IN AMERICA NON SI TROVA PIU’ UN DISOCCUPATO!

Scritto il alle 12:33 da icebergfinanza

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La piena occupazione, il migliore dei mondi possibili, non si trova più un solo disoccupato, in America non sanno più dove trovare forza lavoro, fin che si parla di forza specializzata va bene, ma smettiamola di farci prendere in giro!

Un titolo, un programma… “Vaste programme”!

In America non si trova più un disoccupato 

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è così basso che un numero sempre maggiore di imprese sta assumendo forza lavoro tra i detenuti. Lo scrive il New York Times, che spiega come in alcune zone del Paese – dove la disoccupazione arriva a malapena al 2% – le aziende stiano fornendo opportunità a persone che per molto tempo sono rimaste escluse dal mercato del lavoro, come chi ha precedenti penali, chi è affetto da qualche forma di disabilità e chi è stato a lungo disoccupato.Il motivo è ben spiegato da Lawrence H. Summers, economista di Harvard ed ex segretario al Tesoro: “Quando il tasso di disoccupazione è alto, puoi permetterti di non assumere nessuno che abbia un precedente penale, puoi permetterti di non assumere nessuno che sia stato senza lavoro per due anni. Quando il tasso di disoccupazione è più basso, sono i datori di lavoro a doversi adattare alle persone, più che chiedere alle persone di adattarsi a loro”.

Usa, le carceri sono un business da miliardi di dollari 

Capisco che è necessario fare propaganda, che le volpi hanno bisogno di polli, ma la realtà è un’altra e va raccontata così come madre natura crea.

Per esempio bisognerebbe raccontare che ad ottobre il numero di persone che hanno abbandonato la forza lavoro è salito di 968.000 , il terzo numero più alto mai registrato, spingendo il numero totale di persone non incluse nella forza lavoro a 95.385 milioni, con la forza lavoro civile si è ridotta di 765.000 in un mese.

Bisognerebbe raccontare come raccontiamo noi da sempre e come riporta Mike che …

La tabella A-15 è dove si può trovare una migliore approssimazione di ciò che è realmente il tasso di disoccupazione.

Notate che ho detto un’approssimazione “migliore” da non confondere con un’approssimazione “buona”.

Il tasso ufficiale di disoccupazione è del 4,1%. Tuttavia, se inizi a contare tutte le persone che desiderano un lavoro, ma rinunciano, tutte le persone con lavori part-time che desiderano un lavoro a tempo pieno, tutte le persone che hanno abbandonato le liste dei disoccupati perché i loro sussidi di disoccupazione sono finiti, ecc. ., si ottiene un quadro più vicino a ciò che è il tasso di disoccupazione. Quel numero si trova nell’ultima riga etichettata U-6.

L’U-6 è molto più alto all’8,1%. Entrambi i numeri sarebbero ancora più alti, se non fosse per milioni di persone che hanno abbandonato la forza lavoro negli ultimi anni.

Alcuni di coloro che abbandonano la forza lavoro sono andati in pensione perché volevano andare in pensione. Il resto è  frode di invalidità,  pensionamento forzato, lavoratori scoraggiati e ragazzi che tornano a casa perché non riescono a trovare lavoro.

La forza è relativa

È importante inserire i numeri dei lavori nella giusta prospettiva.

  1. Nell’indagine sulle famiglie, se lavori meno di 1 ora a settimana, persino vendendo ciondoli su eBay, sei considerato dipendente.
  2. Nell’indagine sulle famiglie, se hai tre lavori part-time, 12 ore ciascuno, BLS ti considera un dipendente a tempo pieno.
  3. Nell’indagine sui salari, tre lavori part-time contano come tre posti di lavoro. Il BLS tenta di farlo entrare, ma non prende in considerazione i numeri della previdenza sociale duplicati. Il potenziale per il doppio conteggio nei lavori nell’indagine sui salari è grande.

