DRAGHI: L’EURO E’ IRREVERSIBILE!

Scritto il alle 07:51 da icebergfinanza

Partiamo da qui, dalla splendida performance del mago Draghi, uno che qualche anno fa disse che la deflazione, la mancanza di inflazione era tutta colpa della Pasqua alta…

Relativamente all’inflazione, dovrebbe restare attorno all’1,5% per il resto dell’anno. Per il 2018 e il 2019 gli esperti dell’Eurotower indicano un +1,4%,mentre nel 2020 dovrebbe salire all’1,7%. Rivista al ribasso la sola stima del 2019, che precedentemente era pari all’1,5%.

Quindi mentre il resto della rete e il giornalismo finanziario continua ad osannare mago Draghi, la BCE riduce le aspettative di inflazione per il 2019 ad un miserabile 1,4 % e continua a pensare che esploderà al 1,7 % l’anno successivo, tirando monetine le provisioni riescono meglio…

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In effetti le previsioni di inflazione della BCE in questi anni sono state meravigliose, come testimonia il grafico qui sopra.

Noi siamo gli unici che evidenziano che, in una normale società, il manager che da sempre fallisce l’unico compito che gli è stato assegnato ovvero la stabilità dei prezzi, il raggiungimento dell’obiettivo del 2 % verrebbe spedito a casa.

Ve lo ripeto, Draghi, come tutti gli altri banchieri centrali non è altro che un medico che ha clamorosamente sbagliato prevenzione e diagnosi e ora va in giro a vantarsi di aver inventato una cura miracolosa.

Noi invece da oltre nove anni, continuiamo a vincere la nostra scommessa, ovvero la mancanza di inflazione per decenni e il trionfo della DEFLAZIONE DA DEBITI

Italy Inflation Rate

E’ davvero un inguaribile ottimista il nostro Mario, probabilmente fa finta di non vedere il trend!

Per esempio, invece di fare le solite inutili domande, qualche giornalista che non è a libro paga, potrebbe ricordare a Draghi che la deflazione salariale che non permette all’inflazione di risalire è tutta colpa della BCE è un suo progetto…

Per il resto La Bce «cancella» l’estensione del Qe e Draghi critica i dazi di Trump

Alla domanda di cosa ne pensa della vittoria delle forze euroscettiche in Italia,

“Parlando in termini generali, il bilancio pubblico è di massima importanza nei paesi ad alto debito”: lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, dando una risposta generale a una domanda sulla possibilità che dopo le elezioni l’Italia faccia marcia indietro sulla riforma delle pensioni e sul jobs act. Del caso specifico “Non ne abbiamo discusso oggi”, ha comunque precisato Draghi.

L’EURO E’ IRREVERSIBILE  Ha poi risposto a una domanda che citava l’esito del voto in Italia come segnale di un’affermazione di forze antieuropee, proprio quando altri Paesi dell’Unione stanno cercando di rafforzare la governance delle istituzioni europee. Per il presidente Bce, quanto accaduto dopo le elezioni in Italia “non suggerisce che i mercati abbiano reagito in un modo che minacci la fiducia”, è accaduto “più o meno” quello visto in altri Paesi. Tuttavia “una instabilità protratta nel tempo potrebbe minacciare la fiducia”

RISCHI DA PROTEZIONISMO Draghi ha messo in guardia dal fatto che un “protezionismo in aumento” e altri fattori globali, come l’andamento del cambio dell’euro, potrebbero rappresentare dei rischi per la crescita attesa per l’Eurozona.

Scrivere forze antieuropee è la solita vigliaccata da giornalisti di strapazzo, l’euro è un problema non l’Europa unita, idioti!

Quando vuole il nostro Mario è ancora capace di meraviglie, peccato che non conosca la storia come Eichengreen, la volontà politica non basta quando, se non puoi svalutare la moneta sei costretto a svalutare i salari e il welfare, creando instabilità sociale e inequità ovunque con il tuo inutile quantitative easing….

