IL SISTEMA PIU FOLLE CHE ABBIA MAI VISTO!

Scritto il alle 09:12 da icebergfinanza

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Nulla di nuovo per chi legge Icebergfinanza da tempo ma come sempre è meglio ricordare alcuni particolari di quella che secondo noi arriverà dall’America come sempre, grazie all’aiuto degli amici di Vocidallestero: che come sempre vi consiglio di seguire attentamente. Io vi faccio solo una sintesi, ma vi consiglio di leggere l’intero pezzo, noi non abbiamo alcuna fretta, si stanno ricreando tutte le condizioni per la madre di tutte le crisi, truffe e manipolazioni, eccesso di liquidità e di debito, e qualche idiota che vi suggerisce che il sistema è fondamentalmente sano, è tutto sotto controllo e non c’è alcuna bolla.

Il sistema di mutui più folle che ho mai visto

Le radici della grande crisi sono state nei mutui concessi anche a chi non poteva permetterseli. E ora negli USA si sta ripetendo una situazione di sovraindebitam

Di Simon Black, 11 ottobre 2017

Il motivo per cui c’è stata la grande crisi finanziaria è che Wall Street stava concedendo mutui per comprare la casa anche a persone che non potevano permetterseli. (…)

In realtà però le agenzie di rating non erano così stupide come sembravano … Le indagini effettuate dopo la crisi hanno mostrato una quantità di email incriminanti, come questa, di un dirigente di Standard & Poor’s:

“Signore aiuta la nostra fottuta truffa… questo deve essere il posto più stupido in cui ho mai lavorato “.

Come tutti gli altri, stavano al gioco perché volevano fare soldi.

Per generare ipoteche sufficienti per soddisfare la domanda, i finanziatori avrebbero fatto di tutto…

(…)

Come tutti sappiamo, è finita a disastro… perché le persone che avevano sottoscritto i mutui benché non potessero permettersi di acquistare case costose hanno smesso di pagare le rate. E i CDO, i CDO al quadrato e i CDO sintetici (che erano stati diffusi in tutto il mondo) hanno fatto bancarotta.

Ma ricordiamolo: tutto è iniziato con la vendita di case a persone che non potevano permettersele.

Il che mi riporta a oggi…

Negli Stati Uniti il debito contratto dagli studenti ha raggiunto un livello record, pari a 1,4 trilioni di dollari. E i millennials stanno facendo fatica a pagarli.

L’Associazione Nazionale degli Agenti immobiliari ha svolto un sondaggio tra 2.000 millennials tra i 22 e i 35 anni sul debito contratto per studiare e la proprietà della casa… Solo il 20% degli intervistati possedeva una casa… Degli 8 su 10 che non la possedevano, l’83% ha affermato che la ragione era il debito contratto per studiare. E l’84% ha risposto che avrebbe dovuto rinviare l’acquisto della casa per diversi anni (la mediana era sette anni).

E questo è un guaio per l’attività di vendita immobiliare. Ma, di nuovo, i finanziatori stanno diventando creativi …

Non solo aggiungetevi che un pirla che di professione fa il banchiere centrale, suggerisce di stimolare ancora più il debito ricreando le stesse condizioni che hanno portato alla precedente crisi come abbiamo visto in …

HOUSING CRASH! COME PROGETTARE UNA BOLLA IMMOBILIARE!

NY Fed President Dudley Thinks A New Housing Bubble

In generale, la maggior parte delle persone normali sarebbe d’accordo nel considerare il collasso del mercato immobiliare avvenuto nel 2008/2009  come un evento negativo per la storia degli Stati Uniti. Una combinazione di deregolamentazione estrema, bassi tassi di interesse, standard di sottoscrizione estremamente poveri e deficitari che hanno permesso tra le altre cose, di accedere ai bancomat immobiliari, il famigerato MEW, ovvero la possibilità di chiedere in prestito alla banca il maggiore valore dell’immobile, rispetto alla sottoscrizione del mutuo, insieme ad una insaziabile domanda di cartolarizzazioni che ha guidato uno delle più grandi bolle speculative della storia che ha quasi fatto collassare l’intero sistema finanziario globale.

