CATALOGNA: LA SCINTILLA NELLA CAMERA A GAS EUROPEA!

Scritto il alle 09:06 da icebergfinanza

Loro fanno finta di nulla, nessuno problema, continuano ad introdurre gas soporifero in Europa, ma prima di incominciare, facciamo un piccolo giochino, una serata con Juncker a chi trova per primo uno squarcio di notizia sulla crisi spagnola sulle testate online dei due principali giornali italiani…

Cliccare sull’immagine per ingrandire…

Qualcosa troverete in fondo alle pagine, in qualche angolino, ciò che importa agli italiani è il finto tonto Gentiloni che non sapeva nulla della mozione contro Visco e ad un manipolo di ignoranti far credere che l’indipendenza della Banca d’Italia è un altare e trasformare Visco in un martire, quando in realtà non ha fatto bene il proprio lavoro e visto quello che è successo, si può tranquillamente dire che dormiva.

Tornando a noi, la sintesi è tutta qui, per loro non è una notizia interessante, noi invece pensiamo che da qui non si torna più indietro con tutte le conseguenze relative per l’Europa…

Il presidente catalano in risposta a secondo ultimatum: «Se applicate l’articolo 155 della Costituzione dichiareremo l’indipendenza». Il governo: «Noi avanti, risponderemo con ogni mezzo». Convocato per sabato il consiglio dei ministri straordinario

La Catalogna ha proclamato l’indipendenza e la Spagna ha avviato la revoca dell’autonomia della stessa Catalogna dando via all’approvazione del famigerato articolo 155…

Catalogna, cosa prevede l’articolo 155

COSA DICE L’ARTICOLO – L’articolo 155 della Costituzione spagnola, mai utilizzato finora, è una misura di carattere eccezionale che implica il controllo politico delle comunità autonome da parte dello Stato centrale. Il testo dice infatti che se un governo regionale non rispetta i suoi obblighi o “agisce in modo da minacciare seriamente l’interesse dell’intera Spagna”, allora Madrid “può intraprendere le necessarie misure per obbligarla in modo coatto ad adeguarsi o a proteggere tale generale interesse”.

COME SI ATTIVA – La procedura stabilita dallo stesso articolo 155 prevede che innanzitutto il governo debba inviare una richiesta al presidente della comunità in questione. In questo caso, lo stesso premier Mariano Rajoy deve avvertire direttamente il presidente catalano Carles Puigdemont (come ha praticamente fatto). In secondo luogo, il governo deve presentare la sua proposta di misure di controllo dell’autonomia al Senato, che le può approvare con maggioranza assoluta. A sua volta, la procedura di applicazione del 155 al Senato è regolata dall’articolo 189: il governo deve presentare una proposta chiara per ciascuna delle misure specifiche che intende adottare e la relativa possibilità di emendamenti.

MARGINI DI MANOVRA – L’articolo 155 concede molto margine al governo centrale, a condizione che abbia l’approvazione del Senato. Il governo può infatti controllare le finanze della Generalitat, può dare ordini e assumere il controllo dei dipartimenti, può licenziare all’interno della pubblica amministrazione e può sciogliere il Parlamento.

I LIMITI – Quello che l’articolo 155 non può fare è implementare misure che presuppongano cambiamenti dello Statuto o della propria Costituzione. Ecco perché esperti ritengono che il 155 non prevede una sospensione né, ancora meno, una soppressione, dell’autonomia. Tuttavia, è ovvio che questa sarebbe molto limitata dal controllo totale o parziale dell’amministrazione statale. L’applicazione dell’articolo non ha limiti temporali: quello che indica la Costituzione è che si debba applicare fino a che non verrà ripristinata “la normalità costituzionale”.

A noi non interessa se il referendum era legale o no, a noi non interessano le questioni giuridiche che stanno dietro alla questione, di fronte al volere popolare, questi sono dettagli di poca importanza, la storia non chiede mai il permesso, non credo che guerre, guerre civili, guerre di indipendenza o rivoluzioni, siano mai nate chiedendo il permesso a qualcuno, tra le altre soluzioni che consente l’articolo 155 c’è quello di poter imporre alla polizia catalana, i Mossos d’Esquadra  di mettersi agli ordini diretti del ministero dell’Interno o addirittura scioglierli, manderanno loro ad arrestare tutti gli indipendentisti e loro cosa faranno?

O si certo, cosa vuoi mai che facciano quattro gatti in Catalogna, nessuno li vuole, finirà tutto come una bolla di sapone! Davvero, ne siete certi, le avete viste le piazze catalane, no sono mica come quelle italiane, dove ci trovi qualche formica che dialoga con tante cicale.

La dichiarazione di indipendenza è inevitabile ormai, l’ha chiesta che l’altro partito che fa parte della coalizione al governo, Esquerra republicana per non parlare di quelli della Cup che appoggiava il governo catalano dall’esterno.

Pensavano di far indire nuove elezioni, giusto per truccare qualche voto, per chi non conosce gli eventi,  prima di far uscire aria dal cervello, consiglio di studiare la storia, non sarà facile uscire da questo “incidente di percorso” come lo chiamano alcuni, state sintonizzati, non è una tempesta in un bicchiere d’acqua.

Domenica c’è il referendum consultivo in Veneto e Lombardia, auguri!

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62 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 20 ottobre 2017 at 09:51

ad un manipolo di ignoranti far credere che l’indipendenza della Banca d’Italia è un altare

MA QUALE INDIPENDENZA ?!? (non lo stò didendo a Te, Andrea)

anzi permettimi di dare, qui, un contributo di INFORMAZIONE a chi legge e per gli sprovveduti che ancora credono che BankItalia sia un istituzione “indipendente” :

primo consiglio : andare sul sito di BankItalia (cosa che ho fatto anch’io) e scaricare il documento da loro aggiornato periodicamente circa LE QUOTE DI PARTECIPAZIONE di vari istituti e istituzione nel CAPITALE di BankItalia,

dal quale si può leggere (opportunamente elencati per ordine di grandezza) :

——————————————————————————————————–
Partecipanti al capitale di Banca d’Italia al 30 settembre 2017 e relative Quote :

Intesa Sanpaolo S.p.A. – 50.923
UniCredit S.p.A. – 43.038
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. – 18.602
Generali Italia S.p.A. – 14.484
Banca Carige S.p.A. – 12.093
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – 9.000
Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro – 9.000
Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense – 9.000
INARCASSA – 9.000
Fondazione ENPAM – 9.000
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. – 8.500
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. – 7.500
Fondazione E.N.P.A.I.A. – 6.460
Crédit Agricole Cariparma S.p.A. – 6.094 (NOTARE QUESTA : perfino i Francesi!!!!!!)
Fondazione CARIPLO – 6.000
UnipolSai Assicurazioni S.p.A. – 6.000
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. -5.999
Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. – 5.656
Cassa di Sovvenzioni personale della Banca d’Italia S.c.p.a.r.l. – 4.949
Banco BPM S.p.A. – 4.541
Fondo pensione personale Unicredit – 4.000
Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. – 3.610
Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. – 3.001
Cassa Naz. Previdenza Assistenza Dottori Commercialisti – CNPADC – 3.000
Compagnia di San Paolo – 3000

…può bastare, mi fermo qui (nel documento segue una lista di altri 90 tra enti e istituti vari, privati e pubblici, con quote minoritarie)

…ma di quale “indipendenza” parlano e vorrebbero far credere ?!?!?…

.
.
.

trasformare Visco in un martire, quando in realtà non ha fatto bene il proprio lavoro

questo è un altro punto interessante : MA CI RENDIAMO CONTO CHE IL CONTROLLORE preposto È CONTROLLATO DAGLI STESSI CONTROLLATI CHE LO POSSEGGONO ?!? Come fà a fare il proprio “lavoro” uno che è messo in simili condizioni ? La verità è che il caso di BankItalia rappresenta una AMBIGUITÀ I-M-P-R-E-S-S-I-O-N-A-N-T-E

…o di che altro vogliamo parlare? delle favole che renzi o chi altri per lui sparge ai creduloni italiani ???

veleno50
Scritto il 20 ottobre 2017 at 11:34

aor­lan­sky60,

Il tuo livore contro una sola persona mi fa dubitare della tua onestà. Ogni intervento sono legnate in una unica direzione.. Visco massimo responsabile di Banca D’Italia ha fatto come te, ha mantenuto il prosciutto sugli occhi sui disastri bancari avvenuti in Italia .Una parte politica(non tutta) da sola contro tutti cerca di spodestarlo mandarlo a casa, dargli il benservito, tu non lo trovi giusto,addirittura tiri fuori la parola creduloni . Dispiace dirlo siamo al top dell’incoerenza. ciaO

conrad-johnson
Scritto il 20 ottobre 2017 at 11:38

aorlansky60,

Signor aorlansky60, la BdI è un ente di diritto pubblico ma a capitale privato. Lo sanno anche i bambini. Dubito poi che se le stato itagliano acquistasse tutte le quote dalle varie banche, la vigilanza diventerebbe più trasparente. Infatti prevarrebbe sempre ”l’interesse nazionale” e la complicità tra potere finanziario e politico. Saluti.

aorlansky60
Scritto il 20 ottobre 2017 at 11:44

@ Veleno

In verità, sembri assai più “schierato” Tu [verso la direzione che ti è nota] del sottoscritto;

