DOLLARO: DRAGHI LA BATTAGLIA DI GOLDMAN SACHS!

Scritto il alle 08:39 da icebergfinanza

Risultati immagini per draghi il trono di spade

Giornata davvero affascinante quella di ieri, affascinante osservare due uomini ex Goldman Sachs, dichiarare guerra, un drago e uno speculatore che ha fatto i soldi sulla pelle dei proprietari di case americane durante la crisi del 2007…

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha attaccato i commenti del segretario al Tesoro USA sul dollaro, dicendo che non sta giocando secondo le regole. Giovedì, a Francoforte, Draghi ha dichiarato che le recenti mosse dell’euro-dollaro sono in parte riconducibili all’intervento di Steven Mnuchin: “Il tasso di cambio si è spostato” in parte a causa di motivi esogeni che hanno a che fare con la comunicazione. Ma non dalla BCE, ma da qualcun altro. Questa comunicazione di qualcun altro non è conforme con i termini concordati a suo tempo.”

IL bue che da del cornuto all’asino, Draghi ha forse dimenticato che ha indebolito intenzionalmente l’euro con il quantitative easing, non solo a parole ma con i fatti.I manicomi rispetto al teatrino della finanza, sono beauty farm!

Ad essere onesti anche qualche idiota che lavora nella BCE ha alimentato l’illusione di un rialzo dei tassi entro l’anno, ma lasciamo perdere.

“I timori vanno oltre il tasso di cambio. Se ci sarà una stretta monetaria ingiustificata, saremo costretti a ripensare la nostra strategia”

Un chiaro messaggio per chi ha orecchie per intendere.

In sintesi, verso la fine della sessione di domande, Draghi probabilmente osservando il movimento del cambio, ha preso di mira il recente deprezzamento del dollaro, accusando l’amministrazione americana di manipolare verbalmente la valuta USA, non rispettando i termini “concordati”.

Facile pensare che Mnuchin avesse anche qualche amico a Goldman Sachs da aiutare a fare qualche soldino, immagino che nessuno sa mai nulla prima che accada.

Lui non l’ha chiamato per nome, ha semplicemente fatto riferimento a QUALCUN ALTRO!

Non male davvero come svolta…

L’impegno era di «astenersi dalle svalutazioni competitive» e di non usare il cambio «in modo competitivo». Al World Economic Forum di Davos, mercoledì, il segretario al Tesoro Steve Mnuchin ha invece dato il benvenuto alla debolezza del dollaro, argomentando che è un fattore positivo per le esportazioni Usa, mentre il segretario al Commercio Wilbur Ross ha detto che, nella guerra commerciale globale, «le truppe Usa stanno arrivando sulle barricate». Sole24Ore

… una guerra valutaria e commerciale è proprio quello che ci vuole, come nella Grande Depressione, dove un paio di idioti come Hoover e la coppia Smoot Hawley sono tornati come fantasmi dalla storia, pronti a prolungare la Grande Recessione.

Draghi lo sa che l’inflazione in Europa, attualmente allo 0,9% per quanto riguarda i dati core, è un morto che cammina, che verrà annientato dalla forza dell’euro che contribuisce ad importare deflazione.

Non lo avevo considerato nell’ultimo manoscritto, ma se questa guerra valutaria continua anche su questi livelli, nel 2018, la svalutazione del dollaro aumenterà temporaneamente l’inflazione costringendo la Banca centrale americana ad aumentare ancora di più i tassi, con conseguente arresto dell’economia americana e allora ci sarà da ridere.

Uno dei tanti geni che circolano tra la politica Europea ha dichiarato che un euro più forte ha benefici per l’area della moneta unica, secondo il primo ministro irlandese Varadkar. “Tenete a mente che mantiene l’inflazione in calo e i tassi di interesse in calo”, ha detto Varadkar. Fantastico, chissà che ne pensa Mario!

Ovviamente i tassi a lungo termine non stanno aspettando altra occasione per segnare nuovi record storici negativi.