EURO: EICHENGREEN NELLA STORIA NON CI SONO RETROMARCE…

Immagine

Intanto le retromarce si sono state ovunque, qui sotto la dimensione dell’utopia europea, fondare un’unione fiscale e politica partendo da una moneta è la più grande idiozia del secolo…

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Nessuno Paese al mondo, eccetto qualche staterello africano e satelliti americani rinuncia alla propria moneta, solo gli europei ancora oggi credono che avere un’unica moneta preservi da conflitti, o si certo basta chiederlo agli americani che si sono fatti due guerre di indipendenza e secessione con il dollaro.

Ma l’ignoranza impera nei salotti delle banche centrali e della politica europea, loro pensano che basti una moneta o un banchiere centrale per tenere insieme un continente.

Ma lasciamo il compito alla storia e occupiamoci del nuovo protezionismo made in Trump.

Donald Trump ha firmato le due proclamazioni presidenziali con cui, tra 15 giorni, entreranno in vigore dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio in arrivo in Usa. Canada e Messico – impegnati nei negoziati sul Nafta – per il momento sono esentati e il leader Usa ha detto che i “veri amici” degli Usa potranno godere di flessibilità da parte di Washington per essere a loro volta esentati. “Era ora”, ha detto il leader Usa firmando.

Le proclamazioni presidenziali richiamano la sezione 232 di una legge che permette a Trump di agire sulle tariffe senza passare dal Congresso. Si tratta del Trade Expansion Act del 1962. In base a quella legge, un presidente può imporre dazi su tutti i Paesi i cui prodotti importati in Usa pongono un rischio alla sicurezza nazionale americana. Il punto è che in molti, Ue inclusa, hanno contestato una tale giustificazione. (…)

Donald Trump dice che una “nazione che non protegge la prosperità a casa non può proteggere i suoi interessi all’estero”.

L’obiettivo dell’amministrazione Usa è “proteggere la sicurezza nazionale americana dagli effetti di pratiche commerciali ingiuste”. Sono tre i punti sottolineati nella nota: la sicurezza economica equivale alla sicurezza nazionale, l’eccesso di capacità e pratiche commerciali ingiuste hanno decimato industrie cruciali, il declino della produzione Usa di acciaio e alluminio è costato posti di lavoro. Per questo Trump si presenta come l’uomo che cambierà la situazione. Peccato che le tariffe siano state criticate da più parti, anche dall’Fmi, e siano destinate a portare a eventuali ritorsioni. Inoltre la giustificazione per la loro introduzione – la sicurezza nazionale, appunto – non è condivisa su scala internazionale.

La Casa Bianca spiega che gli Usa sono il principale importatore di acciaio, di cui acquista quantità “quasi quattro volte superiori a quelle che esporta”. E ancora: “Gli Usa hanno importato alluminio cinque volte di più di quanto prodotto nel 2016”. Stando ai calcoli dell’amministrazione Trump, la capacità in eccesso di acciaio su scala globale è di 737 milioni di tonnellate. L’eccesso della produzione di alluminio in Cina è stata di 3,9 milioni, “quattro volte di più della produzione Usa”. Per Trump, “gli sforzi internazionali per affrontare il problema sono stati insufficienti”. Il governo Usa sostiene che dall’inizio del 2000 oltre 40mila posti di lavoro nella produzione di alluminio e alumina sono andati persi.

America 24

Trump attacca la Germania: “Ha approfittato” degli Usa

C’è anche la Germania tra i Paesi che “hanno approfittato” degli Stati Uniti, secondo il presidente statunitense Donald Trump. “Abbiamo alcuni amici e alcuni nemici che si sono enormemente avvantaggiati nei nostri confronti, nel corso degli anni, sul commercio e sul piano militare”, ha detto poco fa, parlando dei dazi che annuncerà tra poco sulle importazioni di alluminio e acciaio.

Quindi un nuovo capitolo è aperto ora non resta che attendere i suoi ulteriori sviluppi.

