INFLAZIONE: ENNESIMA PIETRA TOMBALE!

Scritto il alle 07:21 da icebergfinanza

 

Prosegue inesorabile la nemesi della deflazione da debiti, mettendo l’ennesima pietra tombale sulle aspettative e speranze di un manipolo di ignoranti travestiti da banchieri centrali.

Solo un esempio di come ormai l’informazione finanziaria è a livelli infimi…

A settembre gli americani hanno continuato a spendere più del previsto e i loro redditi sono aumentati come da attese. Il dato, che mostra una crescita costante, potrà dare sostegno all’economia nei prossimi mesi. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Commercio, le spese per consumi sono salite dello 1%, sopra le aspettative per un +0,8%. Ad agosto il dato era aumentato dello 0,1% (invariato dalla prima stima). I redditi personali sono cresciuti dello 0,4%, come previsto, dopo il +0,2% del mese precedente (invariato dalla prima stima). Il tasso di risparmio a settembre si è attestato al 3,1%, minimo del 2007.

La misura preferita dalla Federal Reserve per calcolare l’inflazione, il dato Pce (personal consumption expenditures price index), è cresciuta dello 0,4% a settembre su base mensile (oltre le stime per un +0,1%); su base annuale, ovvero rispetto al settembre 2016, è salita dell’1,6%, sotto il 2% considerato ottimale dalla Federal Reserve. La componente “core” del dato, depurata dagli elementi volatili, è salita dello 0,1% su base mensile e dell’1,3% su base annuale. (America24)

Primo il livello del tasso di risparmio è un pessimo segnale, secondo non è vero che la misura preferita dalla Fed è salita del 0,4 % ma solo del 0,1 % perchè la Fed guarda al dato core, ovvero quello depurato dalle compenenti volatili, energia e alimenti, terzo non c’è alcun miglioramento nei redditi.

[Chart]

E’ abbastanza chiaro il grafico è serve anche un disegnino?

Come scritto prima, i consumi crescono, non per l’aumento dei redditi, ma perché il consumatore americano, sta mettendo mano ai suoi risparmi, raschiando il fondo del barile, la misura preferita dalla Fed il CORE CPE sale di un miserabile 0,1% per il quinto mese consecutivo, GAME OVER!

E con questa noi abbiamo vinto l’ennesima scommessa, unici a dire dall’inizio che l’amministrazione Trump avrebbe fallito, decine e decine di analisi empiriche e storiche, attraverso il nostro Machiavelli, ora vediamo che succede nelle indagini giudiziarie, ma nelle elezioni di medio termine, il prossimo anno, l’era Trump si chiuderà per sempre.

MIA INTERVISTA SULLA TRUMPNOMICS!

Non solo, quando questa bolla, questa inflazione da asset scoppierà, assisterete ad uno tsunami di deflazione che sommergerà l’intera economia mondiale…

DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE …

Povero Mario, io lo capisco, non deve essere facile accettare il fallimento, anche in Europa, l’inflazione non esiste più, e pensare che Draghi e la BCE hanno un unico compito, quello di preservare la stabilità dei prezzi e non ci riescono, nonostante la più imponente dose di stimoli monetari e fiscali della storia, un fallimento totale…

Germania, l’inflazione decelera a ottobre

(…)I prezzi, secondo la stima preliminare pubblicata da Destatis, hanno fatto segnare a ottobre un aumento tendenziale dell’1,6% dall’1,8% rilevato a settembre. Il dato è inferiore alle stime degli analisti (1,7%). Su base mensile i prezzi sono stimati sostanzialmente invariati contro lo 0,1% precedente ed atteso. L’inflazione armonizzata ha riportato una frenata analoga, registrando un rallentamento all’1,5% su anno (era all’1,8 a settembre ed era stimata all’1,7%), mentre ha registrato un -0,1% su mese (precedente invariata ed era attesa a +0,1%).

Anche nei dati relativi al terzo trimestre amplificati solo dall’accumulo delle scorte, i redditi sono in costante decellerazione.

Le banche centrali vi dicono da sei anni che il basso livello di inflazione è transitorio, si transitorio come il loro posto di lavoro, alla fine anche la Yellen e Draghi se ne andranno, più transitori di così si muore.