E per concludere la ciliegina sulla torta, come abbiamo scritto anni fa, si certo era tre anni fa,  non si trova più una sola anima viva in America che voglia lavorare, sono tutti dentro i centri commerciali che spendono quello che guadagnano…

In questi ultimi mesi è stato un crescendo di meraviglia di fronte all’ennesimo miracolo economico americano, la Grande recessione è finita, milioni di posti di lavoro ristabiliti, non importa se milioni sono stati costretti ad accettare un lavoro part-time o altri milioni sono spariti nel nulla scoraggiati o delusi da un’illusione.

Vi ricordate il programma dei buoni pasto americano, il famigerato SNAP  (Supplemental Nutritional Assistance Program) ovvero
programma di assistenza alimentare ai bisognosi. Ebbene dall’inizio della crisi era esploso, da 27 milioni di americani siamo saliti sino oltre i 48 milioni e ora nulla è cambiato nonostante il prodigioso, come lo chiamano loro, recupero dell’occupazione americana.

Via Robert Doar su Real Clear Markets una sintesi di quello che sta accadendo realmente

Risultati immagini per icebergfinanza food stamps

…dedicata a tutti gli ammiratori del sogno americano.

” Qualcosa di strano sta accadendo al programma di assistenza alimentare della nostra nazione. Il programm dovrebbe corrispondere alle difficili condizioni economiche, fornendo assistenza finanziaria per l’acquisto di cibo per i poveri americani. In tempi di recessione più persone hanno bisogno di assistenza, e la richiesta di buoni pasto   dovrebbero salire. E come l’economia si rafforza, il numero di richiedenti dovrebbe scendere – almeno in teoria.

Per gran parte della storia del programma, è quello che è successo. Come suggerisce   il grafico, dal 1969 fino al 2003, il programma SNAP è stato molto sensibile alle variazioni del tasso di disoccupazione, con il numero di destinatari crescenti al crescere della disoccupazione e in declino in seguito alla riduzione della disoccupazione.”

La realtà è che oggi negli ultimi 15 anni la povertà è aumentata dal 6 al 15 % della popolazione americana e che nulla fa prevedere un miglioramento, dinamica in atto in tutto il mondo, dove si sta ampliando in maniera sensibile il divario economico/finanziario e l’iniquità.

Il resto chiacchiere da bar!

 

 

 

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17 commenti Commenta
andrea357
Scritto il 15 gennaio 2018 at 18:08

“Pilots on Food Stamps” By Michael Moore

In the movie I interview a pilot for a major airline who made $17,000 last year. For four months he was eligible — and received — food stamps. Another pilot in the film has a second job as a dog walker.

signor pomata
Scritto il 16 gennaio 2018 at 08:53

Prima cosa, vorrei ringraziare il capitano per la costanza e la volontà che mette nel suo lavoro.
Oltre chiaramente il suo intelletto messo al servizio di chi non ha e non può avere notizie e dati resi accessibili a una ristretta parte delle persone.
Tornando la post , direi nulla di nuovo.
Nascondono la realtà cosa oramai chiara a tutti quelli che vengono sfiorati dalle loro cure caritatevoli.
A quale gioco stiamo assistendo oramai è chiarissimo, un film visto e rivisto che finisce sempre allo stesso modo ossia che volano gli stracci .
Ieri mi sono divertito a fare due conti alla stellina giornaliera del mercato nostrano: azimut.
Staccheranno agli azionisti 2 euro a azione.
140 milioni di azioni in giro e quindi un 280 milioni di dividendo.
I manager confidano per fine 2019 di arrivare a 300 milioni di utile.
Cioè questi elargiscono un dividendo che è quasi la cifra degli utili che si promettono di fare tra due anni.
Magari in questi due anni tagliano qualche testa e stipendio cosi da fare in modo che nel 2019 si possa dare il dividendo degli utili del 2021.
Decenni che si taglia forza lavoro e stipendio e gli utili si dividono tra padroni e manager.
Parlando con un imprenditore calzaturiero della mia zona sulla crisi oramai strutturale ho dato la mia versione dei fatti.
La situazione sarebbe sostenibile solo se marchionne avesse mille piedi.
Non ha capito ma non è importante.

givett
Scritto il 16 gennaio 2018 at 12:47

ok

madmax
Scritto il 16 gennaio 2018 at 14:52

Che gli US se la passano male e’ noto a tutti ma omertosamente tutti fanno finta di non vedere.

