DOLLARO DEBOLE DOLLARO FORTE!

Scritto il alle 08:47 da icebergfinanza

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E puntuale come un orologio svizzero arriva la sorpresa nel mercato immobiliare americano, tutti si aspettavano un piccolo calo e invece, inaspettatamente il calo è stato sensibile, meno 3,6 % contro un calo previsto del 0,5 % e una revisione massiccia al ribasso della dinamica annuale passata dal 3,8 % iniziale ad un misero 1,1 %…

Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti a dicembre sono calate più del previsto. L’indicatore, stilato dall’associazione di settore National Association of Realtors (Nar), è sceso del 3,6% mensile a 5,57 milioni di unità da 5,78 milioni di unità vendute a novembre (dato rivisto al ribasso ma pari ai massimi di oltre un decennio). (…) Nel 2017 le vendite di case esistenti, che rappresentano il 90% delle vendite complessive e sono considerate la cartina al tornasole dello stato di salute del mercato immobiliare, sono tuttavia aumentate dell’1,1% a 5,51 milioni di unità contro i 5,45 milioni di unità del 2016(…) Una carenza di abitazioni sul mercato ha spinto al rialzo i prezzi in molte regioni. Il prezzo medio di una casa esistente a dicembre è salito su base annua del 5,8% a 246.800 dollari; dicembre è stato il 70esimo mese di fila con incrementi annui dei prezzi. Per esaurire completamente le case disponibili per la vendita servirebbero 3,2 mesi, minimo dal 1999, quando il Nar ha cominciato a rilevare i dati. Per Lawrence Yun, capo economista del Nar,(…)  “Comprare non è a portata di tutti in gran parte del Paese”. Secondo l’esperto, “l’insieme di compratori potenziali alla fine dell’anno superava di gran lunga il numero di case sul mercato”.  America 24

[Chart]

Secondo il NAR la mancanza di offerta potrebbe ridurre le vendite anche a gennaio.

Loro vi raccontano che si tratta di mancanza di offerta, noi invece crediamo che il problema è la mancanza di domanda, visto che i tassi sui mutui casa, sono saliti sino a superare abbondantemente il 4 %…

E’ un film che abbiamo già visto nel 2013 e sappiamo tutti come è andata a finire, come dimostrano i grafici qui sotto, la FED non ha alcun controllo sui tassi e rendimenti a lungo termine…

…lo dimostra l’attuale dinamica, i tassi sui mutui sono si risaliti ma in maniera meno importante di quanto accade nel 2013 quando la Fed minacciò più volte un aumento di tasso che arrivò ben tre anni dopo e nonostante i recenti reali aumenti e successo poco o nulla, ma abbastanza per frenare le vendite…

Ieri il segretario al tesoro americano ha detto che il dollaro debole è interesse degli Stati Uniti…

Roma, 24 gen. (askanews) – Nuovi indebolimenti del dollaro, dopo che il segretario di Stato al Tesoro Usa Steven Mnuchin ha esplicitamente infranto un tabù, affermando che il biglietto verde debole e favorevole all’economia a stelle e strisce. Per decenni, indipendentemente dalle politiche concrete perseguite, la posizione ufficiale Usa è stata a favore del dollaro forte. Nel pomeriggio l’euro sale a 1,2354 dollari. Invece “il dollaro è uno dei mercati più liquidi. Dove si muova non breve termine non è motivo di preoccupazione. Un dollaro debole, ha affermato Mnuchin, secondo quanto riporta il Financial Times – è buono per quanto ci riguarda relativamente alle opportunità degli scambi commerciali. Sul lungo termine la forza del dollaro è un riflesso della forza dell’economia Usa e che è e resterà la prima valuta di riserva mondiale”.

Ma questo signore è lo stesso che lo scorso anno diceva…

Ovviamente, a Davos Wilbur Ross, segretario al commercio USA lo ha subito smentito…

Commerce Secretary Wilbur Ross: US not abandoning strong dollar 

Si lo so, sono tempi difficili, venti contrari ovunque, ma noi abbiamo imparato ad attendere con pazienza, non sanno neanche loro cosa vogliono, uno lo vuole debole, l’altro forte, chissà come lo vuole Draghi l’euro, visto che alla BCE sono molto preoccupati di quello che sta accadendo, ma lo sapremo presto in giornata.

E’ dall’inizio dell’anno che passiamo il tempo a smentire “fake news” ovunque, come nel 2013, siamo fiduciosi che arriveranno tempi davvero interessanti, a partire dalla guerra commerciale in atto e dalle elezioni italiane.

