ITALIA: L’EURO E’ IN PERICOLO!

Scritto il alle 13:56 da icebergfinanza

Mentre vi bevete le camomille che Padoan e il premier Gentiloni vi somministrano quotidianamente, noi proseguiamo ascoltando cosa ci racconta uno dei falchi che vivono nella Foresta Nera tedesca…

Altro che Grecia. Per i tedeschi il vero Stato da tenere d’occhio è solo uno: l’Italia. Perché l’avvento di una crisi finanziaria che colpisca duramente il nostro paese è l’unico evento che potrebbe far davvero saltare l’euro e l’Eurozona. Il salvataggio greco in confronto si configura come un gioco da ragazzi. Parola di uno dei personaggi più influenti in Germania dal punto di vista economico: il professore Clemens Fuest, presidente dell’Ifo institute, il centro studi più importante di tutta la Germania.

Clemens Fuest, presidente dell’Ifo institute, all … – Huffington Post

Voi non fermatevi a leggere solo l’intervista, leggete tutto sino alla fine, noi abbiamo il vizio di dimostrarvi perchè il giochetto dell’euro non può stare in piedi e il perchè, quindi non perdetevi …

“EQCHANGE: A Worldwide Database on Actual and Equilibrium Effective Exchange Rates”

Fin qui nessuna novità, si sa i tedeschi hanno la memoria corta, ma corta davvero viste le precedenti esperienze storiche…

Settanta banche tedesche bocciate agli stress test 

Quei rischi eccessivi delle banche tedesche

Ma sono bravi, anzi bravissimi a distogliere l’attenzione dalla trave conficcata nei loro occhi, urlando quotidianamente per additare la pagliuzza della povera Italia che si appresta ad affrontare le elezioni con una vera e propria armata brancaleone che discute di tutt’altro, un triste squallore…

“L’Euro è in pericolo – ci dice fissandoci intensamente -. Immaginate un’altra crisi in Italia. Se il paese dovesse aver bisogno di ricorrere al Meccanismo europeo di stabilità (il fondo salva-Stati, ndr), molte persone in Italia potrebbero dire che non vogliono essere più governati da Bruxelles. Questo potrebbe distruggere l’Euro. Inoltre, se l’attuale stagnazione in Italia andrà avanti, la gente potrebbe incolpare l’Euro e chiedere di abbandonarlo”.

Su questo ha ragione perché finirà così lo dice la storia, lo suggerisce la superficialità degli attuali tecnocrati e burocrati europei.

Il problema per Fuest, al di là del caso Italia, è che in realtà la moneta unica sconta una costruzione poco funzionale fin dall’inizio. Qualcosa va cambiato. E anche in fretta. “L’Euro era disfunzionale quando è stato concepito – sostiene placidamente sorseggiando la sua tazza di caffè – Non poteva funzionare con la struttura istituzionale originaria.

 

Il resto è spazzatura e la lascio leggere a Voi!

Sul sito Econbrowser | Analysis of current economic conditions and policy  nel frattempo abbiamo un’altra piccola perla da dedicare a tutte le anime sperdute euriste che vivono nei mondo dei sogni in attesa che la realtà apra loro gli occhi…

L’allargamento e la persistenza degli squilibri di conto corrente a livello internazionale hanno rifocalizzato la reale distorsione dei tassi di cambio al centro dei dibattiti internazionali. Quali sono le rettifiche di cambio necessarie per correggere gli squilibri eccessivi? Come valutare se una valuta è fondamentalmente disallineata, vale a dire sotto o sopravvalutata? Introduciamo un nuovo database, EQCHANGE, che comprende i tassi di cambio nominali e reali, nonché il livello di equilibrio dei tassi di cambio effettivi per più di 180 paesi dal 1973 in poi. Rappresenta il più ricco e più grande database pubblicamente disponibile sull’equilibrio dei tassi di cambio e corrispondenti disallineamenti.
Capisco che per molti è arabo, spesso anche per il sottoscritto tradurre non è semplice, quindi vediamo di semplificare. Tralasciamo la descrizione della metodologia e andiamo direttamente ai risultati con un grafico e poi ragionandoci sopra…

.