Chi vede, sente e agisce sono invece quelli che sono seduti su 1300 miliardi di US, ovvero i cinesi.

Che hanno, UDITE, UDITE, osato downgradare gli US ad un BBB+ !!!! Ahahah che risate, chi la fa l’aspetti, dopo tanti anni in cui le agenzie di rating stelle e striscie punivano politicamente chi non si adeguava proprio loro sono stati ripagati della stessa moneta. Spassoso.

stanziale
Scritto il 16 gennaio 2018 at 20:30

madmax,

Be’ , probabilmente i due colossi sono destinati a fronteggiarsi alla pari per un po’, poi forse dovrebbe prevalere la Cina…intanto comincia il petroyuan https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjGq6bPmd3YAhUHOxQKHdQFB4gQFggoMAA&url=http%3A%2F%2Fwww.ilsole24ore.com%2Fart%2Ffinanza-e-mercati%2F2017-12-20%2Farriva-petroyuan-in-cina-pronti-debutto-nuovi-future-greggio-215718.shtml%3Fuuid%3DAEZdvSVD&usg=AOvVaw1O7KD2Yq2lS_Ns-ECMxb_G
ma qualche spostamento dovrebbe essere molto graduale…..il nuovo report del Capitano ho letto solo la prima parte, non so’ quindi se ne ha parlato, ma si e’ gia’ espresso in merito…a proposito, l’ultimo Machiavelli mi e’ sembrato piu’ tosto e tecnico del solito, salito di intensita’…oppure sono io che sono troppo stanco? Appena posso riprendo la lettura: ma no dopo una giornata di lavoro, bisogna essere freschi.

idleproc
Scritto il 16 gennaio 2018 at 21:46

signor pomata@finanzaonline,

“La situazione sarebbe sostenibile solo se marchionne avesse mille piedi.”

Bellissima, grazie per la risata.

aorlansky60
Scritto il 17 gennaio 2018 at 08:11

Il Capitano è volenteroso e tenace nel sottolineare tutti i punti controversi e paradossali della situazione attuale (non ultimo l’art attuale),

ma io stò iniziando a chiedermi quanto valga prendere a modello di confronto il passato,

quando i tempi attuali presentano situazioni MAI verificatesi prima :

dal 2009 le principali BC mondiali (Fed e BCE in testa) hanno pompato un totale di 15.000 miliardi di liquidità cash nel sistema economico (un vero e proprio esperimento tutt’ora in corso mai operato prima nella Storia),

la maggiorparte dei quali sono andati dritti a confluire nella finanza,

allora non ti puoi stupire di situazioni come quella che fa notare SignorPomata “Staccheranno agli azionisti 2 euro a azione. 140 milioni di azioni in giro e quindi un 280 milioni di dividendo. I manager confidano per fine 2019 di arrivare a 300 milioni di utile. Cioè questi elargiscono un dividendo che è quasi la cifra degli utili che si promettono di fare tra due anni.

La realtà cruda che rimane è che nel 2018 muore ancora della gente di LAVORO (ieri 3 poveretti di operai per uno stipendio mensile misero per un lavoraccio infame) mentre chi è ai piani alti spende una lacrimuccia di circostanza a ricordo per poi rifiondarsi nella sala da ballo, dove freneticamente TUTTO sale (l’avete notato?)

azioni obbligazioni, materie prime, perfino l’oro -che in tempi di euforia azionaria era solito scendere, ora invece sale-

niente di cui stupirsi alla fine : è la semplice conseguenza di tutta quella liquidità citata prima elargita a profusione.