Tu cerchi di difendere all’estremo chi è di fatto indifendibile, per tutto ciò che questo soggetto -con relativo esecutivo- è riuscito a fare nei suoi 3 anni di gestione al vertice (varrebbe solo nominare il JOB-ACT quale atto più ignomignoso e castrante nei confronti di tutti i lavoratori e cittadini italiani); e d’altra parte, da uno che aveva pubblicamente annunciato “se perdo al referendum mi ritiro dalla politica” ed è ancora qui presente potenzialmente ad arrecare altri danni all’Italia e agli Italiani, che cosa dobbiamo aspettarci ?… Riflettete tutti, anche su questo, quando andrete a votare nel 2018.

aorlansky60
Scritto il 20 ottobre 2017 at 11:50

@ Conrad-johnson

la BdI è un ente di diritto pubblico ma a capitale privato. Lo sanno anche i bambini.

sarà come dice Lei (che “in italia lo sanno anche i bambini”) ma ho ragione di credere che in questo paese anche molti adulti siano ancora convinti della “assoluta indipendenza” di Bankitalia quale storica istituzione, con relativa capacità di manovra decisionale autonoma che in realtà NON POSSIEDE affatto. La ragione di questo è in quella sfilza di partecipanti citati.

vito_t
Scritto il 20 ottobre 2017 at 12:36

Veleno .. mi sembri fuoristrada , accusi gli altri di quello che poi fai tu … difendi l’indifendibile …. almeno a mio modo di vedere … Questi signori si accorgono che Banca d’Italia ha chiuso tutti e tre gli occhi .. quando anche mia nipote se ne è accorta .. che per la cronaca non va ancora a scuola …. Questi prima sorreggono persone e fatti e poi visti i consensi calanti cercano di scaricarli lavandosi le mani.. E’ un pò come la legge Fornero, Monti e quella t… etc etc la hanno proposta , ma se quelli del pd le mani le tenevano in tasca non sarebbe passata … salvo poi lamentarsi della stessa legge in modo estremamente critico, ma non fare poi nulla per eliminarla o per correggerla in modo sostanziale ! sono solo pagliacci ! .. peraltro vista la loro attitudine a fare i pagliacci, ma non solo quelli del pd .. diciamo praticamente l’arco costituzionale … dovrebbero frequentare più il circo !

tirlusa
Scritto il 20 ottobre 2017 at 13:30

Il PD pensa che gli italiani siano cerebrolesi a tal punto da non sapere che MPS è sempre stata controllata da loro o che nel Cda di banca Etruria sedeva il papà di un ministro. Veleno mi auguro per te che tu sia retribuito per scrivere quello che scrivi, almeno così saresti giustificabile. Pure i bambini capiscono che è uno scaricabile del pessimo PD sul pessimo Visco per lucrare qualche voto da qualche anima ingenua. È questione di tempo… Vi spazzeremo via.

ebertuol
Scritto il 20 ottobre 2017 at 13:34

Cominciano a suonare i tamburi… cercano di scaricare la responsabilita’ sul debito pubblico (asso nella manica della sinistra per il dopo 2018). La prima testa gia’ traballa…un po’ prestino direi…

aorlansky60
Scritto il 20 ottobre 2017 at 13:53

il Capitano [spero] mi perdonerà l’uso improprio di un thread fuori argomento, ma il tema è importante :

Dal 2010 al 2015 furono 3(tre) le ispezioni di Banca d’Italia all’interno di Banca Etruria e due le lettere in materia inviate dal governatore Visco sulla situazione dell’istituto bancario aretino. QUESTI SONO FATTI, accertati da documenti al vaglio della procura di Arezzo.

L’attività di vigilanza di Banca d’Italia nei confronti di Banca Etruria è iniziata nel 2010.
La seconda ispezione dei commissari di BankItalia è datata ottobre 2012-settembre 2013.
La terza ispezione è partita nel novembre del 2014 ed è terminata nel febbraio del 2015.

Le conseguenze di queste ispezioni si tradussero in DUE lettere del governatore di BankItalia Visco inviate ai vertici di Banca Etruria :

La prima è datata luglio 2012 e contiene un primo ammonimento che invita la banca a considerare la ricapitalizzazione. Altrimenti, scrive il governatore, si sarebbe dovuta aggregare ad un altro istituto.
La seconda lettera, datata dicembre 2013, riporta lo stesso concetto, ma in modo più incisivo : il suggerimento di visco non è più un semplice invito, ma un ordine perentorio ad aggregarsi ad un’altra banca, perché non c’erano altre soluzioni (e il tempo stava per scadere).

TUTTO QUESTO, ben prima del 22NOV2015 data di varo del Ddl di governo che procurò risoluzione di BAIL-IN [a Banca Etruria e ad altri 3 istituti di credito territoriali].

Ora, facciamo un rapido conto :

1) BankItalia SAPEVA da molti anni [prima del 2015] della GRAVE situazione in cui versava Banca Etruria a causa di una gestione definiamola “alquanto sportiva ai limiti del dilettantesco” (in verità, il termine più appropriato da usare sarebbe un altro…);

2) PierLuigi Boschi è prima consigliere [di Amministrazione di Banca Etruria dal 3 aprile 2011] e poi vice presidente di Banca Etruria [dal Maggio 2014] : nelle cariche da lui ricoperte e quale membro del Cda, egli NON poteva NON sapere I VERI NUMERI di bilancio di Banca Etruria e dei prestiti “allegri” concessi da questa ad “amici” e ad “amici degli amici” : che questi fossero strettamente connessi AD UNA CERTA AREA POLITICA dominante storicamente in Toscana è puro eufemismo o una semplice casualità, a scelta del lettore;

3) Maria Elena Boschi quale 1 ) membro del “giglio magico” dell’amico m.renzi e fedelissima di costui e 2) figlia di Pierluigi Boschi NON poteva NON sapere. Il fatto che costei ricoprisse nel 2015 anche una posizione di rilievo nel governo renzi costituisce ulteriore aggravante.

4) Quale istituzione nazionale sistemica, BankItalia è da sempre STRETTAMENTE legata all’esecutivo di governo di turno, e in caso di FORTI criticità (e quelle delle quattro banche territoriali in emergenza LO ERANO), NON le può tenere nascoste al governo in carica.

Lascio ai lettori le opportune conclusioni.

signor pomata
Scritto il 20 ottobre 2017 at 13:53

aor­lan­sky60,

Di fatto credo che ci trattano da celebrolesi perche lo siamo.
Il governo letta venne alla luce, si disse, per fare due o tre cose tra cui la legge elettorale e poi rivotare.
Renzi dopo aver perso le peimarie volle subito rivotare e vinse come segretario
In pochi mesi fece le scarpe a letta con appoggio capo dello stato.
Dopo il voto europee , che non erano politiche disse che avrebbe fatto inteta legislatura e iniziò a tirar fuori disegni di legge che mai nessun italiano ha mai votato.
In 5 anni nemmeno un giornalista a mai scritto o detto come sia stato possilibe far durare 5 anni un mandato a termine in cui nessuno aveva vinto e in cui il governo si teneva con i voti della parte avversa?
Di fatto i compagni erano i predestinati a fottere i salariati, con aiuto di berlu chiaramente.
Entrambi aderiscono alla squadra del capitale.
Cercasi disperatamente rappresentanti di qual he decina di milioni di italiani.
Come mai del jobs act nessuno ne parla e il referendum è stato asfaltato senza alcuna protesta delle opposizioni e sindacati?
Raga…il capitale cosi manco se sforza…..vince a mani basse.

laforzamotrice
Scritto il 20 ottobre 2017 at 15:04

Sapete cosa mi indispettisce? La disonestà intellettuale. Avrei una proposta, perché non facciamo un referendum per abolire i diritti acquisiti? Perché solo in questo caso sarebbe sensato abolire la legge Fornero e simili. Perché vedete, a casa mia i diritti o sono uguali x tutti, o sono privilegi. Se le condizioni x andare in pensione o del posto di lavoro sono molto diverse tra stato e privati, tra vecchi e nuovi pensionati, tra piccole e grandi aziende qualcosa non va, non siamo tutti lavoratori? Sono logiche differenze di salario o di modalità di lavoro, ma le regole dovrebbero essere uguali per tutti. Quindi, se non è sensato non poter licenziare dovrebbe essere consentito anche nella p.a., se l’,art 18 è valido, dovrebbe esserlo x le piccole aziende, se la pensione dopo 19 anni è possibile dovrebbe esserlo x tutti. Se non è possibile, È NON LO E, allora nessuno potrebbe usufruirne.
Quindi aboliamo i diritti acquisiti. Ma scommettiamo che non passerebbe mai un referendum così?

aorlansky60
Scritto il 20 ottobre 2017 at 15:20

@ SignorPomata : se e quando decidi di partire “alla conquista della Torre” sono con TE, l’importante è non ritrovarci solo in due, altrimenti = 1) siamo spacciati in partenza (il sistema ci disintegra) e 2) ci tocca scegliere tra noi chi dei due è Don Chisciotte e chi Sancio Panza nella crociata contro i mulini a vento.

