WALL STREET CRASH: THIS IS NOT 1987!

Scritto il alle 07:25 da icebergfinanza

La verità è figlia del tempo, anche se sui media la verità non è mai di casa!

Se qualcuno ha la pazienza di rileggersi il nostro ultimo manoscritto…Epic Moment 2018, troverà tutti i motivi per i quali nei giorni scorsi e tutt’ora, è in corso uno dei più grandi crolli sincronizzati della storia della finanza mondiale, ovviamente perché questa volta è ancora una volta diverso.

Diciamolo subito, imprevedibile nella tempistica, ma quando all’inizio di gennaio abbiamo scritto che il rischio ETF e fondi passivi avrebbe devastato i portafogli dei risparmiatori, quando, soprattutto con dovizia di particolari abbiamo descritto come ormai la finanza sia diventata una sorta di bisca clandestina in mano a server fantasma ed algoritmi impazziti, non siamo andati lontani dalla verità.

Loro i media,  la verità provano a raccontarvela così…

Torna l’ansia inflazione, la Fed meno accomodante, timore per i prezzi, pesa il rischio inflazione e tante altre amenità, via dicendo!

La verità invece sta tutta qui, in mezzo alla più imponente deflazione da debiti della storia della finanza, in mezzo alle attuali dinamiche demografiche e tecnologiche, alla deflazione salariale che impera ovunque, nessuna possibilità di assistere ad una esplosione dell’inflazione ZERO!

DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE …

L’inflazione resta un problema ha detto ieri Draghi, nel senso che di inflazione nessuna traccia, si fa fatica a farla salire in mezzo ad una imponente deflazione da debiti.

La sintesi degli ultimi giorni è tutta qui, forse ora qualcuno capirà il senso della fine del volo dell’Araba Fenice e quello che ci attende nei prossimi anni, come ampiamente condiviso in oltre un anno di manoscritti insieme al nostro Machiavelli.

Per carità, il mondo non finisce oggi, recupereranno tutto quello che c’è da recuperare, ci faranno vedere ancora meraviglie le macchinette, gli algoritmi, gli high frequency trading, la foresta è in fiamme, ma per rinascere aveva bisogno di essere incenerita.

In fondo loro, gli algoritmi,  non hanno nessuna colpa, neppure scemenze come il Var o le campana gaussiana, spazzati via dalla storia più volte, loro erano tutti li al cinema a guardare il thriller di mister VIX, l’indice della paura. Avevano un solo compito, scappare non appena sentivano odore di bruciato!

Non può che salire dicevano i ben informati, ci sono le banche centrali, ci penseranno i mercati diceva il buon Keynes a separare il denaro dagli stupidi.

Imprevedibile nella tempistica, ma non certo nella sostanza, bastava dare un’occhiata qui sotto…

Nel frattempo, dopo il lungo silenzio, ecco la spiegazione al motivo per il quale noi non abbiamo mai parlato del fenomeno BITCOIN in questi anni a differenza del fenomeno BLOCKCHAIN, la vera ricchezza di questa nuova frontiera, il resto pura speculazione.

Non credo ci sia nulla da aggiungere a proposito di numeri e grafici, le vere cause di quanto sta accadendo da anni ve le abbiamo raccontate durante il nostro lungo viaggio.

No, la vera causa è che questo è un sistema malato, ormai in mano ai robot, alle macchinette, alle slot machine della finanza, si quelle che qualche volpone delle banche centrali suggerisce contribuiscono a creare liquidità, a sostenere liquidità, mentre in realtà per buona parte sono semplicemente delle associazione a delinquere di stampo mafioso.

Lo scriveva un grande economista e grande uomo come Federico Caffè…

FEDERICO CAFFÈ …UN ECONOMISTA ILLUMINATO!

«Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di rispamiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi. Esiste una evidente incoerenza tra i condizionamenti di ogni genere – legislativi, sindacali, sociali – che vincolano l’attività produttiva «reale» nei vari settori agricolo, industriale, di intermediazione commerciale, e la concreta «licenza di espropriare l’altrui risparmio» che esiste nei mercati finanziari».

