FRANCIA CROAZIA: IL VERO MONDIALE INIZIA ORA!

Scritto il alle 07:53 da icebergfinanza

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La battuta che circola di più sulla finale mondiale vinta ieri dai francesi con 4 goal su due tiri sporadici, è che tra le finaliste c’era anche l’Italia…

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In effetti, l’Italia geograficamente, la ritroviamo tra la Francia e la Croazia, tra quella che qualche ingenuo crede la Francia europeista del sovranista Macron, che quando si tratta di interessi economici e strategici o migranti è piùspietato e nazionalista di Orban e la Croazia da sempre nazionalista.

Prima di occuparci di finanza e strategia, di occuparci dei nostri amati tesorucci, una piccola premessa geopolitica.

Ieri la prima piccola vittoria di un governo, che solo alzando la voce, ha prodotto alcuni cambiamenti non da poco nella politica di accoglienza da parte dell’Europa, anche se siamo solo all’inizio di un lungo cammino.

Che piaccia o noi l’aria è davvero cambiata!

Ma soprattutto….

 

 

In realtà come scritto all’inizio del titolo il vero mondiale inizia ora e in questo mondiale giocano anche gli Stati Uniti d’America, un mondiale geopolitico, un possibile nuovo ordine mondiale.

Alcune avvisaglie c’erano già state la scorsa settimana, soprattutto nei colloqui avuti con la signora May e con i continui riferimenti al nuovo governo italiano.

LONDRA – Donald Trump “mi ha detto che dovrei fare causa all’Ue, non fare negoziati” sulla Brexit. Lo ha rivelato la premier britannica, Theresa May, alla Bbc.

Due giorni fa il presidente americano aveva detto durante una conferenza stampa coi giornalisti di aver dato un suggerimento “brutale” a May. La Bbc ha chiesto oggi quale fosse esattamente questo suggerimento e May ha risposto con un’espressione divertita: “Mi ha detto che dovrei citare in giudizio la Ue, non entrare in trattativa, denunciarli”. E ha aggiunto: “Ciò che il presidente ha detto è stato anche: ‘Non andare via, non allontanarti dai negoziati, altrimenti rimani bloccata’”.

Fanno sorridere gli editoriali di chi continua a guardare al piccolo puntino nero nella grande pagina bianca, può piacere o non piacere la realtà, ma il pragmatismo impone di prenderne atto e di prepararsi al nuovo mondiale che si sta giocando soprattutto nel campo commerciale con la guerra dei dazi, ma non solo, anche e soprattutto a livello geopolitico.

Scrive il Sole 24 Ore…

Questa mattina, l’aria di Helsinki sarà abbastanza elettrica. La capitale finlandese si prepara ad ospitare il vertice fra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin, i due leader che tengono in sospeso gli equilibri globali. L’incontro è stato anticipato dall’ennesima svolta nel Russiagate, l’indagine sulle interferenze del Cremlino nelle elezioni presidenziali del 2016. Un elemento in più su un tavolo che si annuncia (a dir poco) intenso, dalle sanzioni americane ai vari fronti aperti sullo scacchiere geopolitico (Siria e Ucraina, per dirne un paio). Trump è reduce dalle tensioni scatenate al G7, al summit Nato nella sua visita a Londra. Paradossalmente, per sua stessa ammissione, il colloquio con Putin potrebbe rivelarsi il meno teso fra i quattro. Viste le personalità in campo, però, mai dire mai.

Paradossalmente, per sua stessa ammissione, il colloquio con Putin potrebbe rivelarsi il meno teso fra i quattro.

Ma soprattutto attenzione a quello che sta accadendo nei rapporti tra USA e Germania, una Germania che dal punto di vista calcistico è finita sotto alle macerie ma potrebbe ritrovarsi sotto le macerie anche a livello commerciale e geopolitico.

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Difficile inoltre credere che non sarà facile per Trump disfarsi dell’unità di questa Europa, quando le principali istituzioni sono guadate da simili personaggi…

Ripeto, i mercati stanno dormendo e il risveglio sarà terribile, ma di questo parleremo la prossima settimana insieme al nostro caro Machiavelli.