Nel frattempo, dopo aver spaventato mezzo mondo con inutili proclami di guerra, la Banca centrale giapponese ritorna all’ovile, confermando su tutta la linea la sua politica monetaria…

Tokyo, 09 mar 04:56 – (Agenzia Nova) – La Banca del Giappone (BoJ)ha annunciato oggi la decisione di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento, mentre i mercati attendono la conferenza stampa del governatore della banca centrale, Haruhiko Kuroda, fissata per stasera. Il comitato politico ha votato 8-1 per l mantenimento del tasso di riferimento in territorio negativo, a meno 0,1 per cento. La BoJ ha anche annunciato che il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni rimarrà fermo allo zero per cento. Per mantenere i tassi a quel livello, la banca centrale continuerà ad acquistare obbligazioni governative al ritmo di circa 750 miliardi di dollari l’anno. La Banca centrale ha votato anche all’unanimità per mantenere invariati gli obiettivi di acquisto di asset relativi ai fondi d’investimento e ai trust d’investimento immobiliari.

I falchi della politica monetaria posso restare rinchiusi per lustri…

Buona Consapevolezza, la deflazione da debiti è qui per restare con noi, alla prossima esplosione dell’enorme bolla finanziaria non ci sarà scampo, di inflazione nessuna traccia nei secoli dei secoli. Amen!

Appuntamento con il nostro Machiavelli e la sua “REVOLUTION” la prossima settimana.

 

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30 commenti Commenta
andrea357
Scritto il 9 marzo 2018 at 09:25

vabbe’ dai quella dell’inflazione è stata la scusa da dare al popolo, la verita’ e’ che il qe serve per salvare l’euro o quanto meno per prendere tempo.
PS1 e’ stato gia’ chiesto a Fassino cosa ne pensa dell’irreversibilita’ dell’euro?
PS2 ma Jonn Ludd che fine ha fatto!

laforzamotrice
Scritto il 9 marzo 2018 at 09:42

Mah, non credo proprio che il problema sia che debbano aumentare gli stipendi, anzi; è proprio il contrario, è bene che calino stipendi, pensioni, spesa per welfare visto che comunque anche i prezzi di abitazioni, affitti e molti beni di consumo calerebbero anch’essi, le leggi del mercato funzionano nei due sensi, sia in aumento che in calo, per cui (chiaramente in teoria) se calasse tutto percentualmente allo stesso modo, entrate ed uscite, il risultato in termini di benessere non cambierebbe, ma il paese diventerebbe più concorrenziale, creando altro lavoro che è l’UNICA REALE FORMA DI RICCHEZZA.
MA, c’è un MA grosso come un palazzo. Lo STATO. Pensioni, stipendi della PA, e soprattutto il DEBITO PUBBLICO non rispondono alle leggi del mercato, per cui in una situazione POTENZIALMENTE positiva come quella descritta sarebbero l’elefante nella cristalleria, poichè il loro gia abnorme peso economico aumenterebbe ulteriormente in termini percentuali distruggendo di fatto tutti i benefici di una deflazione diffusa e controllata; chiaramente ci sarebbe un calo delle entrate fiscali al quale si risponderebbe con un aumento della pressione fiscale che andrebbe ad annullare i benefici competitivi della deflazione.
In realtà il vero problema non è l’europa, ma l’italia e il politico medio italiano, che è un vigliacco (o forse è il problema della democrazia, i voti non si meritano, si comprano), si stà tentando di attaccare il problema nel modo più vile e vergognoso, mantenendo i PRIVILEGI delle vecchie generazioni a scapito dei DIRITTI di quelle nuove, puntando sulla stupidità della gioventù. Mi spiego meglio con un esempio, le banche. Mandano i vecchi impiegati in pensione, o prepensione, con OTTIME E INGIUSTIFICATE condizioni economiche frutto dei PRIVILEGI dei tempi d’oro, per sostituirli con nuovi assunti a condizioni estremamente peggiori dei loro genitori. Chiaramente questo possono farlo perchè la maggior parte dei costi a medio lungo termine ricadrà sulla collettività (megapensioni) e anche se la cosa costa anche a loro, un pò grazie al recupero fiscale un pò per il netto miglioramento dei costi a venire, per loro è un buon affare.
Se poi consideriamo l’enorme debito pubblico che non risentirebbe assolutamente della deflazione, ma che anzi proprio per questo diventa più pesante, ecco che abbiamo un bel problema da risolvere. Problema che saremmo in grado di risolvere (siamo ancora piuttosto ricchi) con uno sforzo enorme e congiunto di tutti,ma dubito si possa contare sulla partecipazione del popolo italiano a questo sforzo, popolo che si sa che è fondamentalmente comunista, quel che è mio è mio, quel che è tuo facciamo a metà. Altro che la colpa è dell’Euro e dell’Europa.