Lo abbiamo riportato anche nel nostro libro, spiegandolo semplicemente con le parole di Tobin…

FEDERICO CAFFE’ e JAMES TOBIN: PRESAGI

Temo che stiamo dedicando sempre più risorse, incluse le migliori energie dei nostri giovani, ad attività finanziarie lontane dalla produzione di beni e servizi, fuori misura rispetto alla loro produttività sociale. Sospetto che l’immenso potere dei computer venga messo a servire questa «economia di carta», non per svolgere una transazione a minor costo, ma per gonfiare la quantità e la varietà degli scambi finanziari. (James Tobin)

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In realtà questo è quello che avviene, loro controllori, revisori, ma soprattutto i banchieri centrali hanno la piena responsabilità di quello che sta accadendo, la prossima crisi, porterà via come sempre la dignità a milioni di persone che nulla hanno a che vedere con questa bisca clandestina, ormai in mano a un manipolo di mafiosi che opera indisturbato sulla scena globale.

“…la concreta «licenza di espropriare l’altrui risparmio”

…parole sante Federico, parole sante!

Noi proviamo anche a riflettere, altri invece pensano solo al denaro, vi sono dimensioni nell’economia e nella finanza che abbracciano la storia dell’uomo, la finanza e l’economia comportamentale sono intrise di suggerimenti per non essere separati dal proprio denaro.

Noi siamo sereni, non ci piace quello che sta accadendo e accadrà, l’importante è che in mezzo alla prossima tempesta perfetta, il nostro veliero, anzi la nostra corazzata, la portaerei del Tesoro americano, abbia tutte le prerogative per condurci alla fine di questo lungo viaggio.

Si certo, come suggeriva ieri Goldman Sachs, questo non è il 1987…

Lunedì nero del 1987 

… mi viene il sospetto che qualche furbetto abbia costruito un algoritmo basato solo su quello che accade nel famigerato crollo del 1987 .

Buona consapevolezza!

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28 commenti Commenta
Gianluca
Scritto il 6 febbraio 2018 at 08:42

Buongiorno, grazie andrea
Certo che la mia ignoranza è strana
Il grafico del tbond ieri dice che prezzo sale e rendimento scende
Ma allora porco cane sul tbond al di là dell’effetto cambio… cosa devo fare??????? Comprare o no?
Nessuno risponde
Mah

Buona giornata

signor pomata
Scritto il 6 febbraio 2018 at 09:14

Gian­lu­ca,

gianluca non fare nulla.
Se non capisci un cosa non usarla, se ritieni che hai delle lacune tenta di colmarle e poi fai delle scelte che devono essere tue e non di altri.
Io ti consiglio prima di studiare la base del sistema poi di andare a tentare di capire le dinamiche.
Dinamiche che come dice andrea ma che oramai sono evidenti sono plasmabili dal sistema mafioso che ci siamo dati.
Ieri un lettore di bagnai ha postato un suo lavoro fatto da lui per tentare di far apprendere le basi.
Un lavoro grezzo ma che magari è più calzante per chi è privo di nozioni di base e che articoli più tecnici come quelli sia di bagnai che di andrea potrebbero creare più confusione che certezze.
Se andrea acconsente metto il link, se ritiene che il link crei problemi cancelli tutto.
http://www.soldi.ziopaperone.com/

massi88firenze
Scritto il 6 febbraio 2018 at 09:53

Gian­lu­ca,

se sposi il pensiero del Capitano, compra a mani basse… molti qui hanno comprato il decennale a 2,30% con il cambio sotto 1,20… se entri ora e ti accodi alla view generale del gruppo, entreresti in netto vantaggio :)

veleno50
Scritto il 6 febbraio 2018 at 10:55

Ciao Gianluca se hai avuto la pazienza di aspettare questi prezzi sei stato lungimirante.Io non l’ho avuta, tu riesci ad acquistare con meno un 13/18%compreso il cambio e nominale.Gennaio 2017 Euro/Doll 1,04 prezzo attuale 1,24 sul nominale leggera flessione.Nessuno ti può rispondere su cosa consigliarti perchè se leggi l’articolo sopra i mercati sono completamente manipolati.Tocca te decidere se la tempistica è quella giusta.Ciao buona giornata

aorlansky60
Scritto il 6 febbraio 2018 at 11:25

linko [con piacere] questo art del Sussidiario – autore M.Bottarelli –

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2018/2/6/SPY-FINANZA-Crisi-dei-mercati-il-filo-che-unisce-Wall-Street-e-la-Corea-del-Nord/805329/

“con piacere” perchè due degli autori che seguo con regolarità – il sopra citato e naturalmente il Capitano Andrea Mazzalai – dicono in pratica le stesse cose e concetti, esposti con supporto di numeri graph e statistiche :

dall art sopra linkato :

