WALL STREET:TRADE WAR!

Scritto il alle 07:27 da icebergfinanza

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Mentre i mercati americani cercano disperatamente di attuare il rimbalzo del gatto morto per allontanare per qualche giorno l’abbattimento traumatico della propria media mobile a 200 giorni, sia nella versione esponenziale che in quella normale, noi in religioso silenzio ascoltiamo quello che ha da dirci la nostra più preziosa guida.

Possono inventarsi quello che vogliono, colloqui ad oltranza per evitare la guerra commerciale ma il danno tecnico è rilevante e l’economia globale sta per planare in una nuova recessione…

Lacy Hunt: the Pylons Supporting the Overall Economy Are Eroding 

“Continuare a fare affidamento sul debito, il fattore di indebitamento della produzione, farà scattare la legge dei rendimenti decrescenti, uno dei concetti più importanti in economia. E quindi il gioco finale di cercare di usare il debito per risolvere i nostri problemi economici, in definitiva, produrrà risultati ancora peggiori e si stanno già cominciando a vedere alcune proposte in direzione della prossima crisi, ci saranno massicci aumenti del debito, provando a finanziarlo in qualche modo attraverso il Tesoro, chiedendo alla Federal Reserve di finanziarlo. Ma ciò non nega il fatto che il capitale di debito è un fattore di produzione e il suo uso eccessivo si tradurrà in una diminuzione della produttività marginale del debito e nella stagnazione dell’attività economica … Non possiamo continuare lungo il sentiero del debito elevato e non possiamo certo esacerbarlo impegnandoci in guerre commerciali … “

A proposito di guerre commerciali, mentre a Wall Street provavano ad allontanare il fantasma della media mobile, nella notte altri bombardamenti commerciali tra USA e Cina aspettando quelli con l’Europa…

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Wall Street spera che Usa e Cina evitino una guerra commerciale

Nel briefing con la stampa, Sanders ha fatto capire che la prima e la seconda economia al mondo avranno “un paio di mesi” per negoziare ed evitare una guerra commerciale tanto temuta dai mercati. In riferimento al sell-off iniziale registrato a Wall Street, che ha poi saputo rimbalzare con forza scommettendo in trattative di successo tra Pechino e Washington, Sanders ha detto che “dolori di breve termine” sono il prezzo da pagare per “un successo di lungo termine”.

Le sue parole sono giunte all’indomani della pubblicazione da parte dell’amministrazione Trump di un elenco di 1.300 prodotti cinesi su cui intende imporre dazi del 25% per un valore complessivo di importazioni di 50 miliardi di dollari l’anno; Pechino ha subito reagito proponendo dazi del 25% su 106 tipologie di articoli Usa aventi lo stesso valore; tra di essi ci sono anche le auto e i semi di soia. America 24Immagine correlata

Ieri Ross, il segretario al commercio e alcuni esponenti dell’amministrazione Trump hanno provato a rassicurare i mercati, vedrete troveranno un accordo, si quello che vuole Donald, ovvero non ci sarà alcun accordo.

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Se la Cina metterà in pratica la sua minaccia, Boeing e l’intero settore automobilistico collasseranno, compresa la Daimler e i produttori tedeschi di auto sul suolo americano.

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Ieri una serie di dati tutti in declino in arrivo dall’economia americana, produzione e indici ISM, ma siamo solo all’inizio. Ma torniamo al nostro Lacy…

 … Ricorda quello che mostra il mio lavoro, che i mercati dei cambi più lungimiranti sono i mercati valutari e quando i mercati valutari sono convinti che l’economia americana si sta indebolendo, il dollaro si riorganizzerà e poco dopo vedrete le obbligazioni migliorare notevolmente. È una specie di contro-pensiero intuitivo, ma è così che funziona il mondo. I mercati dei cambi sono molto lungimiranti e indicheranno il modo in cui … Se il dollaro sta cercando trovare un suo minimo adesso, quello che credo stia avvenendo, questo è un segno importante e il cambio del dollaro,(…), ci sono segnali intermittenti perché l’intera economia non si muove insieme, ma stanno iniziando a mostrare una tendenza più debole in generale, e abbiamo il … collasso nella crescita dell’offerta di moneta, crescita del credito bancario, appiattimento la curva dei rendimenti, e una velocità molto bassa della circolazione del denaro, e queste sono forze potenti e consequenziali e quando si osservano nella loro totalità, le basi, i piloni che sostengono l’economia globale si stanno sgretolando, erodendo … “

