US ECONOMY: BLIZZARD!

Scritto il alle 09:58 da icebergfinanza

Risultati immagini per blizzard USA

Sembra davvero di essere tornati ai bei tempi passati delle tempeste di neve e ghiaccio degli ultimi anni, tempeste di neve che facevano crollare tutti gli indicatori macroeconomici il primo trimestre dell’anno… Tempesta di neve e ghiaccio negli Usa

Il gelo non molla la presa su parte degli Stati Uniti e continua a causare, oltre che a molti disagi, immagini in parte spettacolari. Dopo le straordinariecascate del Niagara ghiacciate, arrivano da New York ma anche dalla Florida, dove non nevicava dal lontano 1989.Da Nord a Sud «la tempesta di neve e ghiaccio» sta investendo la costa orientale degli Stati Uniti, con temperature sotto lo zero, o meglio fino a -20 gradi, forti venti, nevicate abbondanti e cumuli di ghiaccio che tempo non si vedevano.Basti pensare che il primo gennaio nel 90 per cento degli Stati Uniti la temperatura non ha superato gli zero gradi.

In risposta al freddo che ha mandato in tilt i principali aeroporti nel Nord-Est del Paese, con almeno 3.600 voli cancellati e altre sospensioni attese, tutte le scuole sono state chiuse e le autorità hanno invitato i cittadini a non mettersi al volante se non necessario, ma a utilizzare i mezzi pubblici.Non è mancata la corsa alle provviste, moltissimi i supermercati i cui scaffali sono stati svuotati nelle ultime ore, da chi, nonostante le temperature polari, non si è lasciato intimorire e coperto sotto strati di lana si è occupato di riempire il frigorifero per i prossimi giorni.

Ma proseguiamo rispondendo con i dati ufficiali del BLS a chi la scorsa settimana ci ha scritto chiedendosi come sia possibile che la ADP preannunciava ben 250.000 posti di lavoro

Nell’ultimo mese del 2017 negli Stati Uniti sono stati creati 148.000 posti di lavoro, mentre gli analisti attendevano un aumento di 180.000 unità. Il numero di posti di lavoro creati tra ottobre e novembre è stato rivisto, rispettivamente a 211.000 e a 252.000 unità, risultando un calo complessivo di 9.000 posti. Nell’intero anno il numero di posti di lavoro creati è stato di 2,1 milioni, corrispondente ai minimi del 2010. America 24

Ovviamente questo non può che fare piacere a Wall Street dati ben peggiori delle aspettative,significano una Federal Reserve a cuccia nei prossimi mesi, se invece fossero stati positivi, si saliva lo stesso perché la fase finale di una bolla ha bisogno di tutti i polli possibili da spennare, prima del momento della verità.

Noi a differenza delle solite volpi che circolano indisturbate tra i vostri risparmi, con il solo compito di riempirvi di commissioni, costringendovi ad investire in una bolla, vi testimoniamo con i fatti l’assoluta irrazionalità di questi tempi.

Siamo partiti dimostrandovi in DOLLARO E SOVEREIGN BOND che qualche volpone giustifica il fatto che i titoli ad alto rischio europeo, possano rendere meno di un titolo di stato americano, solo perché la BCE ama riempirsi di spazzatura finanziaria…

…proseguiamo supponendo che è sano ed intelligente comprare azioni americane quando il due anni USA rende più del ritorno dei dividendi…

Ovviamente il consulente di vostra fiducia vi racconterà che non c’è alternativa, si compra tanto per comprare, non vorrai mica restare a guardare?

Per questo motivo ribadiamo che il 2018 non vedrà alcun collasso, molta volatilità si, ma per chi ha fegato ci sono ancora opportunità da prendere,  la madre di tutte le bolle ha bisogno anche dell’ultimo agnellino da portare al macello.

Tornando ai dati,

 

I salari orari – attentamente monitorati perché indicano l’assenza o meno di pressioni inflative – sono saliti dello 0,34% (o di 0,09 dollari) su base mensile a 26,63 dollari, leggermente di più del +0,3% atteso

Ovvero nessuna pressione salariale, anzi i salari reali, depurati dall’inflazione, in continua ed inesorabile caduta,

La partecipazione alla forza lavoro, che si attesta attorno ai minimi in 40 anni, è rimasta al 62,7%, sopra il minimo da ottobre 1977, pari a 62,4%, ma al minimo da maggio e al di sotto del 66% di prima della recessione.

Gli americani che si accontentano di un lavoro part-time sono stati 4,9 milioni a dicembre, in calo di 639mila unità nell’anno. Includendo gli scoraggiati, 474mila (poco mossi rispetto al dicembre 2016), il tasso disoccupazione si è attestato all’8,1% dall’8% di novembre I disoccupati di lungo termine (quelli senza lavoro da almeno 27 settimane) erano circa 1,5 milioni e rappresentano il 22,9% del totale.

Come potete osservare la debacle del settore retail continua, noi non abbiamo fretta la amazonizzazione dell’economia americana porterà il mercato immobiliare commerciale al collasso, non c’è alcuna fretta, non scapperà all’appuntamento con il destino.

Campane a lutto per Macy’s e Sears: chiudono oltre 100 negozi

Le ore settimanali lavorate erano piatte, ferme immobili  a 34,5 i guadagni orari insignificanti. Non ripeto quando detto negli anni passati, basta chiedere agli americani che lavorano quotidianamente quale è la vera dimensione della piena occupazione tanto decantata dalla Fed che continua ad aumentare i tassi.

Gli effetti finali degli uragani sono finiti, da ora in poi iniziano i veri numeri, a partire da questo mese, dicembre che in realtà per alcuni avrebbe prodotto meraviglie nel settore retail e dei consumi.

Ovviamente si è minimizzato anche il crollo del settore dei servizi che ha visto “inaspettatamente” passare l’indice ISM da 57,4 a 55,9 contro aspettative in salita sino a 58,5 con i nuovi ordini e la produzione in calo di oltre 4 punti. Guai a parlare del sensibile peggioramento dell’ottimismo delle imprese del settore dei servizi che vale ben oltre il 70 % dell’occupazione e della crescita. Strano davvero visto che le notizie dei tagli e degli stimoli fiscali nel 2018 hanno messo le ali a Wall Street.

Nonostante tutte queste meraviglie, l’America si avvia a concludere dopo oltre 4000 miliardi di dollari di stimoli fiscali e politiche monetarie il nono anno con una crescita complessiva appena oltre il 2 %, in attesa che qualche fesso creda davvero che sia possibile raggiungere il 3 o 4 % con l’inutile riforma fiscale di Trump.

Nel frattempo davvero interessanti gli effetti della riforma fiscale Trump sul settore finanziario…  

Dopo American Express e Goldman Sachs, anche Morgan Stanley ha avvertito: la riforma fiscale firmata da Donald Trump prima di Natale peserà sugli utili del quarto trimestre 2017 per 1,25 miliardi di dollari. In un documento depositato presso l’autorità di Borsa Usa, la banca ha spiegato che la colpa è da attribuire alla rivalutazione di certi asset. Gli effetti positivi dati dalla legislazione varranno solo 160 milioni. Alla fine del mese scorso Goldman aveva detto che la nuova legislazione avrebbe pesato sui profitti del quarto trimestre di circa 5 miliardi. AmEx ha detto nei giorni scorsi che chiuderà in perdita il periodo ottobre-dicembre scorsi per via di un colpo di circa 2,4 miliardi di dollari.