“Perché allora si vende al mondo una narrativa falsa? Per il semplice fatto che, altrimenti, occorrerebbe ammettere ciò che vi dico da sempre, ciò che la ripresa non c’è mai stata nei termini che sono stati contrabbandati da governi, regolatori e media e che ora che il livello di indebitamento globale ha raggiunto un grado di insostenibilità strutturale (guardate solo il grafico sul margin debt alla Borsa di New York e quelli che correlano andamento dello Standard&Poor’s 500 e bilancio della Fed, rispettivamente secondo, terzo e quarto) tale che, senza scomodare i debiti pubblici e privati di Stati e aziende e la fine delle politiche di Qe ormai sistematicamente irreversibile, ecco che tutto si sfalda come neve al sole, da un momento all’altro, a cascata. “

reragno
Scritto il 6 febbraio 2018 at 12:04

Cosa ci aspetta dalla prossima crisi : le banche elvetiche e anglosassoni nazionalizzate altro che le italiche
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-02-06/borse-cosi-l-indice-paura-e-diventato-mostro-poche-ore-092742.shtml?uuid=AEvEpDvD

aorlansky60
Scritto il 6 febbraio 2018 at 12:27

@ Reragno

con [quasi] tutte le piattaforme di trading DI UN CERTO LIVELLO ormai basate su codici e algoritmi software, senza quasi più controllo umano, basta solo che un qualche programmatore ingegnere abbia sottostimato alcune ipotesi verificabili nel “calcolo delle probabilità” A MONTE, che come dice l’art che hai linkato, si rischia una “tombola” :

«quando le cose vanno male questi “prodotti Frankestein” a leva rischiano di essere spazzati via». Bruciando miliardi.

laforzamotrice
Scritto il 6 febbraio 2018 at 12:36

Gianluca,

Beh, ti sembrerà strano, ma si può anche non fare nulla, cosi si evitano rischi, non si aiutano i parassiti della finanza e ci si gode lo spettacolo degli imbecilli che si tagliano le palle con la propria avidità.

charliebrown
Scritto il 6 febbraio 2018 at 16:12

Questo è un blog di economia e finanza. Giusto quindi che di questo qui si parli. Ma ognuno dovrebbe dedicare a queste materie il tempo che meritano e specialmente essere consapevole che, dimenticandosi di cose più importanti, si corre il rischio di perdere cose più importanti dei soldi che si guadagnano o si perdono.

Tra queste c’è la sovranità nazionale o, se volete chiamarla in un altro modo, il diritto dei popoli di controllare in qualche modo il proprio destino. Si avvicina il 4 marzo: a me pare una data decisiva in questo senso per chi vive in Italia.

Ciascuno evidentemente ha la sua idea in merito, quale futuro preferisce per sé e per i suoi figli. Ma sul fatto che sia una data molto importante per il futuro a me sembra che non possano esserci molti dubbi.

Penso che chi legge ne sia consapevole, quindi chiedo scusa per le poche righe che ho dedicato all’argomento. In altre parole, sono certo che già ci avete pensato.

Gianluca
Scritto il 6 febbraio 2018 at 16:17

Cari colleghi di viaggio
Ho letto ora i vostri consigli e vi ringrazio di cuore per 2 motivi:
– avermi considerato e aver “compreso” la difficoltà del momento
Grazie

aorlansky60
Scritto il 6 febbraio 2018 at 16:58

@ Charliebrown 16:12

Sei uno dei commentatori più pacati -e non solo, scrivi anche con un ottimo lessico- che ho il piacere di leggere qui; credo che Tu abbia fatto bene a ricordare quella data fatidica, anche se francamente non nutro molti speranze per il futuro di questo Paese;

i motivi sono radicati nella Storia = Italia Paese troppo debole al cospetto di altri più forti,

se poi ci aggiungi una classe politica (*) assolutamente miope e totalmente priva di strategia di fare sistema, come purtroppo (per noi) altri Paesi posseggono (primo che mi viene in mente = FRANCIA)

allora il quadro [negativamente parlando] è completo (sic)

(*) mi riferisco sopratutto ad autentici geni della politica italiana quale romano prodi e massimo d’alema, il gatto e la volpe della scena politica ITA di vent’anni fà, che negli anni 90 incantarono gli Italiani con mantra del tipo “privatizzare è bello, privatizzare è necessario, attirare capitali dall’estero conviene all’Italia…”

BALLE! un Paese FORTE difende tutte le proprie aziende, non solo quelle “sistemiche” ma anche quelle apparentemente più piccole, andate per questo a rileggervi l’intervista del 1mo ministro di Macron in Francia e quello che ha dichiarato a proposito non più di due mesi fà.

