attimo di riflessione in questo Paese è legittimo, fermiamoci tutti insieme a riflettere, perché il fate presto delle banche centrali, della politica, dei pessimi analisti di Confindustria ha distrutto il Paese! Buona consapevolezza!

SOSTIENI IL NOSTRO VIAGGIO!

 

 

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27 commenti Commenta
laforzamotrice
Scritto il 18 luglio 2018 at 09:05

Non capisco, la ripresa c’è o non c’è? E se c’è di chi è il merito? Fino a poco fa era tutto un disastro annunciato, e adesso? Tutto finito? Va tutto bene perchè le banche dichiarano un calo dei buchi? E se è cosi come mai? Chi ha favorito la ripresa? La politica monetaria della BCE? I QI? o è solo un bluff (anche quello delle banche?) Ma la politica del risparmio e del rientro dai debiti non era una catastrofe? Decidetevi, perchè c’è molta confusione sotto il cielo.

    icebergfinanza
    Scritto il 18 luglio 2018 at 11:46

    Ma un minimo di collegamento al cervello è davvero così difficile? Italia, il Paese europeo con la minore crescita del PIL ESCLUSIVAMENTE trainata e esportazioni. SERVE un disegnino suvvia non fate la figura da ignoranti! 😉

[email protected]
Scritto il 18 luglio 2018 at 11:59

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

a mio modesto parere, non c’è cioè dicono e fanno vedere che siamo in ripresa,ma i conti non tornano,la gente ha paura di spendere e quel minimo di inflazione che si vede è solo da aumento dei costi fissi e del petrolio che poi si riperquote su tutto altro.
Se il sentimento generale ritorna negativo allora è ancora molto peggio,e si allungheranno i tempi.credo che per uscire da questa deflazione da debito ci voglia una ventina di anni altro che 2019 la politica di QE dovrebbe durare almeno fino al 2030.per poi pian piano ridurre il tutto.
quando lo stato smetterà di pagare gente in modo retributivo e sopratutto mega stipendi e super pensioni ha gente che ha sicchiato il sangue alla società civile senza produrre una mosca ,allora il sistema comincerà a reggere e solo allora ci sarà la vera inflazione e vera ripresa.
cordialmente …….ivan

signor pomata
Scritto il 18 luglio 2018 at 13:35

Buongiorno marinai, due cose da dire velocemente.
Ho usato un etf senza leva per shortare gli indici americani, seguito giorno per giorno ho notato che quando perde , perde il 30-40 percento di quanto dovrebbe e quando cresce , cresce sempre meno di quanto dovrebbe.
Sembrerebbe una sola….tecnicamente.
Seconda considerazione, da mesi le banche vendono prodotti in cui si prospetta un lauto interesse se determinate azioni italiane non scenderanno sotto una certa soglia.
Prospettano ritorni a due cifre.
Considerazione: regalano soldi o sanno qualcosa che noi non sappiamo?
Tipo che fiat o eni perderanno oltre il 50 nei prossimi 24 mesi?
Basterà aspettare e vedere se come sempre le pecore verranno tosate.
Saluti

madmax
Scritto il 18 luglio 2018 at 16:18

Consapevolezza o voglia di evitare le critiche? I gialloverdoti hanno partorito il Decreto Dignita’ ovvero Decreto Legge 12 Luglio 2018 nr. 87 ma qualcuno si e’ preso la briga di leggerlo o si ferma ai 140 caratteri di stwitter che promettono miracoli?

Uno dei punti era bloccare le delocalizzazioni, fantastico ma lo avete letto il Capo II Misure per il contrasto alla delocalizzazione? Dai toni stwittati si parla trionfalmente di punire chi delocalizza ma se ben leggi l’art. 5 vi trovi che solo chi ha avuto benefici da aiuti di stato e delocalizza fuori dalla EU li perde!!!! E chi si sposta in EU? Poi chi non ha ricevuto nulla puo’ delocalizzare come e dove vuole, che decretone!!

