ITALIA: USCITA DALL’EURO POTREBBE ESSERE LA MIGLIORE OPZIONE!

Scritto il alle 07:35 da icebergfinanza

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Partiamo da una premessa, l’euro è una delle tante unità monetarie che la storia ha costruito, nessuna unità monetaria è mai vissuta oltre la propria illusione, nessuno può uscire dall’euro, ma questo non toglie che senza una vera  e propria riforma non degli Stati, ma della stessa Europa, del sistema della moneta unica, l’euro imploderà prima economicamente e poi politicamente.

La mancanza di riforma dell’eurozona e non dell’Italia porterà alla distruzione dell’euro!

Nel fine settimana insieme a Machiavelli vi abbiamo raccontato la nostra versione su quanto in realtà è accaduto quel tragico martedì scorso quando all’improvviso quasi senza alcun specifico motivo lo spread è esploso ben oltre i 300 punti.

Bene, ieri sul Financial TImes, è apparso un articolo che prova a ricostruire le vicende degli ultimi mesi.

Ma prima facciamo un salto indietro e torniamo all’articolo di Zingales sulla BCE e sulla Grecia, la dinamica è diversa, non riguarda le banche, ma il mercato dei titoli di Stato è fatto quasi esclusivamente dalla BCE oggi…

Grecia, Zingales: “Atene quasi forzata ad uscire dall’euro per creare

“Quella di dare liquidità alle banche è una decisione che prende qualsiasi banca centrale nel momento in cui stabilisce che le banche sono solventi ma illiquide. Questo perché la funzione principale di una banca centrale è quella di essere disponibile a fare prestiti in situazioni di tensioni di mercato alle banche che sono solventi. Ora, nel caso della Grecia, abbiamo la certificazione fornita dalla stessa Bce qualche mese fa, che le sue banche sono solventi. Perché allora la Bce non fornisce loro liquidità illimitata? Perché la ELA(fornitura di liquidità di emergenza, ndr) è stata centellinata di giorno in giorno e poi bloccata (il 1° luglio La Bce ha fissato a 89 miliardi il livello massimo stabilito per l’erogazione di Ela alle banche greche, ndr)? In sostanza, la Bce tiene la Grecia appesa a un filo“.

Su questo si basa la polemica sull’assenza della BCE nel mese di maggio e precisamente martedì scorso.

Gli amici di Vocidallestero ci aiutano traducendo e sintetizzando l’articolo.

Mentre lo spread scende, il sospetto che nei momenti caldi della crisi politica italiana la BCE abbia messo in atto manovre per aumentare l’instabilità del mercato obbligazionario arriva sul Financial Times: sotto esame c’è un brusco calo degli acquisti dei titoli di stato italiani all’interno del QE da parte dell’istituto di Francoforte. Come ricorda Claudio Borghi (e anche Zingales), l’andamento dei tassi d’interesse (e dello spread) dei titoli pubblici italiani non è più stabilito dai mercati ma dalla BCE, da quando Draghi ha pronunciato l’ormai celebre “whatever it takes” per salvare l’euro. Il punto non è tanto questo caso specifico, quindi, quanto il potere di un organismo non eletto di esercitare la sua influenza sui tassi e quindi sulla politica dei governi.

Post Scriptum. Dopo la nostra traduzione, l’articolo originale è stato tagliato e modificato in diverse parti. Abbiamo modificato di conseguenza anche la traduzione, evidenziando in corsivo le parti aggiunte o molto diverse rispetto alla prima versione. 

di Kate Allen, Claire Jones e Rachel Sanderson, 4 giugno 2018

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Ovviamente la BCE ha dato la sua versione, quindi l’articolo originale del FT è stato subito modificato, ora attendiamo la risposta dettagliata all’interrogazione del deputato europeo, Marco Zanni, questa è la versione del Sole 24 Ore. Vorrei sottolineare che il problema non è tanto la riduzione degli acquisti nell’arco temporale di maggio, ma quello che è in realtà accaduto martedì scorso, poi lo vedremo.

Bce, perché la riduzione negli acquisti di BTp italiani è una «fake news

In realtà non è altro che una delle tante comunicazione della BCE che non spiega l’anomalia del giorno in cui lo spread è esploso.

