DRAGHI E POWELL: COLOMBE TRAVESTITE DA FALCHI, VOLA IL DOLLARO!

Scritto il alle 08:54 da icebergfinanza

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Su Powell e la Fed credo che ci sia ben poco da dire, in realtà nulla è cambiato, anche se sul lungo medio e lungo termine, la politica monetaria della Fed è diventata meno agressiva, una dinamica testimoniata dall’andamento dei titoli trentennali nelle ultime ore…

Ieri addirittura di fronte a dati macro superiori alle aspettative, i titoli trentennali sono decollati e il rendimento è sceso tornando vicino al 3 %, un 3 % davvero indigesto per i mercati.

Infatti…Powell (Fed) minimizza ipotesi di quattro rialzi nel 2018

In tema d’inflazione ha dichiarato che la Fed non è ancora pronta per “dichiarare vittoria”, anticipando che i corsi del petrolio dovrebbero spingere l’indice dei prezzi sopra al target del 2% anche se solo in modo “transitorio”. Powell ha anche minimizzato l’ipotesi di quattro rialzi totali dei tassi d’interesse nel corso del 2018, emersa dal comunicato del Fomc, sottolineando che le aspettative rispetto al graduale programma di aumenti non sono cambiate. La novità più concreta, però, è il fatto che Powell abbia anticipato che in futuro terrà una conferenza stampa in occasione di ogni meeting del Fomc. L’obiettivo è semplificare la comunicazione della Fed con l’esterno e mettere un freno alla cacofonia, di cui si sono lamentati i suoi predessori Ben Bernanke e Janet Yellen (per altro poco avvezzi alle conferenze stampa, ha notato lo stesso Powell), di voci in arrivo con sempre maggiore frequenza dai numerosi rappresentanti dell’istituto centrale di Washington (i dodici capi delle banche regionali e i membri del Board of Governors) che hanno spesso portato a una confusione su quale sia il messaggio principale della Fed.

Quello che continua a far sorridere è l’ignoranza, o meglio la finta ignoranza della Fed in materia di salari e stipendi…

Fed, Powell: salari bassi una sorta di mistero – America 24

Un’inflazione ostinatamente al palo nel 2017 era stata definita da Janet Yellen un “mistero”. Ora è il suo successore, Jerome Powell, a parlare di un’altra sorta di mistero: la crescita lenta dei salari orari. Alla luce del calo del tasso di disoccupazione al 3,8% a maggio (minimi dell’aprile 2000), lui si sarebbe aspettato una accelerazione maggiore dei salari ma la produttività che stenta a decollare potrebbe avere fatto da freno. Powell comunque si aspetta che i salari salgano con la discesa del tasso di disoccupazione. Sull’inflazione, Powell ha avvertito: non aspetteremo che balzi. Ecco perché i tassi saliranno gradualmente.

Ripeto o non ci arrivano o preferiscono fare i finti tonti, noi di Icebergfinanza sono ben quasi dieci anni che vi spieghiamo il perchè…

DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE …

Sul ritmo dei rialzi, però, non c’è ancora piena unanimità. Otto funzionari della Fed si aspettano quattro rialzi, sette restano fermi su tre aumenti.

Questa mancanza di unanimità riflette l’incertezza sull’aumento dell’inflazione e la lenta crescita dei salari.

Ma veniamo alla notizia del giorno, ieri il nostro amato mister Greenback è addirittura decollato,era dal lontano 2014 che non si assisteva ad una seduta spettacolare come quella di ieri nella quale è arrivato a sfiorare un guadagno giornaliero di quasi due punti percentuali! Ora o l’euro reagisce immediatamente o finirà nella polvere e gli obiettivi gli amici di Machiavelli ben li conoscono.

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Ma cosa ha detto Draghi di cosi interessante? Tralasciamo la boutade che l’euro è forte ed irreversibile perché la gente lo vuole!

In effetti il nostro medico che ha clamorosamente sbagliato prevenzione e diagnosi della crisi e che ora si vanta di aver trovato la cura miracolosa, il nostro medico come dicono gli amici di Investing è in difficoltà, evidente difficoltà…

La politica gli rema decisamente contro e il caos di un’Europa tutti contro tutti comincia a minare la fiducia nell’economia. Ma Super Mario riesce sempre a trovare la quadra, anche se con fatica crescente. Il contrario di Jay Powell che naviga tranquillo verso la normalità monetaria.
Il dollaro aveva salutato il rialzo della Fed mercoledì sera con uno strappo di una sessantina di punti base subito rientrato ma il giorno dopo il tonfo dell’euro (che poi è la stessa cosa) è stato violento, 100 punti base in pochi secondi, non appena la BCE ha annunciato che andrà avanti con il QE fino a fine anno, anche se a ritmo ridotto a partire da settembre.