E guardatevi COSA ERA TELECON 20ANNI FA’ (una società al MASSIMO del know-how tecnologico nel suo settore, invidiata da molti… già, invidiata da MOLTI…forse da TROPPI… ) e cosa è adesso…

laforzamotrice
Scritto il 6 febbraio 2018 at 17:43

aorlansky60,

Perchè non si va anche a leggere tutti gli articoli contro “lo stato padrone” e le aziende di stato che bruciavano miliardi in assistenzialismo, Alfa Romeo per dirne una, ma sarebbero centinaia, “salvate” da sicuro fallimento se non fosse subentrato “papà stato” con centinaia di migliaia di posti di lavoro in ballo, gran parte delle quali (grazie a Dio non tutte) diventati stipendifici E la battaglia contro le banche di stato? Adesso tutti se ne sono dimenticati, adesso tutti a rimpiangere “i tempi d’oro”, vogliamo andare a tirare fuori i giornali dell’epoca? Cosi come la classe politica italiana è sempre stata una classe politica schifosa… probabilmente c’è anche del vero, però come si spiega che, come più volte qui mi si ribadisce, “eravamo la 5° potenza industriale del mondo”? Che scemo, ovvio. Merito nostro. Quando le cose vanno bene, siamo bravi noi, quando le cose vanno male colpa dei politici… fanno bene a derubarci, al loro posto lo farei anch’io.

charliebrown
Scritto il 6 febbraio 2018 at 18:51

aor­lan­sky60,

Grazie Aorl. E ancora poche righe, per la serie “battiamo il ferro finché è caldo”.

Quando parlo della situazione del nostro paese con laureati diciamo di sinistra mi guardano con malcelato disprezzo pari al definirmi “populista di idee ristrette”.

Quando ho occasione di parlarne con gente semplice dell’est Europa che lavora in Italia mi guardano condividendo le mie perplessità, le parole sono di comprensione e l’espressione del volto nasconde un “poveri italiani, come siete ridotti! Ma è colpa vostra”.

La mia conclusione: il comunismo reale ha mantenuto vivo, in chi ci è vissuto, il senso della dignità e dell’appartenenza; il comunismo ideale dei Prodi e dei D’Alema e degli intellettuali radical-chic ha infuso solo un convincimento di superiorità universale capace di negare l’evidenza del senso comune, magari sviando il discorso per dimostrare che Prodi non era comunista e quindi Charliebrown è solo un “populista ignorante”. Appunto!!!

madmax
Scritto il 6 febbraio 2018 at 20:58

Gianluca,

Gianluca,
Provo a spiegarti una cosa semplice, almeno come l’ho capita io.
Allora prendi un bond che quota 100 e ti da il 10% di rendimento nominale, a questo punto tutto e’ semplice avrai il 10% e al rimborso avrai indietro 100. Chiaro!
Ora immagina che il prezzo salga ed il tuo bond arrivi a quotare 200, ovvero il doppio, la cedola se fisso non cambia, resta 10% sul valore nominale ovvero 100, ti daranno 10 ma se dividi tale valore per 200 (ovvero quanto paghi il bond) il rendimento crolla al 5% poi devi considerare che a scadenza mica ti pagano 200, il prezzo a cui l’hai comprato ma ti daranno solo 100. Per cui devi mettere in conto pure la perdita capitale e l’interesse scende ancora.
Conclusione se il prezzo di un bond sale, logicamente il rendimento scende se segui il ragionamento sopra. Spero di averti spiegato il meccanismo.

sd
Scritto il 6 febbraio 2018 at 22:51

Gian­lu­ca,

Ci sarebbe anche un altra opzione, che probabilmente in molti sono costretti ad usare.

NON avere i soldi per fare nessun investimento e quindi non rischiare niente.

Probabilmente, se il modello socio/economico basato sulla finanza continuerà a comandare il mondo, in un non lontano futuro ci saranno sempre più persone costrette a scegliere quest’ultima opzione.

