CINA TRUMP: SCOPPIA LA TERZA GUERRA MONDIALE COMMERCIALE!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

Sembra quasi che Donald si diverti ad eliminare ad uno ad uno i suoi consiglieri come birilli, soprattutto se non sono d’accordo con le sue visioni, ora è la volta di McMaster, il problema è che al suo posto come nuovo consigliere per la sicurezza nazionale hanno messo, Bolton, un guerrafondaio, uno che ama gli interventi militari, con Corea del Nord e Iran sullo sfondo non è proprio una bella notizia.

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I due signori sulla sinistra di Trump, nella foto iniziale sono Ross e Navarro,  ci riportano indietro al passato, la famigerata Smoot Hawley, Donald Trump pronto a ripercorrere sino in fondo le orme fallimentari dell’allora presidente degli Stati Uniti Hoover?

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La notizia del giorno che ha fatto affossare ieri Wall Street è la dichiarazione ufficiale di guerra commerciale nei confronti della Cina per il momento…

Trump salva la Ue dai dazi ma attacca la Cina: barriere su 60 miliardi di import

La «guerra dei dazi» entra oggi in una nuova fase potenzialmente più destabilizzante, con Usa e Cina in prima linea mentre l’Europa, per ora, è fuori dal conflitto. Donald Trump ha infatti firmato un memorandum che dà mandato al Tesoro di imporre tariffe sulle importazioni dalla Cina con l’obiettivo di combattere l’appropriazione di tecnologia americana da parte di imprese cinesi. Le misure – che colpiranno merci per un valore stimato di 60 miliardi di dollari – prenderanno di mira l’import cinese in cento categorie commerciali, dalle calzature all’elettronica, e imporranno restrizioni agli investimenti cinesi negli Usa. L’annuncio alla vigilia dell’entrata in vigore dei dazi su acciaio e alluminio, che tuttavia escludono per ora l’Unione Europea.

Per ora, se l’Europa non farà come vuole Trump, la Germania finirà molto male!

“Abbiamo appena iniziato a negoziare con l’Unione europea perché in un certo senso ha escluso il nostro Paese. Fanno scambi commerciali con noi, ma noi non possiamo farli con loro. Ci sono barriere forti, tariffe alte. Non è semplicemente giusto”.America 24

Consumatori e produttori americani pagheranno molto cara questa guerra commerciale, lo suggerisce l’analisi empirica, lo sottolinea la storia.

“Riusciremo a trovare migliori accordi commerciali, ma per ora dobbiamo prendere un provvedimento. […] Abbiamo un deficit commerciale di 504 miliardi di dollari o, dipende da come lo calcoliamo, di 375 miliardi con la Cina. Si tratta del più grande deficit commerciale nella storia del mondo. Il più grande della storia dell’umanità abbiano un enorme debito di proprietà intellettuali”. America 24

Ovviamente i cinesi non staranno a guardare…

Cina critica “unilateralismo e protezionismo” Usa

La Cina si “oppone con forza al protezionismo e all’unilateralismo commerciale degli Usa”. Lo ha detto il ministro cinese del Commercio, cos” come riferito da Nbc News, aggiungendo che Pechino “di sicuro adotterà le misure necessarie per difendere con risolutezza i suoi interessi e diritti legittimi”.

Per ora, sempre per ora!

Ross, in Usa ci aspettiamo ritorsioni da Cina ma non saranno “fine del mondo”

Gli Stati Uniti si aspettano ritorsioni da parte della Cina ma non crede che saranno “la fine del mondo”. Lo ha detto Wilbur Ross, il segretario americano del Commercio dopo l’annuncio da parte del presidente Donald Trump di nuove tariffe “da circa 60 miliardi di dollari” sulle importazioni cinesi in Usa. Secondo Ross, quei 60 miliardi rappresentano “una frazione minuscola” delle economie americana e cinese.America 24

Per ora non ci aspettiamo la fine del mondo, più o meno quello che dissero Smoot e Hawley

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… FLEXIBLE CLAUSE!

Le tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio sono sospese fino al 1 ° maggio 2018, in attesa di discussioni su mezzi alternativi soddisfacenti a lungo termine per affrontare il pericolo di compromissione della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, dice il comunicato.

I Paesi attualmente esenti da tali tariffe per un solo mese sono:

  • Argentina;
  • Australia;
  • Brasile;
  • Canada;
  • Messico;
  • i paesi membri dell’Unione Europea; e
  • Corea del Sud.