Ma poi fanno di piu’ copiano semplicemente una regola che gia’ esiste nel Regolamento Europeo dei fondi Strutturali e di Coesione periodo di programmazione 2014-2020, ovvero che non ti puoi spostare per i primi 5 anni dopo l’investimento ma dopo puoi chiudere tutto e delocalizzare dove ti pare!!! Ricopiata pari pari ma gia’ esisteva la regola.

Riassumendo il contenuto del decretino sulle delocalizzazioni mi pare un decreto propaganda chi vuole se ne va e chi ha preso fondi deve restare cinque anni come era previsto, l’innovazione geniale dove sta?

Son pronto a ricevere commenti e discutere ma in caso pensiate infanghi i gialloverdoti non liquidate tutto dicendo e’ una cazzata, restate sui contenuti di quanto fatto dalla “scasta” altrimenti poi non fatemi i pipponi sulla democrazia diretta della rete dei pandistelle dove tutti parlano e condividono le idee se non si ha voglia di ascoltare!!!

La Confindustria strilla ma i pandistelle si accasciano sulle peggiori abitudini della casta mettendo Assia a capo della segreteria di un Ministero con 73.000 cucuzze senza concorso!
Welcome back!
Buona fortuna Italia.

stanziale
Scritto il 18 luglio 2018 at 18:36

madmax,

madmax, lascia perdere i pipponi della democrazia della rete (dove comunque sono quasi tutti di sinistra contro salvini), ma concentriamoci sul provvedimento. Pare che per la prima volta e’ un qualcosa per frenare la delocalizzazione DI CHI ha ricevuto contributi e anche chi delocalizza verso la ue, il contrario di quello che scrivi tu (ma deve le leggi queste-vere- cazzate? ) https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwiq2rzAhqncAhWiYZoKHXYwBacQFgguMAE&url=https%3A%2F%2Fwww.fiscoetasse.com%2Frassegna-stampa%2F8686-decreto-dignit-cosa-cambia-per-le-imprese-che-delocalizzano.html&usg=AOvVaw3n-BLJbRHRBmcBR7cnDdjU per quanto riguarda il fatto che riguarda solo chi ha ricevuto aiuti di stato e’ vero, ma probabilmente non possono fare altro, per tutti i trattati che ha firmato il pd , i suoi aventi causa ed amici dal dopo Moro in poi, e per uscire dall’euro bisogna essere d’accordo in 2, come dicono borghi e bagnai…i grillini sono quasi tutti di sinistra globalista a livello locale, ma nel governo per ora , per la lega, vanno meglio che l’attuale berlusconi, ad occhio e croce.

stanziale
Scritto il 19 luglio 2018 at 07:07

Posto questo interessante articolo sui rapporti Savona-Draghi e su come l’italia e’ stata danneggiata http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2018/7/19/EURO-e-POLEMICHE-Cosa-nasconde-lo-schiaffo-di-Draghi-a-Savona-/831060/

laforzamotrice
Scritto il 19 luglio 2018 at 08:21

madmax,

Qualcuno vorrebbe spiegarmi come sarebbe possibile impedire ad un azienda di delocalizzare? Se io ho sempre pagato tutto, con quale diritto? Forse che accetteresti che il governo vi impedisca di delocalizzare i vs risparmi? Cos’è siete comunisti (quando vi fa comodo)?

noldor
Scritto il 19 luglio 2018 at 08:25

Madmax,

Il provvedimento in oggetto prevede, tra le altre cose, un aumento delle indennità per i lavoratori in caso di licenziamento senza giusta causa. Questo è molto positivo ed è un primo passo per smontare quella schifezza del Job act.

dante5
Scritto il 19 luglio 2018 at 09:11

madmax:
Consapevolezza o voglia di evitare le critiche? I gialloverdoti hanno partorito il Decreto

Uno dei punti era bloccare le delocalizzazioni, fantastico ma lo avete letto il Capo II Misure per il contrasto alla delocalizzazione? Dai toni stwittati si parla trionfalmente di punire chi delocalizza ma se ben leggi l’art. 5 vi trovi che solo chi ha avuto benefici da aiuti di stato e delocalizza fuori dalla EU li perde!!!! E chi si sposta in EU? Poi chi non ha ricevuto nulla puo’ delocalizzare come e dove vuole, che decretone!!