Bisognerebbe chiedere a quelli del Sole se le fakenews sono sempre a senso unico visto che un loro giornalista rilancia una fesseria in arrivo da Unicredit come se non si sapesse che i valori della BCE, sono a libro contabile iscritti al valore nominale e non certo mark to market, quindi il calo delle quotazioni dei BTP c’entra come i cavoli a merenda…

Per capirci questa è la dimensione di quello che è accaduto, qualcuno dirà che il compito della BCE non è quello di calmierare il mercato dei bond dei singoli Paesi, ma è evidente che già durante tutto il mese di maggio, i rendimenti dei titoli a due anni erano soggetti a particolari attenzioni da parte dei mercati, vista l’evidente possibilità di un governo Lega Cinque Stelle.

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Nessun complotto per carità, solo una “mancanza” di attenzione, visto che il mercato dei titoli di Stato in Europa è esclusiva della BCE ormai.

La perla politica del presidente Mattarella, con il rifiuto al governo giallo verde e l’incarico a Cottarelli, davvero non è stata digerita dai mercati?

Strana davvero la presunta telefonata riportata dal Corriere della Sera tra Giorgetti della Lega e Draghi…

Governo, Giorgetti: l’uomo delle nomine e quella telefonata «decisiva…

Oggi un articolo di Francesco Verderami sul Corriere della Sera dà sostanza a quelle voci e con la dovuta cautela sostanzia il nome pensato da tutti e pronunciato da nessuno all’interno del gossip romano: Mario Draghi.
Mercoledì sera, per esempio, la sera che ha cambiato il corso della legislatura, è entrato nella stanza dove c’era lo stato maggiore leghista ed è stato netto. «Ho parlato con il demonio», ha esordito sorridendo.
Poi si è fatto serio: «Il governo va fatto, troviamo una soluzione su Savona e chiudiamo». «Chi è il demonio?», gli è stato chiesto. «È un italiano che non sta in Italia. È un mio amico».
Di amici Giorgetti ne ha tantissimi, una rete di relazioni che coltiva con riservatezza. Maroni, negli anni in cui era al Viminale, si rivolse a lui per conoscere Draghi, che all’epoca stava a Bankitalia.
Alla fine del colloquio il titolare dell’Interno volle capire: «Ma gli dai del tu?». E l’altro: «Certo, è un mio amico».
Insieme ad altre centinaia di amici, che stanno ai vertici dei maggiori istituti di credito, delle potenti fondazioni bancarie, delle maggiori aziende pubbliche e private.

Quindi passi per i suggerimenti al Sole della BCE… 

«Il programma di acquisti Asset purchase programme viene condotto come al solito, non c’è stato alcun cambiamento – ha detto ieri a Il Sole 24 Ore un portavoce della Bce -. La Banca sta operando sul mercato e sta implementando il programma di acquisti come sempre». Non sono dunque basate su alcun fondamento le voci che davano la Bce meno attiva sull’Italia nel QE in questo momento di crisi: gli acquisti sul programma dedicato ai titoli di Stato PSPP sono in realtà cresciuti proprio di recente, passati dai 3,382 miliardi della settimana del 18 maggio ai 3,628 della settimana del 25 maggio (ultimi dati disponibili). Nel mese di maggio, le prime due settimane sono state di 1,29 miliardi e 7,89 miliardi: quel che conta è il risultato finale, 30 miliardi complessivi al mese.

La rotta del QE non cambia a causa di turbolenze come quelle dei BTp di questi giorni innanzitutto perché questi acquisti di politica monetaria non convenzionale non sono in alcun modo interventi effettuati con lo scopo di prevenire il rischio di perdita di accesso al mercato di un Paese vulnerabile e in difficoltà, che non è il caso dell’Italia ora e che comunque riguarda solo la finalità del programma Omt, si legge ancora.

E allora parliamo di coincidenze, in fondo si tratta sempre di quello, molte le coincidenze viste in questa crisi, vediamo al momento opportuno come si comporterà la BCE, visto che non si è comportata davvero tanto bene con la Grecia, ma credo che l’Italia per loro sia troppo importante e sistemica per la sopravvivenza dell’euro, in conto è la Grecia che fa la voce grossa, un conto è l’Italia come vedremo.