Risultati: valutare i disallineamenti monetari e identificare gli squilibri macroeconomici
Gli autori aggiungono … “Noi non solo valutiamo il segno e la relativa grandezza dei disallineamenti di valuta in tutta la zona, ma possiamo anche dare un suggerimento sui loro driver.”

La Figura 1 fornisce una prova sulla configurazione dei disallineamenti monetari nel 2016 (l’anno più recente per i quali sono disponibili dati) nell’area dell’euro.

Manca tutto il recente movimento di rafforzamento dell’euro!

Noi riportiamo direttamente le conclusioni…

Pertanto, la principale considerazione è che la correzione della sovravalutazione nei paesi periferici e nei nuovi membri è stata principalmente spiegata con un reale deprezzamento del tasso di cambio che ha compensato i  peggiori fondamentali  (Cipro, Grecia, Italia e Portogallo) o un eccessivo miglioramento dei fondamentali per conseguire tale adeguamento (Lettonia, Lituania, Malta, Slovacchia e Slovenia).

È quindi probabile che questa correzione, che non è guidata da un reale rafforzamento dei fondamentali, non sarà sostenibile a lungo termine.

In particolare, potrebbe essere profondamente alterata dal recente apprezzamento dell’euro.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro, buona fortuna Italia!

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24 commenti Commenta
charliebrown
Scritto il 19 settembre 2017 at 14:53

Qualcuno sa spiegarmi perché il mercato dei cambi è così indifferente al pericolo che, leggendo qui sopra, sembra incombere sull’euro? Il quale euro si sta invece rafforzando non solo sul dollaro USA, come tutti sappiamo, ma anche su molte valute emergenti.

charliebrown
Scritto il 19 settembre 2017 at 15:20

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

Capisco che la mia è una domanda semplicistica rispetto ai complessi ragionamenti riportati nell’articolo, ragionamenti che fatico a seguire. Chi vorrà rispondermi forse mi farà a pezzi. Pazienza.

[email protected]
Scritto il 19 settembre 2017 at 15:21

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

questo è un vero mistero, infatti ci vorrebbe una svalutazione di sistema finanziario sull euro ma senza influire sull’ economia reale,ma come si fa’ … un bel 20% in meno si potrebbero stampare tanti biglietti e consegnarli via posta ad ogni famiglia tipo 5000 euo a codice fiscale.
ma poi?..oppure basterbbe che i prossimi btp italiani siano emessi in rand,try,brl,rupia,cad,aud,

Gianluca
Scritto il 19 settembre 2017 at 15:30

I tedeschi e l’Europa pensano che una valuta forte sia sinonimo di economia forte.. cari amici è il contrario.. lo sa chi è competente ( io ve lo riferisco solo)
Ergo quando il dollaro andrà sotto la parità …tra le varie conseguenze finirà con il tempo di essere valuta di scambio “mondiale”
Quanto tempo ci vorrà… nn so ma c’è chi dice nn molto
Dimenticavo mentre l’euro penserà di essere forte… ciao ciao baby

tirlusa
Scritto il 19 settembre 2017 at 15:54

Ma….domanda non semplice. A mio parere non necessariamente uno smantellamento dell’euro deve equivalere a un suo deprezzamento. Tieni conto che l’euro non è altro che un paniere di valute legate rigidamente fra di esse e sostituite da una comune, l’euro appunto. Perché la fine dell’euro deve portare necessariamente alla sua svalutazione? Anzi, a torto o a ragione, i mercati lo identificano col marco….che certamente varrebbe di più dell’euro in caso di morte di morte di quest’ultimo. Il mondo continua anche senza euro, la moneta comune verrebbe sostituita dalle valute locali….non vedo nessuna evidenza scientifica nell’equazione ‘fine dell’euro=svalutazione dell’euro’. Bagnai avrà certamente scritto a riguardo, adesso non ricordo…..ma non credo di sbagliare scrivendo ciò che ho scritto.
char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

tirlusa
Scritto il 19 settembre 2017 at 16:47

Ad esempio io sono long sull’usd e short sull’euro perché secondo me tra qualche anno l’euro si dissolve e i miei euro tornerebbero lira che dovrebbe svalutarsi rispetto al dollaro. Ma se fossi tedesco ragionerei diversamente.
char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