Anche Deutsche Bank si ritrova a fare i conti con l’impatto della riforma fiscale Usa, approvata prima di Natale. Come AmEx, Goldman Sachs e Morgan Stanley, pure la banca tedesca ha messo in guardia: nel caso specifico, i conti del quarto trimestre del 2017 includeranno oneri una tantum per 1,5 miliardi di euro. Di conseguenza, l’istituto di credito chiuderà il 2017 con una piccola perdita al netto delle imposte.

E’ l’effetto di cambiamenti nel modo in cui vengono usate perdite passate per controbilanciare il versamento di tasse future su certi asset. Questi ultimi valgono sulla carte meno dopo la riforma fiscale voluta da Donald Trump e che taglia in modo permanente l’aliquota aziendale al 21% dal 35%.  America 24

Come riporta Zero Hedge  il debito globale ha colpito il nuovo massimo storico a 233 miliardi di dollari al termine del terzo trimestre del 2017 composto da $ 63 trilioni in debito governativo governo, $ 58 trilioni in debito finanziario, $ 68 trilioni in settori non finanziari e $ 44 trilioni in debito delle famiglie, un aumento totale di $ 16 trilioni di aument in soli 9 mesi.

Giusto per sottolineare come la colossale balle del debito pubblico sia una delle migliori narrative mai raccontate dalle elites mondiali, questa è solo una crisi di debito privato.

Mi raccomando prima delle prossime elezioni in Italia, fatevi prendere in giro da quelli che vi parleranno di debito pubblico, di pareggi di bilancio, di spesa pubblica brutta cattiva e improduttiva, di rispetto delle regole di mia nonna. Ha ragione chi suggerisce di continuare a ballare sino a quando l’orchestra suona, tanto in galera non finisce nessuno, questa crisi ha fatto una strage di occupazione e distrutto intere vite e famiglie, ma della feccia finanziaria che ha creato questa crisi e ne sta creando un’altra, non ne trovi uno in carcere.

Ehi bellezza, la finanza è una meraviglia, dove li trovi tanti fessi ai quali raccontare un oceano di balle? Anche lui da tempo sta raccontando balle, è uno qualunque, ha indovinato solo tre delle ultime tre crisi mondiali, la crisi asiatica, quella delle dot.com e l’ultima subprime.

Noi non osiamo sperare tanto, un crollo di oltre il 30 % in un solo giorno come accadde nel 1987, ma il nostro modellino propone di meglio nei prossimi anni, non ci resta che attendere e osservare cosa accadrà, restando sulla riva del fiume, pescando nel frattempo cedole ovunque.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.9/10 (16 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +14 (from 14 votes)
US ECONOMY: BLIZZARD!, 9.9 out of 10 based on 16 ratings
Tags:   |
49 commenti Commenta
signor pomata
Scritto il 8 gennaio 2018 at 11:37

Come si riconosce una bolla?
Ecco, il fatto che il due anni usa renda come la media dei dividendi dello sp500 è una buona base di partenza.
Ma la bolla è essenziale per questo tipo di sistema finanziari e capitalistico venutasi a creare oggigiorno.
Fare soldi con i soldi è oramai la base di questo sistema, mentre fare soldi con le merci è secondario.
Ossi quello che era alla base è diventato secondario e quello che era un sistema di finanziamento è diventato il lavoro.
Le banche sono la più grande industria del globo, lavorano per fare soldi con soldi e quel che è peggio è che possono coniare denaro elettronico dal nulla per fini privatistici ossia per farsi i cazzi loro.
Quindi si potrebbe presumere che le ultime due crisi, quella del internet e subprime siano state fatte deflagrare a comando.
Come in the big short, la scena finale, loro lo sapevano.
Loro lo sapevano che non rischiavano nulla e non rischiano nulla.
La bolla della liquidità scoppierà quando lo riterranno opportuno.
Del resto sono anni che ci sarebbero i presupposti per correzioni anzi direi sane correzioni eppure nemmeno queste hanno accettato,perché?
Perché il movimento deve spiazzare, deve essere contro il buon senso, deve lasciare la persona comune allibita e frastornata.
Come il movimento del cambio euro dollaro, continuamente contro una previsione di logica economica.
Il fulcro è spiazzare e portare agli estremi, non conta dove ma il fatto che chi provoca il movimento possa fare soldi con i soldi.
Altri esempi sono i crolli del gas naturale senza una base che spiegasse quel crollo o quello del petrolio sia al rialzo che al ribasso.
Quello della vix , quello delle monete virtuali, dei mutui, dei titoli di stato.
Tutto, basta che si muova per eccesso in qualsiasi direzione.
Noi possiamo solo osservare, leggere le loro spiegazioni e le contro spiegazioni quando invertono le tendenze.
Difficile capire come depotenziare questi soggetti oramai senza una patria, senza una faccia,soggetti che sono oramai sopra gli stati e che spesso godono di immunità giudiziaria per legge, anche perché la legge la fanno loro.

[email protected]
Scritto il 8 gennaio 2018 at 12:18

Ma non avete detto che nel 2019 eravamo nell’occhio del ciclone della prossima crisi? Adesso dite che non succede nulla quest’anno.. anche se secondo me qualcosa potrebbe succedere. Mi volete dire che il Dow Jones arriva a 30k?

apprendista
Scritto il 8 gennaio 2018 at 12:32

Un sunto migliore non si poteva fare
Saluti
si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

icebergfinanza
Scritto il 8 gennaio 2018 at 13:30

Abbiamo sottovalutato la bolla americana ma non cambiamo idea su DAX e Europa e tanto meno sul 2019. 2018 molto volatile ma comunque la riforma fiscale terrà in piedi l’America, ovvero serve l’errore di politica monetaria. Ciò non toglie che correzioni importanti sono dovute, ma ciò non significa che arriveranno, saranno loro a decidere.
[email pro­tec­ted],

icebergfinanza
Scritto il 8 gennaio 2018 at 13:31

Sintesi perfetta davvero…complimenti!
si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

silvio66
Scritto il 8 gennaio 2018 at 13:35

[email pro­tec­ted],

..perché no. Ciò che conta sul mercato è il sentimento. Valanghe di dati negativi e borse che salgono è assolutamente normale almeno a partire dal 2009. Non è del tutto vero che non possiamo prevedere quando decideranno di dare il via alla festa. Andrea le cerca tutte per trovare la famosa grande balla che precede il crash.
Sull higt yield bonds segnalo una improvvisa accelerazione nel fine settimana scorsa.
Buonagiornata

aorlansky60
Scritto il 8 gennaio 2018 at 15:05

Valanghe di dati negativi e borse che salgono è assolutamente normale almeno a partire dal 2009.

proprio così.

non c’è nemmeno di cui stupirsi, se si pensa ai bilanci della Fed e della BCE degli ultimi anni, il cui gettito è andato ad alimentare solo le borse lasciando pochi spiccioli (forse nemmeno quelli) all’economia reale;

I bilanci delle banche centrali sono pieni di assets che hanno acquistato immettendo liquidità sui mercati, che corrisponde a 8000 miliardi tra Fed e BCE negli ultimi anni.