A proposito di Fed, il dollaro è sempre li, ma sembra che i tesorucci si stiano riprendendo , chissà perchè…

T-Bond: prosegue il rally, Powell in pole per vertice Fed Anche per il New York Times, Jerome Powell sarà il prossimo governatore della Federal Reserve. Citando due fonti, il giornale americano va ad aggiungersi alle indiscrezioni raccolte dalla stampa americana che danno in pole position colui che dal 2012 siede nel board della banca centrale Usa. Per le fonti del Nyt Powell è una scelta “sicura” per Donald Trump, il presidente Usa chiamato a fare questa nomina. L’incarico affidato nel 2014 da Barack Obama a Janet Yellen, l’attuale numero uno della Fed, scadrà nel febbraio 2018   America 24

… non solo…

…da Washington sono arrivate indiscrezioni sulla riforma delle tasse. Secondo Bloomberg, la Camera Usa controllata dai repubblicani sta valutando l’introduzione di tagli alle aliquote aziendali in un arco temporale di cinque anni: ciò significa che si passerebbe dal 35% attuale al 20% (…). Stando all’ipotesi, la riduzione sarebbe di tre punti percentuali all’anno a partire dal 2018. Questa ipotesi non piace chiaramente agli investitori…

Noi i posti in prima fila, li abbiamo già presi, ci pagano pure per stare in prima fila, poi ne arriveranno altri, lo spettacolo diventerà entusiasmante, poi sempre più gente continuerà ad arrivare, alcuni in preda al panico, altri per necessità, altri per cercare conforto e sicurezza. A quel punto sarà tempo di alzarsi e andarsene, troppa gente nello stesso posto, rende l’aria irrespirabile.

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33 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 31 ottobre 2017 at 10:09

@ IcebergFinanza

Prosegue inesorabile la nemesi della deflazione da debiti, mettendo l’ennesima pietra tombale sulle aspettative e speranze di un manipolo di ignoranti travestiti da banchieri centrali.

Giappone, BoJ conferma politica monetaria, nuovo membro board spinge per nuovi stimoli

https://it.finance.yahoo.com/notizie/giappone-boj-conferma-politica-monetaria-075238358.html

In questo teatro delle sceneggiate che è diventata l’economia mondiale, con la finanza a rimorchio, TUTTI sanno come stanno realmente le cose, MA NON POSSONO DIRE la Verità (che qualcuno ogni tanto cerca di illustrare attraverso numeri, tipo che il DEBITO AGGREGATO MONDIALE è aumentato di 70mila miliardi di $ negli ultimi 10anni arrivando a toccare la cifra di 215mila miliardi a fine 2016, non certo un segno ben augurante in prospettiva futura…);

e non devono nemmeno inventarsi nuovi motivi da raccontare alle masse per giustificare il loro operato, dato che le BC sono istituzioni indipendenti ed autoreferenziali;

la verità è che non possono fare altro che perseguire attraverso la strada intrapresa dal 2008 (ovvero : POLITICA MONETARIA ACCOMODANTE e liquidità elargita generosamente) come d’altra parte confermato recentemente dallo stesso M.Draghi “in caso di neccessità, il QE potrà essere prorogato oltre la data di fine 2018, anche con possibili aumenti dei volumi di acquisto di titoli governativi e corporate.

da notare che il QE della BCE, entrato a regime da Marzo 2015 e destinato a durare per un solo anno nei propositi iniziali del board, è già stato prorogato di… non mi ricordo più di quante volte, e il 31.12.2018 a questo punto non potrebbe affatto decretare la sua fine come annunciato dall’ultima riunione del board.

La verità è che, per il momento, non hanno altra scelta. Di rialzo dei tassi neanche a pensarci. Hanno messo in moto un meccanismo che non può [più] essere fermato. Stanno considerando di quanto possa essere allentato nel corso del tempo, ma le parole di Draghi [con la Boj sulla stessa linea strategica] fanno propendere per un assai probabile prolugamento, se non addirittura un rafforzamento nei volumi.

embi
Scritto il 31 ottobre 2017 at 10:47

Intanto ste arabe fenici non la smettono più di volare, anzi si danno il cambio e fanno staffetta per proseguire, altro che game over. Non vorrei avessimo ragione da morti. Non mi sarebbe granché utile per l’epitaffio…

laforzamotrice
Scritto il 31 ottobre 2017 at 11:42

embi@finanzaonline,

Per sapere se Il viaggio è andato bene, devi aspettare l’ atterraggio.

