TRUMP E IL DOLLARO: SUTHDOWN SHOW!

Scritto il alle 07:22 da icebergfinanza

Anno nuovo, farsa nuova in America, uno suthdown,  che abbiamo già visto nel 2013 in diretta e sappiamo tutti come è andata a finire. La fine del dollaro, la fine dei treasuries e via dicendo.

United States federal government shutdown of 2013

Blocco delle attività amministrative negli Stati Uniti d’America 

Come ho scritto venerdì, per chi ama i ricorsi storici , non ho idea se accadrà la stessa cosa, accadrà una cosa simile per altri motivi, ma la dinamica è stata questa….

ANSA) – WASHINGTON, 22 GEN – Il Senato degli Stati Uniti voterà a mezzogiorno ora di Washington (le sei del pomeriggio in Italia) nel tentativo di revocare lo shutdown, la chiusura dell’amministrazione federale scattata alla mezzanotte di sabato, che entra quindi nel terzo giorno. I colloqui fra democratici e repubblicani non hanno però al momento portato ad un accordo. E’ stato il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ad annunciare per primo in serata che non è stato raggiunto un accordo che consenta la revoca dello shutdown con l’inizio della settimana lavorativa. Le aspettative sono che a mezzogiorno (le sei del pomeriggio in Italia) il Senato voti su un provvedimento di spesa temporaneo, possibilmente che consenta la ‘riapertura’ del governo fino al prossimo 8 febbraio con il contestuale impegno da parte del leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, di indire una votazione sul nodo dell’immigrazione prima di quella data.

Durante l’amministrazione Carter, gli shutdown erano la regola, sono avvenuti quasi ogni anno, in media 11 giorni ciascuno. Durante l’era Reagan negli anni ’80,  si sono verificati 6 shutdown, pochi giorni,  uno o due giorni ciascuno.

Lo shutdown del 2013 è costato al Governo americano oltre 2,5 miliardi di dollari in perdita di produttività, secondo un rapporto del Congressional Research Service, nulla di trascendentale, spiccioli.

Nel dicembre 1995-gennaio 1996, i repubblicani hanno portato avanti uno stop di tre settimane nel tentativo di costringere il presidente Bill Clinton a firmare un accordo di bilancio equilibrato, ma la maggior parte degli americani ha subito inconvenienti relativamente minori, come i parchi chiusi e i ritardi nella gestione delle domande di passaporto. Lo scontro al vertice rafforzò la popolarità di Clinton e lui fu rieletto. nel novembre 1995, la chiusura fu di cinque giorni e un mese più tardi qualche giorno in più.

Per chi sa leggere la storia si tratta di autentiche farse come la fesserie del pareggio di bilancio o del rispetto dei parametri di Maastricht, o altre amenità tipo il debito pubblico fuori controllo del Giappone e via dicendo. Chi tra politici ed analisti, non ha idea di come funziona la dinamica Governo, Tesoro e Banche centrali nei paesi a sovranità monetaria, è un povero ignorante.

A questo giro, Jeff Flake, AZ; Lindsey Graham, SC; Mike Lee, UT; e Rand Paul, KY, senatori repubblicani,  si sono uniti a 44 democratici che hanno votato no, provocando il temporaneo, shutdown, cinque democratici hanno votato a favore del bilancio.

Non c’è nulla di più ridicolo e ipocrita di quattro repubblicani che battono i piedi o di 44 che fanno il contrario oggi con il deficit prossimo all’esplosione, ben più di quello che era nel 2013, ma si sa nelle stanze della politica le prostitute abbondano.

Tornando a cose più serie, il nostro Mish , Mike Shedlock ci dimostra di quasta stupidità ed ignoranza circola nell’ambiente finanziario …

