APPLE: I SINTOMI DELLA GRANDE DEPRESSIONE!

Scritto il alle 08:54 da icebergfinanza

 Risultati immagini per crisi del 1929 stati uniti

Partiamo da qui da dalla prima lettera dell’ Alphabeto, ricordando a tutti che buona parte delle aziende americane hanno subito una sensibile riduzione ad opera della riforma fiscale di Trump…

Apple: trimestrale record ma vendite iPhone deludono

Apple ha chiuso il suo primo trimestre fiscale con utili e ricavi record e superiori alle attese degli analisti. Il colosso tecnologico ha deluso con le consegne dei suoi iPhone, iPad e Mac e ha fornito guidance inferiori alle stime per il trimestre in corso. Ha fatto però capire che potrebbe continuare a premiare i soci e a fare acquisizioni. Grazie anche all’effeto dato dalla riforma fiscale Usa. Forse per questo il titolo ha corso nel dopo mercato invertendo rotta rispetto a un calo iniziale.

Apple premierà gli azionisti non certo i propri dipendenti, vedremo nei prossimi trimestri quanti telefonini riuscirà a vendere, ma soprattutto in quale maniera continuerà a far salire gli utili e i ricavi senza toccare la forza lavoro.

Alphabet chiude trimestre in perdita, pesa riforma fiscale Usa

Nell’ultimo trimestre del 2017 i ricavi sono cresciuti più delle stime ma preoccupa l’aumento del denaro pagato ad altre aziende per attrarre internauti sui dispositivi mobili

Alphabet ha deluso con la sua ultima trimestrale, non tanto perché è stata chiusa in perdita (colpa della riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale) quanto per l’andamento delle vendite. Il mercato teme che la divisione Google dipenda sempre di più da altre aziende per raggiungere i consumatori sui dispositivi mobili. E infatti è stata registrato dalla divisione un altro balzo del denaro pagato ad altri per distribuire pubblicità. Proprio per questo motivo il titolo del colosso tecnologico nel dopo mercato a Wall Street ha perso fino al 5% per poi ridurre il calo.

Nel quarto trimestre del 2017, Alphabet ha messo a segno perdite per 3 miliardi di dollari, o 4,35 dollari ad azione, contro utili per 5,33 miliardi di dollari, o 7,56 dollari ad azione. Le forti perdite sono state causate dalla riforma fiscale approvata a dicembre dal Congresso americano: l’impatto una tantum è stato di 9,9 miliardi di dollari.

Bene anche qui calano le vendite ma soprattutto si conferma il forte impatto negativo della riforma fiscale di Trump su alcune aziende americane. Gli effetti positivi sono ancora tutti da dimostrare, perché l’America sta preparandosi ad affrontare la fine del più lungo ciclo economico della storia.

Amazon: per la prima volta utili sopra il miliardo di dollari

Amazon continua a stupire il mercato, mettendo a segno conti trimestrali che battono le attese sia sul fronte degli utili – per la prima volta sopra il miliardo di dollari – sia su quello dei ricavi.Il gruppo guidato da Jeff Besos negli ultimi tre mesi del 2017 ha registrato 1,9 miliardi di dollari di utili contro i 749 milioni di dollari dello stesso periodo del 2016. I profitti per azione sono stati di 3,75 dollari, contro 1,54 dollari dello stesso periodo del 2016 e comunque ben oltre le attese degli analisti che erano per soli 1,85 dollari.

Anche in questo caso Amazon premia i suoi dipendenti con stipendi da fame, ritmi e ambiente da incubo e…

Amazon brevetta bracciali per monitorare performance dei dipendenti 

Un “braccialetto a ultrasuoni” potrebbe consentire ad Amazondi controllare che i dipendenti al lavoro nei suoi magazzini mettano le mani nel posto giusto. Il colosso dell’e-commerce, secondo quanto riferito dal sito di tecnologia GeekWire, avrebbe già depositato due brevetti con questa tecnologia composta da un emittente (il braccialetto, appunto) e da un ricevitore, che permette di rilevare la posizione delle mani su un piano a due dimensioni, monitorando la performance legata a compiti specifici.

La realtà di Amazon un’autentica bomba deflattiva che attraversa l’economia mondiale, alla salute di tutti i fessi che si aspettano inflazione…

Report – Il vero guadagno di Amazon

 Analizzando i bilanci di Amazon traspare che il gigante guidato da Jeff Bezos non sembra lavorare per guadagnare, ma per prendersi il mercato. Un mercato grande quanto il mondo

Fin qui tutto bene, a parte Alphabet, tutti a festeggiare nel dopo borsa.