Wilbur Ross ha puntato il dito contro la Cina dicendo dal World Economic Forum che Pechino “è superba nella sua retorica sul libero commercio ma lo ancora di più con le sue attività altamente protezionistiche”. Due giorni dopo l’imposizione di tariffe su lavatrici e pannelli solari, Ross ha detto che gli Usa sono “davvero i meno protezionisti e sfortunatamente abbiamo deficit commerciali che lo dimostrano”. America 24

La cosa ridicola è che due crimi…, ops scusate due vecchie volpi come Dimon e Blankfein, a Davos, dove i furbi si prendono gioco dei fessi, hanno dichiarato che con la trumpnomics, la crescita americana salirà del 3 o 4 % nel 2018:

Grazie a un taglio delle tasse approvato in Usa prima di Natale, i salari cresceranno cos” come le pressioni inflative e l’economia americana potrebbe arrivare ad espandersi del 4% nel 2018 come ha stimato in più occasioni l’amministrazione Trump. Lo ha detto Jamie Dimon, Ceo di JP Morgan. Il numero uno della prima banca statunitense per asset ha parlato da Davos (Svizzera) dove è in corso il World Economic Forum dicendo: “Credo sia possibile che arriveremo al 4% a un certo punto quest’anno. Ve lo prometto. Ci ritroveremo qui tra un anno e saremo preoccupati che l’inflazione e i salari stiano salendo troppo”. America 24

Noi siamo pronti a scommettere i 30 milioni di dollari di stipendio annuale di questo signore che non accadrà nulla di quanto dice, ma in fondo chi mai si ricorderà di queste dichiarazioni, nella finanza fessi ed ingenui abbondano.

Laddove la maggior parte degli analisti – e la stessa Federal Reserve – si aspettano una robusta crescita economica negli Stati Uniti, un’inflazione stabile e un modesto tasso di interesse nel 2018, Lacy e Van prevedono una crescita deludente, un’inflazione inferiore e, in definitiva, tassi di interesse a lungo termine più bassi.

Hoisington Quarterly Review and Outlook » Il  perchè lo troverete scritto qui, noi ve lo raccontiamo da anni, ma le volpi hanno bisogno di polli per far festa, nella finanza, tutto si crea, come le balle, pure le bolle, nulla si distrugge, tutto si trasferisce da una tasca all’altra.

 

 

 

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29 commenti Commenta
veleno50
Scritto il 25 gennaio 2018 at 12:59

Il ribasso del dollaro è stato notevole purtroppo , sperando in una ripresa della moneta Usa ,è uscita un obblig in dollari emessa da banca Imi(intesa)a 10 anni con tasso fisso per i primi 5 anni del 4,50 e successivamente tasso variabile libor Usd 3 mesi con cap 4 e floor 1,40. Il prezzo attuale 100,15 è interessante a mio parere c’è solo l’incognita del dollaro. So che non è un forum , uno strappo alla regola ci potrebbe stare per una opinione disinteressata.

Gianbattista
Scritto il 25 gennaio 2018 at 14:18

Ma come fanno ad indebolire il dollaro ? Perché questo tanto facendo …i tassi sul debito sono più alti che nella zona euro …..se c’è un po di lavoro in giro per il Mondo si usano i dollari …..petrolio in dollari …..come fanno ?

apprendista
Scritto il 25 gennaio 2018 at 15:18

MIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII tassi fermi,qe potenziato se occorre,inflazione core zona euro si e no 1%,differenziale tassi sempre piu’ ingente e cosa fa l’euro passa da 1,24 a 1,25x POMATA HAI SUPER RAGIONE, non dovevamo giocare una partita con i bari e’ impossibile vincere,spero che non dovremmo pagare un prezzo cosi’ alto altrimenti l’abbiamo anticipata il collasso dei risparmi ci siamo suicidati da soli ahahahahahahahahha
Saluti a tutti rido per non piangere

apprendista
Scritto il 25 gennaio 2018 at 15:22

raga su questi presupposti il prossimo investimento lo faccio scegliere al mio gatto tanto le probabilita’ sono le stesse,anzi il gatto non fa ragionamenti macro quindi e’ avantaggiato sui ladroni

andreblanz
Scritto il 25 gennaio 2018 at 15:46

che tranvata oggi!

adsodimelk
Scritto il 25 gennaio 2018 at 16:32

ogni tanto fa bene dire che ci si è sbagliati, anche x uno bravo come Andrea

    icebergfinanza
    Scritto il 25 gennaio 2018 at 17:26

    Immagino che tu non abbia letto l’ultimo Machiavelli… giusto?

puntosella
Scritto il 25 gennaio 2018 at 16:38

ve­le­no50@fi­nan­za,

Veleno, un suggerimento, fai l’analisi combinata dell’obbligazione
moltiplicata per il valore del dollaro ed ottieni l’informazione base ,
poi applica su questi valori gli indicatori che ritieni tu più interessanti.

