EUROPA: LA DITTATURA TEDESCA!

Scritto il alle 07:34 da icebergfinanza

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A molti probabilmente è sfuggito ma a noi no di certo, lo abbiamo rimarcato più volte su Twitter, proprio negli ultimi due giorni di campagna elettorale, per ricordare agli italiani quale è la vera dimensione della dittatura europea, della dittatura tecnocratica tedesca…

Chi è Martin Selmayr, il tedesco più potente a BruxellesI critici lo accostano a Frank Underwood di House of Cards per la spregiudicatezza e il modo con cui è stato nominato da Juncker segretario generale della Commissione Europea, capo di un esercito di 35 mila burocrati. Ora la Germania ha tre figure chiave in Europa e anche il quotidiano tedesco Handelsblatt si chiede se non siano troppi.

La Germania ha una nuova linea diretta con il centro del potere a Bruxelles: Martin Selmayr. Così Handelsblatt, il più prestigioso quotidiano economico tedesco, descrive il nuovo segretario generale della Commissione Ue nominato con una procedura blitz (descritta dal quotidiano Italia Oggi di venerdì 2 marzo) dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, al cui paragone le nomine del parastato italiano brillano per trasparenza.

La mossa ha suscitato preoccupazione tra alcuni politici dell’UE, che la considerano il segnale di una crescente concentrazione di potere nelle mani tedesche. In qualità di segretario generale, Selmayr sovrintenderà all’ enorme apparato amministrativo della Commissione, coordinando oltre 35 mila persone impiegate nei vari dipartimenti politici. È una carica a cui l’avvocato di Bonn lavora da tempo, prima al fianco dell’ex commissario Viviane Reding, da cui ha appreso come funzionano le burocrazie e come farle funzionare a suo vantaggio. In quel periodo, secondo Handelsblatt, si è affermato come uno stratega ferocemente ambizioso che ha contribuito a far approvare le norme relative alla limitazione delle tariffe di roaming dei telefoni cellulari e che ha molto spinto per leggi sulla privacy più severe. Alcuni lo considerano un politico consumato travestito da funzionario pubblico.

Ma Salmayr ha dato il meglio di sé come capo dello staff di Juncker, emergendo come uno dei più potenti amministratori della Commissione, un bulldozer contro ogni opposizione. Durante questo periodo, non ha mostrato alcun timore nell’ affrontare commissari di rango superiore o nel aprire conflitti con capi di governo nazionali. Juncker ha affettuosamente definito Selmayr un mostro, per la sua disponibilità a lavorare molte ore e ad eseguire gli ordini. I media lo hanno definito con soprannomi meno affettuosi. La rivista tedesca Der Spiegel lo ha definito il mostro di Berlaymont per il suo ruvido stile di leadership e il quotidiano francese Libération lo ha paragonato a Frank Underwood, il sinistro presidente della serie Netflix House of Cards.

Già sapendo che i suoi critici a Bruxelles non sarebbero stati soddisfatti della nomina, Juncker ha scherzato con i giornalisti dicendo: “Martin Selmayr e io abbiamo qualcosa in comune: non abbiamo solo amici”.

A parte il suo duro stile di gestione, secondo Handelsblatt i critici mettono in discussione la decisione di affidare un altro posto chiave della Commissione nelle mani della Germania(…) A un altro livello, Jens Weidmann, attuale capo della Bundesbank, è considerato un probabile successore del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, il cui mandato terminerà nell’ ottobre 2019. Deutschland uber alles…

Martin Selmayr, il duro dell’Ue che non sentirete mai nominare 

Due giorni fa Maurizio Blondet ha scritto …

LA UE HA IL DITTATORE. E NON VI HANNO AVVERTITO.

Ancor prima di inaugurare il suo quarto mandato, Angela Merkel ha messo a segno un altro  colpo decisivo per l’assoluto potere tedesco in Europa: la nomina di Martin Selmayr, suo  uomo,  del CDU,  feroce anti-italiano, a Segretario Generale della Commissione Europea.   Una elevazione  per mezzo di trucchi all’apice  della burocrazia  burocratica insindacabile, vero governo e “deep state” della UE:  Selmayr ha sotto di sé 33 mila dipendenti; “duro, invasivo, autoritario, prevaricatore”,  per   le sue   mani passano obbligatoriamente tutti i dossier che contano; ovviamente è anche lui che fa le pulci ai bilanci nazionali, e il nostro non gli piace.   Sua caratteristica, l’arrogante e continua ingerenza e sconfinamento  nella politica propriamente detta: basta dire che questo burocrate da nessuno eletto sta imponendo come capolista del PPE (Partito Popolare Europeo)  il politico francese Michel Barnier, di cui lui stesso ha favorito l’ascesa (facendone il negoziatore della Brexit), con la scusa che Barnier è Macron-compatibile, ma in realtà perché è un burattino nelle sue mani.