@ LaForzamotrice : finalmente doveva accadere che ci ritrovassimo d’accordo su qualche punto, per esempio in quello che citi nel tuo ultimo intervento circa “abbattimento dei privilegi” e NORMALIZZAZIONE delle STESSE REGOLE per tutti, mi ritrovi completamente d’accordo; ma anche qui è lecito chiedersi : solo noi due ??…

madmax
Scritto il 20 ottobre 2017 at 16:48

Vediamo come ve la cavate: se volete cacciare Visco allora date ragione a Renzi, se lo volete tenere sapendo che era un incapce siete suoi complici. Quando si parla di Banca d’Italia tirate troppo spesso in ballo Etruria ed altre e dimenticate il vero danno fatto dalle Popolari Venete che hanno bruciato 9 miliardi di risparmi…ripeto 9 miliardi. Non siate manichei.

vito_t
Scritto il 20 ottobre 2017 at 16:54

Aor … raramente sono d’accordo con LaForzamotrice … però sulle STESSE REGOLE ha ragione, e idem sui privilegi … Io comprendo qualche ammorbidimento duvuto alla demografia che però probabilmente non sarebbe necessario se le regole fossero davvero uguali per tutti. Oggi nonostante la Fornero ci sono i militari … che sono ancora diversi .. c’è chi continua ad andare in pensione a 57 anni, .. perchè ogni tre anni … gliene regalano uno, … praticamente con 30 anni … loro hanno già faticato per 40 ! ….. Poi quando uno fa i conti vede che le differenze sono abissali .. fra me ed un mio coetaneo ( due mesi scarsi di differnza ) che ha lavorato nell’aeronautica ( ma dietro ad una scrivania !!! ) ci sono 13 anni che ballano , …io sono andato in pensione da due mesi con tagli ridimensionamenti etc etc con quasi 44 anni di lavoro ( a 66 .. ) . Il mio amico invece da oltre 13 anni .. tradotto: a 1.500 euro al mese così per buttare giù una cifra compensibile si è cuccato oltre 250.000 euro in più rispetto al sottoscritto. E sapete di quella opzione che se accettano di essere richiamati in x anni successivi prendono anche molto di più di quello che dovrebbero vero ? … RITRADOTTO siamo a ben oltre 300.000 euro …ed ecco perchè poi mancano le risorse …..

madmax
Scritto il 20 ottobre 2017 at 17:00

laforzamotrice@finanza,

Il referendum non partirebbe nemmeno per vizio di incostituzionalita’ !!!
:)

veleno50
Scritto il 20 ottobre 2017 at 17:07

aor­lan­sky60,

Raccontaci i componenti che hanno causato il disastro delle banche venete. Vendute ad un 1 Euro a Intesa S Paolo con una dote di 4,8 miliardi solo per salvare i correntisti e il proseguimento delle attività.La mancanza di coerenza primeggia nei commenti.
tir­lu­sa@fi­nan­za,
Quindi Visco deve rimanere al suo posto? quindi sei soddisfatto del suo operato? Io non sono appagato del suo lavoro ed è per questo che definirei eroica, coraggiosa l’uscita di M Renzi. Se non sei d’accordo io rispetto la tua opinione spero che rispetti la mia.ciao

tirlusa
Scritto il 20 ottobre 2017 at 17:09

Ho detto che Visco è pessimo…..
L’uscita di Renzi non è eroica perché tardiva a frittate fatte. E’ opportunista perché scarica le responsabilità sulla vigilanza.
ve­le­no50@fi­nan­za,

tirlusa
Scritto il 20 ottobre 2017 at 17:51

E poi bisogna giudicare il complesso dei provvedimenti in materia bancaria da parte degli ultimi governi Letta-Renzi-Gentiloni per avere un quadro completo….
Semplificando:
1) Rivalutazione quote Banca d’Italia
2) Riforma delle popolari
3) Bail-in
4) E per non farsi mancare nulla adesso Poste Italiane è quotata di modo che i risparmi degli italiani possano essere bellamente aggrediti appena si scatenerà la prossima crisi finanziaria e/o il prossimo attacco speculativo sul nostro Paese.
Questa classe politica è indifendibile e deve andarsene a casa prima che terminano il loro lavoro, cioè la definitiva distruzione dell’Italia come Stato e come Stato di diritto.
ve­le­no50@fi­nan­za,

stanziale
Scritto il 20 ottobre 2017 at 20:01

tirlusa@finanza,

Giusta osservazione sulle poste italiane. Io penso che i risparmi italiani di 4500 miliardi sono ormai piu’ teorici che reali, in quanto gestiti dagli STRANIERI, non dagli italiani, per una buona quota (vedasi unicredit) . Io penso che l’attacco a Visco -anche se modestissima figura-venga su suggerimento dall’estero cosi’ come l’affare Catalogna, e voglia preparare il terreno per metterci Messina e quindi liberare Intesa per un francese o tedesco….Oohh, cosi’ FINALMENTE non abbiamo piu’ niente….ai posteri capire chi e’ peggio tra i duellanti, Renzi da una parte e Gentiloni/Mattarella dall’altra….avevo letto che l’ue e’ con Gentiloni /Mattarella, quindi sono in confusione….

tirlusa
Scritto il 20 ottobre 2017 at 21:01

Ma non penso ci sia un duello Renzi Gentiloni, credo che ognuno reciti la sua parte…..
stan­zia­le@fi­nan­za,

signor pomata
Scritto il 20 ottobre 2017 at 21:09

ve­le­no50@fi­nan­za,

Eroica e coraggiosa…… che roba!!!!
Quindi secondo te nonostante la banca centrale sia indipendente da noi ritieni che il capo di esecutivo non sapesse nulla?
Cioè io che faccio operaio sapevo che mps era fallita diversi anni peima e veneto banca idem tanto che chiusi il conto 18 mesi prima e il capo di esecutivo non sapeva un cazzo?
Cacciare entrambi no??

stanziale
Scritto il 20 ottobre 2017 at 22:19

signor pomata@finanzaonline,

Evidentemente in Italia il capo esecutivo e’ un po’ come il marito becco; sempre l’ultimo a sapere le cose…

madmax
Scritto il 20 ottobre 2017 at 22:55

Ahahah gli indipendentisti! Solo ieri 268 aziende hanno lasciato la Catalogna per spostarsi in Spagna…se va avanti cosi’ non nessuna sede !
Nel frattempo poi nella perfida Albione si sono accorti che con la Brexit dovranno assumere tanta burocrazia: doganieri, controllori e via dicendo!!!!

icebergfinanza
Scritto il 20 ottobre 2017 at 23:08

Dettagli di fronte al rischio di una guerra civile… dettagli da nulla!
madmax,

tirlusa
Scritto il 21 ottobre 2017 at 02:14

A me i catalani, sebbene mi stiano simpatici, in questa occasione non convincono affatto. Mi pare una secessione un po improvvisata…..Te ne esci dalla Spagna senza dotarti di una moneta tua, di una banca centrale, etc…? E se Madrid, complice la UE e la BCE, gli blocca i conti bancari? Prima si predispone tutto e poi si esce.

signor pomata
Scritto il 21 ottobre 2017 at 06:38

tir­lu­sa@fi­nan­za,
Ottima osservazione.
Quindi non è che vogliono fare uno stato catalano ma una regione catalana sotto impero unione europea.
Senza banca centrale e moneta ossia si staccano dalla parte che ritengono che li danneggi.
Da decenni è in atto la frammentazione, unione europea è in contro tendenza, il che fa supporre che per tenere insieme quello che non si tiene servirà il bastone.

tirlusa
Scritto il 21 ottobre 2017 at 14:48

Ma l’unione europea ha dichiarato di riconoscere solo la Spagna e quindi non hanno dove andare. Premesso che liberarsi dal giogo di Madrid per consegnarsi a quello di Berlino non mi pare una scelta lungimirante dal momento in cui la UE non li riconosce si trovano a corto di opzioni. Avrebbero dovuto organizzarsi per uno Stato autonomo e indipendente tipo Svizzera…. Ma non hanno predisposto nulla né finanziariamente né militarmente. Resteranno solamente le bellissime immagini di un popolo civile e numeroso e le orribili immagini della repressione di Madrid…. Ma basta bloccare i conti corrente bancari e rientrerà tutto.
si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

andybarac
Scritto il 21 ottobre 2017 at 15:30

La butto lì solo come spunto di riflessione.
Storicamente, le grandi aziende, soprattutto del nord, negli anni dal dopoguerra e fino al ‘70/’80 hanno ingigantito i loro organici dando anche luogo a fenomeni migratori interni non indifferenti.
Si doveva allora corrispondere alle richieste di mercati in forte espansione, da alimentare con produzioni che a quei tempi richiedevano eserciti di manodopera.
Poi, piano-piano i sistemi produttivi si sono rinnovati. Nuovi impianti, automazione, computerizzazione, ecc., dal ‘75/’80 in poi hanno reso via-via ridondanti gli organici di molte aziende le quali, in questo contesto, hanno potuto ricattare stato e governi. Semplificando: o ci arrivano soldi per gli stipendi degli esuberi o licenziamo (Fiat docet, ma anche tante altre).
Erano anni di guerra fredda, la rivoluzione poteva anche essere dietro l’angolo: barcate di soldi finirono alle aziende. In anni di mercati in espansione l’andazzo non disturbava più di tanto (e poi erano soldi pubblici).
Per farla breve, quello che mi/vi chiedo: oggi la situazione è cambiata?
Può essere che i “non performing loans” siano soldi che le banche, ricattate/minacciate/invitate dalla politica, abbiano dovuto forzatamente imprestare per non far crollare un livello occupazionale già disastroso.
Però una volta i finanziamenti alle aziende li pagava Pantalone (ora sequestrato e rinchiuso a Bruxelles).
Oggi invece certe banche quei soldi li trovano alzando spese e commissioni o proprio truffando singoli cittadini.

aorlansky60
Scritto il 23 ottobre 2017 at 09:02

@ Veleno

Raccontaci i componenti che hanno causato il disastro delle banche venete.

decisamente non hai capito il soggetto (ovvero : il sottoscritto).