embi
Scritto il 31 ottobre 2017 at 12:37

Se il viaggio dura troppo mi muore il pilota di vecchiaia è l’atterraggio non riesce nemmeno a tentarlo

vito_t
Scritto il 31 ottobre 2017 at 14:32

embi@finanzaonline,

guarda hai proprio ragione … QUESTA VOLTA E’ DIVERSO …

xtrust
Scritto il 31 ottobre 2017 at 14:46

ma non ti capita mai di chiederti ma questo tasso di inflazione forse e stato messo dalle banche centrali per non essere mai raggiunto e perche datti una risposta della deflazione chi se ne frega ti ho gia detto che i giapponesi stanno in deflazione da una vita ma hanno continutato a vivere e a investire e a guadagnare e perdere come tutti saluti

vito_t
Scritto il 31 ottobre 2017 at 15:00

xtrust@finanzaonline,

fosse come dici tu avremmo scoperto l’Araba Fenice eterna ! .. basta stampare moneta ed escono i discorsi come il tuo … ma il debito accumulato per … continuarea a vivere .. come dici tu chi lo paga ? Gesù Bambino ?
Un paese in cui la demografia sta facendo danni ( ma non solo lì … ) del resto se in Giappone fanno sesso “virtuale” …. e che fra non molto chiederà il pedaggio ….

aorlansky60
Scritto il 31 ottobre 2017 at 15:15

@ Xtrust “non ti capita mai di chiederti ma questo tasso di inflazione forse e stato messo dalle banche centrali per non essere mai raggiunto…

Ottima osservazione :

Di sicuro, la strategia intrapresa dalle BC e dalla BCE in particolare fà molto comodo ai governi dei Paesi Euro : in questo modo finanziano il loro debito pubblico A COSTO ZERO -in particolare la Germania- calmierando potenziali stress sui rendimenti dei Paesi più a rischio -in particolare l’Italia- e possono andare avanti ancora parecchio a farlo, anche perchè stanno facendo felice la finanza, che approva totalmente la strategia operativa;

la sofferenza della gente comune per loro sembra essere una voce da collocare nel capitolo “danni sostenibili” o “danni collaterali” e nulla di più.

aorlansky60
Scritto il 31 ottobre 2017 at 15:21

@ Embi “Intanto ste arabe fenici non la smettono più di volare

Finchè le BC sosterrano i corsi, le Arabe Fenici voleranno alto : questa è una delle poche certezze in un mondo ormai totalmente farlocco e risibile (per tutti quelli ancora abituati a misurare economia e finanza con i vecchi metodi di una volta, ormai obsoleti per come sono stati stravolti dalle nuove strategie operative che costituiscono un precedente unico nella storia dell’economia, peraltro su VASTA SCALA -le BC decidono ed operano attraverso STRATEGIA CONGIUNTA, ormai dovrebbe essere chiaro; una volta ogni trimestre, i governatori delle BC si ritrovano in luogo appartato in summit NON ufficiali, di certo non per discutere del tempo o delle grinze della regina Elisabetta…).

icebergfinanza
Scritto il 31 ottobre 2017 at 15:27

Che noia alcuni interventi…

silvio66
Scritto il 31 ottobre 2017 at 16:16

xtru­st@fi­nan­zaon­li­ne,

Ciao Xtrust,
guarda che è proprio così questo è il sogno delle divinità Friedmaniane da oltre quarant’anni.
Noi siamo qua a spaccare il pelo per poter fare delle scelte con consapevolezza poi ognuno si arrangia col proprio profilo di rischio. Secondo me molti non conoscono il proprio profilo di rischio perché nessuno lo ha fatto seriamente. Sapete quanti sboroni che avevano punteggi altissimi presso altri intermediari grazie ai quali gli avevano rifilato pacchi mostruosi sono venuti da me ed hanno scoperto che in realtà loro non tolleravano le perdite? Normalmente più soldi si hanno è più ci si tiene non viceversa. Viceversa nella maggioranza dei casi si associa grande capitale a punteggio alto con la famigerata frase lei può permetterselo. Cazzata più grossa non esiste. So che tedio i più esperti ma ripeto ancora che i titoli singoli non vanno bene per la stragrande maggioranza dei risparmiatori italiani. Usate fondi/etf che almeno non assumete il rischio assoluto alias perdere tutto. State sempre sul mercato principale per non perdere la liquidità. Venendo al pezzo sono ripartiti i fuochi d’artificio sui bonds come pensavamo. Io tolgo gli ormeggi a partire da oggi.
Buonaserata