(Il nuovo Hitler è il giovane dietro l’alcolista).

Come sempre quando il potere tedesco sconfina nell’illegalità, anche in questo caso la Merkel  non si è sporcata le mani direttamente;  ha fatto “promuovere” Selmayr da  Juncker.   L’illegalità sta nel fatto che Juncker dovrebbe nominare il segretario generale scegliendolo fra i  direttori generali o aggiunti; invece Selmayr era il suo capo di gabinetto, non aveva titolo di direttore. Un caso di nepotismo, ma in qualche modo a rovescio: Juncker, deve alle trame di Selmayr la sua ascesa a capo della Commissione, il “governo” della UE; lo ha letteralmente  “inventato” come candidato nel 2014. In cambio, Juncker – che sappiamo spesso ubriaco – ha sempre lasciato dirigere al suo servo-padrone  l’istituzione: infatti Juncker  “non ha mai presieduto una sola volta le riunioni di  gabinetto”, ha rivelato Libération: “e tutti quelli che vogliono accedere al presidente, compresi i capi di Stato e di governo, devono passare per Selmayr” .

La Vostra cara Europa ha già iniziato a lanciare i suoi avvertimenti…

Comunque nulla di nuovo, più o meno la stessa litania, a breve vedremo mettere in atto il ricatto verso il nostro Paese, a meno che qualcuno non abbia preparato una trappola in grande stile, cosa di cui non mi meraviglierei affatto…..

Cinquestelle, il movimento non turba Bruxelles … 

Jean-Claude Juncker non ha passato una domenica tranquilla, ma neanche una di quelle che fanno sembrare un incubo il ritorno in ufficio il mattino dopo. Il presidente della Commissione europea è rientrato al palazzo Berlaymont lunedì con due certezze: la prima è che un nuovo governo tedesco adesso è pronto a mettersi al lavoro; ma la seconda è che l’Italia non è persa nelle mani degli sciovinisti e degli anti-europei. Non lo è ancora, per lo meno, perché esistono soluzioni a Roma per garantire il posto del Paese nel normale funzionamento politico-istituzionale dell’Unione europea.

Né Juncker, né nessuno della sua squadra ha intenzione di pronunciarsi sull’esito del voto in Italia, né di esprimere preferenze: è troppo alto il rischio che ogni mezza parola venga equivocata per un’interferenza. Se c’è però una soluzione che ovunque a Bruxelles viene considerata da evitare (se possibile), è quella di un governo guidato da Matteo Salvini. In quasi tutte le altre capitali europee, il leader della Lega viene visto come l’uomo che ha steso una nube tossica sull’intero fronte conservatore italiano (…)

Per fortuna qualcuno ha il coraggio di dire in faccia alla tecnocrazia europea come stanno le cose…

Brexit: “The Telegraph”, strategia Ue definita “dogma folle” dai nuovi …

Londra, 07 mar 10:09 – (Agenzia Nova) – I leader della coalizione di centrodestra che ha vinto le elezioni di domenica scorsa in Italia hanno chiesto un cambiamento radicale della strategia negoziale dell’Unione Europea sulla Brexit, definendo come “una idiozia ideologica” le minacce di Bruxelles di limitare gli scambi commerciali e così punire il Regno Unito per la sua decisione di divorziare dall’Ue: lo scrive sul quotidiano conservatore britannico “The Telegraph” il capo della sua redazione Affari internazionali, Ambrose Evans-Pritchard, che per l’occasione si è spostato a Roma allo scopo di seguire da vicino le conseguenze del voto sulla politica estera italiana. Il quale nella sua corrispondenza cita a riprova le parole pronunciate, sulla questione che sta tanto a cuore ai britannici, dal leader della Lega Matteo Salvini, definito come l’uomo che potrebbe diventare primo ministro se la coalizione di centrodestra riuscisse a formare il prossimo governo italiano: “Il Regno Unito è un paese amico che ha una lunga tradizione di scambi commerciali con l’Italia”, ha detto Salvini. “Voi avete pres una libera scelta”, ha aggiunto al “Telegraph” Salvini, “ed io spero tanto che sia possibile mantenere completamente aperti i legami commerciali con l’Unione Europea”. All’inviato del quotidiano britannico, poi, il responsabile economico del partito di Salvini, Claudio Borghi Aquilini, spiega che un eventuale governo di centro-destra guidato dalla Lega farebbe pressione sulla Commissione europea di Bruxelles perché adotti un atteggiamento più flessibile nelle trattative con il Regno Unito sulla Brexit: perché, a suo parere, è “un dogma folle” l’attuale rigida strategia negoziale Ue nei confronti della Gran Bretagna; Borghi si è spinto fino ad evocare la possibilità di un “veto” dell’Italia ad un accordo che sia “punitivo” per i britannici e dannoso per gli interessi commerciali italiani. (Res)

