GROSS GUNDLACH… IL RITORNO DEI GUFI ALLOCCHI!

Scritto il alle 07:12 da icebergfinanza

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Non starò qui a riproporvi quante volte questi due signori, specialmente Gross, hanno chiamato la fine del mercato obbligazionario, la fine del mercato orso secolare.

I gufi allocchi , la loro voce in natura comprende sibili, soffi, risate stridule e metalliche, e altri rumori sinistri che hanno per secoli alimentato le credenze sull’esistenza dei fantasmi nelle case di campagna abbandonate, nelle soffitte e nei castelli, compagni di maghi, streghe e fantasmi vari.

Noi come ben sapete e come vedremo a breve insieme a Machiavelli abbiamo dei punti di riferimento ben più interessanti e qualificati per osservare cosa farà nei prossimi anni il mercato obbligazionario soprattutto sovrano, ma in questo momento il gregge guarda solo alle notizie, non ha tempo o voglia per rileggersi i recenti fallimenti di questi due signori.

Noi lo scorso anno, sempre controcorrente abbiamo suggerito che le previsioni di Gross e Gundlach erano sbagliate e abbiamo avuto ragione, i rendimenti dei titoli a lungo termine non sono saliti, dove loro si aspettavano, anzi la curva dei rendimenti si sta appiattendo.

Difficile spiegare a chi non conosce il mercato obbligazionario cosa significa questo, ma ve lo racconteremo in maniera dettagliata nel prossimo OUTLOOK, oltre 100 pagine di analisi storiche, empiriche, tecniche con una sorpresa.

Ovviamente dopo ben quattro fallimenti negli ultimi quattro anni, il nostro ci riprova…

Bill Gross says bond bear market ‘confirmed’ amid Treasurys selloff

Il guru del mercato Bill Gross ha detto che i Treasury stanno entrando in un mercato ribassista dopo che una svendita di titoli governativi ha portato i rendimenti oltre i livelli tecnici chiave  martedì.(…) ha dichiarato in un tweet che sia i titoli a 5 anni che   il rendimento a 10 anni si sino spinti al di sopra della linea di tendenza a lungo termine a 25 anni, che ha tenuto a freno i rendimenti. Tornato in ottobre, ha dichiarato una salita sostenuta superiore al livello del 2,40% e un break-out al di sopra di questi livelli chiave del grafico potrebbe segnare una ripresa tanto attesa dei rendimenti del Tesoro.

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La decisione della Banca del Giappone di ridurre l’acquisto dei titoli a lungo termine è stata citata per aver messo sotto pressione i Treasury durante la notte.

Gross ha fatto previsioni simili prima di rivendicare la fine del mercato dei titoli obbligazionari. Tuttavia, ha aggiunto che le sue scommesse al ribasso sono imperniate su una ripresa della crescita e dell’inflazione. Gli economisti dicono che gli Stati Uniti dovrebbero vedere un rafforzamento dell’espansione e pressioni più intense sui prezzi nel 2018, a fronte di una crescita globale sincronizzata.

Noi vi racconteremo perché tutto ciò non avverrà nel fine settimana!

Ma negli ultimi anni, gli investitori hanno faticato a scommettere contro la costante tendenza al ribasso dei rendimenti del Tesoro, anche dopo che la Federal Reserve ha chiuso gli acquisti di titoli di Stato e aumentato i tassi più volte dalla crisi finanziaria.

Alcuni partecipanti al mercato hanno dichiarato che la sua richiesta di porre fine al mercato dei titoli obbligazionari che si è protratto per quasi tre decenni è stata più volte prematura.

In realtà invece…

I Treasury restano in calo dopo l’asta di titoli a tre anni, che ha visto una domanda forte tanto che il Tesoro Usa ha potuto offrire il più basso rendimento dal maggio 2007. Il governo Usa ha venduto titoli per 24 miliardi di dollari offrendo il 2,080%. Il rapporto tra domanda e offerta è stato di 3,13 volte. Agli acquirenti indiretti – riflesso della domanda dall’estero – è andato il 54,9% dell’asta contro una media del 55%; a quelli diretti – riflesso della domanda interna – è andato l’11,5%.

Un crescente ottimismo per l’economia accompagnato da timori per una politica monetaria meno aggressiva in Giappone hanno spinto oggi i rendimenti del titolo bechmark sopra il 2,5% ai massimi di quasi 10 mesi; è stata la seconda volta dalla fine di marzo che è stata superata una soglia simile. Per i trader, il sell-off, iniziato nella notte, c’è stato sulla scia della decisione della Bank of Japan di ridurre gli acquisti di titoli a lunga scadenza. Anche se è presto per capire le mosse della BoJ, da anni estremamente accomodante, il decennale nipponico ha raggiunto i massimi di ottobre allo 0,069% dallo 0,059% di ieri. America 24: Home

Su dai smettete di comprare tassi a lungo termine, provate anche questa e vedrete cosa accadrà al debito se i rendimenti a breve volano oltre il 3 %. E’ proprio vero come suggerivano Galbraith e Friedman che le banche centrali non servono a nulla, solo a produrre guai.

Ma noi non abbiamo alcuna fretta, la verità è figlia del tempo.

Tornando a Gundlach, come riporta Zero Hedge, ha dichiarato che il 3,25% del decennale americano è “plausibile nel 2018”, peccato che lo aveva dichiarato anche per il 2017!

Ricordando al suo pubblico la rivalità tra lui e Bill Gross, Gundlach non è d’accordo con l’ex re dei bond, che oggi ha fatto notizia con la sua affermazione che il mercato dei titoli obbligazionari ha finito la sua corsa e ha detto che “Gross è troppo in anticipo con la sua chiamata al mercato orso sui treasuries. “ Qual è il catalizzatore di Gundlach?

Come ha spiegato, che c’è bisogno di vedere il trentennale al 2,99% o sopra la trendline …”

sdf

Poi, durante la conferenza a Gundlach è stata posta una domanda interessante, per quanto riguarda quale rendimento sul decennale sarebbe stato abbastanza alto da spingere alla fine il mercato azionario a scendere.  Per Gundlach la risposta è arrivata con due cifre significative: “se il 10Y salirà al 2,63%, le scorte avranno un impatto negativo”. Tuttavia, ha anche aggiunto che se il 10Y TSY supera il 2,63%, andrà ben oltre, probabilmente spingendosi verso il 3%, e dal momento che si aspetta un rendimento  del 3,25% sul 10Y nel 2018, è chiaro il motivo per cui Gundlach non è troppo entusiasta del mercato azionario.

Infine, Gundlach ha affermato che, sebbene non sia imminente, si aspetta una recessione nei prossimi 2 anni. Qui, ha fatto un’altra osservazione interessante: ha detto che nella prossima recessione  “non vedremo un rally del mercato obbligazionario”.

Segnatevela questa!

Nel fine settimana argomenteremo in maniera dettagliata il motivo per cui questi signori secondo noi hanno torto.

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3 commenti Commenta
icebergfinanza
Scritto il 10 gennaio 2018 at 22:11

E’ bastata la bufala della Cina oggi e quella del Giappone ieri e questi monelli hanno già rimesso le cose a posto…

[email protected]
Scritto il 10 gennaio 2018 at 22:30

E manipolano pure questi criminali facendo perdere soldi

[email protected]
Scritto il 10 gennaio 2018 at 22:32

Spero che il bear market incominci presto

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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