COTTARELLI LA GRECIA E I SICARI DELL’ECONOMIA.

Scritto il alle 07:31 da icebergfinanza

Risultati immagini per sicari dell'economia john perkins

Mentre in Germania continua la farsa sulla pelle dei migranti con continue minacce e finti accordi per procastinare un governo ormai sul viale del tramonto insieme alla sua regina…

… e l’agonia della voragine senza nulla intorno, Deutsche Bank prosegue tra l’indifferenza dei mercati finanziari che hanno completamente dimenticato la lezione di Lehman Brothers…

…gli occhi del mondo erano tornati a rivolgersi su quella colossale pila di derivati (i prodotti finanziari il cui valore dipende da quello di un altro strumento, quelli – per intenderci – alla base della devastante crisi dei mutui del 2008) nella pancia dell’istituto: 42 mila miliardi di dollari, ovvero sedici volte il Pil della Germania. Almeno secondo le stime più caute.

… da due anni consecutivi i bilanci dell’istituto sono ormai in rosso e che la divisione statunitense rappresentava uno dei rami della banca ancora proficui”. Nel frattempo, in borsa, le perdite accumulate dall’inizio dell’anno sono giunte al 41% e il prezzo delle azioni è sceso sotto la soglia psicologica dei 10 euro. Un colpo simbolico all’immagine del ‘made in Germany’ ancora più duro dell’eliminazione dal Mondiale.

Sono piacevolmente sorpreso che AGI, Agenzia Giornalistica Italia, dopo aver parlato della Grecia, ora tratti in maniera approfondita la crisi di Deutsche Bank, due argomenti che noi di Icebergfinanza abbiamo condiviso per primi in Italia, siamo stati noi i primi a raccontarvi che il denaro dei fondi salvastati non veniva utilizzato per salvare il popolo greco ma le banche francesi e tedesche, noi tra i primi a raccontarvi giorno per giorno la lenta agonia di Deustche Bank.

Lo abbiamo fatto in tempi non sospetti, questa è la forza dell’informazione indipendente, raccontare la realtà, la verità!

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Ma ora vi vogliamo raccontare un’altra storia, una storia vera, tornare a raccontare come spesso e volentieri il lavoro di analisti ed economisti è al servizio di un progetto, di un chiaro obiettivo, i sicari dell’economia come gli chiama il nostro John Perkins, nel suo libro da non perdere.

I “sicari dell’economia” sono un’elite di professionisti ben retribuiti che hanno il compito di trasformare la modernizzazione dei paesi invia di sviluppo in un continuo processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governi più potenti del mondo; sono, insomma, i principali artefici dell'”impero”…

La storiella dei moltiplicatori fiscali che hanno distrutto la Grecia è nota a ben pochi, anche questa ve l’abbiamo raccontata in tempi non sospetti…

LEGGE DI STABILITA’ E FISCAL MULTIPLIERS

FMI: CI SIAMO SBAGLIATI MA ANDIAMO AVANTI LO STESSO 

Ma senza entrare nei dettagli che troverete leggendo i due articoli qui sopra, al lettore interessa comprendere i meccanismi che stanno dietro queste analisi e l’utilizzo di strumenti che possono distruggere un’intero Paese per scopi ideologici o semplicemente, finanziari o politici…

Immagine

Le statistiche sono manipolabili, come i moltiplicatori fiscali.

Nel frattempo altri interrogativi si aprono come scrivono gli amici di Scenari Economici…

La risposta di Cottarelli a Scenari Economici: altri interrogativi si aprono.

A. Come e da chi vennero stimati i moltiplicatori errati del piano di austerità greco, se il direttore degli Affari Fiscali non ebbe voce in capitolo come appare dalla risposta di Cottarelli?

B. Perché le segnalazioni da parte di un esperto come Cottarelli di un grosso errore foriero di tragiche conseguenze non sono state prese in considerazione dai vertici di FMI?

C. Se le considerazioni di un tecnico non vennero ascoltate e l’FMI agì con approssimazione dilettantesca e in base a un bias politico pro-Eurozona, come rilevato da un’indagine interna, chi furono i politici a dettare il piano lacrime e sangue per la Grecia? E il bias pro-Eurozona è ancora attivo? E il modello econometrico è sempre quello?

