L’INFLAZIONE E’ MORTA!

Scritto il alle 10:30 da icebergfinanza

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Ieri l’ennesimo, inesorabile riscontro alle nostre teorie della deflazione da debiti!

Eurozona, inatteso rallentamento dell’inflazione, ad aprile 1,2%

Terrificante KO tecnico per l’inflazione core, quella depurata dalle componenti volatili come energia e alimentari, ovvero petrolio.

L’inflazione core preliminare, anche se aumentata dello 0,7% anno su anno, è risultata ben al di sotto delle stime del consenso all’1,2%.

Tasso di inflazione core nell'area dell'euro

Una batosta terrificante per le ambizioni di Mario Draghi e della BCE, una batosta terrificante per le ambizioni dell’euro!

Commentando il twett di Francesco, ho solo aggiunto a proposito di Mario Draghi, rivolgendomi a coloro che ogni giorno osannano il lavoro di questo spericolato banchiere…

“È come attribuire a un medico responsabile di un errore nella diagnosi il merito di aver inventato una cura miracolosa. Forse il paziente ha bisogno di un nuovo medico. “

Con l’inflazione Mario Draghi ha fallito su tutti i fronti, nonostante miliardi e miliardi di euro immessi per sostenere quasi esclusivamente le banche.

Risultati immagini per inflation hed geye bazooka

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In America non va affatto meglio…

Tasso di inflazione core negli Stati Uniti

Ed Yardeni: I think inflation is dead

Brutte notizie anche da i dati di ieri …

Addirittura nel settore delle merci non durevoli in calo del 2,4% rispetto all’ultimo trimestre e dell’1,5% rispetto a un anno fa.

[Chart]

E si certo, gli straordinari profitti delle aziende finiscono tutti in dividendi, bonus e buyback a favore di quattro gatti già stramiliardari e qualche idiota si chiede ancora come mai l’inflazione è morta!

Oggi i dati sull’occupazione, senza dimenticare…

E alla Federal Reserve o in giro per il mondo, fior, fior di economisti si chiedono ancora oggi, perchè i consumi non ripartono!

Gli stipendi medi in realtà, in America, sono diminuiti in sette degli ultimi undici anni!

Nel fine settimana, linee Maginot che tengono e linee Maginot che vengono aggirate o sfondate, il Vostro Macchiavelli ha pronto un manoscritto inedito nella forma e nei contenuti, per tutti coloro che sostengono liberamente il nostro viaggio!

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20 commenti Commenta
ilcuculo
Scritto il 5 maggio 2018 at 19:09

Mi sfugge per chi si dovrebbe votare ? Purtroppo qui Trump non lo abbiamo, per portare anche in Italia il buon vento del cambiamento dobbiamo accontentarci di Salvini e Di Maio che effettivamente di voti ne hanno presi parecchi….

    icebergfinanza
    Scritto il 6 maggio 2018 at 01:05

    Appunto, a questo giro si prova così!

puntosella
Scritto il 6 maggio 2018 at 15:27

Quando indossi la maglia dei colori del capitale non ha importanza
se ciò che scrivi è spazzatura, l’importante e che tu giochi
come e nel ruolo che l’allenatore ti spiegato…
complimenti Mr Fubini, non per niente lei fa parte della squadra
internazionale di Mr. Soros….. e gli itagliani che pagano
il costo del corriere della sera per essere disinformati
dalle sue “verità”. complimenti, lei riesce a prenderli per il *ulo
e farsi anche pagare.

*********************************
Ma fermiamoci un attimo, spostiamo lo sguardo un po’ più in là. Basta un colpo d’occhio agli sviluppi di queste ore nel sistema finanziario internazionale per capire chi siamo noi italiani e dove viviamo. Due giorni fa la banca centrale argentina ha dovuto alzare i tassi d’interesse al 40% — più 13% solo nell’ultima settimana — e per una volta non si può neanche dare la colpa ai politici locali. Il leader oggi è Mauricio Macri, un ingegnere di origini calabresi che mantiene il Paese su una rotta di buon senso, riforme e prudenza. Ma negli Stati Uniti i tassi d’interesse stanno salendo, perché la Federal Reserve continua ad alzarli e la riforma fiscale di Donald Trump produrrà migliaia di miliardi dollari di debito in più. I grandi flussi di capitali tornano verso i titoli di Stato americani perché rendono e renderanno sempre di più, quindi iniziano a uscire dai luoghi più rischiosi e fragili del mondo. Di qui il crollo del peso argentino e il disperato tentativo delle autorità di fermare la fuga dei capitali.