Comunque complimenti al Capitano Andrea per l’articolo. Grande da incorniciare.

SD

sd
Scritto il 6 febbraio 2018 at 23:04

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

A volte mi vengono seri dubbi al riguardo. Fino al 4 marzo c’è ancora tempo per pensarci e magari leggere questo link:
https://www.rischiocalcolato.it/2018/02/4-marzo-2018-lo-sciopero-degli-elettori-1888.html

Noi elettori dovremmo “votare” senza pensare ad un indirizzo politico ma secondo quello che sono i nostri interessi………poi i numeri faranno il resto.

SD

landini76
Scritto il 7 febbraio 2018 at 09:51

Come sempre non sono d’accordo sul bitcoin.

E’ verissimo che è uno strumento (le cryptovalute in generale) pericoloso se non si sa maneggiare.
E’ da sopra 8000usd che metto in guardia che stava salendo troppo ed era ora di mollare gli ormeggi.
Ma sono sicuro è solo questione di tempo perche si stabilizzi, (premesso che ormai bitcoin è stato in parte fagocitato dalla finanza tradizionare, che vuole farlo diventare un strumento speculativo)

Pero ci sono molte altre monete.

Non sottovalutate il mondo Crypto, va affrontato in modo razionale, ovviamente servono ancora anni perche si stabilizza.

PS. Non dimentichiamo che a gennaio 2017 stava a 1000usd, ora siamo a 7000usd nonostante il recente crollo.

landini76
Scritto il 7 febbraio 2018 at 09:53

A scusate ho letto che si parla di BLOCKCHAIN, le vera ricchezza.
SI son d’accordo, ma parlarne un po di piu in questo blog non sarebbe male.

vito_t
Scritto il 7 febbraio 2018 at 10:55

Sul bitcoin … c’è da aggiungere una stranezza, che credo fra non molto verrà … sanata .. Da novembre tratta il future a Chicago, .. ecco se uno compra a 8.000 e vende a 10.000 ci paga sopra un bel 26% di capital gain , se uno compra a 8.000 e vende a 10.000 su una di quelle piattaforme abilitate .. non paga nulla, ma quanto pensate che possa ancora durare ?

aorlansky60
Scritto il 7 febbraio 2018 at 11:08

@ Charliebrown
@ Laforzamotrice

Ci sarebbe un discorso lunghissimo da fare per tentare di spiegare e far compredere il mio punto di vista, non so se posso abusare dello spazio del Capitano… ci provo chiedendogli il permesso e tentando il massimo della sintesi, una dote che comunque non mi appartiene(sic).

Il “DOVE CI TROVIAMO” noi (ITALIA e Italiani) in questo momento non parte da ieri e nemmeno da 10anni fà (inizio congiuntura globale),

ma risale a molto tempo prima; la Storia è caratterizzata da turning point IMPORTANTI che periodicamente avvengono e che decretano il futuro corso per molti decenni a venire, e per l’Italia il turning point DECISIVO è stato l’8 SET 1943 con tutto quante ne è conseguito : come “perdenti” dell’ultimo conflitto mondiale siamo stati assoggettati agli USA molto più di altri Paesi, anche più della Germania stessa.

Basterebbe solo ricordare LA PRESENZA MASSICCIA DI BASI NATO in territorio ITA gestite da truppe USA per far comprendere QUANTO noi Italiani siamo stati assoggettati (e comandati e condizionati tuttora da essi) ormai da molti decenni.

Se non si crede a questo o non se ne è convinti (gli americani sanno essere comunque MOLTO discreti nel non fare pesare troppo la loro “presenza”), basta solo osservare la strana “fine” decretata dal destino(…) a due italiani del passato noti, Enrico Mattei e Aldo Moro che ognuno a modo loro si erano messo in testa la possibilità di un possibile “sgancio” o anche solo un “ammorbidimento” dal controllo USA sul ns Paese.

Nonostante questo, c’è stata una fase storica Italiana in cui la ns grande industria poteva ancora competere contro i principali competitors Europei (FR e DE) mi riferisco agli anni 50-60 (basti solo pensare alla scoperta della molecola plastica che ha poi aperto ad una marea di prod derivati del petrolio in campo pratico di uso comune, da parte della Chimica Italiana) ma stranamente (o più probabilmente perchè voluto) siamo riusciti a far squagliare come neve al sole molte di queste potenzialità, col risultato che l’Italia si è a poco a poco trasformato in un paese di imprenditori di piccola-media industria (mentre FR e DE mantenevano un connotato di GRANDE INDUSTRIA, primi in EU).