Non mi dilungo su questioni tecniche di quello che in realtà è successo dopo quella tragica domenica nella quale il presidente Mattarella ha fatto un altrettanto tragico errore per poi ritrovarsi un doppio Savona al governo, forse interessano a pochi, ma sottolineo l’ultimo commento di Zingales…

L’economista Luigi Zingales mette in rilievo su Foreign Policy come la decisione del presidente Mattarella di bloccare un governo appoggiato da una maggioranza parlamentare per il timore di reazioni dei mercati fosse sbagliata dal punto di vista sia economico sia politico. In particolare, sebbene nella disamina usi gli argomenti classici della dottrina economica liberale, Zingales sottolinea come non è neanche vero che in Eurozona il giudizio sui governi sia affidato ai mercati: in realtà è affidato alla BCE, che ha il potere di influenzare i mercati, ed è un organismo che nessuno ha eletto.  È ora di scegliere la democrazia e non i mercati …

State tranquilli che il Sole 24 Ore non si prende la briga di tradurvi queste considerazioni, troppo pericolose per un gregge consapevole, un grazie di cuore agli amici di Voci dall’Estero, per il loro prezioso lavoro.

E invece, per sua stessa ammissione, la Banca centrale europea (BCE) ha un impatto sui prezzi di mercato. In caso contrario, perché si impegna nell’acquisto di obbligazioni sovrane per ridurne il rendimento, pratica nota come quantitative easing? Di conseguenza, il mercato obbligazionario europeo non si muove più in base al risultato delle decisioni di migliaia di operatori indipendenti; è diventato un “concorso di bellezza”, in cui si cerca di anticipare la prossima decisione della BCE. In un simile mercato, la dichiarazione di un membro della BCE che il quantitative easing dovrebbe concludersi prima del previsto (come ha fatto martedì Sabine Lautenschläger, membro del comitato esecutivo della BCE) può essere sufficiente per creare timore e aumentare lo spread tra obbligazioni italiane e tedesche.

Pippocamminadritto su twitter ci fa notare che…

… va cercato nella mattina del 2905 sui futures btp corti alle 10 blocco 14k su otc..solo gli hedge americani fanno queste cose sui futures via dark pool

E’ chiaro che di fronte a questa “anomalia” la BCE istituzionalmente non può fare nulla, tranne dichiarare pubblicamente come ha fatto Draghi nel 2012, che farà qualunque cosa per preservare l’euro dalla speculazione, perché non dimentichiamocelo se salta l’Italia, bye bye euro!

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Nel fine settimana, dopo le continue accuse da parte dell’Europa, tutti folgorati sulla via di Roma, un’ondata di riposizionamenti epocali!

Giustamente la risposta del Governo italiano è stata chiara, basta parole ora servono i fatti e meno male che non serviva alzare la voce, non serviva votare.

Ma davvero alzare la voce e minacciare non serve a nulla, quando sei nel mirino della maestra che continua a farti fare i compitini mentre suo figlio se ne frega di rispettare le regole ingozzandosi di surplus di bilancio o chiedendo di esentare le proprie banche decotte dalla supervisione della BCE?

Ora non solo gli azionisti sono preoccupati per la sorte di Deutsche Bank, pure clienti e dipendenti…

Intanto mentre volano le parole, nei fatti la Germania si prepara a chiudere il Brennero, insieme all’Austria…

Questa è la vostra europa solidale!

Ma torniamo a noi, nei prossimi giorni faremo un’imponente opera di fact checking sulle innumerevoli fesserie che incominciano a girare in rete sui rischi della fine dell’euro, solo sui rischi, perché loro opportunità, proprio non ne vedono, ma in fondo quello è il loro mestiere, informare ad uso e consumo, ad immagine e somiglianza, denigrando le analisi e i pensieri di chi cerca di far comprendere la realtà manifesta.

Mentre incominciano a girare sondaggi farlocchi sull’entusiasmo dell’appartenenza alla moneta unica da parte degli italiani, noi vi ricordiamo il recente sondaggio di Eurobarometro…

Eurobarometro, quasi un italiano su due vuole uscire dall’Ue

Eurobarometro: appartenenza all’Ue positiva solo per il 39% degli italiani 

Loro invece la raccontano così…

Italiani pro-euro, il no vince solo tra gli elettori leghisti

Euro, fuori o dentro: Italia spaccata ma i sondaggi vedono la vittoria dei no…

A scanso di equivoci, noi siamo per l’Europa unita, non per l’Europa dei capitali, delle monete, della plutocrazia, ma l’evidenza empirica e storica, boccia la moneta unica.

La prossima campagna elettorale per le elezioni europee del 2019, sarà tutta incentrata sul terrorismo mediatico che si concentrerà sui risparmi degli italiani, catastrofi e distruzioni quotidianamente minacciate, come accadde con la Brexit e con il referendum italiano.