veleno50
Scritto il 31 ottobre 2017 at 16:45

sil­vio66@fi­nan­za,

Caro Silvio che film hai visto?Piccola impennata dollaro piccola discesa del valore dell’obblig, o Tbond,è tutto come prima ,addirittura se avevi la copertura in Euro vai sotto.Ad onore del vero il dato interessante è la percentuale del tasso di interesse del titolo. Una scadenza 25 anni rende lorda 2,875 e costa 100.Se hai dimistichezza con i conti non credo rimetterai mai in un investimento come questo andare a scadenza, calcola 25 anni di interessi al 2,875 il dollaro può oscillare ma mai crollare(speriamo). Io credo che il comandante abbia sempre fatto notare questo in particolare,o sbaglio?

silvio66
Scritto il 31 ottobre 2017 at 17:03

Ciao Veleno,
parli di singole emissioni con eventuale copertura rischio cambio ecc…sai gli unici che conosco che parlano così sono i gestori. Loro sono ultratitolati e vivono nel mondo di alice. Non ne imbroccano mai una. Al di la della battuta, ne parlo ora perche tra qualche settimane lo vedranno tutti. Una patta non è se guardi bene ma soprattutto le volatilità sono improvvisamente esplose come non accadeva da tempo. Se rientrano sarà stato un fuoco di paglia ma se proseguono…. strong>ve­le­no50@fi­nan­za,

enzo1949
Scritto il 31 ottobre 2017 at 17:10

pianeta dei pazzi
AMAZON
fatturato 161 miliardi di $ 2017- quarto trimestre stimato (ma poco conta)
EPS per azione 4 $ quarto trimestre stimato forse per eccesso(ma poco conta)
Dividendi: nada
prezzo azione: 1100 $

TBond 10anni 2,40 per cento su 1100 $ = 26,40 $ circa

OK: Amazon potra’ triplicare il fatturato ecc…
ha 540mila dipendenti…. ma quanto li paga? e quante ore giornaliere fanno?e quanti dipendenti sono stati licenziati da altre societa’?

icebergfinanza
Scritto il 31 ottobre 2017 at 17:29

Semplifico … i FANG in cinque anni capitalizzano 500 mld in più solo venerdì salgono di 13 mld nell’ultimo anno hanno prodotto insieme 2 mld di utili … meraviglioso!
enzo1949@finanza,

icebergfinanza
Scritto il 31 ottobre 2017 at 18:04

È prevista negli indicatori una tale penuria di dollari per fine anno che i fuochi d’artificio sono semplici petardi …. ;-)
silvio66@finanza,

Gianbattista
Scritto il 1 novembre 2017 at 07:45

buongiorno capitano …mi aiuti a ragionare correttamente…i dollari che servono li può stampare la FED no ? Oppure non bastano rispetto a quelli che già stampa ?

stanziale
Scritto il 1 novembre 2017 at 08:00

Permettetemi una piccola chiosa sul caso catalano : intanto ieri si era diffuso un sondaggio, in cui IN Catalogna chi vuole la secessione e’ il 34% della popolazione (guarda caso la stessa percentuale che hanno sempre preso ai referendum), e per l’unita’ della Spagna il 50% e qualcosa dei Catalani …
come si era visto anche dalla imponente manifestazione degli unionisti del 29.10, di cui i media italiani non avevano fatto vedere le vere immagini, ma solo fokloristiche riprese dal basso in cui non si vedeva l’impressionante fiumana di gente. Invece su el pais o el mundo per esempio , c’erano-e ci sono- riprese dall’alto…significative. Ma a parte questa piccola parentesi polemica sul dove gli organi di regime-la repubblica corriere sole ansa e TUTTI gli altri erano posizionati (anche questo lo avevo gia’ sottolineato), si da’ il caso che ora il coraggioso ex golpista Pinguindemont e’ andato a piangere dai genitori, mamma babbo mi fanno la bua… http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2017/11/1/CAOS-CATALOGNA-La-prova-che-qualcuno-a-Bruxelles-ha-ingannato-Puigdemont-e-co-/790332/
e questi genitori guarda caso sono a Bruxelles…come avevamo detto dall’inizio (e dietro ancora Soros e c. naturalmente)…ci riproveranno, nel loro intento di dividere l’europa del sud in macroregioni, per ridurre ancora i residui diritti (costituzione, pensioni, sanita’, assistenza ed ogni traccia del passato sovranismo)e rendere con cio’ piu’ deboli le opposizioni ai ricchissimi, alle multinazionali. Per ora pero’ , stati nazione1-Soros 0. Per quanto mi riguarda spero nel tempo, nel risveglio dei popoli (italiano), e soprattutto nell’europa dell’est (Putin, gruppo di Visegrad).