  • È molto facile essere ribassisti sulle obbligazioni. Con il miglioramento della crescita cinese e l’aumento dei prezzi delle materie prime, la pressione inflazionistica sta crescendo. Inoltre, le obbligazioni cinesi attualmente offrono il 4%, sostanzialmente rendimenti più alti delle obbligazioni dei mercati sviluppati. Inoltre, in rottura con l’esperienza giapponese del QE, la Federal Reserve ha gestito 5 aumenti dei tassi d’interesse, piuttosto che solo uno o due come ha fatto il Giappone dallo scoppio della bolla. Il ritornello che ho sentito in questi giorni è che il QE funziona, e gli Stati Uniti saranno in grado di uscire facilmente dalle politiche QE, seguiti dalla BCE e dalla BOJ, e che le obbligazioni sono da vendere.
  • Il grande aumento del QE da parte della BCE e della BOJ che abbiamo visto nel 2016, ha visto il passaggio di capitali dal Giappone e dall’Europa verso gli Stati Uniti. Ciò significa che anche se gli Stati Uniti hanno aumentato i tassi, le condizioni del credito sono rimaste molto favorevoli. Questo combinato con una ripresa in Cina ha creato un mercato estremamente favorevole per tutte le attività nel 2017. Ma cosa significa per il 2018?
  • Bene, se il modello di QE è ancora valido, allora i flussi di capitale dall’Europa e dal Giappone verso gli Stati Uniti stanno iniziando a rallentare e persino a invertirsi. Le implicazioni di ciò sono che la strategia deve essere ribassista verso i dollari USA e ribassista sul credito societario statunitense. Implica anche l’essere ribassista sulle banche europee e giapponesi e l’acquisto di bund e JGB, tuttavia questo rimane da vedere.
  • Lo scenario peggiore sarebbe una profonda debolezza del dollaro che costringerebbe la Federal Reserve ad aumentare i tassi di interesse molto più rapidamente del previsto. La debolezza del dollaro causerebbe sofferenze agli esportatori giapponesi ed europei, costringendo il denaro a rifugiarsi in JGB e bund. Questo assomiglierebbe a quanto accade al mercato dei capitali negli Stati Uniti alla fine degli anni ’70. A titolo di riferimento, le obbligazioni svizzere hanno ceduto solo il 2% alla fine degli anni ’70, anche se i tassi statunitensi si sono avvicinati al 20%.

In breve, la profonda debolezza del dollaro costringerà la Fed ad aumentare continuamente i tassi, causando fuga di capitali e enormi aumenti dei rendimenti, sottoline al’analista citato da Mike.

La mia premessa è la solita, questi non hanno la più pallida idea di cosa significhi deflazione da debiti, di quelle che sono le attuali dinamiche del debito, demografiche e tecnologiche, questi estrapolano la storia senza sapere di cosa parlano, ma noi non abbiamo fretta, ci godiamo lo spettacolo di siffatta ignoranza.

Esploriamo il concetto con le immagini, suggerisce Mike, grafici a noi tanto chiari che parlano meglio di qualunque fenomeno da baraccone…

Indice del Dollaro USA rispetto al Fed Funds Rate

  • L’indice del dollaro USA ha raggiunto il picco nel marzo 1985 a 143.906. A quel tempo, il tasso sui Fed Funds era dell’8,58%.
  • Nell’agosto del 2011 l’indice del dollaro USA era 69.061. Il tasso sui Fed Funds è stato dello 0,10%.
  • L’indice del dollaro USA è sceso del 52% mentre il tasso sui fondi della Fed è diminuito di 8,48 punti percentuali.

Alcuni potrebbero obiettare che è una tempistica troppo lunga per prendere una decisione. Abbiamo bisogno di qualcosa di più “profondo”.

OK date un’occhiata qui…

  • L’indice del dollaro USA ha raggiunto il picco nel marzo 1985 a 143.906. A quel tempo, il tasso sui Fed Funds era dell’8,58%.
  • Tre anni dopo, nell’aprile del 1988, l’indice del dollaro USA scese a 87.994. Il tasso sui Fed Funds è sceso al 6,87%.
  • L’indice del dollaro USA è diminuito del 38,85% in tre anni mentre il tasso dei fondi federali è diminuito di 1,71 punti percentuali.

Forse l’analisi non è ancora abbastanza “profonda” continua Mike?

Indipendentemente da ciò, aspettarsi che la Fed reagisca a un dollaro in calo è come  mettere il carro davanti ai buoi. Spostiamo le scadenze per rendere l’idea un po ‘più chiara.

Spiegazione

Per creare il grafico sopra ho scaricato i dati della Fed di St.Louis dal primo grafico in Excel, quindi ho spostato l’indice del dollaro USA indietro di tre anni.

Questa non è una correlazione perfetta, ma è molto meglio del primo grafico. Non ci sarà mai una correlazione perfetta ma si applicano le seguenti linee guida generali.