Ma proseguiamo, perchè ho allergia ai polli… 

L’impresa edilizia di Miami Lennar Homes ha recentemente annunciato che avrebbe pagato una grande parte del prestito studentesco per qualsiasi mutuatario che comprasse una casa da loro.

 

Attraverso la sua controllata Eagle Home Mortgage, l’azienda si farà carico di una quota del prestito studentesco dell’acquirente, pari a ben il 3% del prezzo di acquisto della casa, fino a 13.000 dollari.

Il debito è diventato a tal punto la chiave di volta della nostra società, che l’unico modo in cui possiamo permetterci qualcosa è scambiando un tipo di debito che non possiamo permetterci, con un altro tipo di debito.

 

Un recente studio della Pew Charitable Trust ha mostrato che il 41% delle famiglie americane ha meno di 2.000 dollari di risparmi: un buon terzo ha zero risparmi (tra cui una su dieci delle famiglie con oltre 100.000 dollari di reddito). Un altro studio ha mostrato che il 70% degli americani ha meno di 1.000 dollari di risparmi.

 

Il punto è che l’America è sul lastrico… Una singola spesa imprevista come un pneumatico che esplode o una visita del medico manderebbe a gambe all’aria la maggior parte delle persone.

 

E sta solo peggiorando.

 

Nel mese di agosto, ho calcolato l’ammontare del conto medio delle famiglie nella Bank of America (che ha 592 miliardi di dollari in depositi di cittadini privati, 46 milioni di famiglie) … È di solo 12.870 dollari per famiglia… E questo include risparmi, investimenti, piani di pensionamento… TUTTO.

E bisogna anche tenere a mente che questa è la media… resa più alta dai titolari di conti con saldi  enormi.

Non c’è da meravigliarsi che gli americani abbiano 1.021 trilioni di dollari di debiti contratti con la carta di credito – la somma più alta della storia.

Anche i finanziamenti per l’acquisto di auto hanno toccato il record di 1,2 trilioni di dollari.

E non dimentichiamo il governo americano, che è sotto di più di 20 trilioni di dollari. 

Il debito statunitense è ora del 104% del PIL … E il debito totale è cresciuto del 48% dal 2010.

Nel bilancio economico la colonna dei debiti continua ad allungarsi. Nel frattempo, gli attivi e la produttività non stanno tenendo il passo.

Ma la gente continua a comprare case, automobili, televisioni e pagare le tasse dell’Università indebitandosi sempre di più… E ora, scambiando un tipo di debito con un altro.

La ricchezza è basata sul risparmio e sulla produzione. Non sul fabbricare trucchetti con le carte e sprofondare sempre di più nei debiti.

Non posso dirti quando questo castello di carte crollerà. Ma ti assicuro che precipiterà.

A noi non importa quando crollerà, la storia ci suggerisce che crollerà, loro invece vi suggeriscono di continuare a ballare sino a che l’orchestra suona, ma il buon Maynard aveva ragione, ci penseranno in mercati a separare gli stupidi dal loro denaro!

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21 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 19 ottobre 2017 at 10:49

:-D

…prima di ogni altro commento, bella la vignetta di apertura thread, in grado di SPIEGARE in un attimo assai più di tante parole… l’ultima parte dell’opera potrebbe essere : “EVERYONE MUST OWN A CAR”…

:-)

……………………….

Come tutti gli altri, stavano al gioco perché volevano fare soldi.

ESATTAMENTE; niente e nessuno controllava il marcio spudorato che stavano producendo [10anni fà ed oltre];
il motivo ? l’unica risposta logica a tanta illogica follia : “FACEVAMO TROPPI SOLDI…” come ebbe a dire qualcuno negli States per giustificare la mancanza di ogni tipo di controllo.

……………………….

La ricchezza è basata sul risparmio e sulla produzione. Non sul fabbricare trucchetti con le carte e sprofondare sempre di più nei debiti.