Questo solo un esempio…

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La nota di JPMorgan sull’opportunità da parte dell’Italia di considerare chiusa l’esperienza euro la lascio leggere a Voi… jpmorgan’s stunning conclusion: an italian exit may be

Per chi non conosce l’inglese qui una sintesi… Italia e Target 2, JP Morgan: uscita euro potrebbe essere la migliore …

Il motivo di come una uscita dell’Italia dall’euro non sarebbe alla fine traumatica – tutt’altro, anzi, per JP Morgan – risiede nel fatto che la stessa importanza attribuita al parametro Target 2 è stata praticamente un po’ gonfiata. Così come la divisione di ricerca del colosso scrive, “le passività del Target 2 di un paese debitore danno un quadro solo parziale del costo che le nazioni creditrici dovrebbero sostenere se il paese debitore decidesse di uscire dall’euro. Questo, perchè i saldi target 2 sono solo una componente della Posizione internazionale netta degli investimenti, misurata dalla differenza tra gli asset finanziari totali esterni di un paese e tra le sue passività”. JP Morgan ritiene che sia questo parametro a dover essere usato, e per questo stila un grafico ad hoc, indicando le situazioni in cui versano i diversi paesi dell’area euro.

Noi ci fermiamo qui, il resto in diretta giorno dopo giorno sino all’epilogo finale, la nazionalizzazione di Deutsche Bank, questo è il vero pericolo per l’intera Europa, non l’Italia!

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12 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 5 giugno 2018 at 11:44

questo articolo è da incorniciare Andrea.

La verità davanti agli occhi di tutti, senza giudizi, solo fatti!!!!!!!!!

gnutim
Scritto il 5 giugno 2018 at 11:45

gnu­tim@fi­nan­za:
que­sto ar­ti­co­lo è da in­cor­ni­cia­re An­drea.

La ve­ri­tà da­van­ti agli occhi di tutti, senza giu­di­zi, solo fatti!!!!!!!!!

le contraddizioni dei capoccia europei, le fandonie scritte sui giornali e la verità che si è poi concretizzata.
SERVE ALTRO?

alexandersupertramp
Scritto il 5 giugno 2018 at 12:14

IL vero banco di prova sui BTP lo avremo in autunno quando, salvo cambiamenti, la BCE esaurirà il QE. Non sottovaluterei i caldi estivi forieri, spesso, di turbolenze. Ma siamo così certi che un’Italia fuori dall’Euro avrebbe vita facile sui mercati? Ho qualche dubbio in proposito. Si prende sempre ad esempio il Giappone ma non non siamo il Giappone e soprattutto gli Italiani non sono Giapponesi.

aorlansky60
Scritto il 5 giugno 2018 at 12:15

qualcuno dirà “il compito della BCE non è quello di calmierare il mercato dei bond dei singoli Paesi

A parte che, pur senza averne il compito (vero o falso che sia), la BCE lo fà, eccome, tramite il suo operato (una delle conseguenze indiscutibili del QE è proprio quello di avere calmierato i rendimenti dei titoli sovrani europei fino a rasentarli allo ZERO per quanto riguarda quelli emessi da DE e FR) e ci sarebbe da riflettere su questo punto, visto che la BCE ha sempre comunicato che il fine principale del QE era quello di alzare l’inflazione in area €uro…

ma qui il punto è un altro : dall’alto della sua “bocca di fuoco” (il famigerato “bazooka” di M.Draghi anche solo metaforico) la BCE può in qualsiasi momento condizionare, se lo vuole, i rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi UE, nel bene e nel male.

E mi sa tanto che quanto è accaduto nella mattina del 29 MAG 2018 (quando in soli 20 minuti -tra le 10:30 e le 11:00- chi stava davanti al monitor ha potuto assistere in tempo reale ad un impennata da 220 a 320 in soli 20 minuti per quanto riguarda il differenziale ITA) è diretta conseguenza del movimento di UN PESCE VERAMENTE GROSSO all’interno dell’oceano mercato; e CHI è più grosso della BCE, attualmente, nel detenere (e nell’acquistare) titoli sovrani EU ???…

Per me è chiaro che [noi italiani] siamo stati messi di fronte ad un “segnale” (o un “messaggio” chiamatelo come volete) : per alcuni(…) la possibilità che si potesse concretizzare un esecutivo di governo in Italia tramite l’alleanza di LEGA e M5* era alla sola idea piacevole come una purga presa di sera, dopo il pranzo di Natale…

mannoz
Scritto il 5 giugno 2018 at 12:30

la notizia della vendita massiccia del future btp mi aveva colpito, in particolare perchè si riferiva una scadenza di settembre e nn giugno, molto meno liquida quindi con una forte vendita riuscivi a far calare molto lo strumento….