Per il momento ci fermiamo qui e facciamo un salto indietro nella storia riprendendo alcuni passaggi del libro di JKGalbraith, il nostro economista preferito, un pezzo tratto da un nostro vecchio post…

Torniamo agli anni venti, durante i quali un’infinità di piccole società si erano raggruppate con lo scopo principale di ridurre eliminare o regolare la concorrenza.
Ognuno di questi giganti dominava un settore dell’industria e quindi esercitava una notevole influenza sui prezzi e sulla produzione.
In quelli anni, un tizio qualsiasi della cerchia urbana di New York o Chicago poteva, senza imbarazzo, gloriarsi di essere un genio finanziario.
Erano gli anni dei cieli blu infiniti, ogni operazione finanziaria era benedetta come la più innovativa e spettacolare, ogni record veniva sistematicamente abbattuto e gli occhi stellati di Wall Street ignoravano completamente i segnali di deterioramento dell’economia reale scommettendo su una ripresa prossima ventura.

Secondo Galbraith, a quei tempi era vivo l’interesse per l’organizzazione ramificata dell’attività bancaria, ed era largamente diffusa l’opinione che le leggi statali o federali fossero un’arcaica barriera a un consolidamento che avrebbe riunito le banche dei piccoli centri in pochi gruppi regionali o nazionali. Furono tenuti in grande considerazione vari accorgimenti diretti ad eludere lo scopo della legge, fra essi in particolar modo le società finanziarie di credito.

Vi ricorda niente quest’ultimo passo, applicato all’annosa discussione in corso sulla autoregolamentazione o l’introduzione di regole e limiti all’attività degli hedge fund?

Nessuna barriera per i fondi monetari di “barriera” come appunto suppone la parola “hedge”!

Il capolavoro di architettura finanziaria speculativa in quelli anni, quello che, più di ogni altro espediente, permise di soddisfare la domanda di titoli ordinari, quindi di investimento, furono le cosiddette società di investimento, INVESTMENT TRUST, che io oggi paragonerei senza ombra di dubbio ai fondi hedge e private.
Una tipica Investment Trust, conteneva titoli di 500/1000 società di gestione. Di conseguenza il risparmiatore con poche sterline era in grado di ripartire il rischio come avviene oggi con l’acquisto di quote di fondi di investimento appunto.
Gli amministratori dei trust godevano della massima discrezione nell’investimento dei fondi a loro disposizione, togliendo al comune azionista la possibilità di interferire nelle decisioni societarie!

La sintesi la trovate qui sotto sostituite la parolina INVESTMENT TRUST con EXCHANGE TRADED FUND per gli amici ETIEFFE e non dimenticate la lunga analisi apparsa nell’ultimo nostro manoscritto EPIC MOMENT 2018…

La crisi del ’29

La crisi affonda le sue radici in una politica monetaria fortemente espansiva della Riserva Federale[1], a partire dalla primavera del 1927, che rese disponibili a banche e individui una massa rilevante di liquidità, impiegata in larga parte in acquisto di azioni quotate a Wall Street da parte di privati anche per il tramite di investment trust[2].

Più grande ed evidente di così non riesco a scrivere…

Dall’inizio del 1928 la speculazione sui titoli azionari alimentò un boom senza precedenti nei volumi di azioni giornalmente compravendute e rese possibile l’innescarsi di una spirale di  rialzi dei prezzi, sospinta dalla immaginifica rappresentazione di prospettive floride di crescita economica e da conseguenti aspettative irrealistiche di profitti futuri delle società industriali[3]. Un senso di forte fiducia circa lo stato dell’economia era largamente diffuso tra la gente comune e questo costituiva il propellente del comportamento degli investitori-speculatori.

Il grande economista statunitense, John K. Galbraith, descrive – con grande efficacia – questo “clima psicologico” di ostentato (e artificioso) ottimismo economico che si era creato all’epoca:

“Affermando solennemente che la prosperità continuerà, si può contribuire, così si crede, ad assicurare che la prosperità effettivamente continui. Specialmente fra gli uomini d’affari è grande  la fede nell’efficacia di tale formula magica”[4].