MILANO –  “La recente volatilità nei tassi di cambio rappresenta una fonte di incertezza che richiede attenzione circa le possibili implicazione sulla stabilita dei prezzi nel medio termine”È l’avvertimento rilanciato dal presidente della Bce Mario Draghi, al termine della consueta conferenza stampa che come previsto ha deciso di mantenere invariati i tassi senza modificare caratteristiche e tempi del programma di Quantitative Easing. Il tasso principale rimane fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. Livelli che secondo il Consiglio direttivo resteranno tali per un lungo periodo di tempo e “ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività”, ossia il programma di quantitative easing. Rispetto al Qe la Bce  ha confermato la decisione di estenderne la durata di 9 mesi, “fino a settembre del 2018 e anche oltre se necessario”. Il programma di acquisti, si spiega, andrà avanti “finchè il direttivo non riscontrerà un durevole aggiustamento dell’andamento dell’inflazione in linea con il suo obiettivo” di un incremento dell’indice dei prezzi al consumo prossimo al 2%.

Quindi rassegnatevi, di inflazione nemmeno l’ombra e questa sarà la mazzata finale!

Rispetto all’inflazione, Draghi ha spiegato che  “resta frenata e dovrebbe rimanere sui livelli attuali” aggiungendo che l’inflazione core dovrebbe “aumentare gradualmente nel medio termine”. In ogni caso la politica monetaria della Bce “resterà accomodante anche se l’inflazione salirà”. ( Repubblica )

Non salirà e nel medio e lungo termine chi aspetta l’inflazione sarà morto!

Ma la giornata di ieri non finisce qui perché da Davos, l’eroe di “America first” ha corretto l’ometto di Goldman Sachs che parla troppo, in realtà lo aveva già fatto ieri Ross, ma le dichiarazioni di Trump hanno riportato tutti alla realtà, anche se sono solo di facciata, lui la guerra valutaria la vuole davvero…

“Il livello del dollaro dovrebbe essere basato sulla forza dell’economia americana. Si rafforzerà, io voglio vedere un dollaro forte”.

Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista concessa a Davos alla Cnbc. “Vedo Davos come l’occasione per attirare investimenti per gli Stati Uniti – ha detto -. Questo viaggio è proprio per gli investimenti negli Usa e per la creazione di posti di lavoro”.

In una intervista alla Cnbc, il presidente americano ha spiegato che il suo segretario al Tesoro non è stato capito: “Credo che [le sue parole] siano state decontestualizzate”. Parlando da Davos, la località della Svizzera dove si sta svolgendo il World Economic Forum, il leader americano ha detto: “Non mi piace parlarne [del dollaro] e francamente nessuno dovrebbe farlo”. Peccato che ancora prima di essere arrivato alla Casa Bianca da presidente, Trump rilasciò nel gennaio 2017 una intervista al Wall Street Journal dicendo che “il dollaro è troppo forte”. Secondo Trump, “il nostro Paese sta diventando economicamente forte di nuovo (e anche su altri fronti)”. Ecco perché “il dollaro diventerà sempre più forte…alla fine voglio vedere un dollaro forte”. ( America24 )

Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio, Roberto Azevedo, ha messo in guardia contro una nuova guerra commerciale e ha invitato le nazioni a rispettare le regole esistenti. “Perché, se lo fai, sai che inizi, ma gli altri risponderanno e avrai un effetto domino che è molto difficile da controllare e invertire”, ha detto Azevedo in un’intervista a Bloomberg Television.

Non solo, aggiungo che se il resto del mondo si mette di traverso, il dollar index esplode e il dollaro si rafforza contro tutte le altre valute, come accade in passato.

Gli inglesi che hanno già svalutato la loro moneta di oltre il 30 %, sterlina che in realtà nelle ultime settimane si sta rafforzando, suggeriscono che sono molto contenti…

“Siamo molto contenti di dove si trova la valuta al momento”, ha detto Hammond, aggiungendo che una sterlina più forte addomesticerà l’inflazione e aiuterà i salari reali.

 

Il FMI supporta valute fluttuanti e tassi determinati dal mercato, secondo l’amministratore delegato Lagarde. “Non è il momento di avere alcun tipo di guerra valutaria”, ha detto Lagarde in un’intervista a Bloomberg Television. Lagarde ha anche esortato la Germania a usare il suo surplus per aumentare la spesa pubblica.

Il realtà la principale responsabile di una eventuale guerra valutaria è la Germania con il suo surplus commerciale sistematicamente cercato e scientificamente progettato.