omnia_funds
Scritto il 19 settembre 2017 at 18:32

tirlusa@finanza,
Forse c’è qualcosa da precisare sulla posizione che detieni….mi spiego.
Prima di tutto parliamo di un rapporto di cambio Eur/Usd …al venir meno di una valuta non sarei tanto sicuro del tuo ragionamento.
Se hai uno strumento finanziario, e mi sembra di capire che di questo si tratta, devi anche mettere in conto 1- il rischio emittente 2- il rischio market maker, ovvero liquidità per lo scambio e eventuale rimborsabilità. In quanto stiamo parlando, tue parole, di dissolvimento dell’ Euro. Nessuno strumento finanziario di questo tipo si trasformerebbe in qualcosa di diverso dal….perdere denaro. E comunque dovresti comprare USD fisici o titoli di stato in USD e solo successivamente convertirli nella moneta dello stato sovrano….qualunque esso sia.
Saluti.

tirlusa@finanza,

tirlusa
Scritto il 19 settembre 2017 at 18:45

Mi riferivo a titoli di stato Usd dicendo che sono long sul dollaro.
om­nia_­funds@fi­nan­za,

vito_t
Scritto il 19 settembre 2017 at 18:46

tirlusa@finanza,

indubbiamente non c’è quotazione dell’euro che possa soddisfare tutti, .. a meno che chi è avvantaggiato da questo rapporto di cambio non “retroceda” in qualche modo gran parte dei benefici … di cui diciamo “non correttamente” ha beneficiato, a chi ne risulta penalizzato … ma dubito fortemente di ciò … Rimane la strada del dissolvimento dell’euro e quindi di fatto dell’Europa, praticamente ..liberi tutti .. Ma, potrebbe essere percorribile ( ?!?!?! ) anche una altra via, .. vale a dire i paesi forti rimangono con la moneta unica e con quel che resta “provvisoriamente” del sogno europeo e Italia Spagna Grecia ed altri potrebbero tornare ad adottare la propria moneta ….. Questo soddisferebbe l’idea che da sempre i Krucchi hanno vale a dire la forza della propria moneta e se andate a verificare il grafico storico del cambio USD-DEM ve ne renderete conto ….. Il presunto Marco tedesco, avrebbe costruito un triplo minimo dal 2015 a dicembre 2016 nell’area 1,80 ed altrettanti massimi nell’area 1,68 …. Praticamente un box biennale rotto al rialzo dal DEM a giugno ed oggi … cambierebbe a 1,63 circa ….. Graficamente però non sembra avere ulkteriore grande spazio di recupero, perchè sta facendo pullback sulla t-line che viene dal 1985 ( a quota 3,45 minimo 50ennale ), e al tempo stesso sta salendo la t-line dal 2008 ( assimo 50ennale a 1,22 ) e che passa attrono a 1,51 …. Tradotto in euro pochi punti percentuali .. anche se queste analisi ( la mia ) .. possono anche lasciare il tempo che trovano .. così per buttare lì qualcosa di appena diverso ..

tirlusa
Scritto il 19 settembre 2017 at 19:09

L’ipotesi più probabile, a mio avviso, è che siano i tedeschi a far saltare il banco.
La chiave sono i crediti target 2 che molti erroneamente pensano trattarsi di mere registrazioni contabili…..possono passare all’incasso sistemando in parte il loro malconcio sistema bancario. Prima proveranno a scroccare qualche altra risorsa ai paesi deboli, complice una classe politica inadeguata e corrotta, e poi con la solita filastrocca ‘non avete fatto le riforme’ passeranno all’incasso. Il 2019, anno di probabile presidenza tedesca della BCE, sarà l’inizio della fine. A me sta bene pure cosi….purché questo incubo abbia termine. Se aspettassi che la classe politica italiana risolvesse il problema passerei a miglior vita con l’orribile euro ancora in vigore.
vi­to_t@fi­nan­zaon­li­ne,

noldor
Scritto il 20 settembre 2017 at 08:07

Buongiorno a tutti
Dai vostri commenti mi sembra che esageriate nell’attribuire forza all’euro, siamo sicuri che questo excursus in area 1,20 durerà? Per chi ha investito in T-Bond a lunga scadenza in ogni caso non è un problema se i rendimenti continuano a scendere.
Sul dissolvimento dell’euro, ormai io lo considero come Godot, continuo ad aspettarlo ma non arriva mai.