… qui sotto il link per leggere … chi ne ha voglia tutto l’articolo.

https://www.corriere.it/opinioni/18_maggio_06/drammatica-lezione-dell-argentina-chi-contro-l-euro-bcd94bda-5090-11e8-b1fd-5e018169feec.shtml?refresh_ce-cp

    icebergfinanza
    Scritto il 6 maggio 2018 at 19:05

    Grande Puntosella, grande!

puntosella
Scritto il 6 maggio 2018 at 16:22

Guarda tu per chi lavora Federico Fubini, giornalista del corriere della sera.

La stampa è indipendente, la stampa è libera, la stampa vi dice la verità, si come no !

La Stampa è libera dalla verità ed è al servizio del potere, da cui accetta compensi e posizioni.

Prendiamo un giornalista a caso, di un giornale a caso: Federico Fubini , del Corriere della Sera, il giornale “Della Borghesia” italiana, quella più elitista, progressista ed europeista.

Qualche carica che ricopre Federico Fubini? Ecco qui:

Fubini è nel board dei consiglieri di Open Society Europe, il ramo europeo dell’associazione di Soros molto discussa per le sue posizioni politiche antinazionali ed il suo aperto appoggio all’immigrazione dall’Africa.

Quindi quando leggerete certe posizioni del “Corriere della Sera”, ne conoscete l’origine.

sd
Scritto il 6 maggio 2018 at 20:46

pun­to­sel­la@fi­nan­za,

Non ho avuto il tempo di leggere tutto l’articolo in questione, purtroppo oltre ai soldi manca anche il TEMPO per fare tutto quello che si vorrebbe……non sò voi.

Non sono un esperto ma non credo che sia tutto così semplice, come mai in Giappone non succede la stessa cosa? Come mai dal Giappone non “fuggono” i capitali? se ci sono mai stati.
Probabilmente non è una semplice questione di soldi e di capitali.

SD

aorlansky60
Scritto il 7 maggio 2018 at 08:01

Il QE era stato annunciato dal board BCE come strumento per aumentare l’inflazione in €urozona, almeno questa è la storiella che M.Draghi illustrò a fine FEB2015 in conf. stampa… l’avrò già scritto in precedenza più volte, ma questa non è altri che “uno specchietto per le allodole” dato che a loro l’inflazione sembra non interessare (e nemmeno preoccupare) più di tanto, nonostante che di fronte ai microfoni non cessino di parlarne in termini preoccupati, forse per cercare di far credere a stampa e opinione pubblica un messaggio completamento diverso da quello che realmente pensano;

guardando cosa ha effettivamente apportato il QE in termini positivi per chi riesce a farne buon uso,

c’è da dire che

la Germania riesce a finanziare il proprio debito pubblico a costo ZERO visto i rendimenti del bund (a ZERO o addirittura negativi),

e

la Francia quasi a costo ZERO come la Germania, visto che lo spread dei titoli di stato FR è minimo in confronto al bund di riferimento DE;

la controparte come prezzo da pagare è che il QE ha portato all’azzeramento dei rendimenti, con le banche europee che ormai possono contare su margini di profitto minimi, UN ELEMENTO CRITICO se legato agli NPL che sono lievitati [fino a raggiungere la cifra di 1000 mld in ambito EU] in conseguenza della crisi economica, ma evidentemente questo prezzo da pagare sta tutto sommato BENE ai quartieri [alti] di chi decide [BIS e BCE] le politiche economiche in ambito Europeo, compresi i vertici politici/economici dei principali Paesi decisionali coinvolti, GERMANIA e FRANCIA;

quindi, alla faccia di Weidmann e di Schauble che periodicamente si esprimono in termini negativi verso il QE (evidentemente altro specchietto per le allodole) per la DE la situazione attuale (per come essa è stata trasformata dagli effetti del QE) FA’ INDUBBIAMENTE MOLTO COMODO. E possono continuare ad andare avanti con questa modalità per molto tempo ancora, naturalmente sempre criticandola fortemente(…) altrimenti non sarebbe credibile [agli occhi dell’opinione pubblica sprovveduta e della stampa becera].

puntosella
Scritto il 7 maggio 2018 at 08:13

sd@​finanza,

1) Secondo le stime del Fmi in cima alla classifica dei paesi con
il debito pubblico più elevato rispetto al Pil c’è il Giappone
— negli ultimi due anni il debito pubblico giapponese è arrivato
a quasi 7.500 miliardi di euro

2) La Banca centrale acquista un’enorme quantità di titoli pubblici
emessi dal governo, quindi relativa immissione di liquidità nel mercato.

3) Con la moneta sonante fornita dalla banca centrale il governo ha
finanziato grandi e piccole opere.

4) In Giappone la disoccupazione (dati novembre 2017) è al il 2,7%,
tornata ai livelli del 1994

5) Secondo i soloni dell’ordoliberismo, la politica economica e monetaria
seguita dal Giappone, avrebbe dovuto causare un disastro economico
e sociale, tra cui un’inflazione fuori controllo come conseguenza del
deprezzamento dello yen e dunque il default giapponese. Invece…

6) …. l’inflazione è ancora vicina allo zero ( 0,6% a fine 2017).