Noi andiamo ben oltre e ci chiediamo per quale motivo Cottarelli analizza e studia in una maniera e poi giunge a conclusioni completamente diverse.

Nulla da eccepire, bravo Cottarelli se se ne è accorto, ma ci voleva davvero tanto, dopo quanto se ne sono accorti, nel frattempo serviva uno scienziato per comprendere che il FMI, la troika stavano distruggendo la Grecia.

Nel periodo 2011-2013 vari documenti e saggi dell’FMI hanno riveduto al rialzo le stime
precedenti dei moltiplicatori fiscali, che per quarant’anni dal 1970 al 2009 il Fondo e altre
organizzazioni internazionali ipotizzavano in media intorno a un valore di 0,5 nei paesi avanzati.
(Blanchard e Leigh 2012, 2013; Batini et al. 2012, Cottarelli e Jaramillo 2012 e altri ricercatori
associati all’FMI).
La revisione al rialzo si applica dal 2010 ed ha varie giustificazioni: l’inefficacia dell’espansione
monetaria vicino al limite inferiore zero del tasso di interesse; la mancanza di opportunità per
svalutare il tasso di cambio soprattutto nell’Eurozona; l’esistenza di un ampio gap fra reddito
potenziale ed effettivo (perché i moltiplicatori sono più elevati nella recessione che nel boom);
nonché la simultanea realizzazione di recenti consolidamenti in diversi paesi. Inoltre,
contrariamente a conclusioni precedenti, le ricerche recenti indicano che il moltiplicatore fiscale
per tagli di spesa è molto più elevato (fino a dieci volte) che per gli aumenti di imposte.

Gli effetti perversi del consolidamento fiscale

Cercherò di essere il più semplice possibile! e farvi capire, cercate di seguirmu.

Come scrive Nuti, più precisamente: un consolidamento fiscale…

(aumento di imposte più tagli della spesa del governo) necessariamente comporterà un aumento anziché una diminuzione del rapporto Debito Pubblico/PIL, rispetto a quello che si sarebbe avuto senza il consolidamento fiscale, fintantoché il moltiplicatore fiscale – o più precisamente la media ponderata dei moltiplicatori fiscali applicabili al livello e alla composizione del pacchetto fiscale – è maggiore dell’inverso del rapporto Debito Pubblico/PIL del paese.

Ma allora per quale motivo, dopo aver fatto tutte queste ricerche, Cottarelli continua a proporre la stessa fallimentare formula per il nostro Paese, tagli alla spesa soprattutto?

Quindi in tali circostanze il consolidamento fiscale, contrariamente ai principi della teoria economica, renderà il Debito Pubblico più anziché meno costoso da rifinanziare, e quindi meno anziché più sostenibile.

Premesso che le analisi dell’Osservatorio di Cottarelli non sono in grado di dimostrare nulla tranne le loro fantasie, sostenere che le politiche del Governo Monti hanno permesso di ridurre il rischio di esplosione del debito è perlomeno demenziale.

Risultati immagini per governo monti dati

Basterebbe dare un’occhiata ai dati qui sopra per comprendere che l’austerità ha distrutto il Paese, ma con l’ideologia non si scherza, soprattutto non si scherza con i sicari dell’economia.

Chi ci segue sa cosa ne pensa il professor J. Bradford DeLong

I principi economici che sostengono le loro teorie sono un inganno: non sono verità fondamentali ma mere manopole da girare e regolare in virtù delle giuste conclusioni che emergono dall’analisi.

Le giuste conclusioni dipendono da quale dei due tipi di economisti si è. Il primo sceglie, per ragioni non economiche e non scientifiche, un orientamento politico e una serie di alleati politici, e gira e regola le sue ipotesi fino a giungere alle conclusioni che meglio si adattano al suo orientamento e che possono compiacere gli alleati. Il secondo prende tutte le ossa della storia, le butta in una casseruola, accende il fuoco e le fa bollire, sperando che le ossa trasmettano degli insegnamenti e suggeriscano i principi per guidare gli elettori, i burocrati e i politici della nostra civiltà, mentre avanzano lentamente verso l’utopia. ( Sole24Ore )

Noi più di così non riusciamo a fare, per fortuna Cottarelli non è stato nominato premier, diversamente anni di un triste ed inesorabile declino ci avrebbero accompagnati, sino al prossimo, moltiplicatore fiscale.