Come riporta il nostro MIke Shedlock su  Global Economic Trend Analysis

La BCE terminerà il suo programma di acquisto di attività in dicembre ma manterrà tassi negativi “almeno per l’estate 2019”.

La BCE si trova in una posizione scomods rispetto alla Fed. che sta aumentando i tassi. La BCE vorrebbe fare un aumento, ma i dati nell’Eurozona, in particolare quelli della Germania, sono stati deboli. E prima che lo faccia, almeno ha bisogno di terminare il suo programma di acquisto di asset.

Oggi la BCE ha giocato a metà strada. Ha annunciato la fine degli acquisti di asset a dicembre, ma si è impegnata a mantenere bassi i tassi per un periodo più lungo del previsto.

I tassi di interesse negativi danneggiano le banche. Gli Stati Uniti hanno ricapitalizzato le banche dando loro denaro gratis. 

Le politiche della Fed e della BCE hanno due cose in comune, prosegue Mike, hanno entrambe fatto esplodere le bolle e hanno creato un’infinità di società e banche zombies, Deutsche Bank in testa.

Quello che è certo è che chi comanda sul mercato obbligazionario sono i rendimenti a lungo termine, sul breve sono solo spasmi, illusioni, se i rendimenti a lungo non salgono, significa che il mercato non crede alle fantasie che vengono diffuse. Loro sanno che la prossima crisi sarà l’ennesima bomba deflazionistica, chi è intelligente si prepara all’occasione della vita, noi lo stiamo facendo da tempo.

Basta davvero poco per fare cadere il mercato immobiliare di nuovo, intanto le azioni dei costruttori edili hanno già perso oltre il 20 % e sono ufficialmente in un mercato orso!

​A proposito di Deutsche Bank, fa sorridere la notizia che la BCE sta controllando da vicino il terzo livello delle maggiori banche europee, tutto in regola sostiene qualcuno, come se gli stress test della BCE fossero affidabili visti i precedenti!

ECB Looks at Deutsche Bank, BNP, SocGen’s Trading Books

All’inizio di questo mese, il direttore finanziario della Deutsche Bank James von Moltke ha dichiarato a una conferenza che il suo portafoglio di attività di livello 3 era sceso a 22 miliardi di euro ($ 26 miliardi), non aggiustato per il rischio, su un bilancio totale di 1,47 trilioni di euro.

Il portafoglio è “in linea con le nostre aspettative”, ha detto von Moltke. “Alcuni asset sono più datati, ma si comportano come ci aspettiamo.”

 “Alcuni asset sono più datati, ma si comportano come ci aspettiamo.”

Basta questa dichiarazione non aggiungo altro, noi non abbiamo fretta, Deutsche Bank verrà nazionalizzata!

In sintesi l’unico obiettivo della BCE è fallito, niente inflazione, nonostante la più imponente dose di stimoli monetari della storia, ZERO ASSOLUTO!

Dicono che i tedeschi stanno brindando, come riporta Milano Finanza…

Handelsblatt ammette che la decisione di fissare la data finale degli acquisti ha sorpreso molti operatori: “È una sorpresa che la BCE si sia così sporta dalla finestra”, ha dichiarato Holger Schmieding, economista capo della Berenberg Bank. Clemens Fuest, responsabile dell’Istituto di ricerca economica Ifo di Monaco, ha elogiato l’azione: “E ‘molto positivo che il programma di acquisto della BCE sta giungendo al termine”.

… ma come sempre loro non hanno ancora capito nulla…

Nel complesso, tuttavia, le osservazioni di Draghi e le azioni annunciate sono state percepite sui mercati finanziari ancora come da colomba più che da falco. Si è preoccupato di rassicurare gli investitori sul fatto che nell’eurozona ci sarebbe stato un “ampio grado di espansività monetaria”.

Questa è una deflazione da debiti, con la più alta percentuale di debito in rapporto al Pil a livello globale mai vista nella storia ed ora sta per arrivare una nuova recessione e nuova crisi. Quando? Non interessa, quello che è certo è che arriverà, la nostra scommessa, quella di Machiavelli, tassi in negativo anche in America, proviene dalle pieghe della storia e con la storia non si scherza!