Nel frattempo in America si allarga sempre di più il deficit commerciale, con le esportazioni che continuano a scendere e le importazioni non accennano a frenare, dinamica che metterà pressione al ribasso alle prossime revisioni del Pil.

[Chart]

 Le esportazioni di beni in base al censimento sono diminuite di ben 3,3 miliardi di dollari e meno male che il dollaro è debole!

Come riporta Mike è rimasto ben poco da esportare in America, davvero Trump vuole avviare una guerra commerciale globale?

A tutti coloro che ritengono un’eventuale guerra commerciale come una tempesta in un bicchiere d’acqua, Trump compreso che pensa di vincerla facilmente ricordo solo che la storia suggerisce che è come accendere un cerino in una polveriera…

Il segretario americano all’Agricoltura, Sonny Perdue, teme possibili ritorsioni sui prodotti agricoli americani se i dazi riguardanti acciaio e alluminio verranno introdotti su volere del presidente Donald Trump. Mentre la Ue ha minacciato ritorsioni su prodotti americani in arrivo nel Vecchio continente, incluso il burro di arachidi (fatto con l’ingrediente coltivato nel suo Stato, la Georgia), Perdue ha detto in una intervista al Wall Street Journal che “in molti credono che il punto vero della questione sia la Cina”.

Pechino, già punita con dazi introdotti dagli Usa e gennaio su pannelli solari e lavatrici, potrebbe rispondere alle mosse di Trump tassando i semi di soia Made in Usa in arrivo sul suo territorio. Lo scorso anno la Cina ne ha comprati dagli Usa per 12,4 miliardi di dollari al fine di alimentare i suoi maiali, la cui carne è la principale fonte di proteine per la popolazione cinese. America 24

I Treasury continuano a rafforzarsi mentre tra gli investitori prevalgono le incertezze sul fronte commerciale globale. Ai mercati non è piaciuto l’addio di Gary Cohn, consigliere economico del presidente americano Donald Trump e parte dell’ala pro-libero commercio della Casa Bianca. I mercati temono un riaccendersi di guerre commerciali, visto che il leader Usa si prepara a imporre dazi del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio.

Il fatto che il dato sul deficit commerciale Usa a gennaio abbia raggiunto i massimi del 2008 è visto come un motivo in più per convincere il presidente Usa a tirare dritto con i suoi piani.America 24

Nulla di nuovo dal fronte del costo del lavoro, calma piatta!

[Chart]

Detto questo vedremo cosa accadrà oggi con in arrivo i dati del mercato del lavoro americano e soprattutto …

Trump annuncia i dazi domani a mezzogiorno, le 18 in Italia (NYT)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annuncerà i dazi sull’alluminio e sull’acciaio domani alle 12 ore di New York, le 18 in Italia. Lo scrive il New York Times, che cita fonti interne alla Casa Bianca. Proprio oggi la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, aveva confermato che la notizia sarebbe stata data entro la fine della settimana. Il presidente Usa la settimana scorsa aveva detto che avrebbe imposto dazi del 10% sull’alluminio e del 25% sull’acciaio.America 24

L’economia statunitense ha continuato a espandersi a un passo tra il “modesto” e il “moderato” tra gennaio e febbraio. Lo ha reso noto la Federal Reserve nel suo Beige Book, il rapporto pubblicato ogni sei settimane sullo stato di salute dell’economia statunitense e condotto nei 12 distretti in cui opera la banca centrale.