Un elemento importante della dinamica di costruzione della “bolla” azionaria è da rintracciare nella tecnica di acquisto delle azioni tramite contratti di “riporto”, ossia tramite contratti conclusi dagli investitori privati con gli operatori di borsa (i c.d. agenti di cambio) in forza dei quali quest’ultimi fornivano ai propri clienti a prestito la liquidità necessaria agli acquisti di titoli ricevendo a garanzia i titoli medesimi, con l’obbligo di restituzione del prestito stesso a scadenza ravvicinata (tipicamente, un mese). Gli operatori di borsa a loro volta si finanziavano presso le banche portando a garanzia i titoli azionari consegnati loro dai propri clienti “a riporto”.

Questo circuito finanziario “perfetto” costituito da Riserva Federale-banche-operatori di borsa-investitori privati – che connetteva “armoniosamente” finanziamenti ad acquisti di titoli azionari – si reggeva sul presupposto che gli incrementi di prezzo dei titoli medesimi registrati sul mercato di Wall Street fossero superiori ai tassi d’interesse sui prestiti concessi nel periodo di riferimento (tassi che raggiunsero il livello massimo del 20% su base annua nel giugno del 1929).

Ma come si verifica in tutte le situazioni di “bolla finanziaria”, basate su speculazione ed euforia,  il mercato prima o poi torna in equilibrio e questo accade con una spinta emotiva alle vendite incontrollate pari d’intensità, ma di segno opposto, a quella che ne sorregge gli acquisti in precedenza; in poche parole, l’euforia che origina la bolla viene ad essere seguita da fenomeni di panico che ne decretano lo scoppio.

A proposito la notizia di ieri è che la Bank of Japan si è offerta di acquistare tutti i bond i circolazione…

(Teleborsa) – La banca centrale giapponese ribadisce la volontà di proseguire il piano di allentamento monetario con un’inflazione che si mantiene ancora lontana dal suo target del 2%.

“L’economia si sta espandendo moderatamente, ma i prezzi restano deboli. C’è ancora una certa distanza dall’obiettivo del 2%” – ha detto il vice governatore della Bank of Japan Kikuo Iwata smorzando di fatto le speculazioni su una eventuale intenzione della banca centrale di avviare una exit strategy dalle misure di stimoli monetari straordinari.

In un discorso ai leader aziendali di Oita, nel sud del Giappone, Iwata ha spiegato che la “BoJ non alzerà i tassi solo perché la Fed sta facendo lo stesso o la BCE sta uscendo dal QE. Il target di inflazione al 2% – ha affermato – è ancora molto lontano dall’essere raggiunto”.

La Bank of Japan, intanto, ha fatto sapere di aver aumentato gli acquisti di bond con scadenza tra i tre e i cinque anni da 300 miliardi a 330 miliardi di yen. L’incremento, il primo targato 2018 dallo scorso luglio, è di fatto un chiaro messaggio della banca centrale di non avere alcuna intenzione, almeno per il momento, di allontanarsi dalla sua politica monetaria di stimoli straordinari.

Sono ancora molto lontani dal loro obiettivo di inflazione, non c’è storia è come sparare sulla croce rossa, in piena deflazione da debiti, non solo suggeriscono che non correranno dietro a nessuno, ma pure aumentano l’acquisto di bond.

Chiaro in concetto o serve un disegnino?

Il nostro Mike, ieri ha commentato la notizia dicendo ironicamente ma non troppo che una volta raggiunto il 100 % del mercato obbligazionario, la BOJ può cancellare il debito pubblico dichiarandolo nullo. Dopotutto, la BOJ dovrebbe solo rimborsare i soldi a se stessa.

Successivamente, il Giappone potrebbe distribuire abbastanza denaro gratuito in modo che anche tutti i debiti privati ​​e societari vengano cancellati.

Ripeto è ironia, ma questa è la strada che percorre da anni la Bank of Japan, con il più colossale debito pubblico della storia e del mondo.

Japan Government Debt to GDP

Mentre loro vi raccontano del debito pubblico brutto e cattivo, dei limiti invalicabili del 3 % del pareggio di bilancio in costituzione, del fatto che avete tutti vissuto oltre le vostre reali possibilità, i giapponesi, la loro banca centrale il debito se lo comprano e lo fanno sparire nel nulla.

Su coraggio lo so che non è etico, ma loro e non solo loro, mezzo mondo, il debito lo cancella con un click!