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19 commenti Commenta
alexandersupertramp
Scritto il 15 giugno 2018 at 16:45

Pongo un quesito: Quando la FED invertirà la politica sui tassi e inizierà ad abbassarli per far fronte alla prossima recessione il $ è più probabile che scenda o che salga beneficiando del fatto che la liquidità si sposterà sui Treasury in quanto asset rifugio?

    icebergfinanza
    Scritto il 16 giugno 2018 at 11:10

    Ultima volta! Non importa quello che farà la FED o se il dollaro diventerà bene rifugio quello che importa è l’analisi tecnica quella comanda su tutto

laforzamotrice
Scritto il 15 giugno 2018 at 17:35

Non capisco, si rompe le balle per tornare alla lira persvalutare, ma se la euro svaluta del 17% non vi basta? Di quanto volete svalutare? O le italiche genialità non ritengono sufficienti i 6500000000 di clienti extra eu. per vendere? O abbiamo bisogno del mercato europeo? Ma se vi sta tanto sulle palle l Europa? Ma già, io parlo di lavoro vero, non di spazzatura finanziaria da parassiti

    icebergfinanza
    Scritto il 16 giugno 2018 at 11:13

    SDEEEENG! La svalutazione in un’area monetaria non esiste perché tutti hanno l’euro chiaro il concetto? Questo esportiamo e versi chi? Studiare please!

noldor
Scritto il 15 giugno 2018 at 19:09

Parità antro fine anno? Oggi sembra che l’euro stia recuperando qualcosina.

stanziale
Scritto il 16 giugno 2018 at 12:35

laforzamotrice@finanza,

17% sul dollaro, oddio oddio, BENZINA TRIPLICATA! Carriole, carriole DAPPERTUTTO!

tirlusa
Scritto il 16 giugno 2018 at 14:55

Il problema dell’euro è nella bilancia commerciale tra i paesi che vi aderiscono. Manca la variabile, i cambi flessibili, che riequilibrano il sistema. Si sopperisce con la svalutazione dei salari reali che è politica demenziale e predatoria.L’euro potrebbe arrivare a 0.000001 nei confronti del dollaro ma il sistema imploderebbe lo stesso perché non funziona a causa degli squilibri tra le bilance commerciali dei Paesi che vi aderiscono.
la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

laforzamotrice
Scritto il 16 giugno 2018 at 18:23

stanziale@finanza,

Scusa se non sono intelligente come te, ma di solito extra EU non si esporta in Dollari? Quindi questo non dovrebbe significare che siamo più concorrenziali del 17%? O è solo la VS lira che invece se si svaluta stravende? O siamo solo capaci di vendere nell’odiata EU? E se è cosi come mai siamo in grande surplus? Ma noi (voi) l’Europa non la schifiamo? Specialmente la krukkolandia che è casualmente il ns principale mercato?

icebergfinanza
Scritto il 16 giugno 2018 at 20:07

Ti ha già risposto TIRLUSA vediamo se con il disegnino ci arrivi, diversamente amen, non facciamo miracoli qui!
la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

stanziale
Scritto il 17 giugno 2018 at 08:22

laforzamotrice@finanza,

A parte il fatto che al nord siete diventati terzisti del tedeschi, soprattutto compenenti auto….quindi il ” privilegiato” rapporto attuale italia germania e’ molto simile a quello egitto spagna vs Roma/impero romano (esportavano grano vs Roma di cui erano colonie, ragionando come te la sotuazione di egitto spagna era quindi perfetta, cosa volevano di piu’, Roma era il loro “principale mercato”…). Comunque ecco qui i dati, sia pure al 2015, di quanto ci ha fatto bene l’euro con i tedeschi https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=7&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjFs4mzhNrbAhUoOJoKHTfQDywQFgg4MAY&url=https%3A%2F%2Fimpresalavoro.org%2Feconomia-dopo-13-anni-euro-litalia-perde-7-0-germania%2F&usg=AOvVaw2s2gqMdsuU5pPzwOr_xV6O per non parlare dei saldi, tasse pagate alla ue -ritorni da bruxelles, su scenari economici c’e’ un articolo sui saldi delle regioni italiane…anche qui il nord italia paga salato, come al solito….non era meglio spendere quei miliardi per ridurre disoccupazione, per la sanita’, andare in pensione, favorire il lavoro giovani, ecc?

ilcuculo
Scritto il 17 giugno 2018 at 10:17

ice­berg­fi­nan­za:
Ti ha già ri­spo­sto TIR­LU­SA ve­dia­mo se con il di­se­gni­no ci ar­ri­vi, di­ver­sa­men­te amen, non fac­cia­mo mi­ra­co­li qui!
la­for­za­mo­tri­[email protected]­nan­za,