Dalle basi sopra descritte, ne deriva un Paese indiscutibilmente più debole e preda di altri più forti, non solo ECONOMICAMENTE ma anche nei condizionamenti politici internazionali su ogni tipo di scelta da intraprendere. Di fatto, dagli anni 70 anche se allora c’era solo una parvenza di Europa unita (per mezzo del solo Mercato Comune Europeo) e l’UE era ancora solo un sogno da divenire, l’Europa era già “comandata” dai due Paesi “forti” FR e DE, a loro volta “comandati” dagli USA (più la DE che la FR, senza perdere spazio a delinearne i motivi) in una logica di alleanza Atlantica stabilita.

Da allora in poi è stata intrapresa una via a senso unico a decretare, nel corso degli ultimi decenni di Storia, il destino dell’Italia, in un percorso “pilotato” e voluto DA ALTRI STATI più potenti :

1) lo scorporo di BankItalia dal Min.d.Tesoro con tutte le criticità che ne sono conseguite = da quel momento, l’Italia ha cominciato ad essere preda della finanza internazionale (GRANDI BANCHE D’AFFARI della FINANZA ANGLOSASSONE) che ha iniziato a stabilire LE CONDIZIONI aLLE QUALI L’ITALIA STESSA DOVEVA FINANZIARE IL SUO DEBITO PUBBLICO. Perchè loro sapevano bene che QUANDO PUOI CONTROLLARE IL DEBITO DI UN PAESE, LO TIENI IN PUGNO come affermato da un potente del passato con il seguente concetto :

“CI SONO DUE MODI per SOTTOMETTERE UN PAESE : IL PRIMO E’ CON LA SPADA; IL SECONDO E’ AVERE POTERE DI CONTROLLO SUL SUO DEBITO” (cit. J.Adams pres.d.USA)

2) terminati gli anni 80, hanno iniziato ad essere avvertiti più decisi sentori di “voglia” di UNIONE EUROPEA : nel 1992 vengono ratificati i trattati di Maastricht e tutto quello che ne consegue è delineato in modo più preciso : l’Italia è incanalata in una coalizione in cui NON è uno dei Paesi Forti (attenti a quei due : FR e DE) che prenderanno decisamente il comando da quando il progetto UE diventa realtà grazie all’adozione dell’€uro (2002).

In questa fase storica, a parziale discolpa del “gatto e la volpe de noaltri” (come li ho definiti in precedenza : r.prodi e m.d’alema) anche se non vorrei, ma per onestà intellettuale deve essere loro riconosciuto, che le scelte di cui li colpevolizzavo nel mio precedente intervento sono state in qualche modo “suggerite” (per meglio dire COMANDATE) da POTERI assai più in alto e più forti di loro e dell’Italia, ai quali NON si sono potuti sottrarre, essendo l’Italia strettamente inserita IN QUELLA COALIZIONE = USA – NATO – UE, in ordine di IMPORTANZA.

Con la perdita della propria sovranità monetaria, l’italia quale Paese già debole si è indebolita ulteriormente, perchè, in base al principio noto che IN UNA COALIZIONE A COMANDARE È IL SOCIO PIU’ FORTE CHE FA PRIMA I SUOI INTERESSI (ovvero quello dei suoi cittadini elettori) l’Italia non è più assolutamente in grado di poter scegliere su temi strategici decisivi in materia di economia, dato che TALI SCELTE LE VENGONO IMPOSTE : i burocrati dell’UE dall’alto del Palazzo a Bruxelles pubblicano i numeri ufficiali in base ai quali gli Stati devono rispondere. E in base a trattati e a meccanismi che prevedono PROCEDURE di INFRAZIONE con SANZIONI a seguire, gli Stati non si possono sottrarre.

Poi ci sarebbe anche da segnalare IL GROSSO AFFARE CHE SI È RIVELATO ESSERE PER la GERMANIA l’introduzione dell’€uro, grazie al quale -unico Paese in ambito UE ad averne beneficiato in quel senso- si è vista deprezzare la sua divisa storica (Il MARCO) con il cambio stabilito, acquisendo così una nuova divisa PIU’ COMPETITIVA, e per un Paese votato all’export di prodotti ad alto valore aggiunto e di elevato contenuto tecnologico, questo dato di fatto si è rivelato DECISIVO per fare assumere alla Germania il ruolo che occupa attualmente in ambito Europeo.