7) Lo yen è considerato una delle valute forti del pianeta e cresce addirittura
la quota di titoli di stato acquistati da investitori stranieri anche se
rappresentano una percentuale minuscola(1,7%), poiché la politica non
vuole essere condizionata da questi “investitori esteri”.

8) Con la disoccupazione al il 2,7%, l’industria denuncia una scarsità di
forza-lavoro ma a differenza di altri paesi il Giappone di migrante non
ne vuole sentire parlare e non c’è ombra di clandestini, anche se la sua
popolazione ha un tasso di anziani maggiore di quello italiano ed anche
se la natalità è ai minimi storici. … forse sarà – penso io – un bene in
futuro per un territorio sovra popolato in rapporto Abitanti\Km2.

9) Prodotto interno lordo giapponese a fine 2017 ha segnato un + 2,5%.

10) Il Governo e la Banca centrale non hanno intenzione di porre fine alla loro
politica monetaria espansiva.

11) «Il governo guidato dal premier Shinzo Abe ha gia’ preparato la bozza di una nuova
manovra di stimolo all’economia di un importo fino a 2mila miliardi di yen (circa
17 miliardi di dollari), finalizzata soprattutto a migliorare i servizi alle famiglie e
a ridurre gli oneri scolastici».
12) il Giappone ha una bilancia commerciale positiva ed accumula valuta straniera
che rinveste acquistando titoli ed attività commerciali ed industriali all’estero.

13) detiene titoli di debito pubblico americano per oltre mille miliardi di dollari.
(1.148 miliardi alla data di Giugno2016).

14) Bilancia commerciale in attivo e Banca centrale che acquista a piene mani il debito
pubblico governativo fanno del Giappone un paese SOVRANO a differenza dell’Italia
che non lo è più dal 1981.

************************************************************************************************
Come è possibile tutto questo? Perché il Giappone – inteso come classe dirigente –
a differenza di altri, conosce i fondamentali dell’economia e cioè come funziona
la moneta in uno stato sovrano.

Il debito pubblico giapponese è per il 98,6% tutto sottoscritto internamente
da persone o istituzioni finanziarie giapponesi e ZERO ASSOLUTO in valute estere.

Classifica dei paesi più indebitati in rapporto al PIL

1. Giappone – 239,2%
2. Grecia – 181,3%

5. Italia – 132,6%

13. Stati Uniti – 107,4%
14. Belgio – 105,5%

16. Spagna – 99.3%

Come vedi il problema non è il debito pubblico, ma la mancanza
di sovranità monetaria e SOPRATTUTTO la nostra classe dirigente
asservita agli interessi stranieri, per cui essendo anche il Giappone
una colonia USA&GETTA almeno lì hanno avuto la forza, il coraggio
e le menti di non cedere MAI alle lusinghe ordoliberiste.

aorlansky60
Scritto il 7 maggio 2018 at 08:23

@ Puntosella

come mai in Giappone non succede la stessa cosa? Come mai dal Giappone non “fuggono” i capitali?

ciao Puntosella,

ti piace vincere facile eh ?? (detto in modo scherzoso da parte mia) ;-) :-)

citanto il Japan parli della TERZA POTENZA ASSOLUTA su scala mondiale in fatto di PIL (seconda solo a USA e China); già questo dovrebbe costituire un fattore di garanzia per il suo indubbiamente ELEVATO livello di DEB PUBBL (250% in rapporto al proprio PIL),

ma sul Giappone c’è ben altro ancora da dire :

il GIAPPONE è un Paese FORTEMENTE TECNOLOGICO, credo il più avanzato tecnologicamente al mondo su campi di applicazione per uso civile, strapieno di società legate a componentistica tech con un know-how solidissimo e all’avanguardia assoluta
ormai da molti decenni (negli anni ’70 ero felice possessore di un giradischi a trazione diretta prodotto dalla HITACHI, ebbene nel candore dei miei allora 18anni non sapevo che la HITACHI progettava e realizzava non solo hi-fi, ma anche reattori nucleari, passando per tutta un altra serie vastissima di altri settori applicativi, ed ho solo citato una delle tante società Giapponesi di alto livello…), roba da fare invidia a tutto il mondo, tedeschi compresi,

ma c’è ancora dell’altro :

il Giappone POSSIEDE la sua divisa (¥en), POSSIEDE la propria BANCA CENTRALE, che acquista ormai la totalità del proprio debito pubblico, il quale è quasi totalmente in mano di Banche e cittadini giapponesi,

ecco perchè in fatto di elevato livello di DEB PUBBL il Giappone non interessa [e non spaventa e non preoccupa ] nessuno al mondo esterno.