Con uno scenario del genere [totalmente scollegato dall’economia reale] andato consolidatosi, ai lunatici che guidano “la bisca” eventuali “dati negativi” provenienti dall’economia reale non disturbano nemmeno più di tanto (come invece in passato, quando i tempi erano perlomeno “normali” e non avevano mai visto una così spettacolare espansione monetaria delle principali Bc attraverso strategia operativa congiunta)

ciò che a loro serve [per mantenere vivo il sogno di macinare continui rialzi dei corsi] è solo una cosa : che le bc continuino ad alimentare i loro fabbisogni.

Finchè avverrà questo, qualsiasi tipo di crollo è scongiurato.

Ma la vera domanda è : fino a che punto le Bc potranno soddisfare questa “fuga nella fantasia dalla realtà” (cit. JK Galbraith) ??? perchè di questo si tratta.

puntosella
Scritto il 8 gennaio 2018 at 16:24

Complimenti a signor pomata…. spiegazione che arriva diretta ai cuori
ed alle menti non ancora rattrappiti dalla propaganda partitica.

La finanza come arma di distruzione di massa

Cosa erano le borse fino agli anni ottanta e cosa sono diventate oggi.

Fino al 1980 la borsa era il luogo d’impiego del RISPARMIO di una classe

borghese\imprenditoriale che per sentirsi ” à la page” e non sporcarsi con il Bot People giocava in borsa.

Borghesia, che in generale non capiva nulla di finanza e che si faceva,
anche allora finanziare dalle banche andando a RIPORTO per importi
mostruosi e che ad ondate predefinite venivano DIETIZZATE con la chiamata
a MARGINE.

Le contrattazioni in Borsa riguardavano i titoli azionari ed obbligazionari,
e per qualcuno più esperto vi era il mercato dei PREMI che in generale
venivano acquistati e mai venduti allo scoperto, ma solo se in possesso del sottostante.

Poi all’inizio degli anni novanta, con l’arrivo di INTERNET il mondo finanziario
internazionale con sede a Londra_ New York mette in atto il suo piano che
era ed è formato da MULTINAZIONALI finanziate da IPER BANCHE di AFFARI,
AGENZIE di RATING, AGENZIE di REVISIONE, FMI, OCSE e quant’altro
considerandoli come fossero delle portaerei, Cacciatorpedinieri, Fregate,
Corvette, Pattugliatori, Cannoniere, bombardieri, caccia, ecc..ecc..

Al 1° posto non più l’economia, ma la finanza.

La finanza che eroga crediti a chi non ha redditi, che così baratta la sua
libertà in cambio di un effimero benessere che dovrà ripagare con altro
debito e questo non succede solo a livello individuale, ma anche con
stati nazionali, finanziando il cosiddetto SVILUPPO e condizionando
però le sue politiche, sia interne che internazionali.

Con l’arrivo del DUEMILA ecco la gallina dalle uova d’oro: la Globalizzazione

La finanza come arma di un NUOVO COLONIALISMO.

Le Agenzie di Rating usate come timbri che rilasciavano il certificato
di esistenza in vita, come succede con le revisioni dei veicoli, e come
succede in tutti i campi anche in quelle del BILANCIO usare i titoli
DERIVATI per abbellire il risultato.

Usare le Università per trasmettere menzogne planetarie nelle teorie
economiche, con l’avvento del nuovo liberismo.

Le multinazionali per distruggere la concorrenza delle piccole e medie
imprese ed assoggettarle ai loro piani utilizzandole come “terzisti”.

Multinazionali che si sono nel frattempo trasformate in colossi finanziari
planetari che danno ordini ai governi e li piegano al loro volere selezionando
anche la classe dirigente che poi “verrà eletta democraticamente” eche
risponde pedissequamente ai loro ordini.

Le conquiste sociali nei paesi occidentali conquistate con grandi lotte
vaporizzate, arrivando a lodare la precarietà del lavoro, poiché concede
all’individuo più scelta e non aspirare al lavoro fisso, che diventa fossilizzante,
questo è stato il leitmotiv da oltre un quarto di secolo.

Attacco alla cellula sociale d’eccellenza, la FAMIGLIA.

Sgretolare la famiglia attraverso leggi che non la tutelano.

Stati costretti a svendere imprese e diritti ed affidare consulenze a come
uscire dalla crisi ai loro carnefici….

questa è stata la finanza vista da uno che ha vissuto questo cambiamento,
in parte dall’interno, impotente, ma cosciente e consapevole di non essere
mai stato complice.

babycottero
Scritto il 8 gennaio 2018 at 17:36

Un paio di note.
Il cambio eur/usd non sta evolvendo contro ogni logica economica.
Alberto Bagnai ha detto esattamente cosa sarebbe accaduto con l’elezione di Trump. Questo non inficia in alcun modo la visione di Andrea su ciò che è un sicuro investimento considerando un periodo medio/lungo. Basta non far confusione sulle due cose.
Per l’anonimo: non si può parlare senza aver letto tutto. Chi è arrivato ieri può ritenere errate le previsioni del Capitano perchè non ribadisce sempre le stesse cose. Lo ha affermato in passato che ci sarebbe stato ancora modo di sostenere il mercato: riforma fiscale e piano infrastrutturale. Non sono bravo a cercare e linkare ma non credo di ricordare male. Anche in iquesto post Andrea scrive che c’è ancra trippa per sciacalli. Chi vuole può aumentare il rischio e portare a casa grano, io ho scelto di farlo con il 20% di quanto destinavo alle azioni. Non é il modo in cui Andrea tenta di salvaguardare tutti perchè lui non da consigli operativi. Er

babycottero
Scritto il 8 gennaio 2018 at 17:39

Ricordatevi la correlazione tra indici e bilanci delle banche centrali. Se c’è denaro da qualche parte deve essere messo, indipendentemente dalle notizie negative.

babycottero
Scritto il 8 gennaio 2018 at 17:49

puntosella@finanza,

Prendo in prestito da un tweet di “Ora Basta”

Cari Italiani, vi ricordate quando, tra gli anni 60 e 90, vi siete comprati la casa con un solo stipendio e 3 figli da crescere? Dimenticatelo! Ora c’è la #sceringeconomi (cioè come essere poveri e non accorgersene) 😱

Parole mie: famiglia = proprietà.
Usano la finanza per togliere tutta la ricchezza economica (intendo materiale).
Riprendendo il concetto di altri: diritti dei servi della gleba vs schiavitù.