    icebergfinanza
    Scritto il 9 marzo 2018 at 13:09

    Lo sai che sei deprimente…

phitio
Scritto il 9 marzo 2018 at 10:12

Tutti a dire che il liberismo economico non ha funzionato affatto, dato che stiamo testimoniando un allargamento della poverta’ e un allargamento delle disparita’, e quando qualcuno come Trump comincia a buttare una chiave inglese nei suoi ingranaggi, tutti a strapparsi i capelli… Ma non e’ Trump lo stesso che ha seppellito l’infame TTIP?
A parte i proclami e le sue “maragliate” cosi’ come si dice nel bolognese, proviamo a guardare quello che effettivamente sta facendo Trump… riaprire le fabbriche nel suo paese e ridare un lavoro ai suoi disoccupati. Esattamente quello che aveva promesso in campagna elettorale, a differenza di quanto promesso e non fatto da Obamino bello caro. E questo la gente non se lo scordera’, alle prossime elezioni, potete contarci.

Trump verra’ rieletto per un secondo mandato.

perplessa
Scritto il 9 marzo 2018 at 10:58

se lo spread sta calando forse tra i grandi investitori nessuno crede all’ipotesi di un’Italia governata da euroscettici. mi chiedo : possibilmente sono a conoscenza degli sviluppi del dialogo in corso fra gli esponenti dei partiti, più di quanto appaia lo sia la stampa ufficiale italiana?

    icebergfinanza
    Scritto il 9 marzo 2018 at 13:11

    Quali investitori la BCE? ;-)

gnutim
Scritto il 9 marzo 2018 at 11:29

bellissima la vignetta!!!!

phitio
Scritto il 9 marzo 2018 at 13:17

laforzamotrice@finanza,

Se credi nella perfetta reversibilita’ delle teoria, puoi cominciare a diminuire il cibo che mangi, cosi’ dimagrisci, e quindi puoi diminuire ulteriormente il cibo e cosi’ via, fino ad arrivare al fantasmagorico risultato di vivere senza mangiare

laforzamotrice
Scritto il 9 marzo 2018 at 14:58

perplessa@finanza,

Non è ancora il momento, e poi tra il dire e il fare… Grecia e Spagna docet. Kim

oratrix magna
Scritto il 9 marzo 2018 at 15:17

nelle trasformazioni reversibili la produzione di entropia è nulla … mai visto questo fenomeno in un sistema aperto e complesso, riscriveranno insieme le leggi dell’economia e financo della termodinamica … pensare che ci possa essere una curva d’equilibrio in un sistema caotico è degno del duo borghi/bagnai … certamente si può distruggere l’euro, ma è altrettanto certo che non si possa tornare alla lira del passato, con le medesime dinamiche di scambi, prezzi, bilancio … si entra in un territorio sconosciuto, con evidenze deflagranti abbastanza chiare, ma questo non sembra interessi particolarmente … un consiglio ai sovranisti antieuro, non cavalcate troppo la tigre, l’italiano nel day after potrebbe reagir male …