Per quanto mi riguarda e per come la penso (essendo fondamentalmente GIUSTIZIALISTA) ciò che ho detto per le “banche rosse” vale anche per le due banche venete, dove ci sarebbe da prendere i responsabili -sai a chi mi riferisco- e procedere prima di tutto a immediata confisca cautelare di tutti i beni rintracciabili, considerando anche eredità donazioni e lasciti “dell’ultimo momento” verso legami di sangue, parentela e prole (e anche verso presta-nomi senza legami di sangue); solo che, ritrovandoci in un Paese fondamentalmente GARANTISTA, i responsabili di qualsiasi truffa riescono sempre ad uscirne interi e integri, e alla fine quelli di medio basso profilo -come noi qui- si dibattono arrovellandosi sui perchè.

Per quanto riguarda MPS e Etruria ovvero le banche “rosse”, è INDISCUTIBILE che la politica (locale e Nazionale) SAPESSE [di come fossero gestite nei minimi particolari, non solo negli ultimi anni ma da decenni]; in MPS non si arrivava ad occupare posizioni decisionali di rilievo SE NON SI MANIFESTAVA DI SIMPATIZZARE per UNA CERTA CORRENTE POLITICA; perfino mia nonna -ormai defunta e in vita interessata di tutto fuorchè di politica e di finanza- sapeva che MPS era gestita dalla Provincia di Siena (comunista) e dal Comune di Siena (comunista) e che le alte cariche di funzionari fino ad arrivare alla nomina dei membri del Cda passavano ESCLUSIVAMENTE tramite il consenso di questi due enti (il Cda della Fondazione che controllava il pacchetto maggioritario dell’istituto era nominato -da decenni- in frazioni equamente suddivise dal Comune e dalla Provincia di Siena).

O vogliamo continuare a raccontarci le barzellette?

Su MPS è stata nominata alcuni anni fà una apposita Commissione di indagine, costituita da ESPONENTI di ogni rappresentanza della politica nazionale, che nel suo documento di sintesi finale (oltre 100pag) ha così riassunto le principali responsabilità del disastro :

-il management che ha guidato la Banca negli anni passati,
-gli organi di vigilanza bancaria,
-la “senesità” abbarbicata sulla conservazione del 51% di azionariato della Fondazione,
-la Regione Toscana e soprattutto la politica e il Pd, locale e nazionale.

a pag 92 di questo documento si legge : “Se la politica ha avuto responsabilità a vario titolo nella vicenda Mps, il Partito Democratico (ed i partiti alla sua origine Pci-Pds-Ds e Ulivo), che ha governato la città ininterrottamente da molti decenni, ne ha avute in misura molto maggiore rispetto agli altri.
Quanto avvenuto a Siena è probabilmente l’esempio peggiore di come un rapporto pressoché osmotico tra territorio, istituzioni, politica e fondazione bancaria possa creare una distorsione ed una sovrapposizione di ruoli ed obiettivi di soggetti diversi. Il Pd ha fatto e deve continuare a fare una spietata analisi in senso autocritico rispetto al ruolo avuto da molti suoi dirigenti in questa vicenda, spesso in accordo o in relazione dialettica con i vertici nazionali. Detto ciò, non può essere sottaciuto il ruolo consociativo che trasversalmente ha riguardato quasi tutto il sistema politico locale.

QUESTE RIGHE SONO STATE SOTTOSCRITTE ed APPROVATE ANCHE DAGLI ESPONENTI PD NELLA COMMISSIONE, che in questo caso si sono versati la cenere sul capo compiendo saggia e obiettiva autocritica.

Compreso, caro Veleno ? cerca di fartene una ragione. Coloro che tu difendi a spada tratta non sono candidi angioletti.

dante5
Scritto il 23 ottobre 2017 at 09:13

Ieri trionfo “a sorpresa” dell’affluenza alle urne in Veneto, e neanche poi cos male in Lombardia.
Naturalmente il tutto nell’indifferenza pre-voto del circuito mediatico-elitario.

Per l’amico Stanziale e per coloro che si ostinano a guardare ancora il dito e non la luna: http://www.secoloditalia.it/2017/10/tajani-catalogna-un-esempio-pericoloso-no-alle-piccole-patrie/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=nl

Ma come sono pro-separatismi queste élites!!!

madmax
Scritto il 23 ottobre 2017 at 10:01

icebergfinanza,

La base della secessione e’ sempre la stessa: siamo piu’ ricchi, bravi e belli e da soli faremo meglio, se le imprese se ne vanno, i turisti non arrivano, allora crescono le difficolta’ economiche ed il giocattolo e’ finito…i cinesi smettono di comprare gli immobili a 500,000 euro pur di avere la residenza e girare liberamente in Europa, e poi se ne vanno dalla Spagna pure con il debito? La Catalogna ha il 40% di tutto il debito locale della Spagna, non male.

madmax
Scritto il 23 ottobre 2017 at 10:16

aorlansky60,

Banche venete????

Non avete capito bene, nel caso delle banche venete si e’ ripetuto il solito disastro della finanza cattolica, vogliamo ricordare il Banco Ambrosiano? Le banche venete erano un groviglio di interessi pubblici e privati con tanta connivenza di istituzioni e chiesa. Il buon padre di famiglia, sempre devoto, che aiuta gli amici nel momento del bisogno, apre sportelli il Sicilia dove vi e’ la piu’ alta percentuale di sportelli per abitante, nel frattempo si comprava il consenso con offerte da sogno agli azionisti! Dove esiste che con una pensione di 1500 euro ti danno due carte di credito da 5000 euro al mese ciascuna e un fido da 10000 al 2%???? Nel frattempo tali condizioni facevano comodo a tutti, si indebitavano e continuavavo a fare fidi sulle azioni che nulla valevano!!!
Nel frattempo la Banca d’Italia che sapeva chiudeva gli occhi perche’ la PopVi gli comprava la sede in Piazza SanFrancesco, i magistrati chiudevano gli occhi di fronte agli inviti in tenuta e alle ceste natalizie e allontanavano che oso’ mettere il dito nella piaga.
Con sangue amaro dei risparmiatori si concludera’ con un nulla di fatto, chi dirigeva il vapore non aveva deleghe operative, quindi nessuna responsabilita’ ormai spogliato di tutto con il passaporto in mano e un anno di email cancellate (anche tutti i back up) nulla resta per condannare penalmente e con i tempi lunghi tutto finira’ in prescrizione.
Tutto questo in una regione leghista, con esponenti della finanza cattolica e tanta tanta chiesa che ha perso tanti milioni di euro in quanto investivano in tale banca pure l’obolo raccolto nelle parrocchie! Questo e’ il disastro delle banche venete che ha creato 9 miliardi di danni!!!!!

aorlansky60
Scritto il 23 ottobre 2017 at 10:39

@ Madmax “Vediamo come ve la cavate: se volete cacciare Visco allora date ragione a Renzi, se lo volete tenere sapendo che era un incapace siete suoi complici.

Per quanto mi riguarda, SAREBBERO (SONO) da cacciare ENTRAMBI. sia Visco che Renzi .
(a dire la verità quest’ultimo è stato costretto a farlo, preso a schiaffi come lo è stato nel referendum Costituzionale 2016; purtroppo il problema è che, contrariamente a quanto disse, ce lo ritroviamo ancora intorno pronto a far danni…)

In Banca Etruria (come per MPS) si è verificato un GIGANTESCO CONCORSO DI COLPE :

Autorità Vigilante (Bankitalia, senza dimenticare Consob…) insieme a Politica di governo e Politica locale.

Avendo effettuato tutti quei controlli che ho ricordato nel mio intervento del 20 OTT 13:53, emerge in maniera EVIDENTE ed INEQUIVOCABILE che BankItalia SAPESSE con CERTEZZA [con almeno 1anno di anticipo sulla data fatidica del 22NOV2015 e relativo messa in BAIL-IN di Etruria] come era davvero messo (molto MALE) l’istituto bancario aretino = senza possibilità di farcela con i propri mezzi, perchè ormai gravemente compromessa da GESTIONE ANOMALA;

il legame “Pierluigi Boschi – Maria Elena boschi – Matteo Renzi” è altrettanto INEQUIVOCABILE nel convincere che la politica di alto livello nazionale (quella che era al governo dal 2014 al 2016) NON poteva NON sapere.

Nelle sue due lettere di intenti, prima il consiglio e successivamente l’ordine perentorio di Visco diretto ai vertici di Etruria di cercare un Istituto “con cui fondersi” fanno di rimando ad una pista evocata qualche mese fà dall ex direttore del corriere della sera F.Bortoli, che raccontò di una iniziativa di m.e.boschi verso l’allora AD di Unicredit Ghizzoni “a voler prendere in considerazione l’ipotesi di PRENDERSI Banca Etruria”, da cui annuncio di querela della boschi che bortoli stà ancora aspettando…

AD UN CERTO LIVELLO, ripeto TUTTI sapevano (con largo anticipo) il destino di Etruria. Come nel caso di MPS, in Banca Etruria si è verificata una commistione di ruoli in cui l’ingerenza della politica locale ha gravemente nuociuto per le sorti dell’istituto bancario. La colpa più grave delle istituzioni nel caso trattato (di BankItalia evidentemente nel NON essere riuscita a sensibilizzare i salotti dell’alta politica di governo SUL GRAVE RISCHIO IN CORSO, e quest’ultimi tentennanti a prendere qualsiasi decisione, perchè GRAVEMENTE IMPLICATI nella vicenda) è stata quella di NON avere preso provvedimenti quando si era ancora in tempo di farlo, che poteva evitare una soluzione traumatica come lo è stata la risoluzione di BAIL-IN.

madmax
Scritto il 23 ottobre 2017 at 11:43

aorlansky60,

Concordo con il fatto di cacciare Visco, subito ma poi tutti ragliano sull’autonomia della Banca d’Italia. Su Renzi ci saranno le urne.