Ho scritto in un’ora quanto da quando ha aperto il blog…buona serata a tutti 😘

icebergfinanza
Scritto il 8 gennaio 2018 at 17:52

Alberto aveva ragione ma sui NIIP sto facendo uno studio empirico che condividerò nel prossimo numero di Machiavelli. Ad onor di cronaca vorrei ricordare che non sempre il mercato prezza immediatamente le tendenze, probabilmente in molti si sono dimenticati che post elezione Trump il cambio passo da 1.13 a 1.03. Ai clienti che avevano titoli a scadenza 5/10 anni ho suggerito di vendere non così sulle scadenze lunghe 20/30 perché confidavo sul prezzo che in effetti ha tenuto egregiamente. Ma ne parleremo in maniera diffusa prossimamente…

puntosella
Scritto il 8 gennaio 2018 at 18:55

Araba Fenice : Livelli di ALLERTA su Time Frame Weekly e Monthly

j.p.m.
Scritto il 8 gennaio 2018 at 19:07

ice­berg­fi­nan­za:
Al­ber­to aveva ra­gio­ne ma sui NIIP sto fa­cen­do uno stu­dio em­pi­ri­co che con­di­vi­de­rò nel pros­si­mo nu­me­ro di Ma­chia­vel­li. Ad onor di cro­na­ca vor­rei ri­cor­da­re che non sem­pre il mer­ca­to prez­za im­me­dia­ta­men­te le ten­den­ze, pro­ba­bil­men­te in molti si sono di­men­ti­ca­ti che post ele­zio­ne Trump il cam­bio passo da 1.13 a 1.03. Ai clien­ti che ave­va­no ti­to­li a sca­den­za 5/10 anni ho sug­ge­ri­to di ven­de­re non così sulle sca­den­ze lun­ghe 20/30 per­ché con­fi­da­vo sul prez­zo che in ef­fet­ti ha te­nu­to egre­gia­men­te. Ma ne par­le­re­mo in ma­nie­ra dif­fu­sa pros­si­ma­men­te…

Potresti fare un articolo sul cambio?
Grazie

signor pomata
Scritto il 8 gennaio 2018 at 22:04

ba­by­cot­te­ro@fi­nan­za,

Tornando alla questione euro dollaro, alcune precisazioni.
Quando il dollaro è passato da 1,40 alla parità la zona euro non era in forte surplus contro il resto del mondo e la fed sbombardava di q.e. ??
Quando hanno iniziato ad aumentare i tassi cosa che rafforza la moneta ha svalutato.
Da questo nasce la domanda cosa influisca veramente su un cambio.
Ossia se economia reale o altro.

puntosella
Scritto il 8 gennaio 2018 at 22:11

Livelli di AlertExitLong su quattro Time Frame : Daily – Weekly – Monthly e Quater
sul DJIA

kry
Scritto il 8 gennaio 2018 at 23:41

pun­to­sel­la@fi­nan­za,

Con l’arrivo del DUEMILA ecco la gallina dalle uova d’oro: la Globalizzazione

La finanza come arma di un NUOVO COLONIALISMO.

Le Agenzie di Rating usate come timbri che rilasciavano il certificato
di esistenza in vita, come succede con le revisioni dei veicoli, e come
succede in tutti i campi anche in quelle del BILANCIO usare i titoli
DERIVATI per abbellire il risultato.

Usare le Università per trasmettere menzogne planetarie nelle teorie
economiche, con l’avvento del nuovo liberismo.

Le multinazionali per distruggere la concorrenza delle piccole e medie
imprese ed assoggettarle ai loro piani utilizzandole come “terzisti”.

Multinazionali che si sono nel frattempo trasformate in colossi finanziari
planetari che danno ordini ai governi e li piegano al loro volere selezionando
anche la classe dirigente che poi “verrà eletta democraticamente” eche
risponde pedissequamente ai loro ordini.

Un ottima analisi di quello che ho sempre chiamato MULTINAZIONALISMO.
GRAZIE.

puntosella
Scritto il 9 gennaio 2018 at 08:10

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

Cambio EUR/USD

Vi sono parametri che si riferiscono alla sfera economica, che sono:
1) il tasso d’interesse;
2) il tasso di disoccupazione;
3) il prodotto interno lordo(PIL);
4) la bilancia commerciale;
5) l’indice dei prezzi al consumo;
6) l’indice dei prezzi alla produzione;
7) il prezzo dell’oro(una volta);

questi sono i principali per un’analisi fondamentale.

Legati a questi parametri vi sono elementi secondari che riguardano
la tempistica del rilascio delle notizie che ha un’importanza ai fini
della volatilità che in quelle date\orari viene registrata sul tasso di
cambio nel momento in cui i vari organismi “comunicano al mercato”.

************************************************************************************

Poi vi sono dei parametri che io chiamo “tecnico/gestionali/operativi”
o in parole semplici speculativi, che sono riconducibili al volume scambiato,
alla velocità ed alla volatilità, elementi sempre crescenti a partire dal momento
in cui fu deciso di aprire il mercato dei cambi alla speculazione, poiché
prima del 1973 i prezzi delle valute erano ingabbiati in un range che veniva
deciso da accordi politici.

Allora bisogna porsi la domanda: ha più forza di governo l’economia reale o
quella finanziaria che tiene conto di quanto scambiato, con chi, ed a quanto
ammontano gli strumenti di copertura, e se vi è un grosso cliente(Stato) o competitor
in difficoltà che ha assunto posizioni in netta perdita e che andranno comunque
liquidate, e tante altre domande che girano solo nelle sale operative e che nessun
giornale pubblicherà mai.

io propendo per la seconda e non mi riferisco al trader retail.

Se oltre 4.000 miliardi di dollari è il controvalore giornaliero soltanto del cambio,
a quanto ammonta il controvalore che nessuna indagine finora è stata fatta
sull’indotto?

E per indotto intendo, dagli uffici cambi, quelli reali alle “slot machine” delle
OPZIONI BINARIE, dai futures alle options, ed a quant’altro.

puntosella
Scritto il 9 gennaio 2018 at 08:37

Aggiornamento Realtime del TS [FDAX] che si occupa di allertare
quando una fotocellula viene attraversata da un corpo in movimento..

aorlansky60
Scritto il 9 gennaio 2018 at 08:58

Stati costretti a svendere imprese e diritti ed affidare consulenze a come uscire dalla crisi ai loro carnefici….

…e complimenti anche da parte mia a Puntosella per la sua disamina delle 16:24 di cui ho estrapolato questo che mi pare uno dei punti più sinistri ed inquietanti dell’intera faccenda :

vi ricordate i derivati (*) sottoscritti dallo Stato Italiano a JPMorgan, guarda caso tra i “carnefici” non uno degli ultimi arrivati e di certo non uno dei più sprovveduti…

(*) 4 miliardi di $ sborsati dallo Stato (cioè dal popolo ITA, aka tutti noi) a JPMorgan nel 2012 a causa di clausole innescatesi su prodotti derivati sottoscritti anni prima, ma quella cifra è solo una parte dei quasi 50 miliardi di potenziale esborso stimato fra il 2011 e il 2021 per tutti i derivati sottoscritti dallo Stato italiano.

citazione da un saggio inchiesta sul caso specifico, “La Voragine – La folle scommessa dei derivati di Stato” – Luca Piana :

Per le casse pubbliche tutti i derivati sottoscritti dal Min.d.Tesoro con diverse banche d’affari sono un vero e proprio salasso: circa 23,5 miliardi, con una media di 4,7 miliardi l’anno, solo fra il 2011 e il 2015. Senza contare poi che per il periodo che va dal 2016 al 2021 stiamo parlando di oltre 24 miliardi di euro. Se a questo conto si somma l’esborso di 23,5 miliardi già sostenuto per il periodo 2011-2015, ne risulta un totale superiore ai 47 miliardi di euro in undici anni. Una cifra enorme, che in parte è già uscita e in parte uscirà dalle casse dello Stato per beneficiare le banche che hanno sottoscritto i derivati con il Min.d.Tesoro.

madmax
Scritto il 9 gennaio 2018 at 09:17

Cambio USD/EUR
Salve ciurma e buon anno a tutti, io ho anche dollari tra i miei risparmi, obbligazioni Italy 5.37% pero’ lasciatemi fare un commento sulla vostra infinita fiducia nel verdone.
Come cacchio pensate che un paese che dopo aver eletto Trump ripone le speranze in Oprah come prossimo presidente !!!! Non scherziamo un tale paese e’ destinato a imballarsi.
Gli imperi nascono, crescono e tramontano.

puntosella
Scritto il 9 gennaio 2018 at 09:21

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

Fare soldi con i soldi è oramai la base di questo sistema, mentre fare soldi con le merci è secondario.