Nel Beige Book, la Fed ha registrato un aumento dei prezzi in tutti i distretti in cui opera e un’accelerazione a un passo “moderato” dei salari. Anche l’occupazione è migliorata a passo moderato e in alcuni casi la carenza di personale specializzato ha portato i datori di lavoro ad alzare i salari e i benefit per attrarre lavoratori. Nonostante ciò, le pressioni inflative restano sotto controllo.America 24

Nessun problema, l’economia americana è in gran forma, stiamo imbarcandoci verso rotte inesplorate, i prossimi tre anni faranno impallidire, il periodo della grande crisi, la Grande recessione. Disponibili a cambiare idea, ma non vediamo alcun cambiamento di rotta all’orizzonte da parte di chi ha fallito in questi anni, soprattutto in Europa, non dimenticatevelo mai, se non puoi svalutare la moneta, devi svalutare i salari, creare precarietà.

 

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11 commenti Commenta
rnitti
Scritto il 8 marzo 2018 at 12:24

Ormai e’ evidente anche ai sassi che chi comanda in EU (tedesco, olandese o lussemburghese che sia) non e’ li per fare i nostri interessi ma quelli dobbiamo cominciare a portarli avanti da noi stessi. Persone che ora entreranno in parlamento come Claudio Borghi e Alberto Bagnai hanno le competenze e le capacita’ per farlo, ma saranno ne messi in grado da un mandato di governo? Purtroppo per ora sembra proprio di no. Quanto ai M5S la loro posizione europeista e’ talmente chiara che Juncker e soci non vedono l’ora che prendano il timone (sanno bene che spiaggeranno la barca italia in men che non si dica!).

barbagianni
Scritto il 8 marzo 2018 at 12:58

di Lorenzo Fioramonti

Un governo del Movimento 5 Stelle non è più utopia, ma una concreta possibilità. Potremo finalmente costruire l’Italia ad alta Qualità della Vita che abbiamo sempre sognato. Per riuscirci occorre avere ben chiare le priorità, che elencherò in pochi punti:

– mettere al centro dell’economia lo Stato Innovatore, che indirizzi lo sviluppo del Paese nei settori strategici attraverso maggiori investimenti, corregga gli squilibri della finanza speculativa ed eroghi direttamente parte del credito alle imprese per mezzo di una Banca pubblica

– trasformare la politica industriale del Paese nella direzione dell’economia circolare, delle fonti rinnovabili e del decentramento energetico (autoproduzione e autoconsumo di energia)

– sostenere la domanda interna e le micro, piccole e medie imprese che investono localmente, abbassando la pressione fiscale (Irpef, Irap) e semplificando il rapporto dei contribuenti con l’Agenzia delle Entrate (abolizione di centinaia di leggi dannose come lo spesometro, il redditometro e gli studi di settore)

– creare, grazie ai tre pilastri precedenti, centinaia di migliaia di posti di lavoro stabili, in settori ad alto valore aggiunto e quindi ad alti salari

– incidere sul debito pubblico grazie alle maggiori entrate derivanti dalla crescita occupazionale e allo spostamento di decine di miliardi di spesa improduttiva su voci di bilancio ad alto rendimento

L’Italia può offrire al resto del mondo una visione pionieristica dello sviluppo, dove a contare sia la Qualità della Vita complessiva e non solo parametri di produzione incompleti come il Pil. Quindi? C’è convergenza con la Lega o no? In che misura? Grazie..

madmax
Scritto il 8 marzo 2018 at 16:09

Verissimo, i Krukki con i loro 80 milioni di cittadini e la prima economia EU pensa di comandare (a dire il vero tutti i grossi paesi si montano la testa).
Per fortuna che in Italia abbiamo in nuovo che avanza, speriamo facciano in governo al piu’ presto (senza PD) per rispondere a dovere a tutti, in Europa e in Italia

http://bari.repubblica.it/cronaca/2018/03/08/news/_hanno_vinto_i_cinque_stelle_dateci_i_moduli_per_il_reddito_di_cittadinanza_caf_di_bari_presi_d_assalto-190768392/

laforzamotrice
Scritto il 8 marzo 2018 at 17:58

barbagianni@finanza,

Tutto qui?😂😂😊😊😊😊 Altro che Italia, chiamateci Lourdes.
Ci credo che siamo una nazione piena di chiese, non è la fede che ci manca.😂😂

pistanis
Scritto il 8 marzo 2018 at 18:34

cit : “stiamo imbarcandoci verso rotte inesplorate, i prossimi tre anni faranno impallidire, il periodo della grande crisi, la Grande recessione.”