Su MPS e’ stato fatta poca chiarezza mi spieghi perche’ nessuno ha mai indagato sull’omicidio del direttore della comunicazione? O delle circostanze misteriose di tante altre morti? Ma si sa che se in Italia non si e’ fatta chiarezza sulle stragi di Piazza Fontana di decenni fa pure questa finira’ allo stesso modo.

Non capisco comunque il silenzio voluto sulle popolari venete, dove e’ stato fatto il danno piu’ grosso persi 9 miliardi dai risparmiatori e danno fatto da Veneti ???? Il piu’ grande mai fatto in Italia.

Viene taciuto altrimenti il mantra siamo piu’ ricchi, piu’ bravi, piu’ belli, piu’ capaci si smalta nel pantano.

Rifletti sul controsenso, i Veneti, Vicentini in testa sono quelli che chiedono piu’ autonomia poi in pratica, come dimostrato dalle Popolari Venete sono quelli che hanno distrutto piu’ ricchezza con dei fallimenti bancari in Italia. Ovvero sono incapaci di gestire le loro cose nella prova dei fatti e la banca del territorio legata alla parrocchia si sono trasformate in macchine distributrici di clientele.

Ma le loro sinapsi la connessione non la vogliono fare!!!! Beata ingenuita’.

veleno50
Scritto il 23 ottobre 2017 at 11:57

mad­max,

Non c’è niente da fare conosce solo un programma. Non si è accorto che Renzi non esiste più per il momento.Rimane ancorato ancora al presidente Renzi in carica.Non riesce a togliersi quelle fette di prosciutto sugli occhi.Parla di banca Etruria ,del padre della Boschi, con un odio viscerale nei confronti della figlia. Dimentica il disastro di Alitalia fatto dalle forze politiche a lui gradite,bisognerebbe spiattargli sul naso le cifre buttate nella spazzatura dai suoi amici.Tutto è cominciato se Visco deve rimanere,tutto il resto è aria fritta.ciao

aorlansky60
Scritto il 23 ottobre 2017 at 12:17

@ Veleno

sei sempre in forte errore : l’odio non c’entra nulla; ho semplicemente elencato FATTI -provati- riguardanti due istituti bancari [la cui gestione è nota, la provenienza Storica anche] che tutti possono leggere; non suggerisco alcuna conclusione, dato che ogni lettore può trovare la propria; capisco che i dati sono palesemente scomodi ed imbarazzanti per una certa parte politica italiana -quella per la quale simpatizzi- ma tant’è : NON LO DICO io, lo dicono i FATTI. Veleno, perfino quella Commissione di indagine che ho citato ha riconosciuto responsabilità dirette del pd nelle vicende trattate, ammesse dai suoi stessi esponenti; solo tu sembri arrampicarti sugli specchi, contento tu. Se io ho fette di prosciutto sugli occhi, tu hai fette di salame spesse 1 dito. Ma resti simpatico lo stesso. Saluti.

:-)

gainhunter
Scritto il 23 ottobre 2017 at 13:56

madmax,

I Veneti sono una nazione con 1000 anni di storia, annessa con un plebiscito-truffa nel 1866 a uno stato che aveva 50 anni di storia unitaria sui 1500 anni precedenti, e che tutt’oggi NON è una nazione. Non è solo questione di belli o bravi.
E per quanto riguarda i bravi, non è dal micro che si può valutare (le 2 banche venete o singoli fatti di tangenti e sprechi) (ricordi il tutto bianco/tutto nero?), ma dal macro, e qui è innegabile che Lombardia e Veneto sono molto più efficienti di gran parte delle altre regioni, sia dal lato pubblico sia sul piano dell’evasione, sia dal lato economico. O vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, come i “fascisti”?

madmax
Scritto il 23 ottobre 2017 at 15:52

gainhunter,

La storia non e’ un’ opinione.
I mille anni mi sembrano una vulgata, se proprio vuoi e fai coincidere il Veneto con la Serenissima repubblica di Venezia arriviamo a 600-700 anni. La Serenissima capitolo’ proprio per il malaffare e l’incapacita’ delle classi dirigenti, restie a raccogliere tasse si indebolirono militarmente, non potendosi difendere smisero di dragare l’accesso a Venezia per paura di essere invasi a tal punto il commercio divenne difficile le merci si doveveno traghettare su barche piu’ piccole e la luce pian piano si spense.
Io non faccio lo “sfascista” anzi, ma ti chiedo lo sai che il Veneto era sotto l’Impero Austroungarico? A Schio da parenti hanno ancora lo stemma in marmo degli Ausburgo!
E sai che gli Austrungarici lo passarono ai Francesi? Senza tale referendum, truffa come dici tu, il Veneto sarebbe restato Francese. Ma la Francia del Veneto non sapeva che farsene in quanto interessata a porre uno stato cuscinetto tra se e gli Ausburgo preferi’ passarlo come d’accordo al Regno d’Italia.
Certo Il Veneto e’ sicuramente gestito meglio della Calabria o del Molise ma ugualmente ben gestite trovi Piemonte, Emilia, Toscana con diversi governi, per cui non puoi dire che solo i Veneti sono bravi.
Ma lasciami ricordare che il buco di 9 miliardi, ripeto 9 miliardi di risparmi azzerati delle due popolari Venete non ha eguali con altre realta’ locali. Non puoi negarlo ma non trovi buchi simili bancari di entita’ locali in altre regioni.

tirlusa
Scritto il 23 ottobre 2017 at 16:47

Premesso che sono un borbonico convinto e che se fosse dipeso da me esisterebbe ancora il Regno delle due Sicilie….la questione delle imposte pagate dalle regioni più ricche e che poi vanno reinvestite anche nelle regioni più povere è posta male.
Vi siete mai chiesti perché Lombardia e Veneto sono le regioni più sviluppate? Quanti investimenti ha fatto lo Stato centrale in quelle regioni in infrastrutture favorendone lo sviluppo? Nel Meridione non vengono poste in atto politiche che favoriscono lo sviluppo….come fiore all’occhiello di investimento infrastrutturale che favorisce lo sviluppo cito la Salerno Reggio Calabria.

silvio66
Scritto il 23 ottobre 2017 at 18:06

Ciao tirlusa,
il Veneto fino a meno di un secolo fa era una zona povera e malsana con una popolazione tisica e deformata dall artrosi. La seconda guerra mondiale in veneto finisce due anni dopo del resto di italia a causa della repubblica di Salò. Tutti compresi i nobili sono di mentalità contadina. Fino agli anni ottanta/novanta la servetta stupida o il pazzoide grottesco erano sempre veneti nella cinematografia nazionale. Oggi si parla o meglio si parlava di locomotiva d’Italia. Sarebbe più appropriato parlare di triveneto superando i limiti regionali attuali in quanto la gente è la stessa da Verona a Trieste stessa lingua stessa struttura sociale stessa mentalità. Il referendum è finito come sappiamo con le percentuali che sappiamo. Personalmente onoro chiaramente e doverosamente l’atto civico di tutti coloro che sono andati a votare ma considero il tutto di una inconsistenza imbarazzante. Di patria ce ne una e dovremmo viceversa ricurarci dell interesse nazionale non dividerci a brandelli. L’interesse nazionale una volta inviolabile ed oggi svenduto dai vermi che hanno governato e tuttora governano. Detto questo ragazzi lasciamo la politica fuori dal blog e parliamo di mercati che di carne al fuoco ce ne tanta.
Buona serata
tir­lu­sa@fi­nan­za,

signor pomata
Scritto il 23 ottobre 2017 at 19:01

sil­vio66@fi­nan­za,
Nonostante apprezzi questo blog rimango spesso insofferente.
Un tempo non ero cosi e , a essere sincero, vivevo meglio.
Il momento preciso in cui è accaduto non lo ricordo ma mi risulta angosciante seguire commenti spesso anche ben scritti e ben argomentati.
Eppure non capisco il perche ma spesso mi sento circondato da persone che non riesco più a capire.
Un tale di passaggio scrisse in un suo grande libro che non ha senso parlare di economia senza associarla alla politica.
La politica decide il destino economico e economia nel senso vero del termine.
La ridistribuzione o la non ridistribuzione è un atto politico.
Salvaguardare i più deboli è un atto politico come quello di frenare le brame dei forti.
Il discorso deve poggiare su economia politica e sulle scelte fatte.
Su chi avvantaggia e chi svantaggia.
Il mercato è una creazione occidentale o meglio americana.
Come stesso dicasi della economia associata alla gara del pil, una gara chiaramente truccata fin dagli inizi.
Ieri con lo sviluppo oggi con euro la discussione non fu altro che un atteggiamento paternalistico dei forti nei riguardi dei deboli.
Lo scopo ieri come oggi di non far cambiare i rapporti di forza.
I metodi nel tempo si evolvono.
Oggi usano il finto mercato che controllano per mantenere il potere.
Chi ha tempo legga orizzonte48 nel suo ultimo post, quello di sabato.
Sono cosi sfacciati da ammetterlo placidamente che controllano la volatilità e se la controllano vuol dire che il mercato è finto…finto.
Orizzonte48 lo definisce inquietante ma in realtà è abberrante.
Usano il mercato finto per ricattare gli stati nazione.
Nel fine settimana mi sono letto la costituzione italiana, la quasi integrità delle leggi fatte in questi anni è incostituzionale, hanno smerdato oltraggiato vilipeso la nostra costituzione e nessuno ha reagito.
Il jobs act è incostituzionale, la riforma fornero idem.
Nessuno reagisce perche chi potrebbe influire ha paura di perdere i ventaggi della posizione sociale raggiunta e cosi tutti zitti e muti.
Lo assimilo al caso del momento sugli stupri di hollywod in cui tutti sapevano ma se volevi continuare a fare film o recitare risultava vincente sorvolare anche sulle molestie della moglie.
Un tengo famiglia globale.

