DEUTSCHE BANK LA BANCA PIU’ PERICOLOSA AL MONDO!

Scritto il alle 10:48 da icebergfinanza

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Mentre qualche ingenuo continua a guardare all’Italia come l’unico elemento di rischio dell’area euro attuale, in Germania la voragine con la banca intorno, Deutsche Bank, rompe livelli tecnici fondamentali e incomincia a destare allarme e preoccupazione nelle sale operative di mezzo mondo…

La sintesi via Investing è tutta qui…

Investing.com – Non sono solo gli istituti di credito italiani ad essere in difficoltà ma oggi si assiste ad una giornata in forte calo per Deutsche Bank (MI:DBK) che a Francoforte cede il 5,34%, mentre a Milano segue sulla stessa scia.

I tedeschi restano deboli a causa dell’indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal, secondo la quale la Federal Reserve avrebbe classificato come “problematiche” le condizioni delle attività svolte dalla banca negli Stati Uniti.

Lo status di “condizioni problematiche” rappresenta uno dei più bassi che può assegnare la Fed e comporta che tutte le decisioni che può prendere l’istituto su suolo americano devono passare per l’istituto centrale, condizionando le decisioni sui top manager quali assunzioni, licenziamenti, buonuscite e cambiamenti degli incarichi.

Secondo le fonti definite “anonime” dal WSJ, la decisione della Fed ha pesato negativamente sulle relazioni di Deutsche Bank con gli altri regolatori com ela Federal Deposit Insurance Corp che negli Usa garantisce i depositi bancari.

Il giudizio dell’istituto guidato dal neo governatore Jerome Powell viene chimato “Camels” e non è diffuso al pubblico. Prevede cinque livelli il cui rating migliore è 1 menter alle banche problematiche viene affidato un 4 o 5.

Dalla Germania non hanno voluto commentare quelli che sono stati definiti dalla portavoce della banca come “feedback regolatori specifici”. “La banca è ben capitalizzata e ha riserve di liquidità significative, ha spiegato il managment dei tedeschi, i quali aggiungono di aver “indicato in precedenza che i nostri regolatori hanno identificato aree varie per un miglioramento legato al nostro controllo e alla nostra infrastruttura” e di essere “altamente focalizzati nell’affrontare le debolezze dientificate nelle attività negli Usa”.

Già negli anni passati, inoltre, la banca tedesca era entrata nel mirino della Federal Reserve, quando nel 2015 e nel 2016 aveva fallito gli stress test e nel 2017 l’istituto centrale Usa aveva compiuto azioni sulla banca per via di una carenza dei controlli sul trading di valute, sul ricivlaggio di denaro e nel rispetto Volcker-rule. Inoltre, il gruppo aveva pagato un miliardi di dollari per patteggiare con la giustizia americana.

Questa notizia è stata tenuta nascosta per un anno intero, se fosse stata resa pubblica la diffidenza della madre di tutte le banche centrali ovvero la Federal Reserve, Deutsche Bank sarebbe fallita lo scorso anno e nazionalizzata.

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L’ultimo crollo della banca sui mercati finanziari non può essere attribuito solo alla crisi politica a Roma. Gli investitori hanno anche forti dubbi sulla reale situazione finanziaria di Deutsche Bank.

Vediamo cosa succede con gli enormi conflitti di interesse che Trump ha con Deustche Bank e se volesse affondare la banca per non pagare i propri debiti  ;-)

Ma veniamo all’altra notizia della giornata, come scrive Zero Hedge, solo un illuso poteva credete che Trump non si sarebbe vendicato dell’appoggio dato dall’Europa all’Iran, avendo ostacolato i suoi alleati europei sulle sanzioni iraniane e rafforzato la sua presa sull’economia europea rispetto ai dazi sull’acciaio, un rapporto eslcusivo della rivista tedesca WirtschaftsWoche afferma che il presidente Trump sta prendendo di mira la Merkel e si prepara ad imporre un divieto totale al lusso tedesco case automobilistiche dal mercato statunitense .