Linee guida generali

  • La Fed non tende a reagire a un dollaro in calo o in aumento.
  • Invece, il dollaro reagisce alle mosse anticipate della Fed e di altre banche centrali.
  • Possono esserci anticipi o ritardi in qualsiasi direzione perché non è solo la Fed in gioco.
  • Oltre alle mosse anticipate della Fed, ciò che viene percepito dalla BCE è di enorme importanza. Le decisioni sui tassi di interesse da parte della Cina e del Giappone sono molto meno importanti.
  • Infine, ci sono problemi di sicurezza, problemi di solvibilità e problemi di rottura dell’area dell’euro in gioco.(…) 

Crash del dollaro contro quale valuta principale?

  1. Il sistema bancario europeo e il sistema Target2 sono insolventi.
  2. Il sistema bancario cinese è insolvente.
  3. Le imprese di proprietà statale cinese (SOE) sono insolventi.
  4. Occorrono enormi quantità di debito affinché la Cina cresca. La Cina ha una delle più grandi bolle immobiliari del mondo.
  5. Gli Stati Uniti hanno un problema con il debito. Ma il Giappone e la Cina sono messi peggio. I dati demografici in Europa, Giappone e Cina sono anche peggiori che negli Stati Uniti.
  6. Gli esperimenti QE di oltre 20 anni in Yen e in Giappone sono incidenti che attendono di accadere ovunque.

Musica per le nostre orecchie le parole di Mike, certo nessuna novità per noi, ma la fuori c’è un gregge intero che crede a queste fesserie e noi ve lo raccontiamo.

Wile E. Coyote Moment

Risultati immagini per willy coyote moment

OK, il dollaro USA “potrebbe” schiantarsi. Ma se lo stai affermando, per favore raccontaci contro cosa.  Dimmi dove mi sbaglio riguardo ai punti 1-6 sopra. Quelli che prevedono un crollo del dollaro USA, fluttuano come Wile E. Coyote a mezz’aria … Il dollaro americano non si “schianterà” contro l’euro, la sterlina, lo yen o lo yuan. I problemi sono simili se non di gran lunga peggiori altrove. Le chiamate di iperinflazione sono assurde. Il dollaro USA potrebbe schiantarsi contro l’oro e alcuni credono che lo farà. Mentre non  credo ad un crash contro l’oro, non sarei sorpreso se l’oro fosse arrivato a 5.000 $ o più.(…) Proprio come è accaduto nel 2008, quando il petrolio è salito di oltre $ 140, le persone stanno uscendo dalla falegnameria per proclamare massicce ondate di inflazione e dollari. Ma hey, prevedere incidenti è sexy. Mike “Mish” Shedlock

Nulla di meglio per iniziare una piacevole settimana, la fine del dollaro, il suo crollo, la fine del mondo, sono solo nell’immaginazione di un gregge di ignoranti. Solo gli ignoranti vendono obbligazioni sovrane americane oggi, un’occasione irripetibile, questa la nostra convinzione di medio e lungo termine, perché nel breve non possiamo fare nulla per combattere l’ignoranza. Certo potrebbe accadere qualunque cosa, quindi non fate nulla se non avete ponderato il fattore tempo, perché per quanto riguarda rendimento e solvibilità non c’è nulla di meglio al mondo.

Nel nostro ultimo manoscritto, EPIC MOMENT OUTLOOK 2018, il buon Machiavelli ha ponderato ogni variabile storica ed empirica ed ora non resta che attendere.

Buona consapevolezza e buona deflazione da debiti a tutti!

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1 commento Commenta
icebergfinanza
Scritto il 23 gennaio 2018 at 09:48

La scintilla nella camera a gas del commercio mondiale…

(ANSA) – NEW YORK, 22 GEN – Il presidente americano Donald Trump impone dazi del 30% sulle importazioni di pannelli solari negli Stati Uniti. Dazi in arrivo anche per le lavatrici. Protestano Cina e Corea del Sud la quale annuncia il ricorso al Wto. La decisione di Trump prende le mosse dalle raccomandazioni della Us International Trade Commission, secondo la quale l’aumento delle importazioni di pannelli solari e lavatrici danneggiano i produttori nazionali. Si tratta di una decisione “eccessiva che apparentemente costituisce una violazione delle disposizioni del Wto”, ha detto il ministro del Commercio di Seul Kim Hyun-chong, Critiche anche da Pechino: per Wang Hejun, a capo dell’Ufficio indagini commerciali del ministero del Commercio cinese, è “un abuso dei rimedi commerciali”. Protesta l’Associazione dell’Industria per l’Energia Solare americana: la misura costerà agli Stati Uniti la perdita di 23.000 posti di lavoro e la cancellazione di miliardi di dollari di investimenti.

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