Che sia riuscita a farlo ANCHE a discapito degli altri paesi dall’economia più debole in ambito Europeo, questo per i tedeschi è un semplice dettaglio irrilevante. Dovrebbe essere invece più di un dettaglio di discussione per quei Paesi -tra cui l’Italia stessa- che queste condizioni LE DEVONO SUBIRE.

Per chi ha avuto la pazienza di leggere fino a questo punto : grazie per l’attenzione (anche per chi non sarà d’accordo con me, e scusate la lunghezza, ennesima riprova che la sintesi non mi appartiene; sorry).

puntosella
Scritto il 7 febbraio 2018 at 13:12

aor­lan­sky60,

standing ovation

Sintesi perfetta per chi conosce la STORIA.

Grazie per avercelo rimembrato.

PS:
Anche in DE le basi militari USA non mancano, hanno il lor quartiere generale in EU

landini76
Scritto il 7 febbraio 2018 at 14:20

vito_t@finanzaonline,

Vito ma tu vivi di sola speculazione?
Studiati cosa è la blockchain e il bitcoin per favore..

aorlansky60
Scritto il 7 febbraio 2018 at 15:58

@ Puntosella

Grazie;

giusta e pertinente osservazione, la Tua, a proposito della Germania :

in effetti Germania Giappone e Italia sono i 3 Paesi al mondo in grado di contare il maggior numero di BASI NATO gestite da truppe USA sul loro territorio, e sappiamo che NON è per caso… NULLA AVVIENE PER CASO, NEI FATTI DELLA STORIA.

;-)
:-)

vito_t
Scritto il 7 febbraio 2018 at 17:08

la blockchain è una cosa …. il bitcoin è un’altra, … l’utilizzo che si può fare della prima non ha nulla a che vedere con i movimenti appena appena speculatvi effettuati sul bitcoin …
Quando uno come te non sa cosa dire risponde in questo modo, … ho solo semplicemente fatto notare che qualsiasi “strumento finanziario” tu scambi sei soggetto all’imposta sul capital gain mentre se acquisti direttamente il bitcoin e non un suo derivato sulle piattaforme abilitate non lo paghi … questa è una stranezza “a prescindere” se uno fa o non fa speculazione, ….

charliebrown
Scritto il 7 febbraio 2018 at 19:15

aor­lan­sky60,

Condivido l’analisi che fai delle strategie di paesi più potenti dell’ Italia per condizionare il nostro paese e condivido il rilievo che dai all’ 8 settembre 1943.
Questa data non significò solo la resa agli angloamericani, ma anche la perdita della faccia di fronte ai tedeschi e specialmente l’inizio della guerra civile in Italia. Non credo che sia solo retorica la frase che lessi da qualche parte: “l’8 settembre del 1943 morì la patria”.
Germania e Francia non sono passate nel novecento attraverso un’esperienza devastante come una guerra civile, anche questo mi pare vada tenuto in considerazione per capire la subalternità nella quale noi italiani siamo caduti. Goffredo Mameli credeva di riferirsi al passato parlando di italiani calpesti e divisi, ma purtroppo era anche profeta.

laforzamotrice
Scritto il 7 febbraio 2018 at 20:49

aorlansky60,

Solo alcune osservazioni:
1) L’italia secondo banca d’italia ha risparmi privati liquidi per la bellezza di oltre 4000 miliardi, significa che il risparmio privato è anche “merito” del debito pubblico italiano.
2) “si è vista deprezzare la sua divisa storica (Il MARCO) con il cambio stabilito, acquisendo così una nuova divisa PIU’ COMPETITIVA,” cambio marco/lira http://goofynomics.blogspot.it/2014/11/la-conversione-liraeuro.html.
3) Confronta la % di popolazione attiva in Germania e in Italia.
4) Come crescita PIL ci hanno superato tutti in Europa tranne la Grecia… loro che vantaggi hanno? o sono tutti tedeschi travestiti con un vantaggio di cambio?