Quello che fa sorridere è il commento di ieri di Ray Dalio, gestore di uno dei più grandi hedge fund mondiali, riguardo ai commenti del Segretario del Tesoro Mnuchin sulla politica del dollaro debole dell’amministrazione, il quale suggerisce che un dollaro debole è una tassa nascosta sulle persone che detengono attività denominate in dollari e un vantaggio per coloro che hanno passività denominate in dollari.

Più precisamente, una valuta debole:

1. Riduce il potere d’acquisto del detentore di valuta nel resto del mondo (ad esempio, la debolezza del dollaro riduce il potere d’acquisto degli americani rispetto al potere d’acquisto degli stranieri)

2. svaluta il debito denominato nella valuta che si sta indebolendo, danneggia il detentore straniero di tale debito

3. Supporta i prezzi delle attività denominate in quella valuta (a causa della debolezza della valuta), dando l’illusione di aumentare la ricchezza

4. Aumenta il tasso di inflazione di un paese

5. Stimola l’attività domestica

Niente di tutto questo è ciò di cui l’economia americana ha bisogno ora.

Ma torniamo alla realtà che tutti ignorano, o meglio preferiscono ignorare, così accade sempre quando siamo nell’ultima fase di una bolla…

Usa: -9,3% vendite case nuove a dicembre, peggio delle stime

A dicembre le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono calate molto più del previsto. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio americano, il dato è sceso del 9,3% rispetto al mese precedente al tasso annualizzato pari a 625.000 unità. Il calo è stato il maggiore dall’agosto 2016. Per il mese scorso gli analisti attendevano un calo del 7,2% a 680.000 unità.

Vorrei ricordare a tutti gli allocchi che credono ai dati che vengono diffusi che le revisioni precedenti al ribasso sono enormi, oltre 67.000 case in meno vendute rispetto ai dati usciti in prima istanza.

C’è chi dice che è tutta colpa del tempo, peccato che siano diminuiti anche al sud dove non fa freddo e dove non ha nevicato, di quasi il 10 %.

Pare di essere tornati davvero ai bei tempi del 2007, quando tutti sprizzavano fiducia ed ottimismo di maniera e noi analizzavamo semplicemente la realtà, poi sappiamo cosa è accaduto. I prezzi medi delle case hanno raggiunto un nuovo record, 335,400 dollari, il che mi fa dire che con i salari reali americani crollati ai minimi storici, qui c’è lo zampino del debito, il sistema ombra finanziario ha riempito di nuovo di debito gli americani ed ora che i tassi salgono ci sarà da ridere.

L’effetto principale dell’espansione dei salari lenta e limitata, insieme agli effetti paralleli in altri fattori del lavoro, è che il reddito aggregato si è indebolito. Persino le persone che stanno lavorando cominciano a diventare incerte o addirittura paurose quando il mercato del lavoro nel suo complesso rallenta – e non solo rallenta, ma continua a rallentare anno dopo anno.

Se la tua visione a livello di base dell’ambiente di lavoro e quindi dell’economia è molto più instabile non avrai certezze nel vendere la tua attuale case per comprarne una più grande, gravandoti di un nuovo mutuo.

In realtà si fa presto a truccare qualche indice di fiducia dei consumatori, non ci vuole nulla, ma la realtà è diversa in America, basta andarci e parlare con la gente, anche se qualcuno vi dirà che non è così, qualcuno che vive a Wall Street.

L’economia è ciò che realmente accade, non ciò che la gente pensa, che gli altri pensano ciò che vi racconta qualche analista od economista prezzolato.

Oggi in arrivo il primo dato sul Pil americano del quarto trimestre, ma questo ormai è il passato ora incomincia il bello, 4, 5 o addirittura il 6 % di crescita con Trump, ci sarà da ridere, davvero!