gainhunter
Scritto il 23 ottobre 2017 at 19:35

madmax,

Se vuoi contare solo 600/700 anni sono un’eternità in confronto all’Italia, o se preferisci, la “nazione” Italia non esiste in confronto a quella Veneta. D’altronde lo ammettono anche gli Italiani stessi che la nazione esiste solo negli stadi.
Qui nessuno ha scritto che solo i Veneti sono bravi né che sono i migliori (ho scritto “sono molto più efficienti di GRAN PARTE delle altre regioni”), ho scritto che se guardiamo alla storia, che come dici giustamente non è un’opinione, i Veneti sono una nazione e l’Italia no.
Il Veneto era sotto l’impero austroungarico, poi è passato sotto quello italiano. Questa sì che è un’opinione cosa sarebbe stato meglio OGGI: oggi non hanno più potere né i Savoia né gli Asburgo. E il plebiscito era una truffa: voto non segreto, limitato a una sola parte della popolazione, controllato dalle truppe del regno d’Italia, con una campagna elettorale fortemente sbilanciata, e con l’annessione firmata un giorno prima della votazione.
E i 9 miliardi sono una vergogna, ma ripeto che fare una valutazione su una regione partendo da fatti singoli è un’analisi che parte dalla microeconomia, microfinanza, micropolitica e quindi è sbagliata.

silvio66@finanza,

In Veneto se parli di patria non è certo l’Italia (ma non solo in Veneto o solo al Nord).
Il referendum non è inconsistente, si basa su una possibilità prevista dalla costituzione, e spostando sempre più competenze a livello locale alla fine si arriverà alla modifica della costituzione per spostare anche le competenze fiscali a livello locale in quanto entrate e uscite sarebbero troppo sbilanciate (lo sono già). E il fatto che non è inconsistente lo dimostra l’accettazione dello stato di iniziare una trattativa con l’Emilia Romagna (sempre negata fino a un minuto prima del referendum).
Il desiderio di autonomia non è un questione politica, non è “roba della Lega”, è una questione sociale, parte da decenni fa, e tutti i tentativi per ottenerla sono finiti nel nulla: dagli atti terroristici da parte di alcuni indipendentisti, al federalismo, alla secessione (che purtroppo non ha raccolto il favore del popolo del Nord), alla devolution (bocciata ancora una volta dal popolo italiano ma approvata per oltre il 60% da Veneti e Lombardi), e per ultima all’autonomia. E’ il desiderio normale di un popolo insoddisfatto dallo stato e che a livello locale riesce a gestire meglio tutto quello che lo stato prima gestiva male.

stanziale
Scritto il 23 ottobre 2017 at 19:41

dante5@finanza,

Ciao Dante, anche se la pensiamo differentemente resta un piacere dialogare con te e Gainhunter su questi temi. Lascia perdere Tajani, una causa persa, tutto quello che dicono lui, e l’ue e’ fuorviante; l’unico sincero e’ stato Juncker, il tedesco prestato al lussemburgo, perche’ si sa’ in vino veritas (anche se lui preferisce il cognac). La divisione dell’Italia sarebbe l’aspirazione nascosta (ma neanche tanto) di germania e francia, che come ben sappiamo sono alleati di Soros % c. , che come altrettanto ben sappiamo sono dietro la rivolta catalana. Vi invito a leggere questo post, su quanto pagavano lombardia e veneto di tasse agli austriaci, chi manteneva la bella vita della corte imperiale e del loro popolo, e perche’ i milanesi si ribellarono: guardate che se lo ricordano sempre, per fortuna https://scenarieconomici.it/il-referendum-consultivo-di-lombardia/
detto questo, in catalogna si e’ tentato un golpe vero e proprio: anzitutto nel parlamento catalano le forze poi golpiste non avevano il 51% ma ottennero il 48,5% dei voti, e poi si attribuirono il 51% con degli escamotages , come i resti eccetera. Poi organizzarono un referendum in fretta e furia senza neanche permettere all’opposizione di esprimersi in parlamento. Tramite la tv, la stampa catalana, le istituzioni stesse instaurarono, quasi, una dittatura. A tutti i referendum, sono sempre stati lontanissimi dal raggiungere un qualunque quorum, ed infatti nell’ultimo non c’era. la manifestazione svoltasi (mi pare) il 7 ottobre a Barcellona degli unionisti, e’ stata altrettanto numerosa che le loro. Premesso questo, il caso del veneto ieri e’ totalmente diverso. Hanno votato il 60%, per cui se lo rifacesessero come oggetto l’indipendenza, e almeno il 50,1% del totale aventi diritto di voto si esprimesse per diventare indipendenti, personalmente non avrei nulla da ridire. Del resto il veneto e’ stato indipendente per 700, o 1000 anni fa lo stesso. Cosi’ pero’ potrebbe ragionare anche la toscana, il sud eccetera. Conviene, alla luce del post di cui sopra? Il veneto come la lombardia e’ andato bene quando c’era la lira, e al nord beneficiavano di una moneta di cui il sud teneva basso il cambio con il marco. A quel periodo dovremmo aspirare a tornare! Con le gabbie salariali (qualcosa del genere), ed un po’ di trasferimenti. A mio modo di vedere comunque, al sud c’e’ un gran parte della popolazione (i non dipendenti pubblici o delle regioni) che sta’ male, prima per la lira ed ora peggio per l’euro. Una eventuale loro moneta propria – e banca centrale eccetera- li farebbe rinascere. Naturalmente nell’arco dei decenni.

madmax
Scritto il 23 ottobre 2017 at 21:11

gainhunter,

Vuoi qualche chicca su Venezia?
Tralascio il Mose e tutto il magna magna con tanto di stecche e tangenti, sarebbe come sparare sulla croce rossa, parliamo di cose sottotraccia.
Partiamo dal Casino’ di Venezia, lo sai che e’ in rosso? Non riesco ad immaginarlo ma e’ proprio cosi’ perdono soldi…o se ne magnano tanti.
Vuoi sapere come gestiscono il turismo? La perla e’ quella del Des Bain famoso hotel storico in cui soggiornava pure Tomas Mann. Ebbene amici di amici se lo comprano, si svendono tutti gli arredi storici a prezzi da rigattiere e vogliono convertirlo in residenze immobiliari. Il tempo passa i clienti languono, si perdono altri soldi e alla fine che fanno? Lo fanno ritornare hotel con interni nuovi similvecchio una porcata da cinesi. Cosi’ massacrano Venezia.
O vuoi che ti racconti l’imprenditorialita’ Vicentina dove ad Arzignano per 20 anni una conceria con centinaia di dipendenti e senza uno straccio di documento in maniera illegale ha sversato tutto il veleno possibile.
O vuoi che ti spieghi la magia dell’export Padovano dove un amico commercialista ti fa triangolare tutto con una societa’ cartaria della Macedonia dove legalmente paghi solo il 10% di tasse.
O che la confindustria veneta e’ cosi’ attaccata al territorio da fare le riunioni in Romania.
Pure tutto questo e’ Veneto!!!!!

signor pomata
Scritto il 23 ottobre 2017 at 22:17

Ullalla ….report tira fuori la merda…..nessuno parla dei politici de sinistra…..li compagni.
Solo orlando…..il ministro…..il compagno orlando, si fa un sorriso e ci dice che è il capitalismo baby.

gainhunter
Scritto il 23 ottobre 2017 at 22:54

madmax,

Vogliamo citare tutti i singoli casi di malaffare, truffe, evasione, ecc. di Sicilia, Calabria, Lazio, Campania, e di tutte le regioni che vuoi? Aspetta che mi metto in ferie, perchè ci vuole tempo per scrivere non un libro ma un’enciclopedia…
Ogni 10 esempi negativi che tiri fuori per il Veneto ne potrei tirare fuori 30 per la Sicilia, per esempio. Vuoi “giocare a questo gioco”?
Ho forse scritto “tutti i Veneti sono onesti e tutti gli altri sono ladri” ????
Vorresti dire che siccome anche in Veneto ci sono i ladri, anche i Veneti sono Italiani? O che siamo tutti ladri uguali e quindi dobbiamo stare insieme?
Lo ripeto: fare una valutazione su una regione partendo da fatti singoli è un’analisi che parte dalla microeconomia, microfinanza, micropolitica e quindi è sbagliata. Servono statistiche macro, e queste dicono che in Veneto l’evasione è al 13% del pil, in Calabria al 32%; con le attività criminali in Veneto è al 21%, in Calabria al 55%. Sono solo due dati (stime) buttati qui come esempio. Altrimenti facciamo come chi va in un bar a Milano e non riceve lo scontrino, poi va in vacanza in Germania e glielo danno, e allora conclude che per forza che l’Italia va male, sono tutti evasori! Poi magari si scopre che in Germania l’evasione rispetto al pil è maggiore che in Lombardia… Oppure in un quartiere di una città di periferia vede cartacce e sporco, poi va all’estero in una zona turistica e vede tutto bello pulito, e vai di conclusioni autorazziste. Oppure sente dell’aumento dello stipendio agli operai della VW, e “ai Tedeschi aumentano gli stipendi invece gli Italiani lavorano nei call center”. L’approccio è lo stesso…