omnia_funds
Scritto il 20 settembre 2017 at 09:29

nol­dor@fi­nan­za,

Mi permetto…se posso!!
Non è questione di essere esagerati è una questione di tendenza , analisi tecnica , ciclica , posizione delle opzioni e rapporto tra rendimenti nelle due tra America ed Europa! ! Anche se andiamo bene a vedere le ultime due non giustificano tanto, in questo momento, un quotazione così alta…in quanto il trade al rialzo è un pò “affollato” e lo spread dei tassi è pressoché quasi invariato. Ma questo è il mercato….
Durerà? La mia posizione sul cambio era già nota diversi mesi orsono. ..ora nei prossimi due mesi si potrebbe consolidare un pò. ..diciamo al massimo una fascia di 400 bp. .poi si dovrebbe ricominciare a salire…questo sconto analisi ciclica.
T-Bond a lunga scadenza? Dipende quanto sia lunga…alla variazione di 1% dei tassi si dovrebbe avere una rivalutazione della quotazione del 9% circa e del 19% circa rispettivamente scadenza 10 e 30 anni. Quindi se il cambio dovesse ritornare in area 1,35 o 1,40 ,che nel lungo termine potrebbe anche farlo a meno di shock esterni, potresti non avere tutta questa tranquillità. …a meno che non usi la copertura!!
Non mi esprimo su zona euro…in quanto se ci si ragiona bene , non dovremmo essere felici di quello che potrebbe accadere…perché non avremmo via di scampo in qualunque modo e mi riferisco al vivere quotidiano!!!
Saluti.

d
Scritto il 20 settembre 2017 at 11:01

Probabilmente siamo motivatamente orientati nel pensare che NON durerà. Già questa sera nonna Yellen potrebbe riservarci qualche novità in questo senso. Se dovesse annunciare, cosa che non mi pare sia messa adeguatamente a fuoco, non già il temuto rialzo dei tassi (cui nessuno crede), ma l’inizio del ritiro della liquidità dal sistema (allo scopo di render più credibile la propria politica di gestione del proprio balance sheet, colmo di spazzatura per circa 4,5 trilioni di USD), allora saranno fuochi d’artificio. Infatti verrà innescata la “caccia al dollaro” e l’euro lascerà sul campo tutto il rialzo e anche più…
nol­dor@fi­nan­za,

apprendista
Scritto il 20 settembre 2017 at 16:21

E’ la mia piu’ brutale paura,peraltro per tornare a perlomeno a pareggio devo/dobbiamo augurarci che l’eurozona collassa con tutto quello che ne consegue che temo molto peggio della svalutazione del $,poi pensate all’italia che gia’ oggi pensa di AGGREDIRE IL CONTANTE NELLE CASE (boschi docet) cosa accadrebbe in caso di profonda recessione non credo che potremmo stare tranquilli a contare i nostri $ mentre scoppia il caos piu’ bieco,la speranza e’ l’utima a morire
saluti
om­nia_­funds@fi­nan­za,

dorf001
Scritto il 20 settembre 2017 at 19:53

cari ragazzi miei. voi pensate solo a come far fruttare i vostri soldini. sapete no, che in italia c’è gente che sta malissimo? che fa la fame? altro che soldi da mettere nei BOT americani. siete sordi, ciechi?? continuate a provocare il cicciabomba coreano. TRUMP vuole fare la guerra nucleare. sapete cosa succederà dopo a voi e ai vostri soldini? puffete!!! una bella nube bianca vi ricoprirà. pensateci, invece di essere cosi’ attaccati ai soldi. ahhh…non ve li portate mica dentro la bara, fidatevi. eppoi come dice john ludd ci sarà una brutale crisi enrgetica. i soldi li puoi stampare dal nulla, ma l’enrgia no!!! avete in mente anche voi come camomilla e mozzarella di aumentare il PIL? questa vaccata di strumento vecchio di 70 anni, assolutamente obsoleto? inutile? e come fate? aumentando i robot in fabbrica e licenziando tutti gli operai? e poi chi compra la robaccia che byttan fuori le fabbriche? i robot? non credo proprio. la vostra ingordigia ci ammazzerà tutti. la parola interesse va abolita x sempre. non volete? non volete essere etici? bene! crollerà tutto e ci saranno un bel pò di morti. tanti affamati e arrabbiati. questo è il vostro capitalismo demenziale che voi adorate.