Non serve essere scienziati per comprendere come vanno le cose.

Perché nel mondo “occidentale” governi e cittadini sono tutti così terribilmente terrorizzati dall’idea di ricevere una missione congiunta degli organismi internazionali finanziari, volta a valutare lo stato di salute dell’economia domestica e verificare l’attuazione delle misure correttive previste?

SI tratta del cosiddetto Consenso di Washington, un pacchetto di politiche neo-liberiste destinate a dare impulso alle economie dei paesi in via di sviluppo che alla prova dei fatti si è rivelato un mezzo fiasco.

Privatizzazioni in Grecia: è svendita 

Ma attenzione non c’è alcun comploytto… Buona Consapevolezza e soprattutto buon divertimento alla prossima analisi o studio di Carlo Cottarelli e dei suoi amici del Fondo Monetario Internazionale!

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11 commenti Commenta
idleproc
Scritto il 3 luglio 2018 at 11:06

L’introduzione di un circolo vizioso debito/PIl a mezzo del cosiddetto “consolidamento” e accessori, è uno strumento che permette di spolpare di risorse, filiere produttive, accantonamenti, un’intera comunità nazionale e asservirla.
Se nella classe dirigente nazionale, c’è chi pensa di guadagnarci sopra in percentuale e di autoconservarsi accettandolo, la cosa diventa una passeggiata.
A caduta ed esponenzialmente, partendo dai consapevoli a gettone e finendo cogli inconsapevoli che fanno eco nella peropapaganda e nel “pubblico” passerà una narrazione opposta alla realtà.
A mio parere non sono cose che si impiantino all’origine per differenze e sottigliezze ideologiche riconducibili a dibattiti neutrali nel pensiero e nella ragione “economica”.
Anche se in fase di degrado in quanto non si rendono conto degli aspetti a medio e lungo termine che sono contro il loro interesse, non sono così stupidi.
Politica economica e finanza sono anche armi da guerra e come tali vanno trattate.
E’ come pensare che un arco sia un “oggetto sportivo”, è un’arma.

giacomocambiaso78
Scritto il 3 luglio 2018 at 13:46

Come sempre uno dei pochissimi che ci racconta i fatti per quel che sono, spero troverai modo di continuare a farlo anche se passasse quella criminale legge sul Copyright a cui l’UE sta lavorando. L’UE e’ il baluardo della liberta’…di cesurare. Grazie come sempre per il tuo lavoro

snapjibe
Scritto il 3 luglio 2018 at 16:28

Il libro di John Perkins è
“Confessioni di un sicario dell’economia”
pubblicato in Italia da Minimumfax nell’Ottobre del 2005

La lettura può essere facilmente bollata come dietrologico/complottista.

Per chi non volesse rischiare il bollino di cui sopra consiglio un testo di taglio più accademico e di respiro più ampio che offre comunque strumenti affilati di comprensione del presente:

Marcello de Cecco “Moneta e Impero” Donzelli Editore

    icebergfinanza
    Scritto il 3 luglio 2018 at 16:52

    Come vedi alla fine non c’è alcun complotto tutto alla luce del sole!

Gianbattista
Scritto il 3 luglio 2018 at 20:44

Cottarelli insegna alla Cattolica di Milano vero ?
La Cattolica di Milano con che cosa sta in piedi ? Non certo con le rette degli studenti …..
Ho l’impressione e paura che una quota del 8×1000 vada li ….
Se qualcuno è in grado di confermarmi la mia impressione ,chiamo subito il mio commercialista intanto che sono ancora in tempo e destino la quota sul 730 dalla Chiesa Cattolica allo Stato Italiano

stanziale
Scritto il 3 luglio 2018 at 20:47

Ot. Nulla di particolare da segnalare dal fronte delle colonie francesi dei nostri fratelli e solidali molto altruisti ma soprattutto europeisti del nostro amico trans-alpino micron: i negri( espressione francese) vengono ammazzati, e qualche volta ammazzano https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwiIj_fWyoPcAhWLNpoKHeZhDCUQFggoMAA&url=https%3A%2F%2Fsputniknews.com%2Fafrica%2F201807011065939113-france-forces-attack%2F&usg=AOvVaw3tjM5JMpBYf7RPHiWzoRsQ

sd
Scritto il 3 luglio 2018 at 23:41

lan­di­ni76@fi­nan­zaon­li­ne,

Ci sono diversi video e documenti anche in italiano che spiegano le stesse cose, in questo momento non ho il tempo per cercarli e linkarli, ma basta cercarli.