Entro il 1 maggio 2018, il Presidente deciderà se continuare a esentare questi paesi dalle tariffe, in base allo stato di avanzamento delle discussioni. L’Unione europea negozierà a nome dei suoi paesi membri.

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Il Presidente conserva ampia autorità per modificare ulteriormente le tariffe, anche eliminando le sospensioni o sospendendo altri paesi.

Nel frattempo l’Araba Fenice finisce arrosto a temperature sotto i 12.000 gradi e il trentennale americano si appresta a dare il colpo di grazia alle aspettative sull’inflazione, il momento è topico. Si sa quando inizia, ma non si sa quando finisce!

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13 commenti Commenta
giacomocambiaso78
Scritto il 23 marzo 2018 at 12:59

Caro Andrea, vorrei prima di tutto ringraziarti perche’ ti considero uno dei piu’ interessanti e divertenti editorialisti economici in circolazione. Da poco commento, ma da piu’ di un anno attendo impazientemente ogni giorno di leggere le tue piccate ed interessanti osservazioni. Aggiungo che l’ironia con cui condisci concetti dovrebbero essere noiosi per quanto interessanti mi strappa spesso qualche risata sincera, purtroppo cerdo fermamente in quasi tutto quello che scrivi e spesso tremo…
Detto cio’ vorrei porti una domanda, considera che sono un profano autodidatta, quel che so e che ho imparato e’ solo frutto di semplice quotidiana lettura condita da qualche libro. Tu continui a prevedere l’appiattimento del tasso dei T-Bond, da quello che capisco come conseguenza all’assenza d’inflazione per non dire inflazione da debiti. Al di la del fatto che un’altro editorialista che leggo con altrettanto accanito interesse, David Stockman, prevede l’esplosione dei tassi, io stesso resto perplesso sul loro andamento futuro in previsione di una probabile (imminente) correzione dei mercati, il QT della Fed, lo stesso rialzo dei tassi, il mostruoso debito USA con la sua esponenziale inarrestabile crescita e la probabile esplosione della bolla sull’obbligazionario. In parole semplici non temi che indipendentemente dalla volonta delle banche centrali, in assenza di un ritorno violento delle stampanti monetarie, tali tassi siano a forte rischio d’incontrollata improvvisa esplosione? Grazie in anticipo e cari saluti

giacomocambiaso78
Scritto il 23 marzo 2018 at 13:01

pardon, volevo dire DEFLAZIONE da debiti
gia­co­mo­cam­bia­so78@fi­nan­za,

alexandersupertramp
Scritto il 23 marzo 2018 at 14:44

Ma una guerra commerciale non avrebbe come risvolto un aumento dei prezzi e di conseguenza dell’inflazione?

icebergfinanza
Scritto il 23 marzo 2018 at 17:28

Cosi ti risponde la storia… nessuna possibilità per i tassi di salire in una deflazione da debiti!

gia­co­mo­cam­bia­so78@fi­nan­za,

icebergfinanza
Scritto il 23 marzo 2018 at 17:30

Qui quello che accadde all’inflazione e ai prezzi rispettivamente durante i dazi di Bush e la Smoot Hawley …

ale­xan­der­su­per­tramp@fi­nan­za,

Clodh
Scritto il 24 marzo 2018 at 10:48

Buongiorno, le scrivo perchè apprezzo molto il suo blog e leggo i suoi articoli sempre con molto interesse, credo infatti che lei sia una delle poche persone oneste e razionali nel mondo dell’ economia e della finanza.
Riguardo ai dazi di Trump, cosa dovrebbe fare, secondo lei, il presidente degli Stati Uniti per salvare i lavoratori americani senza ricorrere appunti ai dazi?

P.S. A me Trump ricorda per certi aspetti Gorbacev, infatti anche Gorbacev voleva salvare un unione e una visione del mondo morenti.

    icebergfinanza
    Scritto il 25 marzo 2018 at 18:39

    Sta facendo la cosa giusta solo che la fa nel modo sbagliato e nel momento sbagliato alla fine di un ciclo economico mondiale come accade durante la Grande Depressione. Seguiamo l’evolversi della situazione sarà difficile nel breve ma non è detto che sia positivo per il medio termine. Noi invece torniamo a glocalizzare la nostra economia ripartiamo dai distretti e dalla cooperazione con la giusta dose di protezionismo Basta olio tunisino o arance del Marocco o latte e formaggio tedesco basta!

luigiza
Scritto il 24 marzo 2018 at 17:11

>> il momento è topico. Si sa quando inizia, ma non si sa quando finisce!