Vedi Bellezza, la deflazione da debiti, ha fallito le sue opzioni migliori, l’inflazione, la crescita economica superiore alla generazione di debito o la diminuzione del debito sotto il livello della crescita, non resta che l’ultima opzione, ristrutturazione, fallimento o cancellazione del debito.

Prenditi un paio di minuti e guardati questo video, ma soprattutto osserva come Draghi ride sotto i baffi…

Buona consapevolezza!

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22 commenti Commenta
reragno
Scritto il 2 febbraio 2018 at 09:37

Per completare quello già scritto l’America di Trump oggi.
https://www.maurizioblondet.it/lo-statino-dellunione-cio-trump-non-detto-non-sa/

mmax
Scritto il 2 febbraio 2018 at 10:04

Mercato smartphone crolla dell’8,8% nel Q4
https://mobile.hdblog.it/2018/02/02/strategy-analytics-mercato-smartphone-q4-2017/

signor pomata
Scritto il 2 febbraio 2018 at 12:02

re­ra­gno@fi­nan­zaon­li­ne,
Ho letto e ho appreso qualcosa a cui ero arrivato da solo, ossia che non spendono un cazzo in edifici pubblici.
Ecco perche il moltiplicatore è zero.
Sono il paese migliore e più forte e tengono un terzo delle scuole fatte 80 anni fa.
Ci stanno rovinando…..dobbiamo tentare di salvare la nostra identità…..non hanno un minimo di approccio al futuro.
Sono alla deriva.

laforzamotrice
Scritto il 2 febbraio 2018 at 12:12

Una domanda (sinceramente, senza intenti polemici) : Ma qual’è l’utilità di un debito? Intendo a livello sociale. Perchè TUTTO ha dei pro e dei contro.

signor pomata
Scritto il 2 febbraio 2018 at 12:48

Sentite su la sette nel programma aria che tira le stronzate che ci propinano.
Trasmissioni già preconfezionate in cui lo stato viene equiparato a una famiglia.
Come se una fai glia potesse coniare moneta e decidere che leggi applicare.
Poi via di sorfa con il debito…..la stabilità…..
Mai che uno in studio che li manda a fare in culo.
Il capitale ci fottera tutti….compresi quei poracci in studio.

signor pomata
Scritto il 2 febbraio 2018 at 15:34

Dal sito di fineco…copio e incollo.

Il future dell’indice S&P500 è in ribasso dello 0,5% dopo la pubblicazione dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti. Scattano gli acquisti sulle obbligazioni: il rendimento del Treasury Bill si porta a 2,82%, da 2,79% della chiusura.

Quindi se uno acquista il rendimento della obbligazione sale….secondo questa fonte che non ho voluto citare per non dare problemi ad andrea ma chi ha fineco può tranquillamente trovare.
Oggi è cosi…..questo passa il convento della informazione.

stanziale
Scritto il 2 febbraio 2018 at 19:10

laforzamotrice@finanza,

Come immaginavo. Mi avevi replicato…
“IN ITALIA SI LAVORA POCO e in pochi. Sono 2 anni che sono disoccupato, sai quante volte mi ha contattato l’ufficio collocamento? 0! Secondo te è logico che il padre di un mio amico morto 10 giorni fa prendesse 1600 euro di pensione al mese, 36 anni di contributi, mentre il mio amico 52 anni facendo lo stesso lavoro prende 1480 euro di stipendio? Lo sai, potrei continuare per ore ma mi limito a farti una domanda: in tutto ciò, cosa c’entra la Germania?”

scusa, ma se non centra la germania, tu che sei detrattore degli italiani che avrebbero poca voglia di lavorare e non sono produttivi, poi perche’ salvi proprio te stesso? Se i motivi della disoccupazione italiana non sono quelli che ha elencato un fantastilione di volte il capitano, bagnai e vari altri, ma (secondo te, giannino seminero) dipende dagli inferiori italiani…tu cosa hai di diverso?
VAI A LAVORARE, LAFORZAMOTRICE, BASTA SCUSE, LAVATIVO.

signor pomata
Scritto il 2 febbraio 2018 at 20:53

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

Premesso che credo che sei un trollatore, lo credo perché uno che non trova lavoro da due anni dovrebbe avere il sangue a gli occhi e invece te lo hai per chi lavora non per chi il lavoro te lo ha fatto perdere.
Come se tagliare metà pensione di tuo o mio padre poi ti farebbe lavorare.
Se non hai capito come funziona uno stato sovrano o cosa sia realmente un debito pubblico, o cosa sia un aggancio valutario allora non meriti risposte esaustive.
Non le meriti perche basterebbe cercare in rete e trovare le risposte, omettendo di dire che se segui andrea e non hai capito le basi perche continui?