puntosella
Scritto il 7 maggio 2018 at 12:57

Araba fenice arrivata sul PUNTOSELLA settimanale 12896…
demarcazione di linea di trend……..

short con minimo rischio utilizzando stop ravvicinato.

qui sotto 2 grafi…

puntosella
Scritto il 7 maggio 2018 at 13:03


Qui andamento sul Tick by Tick…

aorlansky60
Scritto il 7 maggio 2018 at 14:07

@ Puntosella post 08:13

Complimenti; esposizione dati DA MANUALE. :-)
(devo avere qualche strano problema sw con il mio browser, dato che me l’ha reso visibile solo dopo le 13:00)

Apprezzabile in particolare la conclusione : “il problema non è il debito pubblico, ma la mancanza di sovranità monetaria e SOPRATTUTTO la nostra classe dirigente asservita agli interessi stranieri, per cui essendo anche il Giappone una colonia USA&GETTA almeno lì hanno avuto la forza, il coraggio e le menti di non cedere MAI alle lusinghe ordoliberiste.” perchè corrisponde a verità storica assoluta.

puntosella
Scritto il 7 maggio 2018 at 14:47

Stoppato lo short aperto in precedenza e si attende che si posizioni
sotto il valore di 12.896 e soprattutto che sia sotto la traiettoria pesata
che proviene dai MINIMI di OGGI,….. altrimenti si attende che raggiunga.

Per oggi è tutto.

i 2 valori “punto di equilibrio discendenti” su barra MESE posti tra 12.962 e 12.970

stanziale
Scritto il 7 maggio 2018 at 20:36

puntosella@finanza,

Immenso Puntosella….STANDING OVATION !!!!!!!!!

sd
Scritto il 7 maggio 2018 at 20:42

pun­to­sel­la@fi­nan­za,

aor­lan­sky60,

Mi sembra che avete spiegato bene dove stà il problema. Non è un semplice problema di fuga di capitali o di debito pubblico, i fatti lo dimostrano.

Ci sono paesi….senza fare nomi……. in cui buona parte della classe politica, dei burocrati di stato e dei dirigenti dei poteri (Legislativo, Esecutivo e Giudiziario), dello stato sono come Giuda (naturalmente non tutti)………….si sono venduti per 30 denari.

Comunque personalmente mi dissocio totalmente e non intendo pagare per loro.

Saluti

SD

aorlansky60
Scritto il 8 maggio 2018 at 09:09

@ sd

Il Giappone rappresenta una situazione a se stante; pur con quel rapp DEB/PIL decisamente elevato, e il rapp di popolazione più anziana del pianeta sul totale dei suoi cittadini (120 mln di anime) i dati minuziosamente elencati da Puntosella rappresentano la PIU’ FORTE GARANZIA che il Japan è in grado di vantare, motivo per il quale, come debito, esso non desta alcuna preoccupazione al di fuori dei propri confini.

Ma c’è un altro punto che vorrei sottolineare questa volta allargando il ragionamento ai principali Stati sovrani maggiormente industrializzati sulla faccia della Terra :

Japan = 1 Stato Sovrano per 1 divisa sovrana proprietaria per 1 Banca Centrale

China = 1 Stato Sovrano per 1 divisa sovrana proprietaria per 1 Banca Centrale

USA = 1 Stato Sovrano per 1 divisa sovrana proprietaria per 1 Banca Centrale

UK = 1 Stato Sovrano per 1 divisa sovrana proprietaria per 1 Banca Centrale

UE = 27 Stati Sovrani ognuno dei quali con la propria fiscalità e con la propria capacità decisionale governativa riuniti sotto 1 divisa NON PROPRIETARIA per 1 Banca Centrale autoreferenziale, indipendente dai 27 Stati membri.

Il saggio dice che “quando una cosa è complicata e via via più complessa, essa è assai difficile da mantenere in ordine affinchè funzioni bene.“;

ora, tra i 5 casi che ho elencato, risulta evidente quello gravato dalla maggiore complessità e quindi con la maggiore probalità di NON FUNZIONARE APPROPRIATAMENTE.

ilcuculo
Scritto il 8 maggio 2018 at 12:49

ice­berg­fi­nan­za:
Ap­pun­to, a que­sto giro si prova così!

Facciamo un altro giro ?

    icebergfinanza
    Scritto il 8 maggio 2018 at 13:40

    Tieniti forte, è finito il tempo dei giretti istituzionali!

ilcuculo
Scritto il 9 maggio 2018 at 19:24

ice­berg­fi­nan­za,

per quanto non sia facile … credo che si possa peggiorare….

    icebergfinanza
    Scritto il 10 maggio 2018 at 06:48

    Dipende dai punti di vista, i tuoi li conosco. Stai sereno e osserva. Ciao Andrea

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