ISIN : XS1720195285
DataBase ancora minuscolo per fare proiez a breve_medio periodo

alayasf
Scritto il 25 gennaio 2018 at 16:47

C’è una resistenza di lunghissimo a 1.27.
Se rompe quella arriviamo velocemente a 1.40.

apprendista
Scritto il 25 gennaio 2018 at 17:13

ciao Veleno,ti rispondo io in quanto tu lo fai sempre,io vedo solo svantaggi:
1 tassazzione 26 % contro 12,5 di un TDS
2 rischio emittente e probabilita’ di deprezzo del titolo,nel contesto attuale,pesantissimo prima o poi ci sara’ la resa dei conti ed indovina quale e’ il paese messo peggio in occidente e banca imi e’ italiana
3 $, immagina quando sara’ di dominio pubblico la recessione usa e pomperanno un nuovo qe che fine fara’ il $,certo il panico potrebbe farlo salire come il capitano ci ha spiegato che avviene da sempre nei periodo di tensione-panico ma anche no in quanto gli usa sono sempre piu’ una merda in tutto,nel breve periodo di tensione trump -dittatore scemo coreano hai visto il $ salire? mentre l’oro siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, a mio parere ci sono significative probabilita’ che nella prossima crisi si abbia la distruzione svalutativa del $ ( e dei miei risparmi in $) e gli usa faranno la fine dell’UK dopo la fine della seconda guerra mondiale,cioe’ pesantemente ridimensionati e/o emarginati nei giochi globali.
Ciao
ve­le­no50@fi­nan­za,

signor pomata
Scritto il 25 gennaio 2018 at 19:00

ve­le­no50@fi­nan­za,

Se hanno immesso questa obbligazione con quei tassi allora ho paura che sono cazzi nostri.
Difficile che sbagliano quelli……speriamo.

signor pomata
Scritto il 25 gennaio 2018 at 19:06

La stranezza e qua chiedo il parere di tutti, è che nella crisi 2001 e 2008 allo scoppio i prestiti fatti a tassi risibili in yen e dollari fecero marcia indietro rafforzando queste due valute.
Oggi la moneta per indebitarsi a zero è euro e quando scoppierà una crisi i soldi storneranno rinforzando proprio euro stesso.
Magari sarà diverso o magari ho letto male il grafico.

signor pomata
Scritto il 25 gennaio 2018 at 19:16

ap­pren­di­sta@fi­nan­za,

Io dopo che ho appreso cosa era accaduto nel 2008, dopo che in presenza di fallimenti del sottostante le obbligazioni salivano di prezzo ho iniziato a comprendere che il gioco è truccato.
Lo è stato sempre ma ora siamo a livelli di mafia, di criminalità dal colletto bianco sporco di sangue dei poracci a livelli altissimi.
Per aiutare quelle quotazioni non potevano sostenere quel cambio e sopra tutto quel deficit.
Non si doveva entrare a quei rendimenti e prezzo di cambio.
Io me ne sono reso conto tardi ma per fortuna abbastanza presto per non giocarmi tutte le cartucce.
Sono mesi che aspetto a mediare perche avevo deciso di testa mia che la mediazione la si deve fare su una perdita ingente e non su una perdita del 10percento.
Oggi siamo sotto di poco più quindi è presto per afferrare il coltello mentre cade.

apprendista
Scritto il 25 gennaio 2018 at 19:39

Per aiutare quelle quotazioni non potevano sostenere quel cambio e sopra tutto quel deficit
Questo non mi è chiaro,del resto in finanza sono un asino credo si sia capito,a cosa ti riferisci?
Ciao
si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

icebergfinanza
Scritto il 25 gennaio 2018 at 19:42

La pazienza è la compagna della saggezza.
Sant’Agostino

sd
Scritto il 25 gennaio 2018 at 20:04

ice­berg­fi­nan­za,

Sicuramente è la cosa principale per chi investe nella finanza.