Andrea il disegno dice molte cose.
1) che avendo un bilancia commerciale in positivo non siamo poi da rottamare
2) che l’export verso i paesi UE è favorito dall’unione doganale e assenza di tariffe e dazi . Se avessimo una Lira svalutata e svalutabile ad libitum (turchia) sicuramente entrerebbe in vigore delle tariffe che ci penalizzerebbero.
3) nelle transazioni internazionali extra UE non disporre di una moneta “forte” rende competitivi ma sai sempre un parer debole. I paesi esportatori netti di prodotti manufatturieri in tutto il mondo con eccezione di Germania Italia e Olanda (correggimi se sbaglio) hanno come loro principale arma di concorrenza un costo del lavoro basso o bassissimo, indipendentemente dal fatto di poter far fluttuare la loro moneta. Guarda alla Polonia.
Tu sei un fine analista e mi pare che talvolta ti lasci tentare dalla semplificazione eccessiva.

icebergfinanza
Scritto il 18 giugno 2018 at 00:08

L’analista è fine quando dice le cose che è bello sentirsi dire, si lascia trasportare quando non dice quello che si vuol sentirsi dire…

1) Bilancia commerciale, questa è la dinamica dalla nascita dell’euro al 2012, anno dell’imponente svalutazione dell’euro…peccato che abbia funzionato principalmente con i paesi EXTRA UE, ma soprattutto per la Germania


icebergfinanza
Scritto il 18 giugno 2018 at 00:17

Semplificazione eccessiva mi pare quella che fa figurare un Paese debole e senza risorse il nostro, dimenticando la storia delle dispute commerciali con la Germania prima dell’avvento dell’euro, inoltre anche in Germania e in Olanda esiste un dumping sociale e commerciale che punta tutto sulla svalutazione del lavoro come ulteriore arma per amplificare gli effetti di una moneta debole per un’economia forte.
Ma qui come sempre entriamo nella fantasia di chi fa finta che il passato sia solo un ricordo, piuttosto che una lezione di vita, sai ora è diverso!

il­cu­cu­lo@fi­nan­za,

tirlusa
Scritto il 18 giugno 2018 at 01:48

Perché paragonate l’Italia ora alla Turchia, un’altra volta all’argentina?
La svalutazione della lira turca non è quella che comunemente ed imprecisamente viene chiamata svalutazione competitiva piuttosto è l’effetto di una fuga di capitali da quel Paese, capitali esteri che ne avevano drogato la crescita anni addietro causando un apprezzamento della lira turca.
La lira italiana sarebbe una moneta di tutto rispetto, la nostra bilancia commerciale ne è testimone. Vi intestardite in posizioni economiche strampalate e no ne capisco il motivo. Esterofilia? Complessi di inferiorità? Boh, solo Dio sa.

aorlansky60
Scritto il 18 giugno 2018 at 09:25

@ IceberFinanza
@ Stanziale

Lasciate perdere, tempo perso [nel Vs comunque encomiabile tentativo di divulgazione].

ho conosciuto altri [come Laforzamotrice] radicati nelle proprie convinzioni sul tema €uro.

Se non si riesce a comprendere -dopo ANNI di EVIDENZA dimostrata da FATTI e da NUMERI- quanto sia stata castrante per l’Italia l’entrata in un area di MONETA UNICA, come lo è tuttora, allora significa che 1) o si è di parte per interesse nel divulgare fake oppure 2) … lasciamo perdere.

È incomprensibile l’ostinazione a NON volere accettare l’evidenza che se si costringono Paesi dal sistema FISCALE DIVERSO (in alcuni casi tra i 27 CLAMOROSAMENTE DIVERSO) ad utilizzare LA STESSA VALUTA, la conlusione non può che essere quanto è sotto gli occhi di tutti dopo 15 anni (forte scompenso a vantaggio di pochi, anzi di UNO, a spese della maggioranza degli altri Paesi) così come appare EVIDENTE CHI (la Germania) NON ha alcun interesse a cambiare le regole del gioco attuale, nel NON volere vedere applicata in area UE UNIONE BANCARIA e UNIONE FISCALE, perchè comprometterebbe fortemente i suoi FORTI GUADAGNI attuali come lo sono da almeno 10anni a questa parte, e su questo punto di vista LI CAPISCO BENISSIMO : stanno facendo TROPPI SOLDI (vedere surplus commerciale attualmente a +8,0%) senza redistribuirli (ne in area UE e neppure in casa loro), perchè desistere ed andare incontro alle esigenze degli altri Paesi che stanno soffocando ?… Alla fine e alla lunga, questa ostinazione tedesca a non comprendere [e a curare solo i propri interessi] si rivelerà il punto critico che determinerà l’implosione dell’€uro.