Per di più chi conduce il ballo ha anche dalla sua la maggiorparte dei MEDIA, un altro settore vitale per diffondere quell’ottimismo determinante per avere dalla propria parte anche la maggioranza del parco buoi…

signor pomata
Scritto il 17 gennaio 2018 at 11:47

aor­lan­sky60,

AORL se la finanza vale 20 volte il sottostante chi comanda il gioco?
Io da tempo mi sono reso conto che creano cicli economici senza che nulla muti.
Iniziai a sospettare quando una azienda appena quotata di nome damico con un parco petroliere nuovo di pacca invece di guadagnare sul trasporto marittimo comprava azioni di aziende che nulla aveva a che fare con suo lavoro.
Scopri che le sue petroliere erano ferme nei porti perche non vi era domanda adeguata per muoverle.
Eppure il prezzo rimase stabile per anni del petrolio.
Se controllano il prezzo del mercato di conseguenza controlli il prezzo del sottostante.
Poi è chiaro che più alzi la posta più qualcosa può andare storto.
Diciamo che era il mio attrito con puntosella.
Io sono ancora antico, tento di vedere se quella azienda ha un valore, se vi è domanda o meno, se hanno utili o perdite….insomma roba vecchia.
Oggi ha ragione lui, se vuoi operare in questo contesto di mercato devi capire che è più importante seguire i soldi, seguire il prezzo, seguire i volumi.
Poi ti fregano comunque perche tu giochi a carte scoperte e le loro non le vedi mai ma questo è un altro discorso.
Questo modo di intendere il mercato fa si che la ricchezza tenti di accentrarsi sempre più in pochissime mani.
Mentre miliardi di persone si sbattono per tentare di avere una vita dignitosa a costo di distruggere la propria integrità fisica prima dei cinquanta altri hanno la possibilità di guadagnare 100 anni di stipendio di persone normali con un colpetto speculativo organizzato.
Non producono nulla.
Si impossessano di soldi altrui,visto che poi magari sono gli stessi che li gestiscono.
Come citava ioppolo in quella intervista postata tempo fa: che desideri ha una persona che ha 3 miliardi di dollari?
Non pagare tasse, non avere inflazione, speculare dove vuole e senza rotture di coglioni, stabilità del cambio.
Direi che sono contenti no?

puntosella
Scritto il 17 gennaio 2018 at 15:39

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

“Diciamo che era il mio attrito con puntosella.
Io sono ancora antico, tento di vedere se quella azienda ha un valore, se vi è domanda o meno, se hanno utili o perdite….insomma roba vecchia.
Oggi ha ragione lui, se vuoi operare in questo contesto di mercato devi capire che è più importante seguire i soldi, seguire il prezzo, seguire i volumi.”

Non ho ragione io, non me ne faccio di nulla della ragione.

Signor pomata, avendo lavorato per molti decenni nel ciclo del fumo,
ho visto la mutazione che è intervenuta nel mondo della finanza,
dall’interno, perlomeno qui in Italia.

Ho scritto che questa mutazione da ANCELLA a regina è
arrivata a fine degli anni ’80 inizio anni ’90, poi la legge
Draghi, si sempre LUI, ne stabilì le fondamenta complice
la politica progressista dell’ala sinistroide della balena bianca
asservita a poteri stranieri, che parlavano bene l’inglese,
ha voluto smantellare lo stato.

Non che andasse tutto bene allora, ma almeno i conflitti erano
interni e non si subivano i DICTAT esteri, che erano iniziati
con la famosa lettera di Andreatta del 1981.