PORTELLO
Scritto il 8 febbraio 2018 at 16:50

Penso che chiunque abbia un po di testa ed esperienza abbia capito che siamo di fatto una colonia americana
ci controllano, ci obbligano a firmare delle carte dove dichiariamo di non essere cittadini americani o avere interessi in America, etc
ma io dico…ma com’e’ possibile dare questo potere a uno stato straniero?

poi vabbè alla fine l’ Italia e’ veramente il migliore paese europeo per qualsiasi cosa…siamo i numeri 1 ma abbiamo forse la peggior classe politica

dato che la Germania continua a comportarsi da Nazista, l’ unica differenza e’ che invece di un psyko baffetto c’e’ un’ inchiavabile culona (grande Silvio!), e la Francia si crede sempre superiore in altri campi…dovremmo diventare il resort dell’ Europa…fargli pure fare i soldi con i loro sporchi giochi e poi farglieli spendere tutti a suon di vino, arte e belle spiagge…

ah dimenticavo, invece di fare ponti d’ oro a crucchi e mangia rane li facciamo a mangia cus cus e taglia teste…

siamo proprio un popolo di coglioni…

l’ unica soluzione e’ emigrare..chi non l’ ha fatto si prepari…presto…sara’ costretto…

aorlansky60
Scritto il 9 febbraio 2018 at 08:28

@ Portello

dato che la Germania continua a comportarsi da Nazista, l’ unica differenza e’ che invece di un psyko baffetto c’e’ un’ inchiavabile culona (grande Silvio!), e la Francia si crede sempre superiore in altri campi …dovremmo diventare il resort dell’ Europa… fargli pure fare i soldi con i loro sporchi giochi e poi farglieli spendere tutti a suon di vino, arte e belle spiagge…

Stai tranquillo che ci hanno già pensato… loro… e questi “loro” non sono certo soc italiane ma potenti catene alberghiere guarda caso Francesi e Tedesche, quando si dice il caso… ma il fatto è che chi fà la storia non lo fa per caso, sono sempre i più potenti a farla, con i più deboli che la devono subire.

Mi spiego meglio : non è certo un mistero che l’Italia, per sua invidiabile pos geografica, abbia un potenziale notevolissimo nel settore tutistico, e non c’è da stupirsi, con quei 5000km di coste e spiagge di cui è dotato il suo territorio, e questo lo sanno tutti : eserciti di vacanzieri del nord europa che da 60 anni affollano il ns paese nei periodi esitivi…

Ma da quando è entrata in scena l’UE, qualcosa si stà muovendo anche in quel settore : si potrà dire di tutto di loro ma non che sono scemi, conoscono bene i potenziali dell’Italia (come di qualsiasi altro Paese) da sfruttare :

da qualche anno, la UE stà spingendo fortemente (con molta discrezione senza far rumore, ma pur sempre fortemente dietro le quinte) sui ns esecutivi di gov affinchè venga stralciata quella legge italiana sulle concessioni balneari come attualmente regolamentata che permette l’attività per pochi soldi agli stabilimenti “di casa nostra”, non grandi società ma il piccolo privato che per pochi spiccioli ti affitta sdraio e ombrellone; l’obiettivo è chiaro : ALZARE L’ASTICELLA DELLA CONCESSIONE (monetariamente parlando) per estromettere totalmente questi piccoli privati per permettere l’ingresso massiccio in Italia di quelle grandi catene alberghiere Francesi e Tedesche, che non vedono l’ora di trasformare il territorio a loro concesso con una valanga di cemento e reticolati creando strutture di lusso, con costi adeguati da sostenere per chi vuole il servizio.

Guardate solo cosa hanno fatto i tedeschi con la Grecia negli ultimi 10anni : una volta che la Grecia è diventata ricattabile, da quando cioè è entrata a far parte di una organizzazione quale l’UE dalla quale non si poteva sottrarre per gli impegni sottoscritti, l’hanno prima distrutta economicamente costringendola ai loro voleri; successivamente, una volta piegati in ginocchio i greci, i tedeschi si sono comprati buona parte dei porti merci e degli aeroporti greci al prezzo di un “hot-dog”. (non stò parlando al vento, prendetevi il tempo se non ci credete di andare a verificare quanto stò dicendo e DA QUALE NAZIONALITA’ PROVENGONO i CAPITALI entrati nei principali scali portuali e aeroporti greci recentemente…)

La Storia viene sempre scritta dai più forti, mai dai più deboli. E i più forti (stò ovviamente parlando di Stati sovrani) molto spesso anzi praticamente SEMPRE sono sistematicamente PRIVI DI SCRUPOLI verso i più deboli, ma questo è un semplice dettaglio…

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