stanziale
Scritto il 1 novembre 2017 at 08:02

stanziale@finanza,

…portatori degli ultimi valori cristiani.

madmax
Scritto il 1 novembre 2017 at 08:25

stanziale@finanza,

Stanziale,
Quando dici che e’ andato a Brussels a piangere da mamma e papa’, magari in un luogo sicuro, ti riferisci per caso al quartiere generale della NATO????
Chissa’ magari gli chiede perche’ avete appoggiato la secessione del Kosovo mussulmano dalla Serbia a suon di bombe e non volete supportare noi!!!!
Saluti
Mm

noldor
Scritto il 1 novembre 2017 at 08:47

Se si vuole sapere quanti catalani sono realmente a favore della separazione dalla Spagna basta fare un referendum regolare approvato dagli osservatori OCSE ed essere pronti a riconoscerne il risultato, come in Scozia di recente.

In caso contrario ognuno potrà dire di essere lui in maggioranza ed il corso degli eventi si deciderà con la forza.

stan­zia­le@fi­nan­za:
Per­met­te­te­mi una pic­co­la chio­sa sul caso ca­ta­la­no : in­tan­to ieri si era dif­fu­so un son­dag­gio, in cui IN Ca­ta­lo­gna chi vuole la se­ces­sio­ne e’ il 34% della po­po­la­zio­ne (guar­da caso la stes­sa per­cen­tua­le che hanno sem­pre preso ai re­fe­ren­dum), e per l’u­ni­ta’ della Spa­gna il 50% e qual­co­sa dei Ca­ta­la­ni …
come si era visto anche dalla im­po­nen­te ma­ni­fe­sta­zio­ne degli unio­ni­sti del 29.10, di cui i media ita­lia­ni non ave­va­no fatto ve­de­re le vere im­ma­gi­ni, ma solo fo­klo­ri­sti­che ri­pre­se dal basso in cui non si ve­de­va l’im­pres­sio­nan­te fiu­ma­na di gente. In­ve­ce su el pais o el mundo per esem­pio , c’e­ra­no-e ci sono- ri­pre­se dal­l’al­to…si­gni­fi­ca­ti­ve. Ma a parte que­sta pic­co­la pa­ren­te­si po­le­mi­ca sul dove gli or­ga­ni di re­gi­me-la re­pub­bli­ca cor­rie­re sole ansa e TUTTI gli altri erano po­si­zio­na­ti (anche que­sto lo avevo gia’ sot­to­li­nea­to), si da’ il caso che ora il co­rag­gio­so ex gol­pi­sta Pin­guin­de­mont e’ an­da­to a pian­ge­re dai ge­ni­to­ri, mamma babbo mi fanno la bua… http://​www.​ils​ussi​diar​io.​net/​News/​Esteri/​2017/​11/​1/​CAOS-​CATALOGNA-​La-​prova-​che-​qualcuno-​a-​Bruxelles-​ha-​ingannato-​Puigdemont-​e-​co-/​790332/
e que­sti ge­ni­to­ri guar­da caso sono a Bru­xel­les…come ave­va­mo detto dal­l’i­ni­zio (e die­tro an­co­ra Soros e c. na­tu­ral­men­te)…ci ri­pro­ve­ran­no, nel loro in­ten­to di di­vi­de­re l’eu­ro­pa del sud in ma­cro­re­gio­ni, per ri­dur­re an­co­ra i re­si­dui di­rit­ti (co­sti­tu­zio­ne, pen­sio­ni, sa­ni­ta’, as­si­sten­za ed ogni trac­cia del pas­sa­to so­vra­ni­smo)e ren­de­re con cio’ piu’ de­bo­li le op­po­si­zio­ni ai ric­chis­si­mi, alle mul­ti­na­zio­na­li. Per ora pero’ , stati na­zio­ne1-So­ros 0. Per quan­to mi ri­guar­da spero nel tempo, nel ri­sve­glio dei po­po­li (ita­lia­no), e so­prat­tut­to nel­l’eu­ro­pa del­l’e­st (Putin, grup­po di Vi­se­grad).