 

 

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21 commenti Commenta
signor pomata
Scritto il 26 gennaio 2018 at 10:22

Premesso che se ci mettiamo a sentire a tutte le interviste che fanno ogni giorno non ne usciamo vivi perche una volta dicono bianco e subito dopo nero.
La sensazione è che la forza del dollaro di prima era nelle votazioni francesi. Escluso momentaneamente quel problema nel modo che sappiamo ora si possa tornare ai valori più consoni tra le due aree.
Come ricordava bagnai tempo fa gli usa essendo in forte deficit con noi hanno bisogno di un dollaro più deprezzato contro euro.
Dal canto nostro con un sistema monetario merdoso come il nostro che ha dentro squilibri orribilanti calmierati solo dal taglio dei salari non ci possiamo permettere più un euro troppo forte pena il rinvigorirsi di attriti tra il sud europa e il nord europa per altro mai sopiti.
La linea del confronto è li, ossia oltre un certo limite la bce comprende che la deflazione interna aumenterebbe in maniera esponenziale.
Quando cambieranno draghi cosa accadrà?
La mia paura è che noi osserviamo i dati economici ma li decontestualizziamo da quelli politici e da quelli finanziari.
La finanza è 20 volte superiore alla economia reale quindi ho il presentimento che anche se la vendita di case crollasse del 50% la finanza potrebbe sbattersene e fare finta di niente.
Del resto lo fece nel 2008.
Poi venne la crisi ma anche in quel contesto a posteriori non sono più sicuro se lo scoppio avvenne perche il sistema aveva esagerato o perche chi comandava il sistema aveva bisogno di fottere il popolino e accollargli gli oneri sapendo che nessuna regola sarebbe stata cambiata e anzi tutto sarebbe ritornato come prima ma con un bel reset.
Del resto se ricordate molti ci domandavamo chi comprasse negli anni a venire come se non ci fosse un domani, come se sapessero dove si doveva arrivare e quindi qualsiasi prezzo di allora era comunque appetibile.
Questo è il mondo che ci siamo creati, tutti gordon gekko sono diventati e come lui ragionano e a dire il vero operano.

    icebergfinanza
    Scritto il 26 gennaio 2018 at 13:34

    Vediamo cosa succede il 4 marzo…

signor pomata
Scritto il 26 gennaio 2018 at 10:38

riporto una notizia odierna:

MILANO, 26 gennaio (Reuters) – Scende ancora in dicembre, al minimo da maggio 2012, il portafoglio di titoli di Stato italiani in mano a banche operanti nel paese.

Secondo i dati preliminari pubblicati stamane dalla Bce, lo scorso mese ilportafoglio è risultato pari a 334,707 miliardi di euro, con un calo di 12,6 miliardi rispetto 347,307 di novembre.

Si tratta della rilevazione più bassa dai 328,624 miliardi di maggio 2012.

Il controvalore si è mantenuto sopra i 400 miliardi ininterrottamente da maggio 2013 a ottobre 2016 — con un picco di quasi 440 miliardi a febbraio 2015 — tornando nuovamente oltre tale soglia in marzo e aprile dell’anno scorso.

La cosa che mi ha incuriosito è che il picco guarda caso è stato qualche settimana prima che partisse il Q.E. della bce.
Ora sono ai minimi , evidentemente hanno alleggerito le posizioni prese prima con il ltro e poi sulla sicurezza del q.e.
Ci sono le elezioni e evidentemente non vogliono sorprese o magari sono a conoscenza che è ora di sbolognare .

icebergfinanza
Scritto il 26 gennaio 2018 at 14:17

+——————————————————————————+

As Banks Flash Warning on the U.S. Economy, Treasuries Benefit
2018-01-26 06:20:33.726 GMT

By Wes Goodman
(Bloomberg) — Banks are sending a warning on the U.S.
economy, and that’s good for Treasuries. Commercial and
industrial loans stagnated last year, a sign lenders are having
trouble finding places to put their money to work. The
alternative is to park the funds in the good old Treasury
market. Bank holdings of U.S. government and agency debt climbed
to a record $2.5 trillion in December. Lenders have been
gobbling up Treasuries since the financial crisis a decade ago
and will remain a reliable source of demand for the nation’s
bonds in 2018, even if the tax cuts do increase loan growth.