In questi mesi, in molti hanno continuato a sostenere che in caso di guerra commerciale, la Cina si sarebbe disfatta dei titoli di Stato americani, un gregge di ignoranti, analisti superficiali, editorialisti e giornalisti pappagallo che ripetono sempre e solo le stesse cose…

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China’s vice finance minister dismisses talk of selling US Treasurys in …

I continui acquisti della Cina che non finiranno certo domani, servono per finanziare il crescente deficit di bilancio, le baaaaaaaaasi Signori miei, le basi dell’economia, insegnatele a questi ignoranti che scrivono e pontificano ogni giorno, rivolgendosi ad un gregge di pecore che esegue fedelmente.

… Se dovesse interrompere i suoi acquisti di titoli, i tassi di interesse governativi potrebbero salire alle stelle, così come aumentare i tassi di finanziamento per i consumatori e le imprese.

Le speculazioni sul debito di proprietà cinese abbondano grazie ad alcuni messaggi contrastanti. Martedì notte, l’ambasciatore cinese negli Stati Uniti Cui Tiankai ha risposto a una domanda sugli acquisti di buoni del Tesoro semplicemente dicendo che “se l’altra parte fa una scelta sbagliata, non abbiamo altra alternativa che contrattaccare”.

Ma l’ambasciatore cinese è un pirla qualunque, non sa nulla delle leggi dell’economia, come la maggior parte dei politici o diplomatici.

Questa l’avete già vista nei nostri ultimi manoscritti…

Ma le parole del vice ministro delle finanze sembrerebbero mettere a riposo la speculazione. “Sia nel diritto nazionale che in quello internazionale, la Cina è un investitore responsabile”, ha detto Zhu. “Questo è quello che ha detto il Premier Li Keqiang, la vera politica del (il) governo cinese per gli investimenti del Tesoro USA”.

La prossima volta vi faremo vedere quello che accade allo yuan se la Cina decidesse di liquidare parte dei treasuries in portafoglio, ma soprattutto quello che accade ai prezzi, ovvero nulla.

Ieri anche Gundlach, il nuovo flop dei bond, ha dichiarato che è tempo di essere ribassisti sull’economia americana, stanno salendo le probabilità di un errore di politica monetaria.

Noi siamo pronti!

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13 commenti Commenta
signor pomata
Scritto il 5 aprile 2018 at 12:18

finanziariamente e forse economicamente credo di aver compreso come potrebbero andare a finire le cose.
Socialmente proprio non riesco a capire come potrebbe finire.
OK il debito è il sistema che usano per paventare una parvenza di crescita economica.
Ma se esiste un debito esiste ovviamente un credito e chi ha oggi questo credito?
La faccenda ho la vaga impressione che sia squisitamente politica o meglio morale e etica.
Continuando cosi le cose miliardi di persone rimarranno senza reddito e qualche migliaio avranno capitali cosi ingenti da poter possedere stati interi.
Cosa che non escludo perche il mercato oramai consente tutto, tutti e tutto è in vendita.
Tutto viene prezzato e mercificato.
Se realmente quello che si paventa accadesse , socialmente la questione diventerebbe ingestibile.
Immaginate strade completamente in dissesto, sanità solo con prestazioni a pagamento ultrasalate e accessibili a pochi, scuole private, servizi elettrici, idrici e di riscaldamento tutti gestiti da privati a pagamento con card ricaricabili.
Le persone odierne, noi saremmo disposti a prenderci questo senza alzare un dito?
Se la risposta è si siamo destinati a scomparire con un rantolo.
Se il capitano ha ragione la civiltà per come la intendiamo è praticamente finita e si torna da dove eravamo partiti.