Gianluca
Scritto il 23 ottobre 2017 at 22:55

Finalmente… dopo aver letto righe e righe sul Veneto e altre storie di 700 anni fa … finalmente te cose reali, chiare e senza esibizione… storica
Grazie
Buona notte

madmax:
gainhunter,

Vuoi qualche chicca su Venezia?
Tralascio il Mose e tutto il magna magna con tanto di stecche e tangenti, sarebbe come sparare sulla croce rossa, parliamo di cose sottotraccia.
Partiamo dal Casino’ di Venezia, lo sai che e’ in rosso? Non riesco ad immaginarlo ma e’ proprio cosi’ perdono soldi…o se ne magnano tanti.
Vuoi sapere come gestiscono il turismo? La perla e’ quella del Des Bain famoso hotel storico in cui soggiornava pure Tomas Mann. Ebbene amici di amici se lo comprano, si svendono tutti gli arredi storici a prezzi da rigattiere e vogliono convertirlo in residenze immobiliari. Il tempo passa i clienti languono, si perdono altri soldi e alla fine che fanno? Lo fanno ritornare hotel con interni nuovi similvecchio una porcata da cinesi. Cosi’ massacrano Venezia.
O vuoi che ti racconti l’imprenditorialita’ Vicentina dove ad Arzignano per 20 anni una conceria con centinaia di dipendenti e senza uno straccio di documento in maniera illegale ha sversato tutto il veleno possibile.
O vuoi che ti spieghi la magia dell’export Padovano dove un amico commercialista ti fa triangolare tutto con una societa’ cartaria della Macedonia dove legalmente paghi solo il 10% di tasse.
O che la confindustria veneta e’ cosi’ attaccata al territorio da fare le riunioni in Romania.
Pure tutto questo e’ Veneto!!!!!

gainhunter
Scritto il 23 ottobre 2017 at 23:08

Gianluca,

Infatti, sono queste le cose che fanno presa sull’Italiano medio.
Qui nessuno ha parlato di superiorità etnica o morale.
Le statistiche e la storia parlano da sole.
Chissà perchè parlano tutti male dell’Italia ma quando un popolo, che può chiamarsi popolo a differenza di quello italiano, vuole non staccarsi ma solo non essere preso in giro dall’Italia, sono qui tutti a “difendere” l’unità d’Italia negando l’evidenza storica. Cos’è, invidia?

gainhunter
Scritto il 23 ottobre 2017 at 23:12

stanziale@finanza,

Sotto l’Austria il Lombardo-Veneto era il territorio più produttivo e pagava tasse alte per consentire a Vienna di spendere e spandere.
Sostituiamo Austria con Italia e Vienna con Roma e arriviamo a oggi.
Per me l’indipendenza non è così insensata…

stanziale
Scritto il 23 ottobre 2017 at 23:40

gainhunter,

Ah ecco, ora quasi ci siamo, hai scritto roma non sud : le tasse si fermano a roma, e poi tornano al nord , in germania. Ecco, cosi’ e’ detta meglio. L’altro giorno abbiamo visto che il sud riceve dallo stato molto meno di quello che il nord (comprendendo tra l’altro toscana marche, lazio) da’ come residuo fiscale. Lo stesso sud che comunque paga anche lei bollette, benzina eccetera. Ergo, il sud forse (mi mancano i numeri solo impressione) non riceve un bel nulla dallo stato centrale, e forse paga anche lei, senno’ non sarebbe cosi’ a pezzi. Pensateci bene, il residuo fiscale e’ una parte minima, secondaria delle tasse complessive. E’ tutta una tassa sulla tassa sulla tassa. Il problema e’ che va troppo all’estero , per gli interessi della moneta debito euro, ai fondi anglo americani , per i trattati capestro firmati, eccetera, eccetera, eccetera. La tua indipendenza come verrebbe realizzata, sempre con l’euro come moneta? Non ci siamo proprio…

stanziale
Scritto il 23 ottobre 2017 at 23:54

stanziale@finanza,

Riformulo meglio il concetto. Nella colonia italia, le regioni del centro nord riescono gentilmente a donare a berlino ed ai fondi anglo americani , piu’ di quanto cio’ riesca da parte delle regioni del sud, perche’ piu’ povere .

gainhunter
Scritto il 24 ottobre 2017 at 00:20

stanziale@finanza,

Che l’Italia ha salvato la Germania in questa crisi lo sappiamo bene, almeno qui su iceberg.
Poi non è che tutti i soldi vanno in UE, un po’ si fermano a Roma e un po’ vanno anche al Sud. Il fatto è che non arrivano mai a chi dovrebbero arrivare.
Con tutti questi soldi che girano, è normale che si “perdono”, motivo in più per tenerseli e farli girare di meno in lungo e in largo. Se poi hai ragione e oggi il Sud paga invece di ricevere, è meglio che si sappia in giro perchè con l’autonomia fiscale ci guadagnerebbero tutte le regioni (peccato che nel 2006 solo Lombardi e Veneti avevano votato per la devolution, anche per colpa di Berlusconi che nella riforma ci aveva messo anche altro). Se ci pensi la strada più semplice per togliere soldi a Bruxelles è toglierli a Roma perchè Bruxelles non ha competenze sull’ordinamento interno degli stati membri.
Sull’indipendenza (discorso molto teorico) la questione della moneta non è banale, ma se guardiamo ai dati economici il Lombardo-Veneto può permettersi sia una moneta propria sia la lira sia l’euro:
– una moneta propria godrebbe della fiducia internazionale in conseguenza di fondamentali solidi; c’è il rischio dell’eccessiva rivalutazione e c’è il rischio della speculazione, essendo poco scambiata; è un argomento sicuramente da approfondire
– la lira (intesa come valuta dell’Italia) subirebbe una svalutazione contro il marco/euro rilanciando ulteriormente le esportazioni verso la Germania
– l’euro com’è adesso e non come valuta di Germania + Lombardo-Veneto sarebbe sottovalutato rispetto ai fondamentali del Lombardo-Veneto o del Nord Italia, esattamente come lo è per la Germania, e quindi sarebbe positivo per l’economia
Ma la cosa più importante è dove, come e da chi vengono scritte le regole: è chiaro che l’ipotesi di finire “sotto” la Germania per avere l’euro è un’ipotesi da scartare da subito. Ho scritto per anni contro l’euro, ma ti pare che possa volere restare nell’UE con l’euro con questo sistema?

signor pomata
Scritto il 24 ottobre 2017 at 07:14

Rileggetevi.
Se avete capito perche euro è un atto di guerra contro i salariati da parte del capitale come potete pensare che al nord sarebbe diverso se fosse senza il sud?
Se il sud si staccasse da euro e nord no, il nord in poco tempo si ritroverebbe a essere sud di altri nord, cosa che è già in essere.
Sono stato ad aprile a verona e ad agosto in calabria.
Il perche la seconda non sia sviluppata come la prima sembrerebbe una ovvietà.
Il problema è che dentro questo tipo di economia non vi può essere solidarietà ma solo profitto.

stanziale
Scritto il 24 ottobre 2017 at 07:51

signor pomata@finanzaonline,

….il capitale inoltre approfitterebbe subito delle nuove italiette per rimodellare a modo suo le pensioni, sanita’, costituzione…c’e’ inoltre una altra cosa da sapere: gli idioti di dusseldorf hanno imposto a tutti , in fin dei conti anche a se stessi l’austerity e firmato gli stessi trattati nostri. Ora, se il sud sotto roma e’ il sud italia, l’occitania lo e’ della francia, l’andalusia della spagna, loro non si sono accorti di essere a loro volta sud di altri…eh si perche’ stampando si comprano i beni degli altri…https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwj9r9LBxojXAhUGSRoKHbM8DuEQFggnMAA&url=https%3A%2F%2Fsenzanubi.wordpress.com%2F2017%2F10%2F16%2Fgermania-meta-dax-30-e-in-mano-straniera-handelsblatt%2F&usg=AOvVaw26jF1TlzypMcVtoIbhE6eO …ma loro come sempre, ci “provano” ancora una volta…

gainhunter
Scritto il 24 ottobre 2017 at 07:54

signor pomata@finanzaonline: Se avete capito perche euro è un atto di guerra contro i salariati da parte del capitale come potete pensare che al nord sarebbe diverso se fosse senza il sud?