No, non si sa il quando ma il come finirà dovrebbe esservi ormai chiaro, sempre che non siate come quelli della generazione passata che negli anni ’30 del secolo scorso credettero che a loro non poteva succedere.
Ed invece successe e molti di loro fecero la fine dell’Araba Fenice

noldor
Scritto il 25 marzo 2018 at 10:17

Anche il Dow si è portato sotto i minimi “post mini-crollo” di febbraio, al livelli di novembre, stessa cosa lo S&P, resiste meglio il Nasdaq.

laforzamotrice
Scritto il 25 marzo 2018 at 21:34

icebergfinanza,

https://www.lacucinaitaliana.it/news/in-primo-piano/olio-extravergine-d-oliva-quello-italiano-sempre-piu-introvabile/
E non parliamo di prezzi, vero? immaginando che la qualità sia (lo diciamo noi) cosi eccelsa molti prodotti importati servono a coprire la richiesta, (vedi cosce di maiale per prosciutti) ma a noi italioti piace fare sempre le povere vittime. Ridicoli.

    icebergfinanza
    Scritto il 26 marzo 2018 at 06:48

    Quando avrai finito di scrivere fesserie dimmelo… Una situazione di emergenza contingente come quella non giustifica l’ invasione di prodotti di bassa qualità come è avvenuto negli ultimi anni. Ridicolo sarai tu e la tua smania di predicatore e moralista

aorlansky60
Scritto il 26 marzo 2018 at 09:19

@ Laforzamotrice

Oltre che “predicatore moralista” [come ti ha definito l’intervento prec.te], di mio aggiungo : patetico.

In un mondo organizzato attraverso STATI SOVRANI, la logica strategica che ne scaturisce [per quanto riguarda i RAPPORTI tra le NAZIONI] non è tanto di cooperazione (questa si vede solo nei momenti di “vacche grasse” pur senza abbassare il livello di guardia e di diffidenza reciproca) ma di lotta per la sopravvivenza (soprattutto in tempi come quelli attuali di “vacche magre”) e di contesa per il dominio.

Sulla faccia della Terra È sempre stato così, fin dai primi imperi della “mezzaluna fertile” – Egitto Israele Siria Mesopotamia – 5000 anni fà,

passando successivamente attraverso l’evoluzione socio/politica [compresa l’evoluzione TECNOLOGICA] dei vari regni che si sono avvicendati nel vecchio Continente,

ed È esattamente quello che stà avvenendo nel mondo attuale globalizzato, e su scala più ridotta in EU dove lo Stato più forte (la Germania) fà prima i propri interessi (deve farlo : è nella natura logica del dominio) imponendo il proprio dictact ai paesi più deboli; 30anni fà [e oltre] non lo poteva fare (anzi doveva subire la forte competizione dell’Italia su manifattura da export) ora invece si, dopo la costituzione della UE e l’adozione dell’€uro.

Trattandosi della Germania il concetto è ancora più evidente e facile da comprendere : è dal 1870 (1ma guerra franco-prussiana, vinta da quest’ultima) che la Germania intende regnare in Europa in veste di “1mo paese forte” dominante. Da allora ha operato altri due tentativi che non le sono riusciti. Ma l’appetito per il dominio è rimasto. E se questo si deve raggiungere a spese [e sofferenze] di altri paesi vicini [più deboli], poco importa ai tedeschi : in fondo sono o non sono “tedeschi”, prima di ogni altra cosa ?? (al quale aggiungerei un altro epiteto che è meglio non scrivere…)

Il concetto è così evidente [nei fatti che la STORIA ha mostrato] che riesce a comprenderlo anche un bambino delle elementari [purche abbia un buon maestro che gli faccia comprendere LA STORIA e l’evoluzione dell’uomo attraverso i secoli].

Evidentemente la tua forte simpatia per “i tedeschi” [oltre che la tua palese avversione per gli italiani e per i popoli europei di paesi più deboli in genere] ha parte in causa nel tuo modo sbilanciato di interpretare la storia attuale, fino a farmi pensare che tu debba essere tedesco con buona padronanza del ns lessico e della ns lingua. Altrimenti non si spiega.

Quando avrai finito di scrivere fesserie dimmelo

– speranza vana, Capitano : il tipo è tosto e [stra]convinto di ciò che pensa ed esprime; peraltro nel ns Paese non è nemmeno solo, più o meno consapevoli che siano : tutti quelli che plaudono al concetto di “più Europa” (quanta tenerezza mi ha fatto E.Bonino) condotta con le regole attuali [imposte dai tedeschi] o sono autolesionisti incalliti o sognatori cronici.

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