noldor
Scritto il 5 aprile 2018 at 14:58

@ signor pomata

Acqua, luce e gas sono già gestiti da privati e a pagamento, le strade hanno già molte buche anche se dire che sono in dissesto è esagerato. Quanto alla sanità e alla scuola non verranno privatizzare tutte di botto ma gradualmente o in alternativa verranno tagliati i fondi e diventeranno via via più scadenti. Un’elevata disoccupazione e un elevato numero di Italiani sotto la soglia di povertà diventeranno cronici. Per evitare tutto questo ci vorrebbe un grosso salto di qualità da parte della nostra classe politica.

alexandersupertramp
Scritto il 5 aprile 2018 at 15:16

Il ciclo economico volge al termine e gli interventi di Trump & Co. non possono far altro che accelerarlo. Gli effetti collaterali a livello finanziario temo non saranno di poco conto anche se indovinarne la portata è difficile.

john_ludd
Scritto il 5 aprile 2018 at 15:37

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

La gente dovrebbe porsi le domande giuste se vuole delle risposte. Per esempio un cittadino del paese X che non si accontenta di vivere del sogno di qualcun altro ed è psicologicamente in grado di affrontare le cinque fasi dell’elaborazione del lutto (*) potrebbe iniziare da queste:

A1) Dati i valori attuali del tasso di natalità e mortalità, quale sarà la popolazione autoctona (cioè quella depurata dall’effetto dei generalmente assi più prolifici emigrati) tra 25, 50, 75 anni?
A2) Poiché i modelli demografici sono estremamente solidi se i dati demografici storici sono affidabili (come nei paesi OCSE) e le dinamiche estremamente lente nel mutare, la risposta alla domanda precedente è compatibile con crescita economica, pensioni, servizi e quanto altro viene considerato come assodato o al più solo soggetto a decisioni politiche interne?
B1) Poiché l’economia è una trasformazione di energia in beni e servizi l’analisi dei flussi energetici è fondamentale. Quanta dell’energia consumata viene prodotta nel paese e quanta viene importata?
B2) I flussi saranno stabili nei prossimi decenni o ci sono rischi che possano venire compromessi per ragioni di scarsità o per un acuto evento esogeno?
B3) Quale parte dei flussi importati può essere sostituita da produzione interna, in che modo, in quali tempi, con quali costi?
C1) Il paese X è autosufficiente da un punto di vista agricolo? L’autosufficienza piena pretende che anche le fonti energetiche per la produzione siano auto prodotte.
C2) Qual’è la superficie arabile pro/capite e la quantità di cereali per ettaro prodotti? E’ infatti intuitivo che per mantenere un certo numero di abitanti con cibo auto prodotto servono sia una quantità di terra adeguata che una eccellente efficienza.
C3) Da dove viene l’energia per il funzionamento del settore agro/alimentare, è sicura, è stabile?
C4) Il paese X è autosufficiente in modo sostenibile per ciò che riguarda le risorse idriche? Ovvero le risorse consumate ogni anno vengono ricostituite dalle precipitazioni oppure no? Ci sono differenze marcate tra le varie regioni del territorio del paese X?

Il concetto di capacità di carico di un territorio è fondamentale per comprendere dove siamo diretti con probabilità 100%.

https://en.wikipedia.org/wiki/Carrying_capacity

(*) Il modello elaborato dalla psichiatra Elisabeth Kübler Ross è stato poi esteso a tutti i casi dove si verifica il crollo di un investimento emotivo portante come la fine di un matrimonio, la morte di un coniuge/figlio, il fallimento della propria attività, il crollo della società cui si appartiene.

https://it.wikipedia.org/wiki/Elisabeth_K%C3%BCbler_Ross

gnutim
Scritto il 5 aprile 2018 at 15:59

condivido pienamente quello che pensa Andrea sul debito Usa in mano a Pechino. Se vendessero a man bassa treasury lo yuan si rafforzarebbe così tanto da bloccare le esportazioni del biscione.
Inoltre mi vien da pensare che Trump abbia lanciato ora la sua controffensiva commercaile perchè ha appena messo Powell alla Fed, ovvero un fedele pronto a far ripartire il QE se la Cina liquidasse Treasury, facile no?

sd
Scritto il 5 aprile 2018 at 20:26

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

La descrizione che hai fatto somiglia molto all’economia di qualche paese Africano, così almeno mi raccontano amici che lavorano e vivono là !!!, si paga tutto in anticipo.
Socialmente parlando……invece…….auguri e buona fortuna a voi.