Concordo su tutta la sua analisi, anche se lei mi considera
complice dei malfattori, ma se ho ripreso a scrivere sul
Veliero e perché queste verità su ciò che succedeva in
finanza le avevo scritto all’inizio quasi quando il veliero
ha preso il largo, e “nonna PIERA”, che saluto ed abbraccio
era solito chiamarmi la memoria storica delle malefatte
della finanza.

Considero il denaro solo un mezzo, ed avuta consapevolezza
dei miei mezzi, glielo assicuro, non li ho MAI messi a disposizione
del CAPITALE né NOSTRANO, né estero.

Mi dispiace che dalle sue parti, la guerra che continua, abbia
prodotto altri disastri nel POLO BIANCO, ex merloni, delocalizzando
in Cecoslovachia, con la beffa che gli italiani sono andati ad insegnare
loro come si costruiscono gli elettrodomestici, per essere poi tutti
licenziati, e stabilimento DELOCALIZZATO,mentre la politica tutta
discute sul NULLA.

madmax
Scritto il 17 gennaio 2018 at 17:46

stanziale@finanza,

Stanziale, intanto i Krukki cominciano a comprare Reminbi nella loro Banca Centrale come valuta di riserva…500 milioni sono pochi ma pure una maratona comincia con un passo.

madmax
Scritto il 17 gennaio 2018 at 17:53

puntosella@finanza,

Puntosella,
Tocchi un tasto dolente italiano, non vedere piu’ lontano del proprio naso per alcuni. Quanto da te descritto per il polo del bianco (elettrodomestici, lavatrici etc) lo abbiamo fatto tante altre volte con tanti settori.
Vuoi sapere l’ultima? Quei gran cervelli della Monini hanno piantato ettari di olivi in Australia (dove non esistevano) per farne olio.
Ebbene considerato il clima, non ci vuole un genio per capire che cresceranno, altri agricoltori locali li copieranno e alla fine spiazzeranno tutta la produzione italiana (agricoltori compresi).
Tutto questo per ignoranza impreditoriale e dei consumatori. Ad esempio lo sapete che quando bevete un vino non Italiano/Francese/Spagnolo bevete zucchero?
Infatti in Australia, Sud America, ed in parte Austria e Germania e’ possibile aggiungere zucchero per compensare la bassa gradazione alcolica. Lo sanno i beccaccioni amanti del vino estero? Direi di no ma pure “monazze” i produttori che non fanno leva su tale fatto.
Saluti a tutti e scusate la divagazione.

signor pomata
Scritto il 17 gennaio 2018 at 19:37

pun­to­sel­la@fi­nan­za,

Io sono nel distretto calzaturiero e è avvenuta la medesima cosa.
Prima delocalizzazione attività produttive poi internalizzazione cinese per aiutare chi non poteva uscire e ora la disgregazione dei contratti di lavoro come un raccoglitore di pomodori qualsiasi.
Buttati nel cesso decenni di formazione e esperienza.
Ora uno vale uno, se sai fare o non sai fare non è importante, conta che lavori molto per poco.
Il prodotto è il top della gamma, alla faccia di chi dice che non ci sono margini con prodotti che superano le migliaia di euro.
Io mi sono arreso alla evidenza e sono in attesa….non sapendo di cosa.
Ho solo deciso che quella linea era stata varcata, e mi sono rifiutato di lavorare a chiamata sotto caporalato interinale.

P.s. complici lo siamo tutti. Siamo tutti dentro questa follia irrazionale.
Servirebbe una idea che possa dare una via di uscita a questo vicolo cieco in cui ci siamo infilati prima che decidano di metterci gli uni contro gli altri, in una lotta di classe tra poveri e morti di fame.