Un altra cosa importante, per quelli della mia categoria, è non avere il DENARO per farlo ed automaticamente passa la voglia di farlo hehe.
Con questo non voglio dire che ciò sia un bene…..meglio sprecare qualche migliaia di euro che non averne.

SD

icebergfinanza
Scritto il 25 gennaio 2018 at 20:33

TRUMP SAYS DOLLAR IS GOING TO GET STRONGER AND STRONGER, ULTIMATELY ‘I WANT TO SEE A STRONG DOLLAR’ -CNBC
TRUMP SAYS MNUCHIN DOLLAR COMMENT OUT OF CONTEXT: CNBC

madmax
Scritto il 25 gennaio 2018 at 21:15

Dai ragazzi su con la vita, spero veramente per voi che il vostro umore non sia legato al dollaro altrimenti consiglio una visita specializzata.

Non ho letto l’ultimo Macchiavelli e sapete che sono antikapitalista e nonstante questo pure io ho qualche verdone ma non troppi.

Il punto che non capisco e’ questo se il ministro del tesoro e il presidente di uno stato dicono die cose contrarie al riguardo della moneta non ne guadagnano di credibilita’ certo per cui la moneta soffre per forza.

Se a questo aggiungete che gli ultimi arrivati China in testa cercano la de-dollarizzazione allora ecco che lo eviteranno, (qualcuno vede gia’ petrolio non in dollari) e non possiamo pure continuare a prendere il passato come metro del futuro, e nel futuro che piaccia o meno il paese con il PIL maggiore non saranno piu’ gli US con tutto quanto ne segue.

Lo so che il Capitano non la vede cosi’ per cui io qualche dollaro lo tengo in quanto “io speriamo che me la cavo!”

Buona serata a tutti

icebergfinanza
Scritto il 26 gennaio 2018 at 06:18

E’ incredibile come la storia si ripeti, come nel 2007, ogni tanto appare qualche disperato che ci accusa di essere frustrati, di vedere problemi ovunque e via dicendo. Noi analizziamo la realtà, voi invece vivete di fantasia, a voi basta che i mercati vi aiutino a fare qualche soldino e il resto è puro contorno. Troppi squilibri, troppa manipolazione, ma noi non abbiamo alcuna fretta, la verità è figlia del tempo!

signor pomata
Scritto il 26 gennaio 2018 at 07:23

ap­pren­di­sta@fi­nan­za,

Apprendista a parole tutti vogliono il cambio forte ma se sei in deficit contro un paese ti conviene svalutare contro la sua moneta.
Cosi dicendo però vado a cozzare con la teoria che gli squilibri economici in presenza di moneta libera di fluttuare li assorbe il mercato.
Concludo che ho il vago sospetto che si possa manovrare molto anche il forex.

signor pomata
Scritto il 26 gennaio 2018 at 07:27

sd@​finanza,
Qua non ti posso supportare.
La finanza è tutto oggi ma sicuramente non prendere posizioni su un tempo superiore a 5-7 anni.
La finanza è atro

benti77
Scritto il 26 gennaio 2018 at 08:37

Il dollaro è un bene come un altro e quando costa meno è più conveniente acquistarlo.
Per ora non è ancora momento per un secondo gettone per me, ma se scendesse ancora sarebbe una ghiotta occasione.
Ad ogni modo l’euro si sta rafforzando anche sul franco svizzero (ahime!), ora se pure la Svizzera è in crisi… Piuttosto l’euro sta risalendo verso il valore delle economie del nord europa, come se stesse prezzando l’uscita italiana post elezione a mio parere, cosa che non penso possa accadere.
La mia strategia di investimento prevede la differenziazione valutaria, quindi sale una scende l’altra, ma intanto il 3% delle obbligazioni prese me lo incasso.
Purtroppo son rimasto fuori dall’azionario quando è decollato e ora non ci entro (piuttosto vorrei vedere quanto l’SP500 abbia guadagnato in euro al netto del cambio nel 2017)

puntosella
Scritto il 26 gennaio 2018 at 11:10

EUR-USD: Punti di svolta calcolati in Open su TF mese
di breve – medio – lungo periodo che scritto così non significa
NULLA, ma se scritto in quest’altro modo ha un significato
preciso…. anzi precisisssssssimo.

il BrevePeriodo parte dal MINIMO del 2017;
il Medio Periodo parte dai MASSIMI assoluti del 2008;
il Lungo Periodo parte dai MINIMI assoluti del 2000.

Perché in Open?