Evidentemente, la prima frase riguarda le buone vecchie sagge regole di un tempo [ormai andato e dimenticato].
La seconda frase sembra essere la regola dei tempi attuali; che hanno condotto alle cifre che il Capitano ha qui ricordato :

20.000 miliardi di $ di debito pubblico;

1.000 miliardi di $ di debito su carte di credito;

1.200 miliardi di $ di debito finanziamento auto;

1.400 miliardi di $ di debito Colleges

Se tutto questo “grasso che cola” non provenisse dal Paese num 1 al mondo, ancora faro guida per tutte le altre economie (e finanze…) mondiali, ci sarebbe da farsi venire un bel coccolone, nel chiedersi : MA CHI GARANTISCE TUTTO QUESTO DEBITO ?

…mi sembra di ricordare che il BUCO dei “Sub-primes” (quello che innescò la scintilla del CRASH 2007) fosse di molto inferiore rispetto all’entità del DEBITO COMPLESSIVO qui elencato… se tanto mi da tanto, non si può che giungere alla conclusione finale ipotizzata : “Non posso dirti quando questo castello di carte crollerà. Ma ti assicuro che precipiterà.” Tanti auguri, ci aggiorniamo al prossimo “lace up your belts; and pray”…

laforzamotrice
Scritto il 19 ottobre 2017 at 10:59

Il problema, sono i risparmi. Sono la benzina della speculazione, si dovrebbe trovare il modo di sterilizzarli.

omnia_funds
Scritto il 19 ottobre 2017 at 11:05

Oggi……30 anni fa!!
Per gli amanti della cabala o statistica o ricorrenza oggi ricorre il giorno che nella memoria di chi opera nei mercati finanziari fu il più devastante di tutti i tempi. Parliamo del lunedì nero del 1987, un giorno che nessuno scorderà MAI.
Ebbene, WS perse in un solo giorno il 22%……scene da panico è dire poco!!
Il giorno seguente rimbalzò di circa 1/3 ma il minimo definitivo fu febbraio 1998….vado a memoria!!
Quindi oggi occhi aperti…ma sarà una scusa per cedere qualche punticino con la catalogna e il Pil cinese peggiore delle attese! La parola a WS….
Raccontato e paragonato ad oggi sembra proprio una……leggenda metropolitana!!!
Saluti.

luigiza
Scritto il 19 ottobre 2017 at 11:07

>> Ma ricordiamolo: tutto è iniziato con la vendita di case a persone che non potevano permettersele. <<

No, non é iniziato come scrivete voi.
Tutto é iniziato quando un cristiano-rinato, e ciò già spiega tutto, di professione Presidente degli USA di nome J. Carter, HA IMPOSTO all Banche con il suo "Community Reinvestement Act" di prestare i soldi dei loro clienti a gente non in grado di restituirli per comperarsi una casa nel convincimento idiota perchè utopico che così facendo li si sarebbero integrati nella società.
Ma non andò così perchè non poteva funzionare.

Ma questo aspetto é tabù. Meglio prendersela con le volpi invece che col contadino fesso che ha apero loro le porte.

goren
Scritto il 19 ottobre 2017 at 11:24

Articolo magistrale.

Comunque, per carattere e per convinzione personale, più che dare colpe al “sistema” genericamente inteso (definizione troppo evanescente che serve a scaricare anche le proprie, di colpe), sarebbe meglio cercare soluzioni personali efficaci.
Qual è una soluzione efficace che ciascuno può attivare? E’ sempre e soltanto un sano principio di responsabilità personale:
– risparmiare il 10% dello stipendio, di qualunque entità questo sia, operaio o dirigente, dovrebbe essere un dovere morale;
– comprare a debito solamente beni durevoli o servizi utili, non televisori, mobili, SUV invadenti e spese impulsive, e possibilmente non più di uno per volta.

Gli italiani sono stati, storicamente, dei risparmiatori; ora si stanno “americanizzando” e non vedono i rischi del sovraindebitamento.
Prima si ferma questa folle corsa alla spesa dissennata, meglio sarà.

Goren

aorlansky60
Scritto il 19 ottobre 2017 at 12:03

@ LaForzamotrice

Il problema, sono i risparmi. Sono la benzina della speculazione

Risparmi? quali risparmi ? quelli delle famiglie e dei cittadini americani?
hai letto il report che il Capitano ha qui presentato ?