Ma poi fanno di piu’ copiano semplicemente una regola che gia’ esiste nel Regolamento Europeo dei fondi Strutturali e di Coesione periodo di programmazione 2014-2020, ovvero che non ti puoi spostare per i primi 5 anni dopo l’investimento ma dopo puoi chiudere tutto e delocalizzare dove ti pare!!! Ricopiata pari pari ma gia’ esisteva la regola.

Riassumendo il contenuto del decretino sulle delocalizzazioni mi pare un decreto propaganda chi vuole se ne va e chi ha preso fondi deve restare cinque anni come era previsto, l’innovazione geniale dove sta?

stanziale@finanza:
madmax,

Pare che per la prima volta e’ un qualcosa per frenare la delocalizzazione DI CHI ha ricevuto contributi e anche chi delocalizza verso la ue, il contrario di quello che scrivi tu (ma deve le leggi queste-vere- cazzate? ) https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwiq2rzAhqncAhWiYZoKHXYwBacQFgguMAE&url=https%3A%2F%2Fwww.fiscoetasse.com%2Frassegna-stampa%2F8686-decreto-dignit-cosa-cambia-per-le-imprese-che-delocalizzano.html&usg=AOvVaw3n-BLJbRHRBmcBR7cnDdjU per quanto riguarda il fatto che riguarda solo chi ha ricevuto aiuti di stato e’ vero, ma probabilmente non possono fare altro, per tutti i trattati che ha firmato il pd , i suoi aventi causa ed amici dal dopo Moro in poi, …

Ragazzi, ma è evidente che non si possa penalizzare chi non ha ricevuto aiuti di stato! Cosa fai restituire a chi non ha ricevuto nulla???
Un genio come il sostenitore dei precedenti governi piddioti doveva arrivarci fin qua, mi pare….

quesalid
Scritto il 19 luglio 2018 at 09:19

madmax,

Il problema è noto da tempo. Ad esempio, in America:

From America:

“Una seconda caratteristica delle aziende locali è che sono una fonte affidabile e a lungo termine di generazione di ricchezza per la comunità. L’aspettativa sui posti di lavoro che vengono creati nella comunità attraverso accordi di alto profilo per l’attrazione di investimenti deve essere un po’ ridimensionata a causa dell’alta probabilità che questi posti di lavoro non si materializzino mai. Ventiquattro ore fa ero in Oregon, dove ho messo in dubbio le convinzioni dell’establishment economico locale che era ossessionato dalla necessità di attirare e mantenere investimenti da fuori. Ho sottolineato loro il fatto che nel 2003 c’è stato un report locale, dal The Register-Guard un giornale di Eugene, che ha cercato di quantificare gli effetti sull’economia della Contea di Lane del programma di cinque anni di riduzione della tassazione, costato 6 milioni di dollari. Il 95% del denaro è andato a sei grosse aziende non locali. Tre di loro sono venute, hanno usufruito dei benefici ed in un anno o due hanno chiuso e si sono trasferite in un altra giurisdizione in Asia. Due sono arrivate, hanno usufruito dei benefici, sono rimaste, ma hanno creato molti meno posti di lavoro rispetto a quelli promessi. Soltanto una azienda ha più o meno rispettato gli impegni. Il rimanente 5% di facilitazioni fiscali sono andate a circa 100 aziende locali, che hanno fatto promesse di creazione di posti di lavoro modeste, ma che hanno tutte mantenuto ciò che avevano promesso. La conclusione è abbastanza scioccante: in termini di costi per abbattimento fiscale, ogni nuovo lavoro creato da aziende locali è costato circa 1.200 dollari. L’equivalente costo per posto di lavoro creato da aziende non locali è stato di 22.000 dollari. Però, ricordate, alcune di queste aziende sono venute e poi se ne sono andate. In termini di posti di lavoro creati netti, il costo per posto di lavoro creato da aziende esterne è stato di 67.200 dollari – circa trenta volte più costoso.
La immobilità delle aziende locali le rende pure più adatte a preservare il capitale naturale. In
assenza della opzione strategica di delocalizzazione, è molto più probabile che una azienda locale si adegui ai tentativi pubblici di innalzare gli standard lavorativi ed ambientali piuttosto che raccogliere armi e bagagli e andarsene altrove. Anche la prossimità fisica di molte piccole aziende con la maggior parte dei propri clienti e degli altri stakeholders territoriali aumenta la probabilità che hanno di dover affrontare, sia moralmente che legalmente, gli impatti sociali ed ecologici delle loro azioni, il che le motiva a comportarsi più responsabilmente. Responsabilità e pressione sociale sono condizioni necessarie (anche se non sufficienti) per la sostenibilità.”