embi
Scritto il 1 novembre 2017 at 10:18

Ahia il dax, abbattiamo sta fenice…

benti77
Scritto il 1 novembre 2017 at 14:03

Se uno seguisse le indicazioni semplici e logiche di Graham se investito in azioni oggi vi rimarrebbe magari alleggerendo, il problema è per chi ne è uscito o addirittura si è perso la cavalcata (bravo chi è dentro dal 2009, avessi studiato prima sarei stato investito per bene in modo costante ma che fare, dal passato si può solo imparare).
In tal caso i p/e e le valutazioni astruse dei faang (leverei Apple io) consigliano di rimanere in attesa o quantomeno una ridotta esposizione all’azionario dati i rischi di rimanerci dentro.

benti77
Scritto il 1 novembre 2017 at 14:05

Aggiungo che a dicembre normalmente le borse salgono, ma si sa che a fottere son bravi

lemmings
Scritto il 1 novembre 2017 at 14:41

embi@​fin​anza​onli​ne,

La vedo dura

signor pomata
Scritto il 1 novembre 2017 at 15:32

ice­berg­fi­nan­za,

Stai a vede ste piccolezze…
Il progresso è questo.
Due mondi paralleli che ha vilte si avvicinano e a volte si allontanano.
Noi siamo quelli di sotto, ci arrabattiamo per sperare di passare nel mondo di sopra ma non è possibile.
Le carte sono state date tempo fa…..
Controllano tutto e ci riane solo sperare o nella clemenza o che sbaglino qualcosa il che dovrebbe far intendere la nostra disperazione.
Lunedi su report parlavano di come nasce il prezzo del grano….chi sono i tradar e controllori.
Solo risate amare restano…..e un tozzo di elemosina pe non fracassargli i coglioni.

icebergfinanza
Scritto il 1 novembre 2017 at 16:44

Collassa il famigerato spread sulla curva di Machiavelli in 5 giorni 3.60% di aumento complessivo…

icebergfinanza
Scritto il 1 novembre 2017 at 16:44

icebergfinanza
Scritto il 1 novembre 2017 at 16:44

stanziale
Scritto il 1 novembre 2017 at 19:58

madmax,

Sai che in questo tuo “ramo” ti seguo, condivido…come nel tuo penultimo post.
@Noldor-il referendum, anche se non per la secessione, ma diciamo qualcosa simile a quello del veneto, l’hanno gia’ fatto in passato, con gli stessi risultati del sondaggio di ieri, piu’ o meno…sono minoranza, netta minoranza, ogni volta che ci provano vanno sempre a votare meno del 50%. In Veneto almeno ha votato il 60%…guarda, oltre che essere maggioranza, gli unionisti hanno motivazioni maggiori, perche’ sono piu’ nobili….poi la secessione in Catalogna non interessa, e’ solo un problema dell’area metropolitana di Barcellona, per rivalita’ con Madrid, e naturalmente il clan dei farabutti golpisti….tra i quali c’e’ il noto esportatore di capitali Pujol…informarsi su quest’ultimo, informarsi. Mi risulta inoltre che la Catalogna con la scusa della crisi e’ in ritardo di 7 anni sui versamenti a Madrid…alla faccia dello sfruttato.

phitio
Scritto il 2 novembre 2017 at 16:51

stanziale@finanza,

Sara’ come dici, madmax, ma se allora lo stato centrale avesse voluto mettere uno stop alla faccenda, avrebbe indetto sto referendum consultivo, inceve di agire con al inusitata durezza che abbiamo testimoniato nelle ultime settimane (vedere delle pensionate smanganellate ai seggi del referendum “illegittimo” recente, mi ha evocato brutti ricordi del G8 di Genova).
Durezza che e’ manifesto di debolezza, altro che di forza.
Perche’ se sei davvero forte e sicuro di te, vai a vedere le carte che ha in mano l’avversario

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