To contact the reporter on this story:
Wes Goodman in Singapore at [email protected] 😂😂😂

omnia_funds
Scritto il 26 gennaio 2018 at 14:44

L’Euro e l’esperienza del 2002-2003…
Rotta la resistenza di area 1,20-1,21 ci si è diretti verso la stimata quota 1,23-1,25.
Ora sarebbe dovuto, ma non necessario , un pull-back ai livelli appena citati di durata di 5/7 sedute per poi andare a brekkare nuovamente i massimi e dirigersi ai livelli 1,28-1,30 area.
Del resto , è mia convinzione, che si stia replicando gli anni del 2002-2003.
A questi livelli sarebbe opportuno, ma non necessario, detenere anche T-Note nonostante il limite stimato di 2,60 come stop è stato superato.
Per il mercato azionario ormai siamo o saremo prossimi all’area 3.000-3.080 , i consolidamenti avvengono intraday senza necessità di pause; il mese entrante potrebbe portare a qualche tentennamento , se non subito dopo la metà, ma la tendenza rialzista permarrà fino al mese di aprile o fine marzo , dove potrebbe esserci una correzione per poi effettuare il retest a maggio. Poi…..si vedrà.
Saluti.

snapjibe
Scritto il 26 gennaio 2018 at 15:21

E’ al collasso l’attuale divisione del mondo in zone dove si consuma a debito (OCSE-Germania), zone dove si produce e si compra il debito altrui (Cina) e zone dove si prelevano le materie prime pagandole zero (Africa) il tutto al di fuori da un sistema di cambi fissi. Si paga chi produce quattro soldi si vende a prezzi esagerati nella zona OCSE e si ammassano i profitti nei paradisi fiscali con il meccanismo dell’affitto dei marchi. Tutto questo non sta più reggendo.
Almeno avessero mantenuto un minimo di cambi fissi per ridistribuire un po’ la torta.
Sono stati ingordi e poco intelligenti e adesso non sanno più che fare.

d
Scritto il 26 gennaio 2018 at 15:35

Mi domando se quello che sta accadendo non abbia anche a che fare con la nascita del petro-yuan. Una volta che il dollaro non fosse più re, forse tutto cambierebbe…

apprendista
Scritto il 26 gennaio 2018 at 17:45

QUINDI mi sembra di capire che a questi livelli (1,24X) tu ritieni una copertura del cambio ancora valida se poi vedremo 1,28-1,3?
Saluti
om­nia_­funds@fi­nan­za,

apprendista
Scritto il 26 gennaio 2018 at 18:02

X SIGNOR POMATA (anche io facevo sempre attenzione come te alle obbligazioni in valuta emesse dai delinquenti
Banca IMI colloca tre nuovi bond Collezione in dollari e rubli. caratteristiche
Tre nuove obbligazioni Banca IMI a tasso fisso in dollari e rubli in quotazione su EuroTLX

madmax
Scritto il 26 gennaio 2018 at 22:58

signor pomata@finanzaonline,

Signor Pomata,
Non voglio essere cinico ma bisogna guardare la realta’ se oggi io avessi 10 milioni di euro che cosa sarebbe meglio per me? Fare una piccola fabbroca che da lavoro a 100 persone producendo qualcosa o metterli nella finanza?

Per la fabbrica mi devo comprare capannoni e terreno, mettere su le linee di produzione, assumere la gente produrre, fare marketing poi vendere i prodotti, pagare gli stipendi, IVA, tasse metto da parte gli ammortamenti e quanto mi rimane in tasca? 7%-10% se proprio sono un grande, non tutte le annate sono buone, se poi il prodotto non va? Che faccio? Come chiudo? Chi se le compra le linee di produzione vecchie?

Se invece li metto in finanza magari offshore non pago tasse, i miei soldi sono sempre li, liquidi, mi danno un 5% senza rischiare e magari arrivo al 10% (negli anni grassi di borsa come questi avrei fatto molto meglio) dormo senza pensieri di tasse vendite, competizione ecc….la scelta non e’ poi difficile.

Considera poi che anche se li lasci in Italia le tasse sul capitale sono bassissime ovvero quando tu lavori ti tassano maggiormente se depositassi i 10 milioni in titoli di stato!!!!!