Ecco qui sotto nel 1° link si può trovare una risposta decente alla sua domanda
dal minuto 14.40 in poi … è un filmato di REPORT che parla degli
utili di una nota società di caffè.. mentre nel 2° link vi è il sunto del
bilancio 2016 della citata società.

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-288469fe-eaea-479d-a858-7cefcbf79937.html

https://www.lavazza.it/content/dam/lavazza/media-center/articles/pdf/05-16-2017.pdf

signor pomata
Scritto il 9 gennaio 2018 at 09:43

pun­to­sel­la@fi­nan­za,

Puntosella tu hai ragione.
Sembra chiaro che comanda la speculazione e non il sottostante economico.
La mia perplessità nasce dalla svalutazione del rublo tempo fa.
Anni in un range stretto e come i russi fecero la cacca fuori dal vaso il cambio scopri di essere sopravvalutato.
Non di 20 ma di 150.
Poi fai una ricerchina e scopri che cani e porci hanno collocato nei mesi precedenti miliardi di emissioni in rubli.
Tra cui banca imi.
Fortuna?
Sempre?
Come nel caso del deficit francese, sta li e nessuno lo vede, perché?

icebergfinanza
Scritto il 9 gennaio 2018 at 09:54

La fai una scommessa?

Guardarti gli ultimi dati SWIFT, quelli della BRI e di Moody’s.
Siamo ormai vicini al 85 % delle transazioni globali in dollari e lo scorso anno abbiamo avuto il nuovo record di emissioni obbligazionarie in dollari!
Io lascerei perdere la pancia e mi concentrerei sulla realtà… l’euro è un cadavere il resto fuffa!
mad­max,

icebergfinanza
Scritto il 9 gennaio 2018 at 10:00

Il dollaro è moneta di riserva mondiale in quanto imposta MILITARMENTE!
Per quale motivo lo yuan è ancora al 4 % delle transazioni quando la sua economia conta per circa il 15 % del PIl mondiale?
Ma davvero c’è qualcuno che crede che il mondo ponga fiducia in un regime comunista che sia esso cinese o russo?
Stiamo parlando di CAPITALISMO!

reragno
Scritto il 9 gennaio 2018 at 10:24

Seguo il blog dal 2007 e devo dire che sono da tempo un po’ deluso da quello che viene pubblicato nei commenti. Tutto era nato per capire cosa stavo succedendo all’economia del mondo e di riflesso ai mercati finanziari. E’ stato fondamentale in questi 10 anni per il mio lavoro e per gestire i miei clienti. Nell’ultimo anno, noto sempre di più una commercializzazione del blog con interventi anche poco attinenti all’argomento che porteranno prima o poi alla chiusura dei commenti. E così dovrà essere per forza di cose. E’ il problema della popolarità del blog. Io mi ricordo dopo anni di lettura il mio primo intervento fatto in punta di piedi che chiedere delucidazioni di un passo di un articolo che mi era ostico. Ora tutti che invadono di commenti il blog, tutti maestri, tutti saccenti. Ma se siete così bravi perchè non vi create un Vostro blog invece di succhiare le ruote a qualcun’altro?

aorlansky60
Scritto il 9 gennaio 2018 at 10:27

Il dollaro è moneta di riserva mondiale in quanto imposta MILITARMENTE!

Capitano,

tra le [molte] verità che Tu hai cercato di trasmettere negli anni da quando hai aperto il tuo spazio,

questa che citi [che merita di essere esposta a caratteri cubitali] è G-R-A-N-I-T-I-C-A, inscalfibile e indiscutibile.

Aggiungo che OIL e GOLD sono quotati e tradati in US $ (guarda caso…)

anche questo ha fatto la fortuna degli USA negli ultimi decenni,
soprattutto da quando la quotazione dell’OIL è passato dai 5 $ / barile degli anni 50-60

a quotazioni sempre più vertiginose dal 1973, DATA NON CASUALE – (invito chi è a digiuno ad andarsi a vedere un graph storico delle quotazioni OIL dagli anni 60 ad oggi per averne un idea, con gli emiri e sceicchi arabi che ringraziano dagli anni 70, e le banche anglosassoni a brindare…)

Ciò che veramente fà venire il mal di mare solo a pensarci ai vertici USA è la possibilità che una qualsiasi altra valuta mondiale possa sostituire il DOLLARO AMERICANO nel trade dell’OIL (come pare abbiano iniziato a progettare sottobanco congiuntamente Russia e China…)

puntosella
Scritto il 9 gennaio 2018 at 10:39

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

Come nel caso del deficit francese, sta li e nessuno lo vede, perché?
*********************************************************************************
Non per polemizzare, ma per chiarire che sul RING EUROPEO il BOXEUR FRANCESE
ha una bella stazza anche se piccoletto.

La Francia non è l’Italia, ha un peso politico da potenza regionale, ha un posto
permanente all’ONU per quel che può valere, e con diritto di veto.

In MedioOriente e soprattutto in Siria era considerata il PADRONE di CASA ,
ma di cosa stiamo parlando…. a noi hanno fatto il K*lo in Libia e tutti zitti, ed
anche adesso ci considerano i babbei europei, per non parlare del caso Ustica,
ed ultimamente dell’ordine datoci a parar loro il K*lo in Niger dove hanno interesse
strategici poiché il NIGER è il primo produttore al mondo di uranio, che i francesi
consumano in gran quantità per le loro 54 centrali nucleari che poi vendono il loro
prodotto ELETTRICITA’ a noi BABBEI che le abbiamo smantellate guadagnandoci
una barkata di EURO.

Stendiamo un velo pietoso sui nostri governanti che non hanno il coraggio di un
Mattei che ci rimise la vita per consentire un minimo di autonomia energetica
all’Italia, ma quegli uomini che s’interessavano al bene comune sono stati estirpati
con il GLIFOSATO e con il beneplacito degli ambientalisti_ecologisti e se ancora
si pensa che DEMOCRAZIA significhi… uno vale uno …anche nel consesso
internazionale….. beh!!! …la befana almeno per me è passata da un pezzo.

madmax
Scritto il 9 gennaio 2018 at 13:33

icebergfinanza,

Capitano,

Separiamo la discussione sul dollaro, da un giudizio sul tuo operato, non prenderlo come un attacco personale, fa grandi analisi nulla da dire su tanti commenti e sopratutto spero che tu abbia ragione in quanto pure io ho dollari ma non mi ci lego tutto a doppio filo.