veleno50
Scritto il 17 gennaio 2018 at 19:43

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

Seguire soldi,prezzo,volumi,aggiungo utili,dividendo storico.
aor­lan­sky60,

Caro Aorl coerenza assoluta nel commento odierno con gli altri scritti in precedenza. Cosa ti importa di quello che distribuisce Azimut nel 2018 ,non produce nulla ,gestisce denaro degli altri in maniera eccezionale, si fa pagare profumatamente le commissioni e distribuisce dividendi favolosi se non ricordo male compreso quello di quest’anno negli ultimi 4 anni dovrebbe aver distribuito il 30/40%.La morale facciamola più avanti nel tempo è il momento d’oro di cavalcare l’onda il bravo surfista scende e sale sulla tavola,senza rischiare l’osso del collo naturalmente.buona serata.Interessante una opinione del capo del veliero investo in obbligazioni $ e qui ci siamo anche se al momento la rimessa è abbondante per fortuna che la ferita è curata dal mercato azionario.
pun­to­sel­la@fi­nan­za,

La tua opinionese ne hai voglia sul diversificare lungo nell’obbligazionario cortissimo nell’azionario mordi e fuggi diciamo settimenale.buona serata

puntosella
Scritto il 18 gennaio 2018 at 09:14

ve­le­no50@fi­nan­za,

Io ho smesso di diversificare dal 1996 mi sembra, dopo un paio d’anni dalla nascita
del FIB30[1994], e poi con l’arrivo dei futures tedeschi sul BUND,sull’EUROSTOXX 50 e
sul DAX ho lasciato definitivamente anche il FIB30, per tradare solo soprattutto l’EUROSTOXX 50
che mi permetteva di piramidare meglio il capitale nell’impiego di percentuali impiegate anche
nei momenti di stare OVER per più tempo, per concentrarmi negli ultimi anni solo sul FDAX

Tradare i futures sugli INDICI è la migliore diversificazione che, a mio parere, si possa fare,
l’importante è che siano liquidi e che la Spread tra denaro-lettera sia minima.

Non ci obbliga nessuno ad andare a leva, per cui se si usano i Future, tipo Eurostoxx 50,
si può impiegare il proprio capitale in più momenti, non per mediare perdite, che vanno
sempre tagliate da subito, ma come impiego a condizione che sulla parte impegnata
si sia in buon guadagno, se non si vuole Surflare ed essere impegnati tutti i giorni.

Altrimenti se si è dotati di un buon TS e tempo per fare Trading quando si ha voglia
e soprattutto secondo le regole che ci si è dati, poiché troppo TRADING porta alla
dipendenza ed alla perdita di una vita sociale che, bisogna sempre ricordarlo a chi
lo fa per mestiere, vale MOLTO di PIU’ dei soldi ipoteticamente guadagnati, per non
parlare poi degli affetti familiari che vanno a ramengo…. io mi posso ritenere abbastanza
fortunato, ma di errori in gioventù ne ho commessi anch’io…. ho scritto a tal proposito
in precedenza.

sd
Scritto il 18 gennaio 2018 at 23:24

Buona sera. Leggo che in molti non sono soddisfatti dell’attuale modello economico e sociale imposto dall’alto, credo che questo sia proprio la crisi ANTROPOLOGICA di cui parla il Capitano.
Il modello socio-economico dominato dalla finanza o meglio dalla speculazione finanziaria, imposto dagli USA anche militarmente e da un élite di persone che si credono DIO, probabilmente stà dando segni di cedimento e di mancanza di visione strategica di lungo periodo…….convinti che potranno dominare per sempre il mondo.
Se poi pensano di poter dominare il mondo con le continue guerre e destabilizzazioni di interi paesi “strategici” per noi italiani sarà un futuro nero per non dire distruttivo. In caso di una guerra vera il nostro paese sarà letteralmente “raso al suolo”. E non lamentativi, voi amanti della tecnologia e della tecnica, esiste anche il bene e il male, le comodità tecnologiche ma anche le armi atomiche. Spero che un giorno in qualche paese europeo (in italia ci spero poco) comincino gli slogan “USA GO HOME” vai a fare le guerre a casa tua.

SD

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