Un poco lungo come periodo per poter imbastire una operatività.
Tanto vale spegnere il computer e accenderlo tra 3 anni

    icebergfinanza
    Scritto il 9 marzo 2018 at 06:54

    Oh si certo il breve termine, il tutto subito e adesso, si certo tre anni sono davvero troppi… un’eternità!

stanziale
Scritto il 8 marzo 2018 at 22:56

barbagianni@finanza,
Perdonami, non vorrei fare facili ironie con il tuo nickname, ma hai letto a chi e’ stato accostato Fioramonti? Ad aspen, bildelberg. Quell’altro Pier luigi Ciocca, ex banca italia, era con Draghi, Prodi, Ciampi li’, ai tempi del britannia….si, quei poteri forti che-si vocifera-abbiano incontrato all’estero Gigggino…ancora sperare in un m5s sovranista?
Io penso che sarebbe troppo facile pronosticare un governo m5s-leu-bonino e parte del pd. Ma probabilmente sono molto piu’ furbi(farebbero un favore alla lega), ed andra’ avanti alla giornata Gentiloni, quanto basta per arrivare al compimento del britannia 2.0.
L’unica speranza che vedo, e’ un peggioramento della crisi in america, come e’ in atto, che faccia rompere gli indugi, e soprattutto l’euro, velocemente. Ma per arrivare a cio’, TUTTI (m5s, Berlusconi, pd, la lega non c’e’ bisogno) dovrebbero avere PRECISE (ehm)… indicazioni da chi di dovere. Per ora nulla di tutto cio’.

barbagianni
Scritto il 9 marzo 2018 at 10:19

stan­zia­le@fi­nan­za,

grazie delle risposte,io continuo a vedere la possibilità di avere un peso maggiore in Europa nelle decisioni che contano,basterebbe mettersi d’accordo.Un’utopia? Probabile,come dite voi. E per questo stappiamo una bottiglia? Perchè non sperare in un m5s sovranista come dice lei? Precise indicazioni il movimento le prende dai cittadini,unici finanziatori,che ha preso il 33% senza un soldo e con tutti o quasi i media contro,unico caso al mondo.Questi risultati non li si ottiene sbandierando due motti.E badate bene non sto dicendo che siano infallibili,dico che siano la carta migliore al momento.Non capisco questo irridere generale una “cosa” che (forse) non la si conosce neanche.Grazie ancora..su Rousseau..la piattaforma del divino,uno se vuole esperto di finanza può proporre una propria legge o l’abolizione di una legge e se sarà in gamba a far valere le proprie ragioni,la sua proposta verra votata e andrà avanti.Questi sono fatti,non campagna elettorale.Io ho il posto fisso(lavoro in pronto soccorso e mi faccio un mazzo così a reggere con i miei colleghi una sanità allo sfascio) ma questo schifo diffuso mi ha nauseato a tal punto..non me ne faccio niente di 80 euro(per chi ha già un lavoro,io) o di poter rinegoziare un mutuo(per chi una casa se le potuta comprare,io)…Buone cose! E ricordate! L’illuminato ha detto che quando il movimento avrà raggiunto il suo scopo si dissolverà in polvere di stelle!

barbagianni
Scritto il 9 marzo 2018 at 10:23

bar­ba­gian­ni@fi­nan­za,

…io vorrei uno stato che faccia lo STATO…e non rompo più scusate.

stanziale
Scritto il 9 marzo 2018 at 20:12

barbagianni@finanza,
I media contro? Ma se avevano a favore: la repubblica-corriere sera-il fatto- la sette; insomma: quasi TUTTI. Certo che si dissolvera’ quando avra’ raggiunto il suo scopo. il sacco completo dell’italia. E lo fara’, ritengo, NOn andando mai al governo. E’ nato per quello, l’ingovernabilita’.

ilcuculo
Scritto il 12 marzo 2018 at 10:22

Sai bene che non ho alcuna passione per il M5S, ma includere anche loro nel complotto pluto-giudaico-massonico mi pare eccessivo.

L’Italia non è poi così rilevante e gli italiani devono imparare a difendersi da soli.

Se un cittadino italiano su tre li ha votati credo sia necessario mutare almeno la prospettiva con cui li si guarda, almeno cambiare la prospettiva con cui si guardano i cittadini che li hanno votati.

Quello che hanno fatto è riempire un drammatico vuoto di rappresentanza vista la siderale distanza tra gli esponenti del PD e le istanze dei cittadini italiani, anche quelli che meglio si sono portati in questi anni, primo tra tutti quel Paolo Gentiloni Silveri, discendente dei Conti Gentiloni SilverJ di antica nobiltà.

stan­zia­le@fi­nan­za,

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