Posso far notare che il sistema Swift e’ un sistema di pagamento “occidentale americanocentrico” le sanzioni o embarghi tagliano fuori la possibilita’ di usarlo ovvero se sei sotto sanzione non puoi usarlo e quindi ricorri a sistemi (e valute) alternative per cui a mio avviso il sistema swift non intercetta tutto, l’Iran ha campato anni al di fuori.

Prendi il petrolio venduto dalla Russia alla Cina qualcosa come 17 miliardi di USD annui, pensi che usino USD? No usano Reminbi convertibili in oro. Gli stessi cinesi ora stanno spingendo l’Arabia Saudita ad accettare la loro valuta…e se ci riuscissero sarebbe un altro segnale politico.

Prendi i paesi del terzo mondo, il Pakistan, grazie ai tweet del Banana Amerikano i gialli se lo sono mangiato il Pakistan in un boccone, hanno ricordato che hanno fatto nel 2016 investimenti per 800 milioni contro soltanto 60 degli yankee in tale paese. Hanno poi firmato un accordo tra banche centrali per gli scambi in Reminbi e in Pakistan costruiranno pure una base militare cinese!!!! Quanti altri terzomondisti seguiranno tale esempio?

Vuoi che parliamo della potenza militare US? Enorme sulla carta ma si tratta di roba vecchia e obsoleta, che fa molto effetto quando usi i film di Hollywood ma che dal punto di vista funzionale fa desiderare assai.

Gli US spendono 600 miliardi in difesa, la Cina 150 miliardi, poi Arabia Saudita con 80 miliardi e la Russia con 65 miliardi, cribbio fortissimi a prima vista ma se poi confronti il fatto che gli F35 a stelle e striscie costano 120 milioni l’uno mentre i nuovi SU55 russi soltanto 50 ti viene il dubbio che oltre la meta’ del budget se ne vada in avvocati facilitatori che riducono di gran lunga l’efficacia ed il valore di tali investimenti in difesa.

Concludo sul fatto di dare fiducia ad un regime Komunista e’ soggettivo ma a conti fatti sono riusciti a far star meglio la classe media rispetto a quella amerikana se guardiamo la crescita dei salari:

https://tradingeconomics.com/china/wages

E forse noi dovremmo ricordare di piu’ quanto scriveva Orwell nel suo 1984:

War is peace.
Freedom is slavery.
Ignorance is strenght.

Tutto troppo drammaticamente vero, buona giornata.

aorlansky60
Scritto il 9 gennaio 2018 at 14:22

@ Madmax

gli F35 a stelle e striscie costano 120 milioni l’uno

A parte che trovo condivisibile gran parte del tuo ultimo intervento,

e tralasciando una serie di difetti significativi emersi in corso d’opera nel progetto dell’ F35,

considera anche il lato pratico (ovvero economico) della faccenda “F35” :

gli americani non se li terrano solo per loro, ma lo venderanno a mezzo mondo in un piano congiunto NATO che forzatamente deve ottimizzare (nella logistica, nelle parti di ricambio etc) le sinergie tra i vari Paesi membri;

in questa prospettiva, se uno va a dare un occhiata alle commesse che la Lockeed ha già ricevuto (*) nel resto del mondo (Italia compresa : 90 esemplari moltiplicato 120 milioni cadauno fa una cifra considerevole),

allora si rende conto che più un esemplare costa, meglio è per il fabbricante (e di conseguenza per il Paese di quel costruttore; trattandosi poi di tema delicato come la DIFESA, tu capisci bene che…);

nota : (*) ho usato il termine “commesse ricevute” quando in alcuni casi (e l’Italia rientra in uno di essi) il termine più appropriato sarebbe “commesse imposte”, e questo rientra pienamente nel contesto che Andrea ha toccato, quando si riferiva a

“dollaro moneta di riserva mondiale in quanto imposta MILITARMENTE”…

aorlansky60
Scritto il 9 gennaio 2018 at 14:29

@ Signor Pomata
@ Puntosella

Come nel caso del deficit francese, sta li e nessuno lo vede, perché?

Puntosella ha già ampiamente sottolineato i “perchè” un paese come la Francia può farsi beffe di regole e trattati, come infatti ha puntualmente disatteso [per anni] con il suo dato di deficit [peraltro ancora al di fuori nel 2017 del livello stabilito a Maastricht];

ancora una volta (l’ho già fatto in passato in quanto ero uno dei più critici nei confronti dei francesi per via del loro sforamento sul proprio deficit) ricordo che :

un Paese che possiede l’ARMA ATOMICA [e anche per questo membro permamente del Consiglio di Sicurezza ONU]

NON è un Paese qualunque. E dal punto di vista economico si tratta di una delle prime economie mondiali (la 2nda su scala UE)

signor pomata
Scritto il 9 gennaio 2018 at 14:30

pun­to­sel­la@fi­nan­za,
Ma hai spiegato proprio dove si annida il problema.
Il mercato viene presentato come un dotto medico che riconosce sempre la malattia e certifica la cura.
Nella realtà il mercato la stessa malattia la tratta asseconda del suo interesse.
Chiaro che la francia è una Potenza mondiale nucleare ma non si parlava di economia?
Il che fa presupporre che asseconda delle convenienze si scelga la cura.
Da noi che politicamente e militarmente siamo zero ci hanno asfaltati, da loro la speculazione ha fatto finta di non vedere il deficit estero.
Magari per non dare vantaggio alla le penn…..e aiutare macron?
Quindi se cosi fosse un dotto medico sarebbe niente che altro che un paraculo da cui guardarsi bene e osservare la realtà economica e finanziaria un pezzo del disegno e non il disegno.

aorlansky60
Scritto il 9 gennaio 2018 at 14:39

@ Signorpomata

nel contesto considerato FR vs ITA andrebbe considerato anche questo aspetto :

recentemente l’Ad di ENI è stato inquisito e portato a giudizio dalla Magistratura per presunte “bustarelle” concesse a governi di paesi del IIImondo (africa) per concessioni di estrazione;

secondo te (e secondo voi) visto che tale pratica è lo statu-quo dei principali paesi occidentali (ora anche la China…) che hanno interessi in africa ,

ti sembra che il governo Francese sia così autolesionista (come quello italiano) nel caso sapesse (E LO SA’) che TOTAL agisce (E LO FA’) allo stesso modo con cui si è mossa ENI ???…

dorf001
Scritto il 9 gennaio 2018 at 14:45

Azz partito messaggio. Bisogna portare tanta ma tanta consapevolezza tra la gente. Bisogna fare come faceva Gesù Cristo. Non stufarsi mai di parlare alla gente. Specie con i più zucconi.
P. S. Volevo ringraziare 4 amici qui del blog che mi hanno dato una mano a livello di aiuto economico. Grazie ragazzi il vostro contributo è importante. Magari c’è ne fossero di più in Italia di persone buone come voi.

GRAZIE GRAZIE GRAZIE NAMASTE ‘

icebergfinanza
Scritto il 9 gennaio 2018 at 15:03

Senza polemica mi sono tirato dietro tanta di quella gente da quando il dollaro era ad 1,40 sino a 1,04 che non mi agito se è in corso il rimbalzo del gatto morto… ci vediamo alla fine!
mad­max,

puntosella
Scritto il 9 gennaio 2018 at 15:27

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

“Quindi se cosi fosse un dotto medico sarebbe niente che altro che un paraculo da cui guardarsi bene e osservare la realtà economica e finanziaria un pezzo del disegno e non il disegno.”