enzo1949
Scritto il 2 febbraio 2018 at 21:13

ottimo post,
Tempo addietro ho visto nel sito segnalato da Andrea di R.Lance un interessante articolo su McDonald scritto da M. Lebowitz nel quale si faceva riferimento ai vari “aggiustamenti” di bilancio (quali aumenti di debito e diminuzione di cash flow per poter effettuare dei buy back ed aumentare i dividendi per azione nonostante gli utili e il fatturato siano in diminuzione). La domanda e’: quante aziende si rendono responsabili di manovre simili? La stessa cosa pare succeda con la GE…….. Cordiali saluti

sd
Scritto il 2 febbraio 2018 at 21:31

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

Visto che hai fatto una domanda vorrei risponderti. Naturalmente opinione personale e senza voler fare polemica.
Intanto bisogna distinguere tra un debito Privato e un debito Pubblico.
Il debito privato permette di possedere in questo momento qualcosa, che poi il debitore ripagherà dilazionato con il tempo, gravato di eventuali interessi. Naturalmente ci possono essere anche casi più complessi di debito Privato.

Il debito Pubblico, se hai letto questo e molti altri articoli del Capitano, è un altra cosa.
Qualcuno dice che il debito Pubblico è la ricchezza dei cittadini…….e forse è vero.
Qualcuno dice che in uno Stato Sovrano con Moneta Sovrana, se ben governato e gestito, il Debito non esiste……..forse il Giappone nè è un esempio reale.
Invece la Grecia si farà spennare…..e l’Italia è sulla buona strada.

Inoltre ti linko un articolo che spiega cosa è una Moneta Sovrana e una Moneta Privata Straniera:
http://marcodellaluna.info/sito/2018/01/28/un-giudice-ammette-la-moneta-bancaria-non-e-moneta-legale/

Saluti e senza polemica

SD

madmax
Scritto il 2 febbraio 2018 at 21:53

laforzamotrice@finanza,

Hai mai letto Marx?
Se tu ricevi un salario, ed il prezzo dei beni che compri ha dentro il costo del salario (tuo o di altri) ed il profitto, ne va da se che con il tuo salario soltanto (a meno che tu non sia un bankster) non camperai mai, per cui ti devi indebitare per far andare avanti il sistema. Il boom del debito e’ il successo del Kapitalismo, togliere non solo cio’ che possedete ma pure di piu’.
Mio nonno direbbe: mangiarsi l’uovo in culo alla gallina….
:)

laforzamotrice
Scritto il 3 febbraio 2018 at 18:39

stanziale@finanza,

1) Io salvo me stesso? io non sono a carico di NESSUNO, quindi non mi ci metto in quelli che vorrebbero essere mantenuti dallo stato.
2) Se lo stato non dovesse mantenere milioni di poco produttivi, potrebbe abbassare di molto le tasse, e questo permetterebbe alle aziende italiane di essere più competitive e quindi di poter ampliarsi e cosi dare lavoro VERO, non parassitario come le coop che “aiutano ” gli extracomunitari, i “forestali” siciliani e calabresi, i disoccupati organizzati, i burocrati inutili, i cassintegrati in eterno ecc.ecc.. Ripeto, COSA C’ENTRA LA GERMANIA? in tutto questo continui a non spiegarlo.
Certo, finchè c’è gente che è convinta che per risolvere i problemi basta stampare, (curiosamente è un problema se lo fa il giappone, gli USA, la BCE, sarete d’accordo che comprare qualsiasi cosa come stà facendo la bce è stampare, ma se lo facciamo noi è la panacea di tutti i mali… boh.) che mi sembra un’enorme cazzata , e anche qui nessuno che mi risponde alla questione: PERCHè I PAESI COME IL VENEZUELA , IL GHANA. L’ARGENTINA E CENTO ALTRI PAESI DI POVERI MORTI DI FAME NON SONO RICCHI VISTO CHE HANNO LA LORO BANCA CENTRALE? Io sarò un troll, ma voi non mi avete ancora risposto