Per cui capisci perche’ adesso la finanza la fa da padrona?

signor pomata
Scritto il 27 gennaio 2018 at 14:43

mad­max,

Ma io ti vado oltre e ti dico invece . se avessi 10 miliardi di euro?
Tu mi dirai peggio, non faccio un cazzo, non pago un cazzo , pretendo che i miei soldi non siano tassati, pretendo una moneta forte, pretendo che il capitale non sia eroso da inflazione, voglio speculare dove mi pare senza avere a saldo i danni del mio operare.
Per quello ci deve pensare lo stato….che poi siamo noi poracci.
Perche se hai 10 miliardi di euro non hai un patria precisa, immagino uno sarebbe o di nazionalità svizzera o di qualche sperduto arcipelago in culo al mondo.
La degenerazione è questa e è proprio quello che hai scritto te.
In un mondo in cui io faccio solo se mi conviene, portare la luce o la linea del telefono in montagna o in campagna non conviene e quindi o paghi o ti attacchi.
uguale per acqua, fogne treni e tutto il resto.
E allora come mai lo abbiamo?
Perche è stato fatto con soldi dello stato, uno stato che aveva una moneta propria. Uno stato che per le imprese era una opportunità e lo è stata e non un problema.
Oggi con la finanza hanno creato questo

https://www.youtube.com/watch?v=yoXybAzOrtE

Noi siamo rimasti stato, in pochi sono diventati fuori…..oltre…..
La religione attuale vuole che lo stato sia qualcosa di handicappato, qualcosa che serva per curare la malattia ma non per proteggere dalla malattia.
Chiaramente visto che loro sono la malattia.
Siamo ingabbiati o almeno quelli come me e come la quasi totalità di chi frequenta il blog.
Sono cosciente che questa situazione porterà a una rottura cruenta, rottura gestita da chi ha creato la situazione e quindi ancora una volta indirizzata dove vorranno loro.
Abbiamo un esempio vicino, la crisi del 2008.
Cosa è stato fatto per arginare quel problema?
Un cazzo.
Chi pagherà quando il banco salterà?
Noi, come sempre.

omnia_funds
Scritto il 27 gennaio 2018 at 14:58

ap­pren­di­sta@fi­nan­za,

Non proprio alla quotazione attuale…a meno che non superi immediatamente i massimi fatti registrare sopra 1,25…
Come ho detto è possibile la chiusura di un ciclo intermedio, visto che si sale da novembre, nei prossimi 5/7 giorni in ordine di tempo e prezzo più vicino possibile ad area 1,21…ma sarà il tempo la variabile più importante.
Come detto ci dovrebbero attendere prezzi più alti nel prossimo futuro…stop e revers sotto 1,20 stabilmente e con un minimo di permanenza di 6/8 giorni ..
Saluti.

sd
Scritto il 28 gennaio 2018 at 11:08

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

mad­max,

Non sono un esperto di finanza, cerco semplicemente di informarmi per non farmi “ingabbiare” totalmente nei limiti dell’umanamente possibile.

Ma credo che l’attuale sistema monetario (fiat money = moneta virtuale a corso forzoso emessa a debito) sia insostenibile nel lungo periodo (tempi secolari….forse). Credo che le attuali monete siano una MERCE e non una moneta. O almeno si creano si gestiscono e si usano come fossero tali.

Questa e una moneta o almeno quello che una volta era chiamata moneta e che aveva una Riserva di Valore, Mezzo di Scambio, e Unità di Misura ed inoltre era chiaro chi nè era il proprietari:

Naturalmene opinione personale.

SD

apprendista
Scritto il 28 gennaio 2018 at 13:39

Gentilissimo,grazie molte
om­nia_­funds@fi­nan­za,

apprendista
Scritto il 28 gennaio 2018 at 13:42

Premesso che credo tu sia una degna persona di cui ho rispetto anche per le idee che non condivido non è che vorresti risolvere il tutto con sinistra metodologia cioè una bella tassa del 75% sulle rendite finanziarie?
Saluti
mad­max,

laforzamotrice
Scritto il 28 gennaio 2018 at 17:46

MMMMHHH ci riprovo:
madmax,

signor pomata@finanzaonline,

Vedete che siete voi i drogati? Se avessi 10 milioni di euro, IO LI SPENDO, punto e basta. Ho 57 anni, significa che posso spendere 200.000 euro all’anno tranquillamente, e me ne fotto di tasse, interessi, investimenti e stronzate simili. E lo faccio anche con coscienza SOCIALE pulita, perchè pago le tasse, IVA+ imposte varie, creo lavoro vero consumando, non faccio debito ne rompo i maroni a nessuno, anzi. Invece voi con questa stronzata di fare i parassiti , perchè incassare interessi, cioè denaro, senza lavorare significa essere parassiti, (o vale solo per le banche?) agevolando tutta quella finanza speculatrice che a parole tanto disapprovate. RIPETO, lo spacciatore è una conseguenza, il vero problema è IL DROGATO.