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Torniamo ora all’argomento che più interessa ai nostri lettori che si ritrovano con i rendimenti dei titoli trentennali americani vicini ai minimi dell’anno, mentre la manipolazione delle banche centrali continua con acquisti sistematici sui mercati americani…

 

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Ringraziamo sentitamente anche per tutto il fiume di denaro gratuito che le banche centrali riversano sui mercati per speculare sul gioco d’azzardo, sulle armi, sul lusso e sul petrolio, poi salta sempre fuori qualche imbecille che si indigna perché uno Stato crea debito pubblico per sostenere l’economia reale, infrastrutture, sanità, istruzione, Famiglia.

Niente da fare, l’ingenuità della gente comune e di una parte della politica sarà la tomba dell’umanità, il demonio come lo chiama il buon Giorgetti è lui, il banchiere centrale.

 

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La cosa davvero interessante è che chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo, ovvero fesso chi detiene quasi esclusivamente euro nel proprio portafoglio, tutte le uova nello stesso paniere…

Poi non mi venite a dire che il nostro Machiavelli non vi aveva avvertiti, lo spread tra i 5 anni e i 30 anni è un indicatore del massimo livello di affidabilità, anche se oggi ci vuole un pò a comprenderlo perchè la memoria è estremamente labile.

Quello che però a noi interessa, come diceva il buon Keynes, in un concorso di bellezza non conta chi è la ragazza più bella, quella che a noi piace di più, ma come voteranno i giudici…

https://mobile.twitter.com/icebergfinanza/status/1018043952262467584/photo/1

Il segretario al commercio Ross, il miliardario Ross, lo speculatore Ross è ben consapevole del casino che la guerra commerciale da lui teorizzata e messa in pratica produrrà un crollo dei mercati, non solo venduto le azioni, le partecipazioni che aveva in portafoglio, cadendo dalle nuvole al momento opportuno, ma ha comprato titoli di Stato americani e si è messo a giocare al ribasso sul mercato americano.

 

David Apol è il direttore dell’ufficio di etica governativa degli Stati Uniti D’america (OGE) ha anche criticato Ross per le vendite allo scoperto.

Come scrive Zero Hedge, dato il carattere dei suoi investimenti, è probabilmente prudente per gli investitori chiedersi: ‘Perché sta vendendo ora’? E ‘che cosa sa che io non so?

Chissà perché non appena qualcuno inizia a sentire odore di bruciato tutti mettono i loro soldini nella cassaforte americana!

Nel frattempo una buona notizia per il mondo intero, il debito continua a salire, salire, salire e ancora salire, la deflazione da debiti è una realtà incontrovertibile, non c’è scampo per i rendimenti, esiste un solo messaggio in arrivo dalla storia…

DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE …

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Qui sotto ripropongo una serie di grafici per coloro che non riesco a vizualizzare twitter sul posto di lavoro, da tenere bene a mente da non dimenticare mai …

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Dalla crisi finanziaria del 2008, il debito globale è continuato a salire. Il debito totale è aumentato di 72 trilioni di dollari o del 74%, dai 97 trilioni del 2007 ai 169 trilioni nella prima metà del 2017. Il debito pubblico rappresenta il 43% di questo aumento e il debito delle imprese non finanziarie è pari al 41%.

169.000.000.000.000 di dollari

Chiaro il concetto o serve un disegnino?

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La prima regola in una deflazione da debiti è che non bisogna mai dimenticare cosa suggerisce la storia, ovvero che se falliscono le principali tre opzioni, non resta che l’ultima, default o ristrutturazioni del debito di massa, visto che gli scienziati economici in Europa non ammettono che una banca centrale possa monetizzare e cancellare il debito…

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Ci fermiamo qua, Machiavelli ha ragione, i fatti ci stanno dando ragione, entro breve anche la nostra strategia porterà a risultati strepitosi. Appuntamento con il nostro Machiavelli alla fine della prossima settimana.

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6 commenti Commenta
homo_invictus
Scritto il 16 luglio 2018 at 11:00

Ma l’ultimo manoscritto a quando risale? Perché l’ultimo che ho ricevuto riporta il 3 Giugno come data.

luigiza
Scritto il 16 luglio 2018 at 15:36

Oggi ad Helsinky mr. Trump concorderà la ritirata militare degli USA dai teatri mondiali coperta dalla Russia di Putin.
Il progetto del “Secolo americano” é fallito e gli USA sono alla frutta, non possono più permettersi le spese folli fino ad oggi sostenute.
Niente più basi ad Est di Gibilterra? Più o meno.
Per noi europei cominceranno guai molto seri perchè andremo in ordine sparso a cercare la sopravvivenza in un mondo di dazi commerciali imposti a destra ed a manca che comporteranno a cascata: riduzione del commercio internazionale, aziende prive di commesse che chiudono, licenziamenti di massa, ulteriori famiglie senza reddito, disperazione e dulcis in fundo: caos sociale diffuso.