Nulla di più facile, a Trump non è andato giù l’atteggiamento dell’Europa nei confronti della questione IRAN ma soprattutto non sopporta il mercantilismo tedesco!

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Citando diversi diplomatici americani ed europei senza identità, la rivista settimanale ha riferito che Trump ha detto al presidente francese Macron il mese scorso che avrebbe mantenuto la sua politica commerciale con l’obiettivo di fermare i modelli della Mercedes-Benz basta vedere auto tedesche lungo la Fifth Avenue a New York.

Il rancore di Trump contro la casa automobilistica tedesca – e in particolare contro i modelli Mercedes a New York – non è nuovo .

Nel gennaio 2017, prima della sua inaugurazione, ha dichiarato in un’intervista: “Quando percorri la Quinta Strada, tutti hanno una Mercedes davanti alla loro casa”. Ma questa non è reciprocità. “Quante Chevrolet vedi in Germania? Non troppe, forse nessuna, non vedi niente laggiù, è una strada a senso unico” disse il miliardario del settore immobiliare.

Anche se è per il libero scambio, ma non a qualsiasi prezzo: “Amo il libero scambio, ma deve essere un commercio intelligente, quindi lo chiamo equo”.

WiWo sottolinea anche che un dazio all’importazione del 25 percento avrebbe anche un impatto economico significativo: l’Ifo Institute si basa esclusivamente sui calcoli effettuati dalle case automobilistiche tedesche al costo di circa cinque miliardi di euro . Ciò ridurrebbe il PIL tedesco dello 0,16%.

“Nessun paese temerebbe perdite più alte rispetto alla Germania”, afferma Gabriel Felbermayr, direttore del Centro Ifo per il commercio estero.

C’è da meravigliarsi che Der Spiegel abbia pubblicato questo?

Ieri il segretario al tesoro americano, a proposito dell’Italia, ha dichiarato che …

 “Il mercato ha avuto dei problemi. Il governo sa e capisce le questioni che deve affrontare. Dovranno lavorare con l’Europa, con noi. Rispettiamo il processo del nuovo governo”. Ma gli Stati Uniti sono preoccupati? “Assolutamente no”, ha risposto il segretario al Tesoro americano: “E’ importante per l’Italia restare nell’area euro, essere parte dell’Europa”.

Loro sanno che l’esistenza dell’euro è una manna per l’America, possono spennare gli europei come meglio credono in questa gabbia monetaria, soprattutto Wall Street e la City.

Quelli della Federal Reserve, queste cose le sanno, il rialzo dei tassi sta per giungere al termine, tassi negativi ovunque sono all’orizzonte, un nuovo quantitative easing è possibile…

Come abbiamo riportato ieri l’ex icona del mercato obbligazionario è stato spazzato via dal mercato, aver scommesso contro i nostri tesorucci si è dimostrata una strategia fallimentare.

Il bello o meglio il brutto deve ancora arrivare, forse qualcuno si illude che sia tutto finito, guerre commerciali ed euro sono sotto tiro, sullo spread si farà tiro al bersaglio nei prossimi mesi, noi nel fine settimana proveremo a fare una rapida sintesi insieme al nostro Machiavelli, “Italia punto di non ritorno” per tutti quelli che hanno o vogliono liberamente sostenere il nostro viaggio.

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16 commenti Commenta
laforzamotrice
Scritto il 1 giugno 2018 at 12:28

per cui se le auto americane fanno pena, o sono assurde, la colpa è dei tedeschi. Figo, no? Se io fossi i tedeschi, avrei già stretto un’alleanza di ferro con cina e russia. ma forse lo stanno già facendo.

puntosella
Scritto il 1 giugno 2018 at 13:08

DB è entrata in dirittura d’arrivo, questa settimana ha imboccato
il canale discendente. Buona visione


puntosella
Scritto il 1 giugno 2018 at 13:14

Mi preme precisare che la foto precedentemente pubblicata è

di Thomas Richter e si riferisce alla pista di bob a Altenberg / Germania


aorlansky60
Scritto il 1 giugno 2018 at 13:49

Questa notizia è stata tenuta nascosta per un anno intero, se fosse stata resa pubblica la diffidenza della madre di tutte le banche centrali ovvero la Federal Reserve, Deutsche Bank sarebbe fallita lo scorso anno e nazionalizzata.