ilcuculo
Scritto il 18 giugno 2018 at 09:46

ice­berg­fi­nan­za,

Andrea, io posso avere ragione (in parte) o torto (in parte) su gli argomenti economici , in economia il torto e la ragione non hanno tagli netti. Però credo avrai capito che sono lontano da qualsiasi ideologia. In economia alla fine è l’aritmetica a dire chi ha avuto torto e ragione, ma l’analisi a posteriori può essere solo una autopsia.

Io credo che un paese come il nostro che ha un import di materie prime, semilavorati e prodotti finiti di oltre 400 miliardi debba fare attenzione a considerare la svalutazione un’opportunità perchè se quegli stessi beni devono essere acquistati con una moneta che vale (per esempio) il 20% di meno dovrai, a prezzi costanti, in lire, (altrimenti a cosa serve la svalutazione) esportare in volume molto oltre il 20% in più. Molto oltre perchè la quota di materie prime ed energia importate incorporata nei prezzi non potrebbe giovarsi della svalutazione, per cui potremmo ridurre i prezzi di vendita su i mercati internazionali, solo per la quota lavoro incorporata, che in molti casi non arriva al 50% del valore. E qui già ci dovremmo porre la domanda se sui nostri mercati di sbocco c’è uno spazio di mercato per accogliere ben oltre il 20% in più dei nostri prodotti.
Pensare di ridurre la quota di import perchè con la lira diventa conveniente produrre in Italia è velleitario per molte ragioni:
– non saremmo comunque competitivi con i Low Cost country
– essendo le lunghe filiere di produzione ormai dispiegate su tutto il pianeta il reshoring di importanti pezzi di filiera , al di la degli investimenti necessari richiede molto tempo
– Ci sono interi comparti in cui l’italia non ha proprio più la base produttiva.

Quando uno come Draghi dice che l’euro è irreversibile è forse “ideologically biasd” ma dice una cosa non distante dalla realtà. Rompere o smontare la costruzione dell’euro ha probabilmente costi economici, sociali e politici molto più alti che portarla avanti e completarla.
I crolli sono repentini, le costruzioni lente, a volte si interrompono , e vanno riprese, magari il progetto va adattato e possibilmente migliorato in corso d’opera.
Chiudo con un pensiero non economico, secondo me l’uomo non è antropologicamente portato alla ricerca della giustizia ma alla ricerca del benessere (soddisfacimento dei bisogni), per cui la giustizia diventa uno scopo, parziale, se può essere vista come mezzo per raggiungere il benessere che è l’unico scopo che l’animale uomo riconosce come proprio.

ilcuculo
Scritto il 18 giugno 2018 at 13:56

aor­lan­sky60,

Trovo assurdo sostenere che la discussione sia tempo perso. Io qui sono in evidente minoranza ma scrivo le mie idee cercando di essere , nei limiti delle mie capacità chiaro e senza polemica.
Io credo che si necessario avere dubbi, certamente sulla costruzione dell’euro che è oggettivamente imperfetta, sia sule ricette di eurexit di varia natura che si portano dietro delle complesita enormi e potenzialmente disastri di breve periodo che dissicilmente possono essere mitigati dalle prospettive di medio lungo periodo.
Ristrutturare è sempre più difficile che abbattere e ricostruire ma se stiamo parlando della casa in cui si abita l’ipotesi di abbattimento e ricostruzione perde molto della sua attrattiva.
Io ho qualche idea e molti dubbi, voi sembrate averne pochi…

aorlansky60
Scritto il 18 giugno 2018 at 15:56

@ Ilcuculo

Chiedo scusa se ho urtato la tua sensibilità.

È vero : parlare, discutere, disquisire, il dialogo è sempre cosa buona e giusta,

però ormai qui sono anni ed anni che stiamo disquisendo,

e alla luce di dati di fatto ormai inconfutabili alcune certezze dovrebbero essere nette,

come per esempio : quanto NON convenga all’Italia (a differenza della Germania) una moneta unica e un unione europea così come sono state impostate a suo tempo.

ilcuculo
Scritto il 18 giugno 2018 at 19:00

aor­lan­sky60: in­con­fu­ta­bi­li al­cu­ne cer­tez­ze do­vreb­be­ro es­se­re nette,

se ti faccio rispondere da Bukowski ti offendi ?

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