aorlansky60
Scritto il 19 luglio 2018 at 11:11

@ STANZIALE

Si può discutere (*) sul fatto che l’Italia “potesse” o “non potesse” scegliere la strada verso l’€uro

– che passava obbligatoriamente attraverso una fase di privatizzazioni caldeggiate, più che dalla politica e dalla finanza italiane, da FORTI fattori esterni all’Italia stessa, peraltro quegli stessi fattori esterni che indussero a suo tempo l’ITALIA ad affidarsi totalmente ai mercati finanziari esteri per finanziare il proprio debito pubblico [1981, scissione tra Min.d.Tesoro e BankItalia] –

ma non si può discutere sul dato di fatto ormai accertato, che l’€uro si sia rivelato un colossale DISASTRO soprattutto per chi lo deve subire (e in questo rientrano vari Paesi EU, come l’Italia), a differenza di chi ne ha saputo fare BUON USO (inutile specificare CHI).

(*) in quanto Paese indiscutibilmente “più debole” nello scenario geopolitico cui faceva parte al tempo (parlo di 30anni fà), nella scala di valori che vedeva l’Italia dominata dagli USA, ed affiancata in EU da due Paesi più “forti” come FR e DE (a loro volta condizionati dagli USA, più il secondo che il primo), l’Italia difficilmente poteva sottrarsi [decidendo di “rimanere fuori”] a quella che fu una decisione voluta soprattuto da altri (gli stessi cui facevo riferimento più su), come la fu l’adozione della moneta unica e la creazione dell’organismo noto come UE.

aorlansky60
Scritto il 19 luglio 2018 at 11:39

@ STANZIALE :

chiarimento : il mio precedente intervento non era mirato verso o contro un particolare che hai affermato, ma in tema all’art che hai linkato.

madmax
Scritto il 19 luglio 2018 at 20:06

dante5@finanza,

Ahahah Dante,
Vuoi che ti ricordi che il Governo attuale di gialloverdoti si sta facendo le pugnette?
Non ho capito ma non era il Governo del cambiamento??? Ti ricordo che siamo ancora fermi a sei decreti in cinquanta e rotti giorni, di cui zero convertiti in legge dal parlamento.
Ed un numero di sedute che non supera 20 mica male a stipendo pieno, questi sono la peggio Casta.
Sono dati non formaggi.

    icebergfinanza
    Scritto il 20 luglio 2018 at 08:10

    Ride bene chi ride ultimo, rosicate nel frattempo, siamo qui per restarci almeno 10 anni!