Non sarà per questo che la Germania si ostina ad ammucchiare surplus e liquidità nelle proprie casse statali -SENZA FARE INVESTIMENTI come feedback provenienti dalla Germania stessa confermano- in vista di tempi bui ???… Dovesse saltare DB, altro che tempi bui, altro che Lehman Bros…

aorlansky60
Scritto il 1 giugno 2018 at 13:59

Loro sanno che l’esistenza dell’euro è una manna per l’America, possono spennare gli europei come meglio credono in questa gabbia monetaria, soprattutto Wall Street e la City.

Questa affermazione di Andrea Mazzalai mi porta a ricordare un concetto di cui sono convinto da tempo :

1) la riunificazione delle due Germanie(*) non sarebbe MAI potuta avvenire senza consenso e benestare USA;

2) la realizzazione di €uro e UE non sarebbero MAI potuti avvenire senza consenso e benestare USA;

(*) un Paese, la Germania, e si tratta del paese trainante dell’UE, che sul proprio territorio conta un numero di installazioni militari NATO gestite da personale USA più elevato di quelle installate in Italia e Giappone…

reragno
Scritto il 1 giugno 2018 at 14:36

a proposito di Germania notizia vecchia, ma attuale ( ecco perchè Savona parlava tanto di exit strategy )
https://raggioindaco.wordpress.com/2012/10/27/nuovo-marco-tedesco-stampato-in-svizzera/

tuscany
Scritto il 1 giugno 2018 at 15:17

reragno@finanzaonline,

2011?😳

alexandersupertramp
Scritto il 1 giugno 2018 at 16:05

Caro Donald forse non si vedono Chevrolet in giro per la Germania e altrove perché fanno veramente cagare?

giacomocambiaso78
Scritto il 1 giugno 2018 at 17:38

sarebbe interessante mettere a contronto la perdita causa dai dazi con quella derivante dalle sanzioni alla Russia. un’altro confronto interessante seppur molto piu’ complicato sarebbe quello tra i vantaggi/svantaggi derivanti dal far parte del blocco europeo rispetto ai medesimi se in un’ipotetica piu’ neutrale posizione, forse la Brexit, ammesso che venga attuata e pienamente, potra’ darci indicazioni in tal senso. Sinceramente le cifre che per adesso orbitano intorno a questa presunta guerra commerciale mi sembrano molto modeste, piu’ figlie di una campagna mediatica che non di un sostanziale cambiamento degli scambi. La potenziale escalation che ne potrebbe derivare e’ tutt’altro discorso, ma al momento questa guerra commerciale assomiglia piu’ alla finta guerra nucleare con Kim che non al preludio di una terza guerra mondiale.

stanziale
Scritto il 1 giugno 2018 at 22:15

Avevo “suggerito” a trump un piccolo dazio nella misura di un sobrio 200% sulle auto tedesche, ma mi accontento anche dell’embargo assoluto… ah ah ah come godo. E poi il nuovo governo con Savona… KAPUTT

stanziale
Scritto il 2 giugno 2018 at 07:37

La ” necessita ‘ ” di fare investimenti pubblici, per riattivare il moltiplicatore. In fondo a questo articolo http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2018/6/2/CONSIGLI-NON-RICHIESTI-Con-la-flat-tax-ci-si-fa-male-l-idea-buona-di-Tria-e-un-altra-/823792/

Gianluca
Scritto il 2 giugno 2018 at 13:50

Buongiorno, sono serio… ho un conto in DB … lo chiudo o prendo tbond per tutto l’importo così oltretutto tengo tutto nel deposito titoli? Datemi un consiglio per favore
Grazie

puntosella
Scritto il 2 giugno 2018 at 22:02

Non hanno ritegno

il raggio laser arriva in ritardo…in confronto
al cambiamento d’abito dei camaleonti.