signor pomata@finanzaonline,
avendo io fatto il dipendente ema anche l’imprenditore, sò, al contrario di te, che licenziare dipendenti di solito non piace a nessuno, ma il mercato ha le sue leggi, e se questo cambia, perchè forse non ve ne siete accorti ma dal 92 sono cambiate alcune cosucce, SVEGLIA, questo porta a delle conseguenze che solo i poveri di spirito possono pensare che sia una semplice questione di volontà. Io seguo Andrea perchè sostiene delle tesi, e cerca di argomentarle, questo non fa di lui un Dio, ne di me un idiota, su certe cose sono d’accordo su altre ne, si chiama usare il proprio cervello. In quanto al tagliare le pensioni, si, sono dell’idea che applicherei il retributivo retroattivamente. Visto che queste regole valgono per me, anzi per noi, perchè gli altri no? Lavoreremo molto di più e prenderemo molto di meno, a voi sta bene? Diritto acquisito? allora perchè rompete le palle ai politici per i loro privilegi? Sono diritti acquisiti anche quelli. Ma voi siete quelli del “poveri pensionati che prendono la minima” ma a casa mia chi prende la minima è perchè NON HA VERSATO, quindi è tutto grasso che cola. Non dico che bisogna mettere sulla strada costoro, ma sia chiaro: NON E’ UN LORO DIRITTO, ma una nostra (della comunità) gentilezza. La casa NON E’UN DIRITTO, se lo fosse perchè io pago l’affitto o il mutuo? sono il più cretino? Voi non pagate? Anche in questo caso vale il concetto sopra, posso provvedere come comunità, MA NON DEVO FARLO, è una nostra cortesia.
Concludendo se io stato risparmio spese ingiustificate o inutili, ho più risorse da investire sul LAVORO e sulla produzione di ricchezza REALE.
Ma no, avete ragione voi, stampiare e bitcoin, vedremo i risultati, e fanculo i cretini che lavorano.

apprendista
Scritto il 4 febbraio 2018 at 19:09

laforzamotrice
Scritto il 4 febbraio 2018 at 19:10

Il datore di lavoro è un essere umano come te e me, lavora per guadagnare, esattamente come qualsiasi dipendente ( o ti risulta che il dipendente lavori per hobby o per far guadagnare il titolare?), esistono datori di lavoro corretti e bastardi, cosi come lo sono i dipendenti. Io sono contrario ai pasti gratis, il welfare deve servire ad aiutare le persone a muoversi con le proprie gambe, non a trasportarseli in spalle fino alla morte. Per me il welfare è come l’ospedale, devi essere ricoverato quando hai problemi, ma poi deve guarirti e dimetterti, non tenerti li a vita. RIRIpeto, se i soldi SPRECATI nell’assistenzialismo inutile fossero investiti nel creare lavoro UTILE non ci sarebbero disoccupati e il paese sarebbe messo molto meglio.

stanziale
Scritto il 4 febbraio 2018 at 23:43

laforzamotrice@finanza,

Non fare il finto fesso, ti ho inondato con decine di repliche e grafici e link, sugli effetti del divorzio 1981, maastricht, l’euro, il differenziale di inflazione e competitivita’ con la germania, i trucchi di quest’ultima ecc. tutta roba non certo farina del mio sacco, ma pubblicata da Andrea, Bagnai, Barra Caracciolo, Voci dall’estero ed altri- tu non rispondi mai direttamente, perche’ non puoi, salvo dopo un po’ riprendere con le solite domande stantie…il venezuela, ghana ecc, non centrano nulla con la situazione italiana, dove abbiamo un avanzo primario bestiale (ci stanno spolpando) e quindi con una moneta e banca centrale indipendente ci riprenderemmo. Per quanto riguarda te stesso: accrediti le teorie autorazziste di Giannino e c., pero’ curiosamente non valgono per la tua persona; quindi abbiamo capito che in italia chi non lavora e’ perche’ non ha voglia di lavorare, meno laforzamotrice in quanto vittima dello stato…
che in effetti e’ si colpevole, ma per aver firmato i trattati capestro. Proprio quelli che hanno fatto aumentare le tasse(di cui ti lamenti) e quindi provocano disoccupazione, ma a te piacciono tanto(i trattati, i tedeschi e quindi le tasse)…la colpa e’ degli italiani meno che te stesso…
ps penso che le ditte di Brescia ormai per lo piu’ sono sub fornitori dei tedeschi, cioe’ loro servi…probabilmente sostituibili, prima o poi. Nonche’ acquistabili dai tedeschi stessi, le migliori…
Ma, non vorrei focalizzarmi solo sui tedeschi. Il governo eurista (per sperare di sopravvivere) ci ha venduto ai francesi, come noto. Venduto, la forza motrice. Presente chi comanda in telecom, generali, unicredit? Di come le nostre truppe vanno in niger (al’linsaputa del governo nigeriano!) , cioe’ con bandiera francese, tipo legione straniera, ovvero carne da macello? E quelli come te, sono fieri di questa ue, dell’essere una colonia, e disoccupati…continuiamo cosi!