La moneta è una parte del sistema di potere, serve a tenere sotto ricatto i popoli. Un altra parte è l’apparato militare, che sicuramente non si fà o farà “mettere sotto i piedi” dalla finanza.

Ma questa volta non sarà come nel passato. Un crollo finanziario farà sicuramente milioni di morti ma un guerra ne farà miliardi.

SD

puntosella
Scritto il 4 luglio 2018 at 17:28

Posto del materiale che è difficile reperire sulla questione di
chi finanzia il viaggio dei disperati.

ecco una serie di link nei quali potrete trovare delle risposte.

ETEROGENESI

Principio secondo cui le azioni umane possono conseguire
fini diversi da quelli perseguiti.

Dal MicroCredio al MigroCredio

Come le Elites a costo zero per loro conseguono fini diversi da quelli perseguiti.

Costituire un ONG con cui schiavizzare la povera gente.

Prima della costituzione necessitava fare un’operazione di marketing.

Come?
Trasformare il banchiere dei poveri da persona a personaggio noto in tutto il mondo
conferendogli il Premio Nobel per la Pace.

Si, avete letto bene, non quello dell’Economia, ma della Pace che è un sentimento universale
tra i popoli, non tra le Elites.

Una volta che in tutto l’universo si conoscerà l’opera di Yunus, tutti i poveri del mondo
cercheranno di sapere come avere un prestito, e poiché la BANCA creata da YUNUS
non potrà avere filiali in tutti i paesi emergenti, ecco la bella IDEA, creare una ONG
domiciliata in un paese dove si pagano pochissime tasse e poi portarla a Wall Street
cartolarizzando* l’enorme credito erogato, denaro raccolto tramite donazioni per favorire
la creazione di microAziende familiari, ma di fatto credito elargito per permettere
emigrazioni di massa.

Sembra la costruzione fantastica di uno uscito da un Istituto di Franco Basaglia,
ma purtroppo è la cruda realtà.

cartolarizzando* = Le banche tendono a trasferire il rischio di credito,
promuovendo l’emissione di obbligazioni da parte dei debitori,
cartolarizzando i propri crediti e facendo uso di complessi strumenti
derivati, mentre i ricavi da commissioni tendono a superare quelli
derivanti dal margine d’interesse. http://www.treccani.it/enciclopedia/risparmio_%28Enciclopedia-Italiana%29/

http://vocidallestero.it/2017/07/16/mpi-il-crescente-legame-tra-migrazioni-e-microcredito/

https://www.academia.edu/36551736/The_Wider_Impacts_of_Microcredit_Over-indebtedness_and_International_Migration

https://lclark.academia.edu/MaryannBylander

https://www.migrationpolicy.org/article/criminalizing-irregular-migrant-labor-thailands-crackdown-context

http://tempofertile.blogspot.com/2017/07/note-circa-leconomia-politica.html

https://scenarieconomici.it/microcredito-e-migrazioni-di-massa-la-finanziarizzazione-della-disperazione/

http://vocidallestero.it/2017/07/16/mpi-il-crescente-legame-tra-migrazioni-e-microcredito/

http://www.milanopost.info/2017/08/11/i-prestiti-umanitari-del-microcredito-servono-ad-arricchire-gli-scafisti/

Sociologia e antropologia
Maryann Bylander
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Maryann Bylander

Gli attuali interessi di ricerca e insegnamento di Maryann si concentrano su migrazione, sviluppo, genere e credito / debito. Prima di entrare a far parte di Lewis e Clark è stata Senior Teaching Fellow del Department of Development Studies di SOAS, dove continua a essere coinvolta in progetti relativi alla mobilità nel Sud del mondo. Attualmente sta conducendo ricerche sui rapporti tra migrazione e microfinanza in Cambogia

Fondohttps://www.academia.edu/36551736/The_Wider_Impacts_of_Microcredit_Over-indebtedness_and_International_Migration per l’Avanzamento della Disciplina della …..

e qui un video della nostra Ilaria Befarini…. veramente esposizione magistrale

ed a proposito della BRAC la più potente ONG al mondo qui sotto dei link per saperne di più.