    icebergfinanza
    Scritto il 9 marzo 2018 at 16:12

    A breve l’italiano nell’immediato potrebbe sbranare quelli che suggeriscono lo status quo …

oratrix magna
Scritto il 9 marzo 2018 at 17:12

vero, possibile anche se non probabile in mancanza di un altro choc economico deflagrante; choc destinato prima o poi ad inverarsi, su questo nessun dubbio, indipendentemente dalle tempistiche e dalle capacità previsionali d’ognuno ( l’asimmetria tax cut for the rich neoliberista /duties trade war protezionista di Trump accelererà il processo) … ma ripeto, la svalutazione violenta e incontrollata di una moneta genera SEMPRE un impoverimento della classe medio/bassa, attenti signori miei, farà male, molto male e l’italiano non sempre disposto ad aspettare l’evoluzione macroeconomica di un progetto politico/economico potrebbe ricordarsi dei “cattivi” maestri, meditate …
icebergfinanza,

Scritto il 9 marzo 2018 at 17:41

U.S. government debt yields ticked higher on Friday after a stronger than expected jobs report.

The yield on the benchmark 10-year Treasury note was higher at around 2.899 percent at 10:25 a.m. ET, while the yield on the 30-year Treasury bond was higher at 3.167 percent. Bond yields move inversely to prices.

The economy added 313,000 jobs in February, far surpassing Wall Street expectations, while the unemployment rate was 4.1 percent, according to a Labor Department report Friday.

Economists surveyed by Reuters had been expecting nonfarm payroll growth of 200,000 and the unemployment rate to decline one-tenth of a percent to 4 percent. Wage growth came in less than expected, rising 0.1 percent for the month and 2.6 percent on an annualized basis.

The report was “mildly bearish because of the big beat on the headline numbers, payrolls and the like,” said Jim Bianco, head of the Chicago-based advisory firm Bianco Research. But “3 percent [on the 10-year Treasury yield] is going to be a formidable target … Bond managers are already positioned very bearishly, and that’s contrarian.”

Auguri

    icebergfinanza
    Scritto il 9 marzo 2018 at 18:31

    Hiiiiiiiiihihihihi 😉

Scritto il 9 marzo 2018 at 17:47

Non avrei saputo dirlo meglio, la colpa sai com’è è sempre dell’europa o della germania, noi siamo perfetti sono gli altri che ci vogliono male….la nostra non è più democrazia da un pezzo ma chiamasi partitocrazia, ma vi rendete conto dei nomi e della gente che va in parlamento? Pure Sgarbi è passato tanto per dire….oltre alla principessa dei boschi
Dall’alto scelgono i nomi e quelli ti becchi
phi­tio@fi­nan­za,