sd
Scritto il 29 gennaio 2018 at 01:44

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

mad­max,

Ho un ulteriore aggiornamento riguardo la moneta ed in particolare l’euro, ma credo che la stessa cosa valga per tutta la Fiat Money che gira per il mondo. Naturalmente non c’è da preoccuparsi nel breve periodo…..di solito i buoni vengono crocifissi ed i cattivi se la godono….la realtà non è come nelle fiabe. Finirà quando a rimetterci saranno i ricci oppure quando il sistema diventerà obsoleto.

Allego un link che parla di questo, di legge, tribunali, giudici e diritti…..diciamo cose reali e non chiacchiere: http://marcodellaluna.info/sito/2018/01/28/un-giudice-ammette-la-moneta-bancaria-non-e-moneta-legale/

Vorrei ricordare cosa è una moneta a meno che non vogliamo giocare con le parole:

Forse sarà meglio farcene una ragione. Non esiste Legge, non esistono Diritti e non esiste chi dovrebbe farle/i rispettare/i, c’è la legge del più forte……la legge della giungla.
Non siamo i legittimi proprietari di niente………neanche della nostra vita, nel caso ciò sia funzionale al sistema.
Benvenuti nel totalitarismo….si vede che due guerre non sono bastate.

SD

signor pomata
Scritto il 29 gennaio 2018 at 07:18

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,
Per esempio che ho citato vorrei far presente che molto probabilmente la banca è la mia.
10 milioni è un conto, 10 miliardi è un altro.

d
Scritto il 29 gennaio 2018 at 09:51

penso che sei in buona compagnia: Cinesi e Russi, in prima battuta…. anche se nessuno pare curarsene ;-)
sd@finanza,

aorlansky60
Scritto il 29 gennaio 2018 at 10:00

@ Madmax

Per la fabbrica mi devo comprare capannoni e terreno, mettere su le linee di produzione, assumere la gente produrre, fare marketing poi vendere i prodotti, pagare gli stipendi, IVA, tasse metto da parte gli ammortamenti e quanto mi rimane in tasca? 7%-10% se proprio sono un grande, non tutte le annate sono buone, se poi il prodotto non va? Che faccio? Come chiudo? Chi se le compra le linee di produzione vecchie?

……………………………

Nella tua lista dettagliata dei “contro” [a sfavore di chiunque intenda mettersi in gioco come imprenditore in Italia] hai lasciato poco spazio, pur citandola, alla voce TASSE : chiunque decida di aprire un attività in proprio in Italia si ritrova immediatamente un socio silente che è lo Stato, che comincia a soffiarti sul collo anche prima di aprire l’attività (la burocrazia richiede i suoi costi…e i suoi tempi…) e a conti fatti, alla fine [dell’anno] ti succhia il 60% dei tuoi ricavi,

da qui l’altra scelta che hai descritto (*) (quella di NON METTERSI IN GIOCO ma di mettere il proprio capitale nella FINANZA e in qualsiasi meandro da essa offerta) viene quasi naturale, per non dire obbligata se ti ritrovi ad essere ITALIANO (e se proprio non vuoi rinunciare alla tua vocazione imprenditoriale, puoi sempre andare all’estero dove appena oltre confine, Svizzera Austria Croazia Albania Serbia, non c’è che l’imbarazzo della scelta, ti stendono il tappeto ai piedi (specie se gli porti know-how tecnologico per quello che ti proproni di assemblare e vendere) offrendoti una tassazione al max del 20% totale e zero costi burocrazia, come moltissimi Italiani hanno scoperto, abbandonando l’Italia)

(*) e qui non posso non pensare a chi disponeva di liquidità [e coraggio] nel 2011/12, quando il tam tam mediatico “dell’euro propaganda” dava l’Italia sul punto di fallire e le emissioni governative decennali che il ns Tesoro doveva concedere agli investitori davano un GAIN del 6, 7 anche 8% (tassate solo al 12,5%),

chi aveva 1 milione di €uro e ha deciso di metterli in Btp decennali emessi in quella stagione ha fatto un vero affare per gli altri 10anni a venire…

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