Infatti ho scritto che dipende dalle regole e da chi decide più che dalla moneta in sè.
Sarebbe diverso da adesso in senso relativo, cioè la minore competitività che non ci consente di stare allineati alla Germania e che non potendo svalutare si è scaricata sui salari verrebbe compensata, in parte o del tutto non lo so, dal minore drenaggio di risorse che ci sarebbe senza il “peso” dell’Italia. Detto terra terra, oggi un sacco di soldi finisce a Roma e da lì poi non si sa quanto e dove va, di conseguenza le tasse sono alte; è sempre stato così, poi con l’euro è arrivata la svalutazione salariale; supponendo di non dover più pagare così tanto a Roma, si possono ridurre le tasse e in questo modo guadagnare un certo grado di competitività; di conseguenza non è più necessario scaricare la competititività sui salari. Chiaro che quest’ultimo è l’obiettivo di chi è al comando.
Inoltre oggi sono il debito e i fondamentali a incidere sulle decisioni in UE perchè vengono usate come arma contro l’Italia; nel caso di un’ipotetica indipendenza all’interno dell’UE (pura teoria) queste armi non potrebbero essere usate contro il Nord Italia (dal momento che per es. se la Lombardia si assumesse un sesto del debito italiano lo ripagherebbe in circa 7 anni).

aorlansky60
Scritto il 24 ottobre 2017 at 09:06

@ SignorPomata

Nel fine settimana mi sono letto la Costituzione italiana, la quasi integrità delle leggi fatte in questi anni è incostituzionale, hanno smerdato oltraggiato vilipeso la nostra costituzione e nessuno ha reagito.
Il jobs act è incostituzionale, la riforma fornero idem.

ESATTAMENTE come hai scritto. (e vogliamo parlare dell’art 47 che “incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” altrettanto oltraggiato ultimamente ?…)

QualcUNO ha voluto far credere all’intero parco buoi che le leggi emesse nel corso dell’ultima legislatura -caso tipico il job-act- fossero negli interessi della gente, ma hanno solo sbagliato a dire, in realtà un interesse per altri (da individuare più a nord delle Alpi) quelle leggi ce l’hanno, ma non certo per il popolo italiano.

Da sottolineare ancora ciò che hai evidenziato : hanno smerdato oltraggiato vilipeso la nostra Costituzione : per fare i comodi loro -sapete di chi parlo, tutti gli esecutivi di governo dal 2012 (compreso) in avanti, servili filo-allineati alle direttive impartite loro da Bruxelles-

mentre la loro reazione -agli esiti del referendum di Lombardia e Veneto, con il governatore di quest’ultima che intende chiedere condizioni di STATUTO SPECIALI pari a quelle di cui beneficiano altre 5 Regioni Italiane (di cui uno che vive all’esterno di queste fa fatica a comprendere il PERCHE’ di simili privilegi accordati 70anni fà e validi ancora oggi)-

è stata perentoria :

ah no! la Costituzione non si tocca.

Capito? Usano disfano e devastano La Costituzione Italiana a loro piacere, quando fà comodo loro. La usano dicendo che “NON si può stravolgere” sempre quando fà comodo loro. Il perchè riescano a farlo l’hai purtroppo evidenziato : NESSUNO REAGISCE.

madmax
Scritto il 24 ottobre 2017 at 09:49

gainhunter,

Non sto cercando di dire chi e’ meglio o chi e’ peggio, ma il mantra siamo piu’ bravi piu’ belli piu’ ricchi non e’ vero. Prendi la favola del Nord-est in tale macroregione si colloca pure l’Emilia completamente diversa come mateice culturale, quando mai li senti dire che sono migliori? Perndi le statistiche in Emilia dal 2007 ad oggi il PIL e’ cresciuto maggiormente che in Veneto, e’ un fatto. La realta’ e’ che i Leghisti sono stati al governo per tanto tempo e mai hanno fatto nulla a parte far sparire 46 milioni di contributi pubblici ed ora ritrnano con la favola dell’indipendenza che li porterebbe direttamente ad essere il culo dei paesi nordici come la Germania, ma si sa che lo stomaco non ragiona!

Gianluca
Scritto il 24 ottobre 2017 at 12:45

Il paese è andato al di là di mille pippe perché siamo corrotti e altro
Il sud …ma state con i piedi per terra e pensate a cose concrete.. sorvolate per esempio Palermo e guardate nei terrazzi degli attici o ultimi piani cosa hanno fatto..
Sul nord se ne possono dire altre…
Tempo perso
Con rispetto vi salutò.. solo per oggi😀

idleproc
Scritto il 24 ottobre 2017 at 12:50

signor pomata@finanzaonline,

E’ ovviamente un’operazione “gestita”, sono riusciti a sviare lo sguardo di massa verso una conflittualità interna tra aree economiche e persone ma funziona solo a breve.
E’ un metodo standard, come quello tra “giovani” e “anziani”, “donne” e “uomini”, “occupati” e “disoccupati” e intanto si fregano la cassa, demoliscono e finanziarizzano come programmato il welfare, comprimono verso il basso e portano a termine le strategie programmate passo dopo passo.
Penso che in occidente si aprirà un processo rivoluzionario reale, le condizioni si stanno maturando tutte, grazie anche alla loro “abilità” e ai loro percorsi obbligati.
Sono processi nei quali anche i conservatori, per necessità di cose e di condizione sociale in degrado sistemico, diventeranno rivoluzionari mettendo a disposizione le loro competenze.
Il tentativo di bloccare questa linea di tendenza o ritardarla sembra ormai definitivamente compromesso, meglio cominciare a pensare ad un futuro “diverso” e a prepararlo.
Sarò pessimista ma considerando tutto l’insieme, questa mi sembra la linea di tendenza predominante.

signor pomata
Scritto il 24 ottobre 2017 at 13:13

id­le­proc@fi­nan­za,

Questo io intendo da anni.
Abbiamo capito il sistema, come funziona e il perché.
Abbiamo capito che è fallimentare a priori, gestire tutto con i prezzi è una cazzata sopra tutto quando pretendi di avere una moneta ancorata e fissa.
Quindi in un circolo vizioso tagliano salari e licenziano per tenere alti i profitti ma calano i consumi e quindi gli introiti aziendali e devi ritagliare i salari.
Alla fine si lavora per un cazzo e consumi zero ma chiudono tutti.
Concludo dicendo che dobbiamo pensare a come uscire dal circolo di merda, questa risposta è essenziale.
Non è comprando tb che risolvi il dilemma.
Magari cadi più tardi, ma cadi ugualmente.
Tutti quelli che lottano questa guerra contro forze cosi potenti devono rispondere a quella domanda per dare una svolta, per agire e cambiare la storia prima che la storia ci cambi lei.leggo ogni giorno nei media e giornali di teorie ottocentesche, mi manca che ritirino fuori la legge di say e lo faranno o se lo faranno.
Loro sono delle merde ma noi che ci facciamo fottere da gente che predica concetti economici prekeynesiani siamo alla fine complici.
Ci dividono e umiliano.
Quando la corda si spezzera il sangue sarà nostro, come sempre è accaduto.

gainhunter
Scritto il 24 ottobre 2017 at 14:02

madmax,

Se è questo che viene percepito fuori da queste regioni mi dispiace, ci sono diverse questioni che si intrecciano: la migliore gestione del pubblico rispetto allo stato, idem rispetto a tante altre regioni, l’economia più avanzata rispetto a altre regioni, il residuo fiscale, l’identità e la controidentità forzata da parte dello stato centrale; riguardano tutte le regioni del Nord e anche alcune del Centro, non è una questione Veneto o Lombardia migliore di tutti; poi in Veneto c’è anche molto forte la questione identità. Queste regioni emergono perchè le tv guardano la politica. Lascia perdere la Lega, c’è tanta gente delusa dalla Lega che vuole comunque l’autonomia o addirittura l’indipendenza, ho già detto che non è una prerogativa della Lega, anche il PD la vuole, e anche il popolo senza distinzioni, ormai è certificato dal referendum.
I numeri sono per mostrare che non sarebbero uno stato piccolo e insignificante come i detrattori vorrebbero far credere, non per esaltarsi di fronte agli altri.

aorlansky60
Scritto il 25 ottobre 2017 at 08:20

@ Madmax

“Ma lasciami ricordare che il buco di 9 miliardi, ripeto 9 miliardi di risparmi azzerati delle due popolari Venete non ha eguali con altre realta’ locali. Non puoi negarlo ma non trovi buchi simili bancari di entità locali in altre regioni.”

una media di 4,5 mld per ognuna, facendo conti rudimentali,

ma senza voler far polemica, c’è un altra banca che ha prodotto esiti anche più spettacolari delle 2 venete :

MPS non solo ci và molto vicino, ma lo supera alla grande quel “buco da 9 mld” che hai citato,

avendo prodotto -come ricorda ilSole24 in un articolo odierno- un buco da quasi 20 miliardi : “Basti un dato a dire che Mps è stato l’emblema della più grande distruzione di valore della recente storia bancaria del Paese. Su quei quasi 60 miliardi di perdite cumulate dal settore negli anni bui della crisi bancaria italiana, un terzo, cioè 20 miliardi, li ha portati la sola Mps. — La banca senese ha bruciato tutti gli aumenti di capitale (4 ndr) effettuati a partire dal 2008. Nel 2009 Mps vantava un patrimonio netto di oltre 17 miliardi. Oggi senza lo Stato salvatore non ci sarebbe più niente. Tra le vittime, a parte nomi di spicco della finanza mondiale, oltre 170 mila piccoli soci azionisti. Un decennio di passione amarissima, avviato con l’acquisto sciagurato di AntonVeneta e proseguito con i cumuli di perdite, mai arginate, dalla pessima gestione del credito. AntonVeneta ha fatto la sua parte con quei 9 miliardi persi per strada, il resto lo hanno fatto le continue perdite miliardarie sulle sofferenze.” fonte SOLE24

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