phi­tio@fi­nan­za,

phi­tio@fi­nan­za,

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za:
Mah, non credo pro­prio che il pro­ble­ma sia che deb­ba­no au­men­ta­re gli sti­pen­di, anzi; è pro­prio il con­tra­rio, è bene che ca­li­no sti­pen­di, pen­sio­ni, spesa per wel­fa­re visto che co­mun­que anche i prez­zi di abi­ta­zio­ni, af­fit­ti e molti beni di con­su­mo ca­le­reb­be­ro an­ch’es­si, le leggi del mer­ca­to fun­zio­na­no nei due sensi, sia in au­men­to che in calo, per cui (chia­ra­men­te in teo­ria) se ca­las­se tutto per­cen­tual­men­te allo stes­so modo, en­tra­te ed usci­te, il ri­sul­ta­to in ter­mi­ni di be­nes­se­re non cam­bie­reb­be, ma il paese di­ven­te­reb­be più con­cor­ren­zia­le, crean­do altro la­vo­ro che è l’U­NI­CA REALE FORMA DI RIC­CHEZ­ZA.
MA, c’è un MA gros­so come un pa­laz­zo. Lo STATO. Pen­sio­ni, sti­pen­di della PA, e so­prat­tut­to il DE­BI­TO PUB­BLI­CO non ri­spon­do­no alle leggi del mer­ca­to, per cui in una si­tua­zio­ne PO­TEN­ZIAL­MEN­TE po­si­ti­va come quel­la de­scrit­ta sa­reb­be­ro l’e­le­fan­te nella cri­stal­le­ria, poi­chè il loro gia ab­nor­me peso eco­no­mi­co au­men­te­reb­be ul­te­rior­men­te in ter­mi­ni per­cen­tua­li di­strug­gen­do di fatto tutti i be­ne­fi­ci di una de­fla­zio­ne dif­fu­sa e con­trol­la­ta; chia­ra­men­te ci sa­reb­be un calo delle en­tra­te fi­sca­li al quale si ri­spon­de­reb­be con un au­men­to della pres­sio­ne fi­sca­le che an­dreb­be ad an­nul­la­re i be­ne­fi­ci com­pe­ti­ti­vi della de­fla­zio­ne.
In real­tà il vero pro­ble­ma non è l’eu­ro­pa, ma l’i­ta­lia e il po­li­ti­co medio ita­lia­no, che è un vi­gliac­co (o forse è il pro­ble­ma della de­mo­cra­zia, i voti non si me­ri­ta­no, si com­pra­no), si stà ten­tan­do di at­tac­ca­re il pro­ble­ma nel modo più vile e ver­go­gno­so, man­te­nen­do i PRI­VI­LE­GI delle vec­chie ge­ne­ra­zio­ni a sca­pi­to dei DI­RIT­TI di quel­le nuove, pun­tan­do sulla stu­pi­di­tà della gio­ven­tù. Mi spie­go me­glio con un esem­pio, le ban­che. Man­da­no i vec­chi im­pie­ga­ti in pen­sio­ne, o pre­pen­sio­ne, con OT­TI­ME E IN­GIU­STI­FI­CA­TE con­di­zio­ni eco­no­mi­che frut­to dei PRI­VI­LE­GI dei tempi d’oro, per so­sti­tuir­li con nuovi as­sun­ti a con­di­zio­ni estre­ma­men­te peg­gio­ri dei loro ge­ni­to­ri. Chia­ra­men­te que­sto pos­so­no farlo per­chè la mag­gior parte dei costi a medio lungo ter­mi­ne ri­ca­drà sulla col­let­ti­vi­tà (me­ga­pen­sio­ni) e anche se la cosa costa anche a loro, un pò gra­zie al re­cu­pe­ro fi­sca­le un pò per il netto mi­glio­ra­men­to dei costi a ve­ni­re, per loro è un buon af­fa­re.
Se poi con­si­de­ria­mo l’e­nor­me de­bi­to pub­bli­co che non ri­sen­ti­reb­be as­so­lu­ta­men­te della de­fla­zio­ne, ma che anzi pro­prio per que­sto di­ven­ta più pe­san­te, ecco che ab­bia­mo un bel pro­ble­ma da ri­sol­ve­re. Pro­ble­ma che sa­rem­mo in grado di ri­sol­ve­re (siamo an­co­ra piut­to­sto ric­chi) con uno sfor­zo enor­me e con­giun­to di tutti,ma du­bi­to si possa con­ta­re sulla par­te­ci­pa­zio­ne del po­po­lo ita­lia­no a que­sto sfor­zo, po­po­lo che si sa che è fon­da­men­tal­men­te co­mu­ni­sta, quel che è mio è mio, quel che è tuo fac­cia­mo a metà. Altro che la colpa è del­l’Eu­ro e del­l’Eu­ro­pa.