Un recente studio della Pew Charitable Trust ha mostrato che il 41% delle famiglie americane ha meno di 2.000 dollari di risparmi: un buon terzo ha zero risparmi (tra cui una su dieci delle famiglie con oltre 100.000 dollari di reddito). Un altro studio ha mostrato che il 70% degli americani ha meno di 1.000 dollari di risparmi.

Nel mese di agosto, ho calcolato l’ammontare del conto medio delle famiglie nella Bank of America (che ha 592 miliardi di dollari in depositi di cittadini privati, 46 milioni di famiglie) … È di solo 12.870 dollari per famiglia… E questo include risparmi, investimenti, piani di pensionamento… TUTTO.

…o forse ti riferivi a risparmi di qualche altra popolazione e Paese ?…

Che senso logico c’è nel colpevolizzare il risparmio ??? Come se chi lo effettua commettesse chissà quale reato…

Ma poi : quali risparmi per quale benzina per la speculazione ???

La benzina agli speculatori gliel’hanno fornita le BC con i loro giganteschi QE e la loro politica monetaria espansiva condotta negli ultimi 6-7 anni, di cos’altro vogliamo parlare ???…

laforzamotrice
Scritto il 19 ottobre 2017 at 12:20

aorlansky60,

Hai ragione, gli Yankee sono a secco… È per questo che noi italiani siamo nel mirino, noi con i nostri 4500 miliardi di beni finanziari, un gran bel mucchio di miele per non attirare le mosche.

gainhunter
Scritto il 19 ottobre 2017 at 13:52

laforzamotrice@finanza,

Sono anche la benzina degli investimenti, quelli che creano le aziende e quindi il lavoro.
E sono anche l’unico modo per non comprare la casa a debito…

E non serve neanche “punire” i risparmi per forzare gli investimenti: in deflazione e stagnazione andrebbero in consumi, non in investimenti.

idleproc
Scritto il 19 ottobre 2017 at 13:53

laforzamotrice@finanza,

Sono tutti molto interessati anche al “reale”, anche a casa tua, possibilmente a prezzo di realizzo o regalato, come è stato ed è per il sistema produttivo e al capitale reale accantonato nelle varie forme, anche a garanzia del sistema pensionistico e sanitario.
Capitale accantonato altresì chiamato “risparmio” prima che sia utilizzato nella produzione diventando capitale.
La produzione è l’unica in grado di ricostruire il capitale iniziale per poi incrementarlo se l’investimento è andato a buon fine, altrimenti perdi il capitale anche se ti puoi inventare qualsiasi cosa a breve per far finta di aver guadagnato e possibibilmente scaricare la perdita su altri che hanno “risparmiato”.
E’ a questo punto che sono molto utili i “giornalisti” e gli “economisti” a gettone.
Se non hai la produzione o la hai spostata da qualche altra parte, campi a debito fin quando puoi mangiandoti il capitale e quando va proprio male cerchi, per evitare guai, di fregarti il “risparmio” degli altri pubblico o privato che sia.
Di norma cominciano col fregarsi quello “pubblico”, tanto è di tutti e nessuno si oppone.

laforzamotrice
Scritto il 19 ottobre 2017 at 14:10

idleproc@finanza, Sarei d’accordo con voi se i risparmi finissero nella produzione ma non mi sembra che sia così, a me sembra che finiscano quasi tutti nella speculazione finanziaria sia obbligazioni che azioni e simili. Anche gran parte delle aziende preferiscono investire a debito anche quando potrebbero fare a meno, vedi pagamenti lunghi. Noi ci stiamo abituando a vivere a debito pur avendo i soldi, è questo è massimamente pericoloso, perché chi ha solo debiti in realtà non rischia nulla ma chi invece ha capitali… Sono [email protected]@i.