ilcuculo
Scritto il 16 luglio 2018 at 18:37

lui­gi­za@fi­nan­za,

… e le cavallette….

stanziale
Scritto il 16 luglio 2018 at 18:58

A proposito del commento del capitano: deutsch bank sara’ il simbolo finanziario del prossimo crash; posto parte di articolo apparso sul blog senzanubi di Mela, tradotto da me con gogle in italiano, a sua volta chiaramente tratto da un blog finanziario, ignoro quale: «Era una vista familiare giovedì mattina: le azioni delle due maggiori banche tedesche, Deutsche Bank e Commerzbank, erano le azioni con le peggiori performance del DAX blue chip tedesco. Forse questo spiega perché sono diventati l’obiettivo di massicce vendite allo scoperto da parte degli hedge fund statunitensi, che stanno scommettendo che i prezzi delle azioni delle istituzioni in difficoltà devono ancora scendere. »

*

«Deutsche Bank, una volta l’istituto finanziario di punta della Germania, ha quattro fondi di investimento che scommettono 979 miliardi di dollari (1,1 miliardi di dollari) che le sue azioni, già inferiori a 10 euro, diminuiranno ulteriormente. AQR Capital Management, uno dei corti venditori di Deutsche, ha anche una posizione corta di 172 milioni di euro in Commerzbank. »

*

«Aggiungendo la beffa al danno, gli speculatori di hedge fund sembrano mettere queste banche tedesche nella stessa categoria di quelle italiane. Le posizioni corte su alcune grandi banche italiane si aspettano che le loro grandi partecipazioni di titoli di stato e le finte finanze del paese spingano verso il basso i prezzi delle azioni. »
purtroppo ci sono anche banche italiane. ignoro il vero ammontare e la gravita’, della posta in gioco.

silvio66
Scritto il 16 luglio 2018 at 20:41

Ciao Andrea,
tifavo Croazia ma rendo doveroso omaggio alla Francia campione del mondo.
Noi italiani abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti da est a ovest. Bene che oggi non abbiamo più gente che si vende per una carriera a Bruxelles nelle stanze di governo. Chi conosce il movimento e la lega sa che questo governo sogna un avanzamento del processo europeo passando necessariamente dalla riforma della banca centrale.
Buonaserata
Stiamo vedendo le stelle ragazzi la speranza corre di nuovo..

idleproc
Scritto il 17 luglio 2018 at 00:21

luigiza@finanza,

Quella del “Secolo Americano” associata all’esportazione della “democrazia” è una bufala della cosiddetta élite globalista sovracontinentale apolide per far digerire al popolo USA a mezzo propaganda, una strategia che non ha nulla a che fare cogli interessi, cultura, ideologie che hanno dato vita alla democrazia occidentale più avanzata oggi in crisi e alle sue conseguenti contraddizioni.
Dal punto di vista delle classi dirigenti putrefatte europee, gli americani vanno tenuti sotto tutela, invece esiste una cultura americana molto diversa dalla nostra che ha le sue radici nella loro rivoluzione anticoloniale.
Hanno ancora molto da dire e lo diranno, stanno ritrovando sè stessi, non è una ritirata ma la sconfitta di una strategia che con tutta probabilità passando di guerra in guerra, destabilizzazione su destabilizzazione di stati sovrani, ci avrebbe portati ad una guerra totale globale.
Per quanto riguarda noi, per incollarci a mezzo nodo gordiano alla cosiddetta europa, ci hanno tagliato legami economici e strategici mediterranei e globali, il tutto per far passare fuori dall’Italia i livelli decisionali reali e costringerci su di una strada obbligata ma abbiamo molti amici e capacità e non siamo gli ultimi arrivati.
Abbiamo un problema di classe dirigente ma mi pare che ci si stia dando da fare visto quanto sono agitati quelli che ci hanno messi nelle attuali condizioni.
Mutatis mutandis siamo lo specchio iin europa, anche noi nel nostro modo, di quanto sta accadendo in USA.
Se di là dell’Atlantico, come stanno provando a fare, riescono a fare la cosa giusta, non sarei troppo pessimista per il futuro.

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