GERUSALEMME: DONALD L’INCENDIARIO!

Scritto il alle 09:55 da icebergfinanza

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Ieri vi abbiamo dato un piccolo assaggio di quello che tra le righe della riforma è nascosto, una vera e propria guerra commerciale, protezionismo puro, quanto basta per accendere un cerino in una polveriera altro che canarino nella miniera.

D’altronde si sa, Donald ama fare l’incendiario, ha bisogno di nuove guerre visto quello che attende l’economia americana nei prossimi anni…

Trump chiama Abu Mazen: «Sposto l’ambasciata a Gerusalemme ...

«Signor presidente, lei sta scherzando col fuoco» (un funzionario del Dipartimento di Stato Usa, ieri mattina). Settimana peggiore, Donald Trump non poteva sceglierla: dopodomani, si celebrano i 30 anni dalla prima Intifada delle pietre e stavolta, s’allarmano i diplomatici americani, più che pietre saranno fuochi. Trump è oltre l’indugio e con una serie di telefonate l’ha annunciato all’estasiato israeliano Netanyahu, allo scioccato palestinese Abu Mazen, a un irritato re giordano e al preoccupato egiziano Al Sisi: oggi, forse, firmerà quel che ha sempre promesso, il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo così la Citta Santa come capitale d’Israele. Sarà il caso di prepararsi, avverte la Cia: in tutte le rappresentanze Usa s’è pronti al Defcon 3, l’allerta che precede le gravi crisi internazionali.

Ma torniamo alle nostre cose, ieri in America è uscito il dato relativo al deficit commerciale, una serie di notizie entusiasmanti che non faranno altro che incrementare la verve protezionistica di Donald Trump…

Usa: +8,6% a 48,73 mld $ deficit commerciale a ottobre, più alto di stime, top 9 mesi America 24:

In ottobre il deficit commerciale degli Stati Uniti è cresciuto più delle previsioni e al massimo in nove mesi, sulla scia del rallentamento delle esportazioni e l’aumento delle importazioni, soprattutto quelle di petrolio. Secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio, in ottobre il deficit è salito dell’8,6% a 48,73 miliardi di dollari, mentre gli analisti attendevano un aumento a 47,5 miliardi.

In settembre il deficit si era attestato a 44,89 miliardi di dollari (rivisto al rialzo dai 43,50 miliardi della prima stima). In ottobre le esportazioni sono rimaste sostanzialmente invariate a 195,91 miliardi, mentre le importazioni sono aumentate dell’1,6% a 244,64 miliardi, con un import record da Cina, Messico e Unione europea. Nei primi dieci mesi dell’anno il dato è salito dell’11,9% rispetto allo stesso periodo del 2016, con le esportazioni in rialzo del 5,3% e le importazioni in aumento del 6,5%.

[Chart]

I titoli di stato americani sono contrastati: gli investitori sono alle prese con l’Ism servizi che a novembre ha deluso e con le implicazioni dei progressi sul fronte della riforma fiscale Usa. Una legislazione che aumenta il deficit federale generalmente mette sotto pressione i Treasury, in parte perché il governo sarà costretto a emettere più debito e ciò andrà a pesare sui prezzi dei titoli di stato già in circolazione.

… scrivono su America 24 aggiungendo subito …

I rendimenti dei T-Bond a lunga scadenza tuttavia calano mentre quelli a breve salgono provocando il cosiddetto appiattimento della curva dei rendimenti. Un tale andamento potrebbe essere spiegato dal fatto che da un lato, alcuni investitori dubitano che la riforma fiscale spingerà più di tanto la crescita e l’inflazione; dall’altro, c’è attesa per un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Uno spettacolo l’appiattimento della curva, soprattutto per noi che nonostante un anno di transizione, i rendimenti a lungo termine ci danno ragione in tutto e per tutto, non dimentichiamoci che siamo stati li unici ad andare controcorrente con le nostre analisi in mezzo all’euforia iniziale per la ” trump reflation.”

Ma come sempre non abbiamo fretta, dalle nostre parti la verità è figlia del tempo!

La scorsa settimana anche Bullard, governatore della Fed di S.Louis, la nostra banca dati preferita, ha avvertitto che ulteriori rialzi dei tassi potrebbero invertire la curva dei renimenti…

“C’è un rischio materiale di inversione della curva dei rendimenti rispetto all’orizzonte di previsione se il FOMC continua nel suo corso attuale di aumenti del tasso di riferimento”, ha dichiarato Bullard, che non vota il Federal Open Market Committee fino al 2019.“L’inversione della curva dei rendimenti è un segnale naturalmente ribassista per l’economia. Ciò merita attenzione da parte del mercato e dei decisori politici “.

Tanto per testimoniare quanto sia meravigliosa questa nemesi, la Mester, governatrice di un’altra Fed regionale, ovvero quella di Clevaland, suggerisce di non preoccuparsi, i tassi a lungo termine saliranno insieme all’economia, perfetto esempio di totale ignoranza di una deflazione da debiti. Per lei, le condizioni sono troppo accomodanti, ma si sa va tutto bene, lo spettacolo sta per iniziare.