*********************************

Esatto…

aor­lan­sky60,

Bravissimo, …. ed nella luterana grande germania, i managers che praticano la corruzione
all’estero, vengono non solo tutelati dal governo, ma anche premiati come patrioti, che
hanno saputo apportare lavoro e ricchezza alle aziende tedesche.
Hanno un nulla osta esattamente come agenti che operano sotto copertura.

signor pomata
Scritto il 9 gennaio 2018 at 15:34

aor­lan­sky60,

Io non ho paragonato la francia con italia ma ho paragonato il modo di agire del mercato in due contesti simili.
Forse è una ovvietà la mia ma che porta a molte considerazioni.
Ho detto del rublo ma potrei anche citare il real brasiliano.
Attacco al governo sia sul fronte giudiziario che speculativo con svalutazione della moneta e come caduto il governo e approvate le leggi che interessava al mercato ritorno al punto di partenza del real brasiliano.
La logica non porta a pensare che in quel breve lasso di tempo possa essere accaduto chissà cosa in ambito economico, quindi il mercato ha ragionato politicamente.
Quindi se il mercato ragiona politicamente non è un mercato, è altro.

signor pomata
Scritto il 9 gennaio 2018 at 15:40

Svizzera, banca centrale prevede utile record di 54 mld franchi in 2017 09/01/2018 15:16 – RSF
ZURIGO, 9 gennaio (Reuters) – La banca nazionale svizzera (SNB) si aspetta un utile annuale di 54 miliardi di franchi svizzeri (55,25 miliardi di dollari) per il 2017, secondo quanto reso noto dallo stesso istituto.

Si tratta delmaggiore utile mai realizzato in 110 anni di storia.

La banca centrale prevede di realizzare un utile di 49 miliardi di franchi grazie alle proprie posizioni in valute straniere, che sono cresciute a 784 miliardi di franchi a fine novembre neltentativo di indebolire il franco svizzero e hanno poi incrementato il valore parallelamente al deprezzamento della valuta svizzera lo scorso anno.

La banca, che darà i propri risultati completi il prossimo 5 marzo, ha detto inoltre di aspettarsiun guadagno di 3 miliardi di franchi dalla proprietà di oro.

L’utile atteso è più del doppio dei 24,5 miliardi di franchi realizzati nel 2016 ed è molto più alto del precedente record di 38,3 miliardi di franchi del 2014.

# GLIEPIACEVINCEFACILE

sd
Scritto il 9 gennaio 2018 at 18:14

ice­berg­fi­nan­za:
Il dol­la­ro è mo­ne­ta di ri­ser­va mon­dia­le in quan­to im­po­sta MI­LI­TAR­MEN­TE!
Per quale mo­ti­vo lo yuan è an­co­ra al 4 % delle tran­sa­zio­ni quan­do la sua eco­no­mia conta per circa il 15 % del PIl mon­dia­le?
Ma dav­ve­ro c’è qual­cu­no che crede che il mondo ponga fi­du­cia in un re­gi­me co­mu­ni­sta che sia esso ci­ne­se o russo?
Stia­mo par­lan­do di CA­PI­TA­LI­SMO!
,

Bellissimo commento Capitano. Poche parole ma chiare, specialmente per mè che mi considero uno di “poche parole”.

mad­max,

Credo che il Capitano lo sappia benissimo quello che stanno tentando di costruire la Russia la Cina i BRICS e i paesi dell’antica via della seta. Gli USA, prima o poi sicuramente come Impero economico e militare finiranno, ma probabilmente noi non avremo il tempo di vederlo……o almeno io spero di esserci.

Per concludere sugli USA, Russia e Cina, sono certo che gli USA hanno molta paura della Russia e della Cina alleati, sia economicamente che militarmente. Solo la Russia (e ovviamente gli USA) da soli potrebbero distruggere mezzo pianeta con le armi atomiche…….e forse loro salverebbero una parte del loro paese, gli USA no.

SD

icebergfinanza
Scritto il 9 gennaio 2018 at 18:18

Usciamo dalle tifoserie e ragioniamo!
Ma davvero pensate che i capitali confluiranno nelle monete russe o cinesi, dove è in corso il controllo assoluto sui capitali stessi, Paesi dai quali i capitali cercano di uscire per raggiungere l’occidente. Lo sapete quanta liquidità ha sprecato la BOC per cercare di arginare la fuga di capitale dalla Cina dall’estate del 2015 ?

sd
Scritto il 9 gennaio 2018 at 19:55

ice­berg­fi­nan­za:
Uscia­mo dalle ti­fo­se­rie e ra­gio­nia­mo!
Ma dav­ve­ro pen­sa­te che i ca­pi­ta­li con­flui­ran­no nelle mo­ne­te russe o ci­ne­si, dove è in corso il con­trol­lo as­so­lu­to sui ca­pi­ta­li stes­si, Paesi dai quali i ca­pi­ta­li cer­ca­no di usci­re per rag­giun­ge­re l’oc­ci­den­te. Lo sa­pe­te quan­ta li­qui­di­tà ha spre­ca­to la BOC per cer­ca­re di ar­gi­na­re la fuga di ca­pi­ta­le dalla Cina dal­l’e­sta­te del 2015 ?

Sicuramente no finche il capitalismo sara la religione dominante. Poi si vedrà, e non per questione di tifoseria ma per questione di sopravvivenza.

SD

stanziale
Scritto il 9 gennaio 2018 at 19:57

icebergfinanza,

Questo tuo ragionamento delle 18.18 , che avevi gia’ effettuato in passato, e’ molto piu’ convincente di quello militare, Capitano. E’ chiaro che la cina e’ ancora indietro nella guida mondiale, i mercati, le societa’ e organizzazioni che vi operano, le ag. di rating , la capacita’ di inventare e piazzare prodotti spazzatura ecc.ecc., piu’ o meno questo concetto ricordo lo avevi gia’ espresso in ordine al dollaro valuta di riserva. La cina ci sta lavorando, sta intensificando i rapporti commerciali, e’ gia’ la prima per pil , e’ in costruzione la via della seta, ma comunque e’ indietro. Ok. Dal punto di vista militare, la mia impressione essendo appassionato, e’ che gli Usa sono a pezzi. E’ 40 anni che non producono nulla di valido. L’aereo russo su-35 e’ sempre uscito vincente dai combattimenti simulati che si sono succeduti sui cieli della siria, anche con l’f-22 che, udite udite, NON e’ preparato per il combattimento ma attualmente puo’ essere solo usato solo come bombardiere leggero. Sic. E, contro il missile yemenita ex russo degli anni 60, che non e’ molto meglio della v-2, il patriot ha fatto cilecca ancora una volta. Il fatto che il sistema americano e’ in putrefazione, lo si vede appunto, soprattutto, negli armamenti. In siria, i russi non hanno affatto dotato i siriani neanche del s-300, gia’ stravecchio, perche’ butterebbe giu’ qualche aereo occidentale o addirittura israeliano, e succederebbe un casino. Comunque, mi sa’ che la cina sta’ facendo passi da gigante da tutte le parti. Sembra che da loro si va in pensione gli uomini a 60 e le donne a 55. Hanno indovinato il mix necessario, tra economia pubblica e privata. Probabilmente da loro il comunismo non ha fallito del tutto, perche’ gli asiatici sono piu’ disciplinati. i cinesi sono indietro, ma cosa succederebbe il giorno dopo di un crollo borsistico finanziaro mondiale? Bella domanda.