Rimango stupefatto come i media scoprono
argomenti su cui discutere che fino ad ieri
erano tabù…. idovinate di cosa hanno
parlato stamattina ad OMNIBUS su La 7…

non riuscireste mai a dare la risposta
esatta….. che velocità di adattarsi al
nuovo da parte dei giornalisti, ad eccezione
di Foa che ne ha sempre discusso, soprattutto
quelli di RES PUBBLICA.

Buona visione… sotto il link

http://www.la7.it/omnibus/video/mastrobuoni
-la-repubblica-il-sistema-bancario-tedesco-
%C3%A8-tra-i-peggiori-al-mondo-02-06-2018-
243320

hotwheel
Scritto il 3 giugno 2018 at 15:01

Buongiorno a tutti, a proposito del Titanic tedesco avrei una domanda per Andrea e chi altro può rispondere che mi preoccupa. Pensate che anche la divisione deutsche asset management che gestisce anche gli etc sull’oro e argento che mio padre acquista frequentemente possa cadere anch’essa nel baratro? Parliamo di etc che ‘dovrebbero’ avere un controvalore nel bene…phisical hedged eur…ma in realtà chissa’
grazie!

    icebergfinanza
    Scritto il 4 giugno 2018 at 08:43

    Rischio emittente prima di tutto poi su strumenti che hanno come sottostante asset fisici dipende dalla serietà e dai controlli di chi vigila sul rispetto delle normative

aorlansky60
Scritto il 4 giugno 2018 at 13:44

a proposito del Titanic tedesco“,

sarebbe semplicistico individuare in Deutsche Bank (pur con tutto il suo carico potenziale arcinoto) la spettacolarizzazione estrema del problema pronto a scatenarsi [da un momento all’altro] in Germania (per poi investire, se dovesse accadere, l’intera Europa);

pur essendo noti i problemi MACRO di DB, perchè se ne parla e se ne divulga (soprattutto al di là dell’Atlantico, meno in EU e in Italia),

c’è una componente assai meno nota – perchè se ne tratta poco, ma non per questo meno importante, dato che riveste almeno il 50% su cui si fonda l’intero sistema bancario tedesco- in grado di descrivere la fragilità del sistema finanziario tedesco,

quello della rete di Landesbank regionali insieme alle oltre 3600 Sparkassen (casse di risparmio e casse rurali) locali, TUTTE a partecipazione PUBBLICA (particolare che ne decreta una
enorme differenza rispetto ad altri sistemi bancari, come per es. quello Italiano, particolare NON da poco: in qualsiasi momento lo necessiti, la Germania può “aiutare” banche in difficoltà appartenenti a questo sistema di diritto pubblico, senza incappare nelle tagliole della UE che VIETANO gli aiuti statali ad istituti privati;

già avrebbe dovuto insospettire non poco il vero e proprio muro alzato da Merkel e Schauble negli ultimi anni contro i funzionari di EBA e BCE (tutte le volte che quest’ultime hanno promosso cosiddetti “stress-test” rivolti a vivisezionare i bilanci degli istituti bancari dei Paesi €urozona) riuscendo a lasciare fuori da questi esami [in parte] le Landesbank regionali e [totalmente] le Sparkassen locali, tutti istituti notoriamente (solo in Germania, dove a livelli decisionali alti lo sanno fin troppo bene) in discutibili e precarie “condizioni di salute” ;

non solo, ma i criteri di controllo che Merkel e Schauble hanno in qualche modo “imposto” (altrimenti, che vantaggio sarebbe quello di essere il Paese “dominante” in ambito UE, se non se ne sfruttano i vantaggi dall’essere il NUMERO 1 ?) ai commissari di EBA nell’esecuzione degli stress test sono andati a diretto vantaggio delle banche tedesche (almeno quelle poste sotto verifica) quasi fossero stati appositamente studiati per un certo modello bancario (quello tedesco appunto) penalizzando le altre (in particolare quelle Italiane che ne sono uscite sotto una luce peggiore rispetto a quelle di altri Paesi).

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