laforzamotrice
Scritto il 9 marzo 2018 at 18:15

icebergfinanza,

Beh, capitano, io sarò deprimente, ma o ho travisato completamente i tuoi post, o posso dire che tu non è che prospetti il paradiso in terra o sbaglio? Definirti un modello di ottimismo mi sembrerebbe azzardato come minimo, o sbaglio?.😁😁

    icebergfinanza
    Scritto il 9 marzo 2018 at 18:33

    Sono un ottimista ben informato😉

alexandersupertramp
Scritto il 9 marzo 2018 at 18:16

ice­berg­fi­nan­za,

Andrea sei troppo ottimista. Un colpetto alla Borsa e uno allo Spread e il governo pro-europa è bell’e pronto.

    icebergfinanza
    Scritto il 9 marzo 2018 at 18:34

    Non vedo l’ora…😉

alexandersupertramp
Scritto il 9 marzo 2018 at 18:56

Vero che le reazioni dei mercati nel breve sono strane e indecifrabili ma, alla luce dei dati pubblicati oggi i rendimenti dei treasury sarebbero dovuti scendere visto l’incremento paghe inferiore che lasciano presagire bassa inflazione. Passi per il balzo del S&P500 ma quello sale sempre e comunque :D. I riacquisti di azioni vanno che è un piacere…

enzo1949
Scritto il 9 marzo 2018 at 19:22

possibile che non riusciamo a capire dove ci portano
https://www.youtube.com/watch?v=9HdgSVnHt8M e pensare che erano fratelli

laforzamotrice
Scritto il 10 marzo 2018 at 08:02

phitio@finanza,

icebergfinanza,

Scusa, evidentemente mi sfugge la tua visione ottimistica, tu prevedi una grave crisi negli USA, con conseguente crisi mondiale e assai probabile guerra mondiale conseguente, o sbaglio? O credi nella rimissione generalizzata dei debiti? Sul fatto che tu sia ben informato non ci sono dubbi, sull’ottimista… Boh, forse abbiamo una idea diversa di ciò che significa ottimista.
phitio@finanza,
Non so se lo sai, ma ciò che sostiene l universo è una cosa che si chiama “equilibrio” , che è la via di mezzo tra il non mangiare e l ingozzarsi fino a scoppiare. Non lo dico io, lo dice la fisica.

stanziale
Scritto il 10 marzo 2018 at 08:34

alexandersupertramp@finanza,

Anche tu mi sembri ottimista! E’ in corso la fase finale di uno scontro https://www.rischiocalcolato.it/2018/03/trump-ha-dichiarato-guerra-alla-germania-e-alleuro.html
che potrebbe portare alla fine dell’euro, con tutti i rischi finanziari che cio’ comporta, inevitabili. Quindi la butto li’: nessun accordo per un governo; va avanti Gentiloni con i volenterosi, cioe’ buona parte di pd e parte di forza italia…diciamo all’incirca dovrebbe avere un 25%. Quando c’e’ da votare qualcosa, qualcuno vota contro, altri si astengono, alcuni non si presentano, MA in modo che i provvedimenti passino. Si dovrebbe quindi arrivare facilmente e velocemente alla svendita di banche rimaste, pezzi migliori di leonardo, eni (bad company in capo allo stato naturalmente), raddoppio tasse sugli immobili, eccetera. Fatto questo, si tornera’ a votare con 5s che accusera’ gli altri di avergli impedito di fare il reddito di cittadinanza. Valanga di voti per loro. Questo potrebbe essere un buon piano dei nostri padroni esteri .

noldor
Scritto il 10 marzo 2018 at 18:45

Chissà cosa ne pensa Weidman, a proposito dell’irreversibilità dell’euro.

dorf001
Scritto il 10 marzo 2018 at 19:44

Il minibot, spauracchio d’EuropaBruxelles cerca di stoppare l’idea, il fautore Claudio Borghi: ‘Non è una moneta parallela, ma ci metterà nelle condizioni di non sottostare a ricatti quando ridiscuteremo i trattati’

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/economia/890534/Il-minibot–spauracchio-d-Europa.html

dorf001
Scritto il 10 marzo 2018 at 19:48

Becchi, la lezione che sveglia il Cav: “Euro e Ue? Si fa così”, Il dettaglio che vogliono svelarvi
http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/13217795/becchi-forza-italia-lega-nord-euro-unione-europea-minibot-uscire.html

dorf001
Scritto il 10 marzo 2018 at 20:04

IL NEOLIBERISMO E’ MORTO, VIVA KEYNES!