embi
Scritto il 9 gennaio 2018 at 20:59

Senza tifo, porgo una domanda ai più esperti. Gli indici usa non ritracciano mai da un anno e mezzo/due tirandosi dietro o salvando tutti indici europei e asiatici. Ora secondo voi ritracceranno o il ritraccio sarà solo a corsa finita per scoppiare di botto perché questi sono inarrestabili e non riesco a decifrare il loro comportamento. Mi sembrerebbe normale una correzione ma cosi non avviene. Con questi ritmi una correzione anche di grande entità apparirebbe una bazzecola e vista la forza che hanno, come sta accadendo da mesi e mesi, verrebbe subito ricoperta quindi purtroppo non riesco a immaginare come possano scalfirli

doge
Scritto il 10 gennaio 2018 at 11:12

Domanda, ma se la Cina è così forte tecnologicamente, sviluppata ed è la nuova superpotenza che sta sostituendo gli Usa, perchè devono creare una moneta convertibile in oro per acquistare petrolio e gas dal loro migliore partner politico e industriale (in ambito militare)? E nel momento che l’oro passa da Cina a Russia, come fare a rimpinguare le proprie riserve per continuare ad acquistare petrolio e gas (che nel frattempo aumenteranno di valore) per la propria sussistenza industriale?

Una soluzione a questa ultima potrebbe essere quella spolpare un paese di fessi con la terza riserva aurea del mondo, dopo tutto ne “controllano” già parte dei loro asset strategici (non parlo di Milan e Inter, che non mi sembrano società tanto ricche e managerialmente evolute come si pensava, giusto per fare un esempio terra terra)?

Ora quando qualcuno mi propone con tanto ardore e insistenza la propria amicizia, non so il perchè ma ho sempre il sospetto che gli interessi altro.

apprendista
Scritto il 10 gennaio 2018 at 13:32

Osservazione importantissima,molto convincente,peraltro conosco cinesi che mi hanno parlato del problema di far uscire capitali in yuan per evitare svalutazione,il cugino di mia moglie opera in russia inutile dire che ravvisa quanto detto dal capitano
Saluti
ice­berg­fi­nan­za,

madmax
Scritto il 10 gennaio 2018 at 14:54

doge@finanza,

Doge, ti espongo il mio “pensiero eretico” !

Concordo con il Capitano nel dire ma chi si compra i Renminbi? Proprio per questo devono avere la convertibilita’ in oro, che non serve al dollaro dopo la fine del Bretton Woods.

Il gioco e’ semplice, la Cina compra gas dalla Russi (il cui prezzo non sale perche’ i coglioni europei preferiscono comprarlo piu’ caro dagli US viste le sanzioni) in Yuan. I Russi di tale moneta non sanno che farsene, allora li lasciano in Cina e si comprano oro (la stessa cosa che faceva la Germania con l’export negli US) ma a differenza dei krukki che lo stanno rimpatriando solo ora se lo portano a casa subito.

Da dove lo prendono? Ti ricordo che nel 2016 la ICBC ha comprato dalla Barclays a Londra un deposito per oro “vault” che puo’ contenere fino a 2000 tonnellate del metallo giallo.
Tanto per darti un numero nel 2017 sono finite in Cina 1000 tonnellate metriche di oro qualcosa come 35 miliardi di euro (mica male).

Non ti preoccupare, non lo stanno portando via a noi ma facendo due piu’ due direi che si tratta di provenienza medio oriente.

Pensaci l’Arabia Saudita e’ alla canna del gas con un deficit del 9% nel 2017 e stima un altro 8% nel 2018 tanto da dover introdurre l’IVA !!!! Londra e’ la cassaforte degli arabi quindi….

Per quello riguarda poi l’uscita di capitali da un paese non vedo nulla di nuovo esiste una differenza tra Russia, Cina, o Italia (ma anche US per le Cayman), non abbiamo forse noi in Italia consulenti che si prodigano con fior fiore di blog (non questo) tutti i giorni predicendo la fine del mondo solo per far portare in Svizzera tutti gli averi dietro ovvia parcella e magari di piu’.

Buona serata gente, ricordate Orwell

War is peace.
Freedom is slavery.
Ignorance is strenght.

signor pomata
Scritto il 10 gennaio 2018 at 15:07

http://www.finanzaonline.com/notizie/mercati-in-codice-rosso-crollano-dollaro-e-treasuries-caduta-libera-pechino-minaccia-alt-acquisto-bond-usa

Dunque io che sono il più grande possessore di debito dopo il titolare del debito stesso dico pubblicamente che sto vendendo quel debito per far crollare le quotazioni e ricattare il titolare del debito, nel mentre vendo invito anche altri a uscire per paura e quindi deprezzo i miei investimenti rimanenti in portafoglio.
Cazzo è geniale.
#MEPARENACAZZATA

puntosella
Scritto il 10 gennaio 2018 at 16:28

DJIA

Sul TS a 30 minuti ha dato un segnale di SHORT con stop in chiusura
sopra 24.421,35

apprendista
Scritto il 10 gennaio 2018 at 17:51

ANCHEAMME pure grossa,comunque se condividi le tesi del capitano oggi era giornata di shopping ,qualcosa ho preso.
saluti

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne:
http://​www.​fin​anza​onli​ne.​com/​notizie/​mercati-​in-​codice-​rosso-​crollano-​dollaro-​e-​treasuries-​caduta-​libera-​pechino-​minaccia-​alt-​acquisto-​bond-​usa

Dun­que io che sono il più gran­de pos­ses­so­re di de­bi­to dopo il ti­to­la­re del de­bi­to stes­so dico pub­bli­ca­men­te che sto ven­den­do quel de­bi­to per far crol­la­re le quo­ta­zio­ni e ri­cat­ta­re il ti­to­la­re del de­bi­to, nel men­tre vendo in­vi­to anche altri a usci­re per paura e quin­di de­prez­zo i miei in­ve­sti­men­ti ri­ma­nen­ti in por­ta­fo­glio.
Cazzo è ge­nia­le.
#ME­PA­RE­NA­CAZ­ZA­TA

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
Articolo dal Network
Ftse Mib: l'indice italiano tenta in apertura il superamento dei 20.500 punti. Importante la chiusur
Inutile nascondersi dietro un dito. Per gli investitori, la tragedia del Ponte Morandi di Genova
Che vi dicevo, non passa neanche una settimana dalla benedizione del dollaro forte che il nostro
Si delinea sempre più forte il decoupling tra l'andamento della borsa USA e quello degli altri li
Analisi Tecnica Si conferma la rottura ribassista del trading range. L'accelerazione al ribasso
DJI Giornaliero Buonasera, eccoci di nuovo con l’analisi sullo storico indice americano.
Stoxx Giornaliero Buongiorno, per una manciata di punti non si è materializzato lo swing inc
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Che si iniziasse a sentire “odore di bruciato” ve l’avevo segnalato già una vita fa. Ripren
Ftse Mib: l'indice italiano persiste nella fase di correzione avviata a maggio di quest'anno e con i