oratrix magna
Scritto il 5 giugno 2018 at 14:39

inutile, il problema dell’italia è monetario … nell’euro siamo troppo ricchi, la moneta è troppo forte, meglio svalutare, avere tassi in doppia cifra e scale mobili per far sopravvivere i poveri cristi … spesa in deficit ? nessun problema, si monetizza, noi siamo come il giappone, efficienti e produttivi, innovativi e creativi … si qualche problemino di pubblica amministrazione, di criminalità organizzata e corruzione, di evasione fiscale, bancario creditizio e infrastrutturale ma niente che non si possa risolvere con la giusta dose di agevolazioni fiscali lafferiane per i più ricchi, e facilitazioni monetarie more inflazionistico per i più poveri …

veleno50
Scritto il 6 giugno 2018 at 09:06

Le voci critiche sopportate dal blog sono un bene per i lettori,e per la libera informazione.Trovo strano immettere i commenti a dosaggio giornaliero . Pare che ci sia una selezione preventiva prime di divulgare i commenti.I commentatori di serie A mi pare siano latitanti,comunque sempre un grande in bocca al lupo al blog.

ilcuculo
Scritto il 6 giugno 2018 at 10:23

I cittadini votano ogni tanto, gli investitori, che sono anche cittadini per una parte non trascurabile, votano ogni giorno. E stanno votando contro questo governo che mostra di non avere alcuna sensibilità economica, ma solo un velleitarismo che non ci porterà da nessuna parte.
Anche se dovesse fallire DB

gnutim
Scritto il 6 giugno 2018 at 12:39

ve­le­no50@fi­nan­za,

“non giudicare per non essere giudicato….”

le lezioni di vita della storia vengono dimenticate in fretta, soprattutto se basta un click!

idleproc
Scritto il 6 giugno 2018 at 13:42

Parrebbe che il “compromesso” tra posizioni anche culturali e ideologiche alternative ma in una visione di obbiettivi sociali comuni sia rigettato con la solita arroganza da chi ha destabilizzato l’intero sistema mettendolo in un vicolo ceco, ingrassandosi sopra alla grande con attività del tutto parassitarie come è la finanza globale dei Big Boys, degli oligopoli che diventano Stati, del carrozzone di burocrati-oligarchi anche di partito e della propaganda gestita, non solo in Italia.
Tutto il sistema nella sua dinamica interna sta adando verso una soluzione “hard” che è anche ad alto livello di rischio geopolitico, da cui il buon senso che costituisce anche una novità, di un tentativo del genere, almeno si guadagna tempo.
Personalmente ritengo la sioluzione “hard” inevitabile ma spero di no.
La saggezza imporrebbe una valutazione distaccata e razionale anche dei propri individuali interessi di sopravvivenza di chi sta nell’area oligarchi o che erroneamente crede di farne parte e aspira, sempre erroneamente, di diventarne parte a scapito del resto del sistema socioeconomico, nulla è eterno.

magicx
Scritto il 6 giugno 2018 at 14:11

“La prossima campagna elettorale per le elezioni europee del 2019, sarà tutta incentrata sul terrorismo mediatico che si concentrerà sui risparmi degli italiani, catastrofi e distruzioni quotidianamente minacciate, come accadde con la Brexit e con il referendum italiano”.
Niente di più probabile; d’altro canto niente che non sia storicamente già accaduto. Occhio perchè nell’urna Dio vi vede Stalin no! E dal 94 a oggi, l’annuario delle cialtronerie e a tempo debito, delle scemenze elettorali, si fà particolarmente ricco, specie alla voce opposizioni. E’ comunque certo che le prossime europee non saranno cosa da poco: quattro conti alla mano per capire che per il Parlamento di Brux dall’Italia non partirà un 60% made PD o FI e qualche cosa di diverso potrebbe arrivare da Francia, Austria, Germania e Spagna.
Domanda: ma se poi cambiano le parole d’ordine, nel gioco di ruolo della propaganda chi prende il posto delle voci fuori dal coro e chi quello degli inquadrati?

idleproc
Scritto il 6 giugno 2018 at 23:59

magicx@finanzaonline,

Domanda acuta.
Chi gioca la partita a livello di sistema, non sta mai in un coro.

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