idleproc
Scritto il 19 luglio 2018 at 22:26

Concordo con l’osservazione di quesalid che è la ricaduta pratica di un problema più generale vista anche la facilità con la quale a mezzo tecniche oligo-monopoliste possono essere messe fuori mercato con politiche transitorie dei prezzi transitorie attingendo a risorse finanziarie a costo zero per pochi e altre tecniche.
Non è efficenza ma è il contrario, piccole e medie imprese in grado di capitalizzare, autofinanziarsi, di investire in ricerca e sviluppo sono il serbatoio dell’innovazione.
Avviene il contrario e sono esposte ad esproprio finanziario, costituiscono un tessuto altamente flessibile e stabilizzatore sociale per le opportunità di lavoro e per le quali il lavoro è un’effettiva risorsa umana da difendere per il futuro e nella cultura aziendale.
Da un punto di vista “filosofico” ci stiamo dimenticando che ciò che usiamo è il prodotto della capacità di progettazione e produzione del lavoro umano che non è un’astrazione ma incorpora anche la cultura di chi lo produce.
Tradotto in pratica, non comprerei mai una Harley che non fosse made in USA.
Sempre in pratica e in area tecnologica IT, apprezzavo, prima che si globalizzassero i prodotti USA e per buone e valide ragioni: qualità, affidabilità e durata, livello della progettazione con un aspetto caratteristico, una “proiezione in avanti” non ancora completamente sviluppata che poteva dare qualche problema ma apriva strade nuove, tipico aspetto “culturale” introiettato nei prodotti USA di un tempo.
E’ una pessima idea reazionaria azzerare ad un unico denominatore culture e popoli.

alexandersupertramp
Scritto il 20 luglio 2018 at 12:06

Eccola qua la nostra magistratura “non” politicizzata. Dopo i soldi della lega…
http://it.euronews.com/2018/07/20/il-ministro-degli-affari-europei-paolo-savona-indagato-per-usura-bancaria
Mi meraviglio che ci abbiano messo così tanto….

    icebergfinanza
    Scritto il 20 luglio 2018 at 12:26

    È si sono sempre quei quattro sfigati della corrente di sinistra dove non ci arriva la politica ci provano loro

madmax
Scritto il 20 luglio 2018 at 12:40

icebergfinanza,

Capitano,
Non rosico per me potete governare pure 100 anni, tramandando i leader pandistelle per discendenza dinastica come gia’ fatto con los casaleggios!
Spegnere il senso di critica non fa mai bene.
Il problema e’ che vi da fastidio se qualcuno vi associa alla Casta! Ormai il termine e’ sparito magicamente dalla bocca di tutti ora che al governo vi sono i gialloverdoti.
Fino ad oggi stipendi senza lavorare in parlamento ripeto meno di 20 sedute sono pochine per prender lo stipendio pieno.
Poi dal 2013 al 2017 i Pandistelle si sono presi 31.8 milioni di Euro di contributi pubblici, non ne ne prendiamo vero (19.4 Camera e 12.4 senato) non pubblicano bilanci e meraviglia delle meraviglie cambiano le regole su quanto incassano i parlamentari.
Fino al 2013 la regola era di tenersi 3000 euro al mese metre adesso che l’appetito vien mangiando restituiscono 2000 al mese a cui aggiungono i 300 alla Russeau ma cade la regola degli scontrini per far vedere come li spendono ed il famoso sito TIRENDICONTO non viene aggiornato in questa lesgislatura.
Che dire partiti anticasta del vaffa con i nomi scritti a penna sui bicchierini son partiti in un modo ma poi si sono attovagliati con gran fame, e la nomina di Assia in Ministero con 73,000 cucuzze annue senza concorso prova che il modo di fare e’ uguale, mi spiace, ma il popolino si tiene buono con un nemico da odiare, questo e’ il collante!
Potere governare per 100 anni ripeto ma alla fine spegnere il senso critico e dire che e’ sempre colpa di quelli di sinistra, se la lega intasca i soldi, se i pandistelle sono la copia di quanto criticavano non porta lontano e spegnere il senso critico ripeto non aiuta.
Riposto il commento perche’ non salvato.
Buona fortuna Italia.