signor pomata
Scritto il 5 febbraio 2018 at 07:17

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

Cazz…..hai fatto un post delirante.
Un guazzabuglio di tutto e tutti.
Non sei riuscito nemmeno a capire che anche se hai una tua moneta come venezuela o argentina il default è in moneta estera.
Se non hai economia in grado di produrre nulla che te ne fai della tua moneta se compri tutto da fuori?
La cosa inquietante è che non hai capito non poco…….nulla.

laforzamotrice
Scritto il 5 febbraio 2018 at 08:57

madmax,

Scusa, perchè dici che ” ne va da se che con il tuo salario soltanto (a meno che tu non sia un bankster) non camperai mai” ? Io ci ho sempre vissuto piuttosto bene, e senza fare debiti. Certo, adesso le cose stanno peggiorando, sono disoccupato e per chi trova lavoro gli stipendi che offrono sono spesso vergognosi, ma dipende dalla situazione contingente.

apprendista@finanza,
Hai mai provato a quantificare le ore lavoro medie in Italia?
http://www.repubblica.it/economia/miojob/lavoro/2018/01/29/news/italia_ore_lavoro-187500292/

https://www.investireoggi.it/economia/lavorare-tutti-lavorare-meno-dati-ocse-italiani-sgobbano-piu-dei-tedeschi/

Da notare il titolo di repubblica, “i meno stakanovisti”, non “i più lazzaroni” ahahahahahah.

Se teniamo conto che in un anno ci sono 8760 ore, 1718 ore lavorate non mi sembrano eccessive, se poi le dovessimo calcolare sui 35 anni come qualcuno vorrebbe, con un’aspettativa di vita di 84 anni, fatevi due conti, (84x24x365=735.840 contro 1718×35=60.130 significa che lavoriamo un 12° della nostra vita ) se infine ci mettiamo i 19 milioni che producono su 60 milioni ecco che mi sembra che il rapporto lavoro/ricchezza italiano prodotto sia estremamente favorevole. So che il conteggio è molto spannometrico, ma rende l’idea.

aorlansky60
Scritto il 5 febbraio 2018 at 09:12

Ma qual’è l’utilità di un debito? Intendo a livello sociale.

Curioso che questa domanda emerga in un blog frequentato da persone che mi sembrano ben oltre la media di conoscenza e consapevolezza dei temi trattati…

Un DEBITO fa di un essere un debitore, uno che può essere “controllato” e quindi uno non più libero, o decisamente meno di quanto lo fosse prima.

Ma è a livello di Stati sovrani che questa caratteristica assume aspetti decisamente interessanti e IMPORTANTI per COLORO che possono manipolarlo e controllarlo, a scapito di chi lo deve subire.

Ti faccio un esempio pratico ma in senso inverso : il Giappone

La BoJ è l’unico debitore del giappone, perchè attualmente emette e acquista il 99% del proprio debito. Nel resto del mondo a nessuno frega del GIGANTESCO DEBITO PUBBL GIAPPONESE (il più elevato del mondo in rapp al proprip pil) proprio per questo.

Noi Italiani eravamo nelle stesse condizioni del Japan fino a che il Ministero del Tesoro possedeva BankItalia = per finanziare il deb pubblico, quest’ultima emetteva obbligazioni sovrane (come fanno tutti gli Stati del resto) che i mercati esteri acquistavano, e l’invenduto era acquistato da BankItalia stessa, stampando moneta, MA SOPRATUTTO IN QUESTO MECCANISMO NON ERANO I MERCATI A DECIDERE LO SPREAD, MA ERA LO STATO ITALIANO A FISSARE IL PREZZO!

Si può ben dire che per l’Italia l’inizio della perdita di sovranità inizia dal 1981 anno coincidente con lo scorporo tra Min.d.Tesoro e BankItalia : una forzatura guarda caso voluta NON dagli Italiani ma ordinata da fuori = da allora, SONO I MERCATI CHE CONDIZIONANO E FISSANO IL PREZZO DELLE NS OBBLIGAZIONI SOVRANE.