idleproc
Scritto il 19 ottobre 2017 at 14:46

laforzamotrice@finanza,

Osservazione molto acuta, infatti il tuo: “a me sembra che finiscano quasi tutti nella speculazione finanziaria sia obbligazioni che azioni e simili. Anche gran parte delle aziende…”, centra, dal mio punto di vista, il problema reale sottostante, che è proprio nella produzione e in alcune tendenze che sono sistemiche e strutturali oltre al cilo di lungo periodo e a ciò che sottolinea sempre John.
Il capitale segue il tasso maggiore di profitto, anche quando è solo “apparente”, se il sistema finanziario nel suo complesso che ha di fatto dettato la politica economica e anche per molti aspetti la geopolitica, garantisce i più alti tassi di profitto, anche a breve e solo apparenti, il capitale potenzialmente destinabile a ristrutturazioni, efficenza sistemica, riconversioni da settori obsoleti e maturi, decollo di nuovi settori produttivi, finisce lì.
Non è una “colpa” individuale del singolo investitore ma di scelte di politica economica che anno causato i gravissimi danni sociali e di prospettiva futura conseguenti.
E’ la ragione per la quale saranno vincenti i sistemi semi pianificati o pianificati.
Per inciso, da noi, quando si sono fregati il capitale pubblico la hanno chiamata “liberalizzazione” con un coro unanime.
Sono bravi, degli artisti e quando serve dei fantasisti e funamboli.

silvio66
Scritto il 19 ottobre 2017 at 16:14

Ciao Andrea,
Grazie per quello che fai.
Per quel che vale, sto valutando seriamente di entrare sull higt yield bonds usd in tempi non sospetti tipo settimana/e prossima/e. Stanno sotto benino adesso e potrebbero ovviamente raddoppiare al ribasso oltre al fatto che non lo ordina il dottore. Staremo a vedere
Saluti a tutte/i

gainhunter
Scritto il 19 ottobre 2017 at 18:53

laforzamotrice@finanza,

Il risparmio che finisce in azioni Coca Cola finisce nella produzione.
Il risparmio che finisce in bot finisce per una piccola parte nelle sovvenzioni alle imprese e quindi anche nella produzione.
Non tutti possono essere imprenditori e investire il proprio risparmio nella propria azienda.
Il problema non è “il risparmio” o “la borsa/finanza” in sè, è sempre una questione di quantità e pesi, quindi di squilibri: l’eccesso di capitale usato per la speculazione rispetto a quanto è usato per compartecipare all’attività produttiva delle aziende quotate (semmai dietro c’è un problema di concentrazione dell’attività produttiva nelle multinazionali), l’eccesso di debito usato per le spese voluttuarie e di breve rispetto a quello sensato contratto per fare investimenti di lungo periodo (nello stato: debito per spese correnti vs debito per infrastrutture), l’abuso di derivati rispetto alla funzione originaria di fornire un’assicurazione, l’eccesso di HFT e strumenti simili rispetto alla funzione originaria di fornire liquidità per abbattere i costi delle transazioni. Neanche derivati e HFT sono il demonio da combattere, è l’abuso che crea problemi.
In un periodo di tassi bassi sarebbe l’ideale investire in attività produttive, sia perchè i rendimenti dei capitali investiti in produzione dovrebbero essere maggiori di quelli ottenuti dai risparmi, sia perchè se ci si indebita si paga meno; il problema è che è anche un periodo di deflazione in cui le prospettive sui consumi e quindi sulle vendite sono talmente bassi che sempre meno gente vuole rischiare in proprio; siamo in un periodo in cui dominano le multinazionali con la loro possibilità di abbattere i costi e quindi i prezzi (concorrenza impossibile); siamo in un periodo in cui vince il più specializzato e organizzato (quindi il singolo o il piccolo team non può competere con l’R&D delle grandi aziende), e dove grazie alla globalizzazione e a internet la competizione viene estremizzata.
In poche parole il pesce piccolo non vive più.
E forzare il risparmio “casalingo” per tentare di spostarlo verso la produzione non farebbe altro che bruciarlo. Come si cambia questa situazione? Io non lo so. Sarebbe già buono se si riuscisse a evitare ulteriori peggioramenti, quindi controllando e limitando gli eccessi.