idleproc
Scritto il 20 luglio 2018 at 14:02

Al di là del caso specifico, è in corso un processo di autodelegittimazione di tutti gli impianti istituzionali.
Non si toccano impunemente, spacciandole per riforme, le Costituzioni gia precendentemente attaccate e svuotate nella prassi, forse non lo insegnano ma si apre lo spazio in via esclusiva ai rapporti di forza materiali sociali.
Usando una terminologia in voga, chi è affetto da “dissonanza cognitiva” sulla realtà e si illude di averle previste e preparate tutte, si trova ad affrontare un atterraggio hard non proprio secondo previsioni.

magicx
Scritto il 20 luglio 2018 at 14:33

Il Governo Conte è in carica da nemmeno 2 mesi (primo giugno 2018): a mio avviso non è proprio il caso di sbilanciarsi in giudizi sull’operato. Vero che sul tappeto ha messo molto e quindi molto ci si aspetta, ma Mosca non è stata fatta in un giorno. Intanto su alcune questioni hanno smosso l’Europa come non l’aveva fatto nessuno (evidentemente prima c’era un maggior appiattimento non disgiunto da qualche tornaconto). Lavorino quindi serenamente (il termine è contemplato dall’italiano) e non si spazientiscano come zitelle frigide se ricevano attacchi da destra e manca. Piaccia o meno esistono i punti di vista. A suo tempo i pentaleghisti li hanno manifestati ora li manifestano altri. Governare non è proprio un pranzo di gala.

dante5
Scritto il 20 luglio 2018 at 18:06

madmax,

Appunto, come dice il Capitano, aspettiamo a giudicare…dopo un anno Renzi sembrava un fenomeno e ha preso 11 milioni di voti alle Europee, che dal punto di vista italiano ha buttato in un posto recondito…oggi non lo voterebbe neanche più sua zia.
Vediamo anche il suo potenziale alleato europeo, l’altro fenomeno Macron, che fine farà alle Europee. Fin che ci lasciano votare, un filo di speranza rimane :)

dante5
Scritto il 20 luglio 2018 at 18:10

alexandersupertramp@finanza:
Eccola qua la nostra magistratura “non” politicizzata. Dopo i soldi della lega…
http://it.euronews.com/2018/07/20/il-ministro-degli-affari-europei-paolo-savona-indagato-per-usura-bancaria
Mi meraviglio che ci abbiano messo così tanto….

E ricordo comunque sempre che tra i co-indagati ci sono il ministro dell’economia in pectore del mai nato governo Bersani, il bankster Alessandro Profumo, il sindaco di Ravenna dell’epoca in quota PD, l’ex-responsabile dei DS delle telecomunicazioni Giuseppe Vita (salvo omonimie). Ovviamente il sistema mediatico ha fatto i titoli solo su Savona, va così…

stanziale
Scritto il 21 luglio 2018 at 11:55

alexandersupertramp@finanza,

Cercano di colpire chiunque non sia del pd, ma salvando i 5s, perche’ non si sa’ mai, sempre meglio tenere i piedi in 2 staffe….sto’ parlando della magistratura politicizzata che, anche se e’ minoritaria, ha inciso sulla politica italiana dal 1992 ad oggi, ah se ha inciso….ma ormai il giochino lo capisce anche un bambino di 7 anni.

alexandersupertramp
Scritto il 22 luglio 2018 at 08:57

Andrea, questi sarebbero il nuovo che avanza?
http://it.euronews.com/2018/07/19/alitalia-salvini-deve-restare-italiana
Il giorno che sentirò un esponente di un governo italiano dire che l’Alitalia o qualcuno se la piglia o si chiude, che verranno tagliate le migliaia di guardie forestali della Calabria etc etc…. quella sarà l’alba di una nuova era. Altrimenti cambiano gli attori ma il copione è sempre lo stesso. Il 67% di italiani vive alle spalle dello stato. La più alta percentuale in Europa dopo la Grecia. E l’altro 33% lavora come un somaro, paga il 60% di tasse (se non di più) per mantenere il 67% di parassiti.

ice­berg­fi­nan­za,

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