Perché su questa barra è l’unico dato certo che abbiamo.

PE = Punto di Equilibrio

PE di Breve = 1,6000;
PE di Medio = 1,2181;
PE di Lungo = 1,2585

Questa è un’analisi sintetica condotta su DataBase di INVESTING.

ndf
Scritto il 26 gennaio 2018 at 16:09

puntosella@finanza,

Quindi non vedi affatto il tanto agognato pareggio del cambio, giusto?

puntosella
Scritto il 26 gennaio 2018 at 17:20

ndf@​finanza,

nfd, .. se hai letto MACHIAVELLI, dovresti sapere che non ho le qualità di prevedere,
il modello di analisi che mi sono costruito individua dei TREND in essere specificandone
spazi e tempi su cui sono costruiti, per cui non posso assolutamente dire che il vettore
arriverà a Reggio Cal. se ha svoltato mentre andava verso SUD in prossimità di Cosenza
e adesso sta viaggiando in direzione NORD, per cui fino a quando il trend di
breve non invertirà , la località di Reggio Cal. rimane solo una traiettoria calcolata sul Trend
di lungo di cui io intravedo e leggo i valori ma non ho la certezza che questo avverrà, so
soltanto che se dovesse avvicinarsi in quei paraggi, nelle vicinanze esistono quei valori, quelle
traiettorie che nel frattempo non sono rimassi inalterati ma continueranno a seguire l’evoluzione
della velocità media su cui sono costruiti e forse nel frattempo altre proiezioni ci sarà consentito
di calcolare da altra località della futura inversione.

SOPRA ho voluto segnalare che, calcolati su quel determinato prezzo e time frame
passano quei valori, quelle traiettorie, alcune han girato direzione, altre ancora no, ma
quelle che han girato possono benissimo reversare ancora ed aver registrato un pull back…
avvisare che siamo giunti su una grande rotatoria e quindi ricordarsi che ha la precedenza
chi proviene da SX… e quindi sempre Mr. Price se dovesse di nuovo intersecare la traiettoria
di breve…. ma di questo se ne riparlerà alla 1a seduta di Febbraio che ci consentirà di sapere
il valore della APERTURA e quindi anche i valori dei trends.
.

puntosella
Scritto il 29 gennaio 2018 at 00:12

Se io fossi un Hedge Fund con capitali in $

Se io fossi un Hedge Fund con capitali in $ ed avessi investito
sui titoli dell’indice DAX, cosa ne dedurrei osservando questi
GRAFi?

Che non soltanto di guerra commerciale si tratta osservando
l’andamento dell’EURO/DOLLARO, ma di guerra finanziaria
con rientro dei capitali in USA.

il Grafi rappresentano la correlazione dell’andamento dell’EURUSD
e del Future DAX a partire dal MINIMO registrato il 3 gennaio del 2017
a 1,0342 a voi ogni altra deduzione.


ndf
Scritto il 29 gennaio 2018 at 10:07

Buongiorno Puntosella, ho letto Machiavelli e certo non pretendo da te nessuna certezza.
Mi sembrava di capire che i tuoi modelli non vedono il pareggio del cambio e scusami se ti dico che della tua risposta, per mia ignoranza sicuramente, non ho capito fondamentalmente niente.

puntosella
Scritto il 29 gennaio 2018 at 16:50

ndf@​finanza,

ndf buonasera, su machiavelli il Capitano ha pubblicato delle schede, in particolare
due sull’EURUSD con relativi grafici, dove vi è scritto chiaramente il TREND sia di
breve che di lungo periodo, dove è esplicitato sia il breve che il lungo, e vi si dice anche
che il breve periodo ha un trend al RIALZO calcolato sui Minimi
di barra, sia su,Time Frame giornaliero che settimanale ed è eslicitato il punto di Equilibrio
che se intersecato farà cambiare VERSO.

Poi su quei grafi vi sono, – calcolate per traslazione – altre traiettorie GIU’ in BASSO che passavano ad 1,0101 e
ad 0.9680, traiettorie che potranno essere intersecate in FUTURO a condizione che il TREND
di BREVE INVERTA……, per cui sono modelli che non mi dicono quando questo succederà,
ma che può succedere…ecco perché uso il termine INTRAVEDO e non PREVEDO.

Spero di essere stato chiaro, altrimenti mi scuso, ma più di così non ci riesco.

di nuovo buonaserata.

ndf
Scritto il 30 gennaio 2018 at 08:30

Grazie e buona giornata.
puntosella@finanza,

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