Per la prima volta esiste un vincitore certo delle elezioni in Italia, ed è John Maynard Keynes, che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti e dei seggi.

Nelle elezioni appena concluse, hanno vinto le uniche due forze politiche di ispirazione keynesiana, il M5S e la Lega. Infatti nonno Keynes è sicuramente un punto di riferimento della coppia di economisti del M5S, Andrea Roventini e Lorenzo Fioramonti, ma lo è anche della coppia di economisti della Lega, Claudio Borghi e Alberto Bagnai. Non so se sarà possibile una alleanza programmatica sulle politiche espansive, ma intanto è importante che parlino la stessa lingua. E il popolo, che è sovrano, finalmente ha dato una indicazione chiara in questo senso.

Ma una cosa è certa, il tanto vituperato popolo italiano, ha finalmente deciso di utilizzare il proprio voto a favore di quelle forze politiche che hanno scelto un modello economico espansivo nel proprio programma, contro le politiche di austerity del PD, di Mario Monti e dell’Europa.
Le politiche espansive a favore dell’economia reale sono le uniche che possono farci uscire dalla crisi economica nella quale siamo impantanati.

E quando qualcuno pronuncerà il solito mantra “dove troviamo i soldi?”, ricordategli che proprio Mario Draghi qualche anno fa ha spiegato chiaramente che “abbiamo ampie risorse per far fronte a tutte le nostre emergenze”.

Solo che d’ora in avanti “le nostre emergenze” non saranno solo quelle di banche e mercati finanziari, come è stato fino ad oggi, ma saranno anche e soprattutto quelle degli Stati e della nostra martoriata economia reale. Dovremo finalmente are attuazione anche alla seconda parte dell’art.127 del TFUE, quando dichiara che “fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione Europea“, cioè tra gli altri “una crescita economica equilibrata” e “la piena occupazione“.

Più del 60% del nostro debito pubblico è stato acquistato da Banca d’Italia e dalle banche private con denaro creato dal nulla dalla BCE, perchè allora ci seguitano a dire che il debito pubblico è un problema e deve essere ripagato? Perchè i soldi non vengono creati per sostenere Stati, aziende e cittadini dopo un “terremoto” sismico e/o economico, ma vengono creati solo per sostenere mercati finanziari e banche dopo un “terremoto” finanziario come quello del 2008 ?

Oggi sappiamo che la creazione dei soldi, è l’ultimo dei nostri problemi.

Come diciamo da anni, le sovranità monetaria e fiscale sono ancora dello Stato italiano, come prevedono gli art.li 1 e 11 della nostra Costituzione, dobbiamo solo ricominciare ad usarle.

Solo in questo modo ci sarà finalmente la possibilità che i soldi siano creati per il benessere di tutta la popolazione, e non solo dei pochi e dei soliti privilegiati.

qui link : http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=6302

stanziale
Scritto il 11 marzo 2018 at 08:13

Ottimo post
https://fdragoni70.wordpress.com/2018/03/10/il-cliente-ha-sempre-ragione-pure-se-si-chiama-trumpone/
se i numeri sono corretti, si capisce bene perche’ l’euro deve finire.

embi
Scritto il 11 marzo 2018 at 09:23

Intanto gli indici usa sono tornati sui max se non oltre (vedi nasdaq) ora non saprei se sperare subito in un dietrofront visto come stanno messi gli europei e togliersi il dente e il dolore o cuocere a fuoco lento. Io se potessi preferirei la prima…

perplessa
Scritto il 11 marzo 2018 at 11:12

hai ragione..comunque nessuno esclude che stia calibrando i suoi acquisti ad hoc

ice­berg­fi­nan­za: Quali in­ve­sti­to­ri la BC

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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