idleproc
Scritto il 19 ottobre 2017 at 19:52

Infatti siamo in piena sovrapproduzione in settori ormai maturi e chiave del “vecchio” ciclo di lungo periodo.
E’ su questo terreno che dovrebbe intervenire la pianificazione economica e utilizzare capitale pubblico per guidare il processo di ristrutturazione verso altri settori e di aumento dell’efficenza sistemica.
Pompando il consumo e/o tenendo in piedi artificialmente settori in sovrapproduzione, bruci solo capitale.
Le “multinazionali” non sono semplici multinazionali ma sono oligopoli che sono in grado a mezzo politica dei prezzi di mettere fuori mercato il “piccolo” in realtà competitivo, di occuparne le quote di mercato o acquisirlo a poco prezzo inglobandone il know how che non verrà usato o verrà usato solo se funzionale alle strategie di monopolio.
Possono produrre dove vogliono, sfruttare lo sviluppo ineguale per fare sovraprofitti di monopolio sottraendo capitale sia dalle aree di produzione che di consumo.
Investono e tengono i profitti dove vogliono.
Si arrabbiano molto quandi si parla di controllo dei mercati e sulla circolazione dei capitali e di intervento dello Stato.
Sullo sfondo esiste un altro problema, la produttività del lavoro umano nella produzione grazie ad automazione e tecnologia è aumentata vertiginosamente ma il profitto e la redistribuzione del redditto è andata solo verso i sopraddetti che possono sfuggire alla pressione organizzata del lavoro proprio grazie alla “globalizzazione” e alle legislazioni fatte su misura.
In sostanza è scomparso il “mercato” e si è installato un comunismo per pochi.
Ovviamente il capitalismo non funziona senza mercato e la sua dinamica interna fondata anche sulle spinte sociali, siamo tutti in attesa di vedere come andrà a finire.

stanziale
Scritto il 19 ottobre 2017 at 20:49

Un grazie ancora anche da parte mia al capitano ed alla mitica, umile, mai troppo apprezzata Carmen , una persona veramente straordinaria, che ha creato quell’ottimo sito che contribuisce molto. Io (senno’ non sarei a commentare) non credo che questi delinquenti riusciranno a portare a termine il loro (disperato) progetto, per prorogare il loro potere: eliminare il contante. Non ce la farebbero, in almeno 2 stati chiave:Usa e germania. Pertanto, quando verra’ la crisi , probabilmente un nuovo subprime (perche’ la fed puo’ stampare, ma non comprare tutte le case) , sara’ dura ma dopo si potra’ ripartire su basi piu’ sane e sovrane. “Loro”- le multinazionali- dovranno rinunciare a parte , o quasi tutto, il valore dei loro maledetti trilioni che hanno accumulato nei paradisi fiscali, questo e’ l’auspicio. Per gli italiani , ci sono rimasti parecchi risparmi , si, ma espressi in una moneta straniera che oltretutto in ogni momento puo’ ridursi a carta straccia, e la gente non lo capisce .

madmax
Scritto il 19 ottobre 2017 at 21:19

Il Kapitalismo alla fine divorera’ se stesso diceva Karl Marx.

[email protected]
Scritto il 20 ottobre 2017 at 06:54

Alla luce di quanto riportato, è opportuno comprare titoli di Stato USA, anche se hanno un buon rendimento? Non potrebbe esserci il rischio che la bolla arrivi a colpire anche la solvibilità uSA?

icebergfinanza
Scritto il 20 ottobre 2017 at 08:21

Tu non sei un amico di Machiavelli… EUROPA: SOVRANITA’ MONETARIA CERCANSI!

[email&nbsp;pro­tec­ted],

icebergfinanza
Scritto il 20 ottobre 2017 at 08:22

Leggilo bene e fissatelo altrettanto bene in testa… http://icebergfinanza.finanza.com/2016/05/12/europa-sovranita-monetaria-cercansi/

[email&nbsp;pro­tec­ted],

[email protected]
Scritto il 20 ottobre 2017 at 09:11

ice­berg­fi­nan­za,

Grazie dello spunto

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
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