SD

stanziale
Scritto il 6 aprile 2018 at 07:45

Una notizia surreale…http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2018/4/6/TERREMOTO-L-AQUILA-Le-cartelle-esattoriali-della-Ue-sulle-ferite-e-i-morti-di-un-popolo/814993/

@john ludd-caro John, parli di indipendenza agricola ed energetica. Solo a mettere il naso fuori della finestra, prende lo sconforto. Eravamo 60 milioni prima, quando l’economia andava bene, troppi. Ora nella mia citta 3 su 4 sono extracomunitari che spesso lavorano irregolarmente (i cinesi) oppure sono a zonzo per strada. Non so’ se saremo 100 milioni o li avremo superati…me ne fotto delle statistiche dell’istat, basta andare a giro e saper contare, magari fino a cento…non dimenticando che molti che sembrano italiani magari sono slavi, albanesi, romeni. Di energia non c’e’ mai stato verso di parlarne in questo disgraziato paese. L’agricoltura non era cosi’ male, ma ora e’ stata distrutta dalle cure amorevoli di francia e germania e del relativo codazzo dei piddioti servi e parte di forzitalioti. Molti campi ora sono incolti, tempo fa avevo postato un articolo che diceva che la produzione di barbabitole da zucchero era passata da 10 a 1 a favore, inutile precisarlo, della francia . Ora pero’ non sara’ con politiche piu’ sovraniste aventi come prospettiva un futuro ritorno alla lira e ripartenza di industria agricoltura sulla base di una moneta al passo con l’economia e CON I PREZZI CHE DEVONO ESSERE DECISI DAL CONTADINO, NON DA MONSANTO. No, il reddito di cittadinanza (per gli immigrati) sistemera’ tutto.
Be’, una crisi finanziaria mondiale devastante, con blocco del poco che funziona ancora, tra un po’ rischia di portarci al cannibalismo, probabilmente come pietanza.

john_ludd
Scritto il 6 aprile 2018 at 12:29

stan­zia­le@fi­nan­za,

è quasi un anno che non passavo di qui, volevo solo verificare se questi temi, che sono quelli che davvero decidono, sono oggi più avvertiti dalle persone e dai loro opinion maker di riferimento. La risposta è no, anzi meno di ieri, sempre meno. Si preferisce baloccarsi su stramberie tipo dove salvare i propri risparmi immaginando di poter prevedere il futuro a 30 anni quando Gesù Cristo dotato di super poteri non è stato capace neppure di prevedere il suo. E’ il senso di impotenza assoluta, la soverchiante forza di un mondo che procede casualmente perché non esiste (ne è mai esistito) alcun pilota e che quando imbocca la direzione della discesa lo fa molto più velocemente di quando sale. L’impossibile di agire genere depressione e angoscia. Follia collettiva che precipita in isteria, da una parte e dall’altra. Mancanza del senso del tempo, di godere di quel che si ha oggi. Vedi, il 50% degli italiani ha oltre 44 anni ma chi legge blog di opinione come questo ne ha probabilmente più di 50, perché chi ha meno di 25-30 anni si frantumano il cervello su FB mentre i pensionati che hanno tanto tempo sono più curiosi e attivi e scorazzano su internet. Ma superati i 50 anni il lungo termine non esiste più, al massimo c’è il medio ma affetto dagli effetti di quella malattia degenerativa e mortale nota come vecchiaia. La probabilità di ammalarsi di cancro per un adulto di 50 anni nei successivi 25 è del 30% eppure egli si dedica alacremente a immaginare dove saranno i suoi risparmi tra 30 anni. Come definire quello che siamo diventati ?

john_ludd
Scritto il 6 aprile 2018 at 13:03

gnu­tim@fi­nan­za,

“Se vendessero a man bassa treasury lo yuan si rafforzarebbe così tanto da bloccare le esportazioni del biscione.”