http://www.rfi.fr/asie-pacifique/20130424-bangladesh-ong-brac-asie-bidonvilles

https://www.youtube.com/watch?v=Qbnaon6Yh8k

https://www.dw.com/es/un-emprendedor-social-sir-fazle-hasan-abed-fundador-del-brac/av-17909403

puntosella
Scritto il 4 luglio 2018 at 19:16

mi sono accorto di non avere allegato il link del video di Ilaria bifarini

https://www.youtube.com/watch?time_continue=161&v=sf-qkmmWCD0

puntosella
Scritto il 4 luglio 2018 at 22:50

Toghe in politica, sentenza Consulta sul caso Emiliano: “E’ legittimo il divieto di iscriversi o partecipare ai partiti”, Cosa sarà di Emiliano? Si dimetterà dalla magistratura o da Presidente
della regione Puglia? I Broker sono al lavoro.

idleproc
Scritto il 5 luglio 2018 at 14:02

puntosella@finanza,

Grazie per il link, è stato un piacere “leggere” il video, depone anche a favore delle “teste” che ci sono tra i nostri giovani e dà una speranza, non tutto è stato cancellato nel sapere collettivo.
La definizione d’uso comune è neo-liberismo, che mescola un qualcosa di apparentemente nuovo, il “neo” che in quanto “nuovo” è percepibile emotivamente come positivo con “liberismo” che assume sempre emotivamente un aspetto positivo associabile alla libertà economica e alle libertà individuali.
Nella realtà è un processo sistemico dalla lunga storia, la cui novità è stata l’applicazione integrale anche all’interno delle realtà geoeconomiche nazionali che tradizionalmente lo usavano in proiezione esterna come colonialismo con un’ideologia di copertura nazionale.
E’ un processo che non ha più la necessità dello stato nazionale tradizionale, in quanto essendosi globalizzato nella direzione che è diventata apolide, usa tutti gli strumenti disponibili compresi quelli mercenari per scaricarne il costo. La mercenarizzazione è una linea di tendenza.
E’ la condizione nella quale si è trovato il popolo gli USA, “poliziotto del mondo”, pagandone il prezzo.
Da cui la “reazione” non solo in USA alla sostanziale mercenarizzazione degli eserciti nazionali sempre piu sconnessi, oltre che negli obbiettivi, anche ideologicamente e socialmente dalle comunità nazionale.
Cosa cambia in questa situazione? gli stati nazionali espressione di una comunità socioeconomica in fase di demolizione diventano una frontiera sociale per rallentare e contrastare il processo.
Al momento sono l’unico strumento disponibile in grado di poter esprimere un rapporto di forza socioeconomico utilizzabile.
Gli stati vengono regolarmente demoliti in quanto diventano anche ostacolo di resistenza sociale, nemmeno gli USA sono esclusi da questo destino.
Il neo-liberismo è l’espressione ideologizzata degli oligopoli iperfinanziarizzati e di una classe dirigente “globale” di molto inferiore numericamente al cosiddetto 0,1% Una classe dirigente che è sempre più sconnessa dalla realtà produttiva e sociale reale che è diventa parassitaria e si illude di essere in grado di sfuggire ai rapporti di forza sociali, di averli eliminati e di controllarli come variabile dipendente schiavizzata e resa impotente anche a mezzo del cosiddetto “debito”.
A mio giudizio molti si illudono di tornare al “vero capitalismo” “che si è corrotto” o che a mezzo “regole” si possa controllare e indirizzare l fenomeno. non sono processi reversibili e nemmeno riformabili.
Purtroppo è una linea di tendenza che come la “finanziarizzazione” ha fondamenti in altri sottoprocessi nella radice della crisi e nel sistema storicizzato, in sostanza, indipendentemente dalla volontà degli individui, dalla buona o malafede, questa è la strada.
Si può solo rallentare il processo per evitare il grosso guaio che è una guerra globale indotta dallo stesso sistema in questa fase, pensare a come transitare in qualcosa di qualitativamente alternativo non è di molto rimandabile.
Pensare che qualche formuletta-marketing tipo “nuovo”, “riforme” , “battaglia contro la corruzione”, funzioni, penso sia un’ illusione, Auguri a chi ci crede, spero abbiano ragione.

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