Tralasciando il dato del settore dei servizi ISM pubblicato ieri dall’Istituto Luce dell’amministrazione Donald Trump, la realtà ce la racconta l’ IHS Markit US Composite PMI ™ suggerendo che torniamo ai minimi da cinque mesi e la fiducia delle imprese scivola indietro di ben nove mesi, tornando ai minimi di febbraio.

Loro sono preoccupati per l’aumento dei prezzi medi praticati per i servizi con un tasso di inflazione in accelerazione un aumento che sarebbe dovuto a maggiori costi di input che sono stati trasferiti ai clienti.

Giusto quello che serve per fare frenare ulteriormente i consumi in una deflazione da debiti. Ma questo è il passato visto che si sottolinea che l’ottimismo per il prossimo anno è peggiorato, le aziende sono sempre più caute sulle prospettive per il 2018, suggerendo che l’avversione al rischio potrebbe iniziare a salire, il che potrebbe colpire assunzioni e investimenti.

Direi che ci sono tutti gli ingredienti per il più spettacolare investimento degli ultimi anni, il collasso dei rendimenti a lungo termine, come dettaglieremo ulteriormente nel nostro prossimo “outlook 2018 EPIC MOMENT” dedicato a coloro che hanno sostenuto il nostro viaggio nell’ultimo anno.

E pensare che negli ultimi nove anni, la bolla obbligazionaria doveva esplodere almeno quindici volte, tante sono quelle che abbiamo contato!

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Appare soltanto in tempi di pace e prosperità, e scompare nei tempi bui…

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6 commenti Commenta
reragno
Scritto il 6 dicembre 2017 at 16:03

Leggendo certi blog di approfondimento sembra che le lobby giudaico massoniche stiano facendo di tutto per scatenare la III guerra mondiale. Ci riusciranno. Non li invidio, preferisco morire piuttosto che passare il resto della mia vita in un bunker.
Fanno sempre i conti senza l’ Oste che che dividerà i capri dalle pecorelle. I capri saranno gettati nelle tenebre e là sara pianto e stridore di denti.

embi
Scritto il 6 dicembre 2017 at 19:05

Io che in israele ho vissuto diversi anni e credo ci vivrò ancora in futuro dico che ci vorrebbe che qualcuno facesse fuori il biondo, ha stancato di gettare benzina in ogni dove (specialmente dove basta un nonnulla) per far scatenare conflitti a lui congeniali al di fuori dei propri confini e poi gustarsi lo spettacolo senza dover presenziare.

madmax
Scritto il 6 dicembre 2017 at 19:52

embi@finanzaonline,

Nulla di nuovo, cambiano solo i suonatori, gli US spendono per la difesa 700 miliardi all’anno in maniera diretta piu’ altri 500 in maniera indiretta, no guerre nessun bisogno di armi nessun bisogno di aumentare la spesa e gli appalti truccati, semplice no?
Gli US hanno rimosso o vogliono rimuovere tutti gli stati laici mediorientali, Saddam era laico in Iraq non esisteva la Sharia solo codice civile, Gheddafi era laico, rimosso, Ben Ali in Tunisia un laico, rimosso, Mubarak in Egitto un laico rimosso a favore di un presidente supportato dagli US dai Fratelli Mussulmani, poi rimosso di nuovo dai militari, Assad un altro laico che si vuole rimuovere. Dinastie wahabite o regimi religiosi caduti ? Nessuno, curioso.
La decisione e’ strumentale per mettere alle fiamme tutto il Medio Oriente alle soglie di un grande cambiamento geopolitico la de-dollarizazione del petrolio vitale per gli US se ne fregano di eliminare altri 100 milioni di persone se questo serve per fermare l’abbandono del dollaro!!!!

madmax
Scritto il 6 dicembre 2017 at 19:55

Un commento per gli amanti delle criptovalute, conoscete Bittrex? Sapete che fa? O meglio che non paga denaro vero indietro? Leggetevi questo poi riflettete sulla capacita’ di riprendervi i soldi…
http://uk.businessinsider.com/bittrex-customers-withdrawal-problems-identification-2017-12?r=UK&IR=T

sd
Scritto il 6 dicembre 2017 at 23:31

Buonasera

Rispondere ai commenti del post precedente, che parla di debiti e moneta, non è semplice anche perchè molti commenti cercano solamente di “confondere” le idee.
Personalmente non mi interessa ne confondere e nemmeno convincere nessuno………a differenza di altri.

La fiat money è solo un mezzo.

Chi, cosa sia e dova voglia andare l’Homo Sapiens Sapiens non è di vostra competenza.

Se dovessi scegliere preferirei discutere di economia e finanza con un Computer……meglio se A.I.

SD

noldor
Scritto il 7 dicembre 2017 at 09:07

@ madmax

Mi ricordo un tuo commento di agosto in cui dicevi che BTC sarebbe tornato a capitalizzare 6 miliardi, ora siamo a 250, non ti sembra di esserti coperto di ridicolo? Per quanto riguarda Bittrex non l’ho mai usato ma in ogni caso è una non notizia.

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