buona consapevolezza

DORF

charliebrown
Scritto il 20 settembre 2017 at 20:08

ap­pren­di­sta@fi­nan­za,

No, APPRENDISTA. Un conto sono i risparmi/piccole speculazioni e un conto è l’Italia.
Io, che sono esposto in perdita sul dollaro, neanche un momento ho sperato di guadagnare sulla rovina del mio paese. Vorrei che il mio paese recuperasse sovranità e orgoglio, non che affondi il mio paese per guadagnare io: guadagnare poi che cosa? Tre soldi.
Non mi piace l’euro per quello che rappresenta: la sudditanza ai più forti (leggi Germania). Non auspico né il permanere dell’euro e della sudditanza, né l’uscita dall’euro nel caos più bieco (per usare le tue parole). Ci vuole coraggio e intelligenza, non irresponsabiltà. E qui il pensiero va logicamente alla classe politica che stiamo esprimendo, quindi in un certo senso a noi stessi e a me stesso. Ma non voglio ricadere nel pessimismo (?) per cui qualcuno si è sentito di ricordarci che la vita è bella. Dunque non abbandoniamo la speranza e diamoci un po’ da fare nel nostro piccolo.

apprendista
Scritto il 20 settembre 2017 at 20:47

Completamente d accordo,non auspicavo un collasso del mio paese per guadagnare qualcosa ma sarcasticamente che potrebbe accadere, peraltro anche ragionando in maniera asettica venale e quindi disumana i costi sarebbero preponderanti rispetto ai benefici
Saluti
char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

apprendista
Scritto il 20 settembre 2017 at 20:52

PENSAVO SI CAPISSE:con tutto quello che ne consegue che temo molto peggio della svalutazione del $,
Saluti
char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

charliebrown
Scritto il 20 settembre 2017 at 21:17

dor­f001@fi­nan­za,

Mi interesso di questi argomenti (tassi, valute ecc.) per difendermi come posso dal capitalismo senza essere comunista. Ciao.

d
Scritto il 20 settembre 2017 at 21:44

Cone volevasi dimostrare: la nonna parla di iniziare, anche se lentamente, to unwind the balance sheet e il dollaro vola… siamo scollinati. Inizia la fase dell’urlo finale del dollaro

tirlusa
Scritto il 20 settembre 2017 at 22:54

Non si capisce perché le borse sono insensibili a qualsiasi cosa accada. Rialzo dei tassi e tapering e il future sul Dax vola. C’è qualcosa che non comprendo e la cosa mi infastidisce.

Per Dorf: non c’è niente di male nell’aver lavorato e risparmiato qualcosa. E’ quindi giusto, oserei dire santo, cercare di difendere quello che si ha…..visto che chi è al potere è un ladro professionista.

omnia_funds
Scritto il 20 settembre 2017 at 22:58

d@​finanza,
Altro che scollinare. ..o l’urlo finale del dollaro!!
“Dalle previsioni degli esponenti Federal Reserve sui Fed Funds emerge inoltre che l’istituto centrale Usa vede ancora un rialzo dei tassi per quest’anno, tre nel 2018, due nel 2019 e uno nel 2020.” (Reuters).
Amen….

d
Scritto il 21 settembre 2017 at 10:34

appunto: siamo scollinati e avremo l’urlo finale del dollaro. In questo ambiente conta più il drenaggio della liquidità, ma anche i tassi aiutano. Dunque l’aumento dei tassi va nella direzione che stiamo dicendo, anche se non è così essenziale rispetto alla dinamica come invece molti credono…
om­nia_­funds@fi­nan­za,

omnia_funds
Scritto il 21 settembre 2017 at 11:34

d@finanza,

L’aumento dei tassi potrebbe anche portare al rafforzamento del USD ,vedremo dopo i prossimi due mesi dove è atteso un minimo poi si vedrà, ma per quanto riguarda i titoli di stato USD saranno dolori….per non dire altro!!
Saluti.

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