Ed essere dipendenti da questi è il primo step necessario per essere “controllati” o per meglio dire essere resi SCHIAVI.

La storia dovrebbe pur insegnare…

“CHI È IN GRADO DI CREARE MONETA DETIENE IL POTERE ASSOLUTO”

e chi è che in Europa in questa fase storica, è in grado di emettere MONETA ???

di certo NON l’Italia (non più)

Un furbo filibustiere della ALTA finanza dell’800 (il capostitipe della fam. Rothschild) ebbe ad affermare :

DATEMI IL CONTROLLO DELLA MONETA DI UN PAESE, E NON MI PREOCCUPERO’ DI CHI NE FA LE LEGGI

aorlansky60
Scritto il 5 febbraio 2018 at 09:13

NB: il mio post precedente era in risposta a LaForzaMotrice

laforzamotrice
Scritto il 5 febbraio 2018 at 14:33

stanziale@finanza,
1) “quindi abbiamo capito che in italia chi non lavora e’ perche’ non ha voglia di lavorare, meno laforzamotrice in quanto vittima dello stato” Ma ti fai? cambia puscher please. Ti sfido a dirmi dove io ho detto una cosa del genere; essendo cose scritte, e non parole al vento, ti sfido a ritrovarmi dove io ho mai scritto di essere una vittima, dello stato o di chiunque altro ( a differenza di tutti i piagnoni che abbondano in rete).
2) per me quel che dicono Bagnai Caracciolo Voci dall’estero ecc, e anche di Giannino, che è un altro che da sempre la colpa allo stato (ladro ladro ladro) sono punti di vista, non vangelo, quindi sono pareri, come di quelli che invece ti stanno sulle palle quindi possono o meno convincermi, e NON MI CONVINCONO.
3) Se noi ci vendiamo, è perchè siamo dei venduti, nessuno obbliga a vendere le proprie aziende, e se lo si fa è perchè non si hanno la palle, o la forza, di essere imprenditori. In quanto alle ditte di Brescia, prova ad informarti, e scoprirai che alcune sono diventate piccole multinazionali.
4) “Il venezuela, ghana ecc, non centrano nulla con la situazione italiana, dove abbiamo un avanzo primario bestiale (ci stanno spolpando) e quindi con una moneta e banca centrale indipendente ci riprenderemmo.” Noi AVREMMO un avanzo primario, ma dobbiamo pagare gli interessi sul debito, ORA VORRESTE SPIEGARMI COME SI PUò EVITARE DI PAGARE INTERESSI SUL DEBITO? vai a dirlo tu a chi lo ha acquistato ( I RISPARMIATORI ITALIANI in primis) che non devono pretendere nulla in cambio? Fatemi capire, qui si comprano T-Bond per gl’interessi o sbaglio? E perchè chi compra T.Bond dovrebbe avere interessi mentre chi compra CCT no?
E PER L’ENNESIMA VOLTA, (ricordando che comprare il proprio debito è come stampare moneta) PERCHE’ SE POSSO STAMPARE pER PAGARE GLI INTERESSI NON FARLO PER NON EMETTERE DEBITO? PERCHE’ SE POSSO STAMPARE DOVREI EMETTERE DEBITO?PERCHE’ SE POSSO STAMPARE DOVREI EMETTERE DEBITO?PERCHE’ SE POSSO STAMPARE DOVREI EMETTERE DEBITO?PERCHE’ SE POSSO STAMPARE DOVREI EMETTERE DEBITO?
Si può avere una risposta tecnica senza polemiche personali? GRZ.

aorlansky60,

Roschild aveva ragione, ma ti faccio osservare che diceva:datemi IL CONTROLLO della moneta, non la possibilità di stamparne, che è solo uno degli elementi per poter comandare. E’ la stupidità e l’ignoranza delle masse che gli da il potere, come il capitano ricordava sempre tempo fa.
H.FORD:Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione.
Il denaro è solo un’allucinazione collettiva, e fissarsi solo su quello è l’anticamera della rovina.

laforzamotrice
Scritto il 5 febbraio 2018 at 14:36

PS. Le banche centrali stanno semplicemente creando una cortina fumogena, chiamano QI e stronzate simili quello che altro non è che DEBITO, ma gli idioti ci cascano.

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