e questo è un male per un paese che ha ambizioni planetarie e che è un importatore di materie prime energetiche o è quello che vuole ? la moneta forte non è stato per secoli lo strumento sul quale sono stati costruiti gli imperi ? perché le elite occidentali attuano politiche fiscali e monetarie a difesa del valore della loro moneta (anche a scapito di un interesse più diffuso) ? Le riserve in TSY della Cina sono le stesse oggi di 8 anni fa, nel frattempo il paese ha maturato 2 trilioni di dollari di avanzo. Dove sono ? Il fatto che il dollaro sia moneta di fatturazione globale presenta vantaggi per chi la detiene solo per un certo periodo. Lo aveva intuito Keynes ma allora gli USA erano i primi creditori al mondo e valutarono che avere la moneta di riserva era uno strumento di potere irrinunciabile per chi aveva a quel punto ambizioni di dominio globale. Triffin vi ha costruito il suo celebre dilemma. Ma quando i tuoi creditori sono pieni di dollari e li possono spendere in qualunque paese del mondo in quanto moneta universale mentre tu che sei un debitore non lo puoi fare perché li hai ceduti al tuo nuovo nemico non puoi più vincere, puoi al massimo impegnarti a far perdere tutti. Gli USA possono difendere i propri mercati OPPURE la propria valuta, non tutti e due. Oggi è solo geopolitica ma quando una classe politica ammette che il valore del mercato azionario è il barometro dell’economia e della forza della nazione si espone a culo nudo alla ritorsione degli altri.

ndf
Scritto il 6 aprile 2018 at 14:10

john_ludd@finanza,

Bentornato.
potremmo provare con queste parole…
«Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi.. perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.» (Dalai Lama)

john_ludd
Scritto il 6 aprile 2018 at 14:15

Colleziono ancora alcuni di questi link, poi dopo un anno li cancello, vengono poi sostituiti da nuovi segnali di follia collettiva. E’ un mondo di folli dove gli investimenti sono ancora condotti verso business ad altissimo contenuto di consumi di energia fossile. In India costruiscono migliaia di km di strade mentre non sono neppure partiti nella ricostruzione della vetusta, lenta, mal-funzionante rete ferroviaria costruita dagli inglesi su binari a scartamento ridotto quando gli indiani erano 1/4 di quelli di oggi. In Australia puntano tutto su carbone e gas pur avendo opportunità uniche nell’eolico e nel solare. E veniamo alla Boeing citata nel post e ai link riportati. Sembra che l’élite di ogni paese sia convinta al 100% di poter continuare anzi recuperare il modello di sviluppo dei tempi passati in opposizione totale al 100% dei propri stessi scienziati. La gente comune non può essere ben informata, perché si dedica a mantenere la propria famiglia, lavora per tenere in piedi le nazioni e per alimentare la speranza di un futuro migliore, non è ai popoli che si può chiedere il miracolo, non sanno e non possono sapere. Questo sarebbe il ruolo degli intellettuali e delle élite che godono durante la loro vita di così tanti privilegi. Se essi falliscono nel guidare come da decenni ormai è difficile guardare al futuro con ottimismo.

https://www.cnbc.com/2018/01/09/boeing-caps-2017-with-record-deliveries-backlog.html

https://www.reuters.com/article/us-trump-asia-china-deals-boeing/boeing-signs-deal-to-sell-300-planes-worth-37-billion-to-china-idUSKBN1D91BZ

john_ludd
Scritto il 6 aprile 2018 at 16:29

ndf@​finanza,

è perché ho l’influenza, tosse e roba giallo verde e sono chiuso in casa, speravo di averla scampata quest’anno e invece… ennesima dimostrazione su piccola scala che non controlliamo un fico secco. Dovrebbe passare rapidamente, tra 15 giorni parto per una spedizione in uno dei luoghi più remoti del pianeta e laddove è manifesto che non c’è niente da controllare e niente cui pensare, dovendo solo vivere, starò benissimo, poi quando torno la solita micidiale combinazione di noia e impotenza circondato da persone più volenterose e meno annoiate ma altrettanto impotenti.

PORTELLO
Scritto il 9 aprile 2018 at 11:46

Bentornato JOHN
e’ sempre bello risentire i vecchi compagni di viaggio

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